Dream Of Illusion nel roster SG Records

Autore: Ermanno M. | Categoria: News


SG Records annuncia con estremo piacere l’ingresso di una nuova giovane band nel proprio roster. I Dream Of Illusion sono attivi dal 2003 e propongono un moderno heavy metal ricco di sfaccettature. L’album Decadence è pronto per la stampa e verrà pubblicato nel prossimo autunno.

Link alla notizia sul sito SG Records:
http://sgrecords.it/it/news/74-dream-of-illusion/99-dream-of-illusion-nel-roster-sg-records

SG Records will publish Decadence, the first album by this young Italian band

SG Records is glad to annonce a new entry in its roster. The young band Dream Of Illusion born in 2003 and play a modern multifaceted heavy metal. The album Decadence is ready and it’ll be published this Autumn.

Darkthrone– Circle the Wagons (Peaceville 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Recensioni


DARKTHRONE – Circle the Wagons  (Peaceville 2010)

Ci risiamo, I Darkthrone della nuova era sono tornati con un album ancora più lercio e delineato rispetto ai due precedenti capitoli. Nel 2007, la band dà il via al “nuovo” corso, facendo e continuando a far storcere il naso ai vecchi fans. L’album fresco di stampa, “Circle the Wagons”, è il perfetto summo di F.O.A.D.  e Dark Thrones and Black Flags, caratterizzato da un sound primitivo, registrazione da “bettola” priva di mezzi adeguati, punk rock senza regole e poca sobrietà.

Queste 9 tracks, spazzando all’unisono, il ricordo di quel che era rimasto del  black metal infernale che solo loro e pochi altri hanno saputo partorire nei primi anni novanta.

I nuovi Darkthrone preferiscono seguire il sentiero del retrò e continuare a omaggiare gli inventori del genere,  venerando simboli come Venom, Motorhead, Sex Pistols, Ramones e chi più ne ha più ne metta, ma se il loro cambio di rotta, o se preferite “tradimento verso i fans prima maniera”, continuerà a dilagare, ci chiediamo se un colosso come la Peaceville continuerà a supportare il duo norvegese.

In conclusione, per quanto possa risultare un album “genuino”, grottesco e vivo più che mai nel panorama underground, Circle the Wagons avrebbe creato più scalpore e venerazione 30 anni fa, rispetto al periodo attuale. Accettata la loro nuova identità e non sentendomela di dare un voto più alto, da fan della band quale sono, non posso esimermi dal preservare la mia copia con la speranza che un giorno riprendano a suonare sul serio!

VOTO: 65/100

Tracklist:

1.Those Treasures Will Never Befall You
2. Running for Borders
3. I Am the Graves of the 80s
4. Stylized Corpse
5. Circle the Wagons
6. Black Mountain Totem
7. I Am the Working Class
8. Eyes Burst At Dawn
9. Bränn Inte Slottet

Line Up:

•    Nocturno Culto – Voce / basso / chitarra
•    Fenriz – Batteria

Discografia:

•    Soulside Journey  (1991)
•    A Blaze in the Northern Sky  (1992)
•    Under a Funeral Moon  (1993)
•    Transilvanian Hunger  (1994)
•    Panzerfaust  (1995)
•    Total Death (1996)
•    Goatlord (1996) (registrato nel 1991)
•    Ravishing Grimness  (1991)
•    Plaguewielder  (2001)
•    Hate Them  (2003)
•    Sardonic Wrath   (2004)
•    The Cult Is Alive  (2006)
•    F.O.A.D. (2007)
•    Dark Thrones and Black Flags  (2008)

Raccolte

•    Preparing for War (2000) (Best of 1988 – 1994)
•    Preparing for War (Riedizione del precedente Best of, con materiale inedito contenuto in un DVD) (2005)
•    Frostland Tapes (2008)

Demo, Promo, Ep e Bootleg

•    Land of Frost (demo) (1986)
•    A New Dimension (promo)  (1987)
•    Thulcandra (demo)  (1988)
•    Cromlech (promo)  (1989)
•    The Roots of Evilness Live (bootleg contenente la registrazione di un live del 1990 e la demo Thulcandra)  (1997)
•    The True Legends In Black  (1998)
•    A Night of Unholy Black Metal (bootleg contenente la registrazione di un live del 1996, alcune canzoni registrate nel 1991 e una riedizione di alcune tracce di Under A Funeral Moon)  (1998)
•    Darkthrone, Holy Darkthrone – Eight Norwegian Bands Paying Tribute (tributo)  (1998)
•    God of Disturbance and Friction (singolo)  (2000)
•    Too Old, Too Cold (EP)  (2006)
•    Forebyggende Krig (7″)  (2006)
•    NWOBHM (EP e singolo)  (2007)

(A cura di Ermanno Martignano)

Forgotten Hope – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Diamo il benvenuto al gruppo calabrese dei Forgotten Hope, usciti nel marzo scorso con un promo di tre pezzi registrato in presa diretta. Poniamo loro le nostre domande…

1.    Salve ragazzi, benvenuti nel blog di Eraskor.com, fateci una breve presentazione della band

(Angel). I Forgotten Hope nascono nel 2006 nella provincia di Cosenza, precisamente ai piedi del bellissimo e suggestivo parco nazionale del Pollino. La band sin dagli esordi ha cercato di mettere in musica, prima con delle cover e poi con brani inediti, i propri stati d’animo, le sensazioni e quel sottile stato d’abbandono che si respira vivendo qui.

2.    Come e quando è nata l’idea di formare la band, perché chiamarla Forgotten Hope? Qual’è la speranza dimenticata?

(Angel). L’esigenza di mettere in musica ciò che viviamo ogni giorno? Si, penso sia stata proprio questa l’idea principale che ci ha spinto a imbracciare gli strumenti e buttare fuori tutto ciò che cova dentro di noi. Sul nome della band posso dirti la mia visione della cosa. Un ragazzo/a, che vive in questi bellissimi posti, il silenzio, la precarietà della vita,  lo stato di abbandono, che non necessariamente è dovuto alle persone che hai attorno, ma a tutte quelle situazioni che si vengono a creare, con l’inevitabile maturazione di una persona. Tutto ciò, porta a perdere quella speranza che vive il massimo splendore nell’età della fanciullezza. Dopodiché, per citare il titolo di un nostro pezzo…After…the void.

3.    Ascoltando il vostro promo, ho riscontrato buone idee e anche qualche difetto, come mai l’idea di registrare in presa diretta? Questa decisione possiamo ritenerla causa di aver sperimentato clean vocals poco convincenti e suoni troppo bassi?

(Angel). Sicuramente la scarsa qualità della registrazione, è dovuta ai pochi mezzi a nostra disposizione, soprattutto economici, come ricordava Luca. Nello stesso tempo, penso  che in giro ci siano molti prodotti che vengono spacciati addirittura come album ufficiali e dove la qualità è davvero scarsa se non peggiore della nostra. Questa non vuole essere una giustificazione ovviamente, ma penso che registrare live, ci abbia messo a nudo anche come musicisti, non abbiamo avuto una fase di pre produzione in cui abbiamo regolato, volumi, effetti, ecc. Siamo andati in questa saletta e abbiamo suonato, punto. Mi capita spesso di ascoltare promo,demo ecc e la prima cosa che noto è sempre la stessa. Sembrano prodotti suonati non da essere umani, ma da alieni, batterie ultra veloci, chitarre moltiplicate decine di volte e tanti, ma tanti effetti. Le prossime nostre uscite, ovviamente, non avranno questa qualità, ma faremo di tutto per migliorare la registrazione senza perdere di naturalezza.

(Luca). La scelta è relativa principalmente a fattori economici. Una registrazione in multitraccia ci sarebbe costata molto più di quello che potevamo permetterci; anche perché, parliamoci chiaro, ciò che si riesce a guadagnare con le serata, è poco più di zero. Per il resto è stato comunque un modo per avere qualcosa in mano, un lavoro concreto. La qualità sonora, aggiunta a diverse sbavature esecutive, è indubbiamente riconducibile alla presa diretta; ma personalmente credo che la nostra musica si senta, al di là di tutti i difetti, e per essere un prodotto creato così velocemente, siamo stati anche fortunati. In futuro cercheremo di fare meglio, sempre meglio, intanto abbiamo tirato fuori qualcosa che ci permette, nel bene e nel male, di far conoscere la nostra musica.

4.    Le vostre influenze stilistiche possiamo dire che abbracciano il progressive, dark, gothic e death metal, concordate?

(Angel). Hai dimenticato il black ehehe. Si, diciamo che mettiamo insieme tutto ciò che “emotivamente” lascia un segno dentro di noi. Spesso ci capita di iniziare con un riff di stampo death o prog, per poi spostarci sul gothic. Credo che tutto ciò sia dovuto al nostro amore viscerale e a 360 gradi verso il Metal, nelle sue varie sfaccettature e sfumature.

(Luca). Concordo pienamente. Ma le influenze musicali sono praticamente infinite, se si guarda nel dettaglio la situazione. Si tratta di un’acquisizione di “dati”, avvenuta nel corso degli anni, per ognuno di noi, e che inevitabilmente viene fuori al momento della composizione. Abbiamo gusti differenti tra di noi, talvolta così diversi che ci stupiamo di andare così d’accordo in fase compositiva. Eppure credo sia uno dei nostri punti di forza, perché il fatto stesso di fare musica, ci permette di amalgamare idee gothic a sfumature prog, ecc. Mettiamo insieme tante idee, mille gusti, ed è così che arriviamo a essere un gruppo.

5.    Come va interpretato questo inizio?….come un biglietto da visita alla consueta ricerca di un etichetta discografica, oppure il vostro obbiettivo era quello di incidere semplicemente le vostre idee, sensazioni etc..?

(Angel). Personalmente direi tutte e due le cose. E’ un inizio, un biglietto da visita e anche un modo per memorizzare da qualche parte un periodo delle nostre vite. Se poi questo dischetto susciterà l’attenzione di qualche addetto ai lavori, che ben venga, ma sappiamo com’è la pseudo scena dello stivale, ma questo è un altro discorso che non voglio di certo approfondire in questa sede.

(Luca). Diciamo che non avevamo nessuna intenzione specifica. L’unica cosa che mi sento di dire è: vogliamo andare avanti, in qualsiasi direzione. Noi tutti abbiamo speranze (a dispetto del nome della band), sogni, magari anche differenti. Il promo è una concretizzazione del lavoro intrapreso insieme, non ha pretese, ma non vuole passare inosservato. Ha avuto indiscutibilmente lo scopo di buttare giù idee e sensazioni, è un po’ come uno specchio per noi, in più è un modo per dire a chiunque abbia la possibilità di ascoltarlo: “al di là di tutto, noi ci siamo; pronti a mettere in gioco tutta la nostra anima, a cadere nella tristezza di una melodia e a rinascere nel rombo distruttivo di un tuono”. Abbiamo mille difetti, così come il nostro promo, ma vogliamo crescere e credere in noi stessi; questo inizio, per me, va interpretato come quello che è, un inizio.

6.    Chi è la penna del gruppo, che argomenti trattano le vostre liriche?

(Angel). La cosa bella dei Forgotten è che riusciamo ad amalgamare le nostre 4 teste, cosa molto difficile in una band, questo non vuol dire che non ci siano momenti di tensione, anzi, se non ci fossero la cosa mi puzzerebbe e tanto. Collaboriamo attivamente tutti e quattro alla nascita di un pezzo, che può trattare di sicuro temi di carattere personale, ma anche che parlano della nostra terra e delle persone che ci vivono usando, com’è successo, delle allegorie. Il mondo dei Forgotten è un mondo personale, intimista, dove paradiso e inferno si incontrano spesso e la follia e la decadenza la fanno da contorno.

(Luca). Chiunque abbia qualcosa da dire, ha pieno diritto alla penna. Ultimamente stiamo utilizzando un testo di Pasquale, il nostro bassista, per creare un nuovo pezzo. Sul promo c’è Harlequin Melancholic Herd, scritta a quattro mani da Angelo e Giuseppe, e After… the Void ed Echoes From Silence, scritti da me. Gli argomenti sono diversi, ma trattano sempre e comunque il disagio che questa vita ci procura; talvolta relativo alla società, in altri casi relativo a proprie percezioni delle più comuni esperienze di vita. Siamo nati dalla cosiddetta parte giusta del mondo, ma siamo consapevoli che l’essere umano è una macchina difettosa.

7.    Come nasce una vostra track, prima testo o sound?

(Angel). Come diceva Luca, si può partire da un semplice riff o da un testo che portiamo in sala prove. Si prova, si trovano varie soluzioni, fino a trovare i tasselli con l’incastro giusto per poter avere un “puzzle” completo e di cui siamo pienamente soddisfatti. Non lasciamo niente a caso, anche nel titolo di un pezzo possiamo perdere delle ore o delle giornate com’è già capitato eheh…

(Luca). Tutto è molto libero e relativo. Si parte da un riff, da un testo, da una frase, un’idea. Non ci siamo messi alcun tipo di limite. Nei periodi più creativi, spariamo idee a raffica, poi le riordiniamo, e facciamo una cernita. Non esiste un metodo prestabilito, proprio perché lasciamo tutto alle sensazioni. Per dirne una, che mi riguarda, sugli assoli e sulle parti di chitarra: posso stare un’intera settimana a cercare le note giuste e non riuscire a essere soddisfatto, e magari trascorrere due ore in sala e trovare la soluzione; oppure, al contrario, non avere nessuna soluzione a portata di mano durante le prove e, una volta arrivato a casa o addirittura nel tragitto, avere un’idea illuminante..

8.    Quali saranno le prossime mosse dei Forgotten Hope?

(Angel). Sicuramente scrivere nuovi pezzi e cercare finalmente di produrre il nostro primo album. Abbiamo già un po’ di pezzi che potrebbero andare a finire sul nostro full, ma sarà un processo lungo e costruito con la massima calma e dedizione.

9.    Il vostro sogno nel cassetto…

(Angel). Come dico e ripeto spesso, la cosa più importante è quella di continuare questo nostro percorso insieme a prescindere dai risultati che otterremo. Di band ne nascono parecchie, e l’Italia è uno dei paesi con il maggior numero di metal band, ma mantenere un gruppo è la cosa più difficile, spesso si viene presi dall’entusiasmo dei primi periodi e poi basta un nulla per buttare tutto nel cesso. Nel nostro caso per fortuna non è stato cosi, dopo 4 anni siamo ancora qui e per noi, che viviamo in questo territorio, credimi è già un piccolo traguardo.

10.    Siamo alle battute finali, a voi le conclusioni e buona fortuna per il futuro della band!

(Angel). Grazie a te Ermanno per averci concesso questo spazio e un ringraziamento a quelle poche e vere persone che ci hanno sempre sostenuto e continuano a farlo. A tutti i lettori invece, volevo solo dire di continuare e supportare il metal italiano, non dobbiamo sentirci inferiori a nessun’altra scena mondiale, abbiamo grosse potenzialità, manca solo il vero e concreto supporto da parte vostra. SUPPORT!!! (true).

(A cura di Ermanno Martignano)

Forgotten Hope– Promo live studio 2010 (Autoprodotto)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


FORGOTTEN HOPE – Promo live studio 2010  (Autoprodotto)

Forgotten Hope, band proveniente dalla provincia di Cosenza, registra in presa diretta il primo mcd 2010. Il loro sound sembra abbracciare sonorità progressive, gothic, death metal. Sicuramente tre canzoni sono un pò pochine per dare un giudizio equilibrato, si scorgono comunque alcune soluzioni molto intriganti: molto dark oserei dire, il suono della chitarra è sporco quanto basta, la batteria è priva di sbavature e le scream vocals di Angelo sono ben inserite.

Ahimè, sono presenti però alcune lacune che vanno evidenziate, in primis le clean vocals di Angelo che non riescono ad essere per nulla incisive e a tratti poco orecchiabili, inoltre una registrazione troppo bassa tende a penalizzare qualche buona idea.. ma questo potrebbe essere causato dalla poca esperienza.

La  voglia di fare bene non manca e le potenzialità si scorgono man mano che si ripete l’ascolto del promo, bisogna metterle solo un pò meglio a frutto.

VOTO: 60/100

Tracklist:

1.    After the void
2.    Echoes from silence
3.    Harlequin melancholic herd

Line Up:

•    Angelo Pellicano (Angelscram, Frascineto – voce)
•    Giuseppe Rimolo (Lake, Morano C. – batteria)
•    Pasquale Carapella (Paskill, Morano C – basso)
•    Luca Montano (Castrovillari – Chitarre)
•    Alessandro Ponzo (Chitarre)  (Session Member)

(A cura di Ermanno Martignano)

Kurwen – Demo 2009 (Autoprodotto)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Recensioni


KURWEN – Demo 2009 (Autoprodotto)

I Kurwen sono una band black metal spagnola formatasi nel 1999, la band dopo un demo tape registrato si sciolse non vedendo mai la luce. Dopo anni di silenzio, Nando Thommessen, ha deciso di rimettere in piedi la band come unico compositore registrando questo fantastico demo.

È inusuale ascoltare una band proveniente dalla Spagna ricalcare il symphonic black metal di stampo norvegese. Le influenze maggiori, sicuramente sono da attribuire a pietre miliari come “The Pagan Prosperity” e “III – Natured Spiritual Invasion”.

Il risultato è di pregevole fattura, i suoni trascinano l’ascoltatore sin da subito, come richiede il genere. L’elemento vincente, rimangono le tastiere, i ritmi si alternano tra mid tempo e veloci, tutto è incastonato alla perfezione, quasi difficile credere che sia stato assemblato da un unica mente. Dare maggior risalto ad un pezzo rispetto ad un altro non è cosa facile, solo cinque pezzi presenti, (di cui la quinta è una cover dei Bad Religion), ma che come biglietto da visita convincono appieno, ci auguriamo di scoprire presto, ulteriori novità sul futuro di questa band!

VOTO: 75/100

Tracklist:

1 Empty
2 I am the sun
3 The halls of the blind
4 Hungry end
5 Modern man  (Cover Bad Religion)

Line Up:

•    Nando Thommessen – Voce / chitarra / basso / keyboards / drum    machine

(A cura di Ermanno Martignano)

Sadist – Season in silence (Scarlet Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


SADIST – Season in silence (Scarlet Records 2010)

Nuovo album per I veterani Sadist, band con alle spalle quasi 20 anni di carriera e album “Above the light” e “Tribe” su tutti,  che hanno lasciato il segno in questa Italia tanto bistrattata.

Il nuovo Season in silence è un full-leght che basa il suo concept sul freddo con una certa venatura horror, (osservate l’artwork per capire cosa intendo ndr). I loro tecnicismi chitarristici iper intricati, l’atmosfera cupa che fuoriesce dalle tastiere, il basso presente come una mannaia, e la batteria tecnicamente perfetta , creano un nuovo capolavoro tutto da decifrare!

Ascolto dopo ascolto, questa matassa intricata prende forma e si avverte una sensazione piacevolmente claustrofobica che difficilmente lascerà il vostro hi-fi.  Il loro death /prog è diventato negli anni un marchio di fabbrica unico e raro, sicuramente un grande ritorno che metterà ancora una volta in luce una delle migliori band italiane!

Tracklist:

1. Aput
2. Broken And Reborn
3. Season In Silence
4. The Attic And The World Of Emotions
5. Evil Birds
6. Ogron 7. Night Owl
8. Snowman
9. Bloody Cold Winter
10. The Abyss 04:13
11. Frozen Hands
12. Hiberna

Line Up:

•    Trevor – voce
•    Tommy Talamanca – chitarra / keyboard
•    Andy Marchini – basso
•    Alessio Spallarossa – batteria

Discografia:

•    Black Screams –(Demo 1991)
•    Above The Light – (Cd 1993
•    Tribe – (Cd 1996)
•    Crust – (Cd 1997)
•    Lego – (Cd 2000)
•    Sadist – (Cd 2007

(A cura di Ermanno Martignano)

Mass Obliteration – Nihil Dum – Social Trauma live 04/09/2010

Autore: Ermanno M. | Categoria: Concerti


Dopo più di un anno di pausa, sabato 4 settembre ritorniamo a suonare dal vivo. L’occasione è una serata benefit al centro sociale occupato in via Bencivenga a Roma, zona Nomentana, facilmene raggiungibile con i mezzi o in auto dalla tangenziale.
Nel pomeriggio ci sarà la presentazione di alcuni testi della Cerbero edizioni su tematiche anarchiche e nichiliste, con a seguire dibattito, cena e poi il concerto; gli altri due gruppi in scaletta sono: i Nihil dum e i Social Trauma.

Inizio spettacolo: ore 17:00

Node – The end everithing is a gag (Scarlet Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


NODE – The end everithing is a gag  (Scarlet Records 2010)

Eccoci finalmente a recensire una nuova mazzata targata Node, la band milanese dopo i vari cambi in line up vede l’entrata del nuovo vocalist Rex (Rex ha lasciato la band poco dopo l’uscita dell’album ndr) e il chitarrista Attila. Questo nuovo “The end everything is a gag” che continua la sua strada nel thrash moderno di cui ci avevano abituati negl’ultimi anni, con una direzione più hardcoriana.

Un album che sfiora i quaranta minuti e che mette subito in bella mostra le doti vocali di Rex dal primo secondo, una voce  tagliente e colma di rabbia che a mio avviso tiene perfettamente testa all’ex vocalist Daniel Botti.

I soliti ingredienti ci sono tutti, rabbia, distorsioni, groove massiccio, tecnica e la giusta melodia che dà il tocco finale. Un nuovo album che metterà ancora una volta l’Italia in grande luce e alla pari di chi sostiene che la nostra nazione è priva di band valide.  Fantastica la cover di “Rebel yell” di Billy Idol. Che dire ancora…. tanto di cappello al ritorno di Gary & co.

VOTO 80/100

Tracklist:

1. 100% Hate
2. The White Is Burning
3. When I Believed In God
4. This Ocean
5. New Order
6. Mia Follow Me Down
7. All My Faults
8. The Masks Of Life
9. Rebel Yell
10. In Death You Live

Line up:

•    Rex – voce
•    Gary D’eramo – chitarra
•    Attila – chitarra
•    Marco – batteria
•    Gabriel – basso

Discografia:

•  Ask EP (1996)
•  Technical Crime  (1997)
•  Sterilized EP  (2000)
•  Sweatshops  (2002)
•  Das Kapital  (2004)
•  As God Kills  (2006)

(A cura di Ermanno Martignano)