E’ un grande onore intervistare una delle band più importanti del firmamento metal.
Ecco a voi la chiacchierata con gli Extrema, che hanno pubblicato il loro ultimo full-length “Pound for pound”…
1) Ragazzi benvenuti su ERASKOR.COM e grazie per averci concesso questa intervista! Complimenti per “Pound for Pound”, è un onore avervi sulle nostre “pagine”.
Tommy Massara: L’onore è nostro, grazie a voi per i complimenti.

2) Considero “Pound for Pound “ uno dei migliori dischi della vostra carriera. Trovate dei punti in comune con qualche vecchio album? Secondo voi qual è il pezzo più riuscito dell’intero full-lenght?
T.M. Grazie, è un album molto immediato, PfP secondo me racchiude un po tutti gli elementi di tutti gli album passati, dalla velocità, al groove, in alcuni pezzi addirittura il basso slap che sinceramente dai tempi di Tension non era così presente nel nostro modo ci concepire la musica.

3) Trovo che la scelta del titolo per il disco sia molto azzeccata. Qual è stato il motivo di questa scelta e quali sono le tematiche dell’album?
T.M. Penso anche io che il titolo sia perfetto, PfP è un termine pugilistico che stà ad indicare quegli atleti che partono dal basso e si fanno tutte le categorie, un pò come noi, una band che volente o nolente è sulla scena da più di 20 anni e ancora combatte per raggiungere degli obbiettivi, le tematiche sono più o meno le solite trattate da GL, il malessere e le ingiustizie che spesso le persone comuni subiscono o vivono, ma con il messaggio di non mollare mai anzi di reagire.
4) Come è nata la collaborazione con Page Hamilton degli Helmet in “Make me sick”?
T.M. Semplicemente, gli Helmet suonavano a Ravenna dove stavamo ultimando i mix di PfP, Io e Page ci conosciamo da 16 anni più o meno dai tempi di “In the meantime”, ho rintracciato il suo numero, l’ho chiamato e gli ho chiesto se gli sarebbe andata di cantare in un pezzo, lui mi ha detto si, siamo andati al locale, perché lui tra soundcheck e stanchezza del viaggio avrebbe avuto problemi a raggiungerci in studio, e così nel camerino con una scheda audio, la base del pezzo e un microfono abbiamo registrato la sua parte.

5) Il 24 novembre 2006 ci fu la notizia dell’abbandono di Gl (notizia che creò scalpore tra i fan, nonché al sottoscritto). E poi il 22 marzo 2007 invece ci fu la grandissima notizia del suo ritorno. Possiamo chiedervi cosa era accaduto e in che rapporti siete attualmente?
T.M. Tra l’abbandono di Cristiano, le audizioni per trovare Paolo, le registrazioni di “Set the world on fire” e relativo tour abbiamo passato un lunghissimo periodo di stress, Eravamo tutti molto stanchi e abbiamo sbottato, passato lo stress ci siamo chiariti, non c’è mai stata una reale volontà di separarsi, come ti dicevo prima solo molta stanchezza, nulla che un po di lontananza non possa risolvere.
6) Che emozioni si provano quando si vede la propria carriera scorrere attraverso le immagini del doppio dvd “Murder Tunes & Broken Bones” che contiene anche un vostro concerto filmato al Rolling stone?
T.M. Le emozioni di una vita, sai, è stato un po come fermarsi e sbirciare indietro, ne abbiamo fatta di strada e cose dagli inizi, ci sembrava bello e interessante rendere partecipi i nostri fan.

7) Quali sono i dischi che girano ultimamente nei vostri lettori? Con chi siete cresciuti quando vi approcciavate al vostro strumento?
T.M. parlando delle band più rock che attualmente ascolto: Nicleback, AlterBridge, Mastodon, Thin Lizzy, ma diciamo che ultimamente sto ascoltando pochissima musica Rock Metal, mi capitano questi periodi, ma nulla di grave, ha ha ha, La band che più di ogni altra mi ha avvicinato ad uno strumento sono stati i Kiss, quando ero piccolo ero rapito da tutto quello che era connesso con i Kiss, quindi ve la dovete prendere con loro se ho iniziato a suonare…
8) E’ da quasi cinque anni che avete firmato con la Scarlet records e avete rilasciato ben due dischi sotto quest’etichetta! Siete soddisfatti del lavoro svolto dalla label milanese? Nel loro roster è presente un’altra band storica italiana, i Necrodeath. Che ne pensate di questa band? Avete critiche o plausi da porgere, e quali sono le band che apprezzate maggiormente del circuito underground e non ?
T.M. Si, due album senza contare le ristampe di tutto il vecchio catalogo e il dvd, ad oggi non ci possiamo lamentare di nulla, Scarlet in questi anni ci è stata molto vicina e siamo grati a tutte le persone che ci lavorano per la dedizione e il credo nella band, oltre ai Necrodeath ci sono i Bulldozer ed altre band molto importanti e storiche, coi Necrodeath come con molte altre band siamo molto amici e quando capita che ci si incontra in giro ci divertiamo un casino insieme, ultimamente c’è una band, non proprio giovanissima, ma che da poco ha finalmente pubblicato l’album che personalmente apprezzo moltissimo che sono i Fuzz Fuzz machine, per citarne una, ma in Italia ci sono veramente un sacco di band valide, per esempio i DGM, gli Stormlord, …

9) Quali sono i vostri piani futuri? Avete dei live in programma?
T.M. Si, suonare il più possibile in giro è l’obbiettivo che ci siamo fissati per questa stagione, dall’uscita dell’album abbiamo fatto 16 date tra le quali alcuni festival molto importanti tra l’Italia, la Spagna, la Germania e la Slovenia, ora stiamo aspettando di partire per il tour nei club…
10) Durante questi 25 anni avete esplorato varie rotte musicali, collaborato con tanti artisti che si differenziano dal vostro genere e mostrato una grande apertura musicale, dote che a mio parere molti artisti non possiedono. Ciò ha provocato molti “rumori” tra gli oltranzisti e la gente più ottusa. Queste critiche vi hanno spronato maggiormente, vi hanno dato solamente fastidio o procurato totale disinteresse?
T.M. Sarei per dirti Totale disinteresse, la musica è bella perché ti da la possibilità di esplorare e sperimentare, agli Extrema piace percorrere la strada della sperimentazione a volte, ma esistono anche le band che continuano a proporre per una vita la stessa canzone, ecco a me quei gruppi dopo un pò annoiano, perché è sempre la stessa roba.
11) Bene ragazzi è stato un onore poter parlare con voi, nuovamente complimenti per “Pound for Pound “ e per la vostra professionalità. Lasciamo a voi l’ultima parola…
T.M. Grazie a voi dell’opportunità, supportate sempre le band Italiane comprando i loro dischi, la nostra scena ne ha un disperato bisogno!!!
(A cura di Marco Squillino)
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