Vitales Exsequiae – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Interviste


Vitales Exsequiae, band proveniente da Taranto, al suo esordio discografico dal titolo “A Short Lived Hope”, un demo di quattro tracce di puro Doom Death onirico e funereo ben congeniato..

Risponde: (Marco Squillino – voce/chitarra)

1.    Ciao Marco, presentaci la band..

Ciao Ermanno innanzitutto ti ringrazio  di cuore per averci concesso questa intervista e ti ammiro per il supporto che dai quotidianamente alle band underground! Allora la band è formata da Marco Carbotti (chitarra) , un mio caro amico  e compagno di altri progetti precedenti; poi da Antonio Leggieri ( batteria) che è un polistrumentista e rese questa band realtà il Dicembre dell’anno scorso! Poi abbiamo il tastierista Luca Zecca e il bassista Vito Surgo che insieme ad Antonio , sono stati compagni di varie collaborazioni e  progetti passati e presenti ( Nebula , Arkhamian , Rebirth , DegenerArt )

vitales exsequiae foto band

2.    Da dove nasce il nome Vitales Exsequiae?

La gestazione del nostro monicker è stata molto lunga ma poi per caso, durante la lettura del “Decameron” di G.Boccaccio, mi è ritornato in mente, dopo averlo letto, il termine Esequie. Subito affascinato da questo vocabolo incominciai a cercare un valido aggettivo da accompagnare, che riflettesse la mia “filosofia”, e il “vitale “ fu il frutto di questa ricerca. Dopo decisi di tradurre tutto in latino per dare un significato più arcaico e funereo, nonché che richiamasse le tematiche doom. Ovviamente il nome Vitales Exsequiae non è solo un mero gioco di parole, ma nasconde vari significati! Ricollegandomi al pensiero leopardiano penso che la nostra vita sia una sorta di esequia vitale. Tutti potrebbero accusarmi di pessimismo ma questa, per me, è una considerazione solo di carattere filosofico; si, appoggio la poetica leopardiana della caduta degli ideali ma non per questo lascio spazio alla depressione, anzi l’uomo non dovrebbe dare mai adito a questo stato emotivo e lottare sempre portando avanti le proprie passioni.

3.    I vostri brani sono ben congeniati e semplici da memorizzare dopo pochi ascolti, su quali basi viene concepito un vostro pezzo?

Grazie per queste parole! Era ciò che volevamo, ovvero creare una sorta di mix fra le nostre influenze principali ( Doom Metal, Death Metal ) il tutto mischiato da una vena progressiva per dare più originalità e più scorrevolezza ai brani! Per noi il progressive non è musica per “musicisti matematici”, lo utilizziamo per creare varie atmosfere che spaziano dalle parti pulite a quelle death metal e per dare adito a una sorta di ricerca sperimentale nella musica, senza avere come unica preoccupazione quella di suonare in tempi dispari. Infatti amiamo le band progressive anni ’70 più che attuali band Prog Metal “barocche”. Di solito un nostro pezzo nasce dall’idea di qualcuno, anche un singolo riff o anche un’intera canzone a volte, che viene poi sviluppata e arrangiata. Una volta che la musica è pronta , procedo alla stesura della lirica che si basa sulle emozioni e sulle sensazioni che il brano mi comunica. Ho molto a cuore il binomio musica-lirica, tutte le nostre canzoni hanno un parallelo tra singolo riff e singola strofa.

4.    Quali sono le tematiche di “A Short Lived Hope”, è un concept?

“A Short Lived Hope” non è un concept-album anche se alcune tematiche sono collegate! “The Anatomy of Ineptitude” è un tributo al grande capolavoro letterario “Il Fu Mattia Pascal “ di Luigi Pirandello. Adoro quel libro, e quindi sono partito dal romanzo per poi finire a un testo che abbia più un punto di vista personale. Il tema è quello dell’inettitudine dell’uomo, della sua piccolezza e del sadismo del Fato. Quest’ultimo è un tema ripreso in “Requiem For A Dream” ispirato al capolavoro cinematografico di Darren Aronosky, regista che amo profondamente. Il cinema, insieme al doom metal, è una delle mie principali ispirazioni, infatti vi anticipo che siamo al lavoro su un nuovo brano con tematiche che scavano nella poetica di Wim Wenders nella sua opera “Fino Alla Fine del Mondo”. “Shallow Flower “ è stata scritta dalla nostra ex cantante Erika Martin. La tematica potrebbe essere spiegata meglio da lei quindi io mi limito a dire che in quel pezzo abbiamo voluto trasformare una poesia in musica. Leggendo il testo, mi lasciai andare alle sensazioni che mi trasmise e composi la musica in relazioni alle parole delle lirica, una sorta di “poesia musicata”. “Pale Morning, Then The Void “ è stato scritto a due mani, da Antonio Leggieri e da me, ma prevalentemente da lui. E’ un testo più novembrino e molto evocativo.

5.    Vi faccio i complimenti per l’artwork, bello nei colori opachi e molto decadente, chi è l’artista?

L’artista è Ereshkigal, una ragazza davvero talentuosa che ha saputo trasformare le nostre idee riguardo all’artwork in realtà, soprattutto nella creazione del logo che ben riassume il significato del nome Vitales Exsequiae e crea un interessante contrasto tra la parola Vitales, l’Ankh e la parola Exsequiae. Vi lasciamo il link al suo myspace e ci complimentiamo nuovamente per il suo lavoro : www.myspace.com/e_black_art

6.    Secondo te,  da 1 a 10, quanto è difficile farsi apprezzare come band doom, essendo ormai invasi da generi più “commerciali” appartenenti a differenti categorie di musica estrema?

Penso 10 e che sia molto difficile, ma credo altrettanto che sia inutile rimuginare su questa situazione e che bisogna lavorare duramente e il più possibile. Odio chi  fa di questa situazione un alibi per il proprio insuccesso: chiariamoci, purtroppo viviamo in una realtà “sociale – culturale”, che oltre a non conoscere il concetto di meritocrazia, tarpa le ali a molti artisti meritevoli (e non solo nel campo della musica), ma molte volte è lo stesso pseudo artista a non avere il coraggio di combattere questa situazione. In Italia però stiamo assistendo al proliferare di eventi live doom, al continuo nascere di VALIDE band che suonano questo genere e all’aumentare dei fan! Credo anche che sia un bene che il doom metal sia un genere più di nicchia, ciò non può che tenere sempre in vita la  “purezza” di questo genere che lascia da parte il concetto di commercialità, di posa e banalità che è presente in altri generi ( anche se ultimamente c’è qualcuno che lo fa). Bisogna lottare ragazzi e essere solidali, la musica non è un gara alla velocità o alla tecnica.

7.    Nel vostro myspace, ho letto di una data live svoltasi il 2 Giugno a Crispiano, in pratica è stato il vostro primo concerto, che sensazioni ricordi di quella sera e come ha risposto il pubblico?

Si è stato il nostro primo live. Beh, arrivati li siamo rimasti entusiasti dalla magnificenza del service e  dalla buona location ma purtroppo non siamo stati trattati alla pari di altre band: soundcheck brevissimo e  la solita mancanza di professionalità di qualche tecnico, roba di poco conto, visto che comunque la maggior parte dei fonici era professionale. Eravamo ben consci di suonare in un luogo non molto consono alla nostra proposta musicale ma è servito ad arricchire la nostra esperienza. Al di la di ciò avevamo una fortissima carica emotiva e credo che tutta la band ha dimostrato una dedizione profonda verso la musica, professionalità e umiltà che a mio parere non deve MAI mancare. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che ci hanno fatto suonare .

8.    Prossime date live? E con quali band underground ti piacerebbe dividere il palco un giorno?

Sono previsti per il futuro vari live che devono ancora essere confermati: si sta organizzando un sorta di mini festival per Halloween qui a Pulsano e poi noi, insieme ai Doomenicus, stiamo cercando di organizzare una sorta di serata a “tema” con altre band ma è ancora tutto da decidere e da definire. Ci sono una miriade di band underground con cui vorrei suonare: Grieving Age, Doomenicus, Shades Of Grey, Ira Del Baccano, Sesta Marconi, Endaemona, Embrace my Ruin, Evilive, Silvered, Il Pasto Nudo e un elenco vastissimo.

9.    Quali saranno i prossimi passi della band?

Al momento ci stiamo dedicando alla promozione di “A Short Lived Hope”, alla sua stampa e ai preparativi per l’inizio delle vendite! Contemporaneamente siamo già al lavoro sulla composizione di nuovi brani e su una cover per omaggiare i mostri sacri del genere. In seguito incominceremo a spedire la demo per cercare di trovare un contratto discografico con qualche etichetta e ci dedicheremo all’organizzazione di vari live.

10.    Rinnovo i miei complimenti per il vostro debutto, chiudete l’intervista come meglio credete…

Ermanno nuovamente grazie per il supporto che ci hai dato, e per averci permesso di farci conoscere dai lettori di ERASKOR! Ringrazio TUTTI coloro che si stanno complimentando per il nostro lavoro e coloro che ci supportano da molto tempo. Invito chi è interessato all’acquisto di “A Short Lived Hope”, a contattare la band al link www.myspace.com/VitalesExsequiae,  all’indirizzo email VitalesExsequiae@hotmail.it o ancora al mio indirizzo email Anathema87@hotmail.it .
DOOM ON!

Band:

Marco Squillino – voce, chitarra
Marco Carbotti – chitarra
Antonio Leggeri – batteria
Luca Zecca – tastiere
Vito Surgo – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

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Vitales Exsequiae – biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


logo artwork vitales

ban italia

Il combo nasce nel novembre 2007 ad opera del chitarrista/cantante Marco Squillino e della cantante Erika Martin, inizialmente come semplice side project del primo. I tratti della band cominciano poi a delinearsi con l’aggiunta alla line-up del bassista, Mattia Squillino, già compagno in un progetto precedente.

Musicalmente parlando, le sonorità più presenti, nonostante si attinga veramente da ogni cosa, rimangono quelle Doom, Death, Gothic, Black a cui casualmente si unisce una vena progressiva. Dopo mesi di composizione , Marco Squillino decide di chiamare un caro amico chitarrista, nonchè compagno di altri progetti: Marco Carbotti.

Il “Fato” ha poi cambiato molte cose in seguito dando inizio ad una lunga catena di cambi di line up (intorno al settembre del 2008 Erika Martin lascia la band ). Dopo mesi passati a cercare un valido batterista, finalmente la line up è al completo (dicembre 2008) con il polistrumentista Antonio Leggieri (The Delusion, DegenerArt ).

Verso Marzo (2009) Paolo Castronuovo si aggiunge alla band in seguito all’abbandono di Mattia Squillino e a giugno(2009) la line up viene completamente definita grazie al tastierista Luca Zecca ( Nebula , DegenerArt ) e all’ingresso del nuovo bassista Vito Surgo ( ex Arkhamian , Nebula , Rebirth )! Dopo 3 mesi di lavoro , il debut album “A Short lived hope” viene completato il 5 settembre 2009.

ban inglese

The band was formed in November 2007 by Marco Squillino (Guitar/Vocals) and Erika Martin (Vocals), initially as a minor side-project of the former. The Line-up then took further shape when bass player Mattia Squillino, previously involved in another of Marco’s projects, joined the duo.

After some months spent writing, Marco Squillino decided to call on an old friend of his to join the band, whom he had previously played guitar with in other bands: Marco Carbotti. Subsequently fate changed many things by beginning a series of line-up changes (Starting from September 2008 with Erika Martin’s abandonment ).

After spending months looking for a valued drummer, the formation was eventually completed by multi-instrumentalist Antonio Leggieri (december 2008) on drums.

Around March 2009 Mattia was first replaced by Paolo Castronuovo, then by Vito Surgo, who along with keyboardist Luca Zecca completed definitely the line-up in June 2009. Although the band is inspired by basically every kind of music, the main influences are Doom, Death Metal, Gothic Metal, Black Metal, occasionally enriched by a Progressive flavour. Their debut album “A Short Lived Hope” was finished off on the 5th of September 2009, after three months of recording.

(A cura di Marco Squillino)

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Vitales Exsequiae – A Short Lived Hope (2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


copertina logo copia

Giusta partenza per questo esordio targato Vitales Exsequiae, la band tarantina capitanata dal cantante – chitarrista Marco Squillino, formatasi nel 2007 e, dopo vari cambi di line-up, giunta alla registrazione di questo prodotto che mescola sonorità marcatamente doom intrise di una forte melodia funerea ed onirica, che spazia tra suoni gothic, black e progressive.

Nelle quattro tracce presenti si scorgono le influenze di band blasonate come My dying bride, Anathema, Novembre, Opeth, Enslaved, Black Ssabbath, Shallow The Sun, Paradise Lost,  Katatonia etc…

Apre le danze The Anathomy of Ineptitude, un intro sognante per dare il via a un mid tempo che prende velocità; la voce di Marco si dimostra molto cavernosa e d’impatto. Si procede con Requiem for a dream, una litania lunga sei minuti dove un magnifico tappeto tastieristico si alterna alle chitarre trasmettendo una forte sensazione di decadenza.

Pale Morning, pezzo più orientato verso il death dove le tastiere ricordano sonorità anni settanta a rimembrare le gesta dei primi Death ss, e gli attuali Abysmal Grief. La peculiarità di questo pezzo rimane nella parte centrale dove una forte vena rock progressiva e psichedelica, in stile Anathema, si alterna a voci pulite acquistando maggior fascino. Si conclude questo demo con Shallow Flower dove la band rallenta il tiro riconducendo la mente alla vena spettrale dei nostrani Void Of Silence e sfociando in tempi prettamente death a metà e a conclusione del brano.

Quattro canzoni che si rivelano un ottimo biglietto da visita e che dovrebbero bastare ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori.

Tracklist:

* The Anathomy of Ineptitude
* Requiem for a Dream
* Pale Morning, Then the Void
* Shallow Flower

Band:

Marco Squillino – voce, chitarra

Marco Carbotti – chitarra

Antonio Leggeri – batteria

Luca Zecca – tastiere

Vito Surgo – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

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Perpetual Fire – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste


Perpetual Fire, band milanese guidata dal chitarrista Steve Volta e dedita a sonorità classic metal capaci di trasportare l’ascoltatore in un mondo parallelo….

1.    Benvenuti ragazzi, chi sono i PF… presentatevi ai nostri lettori.

Steve: Un saluto a tutti innanzitutto. I Perpetual Fire nascono una decina di anni fa con l’idea di suonare metal melodico e veloce. Allora avevamo un altro nome ed io sono l’unico sopravvissuto della prima formazione. Ora siamo Roby Beccalli alla voce, Steve Volta alla chitarra, Mark Zampetti al basso e Cisco alla batteria. Nel 2006 è uscito il nostro primo CD “Endless World” con la label Adrenaline che ormai ha chiuso i battenti. A luglio di quest’anno abbiamo messo in free downloading dal nostro sito www.perpetualfire.net il nuovo album “Invisible”.

perpetual fire band 2

2.    “Invisibile” a parer mio è un piccolo gioiellino metallico, perfettamente curato anche nella grafica. Oltre a riscontrare una grande tecnica, assoluta onestà e amore per il classic metal, le influenze che vi accompagnano sono molteplici: power, progressive e hard rock. Quali gruppi dobbiamo ringraziare per il gran risultato finale…

Steve: Diciamo che con questo album abbiamo cercato di non accostarci troppo ad altre band famose che di sicuro ci hanno influenzato. E’ ciò che vogliamo suonare. Ovviamente nelle nostre canzoni puoi sentire richiami ad altre band ma penso sia una cosa normalissima. Non ci riteniamo innovatori, cerchiamo solo di comporre e suonare belle canzoni… molto semplice.

3.    Ogni track, è sempre intrisa di tecnica e virtuosismi, oltre a una melodia sempre acchiappasogni. Quanto tempo richiede il completamento di una singola traccia?…Come nasce una canzone dei PF?…Prima testo o musica?

Steve: Normalmente parto da un riff o da una melodia di chitarra e poi sviluppo un arrangiamento con l’aiuto di software musicali. Cerco già di arricchire la composizione in maniera che suoni bene anche a livello di impatto sonoro. Dopodiché mi viene naturale aggiungere una linea melodica o passare il provino a Roby; su alcune canzoni so che lui può comporre una linea melodica ottima. E’ un grande compositore anche se non saprebbe suonare un Do maggiore su qualsiasi strumento! Un istintivo.

4.    Di cosa parlano i vostri testi e chi è la penna?

Steve: Per quanto riguarda i testi preferisco fare tutto da solo per mantenere una certa coerenza tra le varie canzoni. Gli argomenti trattati sono abbastanza classici, parlano di vita, morte, amore, guerra, dolore. Tutte sensazioni che viviamo giornalmente. Alcune cose autobiografiche altre pura fantasia ma a volte quello che credi sia fantasia si trasforma in realtà e ciò può non essere sempre piacevole. In particolare il testo di “Invisible” è stato immaginato ma qualche anno più tardi quella storia si è materializzata in maniera molto efficace. Se lo avessi saputo in quella canzone avrei parlato d’altro… Per farti qualche altro esempio “Kissing the shadows” parla del dolore che causa la morte, “My ship is burning” della stupidità della guerra, “Eternity” di religione, “Cold rain” di un bambino abusato da un genitore. Poi ognuno può interpretare i testi in base alle proprio sensazioni ed esperienze. A me piace sempre molto ascoltare una canzone leggendo il testo, ti coinvolge di più. Anche per questo abbiamo voluto sviluppare un booklet in formato PDF da allegare ai files audio delle canzoni.

5.    Cosa significa per voi suonare metal classico così pulito e raffinato in un tempo dove spopolano generi più estremi come il death, black e metalcore?

Steve: Significa suonare ciò che ci piace, tutto qua. Di sicuro c’è gente che segue il trend del momento ma io ritengo sbagliata questa cosa. E’ anche vero che non bisogna fossilizzarsi nello stesso stile album dopo album, però la crescita deve essere artistica non dettata da esigenze di moda. L’evoluzione è utile anche se non necessaria. Comunque hai ragione, in questo periodo vanno tanto i generi estremi. Io suono con un signore di nome Pino Scotto e ti devo dire che di tutte le band spalla che abbiamo avuto durante i concerti ben poche suonavano melodic.

6.    Leggendo la vostra biografia ho appreso della decisione di rendere “Invisibile” gratuito a chi volesse scaricarlo, a causa di uno scarso interesse da parte delle etichette discografiche. Perché secondo voi nessuna etichetta si è dimostrata favorevole alla distribuzione del vostro prodotto?

Steve: Forse perchè non seguiamo il trend! A dir la verità qualche proposta ci è arrivata ma non abbiamo ritenuto la cosa interessante. Sai è il solito discorso “Ti stampo le copie se tu ne compri un certo numero…”. Questo è un meccanismo che non porta da nessuna parte e sta’ uccidendo la musica. Così facendo qualsiasi band, anche di basso livello, può avere il suo bel cd con tanto di logo di una label. Non va’ bene proprio, stanno uccidendo il mercato. C’è veramente troppa roba in giro ed il pubblico è fiacco e disinteressato. Ormai chi vende sono solo i grossi nomi perchè fanno ancora parte del meccanismo che faceva funzionare le cose alla grande, prima della mazzata inferta alla discografia dal download illegale. In Italia di band che potrebbero fare bene ce ne sono ma non c’è nessuna etichetta in grado di supportale a dovere per cui siamo fuori dal giro grosso e ancora lontani dagli standard di paesi come la Germania o la Finlandia. In tour con Pino ho conosciuto un sacco di gente che se la tira e pensa di essere chissà chi, pazzesco, qua i dischi non si vendono e c’è molta gente che si atteggia. I locali di Milano sono pieni di queste persone. Per esempio: “Sai ora iniziamo il tour, suono in questo locale ad ottobre, in questi tre locali a novembre…” Tour? A volte mi sembra che a molti interessi di più far vedere di essere musicista piuttosto che esserlo veramente. Anch’io quando ho iniziato a suonare pensavo “Figo, ora divento musicista e tutte le ragazze cadranno ai miei piedi!!” poi la musica è diventata la mia ragione di vita ed il mio modo per realizzarmi e provare ad essere felice.

7.    Che differenze possiamo riscontrare fra il precedente “Endless World” e il nuovo capitolo?

Steve: Se “Endless World” fosse uscito cinque anni prima avrebbe avuto un riscontro molto maggiore, di questo sono abbastanza sicuro. E’ un disco legato al periodo 1998-2001. Purtroppo non siamo stati abbastanza “avanti” e questo ci ha penalizzato. Ci sono comunque pezzi buoni, andava solo arrangiato in maniera un po’ diversa. Con “Invisible” siamo maturati parecchio secondo me. Meno fronzoli e più attenzione verso la melodia e gli arrangiamenti. Vediamo nel 2010 con il terzo album dove riusciremo ad arrivare.

8.    Quali sono i prossimi Live show?… Dove possono vedervi prossimamente i vostri fans?

Steve: Da novembre speriamo di iniziare con qualche concerto.  E’ veramente troppo tempo che i Perpetual Fire sono lontani dai palchi. Purtroppo per esigenze lavorative, soprattutto mie, ci siamo dovuti fermare per un lungo periodo.

9.    Cosa prevede il futuro per i PF?

Steve: Considerando che a maggio scorso avevo intenzione di chiudere l’esperienza Perpetual Fire non mi faccio troppo elucubrazioni mentali riguardo al futuro. Sono contento che “Invisible” sia finalmente uscito e il fatto di essere ricorsi al download gratuito non mi da nessun fastidio. Stiamo ricominciando a provare e presto lavoreremo sui nuovi pezzi. Se tutto va’ bene cominceremo anche con i concerti. Noi suoniamo quel che ci piace e questo ci basta!

10.    Siamo giunti al termine, non ci resta che ringraziarvi per la disponibilità sperando di sentir parlare spesso di voi… A voi le conclusioni.

Steve: Grazie Ermanno per averci dato l’opportunità di parlare dei Perpetual Fire.  Invito tutti i lettori a scaricare e ascoltare il nostro album “Invisible”, potrebbe essere una gradita sorpresa. Un saluto e stay metal!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Paradise Lost – online “Faith divides us – death unites us”

Autore: Ermanno M. | Categoria: Pre-listening


I Paradise Lost per anticipare l’ascolto, hanno inserito per intero sul loro myspace ufficiale, il nuovo album “Faith Divides us – Death unites Us” che vedrà luce in data 25 Settembre su etichetta Century Media.

Link: www.myspace.com/paradiselostuk

Artwork:

artwork paradise lost

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Perpetual Fire – Invisible (autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


Perpetual Fire – Invisible  (Autoprodotto 2009)

perpetual fire artwork

Sfolgorante il nuovo album per i Perpetual Fire, la band milanese nasce nel 1999 sotto nome di “Abyss”per volere del virtuoso chitarrista Steve Volta e dopo un demo targato 2006 (“MMU”) e il cambio di nome, registrano un primo album “Endless Word” (2007).
A sorpresa, ritornano con questo piccolo gioiellino di melodic heavy metal alla Stratovarius, Sinphony x e Angra.

Le 16 tracks contenute (13 + 3 bonus) in questo dischetto per una durata di 66 minuti, scivolano via tra cavalcate al fulmicotone, riff mozzafiato e una splendida voce di Roby Beccalli che cattura l’ascoltatore sin dal primo ascolto.

Come detto in precedenza, nel sound dei PF potrete scorgere il tipico sound dedito al classic metal, ma dopo ripetuti ascolti emergono suoni power metal che trovano la massima espressione in “Time Machine” e suoni progressivi e hard rock che ritroviamo nel brano “Alien”.
Questo “Invisibile” è una perla che non trova spazio nel panorama italiano, è proprio per questo che la band ha deciso di sistribuirlo gratuitamente in rete: http://www.perpetualfire.net/Perpetualfire/HOME.html

Tracklist:

1 invisible 4.14
2 kissing shadow 3.54
3 april’s blood 3.59
4 walking on your fire 4.25
5 in the cage 3.59
6 lost forever 4.44
7 winter’s night 4.44
8 velvet rope 3.47
9 eternity 3.56
10 my ship is burning 4.15
11 secrets 3.36
12 time machine 4.30
13 who we are 2.22

bonus tracks:

14 say goodbye 5.01
15 cold rain 4.15
16 alien 4.17

Band:

Roby Beccalli – Voce
Steve Volta – Chitarra
Mark Zampetti – Basso
Cisco – Batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

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Megadeth – new album in streaming

Autore: Ermanno M. | Categoria: Pre-listening


Online il prelistening dell’intero nuovo album dei trhasher americani Megadeth dal titolo “Endgame” su etichetta Roadrunner records, già disponibile nel migliori negozi di musica.

Link:

www.myspace.com/megadeth

megadeth cover

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Vitales Exsequiae – demo online

Autore: Ermanno M. | Categoria: Pre-listening


Debutto discografico per questa band tarantina dalle enormi potenzialità alle prese con un doom metal morboso, malinconico e onirico…

E’ disponibile il prelistening dell’intero demo cliccando sul seguente link:

http://www.myspace.com/vitalesexsequiae

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