Dark End, gruppo black metal dall’Emilia Romagna che ci presenta “Assassine”, un album intriso di un sound cattivo, coinvolgente e melodico-dirompente. Una band che dimostra di aver imboccato la giusta direzione e che non mancherà di far parlare bene di sé anche nell’immediato futuro.
1. Benvenuti ragazzi, partiamo dalle presentazioni…
Benvenuti a voi, nel nostro fosco teatro. Qui Anime e Valentz, rispettivamente voce e batteria dei Dark End.
2. Assassine è un album potente, coinvolgente, sinistro e melodico in tutti i sensi, un piccolo gioiello insomma. Possiamo dire che è figlio di tanti stili black metal tipo norvegese, francese e inglese?
Innanzitutto grazie per i complimenti… sicuramente l’aura di misticismo e di tetra drammaticità propria di un certo tipo di black metal è parte integrante del retaggio musicale del nostro ultimo lavoro, tuttavia trovo che “Assassine” sia intriso da una molteplicità di elementi che esulano dal suddetto genere per abbracciare un orizzonte di influenze molto più vasto: in esso convivono assoli e pattern chitarristici riconducibili direttamente al prog e al metal classico, assalti ritmici vicini al death e un denso background atmosferico che punta l’accento su di un’oscura teatralità dal sapore sospeso tra il sacro e l’orrorifico. Aggiungerei inoltre la forte’influenza della musica classica propriamente detta, soprattutto nei compositori dell’800.

3. Quali differenze stilistiche possiamo riscontrare tra l’ultimo nato e il precedente “Damned Woman and a Carcass”?
In primo luogo il fatto che questo album è stato composto più di concerto dalla band nel suo insieme, mentre il precedente è nato quasi esclusivamente dalla mente di Imajes: non dimentichiamo che nel periodo di tempo che separa “Damned Woman And A Carcass …” e “Assassine” la line-up è stata per metà rimaneggiata, consentendoci di raggiungere una completezza e un affiatamento in grado di rendere il sound molto più denso e maturo. “Assassine” è quindi caratterizzato da una complessità orchestrale e strutturale che ha permesso ai pezzi di diventare decisamente più articolati, portando ad un nuovo livello sia la ricerca melodica che l’esecuzione tecnica, in grado di esprimere al meglio quello che è il nostro concetto musicale.
4. Di cosa parlano i vostri testi?
“Assassine” è un concept album dove vengono raccontati casi di efferati omicidi perpetrati esclusivamente da figure femminili, avvenuti nel corso degli ultimi tre secoli. Ogni singolo brano del lavoro (esclusi il preludio, l’interludio e il postludio affidati alle tre sezioni di “Tenebrae”, il cui recondito significato è ampiamente spiegato all’interno del dettagliato booklet) narra la storia di una di queste (tra di loro anche due italiane –Leonarda Cianciulli ed Elga Gurroci–), attraverso una meticolosa ricostruzione dei fatti sulla base di un profondo lavoro di documentazione preliminare.
Il precedente “Damned Woman And A Carcass” era invece una raccolta di poemi tratti da “I Fiori del Male” e “Spleen” di Charles Baudelarie.
5. Come nasce una song targata Dark End, prima testi o sound?…Chi è la penna del gruppo?
Non esiste un modus operandi preciso, ogni brano ha una storia a se stante. Nel caso di “Assassine” solitamente si decideva su quale figura cominciare a scrivere, poi in base alla documentazione raccolta e sulla scia delle sensazioni suscitate nasceva la musica e di conseguenza l’adattamento della storia in metrica.
L’apparato musicale è solitamente materia di lavoro per Imajes e Antarktica, sul quale poi interveniamo collettivamente in fase di arrangiamento. I testi di “Assassine” sono invece scritti stati scritti alternativamente da noi due (Animae e Valentz)
6. Perché il titolo “Assassine”?…Cosa rappresenta l’artwork?
Il titolo ci appariva molto d’impatto e decisamente esplicito relativamente ai contenuti lirici del disco. Abbiamo deciso di tenerlo nella nostra lingua madre anche perché le storie hanno la particolarità di essere narrate tramite la commistione di idiomi differenti: prevalentemente l’inglese, ma anche francese, latino e, appunto, italiano.
L’artwork incarna e da vita alle sensazioni e alle atmosfere che vengono ricreate nel disco, soprattutto sotto il profilo strettamente psicologico. Non sono gli occhi dell’assassino quelli che incontrerete nella copertina, bensì quelli della vittima. Sarà all’interno del disco che lo sguardo delle Omicide sarà puntato su chi ascolta.
7. Cosa deve recepire o meglio assimilare l’ascoltatore quando ascolta il vostro killer album?
Ogni brano è la rappresentazione di una scena, sia come colonna sonora sia come materializzazione
dell’angoscia e della devianza delle protagoniste.
8. Come è nata la collaborazione con la Crash Burn Records, siete soddisfatti del loro operato?
La Crash è l’etichetta di Nick Savio, proprietario dei Remaster studio dove abbiamo registrato. Vista la reciproca stima, dopo la collaborazione tecnica è nata anche quella discografica.
Siamo molto soddisfatti del lavoro fino ad ora svolto dall’etichetta, il contratto è serio e lo staff è decisamente affidabile e professionale.
9. Live in supporto ad “Assassine”?
Al momento stiamo lavorando molto con la promozione mediatica, ma entro la fine dell’anno abbiamo decisa intenzione di supportare il disco con un tour nazionale ed estero, considerati gli ottimi responsi avuti anche dalla critica europea.
10. Grazie per la disponibilità, a voi le considerazioni finali
Grazie dello spazio e della disponibilità concessa, speriamo di vedervi numerosi ai nostri prossimi show.
(A cura di Ermanno Martignano)
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