Obituary – Darkest Day (Candelight 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


OBITUARY – Darkest Day (Candelight 2009)

obituary artwork

Dopo due album altalenanti come Frozen Time e Xecutioner’s Return i paladini del death metal sincopato e marcio, riemergono in maniera più convincente con questo nuovo Darkest Day registrando tracks più efficaci, anche se in sostanza la loro proposta continua a sembrare un copia/incolla…

Si sa, il loro death metal made in florida non è mai cambiato di una virgola in tutti questi anni, dimostrandosi coerenti con se stessi e con chi gli ha sempre stimati. Il loro sound è sinonimo di brutalità, sporcizia e “disturbo mentale”, questo è stato il loro marchio di fabbrica e lo sarà sempre.

Certo gli anni passano e i fratelli tardy continuano a svolgere il loro lavoro al meglio non riusceno però a colpire al 100%, sembra che nemmeno gli ottimi riff di Ralph Satolla siano riusciti a dare nuovi stimoli e quella marcia in più al resto del gruppo. Tuttavia, anche se questo nuovo capitolo non brilla di genialità e incisività, la stima per la band americana rimane immutata attendendo l’album che spazzerà via ogni dubbio.

Molto bello e interessante l’artwork del grande disegnatore Andreas Marshall, unica pecca… forse troppo sullo stile power metal!

Tracklist:

1. List Of Dead
2. Blood To Give
3. Lost
4. Outside My Head
5. Payback
6. Your Darkest Day
7. This Life
8. See Me Now
9. Fields Of Pain
10. Violent Dreams
11. Truth Be Told

(A cura di Ermanno Martignano)

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RAGE – nuovo full-lenght nel 2010

Autore: Ermanno M. | Categoria: News


I RAGE sono entrati nei Twilight Hall Studios per le registrazioni del loro prossimo album.

Da indiscrezioni il disco verrà prodotto da Charlie Bauerfeind (HAMMERFALL, HELLOWEEN).

Se tutto procede secondo i progetti della band l’album sarà disponibile verso febbraio 2010.

rage

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Slayer – nuovo brano online

Autore: Ermanno M. | Categoria: Pre-listening


E’ possibile ascoltare il nuovo brano degli Slayer “Hate Worldwide” che farà parte del nuovo disco “World Painted Blood”, uno degli album più attesi nel panorama thrash metal!

Link:

http://www.shockhound.com/features/667-exclusive–hear-slayer-s-new–hate-worldwide–here-first—

slayer singolo

{lang: ‘it’}

Human Dirge – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Thrash metal


Diamo il benvenuto ai romani Human Dirge che con il loro EP “Seventy times seven” mettono in risalto le loro qualità ed un thrash metal dallo stile americano…. A loro la parola…

1. Salve Human Dirge, diamo il via con una breve presentazione della band…

Ciao, gli HD sono John (vocalist), Tommy (chitarra solista), Giulia (basso), Flavio (chitarra ritmica). In questo preciso istante stiamo cercando un batterista; abbiamo interrotto con Danilo una collaborazione durata più di un anno per divergenze stilistiche e musicali sebbene i rapporti tra noi siano rimasti buoni. Gli HD nascono nel 2006 con il nome “Oscura Poetry” ed erano sicuramente molto diversi per lineup e genere dagli odierni. Ci siamo evoluti col tempo e, diciamolo, siamo in piena evoluzione.

human dirge foto band

2. Il vostro sound viaggia su stili tipici americani, molto in linea con Testament e Nevermore. Un sound veloce, melodico, pesante ed oscuro, tuttavia da un ascolto più attento si scorge anche una certa influenza svedese. A chi vi siete ispirati per realizzare questo perfetto mix?

Si vero, c’ è un po’ di tutto, questo perché abbiamo ascolti ampi e eterogenei. Sentiamo non solo metal (e per metal intendiamo tutto) ma anche altri generi quindi le composizioni hanno venature diverse. L’ influenza di partenza, perché è innegabile che ce ne sia una, è sicuramente il thrash moderno americano alla Nevermore ma come afferma il nostro promo, adesso il genere diventa “difficilmente etichettabile”. Come avete ben percepito le scene alle quali ci rifacciamo maggiormente sono quella death/thrash americana e la death svedese stile Darkane senza tralasciare influenze classiche quali Carcass ecc…

3. Seventy times seven è un ep che in soli 14 minuti racchiude molto di più di quanto possa offrire un tempo così ridotto, è stata una scelta voluta quella di inserire solo 3 canzoni?

La storia di un promo è difficile da racchiudere in poche righe perché a farla non sono solo le note ma anche le vicissitudini a esse legate. Pensavamo di dare una smossa al precedente EP “Embryo”, seppur a noi piace particolarmente, e abbiamo deciso di provarci con 3 song, abbastanza per capire l’ evoluzione. Nella loro stesura non pochi sono stati i problemi organizzativi e compositivi che abbiamo trovato perché non si voleva fare qualcosa di già sentito o facilmente etichettabile.

4. Quali sono le differenze sostanziali tra l’ep targato 2007 “Embryo” e il nuovo Seventy…

A parte la produzione, più massiccia e aggressiva, i pezzi sono più veloci, più d’ impatto mentre “Embryo” è più melodico e avvolgente. Quest’ ultimo promo vuole picchiare l’ ascoltatore. Non è detto che non si ritorni a sonorità “Embryo”, ci piacciono entrambe a dire il vero. Ma aspettatevi nel futuro un’ altra evoluzione. Non vogliamo di certo annoiarvi.

5. Ho letto che siete alla ricerca di un nuovo batterista, potete fare un appello se lo desiderate.

Cogliamo l’ opportunità per dire a tutti gli interessati, amanti del genere, che cerchiamo un batterista. Chi fosse interessato può contattarci ai nostri indirizzi e-mail e space.

6. Quali saranno i passi futuri della band?…a quando l’arrivo del primo full-legth?

Domandona…vedere il futuro ora, senza il batterista, non è facilissimo. Pensiamo di trovarlo quanto prima e avviare una serie di concerti live parallelamente alla stesura di nuovi brani. Il full sarà un bel parto perché noi abbiamo il pallino di non far uscire le prime cose che ci vengono in testa ma lavorarci su mesi e mesi per arrangiarlo al meglio e non far nulla di scontato. Vedremo…

7. Leggendo la vostra biografia, ho scoperto che prima di Human Dirge il gruppo si chiamava “Oscura poetry”, quali erano la differenza di stile tra le due band?

Inizialmente non c’ era stile…chi avvia band musicali lo sa…c’ è un’ idea mutevole di base, ci si lavora su e non è detto venga perseguita. Questo è il caso nostro. Siamo stati per mesi a creare pezzi senza capire dove andare a parare finché la line up non s’ è invigorita con elementi compositivi di spessore. Tutto questo è stato quasi automatico, senza alcuna frattura. Siamo partiti da un doom/goth/black per raggiungere un prog/thrash/death…non siamo amanti di etichette, facciamo metal come ci girano le idee, questo ci basta.

8. Sono previsti dei live?

Per ora no, però vi invito a consultare di continuo il nostro myspace per aggiornamenti.

9. Con quali band vorreste dividere il palco un giorno?

Sarebbero davvero moltissime, nemmeno a elencarle! E non solo band di grosso calibro ma anche valenti band underground che spesso sono mascherate e nascoste dalla brillantezza (ahimé) monetaria di band famose.

10. L’intervista si conclude qui, non resta che ringraziarvi per la disponibilità concessaci e augurarvi buona fortuna per il futuro. A voi le conclusioni…

Beh, continuate a seguire la scena underground italica, non necessariamente noi. Questa può crescere solo se voi lo volete. Non vi fate ingannare da art work, pubblicità ridondanti, apparenza… Ascoltate tutto, con le orecchie e col cuore, e scegliete con quelle. Grazie dello spazio concesso, un saluto.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Human Dirge – Seventy Times Seven (autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


HUMAN DIRGE – Seventy Times Seven (autoprodotto 2009)

human dirge artwork

Un EP di piccola durata ma che si rivela molto interessante. Gli Human Dirge si sono formati nel 2006 sotto il nome di Oscura Poetry e diretti verso un sound più gotico.
Dopo il cambio di nome, nel 2007, registrano il primo EP intitolato “Embryo” per poi giungere al nuovo album  “Seventy Times Seven” nel 2009. Il loro thrash metal di matrice americana, tanto caro a gruppi come Testament e Nevermore, dimostra appieno le capacità compositive della band con songs dirette, oscure e tecnicamente elevate.

Incisiva e rabbiosa la voce del frontman John Balla, sulla scia di Warrel Dane (Nevermore), Paul Baloff (Exodus) e vagamente John Connelly (Nuclear Assault), dove, dietro al microfono, dimostra una certa padronanza delle sue doti vocali. Le 2 chitarre di Tommy e Flavio risultano molto precise ed efficaci nell’accompagnare la devastante batteria di Danilo (non più parte integrante della band) e la bassista Giulia.

Nonostante, una durata di soli 14 minuti del loro ultimo EP, possiamo dire che questi ragazzi sono riusciti a concentrare le loro idee in modo “massiccio” e pressocchè lodevole. Sicuramente non mancheranno i riscontri futuri nell’attivissimo panaroma underground.

Tracklist:
unclean alb
no one can decide
the worldof flesh

Line up:
John Balla – voce
Tommy Aurizzi – lead guitars
Flavio Elawi – rhythm guitars
Giulia Cavallo – bass guitars

(A cura di Ermanno Martignano)

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Hyra – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste


Tecnica contorta, logorante, soffocante, distruttiva, i padovani Hyra piombano sulle nostre teste con questo primo full leght “Seek For Salvation”, un concentrato di pura “violenza” e genialità che suscita grande curiosità…
Iniziamo a porre le nostre domande…

1. Benvenuti Hyra, presentatevi ai nostri lettori

(HyRA) Salve, molte grazie per lo spazio dedicatoci.

2. Seek for Salvation è sbalorditivo, il vostro sound è a dir poco dilaniante e tecnicamente perfetto, come nasce una vostra canzone?

(Max) Non partiamo quasi mai da uno strumento in particolare, ma da un idea che può essere proposta da ogni singolo componente. Ognuno è fondamentale al risultato dei brani. Non seguiamo uno schema ben preciso nella realizzazione dei pezzi, é grazie alla nostra forte intesa artistica che riusciamo ad unire le nostre varie idee sempre molto velocemente e senza nessun problema.

hyra-foto-band

3. Ascoltando le vostre canzoni, mi vengono in mente gruppi come Meshuggah, Pantera e Hypocrisy (quest’ultima per via della track “seed of brutality”), tuttavia da un ascolto più approfondito si possono scorgere influenze di altri gruppi, o sbaglio? Chi ha contribuito nella nascita della band?

(Tommy) No non sbagli assolutamente. Ascoltiamo davvero tanti generi, ognuno di noi ha preferenze molto diverse dagli altri…
E’ stato sicuramente questo una delle nostre forze maggiori e uno degli elementi fondamentali nella creazione di “Seek For Salvation” e del suo sound. Ovviamente ascoltiamo tutti quanti gruppi moderni come Lamb Of God, Meshuggah, Job For A Cowboy e Carnifex o come gli storici Slayer, Pantera e Sepultura, ma poi spaziamo dalla musica etnica ad artisti come l’intramontabile Elvis per esempio. Per questo penso che per quanto riguarda le influenze potrei dire che ne abbiamo tante, come nessuna.

4. Quali sono le tematiche dei vostri testi?

(Fernando) I nostri testi parlano di esperienze di vita reali e di concezioni astratte con scenari surreali che in parte però, rispecchiano le tematiche negative dei tempi odierni. Alcuni trattano della nostra concezione personale dei sentimenti e pensieri negativi che sempre di più predominano nella vita quotidiana di ognuno di noi. I testi sono assolutamente collegati fra loro, però (per intenderci) non come capitoli di un libro.

5. Siete pienamente soddisfatti del prodotto finale o avreste voluto apportare qualche modifica?

(HyRA) Siamo sicuramente tutti molto soddisfatti del prodotto finale e abbiamo visto che il disco è stato ben capito ed apprezzato. Non cambieremmo niente di quello che abbiamo fatto, ci piace così e ne siamo fieri.

6. L’artwork mi ha molto affascinato per i colori usati, per l’idea del dipinto e per il volto sofferto della figura femminile. Qual è il vero significato di tutto ciò?

(Patrik)L’aspetto grafico della copertina doveva essere un’immagine che saltasse all’occhio subito e che rispecchiasse l’indole psicopatica del gruppo. Doveva dare l’idea della rabbia e dell’odio che noi sette ci portiamo dentro, il tutto visto tramite appunto la rabbia e l’odio che questa povera ragazza ha appena subito. Per rendere l’idea ci siamo affidati alle mani sapienti di una nostra grande amica/artista, Eva Di Martino, e poi l’art work è stato definito da un altro nostro amico disegnatore, Valentino Vivian. Direi che è stato colto nel segno.

7. Concerti imminenti?

(Chris) Sicuramente saranno moltissimi, noi siamo una live band a tutti gli effetti, stiamo anche trattando con un paio di agenzie di booking, ma nulla ancora è certo. Di certo c’è che da metà settembre ripartiremo, ed aspettatevi di vederci ovunque perchè abbiamo intenzione di suonare il più possibile e in qualunque luogo. Noi viviamo per i live, passeremmo volentieri tutta la nostra vita in tour.

8. Nel panorama metal italiano iniziano a farsi spazio molte ottime band che con grandi sacrifici sembrano uscire allo scoperto, cosa ne pensate? Potete elencarci qualche band valida che merita maggiore visibilità?

(Luca) Ci sono tantissime ottime band. Siamo un ottimo paese per quanto riguarda il metal e affini, uno dei migliori secondo me, abbiamo grandissimi musicisti, in moltissime band e le persone che ascoltano non sono per niente poche, peccato che non venga dato lo spazio che sarebbe giusto avere ed è davvero triste che molti gruppi abbiano dovuto spostarsi all’estero. Fate un giro sul nostro myspace (myspace.com/hyra8), li potrete trovare bands che secondo noi valgono davvero.

9. Progetti futuri?

(HyRA) Tantissimi live-shows, ovunque, speriamo di suonare il più possibile e più o meno fra un anno pensiamo che sarà pronto il prossimo Album. Preparatevi…

10. Siamo in dirittura di arrivo, a noi non resta che ringraziarvi per la disponibilità concessaci e augurarvi buona fortuna. A voi le conclusioni…

(HyRA) Come sempre grazie a voi, grazie ancora per lo spazio dedicatoci e complimenti per il website. A tutti i nostri fans un saluto e un a presto, vi verremo a prendere tutti bastardi….

(A cura di Ermanno Martignano)

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Hyra – Seek for Salvation (Sweet Poison 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


HYRA – Seek for Salvation (Sweet Poison 2009)

hyra artwork

Spiazzante, massacrante, contorto, spaccaossa, l’album in questione è tutto questo, gli Hyra hanno creato un lavoro distruttivo e disturbante (nel senso buono) per chi vive di sonorità thrash – death. Sicuramente questi ragazzi si nutrono quotidianamente di Meshuggah e Pantera!

La mistura corrosiva di questo micidiale album è fatta di pura tecnica, distorsioni, rabbia e pazzia. Le ritmiche taglienti, il basso in presenza massiccia e la batteria pesante come un macigno, creano un muro sonoro impenetrabile. Per una giusta assimilazione del prodotto sono necessari svariati ascolti, ed una volta entrati nell’ottica e genialità di questi ragazzi padovani, difficilmente dimenticherete quanto hanno saputo partorire.

Undici canzoni più intro per ridurre la massa cerebrale ad una larva e far impazzire chi tenta di entrare nel loro spazio. Non è possibile giudicare un pezzo come migliore dell’altro, anche se “Seed of brutality” per via di un certo riff penetrante alla Hypocrisy, mi fa impazzire… seek for salvation va assorbito in un unico ascolto…
Grande esempio di creatività e coraggio in un paese che fatica ad avere una mente più aperta!

Tracklist:

1. Intro
2. Last Breath
3. Depression/Regression
4. Let The Dead Bury The Dead
5. No Mercy
6. Coward
7. Lord Belial
8. Life In Pain
9. Burning Mind
10. Can’t Believe
11. Seed Of Brutality
12. I Hate

Line-up:

Dario (Vocals)
Fernando (Vocals)
Tommy (Guitars)
Patrik (Guitars)
Max (Bass)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Necrodeath – Phylogenesis (Scarlet 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


NECRODEATH – Phylogenesis (Scarlet 2009)

necrodeat artwork

Ricordo ancora lo stupore dovuto all’ascolto di “Mater of a Evil” nel lontano 1999, rimasi entusiasta di fronte a cotanta malvagità scoprendo la voce di Flegias….amore a prima vista…

Ritorno in grande stile quello dei Necrodeath, un altro tassello, un altro centro nella loro nutrita discografia, (anche se il precedente Draculea si è rivelato un album assai ostico)..
Phylogenesis ritorna come un album più primitivo e genuino, valorizzato dall’ottima registrazione degli Outher sound studios di Giuseppe Orlando (Novembre).

Il sound rimane intricato, malefico e schizofrenico come da copione, vero cavallo di battaglia della band di tutti questi anni. Non si può non notare un certo ritorno alle sonorità degli esordi. Il ritorno del chitarrista Pier Gonella e il bassista Gl hanno contribuito in maniera eccezionale nel rendere questo album più vicino al classico thrash, evidenziando un po’ meno quell’alone black metal che li caratterizza.

Il risultato finale è un ascolto più scorrevole e piacevole. L’album è a mio avviso uno dei migliori degli ultimi anni, la voce di Flegias in certi frangenti ricorda quella di Steve Sylvester, e il lavoro svolto nella conclusiva “final war” (pezzo assolutamente fantastico) non può che confermarlo come uno dei migliori vocalist italiani. Acquisto da non lasciarsi sfuggire!

(A cura di Ermanno Martignano)

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