Vitales Exsequiae, band proveniente da Taranto, al suo esordio discografico dal titolo “A Short Lived Hope”, un demo di quattro tracce di puro Doom Death onirico e funereo ben congeniato..
Risponde: (Marco Squillino – voce/chitarra)
1. Ciao Marco, presentaci la band..
Ciao Ermanno innanzitutto ti ringrazio di cuore per averci concesso questa intervista e ti ammiro per il supporto che dai quotidianamente alle band underground! Allora la band è formata da Marco Carbotti (chitarra) , un mio caro amico e compagno di altri progetti precedenti; poi da Antonio Leggieri ( batteria) che è un polistrumentista e rese questa band realtà il Dicembre dell’anno scorso! Poi abbiamo il tastierista Luca Zecca e il bassista Vito Surgo che insieme ad Antonio , sono stati compagni di varie collaborazioni e progetti passati e presenti ( Nebula , Arkhamian , Rebirth , DegenerArt )

2. Da dove nasce il nome Vitales Exsequiae?
La gestazione del nostro monicker è stata molto lunga ma poi per caso, durante la lettura del “Decameron” di G.Boccaccio, mi è ritornato in mente, dopo averlo letto, il termine Esequie. Subito affascinato da questo vocabolo incominciai a cercare un valido aggettivo da accompagnare, che riflettesse la mia “filosofia”, e il “vitale “ fu il frutto di questa ricerca. Dopo decisi di tradurre tutto in latino per dare un significato più arcaico e funereo, nonché che richiamasse le tematiche doom. Ovviamente il nome Vitales Exsequiae non è solo un mero gioco di parole, ma nasconde vari significati! Ricollegandomi al pensiero leopardiano penso che la nostra vita sia una sorta di esequia vitale. Tutti potrebbero accusarmi di pessimismo ma questa, per me, è una considerazione solo di carattere filosofico; si, appoggio la poetica leopardiana della caduta degli ideali ma non per questo lascio spazio alla depressione, anzi l’uomo non dovrebbe dare mai adito a questo stato emotivo e lottare sempre portando avanti le proprie passioni.
3. I vostri brani sono ben congeniati e semplici da memorizzare dopo pochi ascolti, su quali basi viene concepito un vostro pezzo?
Grazie per queste parole! Era ciò che volevamo, ovvero creare una sorta di mix fra le nostre influenze principali ( Doom Metal, Death Metal ) il tutto mischiato da una vena progressiva per dare più originalità e più scorrevolezza ai brani! Per noi il progressive non è musica per “musicisti matematici”, lo utilizziamo per creare varie atmosfere che spaziano dalle parti pulite a quelle death metal e per dare adito a una sorta di ricerca sperimentale nella musica, senza avere come unica preoccupazione quella di suonare in tempi dispari. Infatti amiamo le band progressive anni ’70 più che attuali band Prog Metal “barocche”. Di solito un nostro pezzo nasce dall’idea di qualcuno, anche un singolo riff o anche un’intera canzone a volte, che viene poi sviluppata e arrangiata. Una volta che la musica è pronta , procedo alla stesura della lirica che si basa sulle emozioni e sulle sensazioni che il brano mi comunica. Ho molto a cuore il binomio musica-lirica, tutte le nostre canzoni hanno un parallelo tra singolo riff e singola strofa.
4. Quali sono le tematiche di “A Short Lived Hope”, è un concept?
“A Short Lived Hope” non è un concept-album anche se alcune tematiche sono collegate! “The Anatomy of Ineptitude” è un tributo al grande capolavoro letterario “Il Fu Mattia Pascal “ di Luigi Pirandello. Adoro quel libro, e quindi sono partito dal romanzo per poi finire a un testo che abbia più un punto di vista personale. Il tema è quello dell’inettitudine dell’uomo, della sua piccolezza e del sadismo del Fato. Quest’ultimo è un tema ripreso in “Requiem For A Dream” ispirato al capolavoro cinematografico di Darren Aronosky, regista che amo profondamente. Il cinema, insieme al doom metal, è una delle mie principali ispirazioni, infatti vi anticipo che siamo al lavoro su un nuovo brano con tematiche che scavano nella poetica di Wim Wenders nella sua opera “Fino Alla Fine del Mondo”. “Shallow Flower “ è stata scritta dalla nostra ex cantante Erika Martin. La tematica potrebbe essere spiegata meglio da lei quindi io mi limito a dire che in quel pezzo abbiamo voluto trasformare una poesia in musica. Leggendo il testo, mi lasciai andare alle sensazioni che mi trasmise e composi la musica in relazioni alle parole delle lirica, una sorta di “poesia musicata”. “Pale Morning, Then The Void “ è stato scritto a due mani, da Antonio Leggieri e da me, ma prevalentemente da lui. E’ un testo più novembrino e molto evocativo.
5. Vi faccio i complimenti per l’artwork, bello nei colori opachi e molto decadente, chi è l’artista?
L’artista è Ereshkigal, una ragazza davvero talentuosa che ha saputo trasformare le nostre idee riguardo all’artwork in realtà, soprattutto nella creazione del logo che ben riassume il significato del nome Vitales Exsequiae e crea un interessante contrasto tra la parola Vitales, l’Ankh e la parola Exsequiae. Vi lasciamo il link al suo myspace e ci complimentiamo nuovamente per il suo lavoro : www.myspace.com/e_black_art
6. Secondo te, da 1 a 10, quanto è difficile farsi apprezzare come band doom, essendo ormai invasi da generi più “commerciali” appartenenti a differenti categorie di musica estrema?
Penso 10 e che sia molto difficile, ma credo altrettanto che sia inutile rimuginare su questa situazione e che bisogna lavorare duramente e il più possibile. Odio chi fa di questa situazione un alibi per il proprio insuccesso: chiariamoci, purtroppo viviamo in una realtà “sociale – culturale”, che oltre a non conoscere il concetto di meritocrazia, tarpa le ali a molti artisti meritevoli (e non solo nel campo della musica), ma molte volte è lo stesso pseudo artista a non avere il coraggio di combattere questa situazione. In Italia però stiamo assistendo al proliferare di eventi live doom, al continuo nascere di VALIDE band che suonano questo genere e all’aumentare dei fan! Credo anche che sia un bene che il doom metal sia un genere più di nicchia, ciò non può che tenere sempre in vita la “purezza” di questo genere che lascia da parte il concetto di commercialità, di posa e banalità che è presente in altri generi ( anche se ultimamente c’è qualcuno che lo fa). Bisogna lottare ragazzi e essere solidali, la musica non è un gara alla velocità o alla tecnica.
7. Nel vostro myspace, ho letto di una data live svoltasi il 2 Giugno a Crispiano, in pratica è stato il vostro primo concerto, che sensazioni ricordi di quella sera e come ha risposto il pubblico?
Si è stato il nostro primo live. Beh, arrivati li siamo rimasti entusiasti dalla magnificenza del service e dalla buona location ma purtroppo non siamo stati trattati alla pari di altre band: soundcheck brevissimo e la solita mancanza di professionalità di qualche tecnico, roba di poco conto, visto che comunque la maggior parte dei fonici era professionale. Eravamo ben consci di suonare in un luogo non molto consono alla nostra proposta musicale ma è servito ad arricchire la nostra esperienza. Al di la di ciò avevamo una fortissima carica emotiva e credo che tutta la band ha dimostrato una dedizione profonda verso la musica, professionalità e umiltà che a mio parere non deve MAI mancare. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che ci hanno fatto suonare .
8. Prossime date live? E con quali band underground ti piacerebbe dividere il palco un giorno?
Sono previsti per il futuro vari live che devono ancora essere confermati: si sta organizzando un sorta di mini festival per Halloween qui a Pulsano e poi noi, insieme ai Doomenicus, stiamo cercando di organizzare una sorta di serata a “tema” con altre band ma è ancora tutto da decidere e da definire. Ci sono una miriade di band underground con cui vorrei suonare: Grieving Age, Doomenicus, Shades Of Grey, Ira Del Baccano, Sesta Marconi, Endaemona, Embrace my Ruin, Evilive, Silvered, Il Pasto Nudo e un elenco vastissimo.
9. Quali saranno i prossimi passi della band?
Al momento ci stiamo dedicando alla promozione di “A Short Lived Hope”, alla sua stampa e ai preparativi per l’inizio delle vendite! Contemporaneamente siamo già al lavoro sulla composizione di nuovi brani e su una cover per omaggiare i mostri sacri del genere. In seguito incominceremo a spedire la demo per cercare di trovare un contratto discografico con qualche etichetta e ci dedicheremo all’organizzazione di vari live.
10. Rinnovo i miei complimenti per il vostro debutto, chiudete l’intervista come meglio credete…
Ermanno nuovamente grazie per il supporto che ci hai dato, e per averci permesso di farci conoscere dai lettori di ERASKOR! Ringrazio TUTTI coloro che si stanno complimentando per il nostro lavoro e coloro che ci supportano da molto tempo. Invito chi è interessato all’acquisto di “A Short Lived Hope”, a contattare la band al link www.myspace.com/VitalesExsequiae, all’indirizzo email VitalesExsequiae@hotmail.it o ancora al mio indirizzo email Anathema87@hotmail.it .
DOOM ON!
Band:
Marco Squillino – voce, chitarra
Marco Carbotti – chitarra
Antonio Leggeri – batteria
Luca Zecca – tastiere
Vito Surgo – basso
(A cura di Ermanno Martignano)





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