Metaltrashfactory – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Doom metal, Hard rock, Interviste, Punk Rock, Thrash metal


Provenienti da Crocetta Del Montello (TV), i Metaltrashfactory dopo1 demo e 1 ep arrivano all’uscita del full lenght in stile thrash, rock n roll, sludge e attitudine punk. Three Bodies Layer è una partenza del tutto convincente!

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, partiamo con la biografia dei Metaltrashfactory

Il progetto nasce nei primi mesi del 2002 come gruppo punk-rock, appena dopo la registrazione del primo demo”monkey television fucking voodoo” il gruppo si separa in seguito a divergenze musicali. Vengono percio’ reclutati nuovi elementi (basso, chitarra e batteria) che vanno a creare l’attuale formazione e fanno virare le sonorita’ verso un metal a cavallo tra thrash duro e puro e suoni piu’ moderni.
La formazione attuale è composta da Diego “Spino” Spinelli alla voce, Devis Groppo e Davy “Devyl” Lorenzetto alle chitarre, Daniela Vieceli al basso e Luca De Gaspari alla batteria.
Nel 2008 viene registrato, presso i MusicCity Studio di Montebelluna (TV), l’EP autoprodotto “shadows of black” che ottiene interessanti valutazioni dai magazine specializzati: “un riffing molto serrato e sincopato…ma che sa anche andare lento avvicinandosi allo sludge-core di band come i crowbar – metal hammer10/2009″ e ” ..caratterizzato da una lucida follia e dalla ricerca di soluzioni desuete..-rockhard –/2009″. A promozione dell’EP la band inizia a suonare nei locali del Veneto e non solo, componendo nel frattempo nuove canzoni  e cercando di amalgamare, in maniera sempre piu’ omogenea, le diverse influenze (dal doom al rock ‘n’ roll) di ogni singolo componente e fonderle nel creare una violenza sonora che colpisca piu’ alla mente che allo stomaco.
Nel 2011 si arriva al traguardo del 1° full lenght “three bodies layers” registrato sempre al music city studio (impiety, attila csihar, setherial) con l’ausilio di Nicolo’ Gasparini (peterpunk-scacciapensieri) e considerato non un punto di arrivo ma una partenza.

2.    Da dove nasce questo moniker (abbastanza lungo direi ndr.), come mai la decisione di unire i tre aggettivi formando una sola parola?

L’origine del nome è da ricercarsi agli albori del gruppo, in principio era solo la sigla MTF ma successivamente, col cambio di line up, abbiamo deciso di rappresentare il cambiamento senza rinnegare il passato. Ecco che allora si è deciso di dare un significato alle tre lettere del nome precedente e MetalTrashFactory (rigorosamente senza “H”), oltre a richiamare il genere musicale che ci ispira, significa “Fabbrica dei rifiuti metallici”. Ci sembrava efficace e di forte impatto e abbiamo deciso di tenerlo.


3.    Dalle info disponibili in rete la vostra partenza è stata punk rock, come mai questo cambio di rotta? Fattore dovuto alla nuova line up oppure alla voglia di pestare duro!

Un po’ tutti e due. Diciamo che la nuova line up ha voglia di pestare più duro.
Devis e Spino (chitarra e voce), i reduci della precedente esperienza, erano anche quelli che avevano l’anima più metal all’interno del gruppo e con l’arrivo degli altri si è subito voluto puntare ad un sound graffiante e diretto che si avvicinasse allo stile thrash metal degli anni 80.
Detto questo abbiamo cercato di unire il più possibile le varie influenze per personalizzare il genere date dalle esperienze passate dei vari componenti. Da qui la definizione di Hybryd thrash.

4.    Three Bodies Layers, un lavoro che convince sotto ogni punto di vista; trovarsi una band tra le mani che miscela thrash metal, rock n roll, sludge e un pizzico di doom death non capita tutti i giorni! In poche parole siete riusciti a creare un suono incisivo, lasciando invariata l’attitudine sporca del punk, concordate con la mia definizione?

Beh ti ringraziamo per queste belle parole e direi di sì, le condividiamo. Crediamo che il nostro punto di forza sia proprio quello di proporre (o almeno provare a proporre) qualcosa che si differenzi dal resto del panorama metal italiano. Sinceramente siamo stati definiti nei più svariati modi (Black’n roll il più originale) e questo non può farci che piacere.
Oggi che non si può ormai inventare niente di veramente nuovo e perciò crediamo sia diventato fondamentale affidarsi ai “cross-over” per distinguersi.
Come hai detto tu l’attitudine punk, e forse ancor di più quella thrash, fa da base sulla quale costruire un complesso di influenze e variazioni che toccano vari generi restando però ben attenti a conservare intatto il nostro marchio di fabbrica.

5.    Dieci tracce per quaranta minuti di ascolto, a conti fatti quale è la traccia che vi rende maggiormente orgogliosi? Due parole sulla traccia “Comandante”…

La traccia che ci rende più orgogliosi? A dire la verità è difficile dire quale sia, qualcuno di noi è legato più ad alcune tracce e qualcun’altro ad altre, senza tralasciare pezzi che non sono stati inseriti nel disco e che, chissà, speriamo possano andare a far parte di un secondo lavoro.
“Lost in the snow” è la più vecchia, che risale addirittura alla prima formazione ed è stata rielaborata per inserirla nel disco. E’ chiaro quindi che i due elementi storici del gruppo siano legati a quel pezzo. “Roof of mind” invece rappresenta più di tutte le influenze rock’n'roll ed è probabilmente quella che ci piace di più fare dal vivo. Forse però la canzone che rappresenta un po’ tutti è “Desert warm”, sia per sonorità che per stile vero e proprio.
“Comandante” invece è nata un po’ per gioco. Cercavamo una cover che però potesse darci la possibilità di esprimere al massimo le nostre caratteristiche e quindi volevamo un pezzo che non centrasse assolutamente niente col metal per poterlo stravolgere a nostro piacimento. Dopo varie proposte la scelta è caduta su “Comandante Chè Guevara”, scritta da Carlos Pueblo e diventata canto popolare cubano. Indipendentemente dai riferimenti politici che uno può trovarci, a noi interessava rendere omaggio ad una figura storica che portiamo nel cuore.
Crediamo di aver fatto un buon lavoro rendendola nostra il più possibile visto che alla fine, della versione originale, ne è rimasto solo il testo.

6.    Il vostro art work ha l’aria di essere un capannone in disuso (suppongo sia una foto), chi è l’autore? E’ proprio come lo immaginavate?

E’ proprio come ce lo immaginavamo anche perchè ci siamo occupati noi anche dell’artwork, Luca (batterista) e Spino (voce) in particolare.
La foto di copertina (fronte, retro e inside) in realtà è un collage di foto che abbiamo mescolato assieme per ottenere l’effetto che cercavamo. Volevamo insistere sul concetto di fabbrica per richiamare al nome del gruppo.
Le foto all’interno del booklet invece sono state scattate da Fabricio Selestrino Laurenco ( detto Ramones) e Paolo Dalto all’interno di un ex fornace da anni in disuso e abbandonata a se stessa. Quando l’abbiamo vista per la prima volta ce ne siamo subito innamorati tanto che, dopo alcuni mesi, ci siamo tornati per usarla come location del nostro videoclip “New life pt.II” in uscita a fine novembre.

7.    Mi chiedevo se le tracce contenute nel cd sono tutte nuove oppure qualcuna appartiene al vostro demo (o ep) ed è stata riarrangiata per l’occasione…

Ben 3 delle 5 tracce dell’EP  “Shadows of black” sono state riproposte nell’album e cioè “Lost in the snow”, “Nothing zero dead” e “New life pt.I”. Il motivo è principalmente la necessità di riproporle con una qualità superiore a quella dell’EP sia per quanto riguarda l’arrangiamento sia per quanto riguarda la registrazione. Tutti gli altri invece sono pezzi che abbiamo scritto nel periodo tra i due.
Poi, quando si devono scegliere dieci tracce da inserire in un disco non è mai un lavoro facile. Bisogna fare una cernita cercando di seguire un filo logico e a volte si finisce per escludere pezzi che invece avrebbero meritato di essere pubblicati.

8.    Essendo un lavoro autoprodotto devo dire che è molto professionale, manca solo il nome di un’etichetta discografica…come vi state muovendo in tal senso?

Il merito della qualità del prodotto va diviso con Nicolò Gasparini (ex Peter Punk, ora Scacciapensieri) del MusicCity Studio di Montebelluna (TV) che ha registrato e mixato le dieci tracce presenti nell’album fornendoci una consulenza molto importante anche su una serie di piccoli accorgimenti che hanno contribuito a migliorare il lavoro.
Per quanto riguarda il riconoscimento di un etichetta stiamo inviando il cd a svariate realtà grandi e piccole, così come alle varie agenzie promozionali e di booking. Stiamo a vedere quali saranno i riscontri. A dire la verità una proposta l’abbiamo già ricevuta, stiamo cercando di capire come accordarci ma per scaramanzia preferiamo non parlare ancora di questo…

9.    Immagino che non mancheranno le serate live per sponsorizzare a dovere le nuove tracce…

Infatti, non è così facile però riuscire a trovare date al giorno d’oggi, specie se fai metal e soprattutto se proponi pezzi inediti anziché cover…Ma scuse a parte ci stiamo muovendo per cercare date anche fuori da quello che è stato il nostro “raggio d’azione” in questi anni e cioè la zona del Veneto delle provincia di Treviso, Venezia e Belluno. Ci piacerebbe magari riuscire ad aprire per band importanti o comunque già lanciate nel panorama musicale.
Intanto abbiamo una data importante venerdì 25 novembre al Revolver di San Donà di Piave (VE), per chi fosse in zona…durante la quale presenteremo ufficialmente il nostro videoclip “New life pt.II”, ispirato al film culto “Fight club” e realizzato a fine estate da IrideVideo.

10.     Lascio a voi le battute finali per esprimere il vostro pensiero su 9 anni di MTF.
In bocca al lupo per tutto!

Prima di tutto vorremmo ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno seguiti nei concerti e non, in particolare Francesco degli Arkaios e Ramones delle Bambine barbute di donna concetta che hanno cantato come guests nel disco. Vorremmo citare anche Silvia e Ivan che hanno recitato nel video e tutti quelli che come voi sostengono il metal emergente.
Speriamo che i prossimi 9 anni ci regalino altrettante soddisfazioni…crepi il lupo!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Alessandro Bevivino – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, death metal, Folk rock, Gothic metal, Interviste, Thrash metal


Intervista ad Alessandro Bevivino, cantante / chitarrista di Cyber Cross, Tron, The Fabulous Concerto, New Branch e I Corti Di Verbo Nero. Facciamo due chiacchiere con lui per sapere da dove trae tutta questa ispirazione artistica…

1. Ciao Alessandro, nuovamente benvenuto tra le nostre pagine

Ciao Ermanno, è un piacere essere nuovamente qui a parlare di musica.

2. Veniamo subito al sodo, Cyber Cross, Tron, The Fabulous Concerto, New Branch e I Corti Di Verbo Nero, da dove nasce tutta questa ispirazione musicale? Possiamo considerarti uno stacanovista a tempo pieno?

Diciamo di si, sono uno STACANOVISTA / SPERIMENTATORE, queste band o progetti solisti sono solo una parte (IMPORTANTISSIMA) di quello che faccio.
Mi piace muovermi in varie situazioni anche fuori dal contesto”ROCK è METAL” questo perché amo la musica in tutte le sue espressioni.
L’ispirazione nasce dal fatto che muoversi in vari ambienti musicali dà la possibilità di conoscere situazioni diverse, persone diverse, dunque diversificare, sperimentare e fondere le varie conoscenze, influenze musicali.

3. Di questi 5 progetti, quali dobbiamo considerare vere e proprie band e quali solo un side project generato per ammazzare il tempo?

Parlare di band vere e proprie è molto difficile, per me sono tutte ENORMI esperienze che mi danno l’incredibile fortuna di conoscere persone magnifiche con le quali mi diverto a fare musica.
I The Fabulous Concerto ahimè sono un’esperienza passata, con i TRON c’è un progetto in corso, con i CYBER CROSS forse ci sarà un new ALBUM tra qualche tempo, I CORTI / NEW BRANCH è un mio progetto acustico x cui non finirà mai, come il mio amore per la musica.

4. Vorrei soffermarmi un attimo su I CORTI DEL VERBO NERO, suppongo tu sia un amante dei film di Sergio Leone per aver messo su questo progetto musicale che spero avrà un seguito…

Io venero Sergio Leone e gli SPAGHETTI WESTERN in generale, musicalmente nasco con la musica WESTERN di quei film che mi hanno dato grandi emozioni, fin da piccolissimo 4, 5 anni.
Ci sarà sicuramente un seguito, anzi ci sto già lavorando.

5. Illuminaci sul cd bonus “Disco Samurai”, il sound sembra andare nella stessa direzione dei ICDVB, quali sono le differenze?

DISCO SAMURAI è la continuazione de I CORTI DI VERBO NERO, ho diviso i due cd per dare modo agli ascoltatori di assimilare con calma la musica, se i 2 dischi fossero stati messi in un unico cd (penso io) che per chi non è amante del genere sarebbe stato difficoltoso arrivare alla fine. Come se a uno che non ascolta musica METAL gliène facessero ascoltare un’ora di seguito forse non gli piacerebbe.

6. Parliamo Dei Cyber Cross: “Mega Trip” ha visto la luce nello scorso 2010 ed ora siamo alle soglie del 2012, bolle qualcosa in pentola? E’ previsto un nuovo album?

Come sopra scritto forse in futuro, ma attualmente siamo tutti impegnatissimi con i nostri progetti.

7. Una domanda di curiosità, Revolution Counter è una cover? Lo reputo un pezzo fantastico ma non saprei immaginare quale band possa averla suonata…come mai è presente solo in versione live?

No, non è una cover, sono felice che ti piaccia, la versione live è una mia trovata, un’anticipazione della versione reale che già sta andando in rotation in qualche piccola emittente radio, ma non voglio anticipare nulla.
Ti posso dire che REVOLUTION COUNTER l’ho fatta e registrata nel 2002 ed era già stata inserita nell’album NEW BRANCH del 2005 (Stessa versione).

8. Quali di questi progetti (apparte Cyber Cross) hai già portato o porterai su un palco per la dimensione live?

Li ho gia portati tutti tranne i TRON che non mancherò di portare spero entro breve, per quanto riguarda I CORTI e New Branch essendo miei progetti solisti faccio tantissimi live, sono agevolato dal fatto di poter muovermi da solo, oppure in duo, trio o band di 5 elementi.

9. Tra tutti i progetti messi in piedi possiamo dire che hai toccato gran parte degli stili del metal e del rock, dobbiamo aspettarci ancora qualche nuovo progetto o pensi che 5 sia il numero perfetto?

Entro breve uscirà ancora qualche altro mio progetto, ti anticipo il titolo MINIMAL CROSS / ALEX B. PROJECT

10. Considerazioni finali, libero di lasciare un messaggio ai tuoi fans. Alla prossima e in bocca al lupo per tutto!

Ringrazio di cuore tutti gli amici e i musicisti che mi seguono e mi sopportano, ringrazio te Ermanno per la possibilità che mi dai di far conoscere la mia musica, ringrazio i tuoi lettori e tutta la redazione di ERASKOR. Sicuramente ci troveremo in LIVE (Questa è una MINACCIA) HA HA HA.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Eyeconoclast – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Concerti, death metal, Interviste, Thrash metal


Provenienienti dalla capitale, gli Eyeconoclast tornano dopo tre anni dal precedente “Unassigned Death Chapter” a distruggere i nostri padiglioni auricolari con un EP che precede il prossimo lavoro discografico.

1.    Benvenuti Eyeconoclast, presentazioni di rito per i lettori di Eraskor

Paolo: Non voglio annoiare nessuno con una breve biografia che potete trovare nella nostra pagina facebook ( http://www.facebook.com/eyeconoclast ). A parte questo c’è poco da dire, siamo un gruppo metal, fatto da metallari per metallari, senza troppi fronzoli o influenze fuori dal genere.

2. Una definizione che vi si addice è sicuramente “Macchina da Guerra”, il vostro sound non da un attimo di respiro all’ignaro ascoltatore; da dove scaturisce tanta rabbia sonora?

Elder: le influenze dei nostri componenti sono diverse tra loro. Il punto è: noi suoniamo METAL! E anche se ascoltiamo altri generi, la nostra proposta non prevede nessun tipo di sperimentazione. Per noi, mischiare generi che non hanno niente in comune tra loro non è concepibile: la nostra ricerca è nel continuo perfezionamento del metal, punto.

Paolo: quoto Elder in tutto. Aggiungo che la rabbia è un ingrediente fondamentale in questo genere, il metal è una sublimazione di istinti e frustrazioni attraverso la musica, diciamo che è un modo per sfogarsi più costruttivo dell’andare a fare a botte allo stadio ahah! (Fight Fire with Fire!)

3. Quali ritenete siano le vostre influenze, maggiormente presenti nei riff di SOBOTM?

Paolo: Il nostro sound è stato spesso accostato ai mostri sacri della scena Death/Thrash svedese, come The Crown, Dimension Zero e Defleshed, fatto che ci fa particolarmente piacere dato che sono tutti gruppi che teniamo regolarmente nello stereo. Tuttavia le nostre influenze sono più ampie e spaziano dall’Heavy Metal ottantiano, fino al Thrash americano di Metallica ed Exodus e agli ultimi lavori degli Immortal. Ovviamente quando spari un pezzo a 300 bpm le influenze sono difficili da cogliere e certe sottigliezze si fanno indistinguibili per un orecchio poco attento!

4. Rimanendo ancorati a SOBOTM, che differenze stilistiche si possono riscontrare con le precedenti release? Se non ho capito male, questi tre pezzi andranno a finire nel vostro prossimo lavoro, quindi è stato creato solo a scopo promozionale e non destinato alla vendita?

Elder: Si, almeno due dei brani andranno a finire nel full length in preparazione. L’EP è stato registrato per sancire un nostro ritorno nella scena, visto che siamo stati fermi molto tempo, ed è disponibile per la vendita all’indirizzo http://eyeconoclast.bigcartel.com/

5. L’artwork mi ha ricordato le locandine pubblicitarie della saga Transformers (che io adoro tra l’altro ndr.) chi è l’autore? Soddisfatti dell’esito finale?

Paolo: Ahah, hai ragione! In molti ci hanno fatto notare la somiglianza con Transformers o Evangelion. Diciamo che non c’è stato un vero programma dietro, abbiamo trovato questo disegnatore svedese, Adrée Wallin, che tratta tematiche futuristiche e abbiamo pensato che fosse perfetto per il concept del gruppo.

6. Quali argomenti trattano i vostri testi?

Paolo: I testi vengono tutti scritti da Carlos “Synder” Mastantuono. Trattano tematiche postumane e fantascientifiche come la progressiva unione tra uomo e macchina allo scopo utopistico di raggiungere la divinità.

7. Come nasce un vostro pezzo, prima sound o testo?

Elder: nella composizione prestiamo attenzione non solo alla realizzazione di ogni singolo riff, ma all’arrangiamento generale del pezzo: cerchiamo di costruire un discorso calibrato al millimetro, in cui nessuna “frase” sia fuori tema rispetto al resto del brano. Nella maggior parte dei casi, partiamo dalla musica: il testo viene sviluppato dopo aver compreso il mood generale del pezzo.

8. A quando l’uscita di questo nuovo lavoro che sta destando una certa curiosità? Suppongo che sia la stessa Downfall Records a immetterlo sul mercato

Elder: sicuramente uscirà ad inizio 2012!

9. Se voleste descrivervi con un solo aggettivo, quale sarebbe il più appropriato?

Elder: Coerenti

10. Concludo facendovi i migliori auguri per tutto e lascio a voi le considerazioni finali di questa intervista.

Paolo: Ringrazio per l’intervista Ermanno e tutto lo staff di Eraskor. Chi fosse curioso può ascoltare i nostri pezzi su facebook o può scaricare l’EP direttamente da questo indirizzo http://www.mediafire.com/?afpegw4a09b1ga9 . Chi è interessato a supportarci può consultare il nostro webstore, chi invece vuole semplicemente mandarci a ‘fanxxlo può venire a vederci dal vivo!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Doom metal, Gothic metal, Interviste


Il gruppo Tethra è una fusione tra Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. La band registra un mcd dai connotati doom dal titolo “The Gates Of Doom”, poniamo loro le nostre domande…

1. Benvenuti ragazzi, l’appartenenza alle band menzionate in apertura credo che fungano già da presentazione, tuttavia volete far sapere ai nostri lettori chi si cela dietro a questo progetto e svelarci come è nata l’idea di formare i Tethra?

I Tethra sono un progetto nato nel 2008 da Belfagor, storico chitarrista degli Horrid, a cui si aggiunge Clode (ex Coram Lethe e Gory Blister) alla voce, Alex al basso (Ex Malus vivendi e Self Disgrace) e Mike alla batteria (Madhour, Sidhe, Vexed)

2. At the Gates Of Doom è un ottimo punto di partenza, doom che in certi momenti scava nei primi My Dying Bride rimanendo oscuro anche nella parti più gothic. Quali sono state le vostre ispirazioni principali?

Principalmente il doom in tutte le sue forme e influenze, così come delle frange di death metal down tempo. Potremmo citare tranquillamente primissimi Samael, Candlemass, Moonspell, Paradise Lost e tanti altri.


3. Quali argomenti preferite trattare nei vostri testi, ci fareste un track by track?

I testi di At the Gates of Doom sono tutti legati a stati d’animo ed esperienze piuttosto oscure, si parte con Everyone Must Die, che racchiude un pò il Tethra pensiero sulla vita e la morte e che si può riassumere così: non perdere tempo dietro ad inutili religioni e false credenze popolari perché l’unica cosa che da la vita è il sangue e prima o poi tutti noi siamo destinati a morire. La title track del mini descrive come in un quadro infernale la discesa attraverso il nero cancello delle anime destinate all’al di là, spaventate e tormentate del giudizio di quello che noi chiamiamo l’innominato. Arise from my Fate racconta di una di queste anime che non si rassegna a rimanere lontana dal suo corpo e si chiede se il suo sangue potrà mai riprendere la strada delle sue vene. My Agony invece parla di disagio interiore e solitudine estrema e di rabbia verso questa condizione che si protrae nel tempo.

4. Potete illustrarci cosa simboleggia l’artwork?

L’artwork, che è opera della bravissima Valentina Bucksch di Mooving Arts, che ha reso ottimamente l’idea che avevamo che era legata proprio al titolo del cd. Così potete vedere il fiume di anime dannate che viene assorbito dal nero cancello, poi in lontananza i fiumi infernali e Caronte pronto a traghettare gli sfortunati verso la loro ultima dimora.

4. Nonostante il vostro inizio non è affatto male, durante i vari ascolti ho avuto quella strana sensazione che il lavoro sia incompleto, come se ci si aspettasse qualcosa in più…. siete soddisfatti dell’esito finale oppure avreste modificato qualcosa?

Abbiamo registrato l’EP da Ossian degli Opera IX, come inizio è giusto che sia così, è pur sempre un mini di 5 brani, mentre invece nel prossimo cd avremo più spazio, trattandosi di un Full Lenght. Alla fine di una registrazione trovi sempre qualcosa che qui e lì cambieresti, ma alla fine credo che il risultato sia proporzionato agli intenti. Siamo comunque contentissimi del riscontro datoci da tante persone che ci seguono e ancora oggi son soddisfatti di “At The Gates of Doom”, il giudizio principale è sempre quello del pubblico

5. Live in supporto a ATGOD?

Finora ce ne son stati tanti, tra i quali il Masters of Doom in compagnia dei Saturnus, il Maximum Rock Fest con Sadist e Sepultura e abbiamo suonato con tanti altri professionisti, dai Folkstone ai Necrodeath, ce ne saranno ancora per tutto l’inverno, fino a che non andremo in sala di incisione

6. Progetti futuri? Tornerete a dedicarvi alle vostre rispettive band, oppure presto registrerete il successore di ATGOD?

Come ti dicevo prima stiamo finendo le composizioni dei brani che faranno parte del prossimo lavoro che uscirà nel 2012, Tethra è un progetto principale per tutti noi, ha la stessa importanza delle altre band, tenendo conto che ad oggi solo Belfagor con gli Horrid e Mike con le sue band sono impegnati in altri progetti. Siamo sotto contratto con il management con Eagle Booking, che si sta dimostrando un’agenzia professionale di alto livello.

7. Cosa ci dobbiamo aspettare con il successore di questo mini lavoro? Un suono ancora più doom o che altro?

Sicuramente le influenze doom saranno presenti nel prossimo cd, così come le influenze death e gothic (non quello sinfonico ma quello dei vecchi Paradise Lost), il nostro modo di comporre è sempre variegato, dando libero spazio a tutti i componenti della band, creando un mix unico e che abbia un suono “Tethra”

8. Tre aggettivi per descrivere ATGOD

Profondo, Oscuro, Potente

9. Siamo alle battute finali, lascio a voi le considerazioni finali. Alla prossima!

Anzitutto grazie a voi per lo spazio concesso e aspettatevi presto un nuovo lavoro oscuro e potente!
Stay Doom!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Graves Of Nosgoth – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Gothic metal, Interviste


Graves Of Nosgoth, band romagnola che con il suo debutto Ex Tenebris Ad Lucem ha fatto il botto! Un lavoro ricco di atmosfere e genialità da non sottovalutare.. sarà nata una stella?

1.    Benvenuti sul blog di Eraskor.com ragazzi, rompiamo il ghiaccio con le presentazioni…

Risposta 1: Ciao! Innanzitutto grazie per averci dato l’onore di poter rispondere alle tue domande; cogliamo l’occasione per ringraziare tutto lo staff di Eraksor.com!
Siamo qui tutti quanti: Io (Giammarco), Mirko, Luca, Thomas ed Eleonora. Lei è entrata da poco a far parte della band come seconda chitarrista, per questo non appare nell’album. Ne approfittiamo per darle il primo benvenuto pubblico, se così si può definire!
Che dire, per non farla troppo lunga diciamo che tutti quanti siamo ragazzi con grande voglia di suonare e divertirsi, ragazzi che considerano la musica una grande opportunità e una grande sfida.

2.    Da dove nasce il moniker Graves Of Nosgoth?

Risposta 2: Nome non così usuale, vero ? (ride, nda.) Nosgoth è sicuramente un nome conosciuto per tutti coloro (nerd e non) che hanno avuto l’onore di giocare al videogioco Legacy of Kain, per tutti gli altri… beh, giocateci!
La prima parte del nome invece si riferisce direttamente al genere che proponiamo, che, pur essendo abbastanza vario, si ricollega direttamente al filone Death Metal. Cinque tombe sono l’ideale per parlare di morte, dico bene ? (ride, nda.)


3.    Devo farvi i miei sinceri complimenti, Ex Tenebris Ad Lucem è un capolavoro, ci si trova di tutto dentro: death, black, heavy, progressive e rock. Un minestrone (prendetela come complimento ndr.) cucinato dal migliore degli chef italiani, non credete?

Risposta 3: Siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto. E’ stata una sorpresa anche per noi, la New Idols ci ha contattati alla sprovvista (e questo ha incrementato il piacere nel ricevere questa richiesta) e abbiamo iniziato a lavorare sodo fin da subito, il che ha portato all’incisione di quelle nove tracce (già tutte presenti nel repertorio prima della richiesta) che ognuno può sentire ora!

4.    Ogni song sembra vivere di luce propria, passando dal death, all’heavy classico, poi al black e ancora al prog, per concludere con la versione rock (per via della timbrica vocale) e acustica di The Fallen Hope. In sede di recensione ho accostato a voi le seguenti influenze: Entombed, Dark Tranquillity, Morbid Angel, Immolation, Vader, Enslaved, Anathema, Edge Of Sanity, Diabolical Masquerade….mi sono avvicinato?

Risposta 4: Esattamente! Non tutti ascoltiamo queste band, ma dobbiamo proprio ammettere che prendendo un pizzico di note da ognuno degli artisti da te nominati si arriva più o meno a ciò che abbiamo creato. Siamo stati accostati ai Dark Tranquillity parecchie volte e pensa che non li ascoltiamo nemmeno così di frequente! (ride nda.). Il fatto che ogni canzone si regga in piedi autonomamente senza per forza dover dipendere dalle altre è una cosa che è nata da sé e sicuramente dal fatto che queste canzoni non sono state scritte tutte nello stesso periodo, anche se uno dei nostri obbiettivi è quello di evitare la monotonia compositiva, che a nostro avviso costituisce uno dei difetti che una band può avere.

5.    Quali temi trattano le vostre song, ETAL è un concept?

Risposta 5: Ex Tenebris Ad Lucem non è nato come un concept, ma lo è diventato man mano che ognuno di noi andava in studio a registrare. Ci siamo lentamente accorti che tra una canzone e l’altra, nonostante ci fossero parecchi divari musicali e tematici, c’erano punti in comune; questo ci ha spinti a creare un ordine che potesse dare vita a un filo logico adatto all’allora venturo album.
I temi sono vari: si parte dalla critica sociale sostenuta da un’enorme allegoria (Dark Age In The Abyss) e si arriva a un terribile omicidio (Scarred Night) in un batter d’occhio.

6.    Tre aggettivi per descrivere ETAL

Risposta 6: Violento, melodico, diverso.

7.    Chi è l’artefice del bellissimo art work?

Risposta 7: L’artefice dell’art work è Giuliano Marcolini, un fotografo amatoriale molto bravo oltre che studente al quinto anno di Ingegneria Elettronica, che ha messo in piedi un set fotografico improvvisato durante una giornata di pioggia per permetterci di avere il materiale giusto! Egli si definisce assolutamente non soddisfatto del lavoro svolto (e questo la dice lunga sulle sue ottime capacità fotografiche), ma noi ne siamo più che soddisfatti! La mano che ognuno può vedere è quella di Thomas, che si è prestato per farsela sporcare e maltrattare per bene!

8.    Avete già avuto modo di promuovere l’album dal vivo?

Risposta 8: Abbiamo fatto un concerto l’undici Giugno durante il quale abbiamo avuto l’occasione di vendere il nostro album e il merchandising, con ottima risposta da parte del pubblico presente, che cogliamo l’occasione per ringraziare!

9.    Quali sono i vostri progetti futuri?

Risposta 9: Dopo un piccolo periodo di pausa abbiamo già iniziato a scrivere nuovo materiale per il prossimo album. Esso sarà un concept più marcato e assolutamente interessante (lo speriamo davvero), si baserà sulla storia di un grande personaggio della letteratura tedesca!

10.    In bocca al lupo per tutto, a voi l’ultima parola.

Risposta 10: Crepi! Di nuovo grazie a Ermanno e a tutto lo staff di Eraksor.com che ci hanno permesso di rispondere a queste domande, un grazie anche alla New Idols e in particolare a Simone Gagliardi, Gabriele Bellini, Mirko Serra e Giacomo Salani, a tutte le nostre famiglie e a tutti coloro che si impegnano per darci un solido supporto! Thanks dudes, keep on rockin’!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Rising Dark – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste, Thrash metal


Formatisi nel 2007 coverizzando Metallica & co., i Rising Dark approdano a SG Records dando alle stampe Apocalyptic: un album thrash metal con varie contaminazioni swedish death metal che assicura lo scapoccaimento.

1.    Benvenuti Rising Dark, comincio subito chiedendovi una piccola biografia per i nostri lettori

Un saluto a tutti i lettori e alla redazione! Come già hai accennato i Rising Dark sono un progetto nato ormai da tempo e per la precisione la formazione era già semi-composta alla fine del 2005. L’intento mio (Balzael) e di Crimson era proprio quello di dare sfogo alla nostra ammirazione per le band con le quali eravamo cresciuti sin da bambini e come ogni gruppo di ragazzi si inizia a suonare per gioco. Poi le cose piano piano piano ci sfuggivano di mano e ci siamo trovati in un baleno a suonare da un garage nel quale provavamo a dei palchi veri e propri. Ed è li che ci siamo resi conto che molta gente era interessata al nostro progetto nonostante facessimo ancora cover a tutti gli effetti. Chiaramente questo fu il primo stimolo per intraprendere la nostra strada , piuttosto tortuosa, alla ricerca di un sound che ci caratterizzasse e una formazione stabile. Nella pratica tutto questo si è concretizzato nel giro di due anni dopo vari cambi di line-up e pezzi scritti e cestinati “in tronco”.
Ora la nostra strada ci ha portato fino a qui hahaha!

2.    Leggendo la vostra storia su facebook e sul sito della Sg Records, si parla di un demotape datato 2007 e un album del 2009, ma non vi è nessun riferimento ad entrambi…svelateci questo arcano

Hai toccato un tasto dolente.. scherzi a parte posso dirti questo: se per riferimenti intendi una vera e propria pubblicizzazione del prodotto per quello che riguarda il demo quello fu soltanto un modo per dare ai nostri amici e fan più affezionati un modo per avere le tracce registrate e di fatto non è mai stato commercializzato su larga scala. Mentre quel famoso cd del 2009 è proprio quello di cui stiamo discutendo ora…. La cosa può scioccare ma è trascorso molto tempo dalla realizzazione del nostro album all’effettiva commercializzazione… Non l’abbiamo voluto noi ma una serie di eventi assolutamente “sfortunati” ci ha costretto a rimandare la produzione di ben 2 lunghissimi anni.

3.    Veniamo ad “Apocalyptic”: thrash metal e rifiniture swedish death metal, anche se il thrash è l’asse portante, concordate? Quali sono i gruppi che vi hanno ispirato maggiormente?

Sicuramente il thrash metal è il nostro albero maestro, all’interno poi di esso sono stati inseriti moltissimi elementi che caratterizzano vari genere dal metal più melodico (penso ad esempio ad uno scorcio di armageddon)  al death di varia provenienza tutto sommato comunque moderno senza mai dimenticare una punta di progressive che mi sforzo sempre ad accentuare haha.Comunque si mi rivedo in questa definizione. Per quanto riguarda i gruppi ognuno di noi ascolta generi diversi quindi è chiaro che le nostre ispirazioni sono molteplici ma chiaramente siamo anche noi fan degli Slayer, Metallica, Ac-Dc, Testament, Dream Theater, Led Zeppelin anche se nell’ultimo periodo compositivo il nostro sound tende ad orientarsi verso un thrash un po’ più grezzo.

4.    Le tracce di Apocalyptic sono tutte nuove di zecca, oppure qualche song fa parte delle precedenti produzioni?

Diciamo che all’interno del disco vi sono certamente tracce che circolano da un po’ di anni, ma a livello di produzioni precedenti (il demo) il campo si restringe a Your Blood Is On My Hands e Phoenix che in particolare il secondo sono state riviste e rielaborate e adattate a una composizione un po’ più matura diciamo.

5.    L’energia sprigionata mi ha ricordato i debuttanti Raise In Hell, anche loro molto giovani e pronti a distruggere tutto; anche voi trovate in loro qualche similitudine con il vostro approccio musicale e mentale?

Conosco il progetto, di sicuro sono una valida band con un ottimo sound diverso dal classico “già sentito”, direi che sicuramente i nostri lati comuni a parte la gioventù sono un sound aggressivo e la volontà di spaccare tutto hahaha! A parte gli scherzi credo che abbiano un approccio leggermente più moderno rispetto al nostro con più influenze rock camuffate in un contesto un estremo.

6.    Come è nato il contratto con SG Records?

Il contratto con SG Records è nato grazie a un caso fortuito, Stanley uno dei nostri chitarristi si trovava in quel di Torino e per un qualche motivo lasciò il cd in ascolto a un amico che conosceva qualcuno della SG Records probabilmente in questo intervallo che mi sfugge ci dev’essere stato qualche passamano di cd e di fatto qualche mese dopo i ragazzi della SG Records ci hanno contatto richiedendoci ulteriore materiale da analizzare e di li è nata la splendida collaborazione.

7.    I live deduco siano stati i vostri punti di forza per arrivare a questo debutto, promuoverete anche le nuove tracks?

Certo i live sono sempre stati il nostro punto di forza, non abbiamo nessun freno inibitore quando saliamo sul palco scenico diamo sempre il massimo e ci teniamo a regalare ogni volta uno show che sia degno di mandare a casa gli ascoltatori pensando di aver assistito a un bel concerto e anche divertente spesso e volentieri haha! Certo le nuove tracks saranno promosse in maniera più massiccia possibile visto che abbiamo un buon prodotto (almeno spero) per le mani mi sembra saggio insistere per pubblicizzarlo il più possibile.

8.    L’episodio più simpatico e più imbarazzante che vi è successo in sede live

Questa è una domanda che mi fanno spesso… forse perché la nostra fama ci precede… per quanto riguarda a cavolate non siamo secondi a nessuno. Chiaramente il palcoscenico richiede la serietà del caso ma di sicuro il prima e il dopo sono ogni volta esilaranti… Per quello che riguarda il live vero e proprio.. ricordo una sera dove a una data organizzata in maniera terribile ci arrabbiammo parecchio anche perché avevano posizionato a 20 metri dal nostro palco (composto da assi di legno marcio imbarlate) un palco dove un banda di vecchi suonava liscio chiaramente con un amplificazione costosissima e un palco degno dei metallica rispetto al nostro haha. Sta di fatto che durante l’esibizione live la convivenza con questo altro concerto degenerò e in men che non si dica la nostra demenza ci porto a suonare mentre correvamo (i ragazzi hanno il wireless) completamente senza indumenti in mezzo alla gente… ne avrei da raccontare un infinità ma ci vorrebbe uno speciale a parte solo su quello haahaha magari la prossima volta!

9.    Progetti futuri dopo la conclusione promozionale di Apocalyptic

Progetti futuri? Il nuovo disco è già praticamente pronto dobbiamo soltanto lavorarci su e decidere come promuoverlo e quando registrarlo. Per il resto i nostri progetti sono di spaccare tutto.

10.    Grazie per il tempo concessoci, buona fortuna per tutto!

Un grazie ai lettori, alla redazione e alla SG Records se mi sono concesse due parole per chi non ci conoscesse ci trovate su facebook e myspace anche per i curiosi che vogliano soltanto buttare un orecchio a qualche pezzo! Ciao a tutti Stay Metal! Hell Yeah!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Anthems Of Steel – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, death metal, Interviste, Power metal, Progressive


Ottimo ritorno quello degli Anthems Of Steel, capitanati dal vocalist e chitarrista Luca Fadda. “Dark Shadow Within” è un ep dalle grandi potenzialità!

Alle domande risponde l’intera band…

1.    Benvenuto Luca, cominciamo con una sintesi biografica della tua band, non sono riuscito a capire la vostra provenienza

Ciao Ermanno innanzitutto grazie mille per questo spazio che ci stai dedicando!! Noi ci siamo formati nel 2010 abbiamo registrato praticamente subito Inside Human Thoughts e dopo alcune date importanti ci siamo rimessi a lavoro per Dark Shadow Within.

2.    Quali differenze sostanziali possiamo scorgere tra Inside Human Thoughts e Dark Shadow Within? Come letto nella bio, i due ep sembrano essere collegati fra loro, giusto?

Bè tra i due  la prima differenza evidente che si sente è la produzione e la qualità audio infatti il secondo è decisamente superiore rispetto al primo…Esatto gli Ep sono uniti dalla storia del concept album.


3.    Chi è la penna del gruppo?

Diciamo che finora la maggior parte dei pezzi sono stati composti da Luca a livello di struttura e testi, e poi adattati dalla band in studio.

4.    L’artwork è molto bello, moderno e un po’ gothic allo stesso tempo, chi è l’artista?

L’ artista è Carlos Fides, un eccellente grafico che ha fatto un lavoro di cui noi siamo molto soddisfatti.

5.    La mistura di progressive, classic metal e una piccola farcitura di death, si sono rivelate scelte vincenti. Vi è la sensazione di ascoltare Crimson Glory e King Diamond in chiave più estrema, concordi?

Non concordiamo, noi ci rifacciamo a gruppi di stampo più moderno come Arch Enemy , Lamb of God, Opeth, Edguy, primi Helloween e gli immortali Iron Maiden!!

6.    Come mai solo tre pezzi, di cui un riarrangiamento del precedente ep, e non arrivare almeno a cinque brani per dare più carne al fuoco all’ascoltatore?

Dark Shadow Within non è propriamente un EP , ma un’ anticipazione dell’album che pubblicheremo in futuro.

7.    Dopo due ep spero sarà la volta di un vero e proprio full lenght, qualche anticipazione a riguardo?

L’album vero e proprio verrà pubblicato prossimamente, stiamo lavorando sugli ultimi ritocchi.

8.    Avete programmato dei live in supporto a DSW?

Si , attualmente questa estate abbiamo in programmazione un tour in Sardegna che partirà il 23 di luglio,
dove apriremo il concerto dei Sadist allo stadio comunale di Thiesi.

9.    Soddisfatti di come sono andate le cose fino a questo momento? Due anni di attività e già due ep all’attivo, non male direi! Nessuna etichetta si è fatta avanti fino a questo momento?

Siamo parecchio soddisfatti, considerando che la nostra prima data è stata ad Arezzo come ospiti del Metal Arezzo Festival e nella seconda abbiamo aperto il tour di Pino Scotto in Sardegna. Inoltre le riviste metal nazionali hanno dato voti molto soddisfacenti al nostro primo Ep. Ultimamente abbiamo avuto diversi contatti ma nulla di definitivo all’orizzonte.

10.    Siamo alle conclusioni, lasciate un messaggio conclusivo ai nostri lettori…

A tutti i lettori di Eraskor.com un saluto e un ringraziamento per aver letto la nostra intervista. Vi invitiamo ad ascoltare sul nostro Myspace i nostri brani  www.myspace.com/anthemsofsteel e a visitare il nostro canale Youtube  www.youtube.com/AnthemsOfSteel, ci trovate anche su FaceBook !!!

Grazie a Tutti \../ Steel On Brothers \../

(A cura di Ermanno Martignano)

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Warocracy – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste


Warocracy, band proveniente dalla bella terra calabrese e alle prese con un primo promo di death metal terremotante!

1.    Salve ragazzi, cominciamo con le presentazioni….

Ciao Ermanno. I Warocracy nascono dopo lo scioglimento della band blackened death metal Ethic of Perversion. L’idea è stato subito ben precisa, ovvero proporre un death metal che racchiudesse tutte le influenze dei singoli componenti, quindi influenze provenienti dal filone europeo come Vader, Decapitated, Dissection e altri, e dal filone americano, maestri del genere quali Death, Morbid Angel, Deicide, Nile, Gorguts, Malevolent Creation e molti altri (la lista sarebbe interminabile eheheh). Come contorno ovviamente è presente la massiccia influenza del thrash metal sia americano teutonico. Giusto per citarne alcuni Kreator , Slayer ed Exodus. La band inizialmente era composta da Lorenzo e Mathias alle chitarre, Valerij al basso, Luciano alla voce e Attilio dietro le pelli. Quest’ultimo, subito dopo la registrazione del promo, per varie divergenze, abbandona la band ed è sostituito da Francesco “Storm” Borrelli. Con l’entrata di Francesco, sin da subito si rende evidente un nuovo sound, infatti, le influenze thrash scompaiono quasi definitivamente nei pezzi che saranno scritti a venire, rispetto alle tre canzoni presenti nel promo.

2.    Da dove prende spunto il vostro moniker?

Il termine Warocracy è nettamente un neologismo e prende spunto non proprio dal termine “guerra” intesa come azione bellica, bensì assume un significato più interiore, in altre parole la “guerra” dei sensi e dei nervi, che scaturisce nell’essere umano. Uno stato quasi patologico dell’individuo combattuto tra verità e bugia, tra bene e male, tra reale e irreale che molte volte sfocia nell’insanità mentale e non solo.

3.    Il vostro promo apripista convince fin troppo, tre soli pezzi ma che ben delineano la strada intrapresa. Volete farci un track by track?

Il nostro primo pezzo scritto in sala è stato “War Of The Mortals”. In questo pezzo, si riscontrano le prime idee della band, già citate sopra. Il testo narra di un’ipotetica fine del mondo per mano del genere umano, convinto che tutto quello che sta facendo sia giusto ed invece lo sta portando al decadimento e, alla fine, all’auto-distruzione, dove ormai non vige più lo spirito di auto-conservazione. Il testo “Black Waves of Styx” è liberamente ispirato all’Inferno di Dante e narra di una discesa nelle fredde acque dello Stige e qui vi è la visione auto-distruttiva dell’uomo, infatti, sono mostrate tutte le torture che subirà ogni individuo che si avventurerà alla ricerca forzata e pericolosa della ricchezza da possedere a tutti i costi, fregandosene di tutti e di tutto. Questo pezzo è l’unico che presenta ancora le influenze del black metal, principalmente del thrash/black metal sulla scia dei Celtic Frost, il tutto arricchito con un intro e un outro imponente e allo stesso modo inquietante. “Unexpected End” è una sintesi dei temi trattati nelle precedenti canzoni, ma questa volta i temi sono arricchiti con la scienza e la metafisica. In un mondo dove i più potenti godono sulle spalle dei più deboli, tutti quanti alla fine ridotti a essere uguali nel momento in cui moriranno.

4.    Per quanto riguarda l’artwork, vedo che avete preferito dare risalto solo al logo…come mai non avete optato per un immagine che rappresenti le tematiche delle canzoni?

Siamo un gruppo abbastanza giovane che ha registrato un EP a distanza di poco tempo dalla nascita e quindi come la nostra musica si sta evolvendo (ne avrete modo di notarlo con l’uscita del full-lenght) si evolverà anche la nostra immagine. E’ una fase molto normale, secondo noi.

5.    Chi è l’autore dei testi, quali argomenti trattano?

Il testo di War Of The Mortals è stato scritto da Valerij in collaborazione con Lorenzo. Unexpected End è stata scritta solo da Valerij, mentre Black Waves of Styx da Mathias. I temi trattati nelle songs, come già detto prima sono in primis l’auto-annientamento e il nichilismo, arrivando a toccare l’antropologia, la scienza, la metafisica e la follia.

6.    Nella biografia ho letto che state preparando un full lenght, potete darci qualche anticipazione sulle tracks, data di uscita e altre indiscrezioni?

Si è vero. Stiamo registrando il nostro primo full-lenght presso lo studio personale di Kami-Plastik (il KK Digital Recording), un nostro carissimo amico e attuale master-mind dell’industrial rock band italiana Latexxx Teens. Stiamo ri-registrando i tre pezzi del promo con una produzione migliore, più nuove songs. La data dell’uscita non è stata ancora stabilita. Stiamo decidendo il periodo migliore per fare uscire il disco e inoltre stiamo decidendo anche il titolo del cd. Ci stiamo organizzando per una bella collaborazione internazionale, ma per il momento, ancora non ufficializzata definitivamente.

7.    State proponendo i pezzi dal vivo? Forse tre songs sono troppo poche per proporvi in sede live, vero?

Beh sì. Sono nettamente pochi tre pezzi ed ecco perché prima di aver fatto il nostro primo live, ci siamo messi subito a lavorare sulle nuove idee in modo tale da arrivare a coprire una buona mezz’ora, se non oltre. Poi si sa, che in sede live tra le varie pause tra un pezzo e un altro si tira un po’ di più il tempo.

8.    Soddisfatti al 100% del lavoro svolto in questo inizio discografico?

Abbastanza soddisfatti. Sia delle idee che riusciamo a tirare fuori, sia sul modo di lavorare. Tutto grazie ad un’ottima sintonia tra un membro e un altro. Vogliamo fare davvero tanto e fino a quando le nostre subdole membra cadranno, continueremo a suonare.

9.    Quale è il vostro sogno nel cassetto?

Ce ne sono tantissimi. In primis, continuare a fare ciò che ci piace e magari, un giorno arrivare ai “piani alti”. E’ tutta una questione di tempo, alla fin fine e non solo, infatti, aiuta anche una grande dose di perseveranza.

10.    Grazie per il tempo concessoci! Lascio a voi le considerazioni finali, ringraziamenti etc…

E’ stato un graditissimo piacere. Grazie a voi per il supporto e per lo spazio concessoci. Ti ringraziamo e ringraziamo, anche, tutto lo staff della Eraskor.com, tutti i nostri amici e supporters. Per il resto, rimanete sintonizzati per eventuali news future. Ciao e grazie ancora. A presto!
(A cura di Ermanno Martignano)

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