Sadist – Season in silence (Scarlet Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


SADIST – Season in silence (Scarlet Records 2010)

Nuovo album per I veterani Sadist, band con alle spalle quasi 20 anni di carriera e album “Above the light” e “Tribe” su tutti,  che hanno lasciato il segno in questa Italia tanto bistrattata.

Il nuovo Season in silence è un full-leght che basa il suo concept sul freddo con una certa venatura horror, (osservate l’artwork per capire cosa intendo ndr). I loro tecnicismi chitarristici iper intricati, l’atmosfera cupa che fuoriesce dalle tastiere, il basso presente come una mannaia, e la batteria tecnicamente perfetta , creano un nuovo capolavoro tutto da decifrare!

Ascolto dopo ascolto, questa matassa intricata prende forma e si avverte una sensazione piacevolmente claustrofobica che difficilmente lascerà il vostro hi-fi.  Il loro death /prog è diventato negli anni un marchio di fabbrica unico e raro, sicuramente un grande ritorno che metterà ancora una volta in luce una delle migliori band italiane!

Tracklist:

1. Aput
2. Broken And Reborn
3. Season In Silence
4. The Attic And The World Of Emotions
5. Evil Birds
6. Ogron 7. Night Owl
8. Snowman
9. Bloody Cold Winter
10. The Abyss 04:13
11. Frozen Hands
12. Hiberna

Line Up:

•    Trevor – voce
•    Tommy Talamanca – chitarra / keyboard
•    Andy Marchini – basso
•    Alessio Spallarossa – batteria

Discografia:

•    Black Screams –(Demo 1991)
•    Above The Light – (Cd 1993
•    Tribe – (Cd 1996)
•    Crust – (Cd 1997)
•    Lego – (Cd 2000)
•    Sadist – (Cd 2007

(A cura di Ermanno Martignano)

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Mass Obliteration – Nihil Dum – Social Trauma live 04/09/2010

Autore: Ermanno M. | Categoria: Concerti


Dopo più di un anno di pausa, sabato 4 settembre ritorniamo a suonare dal vivo. L’occasione è una serata benefit al centro sociale occupato in via Bencivenga a Roma, zona Nomentana, facilmene raggiungibile con i mezzi o in auto dalla tangenziale.
Nel pomeriggio ci sarà la presentazione di alcuni testi della Cerbero edizioni su tematiche anarchiche e nichiliste, con a seguire dibattito, cena e poi il concerto; gli altri due gruppi in scaletta sono: i Nihil dum e i Social Trauma.

Inizio spettacolo: ore 17:00

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Node – The end everithing is a gag (Scarlet Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


NODE – The end everithing is a gag  (Scarlet Records 2010)

Eccoci finalmente a recensire una nuova mazzata targata Node, la band milanese dopo i vari cambi in line up vede l’entrata del nuovo vocalist Rex (Rex ha lasciato la band poco dopo l’uscita dell’album ndr) e il chitarrista Attila. Questo nuovo “The end everything is a gag” che continua la sua strada nel thrash moderno di cui ci avevano abituati negl’ultimi anni, con una direzione più hardcoriana.

Un album che sfiora i quaranta minuti e che mette subito in bella mostra le doti vocali di Rex dal primo secondo, una voce  tagliente e colma di rabbia che a mio avviso tiene perfettamente testa all’ex vocalist Daniel Botti.

I soliti ingredienti ci sono tutti, rabbia, distorsioni, groove massiccio, tecnica e la giusta melodia che dà il tocco finale. Un nuovo album che metterà ancora una volta l’Italia in grande luce e alla pari di chi sostiene che la nostra nazione è priva di band valide.  Fantastica la cover di “Rebel yell” di Billy Idol. Che dire ancora…. tanto di cappello al ritorno di Gary & co.

VOTO 80/100

Tracklist:

1. 100% Hate
2. The White Is Burning
3. When I Believed In God
4. This Ocean
5. New Order
6. Mia Follow Me Down
7. All My Faults
8. The Masks Of Life
9. Rebel Yell
10. In Death You Live

Line up:

•    Rex – voce
•    Gary D’eramo – chitarra
•    Attila – chitarra
•    Marco – batteria
•    Gabriel – basso

Discografia:

•  Ask EP (1996)
•  Technical Crime  (1997)
•  Sterilized EP  (2000)
•  Sweatshops  (2002)
•  Das Kapital  (2004)
•  As God Kills  (2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Enthroned – Pentagrammaton (Regain Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Recensioni


ENTHRONED – Pentagrammaton (Regain Records 2010)

Tre anni son passati per poter ascoltare il successore di “Tetra Karcist” un album che ha fatto storcere non poco il naso ai fans della band belga dopo che ha dovuto attutire il duro colpo dell’abbandono dietro ai microfoni del  carismatico Sabathan in sostituzione del guitar / vocalist Nornagest presentandosi con un album meno ispirato.

Dopo i cambi e il rodaggio della nuova line up, il nuovo Pentagrammaton risulta essere un album maggiormente ispirato e convincente, (anche nelle vocals). Un album che trasuda odore di morte e blasfemia a partire dall’intro “In Missi Solemnibvs” per trovare il suo apice nella lunga tracks di quasi 9 minuti “Unconscius Minds”.

Sin dai loro esordi, questa band è riuscita ad essere coerente con se stessa non scendendo mai a compromessi e rimanendo band di culto insieme ai più epici Ancient Rites, a causa di un impronta più thrash che black rispetto al passato. Nonostante Pentagrammaton, rimanga un album sopra le righe, pare non convinca la maggior parte degli addetti ai lavori non riuscendo ad essere incisivo e veramente killer come certi capolavori del passato.

Questo nuovo capitolo rimane, dunque, più convincente rispetto al precedente act; per essere apprezzato appieno necessita di ascolti più attenti e prolungati. Album da inserire senza indugio al fianco dei classici della band che con onore e convinzione, continua  a non svendersi mai!

VOTO: 75/100

Tracklist:

1. In Missi Solemnibvs

2. The Vitalized Shell

3. Rion Riorrim

4. Ornament Of Grace

5. Magnvs Princeps Leopardi

6. Pentagrammaton

7. Nehas’t

8. The Essential Chaos

9. Ad Te Clamamvs Exsvles Morvua Liberi

10. Unconscious Minds

11. Behemiron

Line Up:

Nornagest – Chitarra  solista
Phorgath – Basso / Voce
Nerath Daemon – Chitarra ritmica / Keyboards
Garghuf – Batteria

Discografia:

  • Prophecies of Pagan Fire (1996)
  • Towards the Skullthrone of Satan (1997)
  • The Apocalypse Manifesto (1999)
  • Armoured Bestial Hell (2001)
  • Carnage in Worlds Beyond (2002)
  • XES – Haereticum (2004)
  • Tetra Karcist (2007)

EP:

  • Regie Sathanas – A Tribute to Cernunnos  (1998)
  • P-2000  (2000)
  • Goatlust   (2003)

Split:

  • Scared by Darkwinds / Longing for the Ancient Kingdom II (Split Ancient Rites) (1994)
  • Towards the Skullthrone of Satan / The Trollish Mirror (Split Amsvartner)  (1997)

Demo / live:

  • Promo 94 (demo tape) (1994)
  • The Blackend Collection  (2004)
  • Black Goat Ritual: Live in thy Flesh  (2005)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Wildroads – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Interviste


Diamo il benvenuto alla band toscana Wildroads che ha appena autoprodotto il primo ep di 5 tracce in stile hard rock dei bei tempi che furono…

1.    Salve ragazzi, fateci una breve presentazione della band

WR: Ciao Ermanno!! Innanzi tutto, è un piacere partecipare a questa intervista! Dunque, la nascita dei Wildroads risale al 2001 da un’idea del chitarrista Nik Capitini, il quale decide di dar vita ad un progetto hard rock, caratterizzato da diverse influenze dei grandi del passato e del presente, che hanno fatto la storia dell’hard rock e dell’heavy metal negli anni ’80-’90 e che tuttora continuano ad essere presenti sulla scena mondiale.
Un susseguirsi di imprevisti fecero sì che la band, nel corso della sua esistenza, subisse molti cambi di line-up. L’arrivo alla chitarra di Giulio Antonelli rafforzò le tendenze all’ heavy metal, non trascurando comunque le principali e native preferenze hard rock. Con il passare degli anni, i Wildroads si improntarono come gruppo strumentale, data la mancanza di un cantante che soddisfacesse le loro esigenze.
Nell’Ottobre 2007 vi e’ l’ingresso del cantante Michael Cavallini, che finalmente si addice al loro repertorio e ai loro progetti, data la sua voce impostata sui toni alti e puliti.Il 2009 vede l’entrata in formazione del bassista Alex Lupo e il ritorno dietro le pelli del batterista Simone Baldi.

2.    La band è nata nel lontanissimo 2001, come mai 9 anni per partorire il primo ep?

WR: Un continuo cambio di line-up e problemi vari hanno rallentato di brutto l’arrivo di questo EP. Inoltre, la cosa piu’ importante, ovvero, l’assenza per circa cinque anni della voce! Siamo partiti come band strumentale. Ma dopo tanto, la soddisfazione nel nostro piccolo è arrivata!!

3.    Come mai la scelta di ricalcare sonorità hard rock prettamente anni 80 e primi anni 90? Non temete, data la supremazia dei generi estremi, che con questa scelta emergere sarà più difficile vivendo in questa nazione che stenta a supportare questo genere?

WR: Beh il nostro cuore e la nostra mente ci dicono questo!! Ne siamo consapevoli della triste realtà della nostra nazione…ma si suona per piacere, per passione, per divertimento, perche’ ci crediamo fino in fondo, e’ il nostro cuore e la nostra mente che ci comandano! Se andrà bene, sara’ un successo, altrimenti un bel ricordo!

4.    Tre aggettivi per descrivere il vostro ep

WR: VERY

FUCKING

LOUD!!

(ahhahahaha)

5.    Di cosa parlano i vostri testi, chi è la penna?

WR: Beh le maggiori ispirazioni di questi cinque pezzi,sono i fatti realmente accaduti, vedi in Re-Live My Life, due innamorati dove lei perde la vita in un tragico incidente; una storia con ironia al femminile, vedi She Has Been Cheated, dove lei viene tradita dal lui che coglie sul fatto e gli spacca la macchina, qui abbiamo usato come intro una scena del film di Jim Carrey – Io,Me & Irene eheheh;
Rider of The sunset, dedicata a tutti i bicker!
Sick Soul, l’anima dannata vista in senso metaforico, si tratta della mente di questo “pazzo” chiuso in cella, ma in realtà non c’e’ niente di clinico ma solo una metafora rivolta alla società in cui viviamo oggi!!
Wildroads, beh…indovinate un po!??! ehehhehe!!

6.    Come nasce una vostra canzone, prima sound o testi?

WR: Beh, i brani che ascolti su questi EP sono stati scritti mooolti anni fa, quasi agli inizi, come ho premesso, siamo stati per circa cinque anni come band strumentale, quindi, in questo caso, sono stati adattati i testi e la linea vocale alla musica gia’ esistente.

7.    Cosa vi aspettate da questo ep? Lo dobbiamo considerare un biglietto da visita nella spasmodica ricerca di un contratto?

WR: Questo EP e’ il nostro attuale biglietto da visita dopo tanti anni di cambi di line-up e periodi poco fortunati, per adesso abbiamo ricevuto una buona risposta positiva da parte del pubblico e delle webzine, quindi si, lo consideriamo un biglietto da visita per la ricerca di un contratto. Ne siamo molto soddisfatti del risultato, ma chiaramente, il parere al pubblico e agli esperti!!

8.    Il vostro desiderio nel cassetto….

WR: Eheheheh beh, credo quello di tutte le band underground, ovvero quello di emergere dalle fogne e girare il mondo suonando a volume alto!! ehehehhe!! Dice che i sogni son desideri….chissà!! ehehehhehe!!

9.    A quando il primo full-lenght?

WR: Adesso stiamo lavorando ai nuovi pezzi da inserire, dobbiamo decidere quante tracce finiranno sul disco insieme alle cinque dell’EP….credo che torneremo in studio il prossimo anno, per adesso facciamo girare l’EP!

10.    Grazie per la disponibilità concessaci, buona fortuna!

WR: Grazie a te Ermanno!! E’ stato un piacere parlare con te!! Un saluto a tutti i lettori e allo staff !! Sempre Rock N Roll!!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Wildroses – ep 2010 (Autoprodotto)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Recensioni


WILDROADS – Ep 2010 (Autoprodotto)

Band toscana quella dei Wildroads che sforna il suo primo ep basato sulle rocciose sonorità hard rock anni ottanta / primi anni novanta. Il loro sound calca le gesta di tutti quelle rock band che hanno fatto scuola e altre che son rimaste nel dimenticatoio per questione di sfortuna: Skid Row, Great White, Accept, White Lion, Tyger of Pan Tang e via dicendo…

La band tende ad affondare la lama del coltello anche nell’heavy metal classico, come nelle tracks “Wildroads” e “She as been cheated”, dove i riff richiamano il bellissimo “No more Tears” di Ozzy Osborne.

Concludendo, un ep da apripista per un sound che non presenta innovazione ma un piacevole piccolo salto nel passato. Lodevole la ballad “Re live my life”, forse il picco massimo tra le 5 tracce presenti.

Tracklist:

  1. Rider of the sunset
  2. Wildroads
  3. She as bee cheated
  4. Re live me live
  5. Sick soul

Line Up:

  • Nik Capitini – Chitarra
  • Giulio Antonelli Chitarra
  • Michael Cavallini  -Voce
  • Alessandro Lupo – Basso
  • Simone Baldi – Batteria & Percussioni

(A cura di Ermanno Martignano)

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Wildroads – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


La nascita dei Wildroads risale al 2001 da un’idea del chitarrista Nik Capitini, il quale decide di dar vita ad un progetto hard rock caratterizzato da diverse influenze di grandi band del passato e del presente, che hanno fatto la storia dell’hard rock e dell’heavy metal negli anni ’80-’90.

Un susseguirsi di imprevisti fecero sì che la band, nel corso della sua esistenza, subisse molti cambi di line-up. L’arrivo alla chitarra di Giulio Antonelli rafforzò le tendenze all’ heavy metal, non trascurando comunque le principali e native preferenze hard rock. Con il passare degli anni, i Wildroads si improntarono come gruppo strumentale, data la mancanza di un cantante all’altezza delle loro esigenze.

Nell’Ottobre 2007 vi e’ l’ingresso del cantante Michael Cavallini, finalmente in linea ai loro progetti data la sua voce impostata su toni alti e puliti. Il 2009 vede l’entrata in formazione del bassista Alex Lupo e il ritorno dietro le pelli del batterista Simone Baldi. All’attività on stage si unisce all’impegno in studio per la produzione di un EP che ha visto la luce nel 2010

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Keep of Kalessin – Reptilian (Indie Recordings 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Recensioni


KEEP OF KALESSIN – Reptilian (Indie Recordings 2010)

Ormai i norvegesi Keep of Kalessin sfornano un nuovo album a distanza di due anni, fresco di stampa, il nuovo “Reptilian” segue il viaggio epico intrapreso da Armada e continuato con Kolossus.

Il nuovo prodotto di Obsian C. & Co, risulta ancora più epico di quanto non lo fosse già Kolossus, ma ancora in maniera più esponenziale, incisiva e veloce, in loro non ascoltavo chitarre così taglienti e un drumming dannatamente pazzesco dal loro esordio. Vyl è un “animale” dello strumento, solo in 2 casi ricordavo un drumming così martellante, ossessivo e penetrante.. Limbonic Art “Moon in the scorpio (considerando che lì  c è una drum machine) e Marduk in “panzer division”!

Un album lungo 56 minuti che di primo acchittto spiazzerà non poco, ma una volta assimilato vi toccherà la mia stessa sorte.. ascoltarlo 4-5 volte al giorno come una droga che crea assuefazione!

Dopo la brutalità death metal di Immolation, e i suoni delicati degli Anathema, il 2010 si sta dimostrando l’anno dei capolavori discografici!

VOTO: 90/100

Tracklist:

1. Dragon Iconography
2. The Awakening
3. Judgement
4. The Dragontower
5. Leaving The Mortal Flesh
6. Dark As Moonless Night
7. The Divine Land
8. Reptilian Majesty

Line Up:

•    Thebon – Voce
•    Obsidian C – Chitarra
•    Wizziac – Basso
•    Vyl – Batteria

Discografia:

•    Through Times of War (1997)
•     Agnen – A Journey Through The Dark (1999)
•    Reclaim (ep 2003)
•    Armada (2006)
•    Kolossus (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

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