Anathema – We’re here because we’re here (Kscope music 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Recensioni


ANATHEMA – We’re here because we’re here (Kscope music 2010)

Ritorno da pelle d’oca quello del combo inglese, “We’re here because we’re here” si piazza come uno degli album più emozionanti del 2010.

Ogni composizione è una gemma che lascia interdetti, ancora una volta i fratelli Cavanagh si sono superati e sarà un operazione ardua superarsi in futuro. Dieci capolavori di un suggestivo rock, dark, wave malinconico che non chiede altro di schiudere le vostre emozioni più nascoste e lasciarle evaporare dalla propia pelle, magari ascoltandolo ad alto volume da un buon impianto hi-fi (la versione audio 5+1 limitata e da brivido per i padiglioni auricolari… ndr.) oppure, nell’ipod camminando per strada estraniandosi dal resto del mondo e immaginarsi su una lunga distesa di sabbia con il mare che arriva  a bagnare i piedi, inglobando così,  un turbinio di sensazioni che segneranno la vostra estate 2010.

Un vero capolavoro che segna sicuramente l’apice per una  carriera fortunatissima e nutrita sempre di capolavori, Acquisto obbligato!

VOTO: 100/100

Tracklist:

1. Thin Air
2. Summer Night Horizon
3. Dreaming Light
4. Everything
5. Angels Walk Among Us
6. Presence
7. A Simple Mistake
8. Get Off, Get Out
9. Universal
10. Hindsight

Line Up:

•    Vincent Cavanagh – (chitarra / voce)
•    Daniel Cavanagh – (chitarra)
•    Les Smith – (keyboards)
•    Jamie Cavanagh – (basso)
•    John Douglas – (batteria)
•    Lee Douglas – (voce)

Discografia:

•    The crestfallen ep  (1992)
•    Serenades (1993)
•    Pentacost III (1995)
•    The silent enigma (1995)
•    Eternity  (1996)
•    Alternative 4  (1998 )
•    Judgement (1999)
•    A fine day to exit (2001)
•    A natural disaster (2003)
•    Hindsight (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Megahera – online il videoclip ufficiale

Autore: Ermanno M. | Categoria: Video


I thrashers sardi Megahera annunciano che il loro primo videoclip ufficiale “Before the Night” è visibile online sul canale youtube:

Link:

http://www.youtube.com/watch?v=9di2EUebvwQ

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Cyber Cross – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste


Mega Trip, secondo album per il gruppo padovano dei Cyber Cross capitanato da Nick Savio. Difficile etichettare la loro proposta in quanto spazia tra più generi, chiediamo a loro qualche chiarimento…

Risponde: Alex Bevivino (voce)

1.    Salve ragazzi, vi diamo il benvenuto su Eraskor.com, presentateci la band…

Alex Bevivino (voce), Nick Savio (chitarra), Simon Dredo (basso), Davide Cestaro (basso) Camillo Colleluori (batteria)
La band nasce alla fine del 2006 da un’idea di Nick e Camillo che già avevano collaborato in precedenti progetti. Nella primavera del 2007 sono stato contattato da Camillo per effettuare dei provini ai Remaster Studios del quale Nick è proprietario e da subito si è instaurato un buon rapporto professionale e d’amicizia; poco dopo affidare il basso a  Simon é stato naturale visto l’amicizia ed i trascorsi professionali che già intercorrevano con Nick e Camillo, quindi in una manciata di mesi ci siamo ritrovati in mano IRA che uscì nel 2008.

Nel 2009 ci siamo ritrovati senza neanche accorgercene con  MEGA TRIP, ed eccoci qui a raccontare un nuovo capitolo della band più selvaggia del mondo. Attualmente abbiamo avuto un cambio nella line up: Davide Cestaro ha preso il posto di Simon Dredo al basso al quale auguriamo buona fortuna e lo ringraziamo per i tre anni trascorsi insieme, “grazie di tutto FRATELLO”.
iihaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

2.    Da dove prende vita il moniker Cyber Cross?

Il moniker del quale vado fiero nasce da un’idea mia e di Camillo, secondo me rappresenta al meglio il concept della band : CYBER = modernità CROSS = spiritualità.


3.    Mega Trip mi è piaciuto sin dal primo ascolto, lo trovo di facile assimilazione e al tempo stesso macchinoso e ricco di influenze; come è nato questo tipo di sound, quali influenze hanno contribuito alla sua realizzazione?

Mah per quanto riguarda il sound non c’è stata una ricerca vera e propia, abbiamo semplicemente suonato quello che ognuno di noi si sentiva (il massimo della libertà),
mentre le influenze della band sono talmente varie che fare dei nomi o paragoni non penso sia utile, direi piuttosto di ascoltare quest’album senza preconcetti e con buona apertura mentale.

4.    Come nasce una vostra canzone, prima testo o sound?

Non parlerei di un processo di nascita della song ma piuttosto di uno stato mentale, è come se le songs  fossero già fatte ancora prima di provarle.

5.    Quali argomenti tratta Mega Trip?

Sono piccoli frammenti di storielle e filastrocche horror di pura fantasia (esempio): Rosso sangue nella ferita – bambino che piange strada smarrita – vicino cimitero del bambino la sorte – aria di mistero si avvicina la morte – lacrime sgorganti – paura immortale – mostri ossessionanti – solitudine fatale – voci d’oltretomba – buio terrificante – nebbia profonda – dolore incessante – ecco l’assassina con catena sonora – l’ombra si avvicina e giunge la tua ora (Murderous Rhymes)

6.    Quali differenze si possono riscontrare tra il precedente Ira del 2008 e il nuovo capitolo?

Ira è un album ragionato votato alla tecnologia, frutto di un lavoro maniacale in studio il tutto permeato da un oscuro e diabolico spirito, mentre Mega Trip è un album di puro istinto dove la ragione viene soffocata dal caos, un viaggio mentale diviso in 10 tappe in cui è facile smarrirsi.

7.    Quali sono le vostre aspettative su quest’album, e come vi trovate con la Crash & Burn Records?

Le aspettative sono vendere 10 milioni di copie ed essere sempre in tour, altrimenti XXCK.
La Crash & Burn è di Nick per cui meglio di così non ci si può trovare (un’aperta colossale).

8.    L’artwork sembra la locandina di un film horror, cosa rappresenta quella donna e quelle mani che fuoriescono dal suo grembo e dal muro?

Difatti l’artwork è ispirato alle locandine horror anni 70 ed è stato realizzato da Frank Sgro e da me (Cinefobia Studio). Il disegno in copertina non rappresenta una donna ma uno spirito malvagio di nome ZENA, le mani che fuoriescono dal grembo sono il desiderio di questo spirito di  nutrirsi di  anime innocenti, mentre quelle che fuoriescono dal muro proteggono e controllano l’inferno assestante in cui abita questo spirito.

9.    Il vostro desiderio più recondito e i prossimi progetti futuri..

Fare musica infernale a 360 gradi, avere pace.

10.    Grazie per la collaborazione, a voi le conclusioni finali

Grazie di cuore a te allo staff di Eraskor e a tutto il vostro pubblico, speriamo di risentirci  o vederci in qualche live.
CYBER CROSS domina.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Cyber Cross – Mega Trip (Crash & Burn Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


CYBER CROSS – Mega Trip  (Crash & Burn Records 2010)

Non nascondo che il primo ascolto di “Mega Trip” mi ha entusiasmato per il suo “ascoltarsi facile”, il nuovo album dei padovani Cyber Cross, il secondo della loro discografia. L’album scivola via in men che non si dica ed inserire il gruppo in una precisa categoria non è compito facile; il loro sound spazia più generi senza farsi tanti  problemi, accerchiato da un alone dalle sensazioni strane e soffocanti (in senso buono ndr) in cui non mancano vari innesti elettronici.

Iniziando da un certo gothic oscuro alla Vasaria style, con “Mega Trip” e “Aggressive Side”, per passare al cyber gothic thrash di “Black Dynamite” e poi ancora al thrash/death di “Murderous Rhymes”.  Si procede poi con “Noir”, sicuramente il pezzo migliore, con il suo incalzante hard rock primi anni novanta,  passando a “Fuck you Blind” che nelle vocals non fa altro che ricordarmi Ralf Scheepers, (Primal Fear – ex Gamma Ray).

Si spinge nuovamente l’accelleratore con “Red Black Music From Hell” continuando con “Regression”, dal vago sapore swedish black metal, si conclude con “Vampire Angle” e “My Wonderful Disaster”, quest’ultima più classic metal oriented. Un album semplice nel recepirlo, quanto macchinoso e originale.

VOTO: 75/100

Tracklist:

01. Mega Trip
02. Aggressive Side
03. Black Dynamite
04. Murderous Rhymes
05. Noir
06. Fuck You Blind
07. Red Black Music From My Hell
08. Regression
09. Vampire Angle
10. My Wonderful Disaster

Line Up:

•    Nick Savio – chitarra
•    Dave Cestaro – basso
•    Alex Bevivino – voce
•    Camillo Colleluori – batteria

Discografia:

•    Ira (2008)

(A cura di Eramanno Martignano)

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Bejelit – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Power metal


Giunti al loro terzo album, il primo per Punishment 18 Records, intervistiamo Sandro Capone, chitarrista dei Novaresi “Bejelit” e scopriamo le peculiarità di “You die and i…”

1.    Ciao Sandro, un benvenuto a te e i tuoi compagni

Ciao Ermanno e ciao a tutti quelli che ci stanno leggendo! Grazie per il benvenuto e per lo spazio che ci dedichi!

2.    Complimenti per “You die and I….”, descrivilo dal tuo punto di vista

You Die and I… è il nostro terzo disco e per noi rappresenta un’importante ritorno sulla scena dopo il silenzio discografico degli ultimi 4 anni. Dal mio punto di vista questo non è solo un traguardo ma un nuovo punto di partenza. Siamo maturati poiché ora sappiamo con certezza quello che vogliamo da questo gruppo, abbiamo degli obbiettivi e piano piano cerchiamo di raggiungerli con pazienza e dedizione. In “You die and I…” ci siamo noi, ci sono le nostre emozioni, le nostre esperienze.. quello che abbiamo dentro trasformato in musica. Non è semplice descriverlo e credo che molti recensori abbiano fatto un ottimo lavoro che magari io stesso non sarei stato in grado di fare: è un disco che non deve colpire solo l’orecchio ma deve stimolare le corde  delle emozioni di una persona.

3.    Quali differenze stilistiche si possono riscontrare tra il nuovo capitolo e i 2 precedenti “Hellgate” e Age of Wars”?

La più evidente sono di sicuro i testi: nei primi due album seguivamo il concept di Berserk, il noto manga di Kentaro Miura da cui abbiam preso spunto per lo stesso nome del gruppo. Durante la stesura del disco abbiamo involontariamente abbandonato questo filone, e man mano che i pezzi prendevano vita ci siam resi conto che avevamo dentro qualcosa di nuovo da dire. A livello di produzione You die and I.. è un disco molto più curato, anche grazie al fatto che lo abbiamo registrato presso il nostro studio di registrazione, che ci ha permesso di dedicarci tutto il tempo che volevamo.
Infine musicalmente siamo sempre noi, si sente il nostro stile nel songwriting per quanto in fase di arrangiamento ci siamo lasciati andare maggiormente a sperimentazioni, senza mai però esagerare.

4.    Cosa rappresenta il sinistro artwork?

L’artwork, realizzato da Robert Hoyem, è stato scelto per rappresentare l’atmosfera del disco. Un uomo piegato, in ginocchio, trafitto da numerosi chiodi piantati nella schiena: se noti non vi è sangue ne alcuna ferita. Si tratta di un’immagine tutt’altro che “gore”, molto più psicologica. L’uomo non ha alcun tratto distintivo, rappresenta l’essere umano, che durante la sua vita viene colpito alla schiena dal fato o dai suoi simili e porta con se tutti questi colpi fino ad essere piegato in due, a non farcela quasi a rialzarsi.
Se noti sul collo vi è tatuato l’Ouroboros, il serpente che si morde la coda, immagine che rappresenta la natura ciclica di ogni cosa. E tuttavia, in questa immagine cupa, vi è comunque una luce.. forse una speranza di potersi rialzare sempre.

5.    Quali sono state le tracks più impegnative?

Tutte! Nel senso che ci siamo impegnati in tutte, nessuna è stata fatta velocemente come riempitivo per raggiungere le 10 tracce ma ciascuna ha avuto la sua storia, la sua evoluzione e ovviamente qualche imprecazione quando non veniva.

6.    A prodotto finito, avreste aggiunto delle migliorie o vi ritenete soddisfatti al 100%?

Ogni “artista” è sempre autocritico quindi sicuramente a posteriori potrei dire che qualcosa da sistemare c’è per forza. Noi ci riteniamo molto soddisfatti: questo disco è il meglio che potevamo fare in questo momento. Siamo noi e di metterci a elucubrare su cosa poteva modificare o migliorare non serve più a nulla. Possiamo prendere spunto sicuramente per fare ancora meglio al prossimo disco;)

7.    Come è nata la collaborazione con la Punishment18 Records, siete soddisfatti del loro operato?

Corrado lo conoscevo già da qualche anno poiché al tempo avevo messo in piedi una piccola etichetta discografica, proprio nel periodo in cui nasceva la Punishment18. Tuttavia mai avrei pensato che avremmo firmato per lui poiché il genere fino a questo momento trattato dall’etichetta si muoveva su sonorità più estreme. Ci troviamo molto bene con loro, il disco sta girando molto in diverse parti del mondo e la cosa non può che farci piacere. Inoltre è un’etichetta che nasce dalla passione per il metal con la voglia e lo scopo di far girare soprattutto molti nomi dell’underground Italiano.

8.    Avete in progetto dei Live?

Altrochè! I Bejelit sono prima di tutto una band live: sicuramente per noi salire su un palco e dare la nostra musica al pubblico è il momento più intenso, il vero risultato che sta dietro alla registrazione di un disco. Da febbraio ad oggi abbiamo già calcato una decina di palchi Italiani. Ora per l’estate parteciperemo a 3 diversi festival nel mese di Luglio: il 9 al Twilight di Fabbrico con 5th Element e White Skull, il 17 al Metal Brigade Festival a Pavia e il 18 al Rock inn Somma a Somma Lombardo (Va). A Settembre ricominceremo di nuovo a girare l’Italia e punteremo anche ad alcune date live nel resto dell’Europa. Invitiamo tutti i lettori a venirci a sentire, non vi deluderemo;)

9.    State già pensando al successore di “You die and I…”?

Abbiamo già in cantiere diversi nuovi brani e da Agosto, con la prima pausa dai live, inizieremo la preproduzione del nuovo album.
Non so darvi altre anticipazioni su quando registreremo l’album e quando vedrà la luce ma ci siamo fatti una promessa..  non faremo più attendere 4 anni!!

10.    Vi ringraziamo per la disponibilità e rinnoviamo i complimenti. Lascio a te il messaggio finale ai nostri lettori…

Grazie a te Ermanno! Un saluto a tutti i lettori, speriamo davvero che la nostra musica possa emozionarvi come ha già fatto con noi!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Bejelit – you die and i… (Punishment 18 Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Power metal, Recensioni


BEJELIT – you die and i…  (Punishment 18 Records 2010)

Era tanto tempo che il nome Bejelit compariva spesso davanti ai miei occhi quando giravo in rete, e un bel giorno, mi ritrovo tra le mani “You die and i…”.

Con sommo piacere, scoprire che il gruppo novarese predilige sonorità power metal e non death, come da sempre immaginato, è stata una bella sorpresa. “You die and i…”sicuramente lo si può accostare in parte al  power teutonico, ma, dopo attenti ascolti, questo accostamento perde parecchia consistenza a favore di un sound molto più personale. I Bejelit sanno destreggiarsi in maniera esemplare in stilemi ora  heavy classico, (quindi più roccioso ed incisivo) ora con partiture e power che rendono al tutto dinamicità e coinvolgimento mentale.

La carta vincente di questo prodotto è sicuramente la facile memorizzazione delle tracks sin dal primo ascolto, la compattezza delle composizioni e la sintonia di tutti gli elementi presenti. Tracks come la bellissima ballad “Saint from beyond”, la veloce “2k12 Nails”, “Death Row”, l’ulteriore ballad “Good night my shade”, “Shiningami” e la conclusiva “Orfeo 10” con il suo finale pazzesco del conto alla rovescia in italiano, si piazzano in testa per giorni senza speranza di smuoverle.

Un album che probabilmente non grida molto all’originalità e all’innovazione che impervia in questi ultimi anni, ma un album bello, sincero, adrenalinico e coinvolgente che alla fine del suo ascolto spinge il fruitore a riascoltarlo e goderne ancora!

VOTO: 80/100

Tracklist:

01. Rostov
02. She’s Lying 6ft Under
03. Saint from Beyond
04. Your Personal Hell
05. Astaroth
06. 2K12 Nails
07. Death Row
08. Goodnight My Shade
09. Shinigami
10. Orfeo 10

Line Up:

•    Fabio Privitera – voce
•    Sandro Capone – chitarra
•    Daniele Genugu – chitarra
•    Giorgio Novarino – basso
•    Giulio Capone – batteria, keys

Discografia:

•    Hellgate (2004)
•    Age of wars (2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Inarrestabili – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Punk Rock


“Sino al Sole” nuovo album per i punk rockers “Inarrestabili”, band di giovanissimi proveniente dalla Sardegna che prende vita nel lontano 2005. Ripercorriamo la loro carriera musicale…

1.    Benvenuti ragazzi, fateci un breve presentazione della band

La band nasce nel 2005 in un piccolo paese della sardegna vicino olbia, gia’ da subito abbiam iniziato a comporre musica di nostra composizione ottenendo ottimi ascolti….iniziamo cosi a suonare in lungo e largo della sardegna dove nel corso di questi anni abbiam avuto la possibilita’ di condividere il palco con bands di punta della scena punk rock italiana come: derozer e porno riviste,ora e’ uscito il nostro primo vero disco con sg records e l’entusiasmo e’ al massimo e con le nostre canzoni speriamo di portare tutti sino al sole!!!!

2.    In un era dove imperversano le sonorità estreme, da dove scaturisce l’amore per il punk e l’idea di creare una formazione come gli “Inarrestabli”?

Le sonorita’ estreme piacciono anche a noi ma non hanno intaccato il nostro modo di suonare, ,pensiamo che il punk oltre al fatto di esser la musica che preferiamo sia il miglior mezzo per lo meno adatto a noi per dar sfogo ai nostri pensieri. Il punk certo oggi non gode di ottima salute e ritornando proprio al discorso delle sonorita’ estreme volevamo sottolineare una cosa e cioe’ che oggi ci sono tanti gruppi che su di un palco hanno una voce malefica, chitarre super cattive, ma una volta scesi dal palco trasmettono la voglia di bere latte.

Diciamo che i suoni se vogliamo metterla cosi’ non si adeguano alla personalita’ delle persone e noi pensiamo che la musica che un gruppo suona debba in qualche modo rispecchiarne un pò il carattere…siamo nel 2010 non siamo nè gli inventori di un genere nè i number one del punk italiano ma oggi noi facendo il nostro punk ci sentiamo fuori moda e questo a noi piace…

3.    Perché il moniker “Inarrestabili”, chi sono questi inarrestabili!

Gli Inarrestabili sono un gruppo di ragazzi che si son accorti che nella vita o si lotta per cio’ che si vuole oppure resti una comparsa. Inarrestabili perche’ non bisogna mai arrendersi davanti a tutto e tutti.

4.    Il vostro punk è diviso tra testi seri-riflessivi e scanzonati. Come mai l’idea di mescolare le due scuole di pensiero piuttosto che seguire un’unica direzione?

Il nostro modo di essere e di pensare ci porta a scrivere testi di vario tipo perche’ non seguiamo una linea definita, seguiamo le nostre emozioni e quindi scriviamo cio’ che sentiamo in un determinato momento della nostra vita.

Vogliamo essere liberi in molti sensi quindi non ci interessa far un intero disco in cui parliamo solo di politica o dove mandiamo a quel paese la societa’ o dove parliamo solo di xxxonzate, ci piace essere sinceri e onesti e sputiamo i nostri sentimenti e pensieri nelle nostre canzoni, scrivere un intero disco con solo testi seri o con solo testi scanzonati per noi vorrebbe dire creare un disco senza sentimento non vero; un disco non da inarrestabili.

5.    Come mai il titolo “Sino al sole”? Dobbiamo interpretarlo come un traguardo che vi siete prefissati di raggiungere?

Sino al sole perche’ il sole visto da qua giu’ e’ molto lontano, il sole e’ vita, mentre il nostro mondo e’ spento non offre molte opportunita’ di una vita dignitosa o almeno non a tutti.sino al sole perche’ il sole appunto e’ lontano dalla terra in una strofa infatti la canzone dice: sino al sole arrivero’….perche’ l’inferno e’ qua’!!!

Sino al sole è la voglia di andar via, la voglia di trovare una vera felicita’,e quando ognuno di noi si sentira’ davvero felice allora potra’ dire di esser arrivato al sole.

6.    Quali differenze stilistiche si possono riscontrare tra le precedenti release e quest’ultima?

Sicuramente la band e’ migliorata e ci sentiamo un po’ piu’ maturi stilisticamente non ci sentiamo molto cambiati. per il momento il nostro stile e questo e chissa’ magari nel tempo proprio questo nostro stile fara’ la differenza.

7.    Per voi questo è il primo lavoro sotto SG Records, come è nata la collaborazione con l’etichetta italiana, c’è la possibilità che ristampino i vostri primi lavori?

Tutto e’ nato come per tante altre bands e cioe’ abbiam spedito la nostra demo all’etichetta e dopo un po’ di tempo siamo stati contattati dalla stessa etichetta proponendoci di entrar a far parte della loro famiglia. Non crediamo ci sia la possibilita’ di ristampare i nostri vecchi lavori anche perche’ noi puntiamo ad andare avanti ma che dire…mai dire mai!!!

8.    State promuovendo il nuovo album in sede live?

Certo!!! abbiam gia’ fatto varie date dall’ uscita del cd ad oggi tra cui le piu’ recenti abbiam suonato con i totale apatia punk rock band di brescia e tante altre date ci aspettano.

9.    Progetti futuri? Qualche nuovo pezzo già pronto?

Abbiamo gia’ dei nuovi pezzi, alcuni ci convincono molto e da una parte quasi non vediam l’ora di registrarli, ma ci vuole pazienza vogliam far le cose ben fatte…per il resto abbiam tante idee ma ancora tutto da definire.

10.    Grazie per il tempo concessoci. Buona fortuna per tutto, a voi la chiusura…

Grazie a voi per l’intervista…sperando di vederci in un live salutiamo tutti !!!! inarrestabili!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Inarrestabili – Sino al Sole (SG Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Punk Rock, Recensioni


INARRESTABILI – Sino al Sole (SG Records 2010)

Punk rock nel suo stile classico e diretto quello dei sardi “Inarrestabili”, genere che mai finirà di tramontare superando qualsiasi moda.

Dieci canzoni, sound pulito e senza fronzoli, testi in italiano che passano dalla quotidianità-serietà  di tutti i giorni,  al genere scanzonato-demenziale. Immancabili i riferimenti alla musica ska “Ballo sballo” su tutti. Il tutto è di facile assimilazione, tracks che toccano il loro apice in “Inarrestabile”, “Lontano dalla sua realtà”, “Verità”, “Sino al sole” e “Apri gli occhi”.

Nulla di nuovo per quel che richiede il genere, proposta sincera allo scopo di divertirsi e far divertire chi darà loro una chance, di certo non mancherà di farsi apprezzare tra gli estimatori del genere!

VOTO: 60/100

Tracklist:

1. Ombra Perenne
2. Inarrestabile
3. Lontano Dalla Tua Realtà
4. Devi Brillare!
5. Estate
6. Ballo Sballo
7. Verità
8. Sino Al Sole
9. Tra Paesi E Città
10. Apri Gli Occhi (live bonus track)

Line Up:

•    Enrico Tusacciu – voce / basso / Kazoo
•    Severino Pileri Raica – voce / chitarra / kazoo
•    Danilo Scano – chitarra
•    Marco Carboni – batteria

Discografia:

•    Per chi ama, per chi odia  (ep 2005)
•    Senza limiti, senza leggi  (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

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