School Nightmares – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Hard rock, Interviste, Metalcore


Provengono da Aosta e il loro ep d’esordio si intitola Our Society. Ci propongono uno stile tra metalcore e hard rock graffiante, questi sono i School Nightmares.

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, come nasce il vostro monicker?

Ciao a tutti e grazie per lo spazio! Innanzitutto il nostro nome nasce nel 2010 con la vecchia formazione. Il nome ha una storia breve ma piena di emozioni tanto da far pensare che la “scuola” di cui si parla è la ” scuola di vita” che affrontiamo tutti i giorni con i nostri incubi e le nostre paure. In questo periodo il gruppo sta pensando ad un nuovo monicker per rinnovarci musicalmente e quindi passare ad un “secondo livello”.

2.    Dalle vostre foto si scorge subito che siete studenti, come mai l’idea e la voglia di formare una band?

I membri sono quasi tutti degli studenti (tranne le due cantanti che ormai lavorano). L idea di formare la band è nata dalla chitarrista/screamo Federica e dal batterista Frédy. Successivamente si sono inseriti Johnny (basso) Leonardo (Chitarra solista) e Giada la cantante. Lo scopo era quello di formare un gruppo con degli obiettivi da portare avanti, non solo suonare per giocare.

3.    Our Society è il vostro ep d’esordio. Vi definite come un mix di metalcore e hard rock, quali ritenete siano le band che vi hanno influenzato maggiormente?

Il genere ci è sconosciuto anche a noi. Ci definiamo in piccola parte metalcore per caratteristiche di ritmica in alcuni brani, soprattutto nei brani nuovi (non presenti nell’ EP), e nell’ altra Hard Rock perché le sonorità possono ricordare questo genere. Naturalmente sappiamo bene che dobbiamo ancora crescere. I gruppi variano dai Metallica fino a quelli più “pesanti” come Asking Alexandria fino ad arrivare alla scena Glamrock del 2012 con i Black Veil Brides.

4.    Le tracce presenti su Our Society hanno ottime soluzioni, ma peccano anche un po’ di inesperienza, non ritenete che Andromeda ha più connotati gothic che metalcore? Inoltre  sembra che la componente elettronica compaia solo o quasi nell’intro e outro, come mai?

L’inesperienza ci sta in quanto siamo molto giovani e quindi dobbiamo imparare anche molte cose. Questa lavoro è stato una sfida con noi stessi e allo stesso tempo una corsa frenetica. Oltre a questo abbiamo avuto anche delle difficoltà di registrazione e di produzione dell’ EP, ma questo non ci ha fermati. Noi con questa presentazione volevamo sperimentare vari generi in quanto, come affermato da voi, Andromeda si distacca dalle altre canzoni avendo caratteristiche malinconiche gothic. L intro e l outro anch’essi sono stati uno sperimento, infatti sono gli unici due “brani” che hanno una componente elettronica proprio per sperimentare i vari suoni. In questo lavoro abbiamo inserito quindi brani Hard – Rock, come Senza Risposte , affiancate, ad esempio, al brano Our Society completamente diverso di genere.

5.    Di cosa parlano i vostri testi? Solitamente le band cantano la maggior parte delle canzoni in inglese e meno in italiano, voi avete fatto l’esatto contrario, come mai questa scelta?

I nostri testi trattano di tematiche adolescenziali e sociali. Senza Risposte e 1000 Pregiudizi sono dedicate ai giovani in quanto il testo narra di giovani che non trovano risposte per andare avanti nella propria vita o che vengono soppressi dai pregiudizi. Our Society, invece, tratta della nostra società ormai logorata dai politici corrotti e da tutta la sporcizia che gira attorno al denaro. L’ obiettivo di cantare in italiano è stato quello di poter raggiungere più gente possibile. Adesso, però stiamo cambiando idea e infatti, nei brani che stiamo preparando, i testi in italiano non saranno più presenti.

6.    L’artwork devo dire che è molto intrigante nell’immagine e nei colori, vi va di spiegare la sua simbologia?

La protagonista assoluta dell’ art work è naturalmente “la sposa pecora” contornata da una città catastrofica. Il significato simbolico che si cela dietro è lo sfruttamento della donna in una società che non si accorge di quello che avviene attorno a sé. La donna è stata scelta perché è simbolo di purezza e di realtà della vita umana. Ringraziamo Nicola Napoli per L’artwork.

7.    Sono in programma serate live per supportare questo ep?

In questo momento l’Ep sarà pubblicizzato solamente online senza alcuna serata. Tutto questo perché da qui a poco cambieremo alcune cose all’ interno del gruppo.

8.    Nella vostra band la figura femminile sembra essere predominante, trovo ottima l’idea di avere due cantanti dello stesso sesso, galanteria da parte dei maschietti… scelta casuale o a tavolino? Tre aggettivi per descrivere Our Society

Le figure femminili sono una scelta casuale. La chitarrista è la ragazza del batterista, mentre la cantante era un’amica di tutto il gruppo. E’ stata una vera fortuna trovare due “frontwoman” per la band. Our Society è: spontaneo, vero e sperimentale.

9.    Quali saranno i passi futuri della band, e quale il vostro sogno nel cassetto?

I passi gli stiamo già facendo adesso; contando che l EP è stato registrato nell’ estate del 2011, in questi giorni stiamo creando nuovi brani come “Kill the cheerleaders” e  “ The next battle” che ci ripresenteranno sulla scena musicale locale cresciuti musicalmente.

10.    Grazie per la vostra collaborazione, buona fortuna per tutto e alla prossima occasione.

Grazie a voi e per lo spazio concesso, ricordiamo il nostro sito www.schoolnightmares.jimdo.com e ringraziamo tutti quelli che si sostengono.

(A cura di Ermanno Martignano)

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School Nightmares – Our Society (Ep autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Hard rock, Metalcore, Recensioni


SCHOOL NIGHTMARES  – Our Society  (Ep autoprodotto 2011)

Gruppo proveniente da Aosta quello dei School Of Nightmares che annunciano il loro esordio nella scena con questo ep Our Society.
Il loro sound è un mix tra metalcore e hard rock che sa di marcio (nel senso buono del termine ndr.), sound che in vari punti risulta interessante e appetibile e in altri paga la poca esperienza di questi giovani ragazzi.

Quel che a mio avviso risulta un po’ titubante è Andromeda, l’intro e l’outro, questi ultimi se prolungati potevano essere degli ottimi pezzi strumentali. Andromeda, invece, è un pezzo strumentale eccellente dai connotati cupi e a tratti epici che poco si avvicina alla direzione intrapresa dal resto delle songs… e l’outro pecca della stessa lacuna dell’intro.

Ottimo il resto delle songs: idee o sperimentazioni un po’ confuse che necessitano di seguire un’unica direzione. Con il voto conclusivo vanno premiati gli sforzi, la dedizione, la caparbietà e il discreto inizio che sicuramente  non mancherà di migliorare con il tempo.

VOTO:  55 / 100

Tracklist:

1.    Intro
2.    Senza risposte
3.    1000 pregiudizi
4.    Andromeda
5.    Our Society
6.    Outro

Line Up:

•    Giada Caregaro -  voce
•    Federica Giannola – chitarra ritmica / screamo
•    Leonardo Marta – chitarra solista
•    Frédy Pascal – batteria
•    Jonathan Manfredi – basso

 

My Space:
Myspace School Nightmares

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Cj Sleez – Play It Loud (Lunatic Asylum Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Punk Rock, Recensioni


CJ SLEEZ – Play It Loud  (Lunatic Asylum Records 2012)

Cj Sleez, gruppo che focalizza la sua dirompente energia in un rock trasgressivo e fortemente influenzato dal punk. La band si forma nel 2000,  e la loro provenienza americana (Toronto), si scorge dalla prima nota di Back To Nowhere.

Il rock spregiudicato e come lo interpreto io “senza ritegno” è una vera goduria per caricarsi positivamente la mente, l’avvenente singer ex ballerina di strip, oltre ad essere brava dispone di un forte carisma vocale e scenico tipico di band alla Motley Crue e Motorhead.
Dopo 3 album conosciuti in madre patria, ma praticamente sconosciuti nel resto d’Europa, questo best of messo in commercio dalla Lunatic Asylum Records  dovrebbe dare un po’ di notorietà anche qui da noi…e magari vederli presto in versione live per un concerto sicuramente frizzante e incandescente.

I pezzi che fanno la differenza sono sicuramente “Hammer Down” che ai meno giovani ricorderà la sigla del telefilm Batman che andava in onda su “fu” TMC negl’anni novanta se non erro. Mentre il secondo degno di nota è “In The City”, che sprigiona una pura energia esplosiva.

VOTO  75 / 100

Tracklist:

1. Back to nowhere
2. Bad new day
3. Skin deep
4. Hammer down
5. Lonestar
6. Between our hate
7. Gutter dolls
8. In the city
9. Shallow dive
10. Lowest Low

Line Up:

CJ Sleez – voce
Errol H – chitarra
Stacy Stray  – chitarra
Norelle – basso
Danni Action  – batteria

Discografia:

•    Sex Violence & Noise  (2001)
•    Back From The Drink  (2006)
•    Vallwy Of The Shadow  (2011)

 

My Space:
Myspace CjSleez

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(A cura di Ermanno Martignano)

 

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Saddols – Happy Deathday (Lunatic Asylum Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: electro gothic, Gothic metal, Recensioni


SADDOLS – Happy Deathday  (Lunatic Asylum Records 2012)

A giudicare dalle loro foto presenti su facebook questi greci Saddols hanno l’aria di essere molto giovani; adolescenti o no, la band, con sonorità gothic metal miste a elecktro gothic, dal 2007 ad oggi è giunta al traguardo del suo secondo full lenght più un ep apripista.

Happy Deathday è un gothic fresco, dinamico e di grande impatto. Le songs viaggiano a livelli quasi sempre incalzanti tanto da sembrare dubbio l’inserimento in questo filone. Un lavoro sbalorditivo che mi ha impressionato parecchio anche per il suo macabro art work, 2 siringhe che iniettano sangue su una torta….

13 pezzi con pochi growl e poche voci al femminile. Una ballad da urlo è “Embrace The Dark” in cui viene mescolata sapientemente l’effettistica, o meglio la componente elettronica. Due bonus track di cui una vede l’ospite d’eccezione Morgan La Croix (Mandragora Scream) e la seconda un remix sempre dei Madragora Scream “Bloodred”.

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1.    Happy Deathday, Dear (Intro)
2.    Killing Sorrow
3.    Bloodred
4.    Be Darkness
5.    Criminal Of Love
6.    The Drug
7.    Psychedelic Love
8.    Dying On The Dancefloor
9.    Amanda Blood
10.    Embrace The Dark
11.    Coma Song
12.    Watch Me Crawl Behind (feat. Morgan Lacroix) (Bonus Track)
13.    Bloodred (Mandragora Scream Remix) (onus Track)

Line Up:

•    George Downloved voce
•    Paul EviLЯose – chitarra
•    Daniel Aven – chitarra
•    Mary Mc Blood – basso
•    St.Gas -  batteria

Discografia:

•    Dead In The Dollhouse (ep 2007)
•    About Darkness (2009)

 

My Space:
Myspace Saddols

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(A cura di Ermanno Martignano)

 

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Slaughter Denial – Treachery (Crash & Burn Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni, Thrash metal


SLAUGHTER DENIAL – Treachery  (Crash & Burn Records 2011)

Dopo l’ottima partenza con l’ep d’esordio Eyes Of Madness, i romani Slaughter Denial non perdono tempo e passato 1 solo anno ci sbattono in faccia questo primo devastante platter che presenta una band in forma smagliate con sound ulteriormente irrobustito.

Eravamo rimasti ad inserire  il loro sound nel calderone thrash / death metal ricco di groove alla Pantera, adesso possiamo dire che la materia prima è stata perfezionata, il thrash ha acquistato un maggiore impatto avendo sostituito un po’ di quel groove con la velocità, Inoltre,  la componente death è arrivata ai limiti del brutal e lo dimostrano le vocals cavernose e grottesche del sempre incisivo Fabrizio.

Quindi una lieta conferma, anzi direi miglioramento in ogni sua parte, per altre 9 song che vi faranno sbattere la capoccia a più non posso e fanno guadagnare alla band mezzo punto!

VOTO: 80 / 100

Tracklist:

1  Ruthless Throwback
2. Milwaukee Cannibal
3. Strategy of Tension
4. Illusions of Doubles
5. Redeemer Butcher
6. Treachery
7. Chilling Abduction
8. Psychopathic
9. Mind Diverted

Line Up:

•    Fabrizio Losapio – voce
•    Simone Tempesta – batteria
•    Alessandro Trotto – chitarra
•    Claudio Colantoni – basso

Discografia:

•    Eyes Of Madness (ep 2010)

 

My Space:
Myspace Slaughter Denial

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Hybrid Circle – Nuovo full lenght!

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, News


“Before History”  è il titolo del nuovo album dei death metallers Hybrid Circle che hanno appena siglato un accordo con Buil2Kill Records che vedrà la pubblicazione di questo lavoro nel mese di febbraio con distribuzione Audioglobe/Century Media.

Promozione e ufficio stampa saranno curati invece da Nadir Promotion.
La band è stata opening act nel tour italiano dei Loudblast e dopo l’uscita della nuova release saranno confermate altre date live!

Info e dettagli:
www.hybridcircle.net

 

Ecco la cover di Before History:

 

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Artificial Wish – Subconscious (Buil2Kill Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Metalcore, Recensioni


ARTIFICIAL WISH – Subconscious  (Buil2Kill Records 2012)

Siamo nel settembre 2006 quando gli Artificial Wish prendono vita per volere di Michele (chitarra), Gianluca (basso) e Riccardo (batteria). Questi ragazzi dopo innumerevoli live set, un demo e un ep, tornano a far parlare di se con il primo lavoro Subconscious.

Anche se l’artwork ha le sembianze di un album thrash metal, in questi 28 minuti ascolterete un  metalcore d’impatto e parecchio melodico: nove tracce che anche se non gridano a chissà quale miracolo, scivolano giù con molto piacere.

Queste cinque menti hanno saputo mettere a frutto tutta la loro esperienza fornendo a queste nove tracce dinamicità, giusta pesantezza, professionalità stilistica e, come già detto, una deliziosa impronta melodica tra vocals pulite e più urlate.

Partenza che non tarderà a farsi apprezzare tra i metallari più giovani, e magari anche qualche vecchietto come me!

VOTO:   70 / 100

 

Tracklist:

1. Preface
2. Spin
3. Evidence
4. My Clay’s World
5. One
6. Infected Thoughts
7. ‘Till The End
8. The Line
9. Halo

Line Up:

•    Andrea – voce
•    Michele – chitarra
•    Diego – chitarra
•    Cene – basso, vove
•    Mavio  – batteria

Discografia:

•    Artificial Wish (promo 2007)
•    Shame (ep 2007)

 

My Space:
Myspace Artificial Wish

Facebook:
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(A cura di Ermanno Martignano)

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Betty Poison – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Grunge, Interviste, Post Rock, Punk Rock, Rock Alternative


Leggendo la biografia, o meglio il curriculum dei Betty Poison, si rischia di rimanere a bocca aperta. In soli quattro anni di attività possiamo dire che hanno veramente bruciato i tempi.. e non parlo solo di uscite discografiche ma anche di live sparsi per il mondo, interviste radiofoniche e televisive, videoclip etc… Da poco fuori con “Beauty Is Over” non possiamo esimerci dall’intervistare la carismatica cantante / chitarrista Lucia Rehab e la sua band.

1.    Benvenuta Lucia, e benvenuti ragazzi! Parto subito con i complimenti per il nuovo Beauty Is Over, puro rock acido e ruvido

Grazie ragazzi, effettivamente è un album a cui abbiamo lavorato molto e siamo felici che stia ottenendo tante gratificazioni e un ottimo feedback. C’è dentro la nostra vita, tanta passione, ma anche un distillato di tutte le sfumature che ci portiamo dentro e che ci rappresentano…

2.    Leggendo la vostra biografia possiamo dire che il vostro status attuale è sorprendente, 1 ep e 2 album dal 2008 ad oggi, ma non solo…interviste radiofoniche, televisive e tantissimi altri avvenimenti che non sto ad elencare. Come fate a reggere questi ritmi?

Siamo come gli squali… tenuti in vita da una specie di moto perpetuo! Il traguardo migliore è sempre quello che non abbiamo ancora raggiunto, il disco più bello quello che dobbiamo incidere, non disfiamo mai i bagagli, non deponiamo mai le armi, viviamo con gioia ogni progetto e l’impegno costante con cui perseguiamo i nostri obiettivi si affianca a un clima di costante serenità e felicità che dà senso al tutto. Ci godiamo quello che abbiamo e siamo felici della vita che facciamo. E’ questo il segreto!


3.    Cosa significa per te Lucia avere e vivere con un’anima rock al 100%?

Diciamo che significa aggregarmi naturalmente a persone simili a me e vivere sempre più distante da quella consistente parte di società che ritiene esistenze come la mia strutturalmente e logicamente sbagliate. Anche perché chi è considerato un alieno disfunzionale in un dato sistema di riferimento A, nel sistema di riferimento B può essere un felicissimo produttore di senso. In ultima istanza è un problema di “residenza”!

4.    Non ho avuto modo di ascoltare i vostri precedenti lavori ma, come scritto nella recensione
di Beauty Is Over, a mio parere trasuda l’energia delle Hole, il carisma di Kurt Cobain e quella carica oltraggiosa che emanava Janis Joplin quando saliva sul palco. Concordate con questa mia sensazione?

Ci onora. Riteniamo Janis Joplin un’artista commovente e dalla voce devastante, Cobain un sovrumano talento e gli Hole una voragine sonica che a partire dagli anni novanta ha eruttato “vagine dentate” che ancora si attaccano alle caviglie della gente… e la cosa ci piace!

5.    Di cosa parlano i vostri testi?

Della sindrome di Stoccolma, di ricordi, dei pericolosissimi momenti di blackout che si possono avere nella vita, di come si possa vivere nella dissimulazione e riempirsi di sedativi per dimenticarlo, di visioni, di colori, di temperature, dell’amore e delle sue meno riuscite imitazioni

6.    Avete avuto per due volte l’occasione si suonare da spalla alle Hole, che persona è secondo voi Courtney Love e come avete vissuto questa esperienza?

Courtney Love è una persona che sembra non lasciare spazio negli altri a sentimenti diversi dall’amore e dall’odio più viscerali, negli anni l’abbiamo vista oggetto della più fanatica idolatria e del più violento disprezzo, senza vie di mezzo. Noi semplicemente pensiamo che sia una donna “a tinte forti” con una gran voce, splendidi pezzi di  repertorio e una biografia ingombrante che può aver aiutato, ma anche fortemente ostacolato, sulla lunga distanza, la sua carriera di artista. L’evoluzione del rock cosiddetto “femminile” le deve molto, ma a nostro avviso le deve molto anche il movimento “grunge” in generale, di cui negli anni novanta gli Hole sono stati un’interessantissima declinazione.

7.    Immagino la vostra attività live sia in pieno fermento, qualche data da segnalarci?

Ad aprile saremo in Giappone e forse anche in Cina con i Pandora. Nel frattempo continuiamo a suonare in tutta Italia e a gestire il nostro booking europeo. Ci auguriamo di poter raggiungere più persone possibili.

8.    Il pezzo che mi fa letteralmente gasare è “Time”, come e quando è nata questa canzone?

Ti ringrazio infinitamente, perché, per quanto ami tutti i nostri pezzi, “Time” è il mio preferito in senso assoluto, significa molto per me e sono sempre contenta quando viene apprezzato. Descrive con la più totale fedeltà un periodo della mia vita in cui mi sembrava davvero di aver toccato il fondo e che il mio tempo stesse per finire senza che avessi fatto neanche una cosa di cui poter essere fiera. Fortunatamente non è stato così e la mia storia personale ha dato un colpo di reni, ma quando ascolti “Time” puoi ancora sentire tutta la terribile disperazione di quei momenti, quando guardavo le stelle pensando “Vorrei essere lì o almeno da qualsiasi altra parte, ma ormai è tardi”. Ne ero davvero convinta.

9.    Quali sono i vostri progetti futuri?

Continuare a suonare e ad essere liberi

10.    Grazie per il tempo concessoci, a voi le considerazioni finali.

Grazie di tutto, del supporto, della disponibilità e dell’ospitalità. Grazie anche a Necrotorture Agency, che ci sta mettendo in contatto con realtà sempre belle e stimolanti e a tutti i vostri lettori, che salutiamo con affetto

(A cura di Ermanno Martignano)

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