Schizo, un’altra band italiana che ha fatto la storia e che è tornata sulla scena tre anni fa più in forma che mai. Il gruppo si presenta con un nuovo album, “Hallucination Cramps”, un scheggia impazzita che non mancherà di “mietere vittime”….
RISPONDE: Dario Casabona (Batteria)
1. Con immensa gioia vi do il benvenuto sulle pagine di Eraskor
Il piacere è nostro, grazie dell’opportunità.
2. Comincio subito facendovi i più sinceri complimenti per Hallucination Cramps, un album diretto e “malato”. Ci dite secondo voi, quali differenze si riscontrano maggiormente tra questo nuovo capitolo e il precedente Cicatriz Black?
Secondo noi le differenze sono molte, soprattutto sul piano dell’emozione trasmessa. “Cicatriz Black” è stato un album notevolmente più “veloce” sotto il profilo compositivo. Eravamo così mossi dall’entusiamo del comeback degli Schizo che abbiamo cercato di arrivare celermente alla realizzazione del disco, recuperando anche materiale di Reder scritto a metà anni novanta. Secondo il nostro modo di vedere forse a Cicatriz manca la coerenza piena e unitaria proprio perché la musica presente appartiene a periodi diversi. Discorso ben diverso si può fare su “Hallucination Cramps”.
Esso, infatti, è il risultato di questi anni che lo separano dalla precedente release. Periodo intenso speso a capire ciò che volevamo ottenere da questo nuovo album e a realizzarlo nel miglior modo possibile. La sensazione di violento disagio psicotico che doveva trasmetterci la comprendemmo e desiderammo fin da subito e penso che possiamo sentirci molto soddisfatti nell’aver centrato l’obiettivo, a nostro parere ovviamente.
3. Quali argomenti avete trattato nei testi di Hallucination Cramps?
Il titolo racchiude pienamente i significati interi trattati nei testi dell’album.
“Hallucination Cramps” è una sorta di non canonico concept che si muove vertiginosamente sui temi della scissione mentale, del dolore psicofisico e di ciò che comunemente (e quindi superficialmente) può venir aggettivato come “folle”.
Sempre nel titolo abbiamo un riferimento più “mentale”, “allucinatorio”, “introspettivo” unito ad un concetto più “carnale” che, a seconda del brano in questione, emerge in misura maggiore nelle liriche. In più: i due termini presenti nel titolo sono la traduzione in parola delle due sensazioni principali che si possono riscontrare durante l’ascolto dell’album. Piano lirico e momento musicale uniti e sintetizzati.
4. Tre aggettivi per descrivere Hallucination Cramps
Violento, ipnotico, oscuro.
5. Penso che l’energia scatenata nelle nuove tracks, il delirio incontrollato che portano con se e la performance vocale di Nicola, si collegano perfettamente all’artwork stilizzato in una sagoma umana che può esprimere diversi significati… chi è stato l’autore?
L’autrice dell’artwork è Perfekt, giovane ma talentuosissima artista e nostra concittadina, che ha compreso al 100% quale dovesse essere l’immagine di “Hallucination Cramps”. Le sono bastati pochi ascolti e la lettura dei testi per dare vita alle visioni che compongono, come un mosaico di insanità, l’intero lavoro grafico. Cogliamo l’occasione per complimentarci pubblicamente con Perfekt, certi di un suo futuro artistico più che roseo.
6. Vi va di ripercorrere per noi la vostra carriera?…Le sensazioni positive o negative che avete vissuto album dopo album, e infine quale ritenete sia stato il più entusiasmante.
Sinceramente no e me scuso. Abbiamo un’attitudine che ci permette ancora di vivere il presente musicale nel pieno della sua forza, l’ “hic et nunc” ci governa e ne siamo davvero felici. Per questo molte volte, non è questo il caso, l’ostinarsi da parte dei critici o dei giornalisti a voler guardare troppo al passato degli Schizo ci annoia maledettamente. Quello che sono stati gli anni ’80 e ’90 per questa band ha una sua storia, brutta o bella che sia. Ma il vero entusiasmo risiede nel presente e in “Hallucination Cramps”, nella forza e nella passione che abbiamo messo nel realizzarlo senza pensare troppo agli esiti.
7. Oramai possiamo dire che le grandi glorie del thrash metal anni ottanta sono tornate tutte in pista, prima Necrodeath, poi Bulldozer e infine anche voi. Che sensazione avete provato ad essere nuovamente in prima linea?
Nessuna sensazione visto che secondo me in Italia non esiste una prima linea. Inoltre gli Schizo, non sappiamo bene per quale arcana ragione, sembrano esser avvertiti come personaggi “scomodi” da parte di molta gente del settore. Come dicevo non ne conosciamo le motivazioni e, tutto sommato, non ci interessa nemmeno più di tanto. Fin quando avremo voglia e possibilità di farlo ci saremo.
8. Avete già pianificato un tour per far conoscere il nuovo album?
Purtroppo è difficile trovare degli accordi che soddisfino le condizioni sufficienti per fare un tour come si deve. E non ci piace nemmeno l’idea di dover elemosinare o sottostare a certi giochi che i promoters italiani non proporrebbero mai al più scarso dei gruppi stranieri, solo perché “stranieri”. Da qui nessun tour in previsione ma solo date sparse e solo quando ci saranno le “minime” condizioni di cui parlavo.
9. Mi stavo chiedendo se un giorno potremmo assistere ad un mega concerto tutto italiano con le più devastanti band thrash metal come voi: Necrodeath, Bulldozer, Extrema e Node. Tutti sullo stesso palco per una serata indimenticabile, ci avete mai pensato?
Purtroppo non devi chiederlo a me, indubbiamente l’idea è sicuramente stimolante. Comunque una parziale realizzazione della tua idea avverrà il 13 marzo a Milano (Club71) dove suoneremo insieme ai Necrodeath dopo parecchi anni. Se sarai da quelle parti…
10. Un immenso grazie per la vostra disponibilità. A voi le conclusioni..
Grazie a te Ermanno e alla tua professionalità. Concluderei semplicemente dicendo ai lettori che volessero approcciarsi ad “Hallucination Cramps” di dare il giusto tempo a quest’album di “entrare dentro”, lasciandosi sfregiare dalla malattia che porta con sé.
Grazie ancora.
(A cura di Ermanno Martignano)





Abbonati ai nostri RSS metal per rimanere sempre aggiornato.







