
RISPONDE: Judith e Sergio
1) Ragazzi ,innanzitutto, vi diamo il benvenuto su eraskor.com e vi porgiamo i nostri più sinceri complimenti ! Fateci una vostra breve presentazione!
Innanzi tutto ti ringraziamo moltissimo del supporto, particolarmente importante per una band appena nata come noi!Che dire..siamo un gruppo di amici che hanno concretizzato il loro sogno più grande: un progetto musicale dove poter esprimere liberamente le nostre sensazioni più profonde,principalmente attraverso il doom metal ma con molte altre sfumature. Tutto è iniziato anni fa tra noi e Federica ma è solo da quest’inverno ,dopo un lungo periodo di silenzio e la conseguente entrata di Marco nella line up, che i tempi sono diventati maturi per dare vita alla nostra prima produzione così come la volevamo. Per il resto che dire..la presentazione che ci piacerebbe maggiormente fornire è l’ascolto dei nostri pezzi!
2) Ascoltando le tracce di “The brightness of my disaster” sono rimasto colpito dall’uso della formula della “Bella e la bestia” (“dogma” prettamente gothic – doom che negli anni 90 dilagava) , e con piacere ho scoperto che in realtà non vi è il solito connubio uomo(growl) – donna(clean-lirico) : entrambe le voci sono femminili! E’ stata una decisione presa sin da subito , volontà di spezzare questo dogma o altro?
Judith: Non c’è stata nessuna decisione a riguardo,semplicemente io e Federica siamo migliori amiche da sempre e il progetto Raving season è il nostro più grande sogno che si avvera. La musica ha sempre fatto parte della nostra amicizia,da quando a 16 anni ci registravamo sul terrazzo di casa sua e lei spaventava con il suo growl ,già potentissimo devo dire ,tutto il condominio ahah,a quando abbiamo cantato insieme in altri progetti metal, fino ad arrivare ad oggi dove posso finalmente dire che quello che avevamo dentro ha preso forma esattamente come ce lo immaginavamo e come lo abbiamo sempre ardentemente desiderato.
Come siamo incredibilmente complementari nella vita lo siamo anche nell’arte,infatti credo che mentre le nostre voci da sole non siano in grado di esprimere tutto quello che vorremmo,insieme acquistano sicuramente un valore unico,almeno per quello che volevamo descrivere. La mia voce parla di fragilità e dolcezza,e in un certo qual modo anche di forza femminile,mentre la sua è carica di rabbia e disperazione. E come io parlo della sua fragilità lei parla della mia disperazione; conoscendoci così profondamente sappiamo esattamente come cantare i testi l’una dell’altra,e anche per questo quando ci riuniamo per decidere le melodie vocali ci dividiamo ogni singolo verso in base al significato che deve avere.
3) Il vostro album mostra una grande capacità esecutiva oltre ad un’ottima conoscenza musicale nell’ambito doom , death e gothic metal! Quali sono le vostre influenze e in che maniera pensate esse abbiano influenzato il vostro lavoro?
Sergio: Questo progetto è nato in primis per suonare doom, ma con l’entrata nel gruppo di elementi con conoscenze miste abbiamo deciso di espandere il nostro campo musicale e liberarci di schemi e stili, e riversare in questi pezzi tutto quello che per noi è musica. Di conoscenze in campo metal penso ne abbiamo davvero tante, personalmente ho cercato di creare apposta una band mista, persone aperte a nuove idee e che sentissero generi vari, appunto per avere ampi spazi su cui lavorare. Nonostante comunque questo disco sia pieno di influenze, quali My dying bride, Opeth, Tristania e Novembre, credo siamo riusciti a fondere il tutto con un nostro stile personale e abbiamo cercato di esprimere al 100% quello che per noi è musica nel suo complesso.
4) Molte volte , anzi oserei dire quasi sempre , sia le band che gli ascoltatori tralasciano un lato fondamentale della musica: le liriche dei propri componimenti! Si nota subito un carattere autobiografico nei vostri testi con temi che vanno dalla perdita o la ricerca di un ideale incarnato in una persona , da “semplici” tessuti imbevuti di intimità , a riflessioni sull’uomo, richiami al “childhood” romantico o semplicemente il cosiddetto male di vivere! Queste sono state le mie interpretazioni , ma quali sono i veri significati impressi nelle vostre liriche o comunque ciò che avete voluto esprimere?
Judith: Apprezzo moltissimo questa domanda perché per noi i testi ricoprono un ruolo molto importante,non vogliamo siano semplicemente belle e gotiche frasi da attaccare alle melodie.
Come hai detto tu hanno tutti un valore autobiografico. Che si tratti di un fatto specifico o di una sensazione cerchiamo di rimanere estremamente onesti nello scrivere le cose esattamente come le sentiamo,senza paura di mostrare parti così profonde di noi stessi.
Per quanto riguarda me parlo principalmente della perdita di qualcosa,che sia una persona in particolare o una condizione di vita,in ogni caso parlarne è un modo simbolico per descrivere il tragico scontro tra tutti gli ideali e le speranze che ho sempre portato dentro e il vuoto e sicuramente deludente mondo reale. Allo stesso tempo però parlarne dimostra anche che quel mondo ideale non è mai morto,lo porterò sempre con me,e anzi potrei dire che è la motivazione che mi spinge ad andare avanti. Perchè finchè si è in grado di vedere qualcosa di bello e puro,e soprattutto di proteggerlo, anche attraverso tutto il sarcastico cinismo del mondo circostante,allora penso che valga davvero la pena combattere senza mai demordere. Non mi interessa proprio quello che succede intorno
io continuerò sempre a credere nei miei ideali e a fidarmi di quello che sento,perché senza una vita interiore non siamo nulla. E sono sicura di parlare per tutto il gruppo quando dico questo.
Infatti ciò che accomuna i miei testi e quelli di Federica è proprio questa ricerca di serenità attraverso il buio che la vita quotidiana ti getta in faccia giorno per giorno. Io ne parlo descrivendo metaforicamente episodi specifici, lei invece parlando minuziosamente delle sensazioni che prova, ma il significato è lo stesso.
5) Come prende vita una vostra composizione , e da cosa traete ispirazione? Chi si occupa principalmente della stesura dei testi o della creazione della musica?
Sergio: per quanto riguarda le composizioni, gli artefici principali siamo io e marco,nel quale devo dire ho trovato prima un caro amico, poi un ottimo musicista ed in fine una perfetta formula alchemica per lavorare con me. Siamo due malati di musica ed abbiamo continuamente nuove idee in mente da proporre, considera io spesso registro parti fischiate col cellulare mentre cammino per strada ahahah!!! Avendo quindi continui schemi su cui lavorare cerchiamo di passarci assiduamente semplici riff o parti complete di stesure, alternandoci alla composizione per aggiungere , togliere o modificare il lavoro fatto ,proprio per avere un misto di stili; diciamo lui cura più la parte death io invece la parte melodica del tutto. Così si comincia a lavorare per avere una buona base. Poi quando il pezzo pressappoco è terminato si prova il tutto in sala per dargli vita assieme a tutti gli altri ed è qui che si arricchisce il tutto con qualche pennellata di buon stile Raving Season…
Judith: Per quanto riguarda la stesura dei testi per ora io e Federica siamo le uniche autrici ma sicuramente verrà coinvolto anche Marco in futuro in quanto ho già letto dei suoi versi e sono sicura che ha molto da dire! Come ho detto prima i testi fanno tutti riferimento alla nostra vita personale, quindi l’ispirazione viene “semplicemente” da quello che vediamo intorno o dentro noi stessi. Per quanto riguarda me scrivo in continuazione ,da parecchi anni ormai, dei diari dove parlo di tutto quello che sento, e da lì prendo quasi tutti i versi dei miei testi. Faccio questo perché per me è fondamentale che le parole siano messe su carta nel momento stesso in cui si sentono davvero,perché quello è il momento della vera ispirazione. Non sono mai riuscita a descrivere un sentimento esaustivamente a posteriori.
Ovviamente prima di capire di cosa vogliamo parlare io e Federica ascoltiamo innumerevoli volte le composizioni,per poi vederci e definire testi,melodie vocali,e tutto ciò che completa i pezzi.
6) Un plauso alla cover di “The brightness of my disaster”!Leggevo dei commenti sul vostro myspace e c’è chi lo paragona a “Viva emptiness” dei Katatonia e “Materia” dei Novembre ma con colori e ambientazioni più oscure e drammatiche! Sono pienamente d’accordo con questa affermazione! Chi è stato il fautore di questa cover e che significato avete voluto darle?
Judith: il fautore di questa cover è Sergio, che oltre ad aver saputo interpretare a pieno il significato dei testi,è anche una delle persone più sensibili che conosca,e che quindi conoscendo me e Federica è stato in grado anche di rappresentarci tramite l’art work.
Prima di questa Sergio aveva prodotto più versioni ,tutte più o meno con lo stesso significato ma ognuna con un tipo di impatto differente.
Per rivelare la mia interpretazione direi che la bambina vestita di nero rappresenta la parte più candida e pura di noi stessi che fugge dalla casa,l’oscuro passato, per cercare rifugio in un paesaggio che in realtà risulta comunque desolato. Ma in ogni caso la bambina è li ed è sopravvissuta, ed ha capito che il posto dove rifugiarsi non solo esiste,ma è qualcosa che può invertire l’ordine delle cose e fare della catastrofe passata un’arma e un punto di forza per affrontare presente e futuro. D’altronde è questo il significato sia del titolo dell’ep che del nome del gruppo. La nuova stagione della vita a cui facciamo riferimento è quella in cui si è in grado di gettare fuori noi stessi con violenza tutta l’oscurità delle nostre catastrofi personali e trasformarle in qualcosa di rabbiosamente luminoso, qualsiasi sia il valore che ognuno di noi dà a questa luce.
Inoltre nella cover ci sono chiari riferimenti ai testi ,decisamente imbevuti della presenza dei fantasmi del passato come le ombre tra la casa e la bambina in nero.
Non so se sono stata sufficientemente chiara, ma come avrai capito per noi questo gruppo è molto più che un semplice svago artistico.
Finchè la bambina sopravvive ha senso andare avanti, se permettessimo alle ombre
dentro di noi di ucciderla tutto perderebbe di valore.
7) Avete in programma dei live? Con chi a livello internazionale o comunque italiano (underground e non) vi piacerebbe condividere il palco?
Sergio: Da settembre dovremmo cominciare a muoverci per fare dei live e promuovere l’album, e ovviamente vorremmo cercare di suonare il più possibile, non solo a Roma , ma sai anche tu le difficoltà che ci sono in Italia in campo metal per trovare location e disponibilità, ma non demordiamo, di voglia ne abbiamo da vendere. A livello di band italiane ci piacerebbe molto suonare con i the foreshadowing o novembre se vogliamo restare nel nostro campo musicale , ma non disdegneremmo di certo anche band come dark lunacy e infernal poetry! Poi per quanto riguarda band internazionali beh non nego la voglia che avremmo di condividere dei live con artisti quali my dying bride, opeth, extol, mourning beloveth, mar de grises, swallow the sun e tantissimi altri…ma per ora è davvero un sogno…
8 ) Vorremo conoscere il vostro giudizio sulla scena underground italiana , e nella fattispecie quella doom metal! Avete critiche o plausi da porgere e quali sono le band che ritenete più competitive?
Pensiamo che nonostante questo Paese faccia di tutto per scoraggiare i talenti in circolazione, di gente che sa davvero suonare ce n’è parecchia in giro,nella scena doom metal e non. Basta farsi un giro nei vari locali underground per accertarsene. Più che critiche o plausi vorremmo solo esprimere il nostro rispetto per chi porta alta la bandiera del metal italiano per passione,nonostante tutto!
Di nomi ce ne sarebbero tanti..scriveremo quelli delle due band underground ,tra l’altro entrambe di Roma,che si sono fatte sicuramente notare maggiormente negli ultimi mesi: The foreshadowing ed Endaemona.
9) Che progetti avete per il futuro? Avete altro materiale inedito che avete intenzione di registrare per il prossimo full lenght?
Sergio: Progetti per il futuro ce ne sarebbero molti, ma cerchiamo di fare le cose passo passo. Stiamo buttando giù idee nuove di partenza e abbiamo già scritto qualcosa su cui lavorare. Abbiamo grandi idee per il prossimo disco, vogliamo cercare di superarci e utilizzare elementi che sono rimasti fuori dall’ Ep, sempre continuando con il nostro punto forte: la voglia di liberarci da schemi e stili. Se posso fare una piccolissima autocritica all’ ep, direi che magari non sono pezzi da primo impatto. Devono essere assimilati, ma è quello che volevamo in fin dei conti, volevamo dare un senso di continuità, un continuo cambiare di atmosfere e sensazioni. Quindi ora lavoreremo molto su questo punto;continueremo comunque a comporre canzoni lunghe, ma ci concentreremo molto sulla scorrevolezza e sull’ ascoltabilità senza dimenticare di esplorare e allargare i nostri orizzonti. In fin dei conti siamo comunque rimasti molto soddisfatti da “the brightness of my disaster”, anche perché pensiamo di essere riusciti a mostrare molte parti di noi che ci caratterizzeranno in futuro.
10) Ragazzi siamo giunti alla conclusione , rinnovo i miei complimenti e porgo a voi le conclusioni…
Grazie ancora dei complimenti! Speriamo che i lettori di Eraskor apprezzeranno le nostre risposte e soprattutto la nostra musica,che è sempre la cosa più importante! Scriviamo qui il nostro indirizzo my space per chi si fosse incuriosito e speriamo che prima o poi ci sentiate anche live!
www.myspace.com/ravingseason
(A Cura di Marco Squillino)