Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Sedna – O (autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Recensioni


SEDNA – O (autoprodotto 2011)

Splendido esempio di come il black metal può ancora far male al giorno d’oggi. I Sedna sono una band proveniente da Cesena che ci offre questo gioiello black / doom / sludge da leccarsi i baffi.

Quattro intriganti tracce per una durata complessiva di 21 minuti che vi faranno piombare in un malessere mentale da brivido: l’alternanza di momenti plumbei,  malinconici  e sfuriate black metal mi hanno vagamente ricordato Burzum al top della sua forma, momenti che fanno subito salire in vetta la prima proposta discografica di questi giovani blacksters.

Quattro inni immersi nel buio più totale, sensazione percepita anche dalla visione dell’artwork.
Ep che i Sedna hanno deciso di metterle in free download per spargere il loro stato d’animo privo di speranze!

VOTO:  90 / 100

Tracklist:

1. Oblio
2. Spiral
3. Taedium
4. Rain on the Sun

Line Up:

•    Cast – chitarra
•    Taio – batteria
•    Elyza – basso
•    Nil – voce

Per l’ascolto o download gratuito ecco il link:

http://sednablack.bandcamp.com

Facebook:

http://www.facebook.com/Sedna.O

 

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Sedna – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Interviste


Sedna, band black metal proveniente da Cesena che con “O” sferra una carta vincente sotto ogni punto di vista, facciamo loro qualche domanda…

1. Benvenuti Sedna, una breve presentazione biografica ai nostri lettori

Sedna nasce concettualmente nel’ inverno del 2009 dalle menti di Elyza (basso) e Taio (batteria). Già l’ idea iniziale era “black”, senza compromessi, senza limiti di idee ne canoni dettati dagli standard del genere. Questa volontà ha iniziato a prendere forma prima con l’ ingresso di Cast (chitarra) nel maggio del 2010, poi con l’ aggiunta di Nil (voce), nel’ ottobre dello stesso anno. A febbraio il gruppo ha iniziato ad esibirsi live, arrivando a condividere il palco con gruppi del calibro di Shining (swe), Dornenreich, Agrypnie, Fearbringer; proponendo pezzi che sono andati a comporre “O”, primo demo autoprodotto della band pubblicato il 6 ottobre.

2. Come nasce il vostro moniker, e come mai intitolare il promo solamente “O”?

Sedna nasce in un logoro pomeriggio invernale. Una figura che concerne due entità: la dea Inuit dei mari nordici, e il decimo pianeta del sistema solare.
Univocamente una medaglia a due facce, proprio come suona la nostra composizione black metal, fredda e feroce, alla miscela di sludge e doom, distante e unica al momento stesso. Sedna rappresenta un’idea, un concetto mutabile nel tempo, un concept in evoluzione, un albero che si ramifica sempre più. Per quanto riguarda il titolo, “O” non è nè una lettera nè un numero. E’ la rappresentazione del concept intrinseco alla composizione, i pezzi sono da considerarsi in una successione logica, un insieme di immagini semplici per formare un unico disegno: O. Una ciclicità nera, equa, essenziale, da cui non potrai mai uscire.

3. Il vostro black metal misto a sonorità doom e sludge è qualcosa di raccapricciante (nel senso buono): qualità sopraffina e sapienza nel miscelare atmosfere plumbee e black metal primordiale nudo e crudo. Quale è il vostro segreto per tanta genuinità sonora?

Confidiamo molto nella naturalezza delle cose. Detto meglio; siamo quattro esseri parecchio differenti tra di loro, quando scriviamo un pezzo non ci poniamo limiti nello sperimentare o nell’ azzardare certe creazioni, ci affidiamo a ciò che ci viene fuori in maniera naturale, sapendo già che nella quasi totalità dei casi il tutto girerà sempre su un punto comune, a noi sconosciuto, che abbiamo e che ci lega nel crear e ciò che è Sedna. Di conseguenza emerge un sound misto, caratterizzato da parti sludge/doom (Nil e Taio), con contorni più post rock (Cast), sfociando in un indole black meta di base (Elyza).

4. Come mai la decisione di mettere il promo in download gratuito e non iniziare a distribuirlo alle varie etichette presenti in giro per il mondo?

Non facciamo musica per soldi o per diventare delle rock star. Noi vogliamo, diffondere il nostro verbo, vogliamo che più orecchie possibili vengano intrise del nostro suono. Di conseguenza non ci siamo posti il problema della distribuzione, ci sembrava in obbligo fare prima un passo intermedio per entrare con cautela in un mondo musicale fatto ormai troppo spesso solo di business. Abbiamo avuto la possibilità di registrare a costo zero, abbiamo preferito investire il denaro risparmiato in sede live, al fine di poterci spostare e poter suonare il più possibile. Così abbian messo il demo in free download, scegliendo di vendere a pagamento solo le copie fisiche.

5. Come nasce un vostro pezzo, prima sound o testo?

Solitamente lavoriamo con un cervello unico, partendo praticamente sempre da un idea astratta da poter concretizzare in forma di musica. Viene tutto dettato dal momento, fondamentalmente partiamo da un pensiero di Nil (voce), elaborato immediatamente da Cast (chitarra), sostenuto da Taio (batteria) e perfezionato da Elyza (basso). La nostra musica è già scritta, dobbiamo solo scoprirla di volta in volta; quando iniziamo un pezzo, questo si sviluppa velocemente in maniera pressoché naturale, ogni elemento sa già cosa fare. Con il passare delle prove, singolarmente andiamo perfezionando ognuno il suo strumento portando la canzone ad essere in continuo sviluppo fino all’ arrivo del suo apice.

6. Chi è l’autore dei testi, quali ritenete siano le vostre ispirazioni?

I testi di Spiral e Rain on the Sun sono opere di Elyza, riprese poi ed elaborate da Nil. Il brano di Taedium è scritto interamente da Nil.
Coloro che scrivono i testi agiscono in via separata…tuttavia mantengono sempre un punto comune legato ad un indole rassegnata e malinconica, piena di rabbia e furore. Possiamo considerare il nostro demo un “concept”, nel senso che pur essendo persone diverse, dedite allo stesso ruolo, siamo riusciti ad esprimere qualcosa di sempre simile, con lo stesso fulcro, seppur con espressioni e parole diverse. Cerchiamo semplicemente di esprimere il momento in tutta la sua ampiezza ciclica essenziale. Dall’ inizio, all’ inizio successivo.

7. Il vostro inizio carriera non poteva partire in maniera migliore, quanto dovremo aspettare per un full lenght vero e proprio?

Grazie, effettivamente non potevamo sperare di meglio.
Non ci siamo neanche posti il problema, ora come ora stiamo pensando a promuovere il più possibile questo nostro primo lavoro, alternando il tutto a momenti di composizione di quelli che saranno i prossimi pezzi, i quali andranno a comporre un concept successivo, un idea nuova, probabilmente un ep.

8. Il vostro art work si adatta benissimo al contesto musicale, mi ha ricordato in piccola parte anche quello di The Return dei Bathory, chi è l’artefice?

E’ una fotografia scattata da Nil durante una serata di prove. Uno scatto fortuito, quasi casuale, ad un fascio di luce proiettato per un istante sulla parete della stanza totalmente buia. La foto non ha subito ritocchi, o post-elaborazioni, è stata usata così com’è stata scoperta dopo lo scatto. L’abbiamo considerata perfettamente in linea con quello che stavamo creando nel frattempo, a tal punto da utilizzarla come copertina del demo.

9. In ambito live come siete messi?

Siamo saliti sul primo palco nel febbraio di quest’ anno (con gli Sloth Machine al Sidro club di Savignano a Cesena), da allora abbiamo fatto almeno una data al mese; contiamo già serate come quella con gli Shining (swe) al Rock Planet di Cervia o con i Dornenreich al Blake Lake pt.3 a Brescia. Ci piace suonare, cerchiamo di farlo il più possibile, infatti curiamo molto la scenografia live cercando di creare il meglio possibile l’ atmosfera che vogliamo trasmettere.
A novembre abbiamo 3 date: un minitour con Emrevoid ed Essenza l’11 e 12 novembre (rispettivamente Zoe di Milano e TacuTacu di Padova), il 19 novembre al Sidro Club di Savignano sul rubiconde (Cesena), con gli Hierophant ed i Void of Sleep, infine sempre con i nostri amici Emrevoid a Casa Pomposa a Rimini.

10. Liberi di aggiungere altro per concludere questa chiacchierata. In bocca al lupo per tutto e alla prossima!

Grazie a tutti coloro che stanno rendendo possibile tutto ciò.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Doom metal, Gothic metal, Interviste


Il gruppo Tethra è una fusione tra Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. La band registra un mcd dai connotati doom dal titolo “The Gates Of Doom”, poniamo loro le nostre domande…

1. Benvenuti ragazzi, l’appartenenza alle band menzionate in apertura credo che fungano già da presentazione, tuttavia volete far sapere ai nostri lettori chi si cela dietro a questo progetto e svelarci come è nata l’idea di formare i Tethra?

I Tethra sono un progetto nato nel 2008 da Belfagor, storico chitarrista degli Horrid, a cui si aggiunge Clode (ex Coram Lethe e Gory Blister) alla voce, Alex al basso (Ex Malus vivendi e Self Disgrace) e Mike alla batteria (Madhour, Sidhe, Vexed)

2. At the Gates Of Doom è un ottimo punto di partenza, doom che in certi momenti scava nei primi My Dying Bride rimanendo oscuro anche nella parti più gothic. Quali sono state le vostre ispirazioni principali?

Principalmente il doom in tutte le sue forme e influenze, così come delle frange di death metal down tempo. Potremmo citare tranquillamente primissimi Samael, Candlemass, Moonspell, Paradise Lost e tanti altri.


3. Quali argomenti preferite trattare nei vostri testi, ci fareste un track by track?

I testi di At the Gates of Doom sono tutti legati a stati d’animo ed esperienze piuttosto oscure, si parte con Everyone Must Die, che racchiude un pò il Tethra pensiero sulla vita e la morte e che si può riassumere così: non perdere tempo dietro ad inutili religioni e false credenze popolari perché l’unica cosa che da la vita è il sangue e prima o poi tutti noi siamo destinati a morire. La title track del mini descrive come in un quadro infernale la discesa attraverso il nero cancello delle anime destinate all’al di là, spaventate e tormentate del giudizio di quello che noi chiamiamo l’innominato. Arise from my Fate racconta di una di queste anime che non si rassegna a rimanere lontana dal suo corpo e si chiede se il suo sangue potrà mai riprendere la strada delle sue vene. My Agony invece parla di disagio interiore e solitudine estrema e di rabbia verso questa condizione che si protrae nel tempo.

4. Potete illustrarci cosa simboleggia l’artwork?

L’artwork, che è opera della bravissima Valentina Bucksch di Mooving Arts, che ha reso ottimamente l’idea che avevamo che era legata proprio al titolo del cd. Così potete vedere il fiume di anime dannate che viene assorbito dal nero cancello, poi in lontananza i fiumi infernali e Caronte pronto a traghettare gli sfortunati verso la loro ultima dimora.

4. Nonostante il vostro inizio non è affatto male, durante i vari ascolti ho avuto quella strana sensazione che il lavoro sia incompleto, come se ci si aspettasse qualcosa in più…. siete soddisfatti dell’esito finale oppure avreste modificato qualcosa?

Abbiamo registrato l’EP da Ossian degli Opera IX, come inizio è giusto che sia così, è pur sempre un mini di 5 brani, mentre invece nel prossimo cd avremo più spazio, trattandosi di un Full Lenght. Alla fine di una registrazione trovi sempre qualcosa che qui e lì cambieresti, ma alla fine credo che il risultato sia proporzionato agli intenti. Siamo comunque contentissimi del riscontro datoci da tante persone che ci seguono e ancora oggi son soddisfatti di “At The Gates of Doom”, il giudizio principale è sempre quello del pubblico

5. Live in supporto a ATGOD?

Finora ce ne son stati tanti, tra i quali il Masters of Doom in compagnia dei Saturnus, il Maximum Rock Fest con Sadist e Sepultura e abbiamo suonato con tanti altri professionisti, dai Folkstone ai Necrodeath, ce ne saranno ancora per tutto l’inverno, fino a che non andremo in sala di incisione

6. Progetti futuri? Tornerete a dedicarvi alle vostre rispettive band, oppure presto registrerete il successore di ATGOD?

Come ti dicevo prima stiamo finendo le composizioni dei brani che faranno parte del prossimo lavoro che uscirà nel 2012, Tethra è un progetto principale per tutti noi, ha la stessa importanza delle altre band, tenendo conto che ad oggi solo Belfagor con gli Horrid e Mike con le sue band sono impegnati in altri progetti. Siamo sotto contratto con il management con Eagle Booking, che si sta dimostrando un’agenzia professionale di alto livello.

7. Cosa ci dobbiamo aspettare con il successore di questo mini lavoro? Un suono ancora più doom o che altro?

Sicuramente le influenze doom saranno presenti nel prossimo cd, così come le influenze death e gothic (non quello sinfonico ma quello dei vecchi Paradise Lost), il nostro modo di comporre è sempre variegato, dando libero spazio a tutti i componenti della band, creando un mix unico e che abbia un suono “Tethra”

8. Tre aggettivi per descrivere ATGOD

Profondo, Oscuro, Potente

9. Siamo alle battute finali, lascio a voi le considerazioni finali. Alla prossima!

Anzitutto grazie a voi per lo spazio concesso e aspettatevi presto un nuovo lavoro oscuro e potente!
Stay Doom!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Graves Of Nosgoth – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Gothic metal, Interviste


Graves Of Nosgoth, band romagnola che con il suo debutto Ex Tenebris Ad Lucem ha fatto il botto! Un lavoro ricco di atmosfere e genialità da non sottovalutare.. sarà nata una stella?

1.    Benvenuti sul blog di Eraskor.com ragazzi, rompiamo il ghiaccio con le presentazioni…

Risposta 1: Ciao! Innanzitutto grazie per averci dato l’onore di poter rispondere alle tue domande; cogliamo l’occasione per ringraziare tutto lo staff di Eraksor.com!
Siamo qui tutti quanti: Io (Giammarco), Mirko, Luca, Thomas ed Eleonora. Lei è entrata da poco a far parte della band come seconda chitarrista, per questo non appare nell’album. Ne approfittiamo per darle il primo benvenuto pubblico, se così si può definire!
Che dire, per non farla troppo lunga diciamo che tutti quanti siamo ragazzi con grande voglia di suonare e divertirsi, ragazzi che considerano la musica una grande opportunità e una grande sfida.

2.    Da dove nasce il moniker Graves Of Nosgoth?

Risposta 2: Nome non così usuale, vero ? (ride, nda.) Nosgoth è sicuramente un nome conosciuto per tutti coloro (nerd e non) che hanno avuto l’onore di giocare al videogioco Legacy of Kain, per tutti gli altri… beh, giocateci!
La prima parte del nome invece si riferisce direttamente al genere che proponiamo, che, pur essendo abbastanza vario, si ricollega direttamente al filone Death Metal. Cinque tombe sono l’ideale per parlare di morte, dico bene ? (ride, nda.)


3.    Devo farvi i miei sinceri complimenti, Ex Tenebris Ad Lucem è un capolavoro, ci si trova di tutto dentro: death, black, heavy, progressive e rock. Un minestrone (prendetela come complimento ndr.) cucinato dal migliore degli chef italiani, non credete?

Risposta 3: Siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto. E’ stata una sorpresa anche per noi, la New Idols ci ha contattati alla sprovvista (e questo ha incrementato il piacere nel ricevere questa richiesta) e abbiamo iniziato a lavorare sodo fin da subito, il che ha portato all’incisione di quelle nove tracce (già tutte presenti nel repertorio prima della richiesta) che ognuno può sentire ora!

4.    Ogni song sembra vivere di luce propria, passando dal death, all’heavy classico, poi al black e ancora al prog, per concludere con la versione rock (per via della timbrica vocale) e acustica di The Fallen Hope. In sede di recensione ho accostato a voi le seguenti influenze: Entombed, Dark Tranquillity, Morbid Angel, Immolation, Vader, Enslaved, Anathema, Edge Of Sanity, Diabolical Masquerade….mi sono avvicinato?

Risposta 4: Esattamente! Non tutti ascoltiamo queste band, ma dobbiamo proprio ammettere che prendendo un pizzico di note da ognuno degli artisti da te nominati si arriva più o meno a ciò che abbiamo creato. Siamo stati accostati ai Dark Tranquillity parecchie volte e pensa che non li ascoltiamo nemmeno così di frequente! (ride nda.). Il fatto che ogni canzone si regga in piedi autonomamente senza per forza dover dipendere dalle altre è una cosa che è nata da sé e sicuramente dal fatto che queste canzoni non sono state scritte tutte nello stesso periodo, anche se uno dei nostri obbiettivi è quello di evitare la monotonia compositiva, che a nostro avviso costituisce uno dei difetti che una band può avere.

5.    Quali temi trattano le vostre song, ETAL è un concept?

Risposta 5: Ex Tenebris Ad Lucem non è nato come un concept, ma lo è diventato man mano che ognuno di noi andava in studio a registrare. Ci siamo lentamente accorti che tra una canzone e l’altra, nonostante ci fossero parecchi divari musicali e tematici, c’erano punti in comune; questo ci ha spinti a creare un ordine che potesse dare vita a un filo logico adatto all’allora venturo album.
I temi sono vari: si parte dalla critica sociale sostenuta da un’enorme allegoria (Dark Age In The Abyss) e si arriva a un terribile omicidio (Scarred Night) in un batter d’occhio.

6.    Tre aggettivi per descrivere ETAL

Risposta 6: Violento, melodico, diverso.

7.    Chi è l’artefice del bellissimo art work?

Risposta 7: L’artefice dell’art work è Giuliano Marcolini, un fotografo amatoriale molto bravo oltre che studente al quinto anno di Ingegneria Elettronica, che ha messo in piedi un set fotografico improvvisato durante una giornata di pioggia per permetterci di avere il materiale giusto! Egli si definisce assolutamente non soddisfatto del lavoro svolto (e questo la dice lunga sulle sue ottime capacità fotografiche), ma noi ne siamo più che soddisfatti! La mano che ognuno può vedere è quella di Thomas, che si è prestato per farsela sporcare e maltrattare per bene!

8.    Avete già avuto modo di promuovere l’album dal vivo?

Risposta 8: Abbiamo fatto un concerto l’undici Giugno durante il quale abbiamo avuto l’occasione di vendere il nostro album e il merchandising, con ottima risposta da parte del pubblico presente, che cogliamo l’occasione per ringraziare!

9.    Quali sono i vostri progetti futuri?

Risposta 9: Dopo un piccolo periodo di pausa abbiamo già iniziato a scrivere nuovo materiale per il prossimo album. Esso sarà un concept più marcato e assolutamente interessante (lo speriamo davvero), si baserà sulla storia di un grande personaggio della letteratura tedesca!

10.    In bocca al lupo per tutto, a voi l’ultima parola.

Risposta 10: Crepi! Di nuovo grazie a Ermanno e a tutto lo staff di Eraksor.com che ci hanno permesso di rispondere a queste domande, un grazie anche alla New Idols e in particolare a Simone Gagliardi, Gabriele Bellini, Mirko Serra e Giacomo Salani, a tutte le nostre famiglie e a tutti coloro che si impegnano per darci un solido supporto! Thanks dudes, keep on rockin’!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Kadaverica – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Interviste


Kadaverica, black metal primordiale di una band piacentina. Non potendo usufruire di una biografia completa, diamo per scontato che Deeps Of Insnity sia il promo apripista, ma chiediamolo direttamente alla band…

1.    Benvenuti ragazzi, oltre a scoprire che siete piacentini, vi chiediamo una vostra breve biografia

Siamo nati da un miscuglio di due gruppi, ma tutto è nato per caso nel Settembre 2010. Seguiamo ideologie Sataniste  di LaVey, le altre forme di satanismo sono xxronzate. Abbiamo dai 17 ai 15 anni e siamo tutti autodidatti nel comporre. Non vediamo l’ora di entrare in scena.

2.    Deeps Of Insanity riporta alla mia mente i gloriosi anni novanta, quanto tutto il movimento black metal incuteva un certo timore nel suo approccio: Darkthrone, Immortal, Gorgoroth, Graveland, Astaroth, Nihil Locus, Asgaroth, Kawir. Queste sembrano le vostre influenze maggiori, concordate?

In Parte. Le nostre influenze su stampo musicale derivano maggiormente dai Dissection, Marduk, Necrophobic e Dark Funeral. Abbiamo anche sfumature Thrash o meglio dei Riff.
Invece su stampo ideologico e filosofico, si. Siamo molto influenzati.


3.    Chi è la penna del gruppo e quanto tempo ha richiesto la stesura dei pezzi?

La penna del gruppo è Astaroth. I testi, le strutture delle canzoni, sono scritti da Necrosis. La stesura dei pezzi ha richiesto 4 mesi. In totale abbiamo 9 pezzi già pronti, compresi quelli già sentiti nella demo.

4.    Soddisfatti dell’esito finale, avreste modificato qualcosa a conti fatti? A mio avviso “Danza Delle Tenebre” mi è sembrata un po’ anonima…

Sono gusti alla fin fine. Non importa. Per noi “Danza Delle Tenebre” significa molto. Rappresenta quello che proviamo, i nostri stati emotivi, il nostro disagio.

5.    Nessuna etichetta si è fatta avanti per un contratto?

No. Adesso siamo in ballo con la Lo-fi Creatures di Parma. Gestita dal cantante dei Whiskey Ritual. Per registrare l’Ep e magari in futuro per un contratto. Davvero ottima gente.

6.    Porterete sul palco Deeps Of Insanity?

Si. Porteremo l’intera demo, più gli altri 4 pezzi.

7.    Oggi il black metal sembra non impressionare più come un tempo, tante band si sono “reinventate” e altre si ritrovano a registrare lavori che non raggiungono i livelli qualitativi del passato, secondo voi quale può essere la causa di tutto ciò?

La causa di tutto ciò? L’entrata della terza ondata, ovvero quella del Symphonic Black. Uno schifo totale. Il Black Metal è nato per essere estremo nella musica e nelle ideologie. Per distaccarsi dalla società. Con questa ondata è stato permesso a molte persone di entrare nel genere, quindi il pubblico si è ampliato al mondo grazie alla Nuclear Blast. Al genere è stato aggiunto l’organo e la tastiera. Strumenti pessimi da usare nel genere. Lo hanno rovinato. Ma ce da considerare che nonostante tutto nel mondo ci sono molte persone che seguono l’ideologia e la sonorità del primo black metal. Non è ancora tutto perduto.
Sul punto di vista musicale, quello dipende dall’artista in sé. Ci sono quelli che riciclano e quelli che provano a mescolare e a inventare con dei risultati e non.

8.    Il vostro sogno nel cassetto

Non abbiamo sogni, ma obiettivi. Ovvero fare vedere alla gente di cosa siamo capaci, e diventare un gruppo riconosciuto nel mondo.

9.    Cosa ci dobbiamo aspettare dopo quest’ottimo esordio?

Grazie tanto per “ Ottimo Esordio”. Bè si vedrà. Ma vogliamo diventare uno dei gruppi di punta del genere. Non ci fermeremo di sicuro davanti a niente.

10.    A voi le considerazioni finali di questa piacevole chiacchierata.

E’ stato un gran piacere per noi. Grazie a Ermanno per la disponibilità. A presto

Kadaverica

(A cura di Ermanno Martignano)

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Necromass – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Interviste


Necromass, realtà black metal di culto anni novanta. Dopo anni di album praticamente introvabili, finalmente la Funeral Industries ha ristampato i classici della band come Mysteria Mystica Zothyriana (1994) e Abyss Calls Life (1996). Intervistiamo John Cordoni, chitarrista dei blacksters fiorentini.

1.    Benvenuto John, lieto ed onorato di poter intervistare una band cult del panorama italiano come la vostra!

Grazie a te Ermanno! Felici di rispondere alle tue domande…

2.    Cominciamo subito dal piatto forte, finalmente dopo anni di irreperibilità e costi proibiti sui canali di vendita online, possiamo nuovamente assaporare capolavori come Mysteria Mystica Zothyriana e Abyss Calls Life su vinile e disco digitale. Come mai si è dovuto aspettare tanto per queste ristampe?

Non è stato così semplice trovare l’etichetta giusta: abbiamo perso quasi due anni per aspettare un’etichetta piuttosto importante, che si dichiarava felicissima di ristampare i nostri album, ma che poi ha fatto scorrere il tempo senza formalizzare l’accordo e senza stabilire delle date precise, e per questo a suo tempo abbiamo dovuto declinare un’offerta contemporanea di un’etichetta minore, ma molto entusiasta. Dopo due anni come ti dicevo ci siamo stancati di aspettare e ci siamo ripresi tutto il materiale. Dopo poco ci ha contattato la Funeral Industries, che aveva già prodotto degli ottimi vinili in ambito Black Metal e che ci ha proposto la ristampa del primo vinile. Da lì la strada è stata in discesa e ora ecco fuori anche i due CD. Però, ce n’è voluto di tempo prima di trovare un’etichetta veloce, decisa e puntuale come Funeral Industries!

3.    Come mai di Abyss al momento sembra sia disponibile solo il cd e non anche il vinile come per Mysteria? Inoltre come mai non è stata aggiunta nessuna bonus track, videoclip o dvd live per l’occasione?

Abyss uscirà in vinile tra qualche mese: sarà un momento particolarmente importante, perché sarà per la prima volta fuori in questo formato; non vediamo l’ora! Avevamo pensato a un videoclip da includere nelle ristampe, ma si sarebbero dovute sacrificare le bonus tracks a cui abbiamo dato la priorità. Per il DVD, non abbiamo abbastanza materiale, le registrazioni in nostro possesso sono pochissime, quindi se ne parlerà più avanti…

4.    Cambiamo discorso, sono tredici anni che non registrate qualcosa di nuovo, con l’uscita di queste ristampe possiamo iniziare a sperare che qualcosa bolle in pentola?

Stiamo già componendo dei nuovi brani, almeno un paio andranno su uno split in vinile che faremo con i Mortuary Drape, l’uscita è prevista per il prossimo autunno, quindi l’attesa è quasi al termine!

5.    Se non avete ancora in mente di registrare un nuovo album, magari si può sperare in qualche data live al fine di pubblicizzare queste riedizioni?

In realtà la prospettiva di registrare un nuovo album c’è, visto che ci siamo riformati ormai vogliamo andare fino in fondo…intanto come sede del nostro rientro ufficiale on stage abbiamo scelto, tra le varie proposte che ci sono arrivate, il Rock Hard Festival, con i Coroner e gli Onslaught, il 17 settembre a Milano.

6.    I Necromass hanno dato inizio alla loro carriera come black metal band, poi il vostro sound ha avuto vari mutamenti, diventando molto avanguardistico ma comunque permeo di un’aura oscura e intimista; forse anche troppo avanti per essere compresa quegl’anni dove imperava la velocità monolitica dei norvegesi…. concordi?

Sì, concordo pienamente. Noi abbiamo sempre pensato di dover coltivare la nostra essenza, senza porre troppi freni alla nostra creatività. La velocità fine a se stessa non ci ha mai entusiasmato, perché alla lunga esaurisce il suo senso e rende tutto monotono, invece per noi è fondamentale esprimere i nostri vari stati d’animo, pur sempre entro le coordinate del sound Necromass!

7.    La scena italiana finalmente ha iniziato a destare interesse all’estero. Possiamo dire che parecchie band non hanno niente da invidiare a quelle scandinave e norvegesi, anche perché molte di quelle note hanno evoluto così tanto il loro sound da essersi staccate quasi del tutto dalle grandi opere fatte in passato, concordi?

Concordo in pieno, ci sono diverse band italiane seguite anche all’estero, anche se la scena italiana non rappresenta un qualcosa di chiaramente riconosciuto internazionalmente…c’è ancora molto da fare…

8.    Rispetto ad oggi, quanto era difficile farsi un nome negl’anni novanta?

Il mezzo di promozione principale era il passaparola e generalmente funzionava solo quando c’era una band che aveva davvero qualcosa di diverso da dire…Altre cose credo non siano cambiate molto, bisogna sempre sbattersi con grande determinazione per raggiungere certi obiettivi, quindi chi ha la costanza, la pazienza e soprattutto il talento, prima o poi verrà premiato…

9.    Ristamperete anche il resto della vostra biografia, ovvero 7” e mcd?

I 7 pollici sono già stati rimasterizzati e inclusi nella ristampa su CD di “Mysteria”, ma c’è in progetto di riproporli, in qualche modo, anche su vinile…Di ”Chrysalis’ Gold” invece abbiamo ancora alcune copie, quindi chi è interessato può rivolgersi direttamente a noi, tramite i nostri spazi…

10.    Grazie per averci concesso un po’ del vostro tempo prezioso, con l’augurio e speranza di rivedervi presto in pista con un nuovo full lenght. Lascio a te le considerazioni finali di questa piacevole chiacchierata.

Grazie a te e un saluto a tutti quelli che hanno letto l’intervista, a presto!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Shoreborn – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Interviste


Gli Shoreborn sono una promettente band proveniente dalla provincia di Viterbo e Roma. Ancora privi di un album e di un contratto discografico ma con due E.P. e un singolo alle spalle, ragalano grandi speranze con qualche traccia presente nel loro myspace. Ci propongono un intrigante death/black moderno che stimola la nostra curiosità…ma scopriamo il “dietro le quinte” tramite il bassista Emiliano, anche chitarrista ritmico e solista insieme a Paolo HELL:I0:KABBALUS, membro stabile degli Hour Of Penance e Aborym.

1. Benvenuti Shoreborn, a voi le presentazioni di rito per i nostri lettori

Emi: un saluto a tutti i lettori di questo blog, molto ben fatto. Ringrazio personalmente Ermanno grande appassionato di metal, e mi scusa con lui per l’attesa. I Vari progetti e il lavoro in studio mi hanno portato via molto tempo! Saluto tutti i metal heads, e gli appassionati di rock (non solo eh) in generale che credono che la musica sia emozione e cuore e mi distanzio da ogni poser che vuole mettersi solo in mostra.

Marco: ragazzi siamo una band che dopo vari cambi di line up sta percorrendo una nuova strada nella quale creiamo nuove canzoni, per ora in studio, sempre alla ricerca della particolarità e innovazione. Il futuro ancora non è stato scritto…
Per ora è questa la nostra formazione, non si esclude che inviteremo vari guest.

Paolo “Hell:I0:Kabbalus” Pieri -
Vocals and Guitars (Aborym, Hour Of Penance,
Malfeitor, Kalki Avatara)
Emiliano Natali – Guitars, bass and additional choirs
(Ispiria, One Man and His Droid)
Marco Scarino – Drums

Paolo: non sono un appassionato di presentazioni, per chi volesse approfondire rinvio tutto alla nostra pagina my space: www.myspace.com/shoreborn e troverete tutto.

2. Il vostro sound ha connotati prettamente moderni e particolari, lo ritengo un perfetto mix di death/black lontano dai classici schemi e intriso di elettronica. Un sound schizoide che sembra non aver pace, concordate con questa mia definizione?

Emi: sicuramente facciamo metal, e cerchiamo di farlo in maniera personale e per quanto possibile innovativa, senza però lasciare da parte le tradizioni. Siamo appassionati di heavy classico e non lo rinnegheremo mai, con questo brano vogliamo creare un ponte tra passato e futuro. Di elementi death ce ne sono molti, ma crediamo che armonie e melodie debbano molto alla tradizione Heavy Metal anche se in un ottica più moderna.

Marco: non so con precisione definire il genere di questa canzone, riassume un po’ il nostro percorso, riprende vari generi. Abbiamo ricevuto moltissimi complimenti sull’evoluzione del nostro sound sia a livello di produzione sia per quanto riguarda il songwriting stesso. Qualcuno ci ha fatto notare che siamo cambiati un po’…ma non me ne frega un xxzzo o cmq penso sia un complimento.

3. Quali ritenete siano le band che vi hanno influenzato maggiormente?

Emi: appunto Iron Maiden, Mercyful Fate o Judas Priest oltre che death melodico come At The Gates, band come Cynic o anche gruppi più avantgarde, in ogni caso ci sono influenze da generi molto diversi come l’elettronica e la classica.

4. Che ruolo ha la componente elettronica nel vostro sound, ritenete sia di arricchimento, oppure un elemento cardine?

Emi: l’elettronica è parte degli arrangiamenti, ma l’elemento portante è il tradizionale basso-batteria-chitarra. L’elettronica serve a creare atmosfere particolari e a completare il sound, oltre che arricchire con dettagli importanti il sound generale.

Scarino: è un arricchimento, componente aggiuntiva del pathos che crea la band. Sono sempre stato a favore di una modernizzazione del sound, se questo non comporta una mancanza di dinamica emotiva.

5. Sul vostro myspace si possono ascoltare: il nuovo brano, una discreta cover dei Maiden e altre 2 tracks interessanti. Tutti questi pezzi andranno a finire sul vostro primo lavoro?

Emi: in realtà non sappiamo se far uscire un disco completo. Dati gli impegni di lavoro e con le altre band (Paolo milita negli Hour Of Penance e negli Aborym, io negli Ispiria) non possiamo permetterci di dedicare mesi al progetto per ora, aspettiamo proposte serie e non i soliti contratti fasulli da sfigati italiani. Quindi per ora facciamo uscire di volta in volta brani composti arrangiati e registrati al massimo delle possibilità nel mio studio, pensando sempre alla passione e alla qualità e non andando dietro ai trend del momento, poi se ci saranno valide offerte si valuterà la possibilità di un full lenght.

Marco: spero di registrare e suonare con loro due, appena possibile, altri pezzi, sono rimasto veramente impressionato dal risultato di questa song!

6. Visto che siamo in tema, quando è prevista l’uscita di un ep o full length?
Emi: è previsto un nuovo brano che già abbiamo composto nei prossimi mesi, sarà molto lungo e progressivo, una traccia molto particolare e complessa.

Marco: solo uno? Non erano questi i patti! No dai registriamo anche il secondo!

7. Quali sono gli input che generano la stesura di un vostro pezzo? Quali sono le tematiche che preferite trattare?

Emi: scrivere musica è un bisogno interiore naturale anche rilassante che ti fa staccare dalle preoccupazioni o dall’osservazione di un mondo in declino. Le tematiche trattate possono essere di vario tipo ma c’è da notare che i testi sono essenzialmente introspettivi e riguardano la natura dell’animo umano.

Paolo: nell’ultimo pezzo che hai ascoltato in realtà non ci andava di fare i seri, quindi ho scritto un testo quasi demenziale per scherzare su alcuni personaggi della scena locale che prendono la musica come un modo per farsi notare, e non per fare arte.

Emi:
Metal is music,
Metal is art
Metal is not only clichés or appearances
But notes that flow in a pure state of art

and those who don’t have emotions,
who don’t feel hate or love, who don’t feel pain…
They were once known as Posers
and they can subtly deceive you

Escape from false myths
and respect the past,
But live the present…
And listen before you judge

8. Qualche esibizione dal vivo?

Emi: per ora nulla, siamo in tre e lavoriamo solo come uno studio project, dove io suono anche la chitarra. Vedremo in futuro se ci saranno condizioni necessarie per pensare ai live.

9. Il vostro sogno nel cassetto.

Emi: poter vivere 1000 di questi anni, e fare 1000 di queste canzoni-
Marco: poter tornare tutti al completo, avere delle proposte serie e avere la possibilità si suonare anche live.

10. Buona fortuna per una lunga carriera, con l’augurio che la vostra musica dia un ulteriore spinta al made in Italy! A voi le considerazioni finali.

Paolo: ma il made in Italy va parecchio, la scena italiana è cresciuta molto all’estero, le etichette importanti iniziano a prendere n considerazione la nostra nazione, ma non in Italia perchè siamo i soliti cretini esterofili che è tutto bello quello che si fa fuori, bella Londra, bella Berlino, poi nemmeno hanno visto il colosseo che gli sta sotto casa. Sinceramente quando sento gli italiani che vorrebbero tanto andare a vivere all’estero sento un grosso impulso a xxsciargli in testa.

Emi: non sono d’accordo con il mio amico Lelouche qui presente, o almeno solo in parte.
Anche io penso che l’Italia è un paese bellissimo, pieno di opere d’arte belle tradizioni e passato storico magnifico. Però si sta rovinando e la gente si accontenta facendo finta di nulla non conoscendo altre realtà e non mostrando indignazione. E’ penoso vedere questa discesa verso l’inferno. Anche all’estero non penso si stia benissimo cmq…su questo ha ragione Paolo (Lelouche appunto, un personaggio di Code Geass).

(A cura di Ermanno Martignano)

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