Tyrants – Ruchus (video ufficiale)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Video


Tratto dall’album autoprodotto “Runchus” il video ufficiale della symphonic black metal band Tyrants! Classe sopraffina!

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Opera IX – Nuovo album e video!

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, News, Video


Passati 8 anni dall’ultimo lavoro in studio Anphisbena, la occult black metal band Opera IX torna con l’attesissimo nuovo lavoro dal titolo “Strix Maledictae In Aeternum” su Agonia Records.

Disponibile in formato cd digipack e doppio vinile.

 

Tracklist:

1.Strix The Prologue (Intro)
2. 1313 (Eradicate The False Idols)
3. Dead Tree Ballad
4. Vox In Rama (Part 1)
5. Vox In Rama (Part 2)
6. Mandragora
7. Eyes In The Well
8. Earth And Fire
9. Ecate -The Ritual (Intro)
10. Ecate
11. Nemus Tempora Maleficarum
12. Historia Nocturna

 

Di seguito il video del singolo apripista “Mandragora”

http://www.youtube.com/watch?v=oQbpmtGJd4k

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Unscriptural – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Classic metal, Horror Metal, Interviste


Unscriptural, provenienti da Vibo Valentia e attivi da 11 anni, ritornano con il nuovo demo Oblivion caratterizzato da sonorità a cavallo tra black metal e heavy metal horrorifico, intervistiamoli per saperne di più…

1.    Rieccoci qui Tat0, ormai possiamo dire che sei di casa, partiamo subito con la presentazione di Oblivion e la rivoluzione in line up

Tat0 – Ciao Ermanno è sempre un piacere ,)!
Oblivion possiamo definirlo in qualche modo come l‘ inizio di un nuovo corso degli Unscriptural caratterizzato prevalentemente appunto dall‘ ingresso in formazione dei nuovi membri Francesco Messina alla voce, Gaetano Bianco alla batteria, e Gabriele Gigliucci alle tastiere, più Peppe Carleo alle chitarre e me che proveniamo dalla vecchia formazione;  fino ad oggi  il gruppo, fondato nel 1990, ha prodotto diversi mini e singoli usciti in maniera molto underground, oggi grazie alla stabilità ed all’entusiasmo apportato da questa nuova formazione abbiamo deciso di muoverci in maniera un pò più completa rispetto a prima, producendo il disco in studio, al SoundFarm studio di Catanzaro ( gli altri lavori li abbiamo sempre fatti in casa ) e promuovendolo tramite l‘ utilizzo della rete così da farlo ascoltare e farlo girare il più possibile

2.    Mi sembra di notare che in questo nuovo demo ci siano pezzi registrati in passato, tipo Pact With Satan di cui avete intitolato un demo; sono tutti pezzi ri-registrati o c’è qualcosa di nuovo?

Peppe – Ci sono tre pezzi già conosciuti in passato, ma completamente riarrangiati grazie all’apporto musicale di ogni singolo componente della nuova line-up, e due pezzi inediti,  “The Ritual” scritto da poco e quindi del tutto inedito ed “Unscriptural” scritto nel 2001 ma mai registrato in modo ufficiale.

3. L’etichetta che vi siete cuciti addosso è quella di black e death metal, per come la vedo io direi black heavy horror metal, mi avete ricordato qualcosa dei Death SS e Mortuary Drape. Concordate?

Tat0 – diciamo più che altro che ormai è necessario darsi una definizione, anche per raggiungere meglio eventuali ascoltatori che potrebbero essere interessati all‘ ascolto ma che sempre di più si lasciano condizionare da paletti quali appunto il genere e le varie e tante volte pittoresche definizioni con le quali i gruppi amano presentarsi … sinceramente viene difficile a noi per primi categorizzare  che facciamo, questo perchè pur avendo ognuno di noi un impronta diversa si cerca di far confluire il tutto in un unico sound il più personale possibile … io lo definirei semplicemente metal … ,)!

Peppe -  Per quanto riguarda i Death SS, come negarlo?? Sono una delle Band che hanno segnato la mia infanzia e se la nostra musica te li ricorda non può che farmi piacere.

4. Ci descrivereste l’artwork?

Peppe – Si voleva dare all‘ immagine  di copertina un senso compiuto verso il nuovo cammino intrapreso, optando così per un’ immagine quasi post-atomica ma piena di speranza in cui vi sono quattro braccia che spuntano da un ipotetico lago di oblio verso quello che sarebbe l’albero della vita, o ciò che ne rimane , chiaro riferimento alle fatiche che in tutti questi anni il gruppo ha dovuto far fronte per giungere quest’ anno finalmente alla nuova rinascita.

5. Di chi è la voce leggiadra della corista presente nei pezzi?

Gabriele – Ho avuto il piacere di conoscere Roberta Serrao qualche anno fa, ed essendo Lei già impegnata in altri progetti ho potuto apprezzarne le qualità artistiche. Quando è sorta la necessità di trovare una voce femminile che ci supportasse mi è subito venuta in mente Lei, che ben volentieri ha accettato questa collaborazione.

6. The Ritual è il pezzo che reputo più inquietante, descrivetecelo

Tat0 – oltre ad essere forse il più inquietante, sono d’ accordo con te, si tratta anche dell‘ unico pezzo nuovo del mini cd, creato nella sua parte musicale praticamente tutto in sala prove con la nuova formazione, arrangiamenti struttura e riffs, e contenente tematiche a noi care da sempre, quali l‘occulto e la presenza del Male come entità imprescindibile e pregnate in tutto ciò che riguarda il normale svolgersi della quotidianeità … in lato stretto il pezzo è  volto a descrivere ed a rivivere quello che potrebbe essere un rituale per l’appunto, nei suoi significati e nelle sue forme procedure e fini ..

Peppe – Il tutto nasce da un sogno fatto qualche tempo fa, in cui mi trovavo a vivere l’esperienza di un rituale satanico come in terza persona, quasi come un’esperienza mistica. Quella notte stessa buttai giù in pratica tutto il testo, il resto lo finimmo poi in sala prove con i ragazzi.

7. La band è attiva da 11 anni ormai, come mai non è ancora supportata da un’etichetta discografica?

Tat0 – Oggi giorno l’ unica cosa che un etichetta può offrire è una buona e vasta distribuzione, senza dubbio un servizio importantissimo ed utilissimo, ma mancando il mercato del disco anche una buona distribuzione può diventare inutile, se a questo aggiungiamo che ormai  la maggior parte delle  label proprio per far fronte al calo di vendite  hanno  mutato i propri affari nel chiedere soldi ai gruppi allora la vera funzione, ed utilità, di una label viene a sparire completamente  …  in passato come ti dicevo muovendoci in maniera molto “soft” neanche ci si era posto il “problema”, oggi se spunta fuori qualcosa di interessante ben venga, ma non è sicuramente una tappa nè uno scopo, ormai per un gruppo l‘autoproduzione è la via più conveniente sotto ogni aspetto e punto di vista …

8. Avete in mente progetti live? Dopo questo eccitante ritorno, quali sono i vostri progetti futuri?

Tat0 – certo, al momento stiamo facendo un pò di pezzi nuovi sia in vista di eventuali concerti  e sia in previsione di un altra uscita che non si farà attendere e che presenteremo come full-lenght … ma al di là di questo di progetti meglio non farne troppi, nessuno ci corre dietro ed abbiamo voglia di continuare serenamente a fare la nostra musica senza metterci ansie ,)

9. Buona fortuna per tutto e alla prossima!

Tat0 – Ancora  grazie Ermanno per  lo spazio che ci concedi, invitiamo chi potesse essere interessato a visitare le nostre pagine web: www.myspace.com/unscriptural, su myspace trovate i collegamento anche ai profili youtube e facebook. Colgo anche l‘occasione per invitare i lettori a scaricare gratuitamente il mini che abbiamo appena pubblicato, Oblivion, all’indirizzo http://www.megaupload.com/?d=3E3V9UQM.

Peppe – Grazie Ermanno, colgo  l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno creduto in questo progetto e soprattutto i miei fratelli di viaggio … gli “Unscriptural”.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tyrants – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Classic metal, Interviste


Tyrants, duo proveniente dalla provincia di Pescara, attivo dal 2011. Dopo due demo arriva il momento di registrare Ruchus, un capolavoro di black metal sinfonico figlio della Norvegia in chiave fantasy. Intervistiamo i diretti interessati…

1. Benvenuti ragazzi, partiamo con una breve biografia della band

Salve a tutti. Per iniziare vogliamo ringraziare Ermanno Martignano per questa intervista. I Tyrants nascono a Roma,ma siamo di Penne un piccolo paese nella provincia di Pescara. Io Aerioch mi sono ormai stabilito a Roma da diversi anni, mentre Sinthoras continua a vivere in Abruzzo. Nel 2006 vivevamo a Centocelle ed e’ propio li’ che abbiamo deciso di far partire il progetto Tyrants.

2. In 10 anni di attività come mai avete registrato solo due demo?

Inizialmente eravamo ancora alle prime armi per quel che riguarda le registrazioni. Anche i mezzi a nostra disposizione erano molto rudimentali, poi col tempo Sinthoras ha iniziato ad appassionarsi alla fonia ed abbiamo iniziato a curare la qualita’ audio. Inoltre la distanza e problemi personali ci hanno impedito di produrre altri lavori.


3. Ruchus è un gran bel lavoro, le contaminazioni norvegesi si sentono spiccatamente;
la caratteristica che fa scalpore è il connubio di soluzioni epic fantasy che lo rendono ancor più maestoso. Quali sono le vostre influenze principali?

Noi siamo molto istintivi e lasciamo che le nostre emozioni ci guidino nella creazione delle nostre canzoni. Come ho detto prima siamo abruzzesi e la natura che ci circonda entra molto facilmente nelle nostre composizioni.

4. Quante canzoni presenti in Ruchus appartengono ai due precedenti demo e quali sono le novità assolute?

5 sono le canzoni appartenenti ai precedenti demo, ma sono tutte state riregistrate.
Ruchus, Beyond The Tyrants’ Land, Reborn, e la bonus track sono le novita’ di questo lavoro.

5. Quali temi trattate nei vostri testi, chi è l’autore? Come mai la decisione di coverizzare i Doors?

I testi sono scritti da me, ed i temi trattati possono spaziare dalla rabbia nei confronti societa’ finta fatta di solo apparire (basta ascoltare Revenge) all ‘amore (Beyond Death). Abbiamo deciso di coverizzare Break On Through per 4 motivi:

I non volevamo riproporre la solita canzone metal fatta piu’ veloce, ma prendere una canzone di un altro genere e riuscire a trasformarla

II io personalmente ho iniziato ad ascoltare la musica propio grazie ai Doors ( mio padre mi regalo’ un best of dei Doors)

III per l’idea che racchiude questa canzone, ossia quella di abbattere il muro, di andare oltre le apparenze

IV perche’ un giorno io e Sinthoras stavamo guardando una puntata dei Simpson,dove Krusty il clown cantava questa canzone, e alla fine dell’ esibizione sviene collassato propio come Jim Morrison; e li ci ammazzammo dalle risate.

6. Come nasce un vostro pezzo, quali ritenete siano le vostre ispirazioni?

Diciamo che si parte da un riff portante, con in testa gia’ qualche idea sul testo e la sensazione che si vuole trasmettere. Una volta fatto cio’ Sinthoras inizia a dare la forma; come quando si prende un pugno di argilla e lo si modella fino a che non diventa un vaso. Poi s’inizia ad adattare il testo alla canzone. Una volta che il pezzo prende vita lo si riascolta per vedere cosa cambiare, cosa aggiungere.

7. Il vostro art work sembra un incrocio tra l’oscura figura dell’horror movie anni ottanta Hellraiser e un’armatura medioevale rudimentale. Cosa simboleggia questo tetro personaggio che lacrima sangue?

Questo e’ un viso che si affaccia sul nostro mondo. Ogni punta rappresenta un male presente sulla nostra societa’, e piange sangue nero nel solo vedere come stiamo riducendo la nostra terra, che siamo perennemente l’uno contro l’altro.

8. Aprendo il booklet ho appreso che l’album è interamente registrato in casa, non si direbbe visto il risultato. Nessuna etichetta si è fatta avanti per un contratto?

Si! L’album e’ interamente registrato in casa. Per quanto riguarda l’ etichetta non ci ha contattato nessuno. Ma a noi detto siceramente non ci frega niente, tanto di etichette che fanno bene il loro lavoro ne sono rimaste poche. A noi Tyrants interessa soltanto che la nostra musica venga ascoltata e possibilmente anche apprezzata, la nostra forza sono propio le persone che ci supportano ed e’ propio di queste che noi siamo alla ricerca. Tutto il resto per noi conta poco.

9. Come sono nate le collaborazioni con Martina Di Marcoberardino, Alessandro “Lord Vampyr” Nunziati e Riccardo “Endymion” Studer?

Per quanto riguarda Martina Di Marcoberardino e’ propio una nostra cara amica e le saremo sempre riconoscenti per averci regalato la sua bellissima voce. Con Alessandro “Lord Vampyr” Nunziati e Riccardo “Endymion” Studer piu’ che collaborazione e’ propio amicizia in quanto io Aerioch suono con loro nei Lord Vampyr dal 2008; e sia io che Sinthoras potevamo solo che provare piacere che due amici partecipassero ad un nostro lavoro.

10. Grazie, lascio a voi le considerazioni conclusive…

Grazie ancora a Ermanno Martignano per averci dato la possibilita’ di esprimerci. Seguiteci su www.facebook.com/tyrantsita
oppure www.myspace.com/tyrantsband che presto ci saranno delle novita’.
Un grande abbraccio a tutti e alla prossima!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Sedna – O (autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Recensioni


SEDNA – O (autoprodotto 2011)

Splendido esempio di come il black metal può ancora far male al giorno d’oggi. I Sedna sono una band proveniente da Cesena che ci offre questo gioiello black / doom / sludge da leccarsi i baffi.

Quattro intriganti tracce per una durata complessiva di 21 minuti che vi faranno piombare in un malessere mentale da brivido: l’alternanza di momenti plumbei,  malinconici  e sfuriate black metal mi hanno vagamente ricordato Burzum al top della sua forma, momenti che fanno subito salire in vetta la prima proposta discografica di questi giovani blacksters.

Quattro inni immersi nel buio più totale, sensazione percepita anche dalla visione dell’artwork.
Ep che i Sedna hanno deciso di metterle in free download per spargere il loro stato d’animo privo di speranze!

VOTO:  90 / 100

Tracklist:

1. Oblio
2. Spiral
3. Taedium
4. Rain on the Sun

Line Up:

•    Cast – chitarra
•    Taio – batteria
•    Elyza – basso
•    Nil – voce

Per l’ascolto o download gratuito ecco il link:

http://sednablack.bandcamp.com

Facebook:

http://www.facebook.com/Sedna.O

 

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Sedna – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Interviste


Sedna, band black metal proveniente da Cesena che con “O” sferra una carta vincente sotto ogni punto di vista, facciamo loro qualche domanda…

1. Benvenuti Sedna, una breve presentazione biografica ai nostri lettori

Sedna nasce concettualmente nel’ inverno del 2009 dalle menti di Elyza (basso) e Taio (batteria). Già l’ idea iniziale era “black”, senza compromessi, senza limiti di idee ne canoni dettati dagli standard del genere. Questa volontà ha iniziato a prendere forma prima con l’ ingresso di Cast (chitarra) nel maggio del 2010, poi con l’ aggiunta di Nil (voce), nel’ ottobre dello stesso anno. A febbraio il gruppo ha iniziato ad esibirsi live, arrivando a condividere il palco con gruppi del calibro di Shining (swe), Dornenreich, Agrypnie, Fearbringer; proponendo pezzi che sono andati a comporre “O”, primo demo autoprodotto della band pubblicato il 6 ottobre.

2. Come nasce il vostro moniker, e come mai intitolare il promo solamente “O”?

Sedna nasce in un logoro pomeriggio invernale. Una figura che concerne due entità: la dea Inuit dei mari nordici, e il decimo pianeta del sistema solare.
Univocamente una medaglia a due facce, proprio come suona la nostra composizione black metal, fredda e feroce, alla miscela di sludge e doom, distante e unica al momento stesso. Sedna rappresenta un’idea, un concetto mutabile nel tempo, un concept in evoluzione, un albero che si ramifica sempre più. Per quanto riguarda il titolo, “O” non è nè una lettera nè un numero. E’ la rappresentazione del concept intrinseco alla composizione, i pezzi sono da considerarsi in una successione logica, un insieme di immagini semplici per formare un unico disegno: O. Una ciclicità nera, equa, essenziale, da cui non potrai mai uscire.

3. Il vostro black metal misto a sonorità doom e sludge è qualcosa di raccapricciante (nel senso buono): qualità sopraffina e sapienza nel miscelare atmosfere plumbee e black metal primordiale nudo e crudo. Quale è il vostro segreto per tanta genuinità sonora?

Confidiamo molto nella naturalezza delle cose. Detto meglio; siamo quattro esseri parecchio differenti tra di loro, quando scriviamo un pezzo non ci poniamo limiti nello sperimentare o nell’ azzardare certe creazioni, ci affidiamo a ciò che ci viene fuori in maniera naturale, sapendo già che nella quasi totalità dei casi il tutto girerà sempre su un punto comune, a noi sconosciuto, che abbiamo e che ci lega nel crear e ciò che è Sedna. Di conseguenza emerge un sound misto, caratterizzato da parti sludge/doom (Nil e Taio), con contorni più post rock (Cast), sfociando in un indole black meta di base (Elyza).

4. Come mai la decisione di mettere il promo in download gratuito e non iniziare a distribuirlo alle varie etichette presenti in giro per il mondo?

Non facciamo musica per soldi o per diventare delle rock star. Noi vogliamo, diffondere il nostro verbo, vogliamo che più orecchie possibili vengano intrise del nostro suono. Di conseguenza non ci siamo posti il problema della distribuzione, ci sembrava in obbligo fare prima un passo intermedio per entrare con cautela in un mondo musicale fatto ormai troppo spesso solo di business. Abbiamo avuto la possibilità di registrare a costo zero, abbiamo preferito investire il denaro risparmiato in sede live, al fine di poterci spostare e poter suonare il più possibile. Così abbian messo il demo in free download, scegliendo di vendere a pagamento solo le copie fisiche.

5. Come nasce un vostro pezzo, prima sound o testo?

Solitamente lavoriamo con un cervello unico, partendo praticamente sempre da un idea astratta da poter concretizzare in forma di musica. Viene tutto dettato dal momento, fondamentalmente partiamo da un pensiero di Nil (voce), elaborato immediatamente da Cast (chitarra), sostenuto da Taio (batteria) e perfezionato da Elyza (basso). La nostra musica è già scritta, dobbiamo solo scoprirla di volta in volta; quando iniziamo un pezzo, questo si sviluppa velocemente in maniera pressoché naturale, ogni elemento sa già cosa fare. Con il passare delle prove, singolarmente andiamo perfezionando ognuno il suo strumento portando la canzone ad essere in continuo sviluppo fino all’ arrivo del suo apice.

6. Chi è l’autore dei testi, quali ritenete siano le vostre ispirazioni?

I testi di Spiral e Rain on the Sun sono opere di Elyza, riprese poi ed elaborate da Nil. Il brano di Taedium è scritto interamente da Nil.
Coloro che scrivono i testi agiscono in via separata…tuttavia mantengono sempre un punto comune legato ad un indole rassegnata e malinconica, piena di rabbia e furore. Possiamo considerare il nostro demo un “concept”, nel senso che pur essendo persone diverse, dedite allo stesso ruolo, siamo riusciti ad esprimere qualcosa di sempre simile, con lo stesso fulcro, seppur con espressioni e parole diverse. Cerchiamo semplicemente di esprimere il momento in tutta la sua ampiezza ciclica essenziale. Dall’ inizio, all’ inizio successivo.

7. Il vostro inizio carriera non poteva partire in maniera migliore, quanto dovremo aspettare per un full lenght vero e proprio?

Grazie, effettivamente non potevamo sperare di meglio.
Non ci siamo neanche posti il problema, ora come ora stiamo pensando a promuovere il più possibile questo nostro primo lavoro, alternando il tutto a momenti di composizione di quelli che saranno i prossimi pezzi, i quali andranno a comporre un concept successivo, un idea nuova, probabilmente un ep.

8. Il vostro art work si adatta benissimo al contesto musicale, mi ha ricordato in piccola parte anche quello di The Return dei Bathory, chi è l’artefice?

E’ una fotografia scattata da Nil durante una serata di prove. Uno scatto fortuito, quasi casuale, ad un fascio di luce proiettato per un istante sulla parete della stanza totalmente buia. La foto non ha subito ritocchi, o post-elaborazioni, è stata usata così com’è stata scoperta dopo lo scatto. L’abbiamo considerata perfettamente in linea con quello che stavamo creando nel frattempo, a tal punto da utilizzarla come copertina del demo.

9. In ambito live come siete messi?

Siamo saliti sul primo palco nel febbraio di quest’ anno (con gli Sloth Machine al Sidro club di Savignano a Cesena), da allora abbiamo fatto almeno una data al mese; contiamo già serate come quella con gli Shining (swe) al Rock Planet di Cervia o con i Dornenreich al Blake Lake pt.3 a Brescia. Ci piace suonare, cerchiamo di farlo il più possibile, infatti curiamo molto la scenografia live cercando di creare il meglio possibile l’ atmosfera che vogliamo trasmettere.
A novembre abbiamo 3 date: un minitour con Emrevoid ed Essenza l’11 e 12 novembre (rispettivamente Zoe di Milano e TacuTacu di Padova), il 19 novembre al Sidro Club di Savignano sul rubiconde (Cesena), con gli Hierophant ed i Void of Sleep, infine sempre con i nostri amici Emrevoid a Casa Pomposa a Rimini.

10. Liberi di aggiungere altro per concludere questa chiacchierata. In bocca al lupo per tutto e alla prossima!

Grazie a tutti coloro che stanno rendendo possibile tutto ciò.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Doom metal, Gothic metal, Interviste


Il gruppo Tethra è una fusione tra Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. La band registra un mcd dai connotati doom dal titolo “The Gates Of Doom”, poniamo loro le nostre domande…

1. Benvenuti ragazzi, l’appartenenza alle band menzionate in apertura credo che fungano già da presentazione, tuttavia volete far sapere ai nostri lettori chi si cela dietro a questo progetto e svelarci come è nata l’idea di formare i Tethra?

I Tethra sono un progetto nato nel 2008 da Belfagor, storico chitarrista degli Horrid, a cui si aggiunge Clode (ex Coram Lethe e Gory Blister) alla voce, Alex al basso (Ex Malus vivendi e Self Disgrace) e Mike alla batteria (Madhour, Sidhe, Vexed)

2. At the Gates Of Doom è un ottimo punto di partenza, doom che in certi momenti scava nei primi My Dying Bride rimanendo oscuro anche nella parti più gothic. Quali sono state le vostre ispirazioni principali?

Principalmente il doom in tutte le sue forme e influenze, così come delle frange di death metal down tempo. Potremmo citare tranquillamente primissimi Samael, Candlemass, Moonspell, Paradise Lost e tanti altri.


3. Quali argomenti preferite trattare nei vostri testi, ci fareste un track by track?

I testi di At the Gates of Doom sono tutti legati a stati d’animo ed esperienze piuttosto oscure, si parte con Everyone Must Die, che racchiude un pò il Tethra pensiero sulla vita e la morte e che si può riassumere così: non perdere tempo dietro ad inutili religioni e false credenze popolari perché l’unica cosa che da la vita è il sangue e prima o poi tutti noi siamo destinati a morire. La title track del mini descrive come in un quadro infernale la discesa attraverso il nero cancello delle anime destinate all’al di là, spaventate e tormentate del giudizio di quello che noi chiamiamo l’innominato. Arise from my Fate racconta di una di queste anime che non si rassegna a rimanere lontana dal suo corpo e si chiede se il suo sangue potrà mai riprendere la strada delle sue vene. My Agony invece parla di disagio interiore e solitudine estrema e di rabbia verso questa condizione che si protrae nel tempo.

4. Potete illustrarci cosa simboleggia l’artwork?

L’artwork, che è opera della bravissima Valentina Bucksch di Mooving Arts, che ha reso ottimamente l’idea che avevamo che era legata proprio al titolo del cd. Così potete vedere il fiume di anime dannate che viene assorbito dal nero cancello, poi in lontananza i fiumi infernali e Caronte pronto a traghettare gli sfortunati verso la loro ultima dimora.

4. Nonostante il vostro inizio non è affatto male, durante i vari ascolti ho avuto quella strana sensazione che il lavoro sia incompleto, come se ci si aspettasse qualcosa in più…. siete soddisfatti dell’esito finale oppure avreste modificato qualcosa?

Abbiamo registrato l’EP da Ossian degli Opera IX, come inizio è giusto che sia così, è pur sempre un mini di 5 brani, mentre invece nel prossimo cd avremo più spazio, trattandosi di un Full Lenght. Alla fine di una registrazione trovi sempre qualcosa che qui e lì cambieresti, ma alla fine credo che il risultato sia proporzionato agli intenti. Siamo comunque contentissimi del riscontro datoci da tante persone che ci seguono e ancora oggi son soddisfatti di “At The Gates of Doom”, il giudizio principale è sempre quello del pubblico

5. Live in supporto a ATGOD?

Finora ce ne son stati tanti, tra i quali il Masters of Doom in compagnia dei Saturnus, il Maximum Rock Fest con Sadist e Sepultura e abbiamo suonato con tanti altri professionisti, dai Folkstone ai Necrodeath, ce ne saranno ancora per tutto l’inverno, fino a che non andremo in sala di incisione

6. Progetti futuri? Tornerete a dedicarvi alle vostre rispettive band, oppure presto registrerete il successore di ATGOD?

Come ti dicevo prima stiamo finendo le composizioni dei brani che faranno parte del prossimo lavoro che uscirà nel 2012, Tethra è un progetto principale per tutti noi, ha la stessa importanza delle altre band, tenendo conto che ad oggi solo Belfagor con gli Horrid e Mike con le sue band sono impegnati in altri progetti. Siamo sotto contratto con il management con Eagle Booking, che si sta dimostrando un’agenzia professionale di alto livello.

7. Cosa ci dobbiamo aspettare con il successore di questo mini lavoro? Un suono ancora più doom o che altro?

Sicuramente le influenze doom saranno presenti nel prossimo cd, così come le influenze death e gothic (non quello sinfonico ma quello dei vecchi Paradise Lost), il nostro modo di comporre è sempre variegato, dando libero spazio a tutti i componenti della band, creando un mix unico e che abbia un suono “Tethra”

8. Tre aggettivi per descrivere ATGOD

Profondo, Oscuro, Potente

9. Siamo alle battute finali, lascio a voi le considerazioni finali. Alla prossima!

Anzitutto grazie a voi per lo spazio concesso e aspettatevi presto un nuovo lavoro oscuro e potente!
Stay Doom!

(A cura di Ermanno Martignano)

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