Diamo il benvenuto al gruppo calabrese dei Forgotten Hope, usciti nel marzo scorso con un promo di tre pezzi registrato in presa diretta. Poniamo loro le nostre domande…
1. Salve ragazzi, benvenuti nel blog di Eraskor.com, fateci una breve presentazione della band
(Angel). I Forgotten Hope nascono nel 2006 nella provincia di Cosenza, precisamente ai piedi del bellissimo e suggestivo parco nazionale del Pollino. La band sin dagli esordi ha cercato di mettere in musica, prima con delle cover e poi con brani inediti, i propri stati d’animo, le sensazioni e quel sottile stato d’abbandono che si respira vivendo qui.
2. Come e quando è nata l’idea di formare la band, perché chiamarla Forgotten Hope? Qual’è la speranza dimenticata?
(Angel). L’esigenza di mettere in musica ciò che viviamo ogni giorno? Si, penso sia stata proprio questa l’idea principale che ci ha spinto a imbracciare gli strumenti e buttare fuori tutto ciò che cova dentro di noi. Sul nome della band posso dirti la mia visione della cosa. Un ragazzo/a, che vive in questi bellissimi posti, il silenzio, la precarietà della vita, lo stato di abbandono, che non necessariamente è dovuto alle persone che hai attorno, ma a tutte quelle situazioni che si vengono a creare, con l’inevitabile maturazione di una persona. Tutto ciò, porta a perdere quella speranza che vive il massimo splendore nell’età della fanciullezza. Dopodiché, per citare il titolo di un nostro pezzo…After…the void.

3. Ascoltando il vostro promo, ho riscontrato buone idee e anche qualche difetto, come mai l’idea di registrare in presa diretta? Questa decisione possiamo ritenerla causa di aver sperimentato clean vocals poco convincenti e suoni troppo bassi?
(Angel). Sicuramente la scarsa qualità della registrazione, è dovuta ai pochi mezzi a nostra disposizione, soprattutto economici, come ricordava Luca. Nello stesso tempo, penso che in giro ci siano molti prodotti che vengono spacciati addirittura come album ufficiali e dove la qualità è davvero scarsa se non peggiore della nostra. Questa non vuole essere una giustificazione ovviamente, ma penso che registrare live, ci abbia messo a nudo anche come musicisti, non abbiamo avuto una fase di pre produzione in cui abbiamo regolato, volumi, effetti, ecc. Siamo andati in questa saletta e abbiamo suonato, punto. Mi capita spesso di ascoltare promo,demo ecc e la prima cosa che noto è sempre la stessa. Sembrano prodotti suonati non da essere umani, ma da alieni, batterie ultra veloci, chitarre moltiplicate decine di volte e tanti, ma tanti effetti. Le prossime nostre uscite, ovviamente, non avranno questa qualità, ma faremo di tutto per migliorare la registrazione senza perdere di naturalezza.
(Luca). La scelta è relativa principalmente a fattori economici. Una registrazione in multitraccia ci sarebbe costata molto più di quello che potevamo permetterci; anche perché, parliamoci chiaro, ciò che si riesce a guadagnare con le serata, è poco più di zero. Per il resto è stato comunque un modo per avere qualcosa in mano, un lavoro concreto. La qualità sonora, aggiunta a diverse sbavature esecutive, è indubbiamente riconducibile alla presa diretta; ma personalmente credo che la nostra musica si senta, al di là di tutti i difetti, e per essere un prodotto creato così velocemente, siamo stati anche fortunati. In futuro cercheremo di fare meglio, sempre meglio, intanto abbiamo tirato fuori qualcosa che ci permette, nel bene e nel male, di far conoscere la nostra musica.
4. Le vostre influenze stilistiche possiamo dire che abbracciano il progressive, dark, gothic e death metal, concordate?
(Angel). Hai dimenticato il black ehehe. Si, diciamo che mettiamo insieme tutto ciò che “emotivamente” lascia un segno dentro di noi. Spesso ci capita di iniziare con un riff di stampo death o prog, per poi spostarci sul gothic. Credo che tutto ciò sia dovuto al nostro amore viscerale e a 360 gradi verso il Metal, nelle sue varie sfaccettature e sfumature.
(Luca). Concordo pienamente. Ma le influenze musicali sono praticamente infinite, se si guarda nel dettaglio la situazione. Si tratta di un’acquisizione di “dati”, avvenuta nel corso degli anni, per ognuno di noi, e che inevitabilmente viene fuori al momento della composizione. Abbiamo gusti differenti tra di noi, talvolta così diversi che ci stupiamo di andare così d’accordo in fase compositiva. Eppure credo sia uno dei nostri punti di forza, perché il fatto stesso di fare musica, ci permette di amalgamare idee gothic a sfumature prog, ecc. Mettiamo insieme tante idee, mille gusti, ed è così che arriviamo a essere un gruppo.
5. Come va interpretato questo inizio?….come un biglietto da visita alla consueta ricerca di un etichetta discografica, oppure il vostro obbiettivo era quello di incidere semplicemente le vostre idee, sensazioni etc..?
(Angel). Personalmente direi tutte e due le cose. E’ un inizio, un biglietto da visita e anche un modo per memorizzare da qualche parte un periodo delle nostre vite. Se poi questo dischetto susciterà l’attenzione di qualche addetto ai lavori, che ben venga, ma sappiamo com’è la pseudo scena dello stivale, ma questo è un altro discorso che non voglio di certo approfondire in questa sede.
(Luca). Diciamo che non avevamo nessuna intenzione specifica. L’unica cosa che mi sento di dire è: vogliamo andare avanti, in qualsiasi direzione. Noi tutti abbiamo speranze (a dispetto del nome della band), sogni, magari anche differenti. Il promo è una concretizzazione del lavoro intrapreso insieme, non ha pretese, ma non vuole passare inosservato. Ha avuto indiscutibilmente lo scopo di buttare giù idee e sensazioni, è un po’ come uno specchio per noi, in più è un modo per dire a chiunque abbia la possibilità di ascoltarlo: “al di là di tutto, noi ci siamo; pronti a mettere in gioco tutta la nostra anima, a cadere nella tristezza di una melodia e a rinascere nel rombo distruttivo di un tuono”. Abbiamo mille difetti, così come il nostro promo, ma vogliamo crescere e credere in noi stessi; questo inizio, per me, va interpretato come quello che è, un inizio.
6. Chi è la penna del gruppo, che argomenti trattano le vostre liriche?
(Angel). La cosa bella dei Forgotten è che riusciamo ad amalgamare le nostre 4 teste, cosa molto difficile in una band, questo non vuol dire che non ci siano momenti di tensione, anzi, se non ci fossero la cosa mi puzzerebbe e tanto. Collaboriamo attivamente tutti e quattro alla nascita di un pezzo, che può trattare di sicuro temi di carattere personale, ma anche che parlano della nostra terra e delle persone che ci vivono usando, com’è successo, delle allegorie. Il mondo dei Forgotten è un mondo personale, intimista, dove paradiso e inferno si incontrano spesso e la follia e la decadenza la fanno da contorno.
(Luca). Chiunque abbia qualcosa da dire, ha pieno diritto alla penna. Ultimamente stiamo utilizzando un testo di Pasquale, il nostro bassista, per creare un nuovo pezzo. Sul promo c’è Harlequin Melancholic Herd, scritta a quattro mani da Angelo e Giuseppe, e After… the Void ed Echoes From Silence, scritti da me. Gli argomenti sono diversi, ma trattano sempre e comunque il disagio che questa vita ci procura; talvolta relativo alla società, in altri casi relativo a proprie percezioni delle più comuni esperienze di vita. Siamo nati dalla cosiddetta parte giusta del mondo, ma siamo consapevoli che l’essere umano è una macchina difettosa.
7. Come nasce una vostra track, prima testo o sound?
(Angel). Come diceva Luca, si può partire da un semplice riff o da un testo che portiamo in sala prove. Si prova, si trovano varie soluzioni, fino a trovare i tasselli con l’incastro giusto per poter avere un “puzzle” completo e di cui siamo pienamente soddisfatti. Non lasciamo niente a caso, anche nel titolo di un pezzo possiamo perdere delle ore o delle giornate com’è già capitato eheh…
(Luca). Tutto è molto libero e relativo. Si parte da un riff, da un testo, da una frase, un’idea. Non ci siamo messi alcun tipo di limite. Nei periodi più creativi, spariamo idee a raffica, poi le riordiniamo, e facciamo una cernita. Non esiste un metodo prestabilito, proprio perché lasciamo tutto alle sensazioni. Per dirne una, che mi riguarda, sugli assoli e sulle parti di chitarra: posso stare un’intera settimana a cercare le note giuste e non riuscire a essere soddisfatto, e magari trascorrere due ore in sala e trovare la soluzione; oppure, al contrario, non avere nessuna soluzione a portata di mano durante le prove e, una volta arrivato a casa o addirittura nel tragitto, avere un’idea illuminante..
8. Quali saranno le prossime mosse dei Forgotten Hope?
(Angel). Sicuramente scrivere nuovi pezzi e cercare finalmente di produrre il nostro primo album. Abbiamo già un po’ di pezzi che potrebbero andare a finire sul nostro full, ma sarà un processo lungo e costruito con la massima calma e dedizione.
9. Il vostro sogno nel cassetto…
(Angel). Come dico e ripeto spesso, la cosa più importante è quella di continuare questo nostro percorso insieme a prescindere dai risultati che otterremo. Di band ne nascono parecchie, e l’Italia è uno dei paesi con il maggior numero di metal band, ma mantenere un gruppo è la cosa più difficile, spesso si viene presi dall’entusiasmo dei primi periodi e poi basta un nulla per buttare tutto nel cesso. Nel nostro caso per fortuna non è stato cosi, dopo 4 anni siamo ancora qui e per noi, che viviamo in questo territorio, credimi è già un piccolo traguardo.
10. Siamo alle battute finali, a voi le conclusioni e buona fortuna per il futuro della band!
(Angel). Grazie a te Ermanno per averci concesso questo spazio e un ringraziamento a quelle poche e vere persone che ci hanno sempre sostenuto e continuano a farlo. A tutti i lettori invece, volevo solo dire di continuare e supportare il metal italiano, non dobbiamo sentirci inferiori a nessun’altra scena mondiale, abbiamo grosse potenzialità, manca solo il vero e concreto supporto da parte vostra. SUPPORT!!! (true).
(A cura di Ermanno Martignano)