Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Metaltrashfactory – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Doom metal, Hard rock, Interviste, Punk Rock, Thrash metal


Provenienti da Crocetta Del Montello (TV), i Metaltrashfactory dopo1 demo e 1 ep arrivano all’uscita del full lenght in stile thrash, rock n roll, sludge e attitudine punk. Three Bodies Layer è una partenza del tutto convincente!

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, partiamo con la biografia dei Metaltrashfactory

Il progetto nasce nei primi mesi del 2002 come gruppo punk-rock, appena dopo la registrazione del primo demo”monkey television fucking voodoo” il gruppo si separa in seguito a divergenze musicali. Vengono percio’ reclutati nuovi elementi (basso, chitarra e batteria) che vanno a creare l’attuale formazione e fanno virare le sonorita’ verso un metal a cavallo tra thrash duro e puro e suoni piu’ moderni.
La formazione attuale è composta da Diego “Spino” Spinelli alla voce, Devis Groppo e Davy “Devyl” Lorenzetto alle chitarre, Daniela Vieceli al basso e Luca De Gaspari alla batteria.
Nel 2008 viene registrato, presso i MusicCity Studio di Montebelluna (TV), l’EP autoprodotto “shadows of black” che ottiene interessanti valutazioni dai magazine specializzati: “un riffing molto serrato e sincopato…ma che sa anche andare lento avvicinandosi allo sludge-core di band come i crowbar – metal hammer10/2009″ e ” ..caratterizzato da una lucida follia e dalla ricerca di soluzioni desuete..-rockhard –/2009″. A promozione dell’EP la band inizia a suonare nei locali del Veneto e non solo, componendo nel frattempo nuove canzoni  e cercando di amalgamare, in maniera sempre piu’ omogenea, le diverse influenze (dal doom al rock ‘n’ roll) di ogni singolo componente e fonderle nel creare una violenza sonora che colpisca piu’ alla mente che allo stomaco.
Nel 2011 si arriva al traguardo del 1° full lenght “three bodies layers” registrato sempre al music city studio (impiety, attila csihar, setherial) con l’ausilio di Nicolo’ Gasparini (peterpunk-scacciapensieri) e considerato non un punto di arrivo ma una partenza.

2.    Da dove nasce questo moniker (abbastanza lungo direi ndr.), come mai la decisione di unire i tre aggettivi formando una sola parola?

L’origine del nome è da ricercarsi agli albori del gruppo, in principio era solo la sigla MTF ma successivamente, col cambio di line up, abbiamo deciso di rappresentare il cambiamento senza rinnegare il passato. Ecco che allora si è deciso di dare un significato alle tre lettere del nome precedente e MetalTrashFactory (rigorosamente senza “H”), oltre a richiamare il genere musicale che ci ispira, significa “Fabbrica dei rifiuti metallici”. Ci sembrava efficace e di forte impatto e abbiamo deciso di tenerlo.


3.    Dalle info disponibili in rete la vostra partenza è stata punk rock, come mai questo cambio di rotta? Fattore dovuto alla nuova line up oppure alla voglia di pestare duro!

Un po’ tutti e due. Diciamo che la nuova line up ha voglia di pestare più duro.
Devis e Spino (chitarra e voce), i reduci della precedente esperienza, erano anche quelli che avevano l’anima più metal all’interno del gruppo e con l’arrivo degli altri si è subito voluto puntare ad un sound graffiante e diretto che si avvicinasse allo stile thrash metal degli anni 80.
Detto questo abbiamo cercato di unire il più possibile le varie influenze per personalizzare il genere date dalle esperienze passate dei vari componenti. Da qui la definizione di Hybryd thrash.

4.    Three Bodies Layers, un lavoro che convince sotto ogni punto di vista; trovarsi una band tra le mani che miscela thrash metal, rock n roll, sludge e un pizzico di doom death non capita tutti i giorni! In poche parole siete riusciti a creare un suono incisivo, lasciando invariata l’attitudine sporca del punk, concordate con la mia definizione?

Beh ti ringraziamo per queste belle parole e direi di sì, le condividiamo. Crediamo che il nostro punto di forza sia proprio quello di proporre (o almeno provare a proporre) qualcosa che si differenzi dal resto del panorama metal italiano. Sinceramente siamo stati definiti nei più svariati modi (Black’n roll il più originale) e questo non può farci che piacere.
Oggi che non si può ormai inventare niente di veramente nuovo e perciò crediamo sia diventato fondamentale affidarsi ai “cross-over” per distinguersi.
Come hai detto tu l’attitudine punk, e forse ancor di più quella thrash, fa da base sulla quale costruire un complesso di influenze e variazioni che toccano vari generi restando però ben attenti a conservare intatto il nostro marchio di fabbrica.

5.    Dieci tracce per quaranta minuti di ascolto, a conti fatti quale è la traccia che vi rende maggiormente orgogliosi? Due parole sulla traccia “Comandante”…

La traccia che ci rende più orgogliosi? A dire la verità è difficile dire quale sia, qualcuno di noi è legato più ad alcune tracce e qualcun’altro ad altre, senza tralasciare pezzi che non sono stati inseriti nel disco e che, chissà, speriamo possano andare a far parte di un secondo lavoro.
“Lost in the snow” è la più vecchia, che risale addirittura alla prima formazione ed è stata rielaborata per inserirla nel disco. E’ chiaro quindi che i due elementi storici del gruppo siano legati a quel pezzo. “Roof of mind” invece rappresenta più di tutte le influenze rock’n'roll ed è probabilmente quella che ci piace di più fare dal vivo. Forse però la canzone che rappresenta un po’ tutti è “Desert warm”, sia per sonorità che per stile vero e proprio.
“Comandante” invece è nata un po’ per gioco. Cercavamo una cover che però potesse darci la possibilità di esprimere al massimo le nostre caratteristiche e quindi volevamo un pezzo che non centrasse assolutamente niente col metal per poterlo stravolgere a nostro piacimento. Dopo varie proposte la scelta è caduta su “Comandante Chè Guevara”, scritta da Carlos Pueblo e diventata canto popolare cubano. Indipendentemente dai riferimenti politici che uno può trovarci, a noi interessava rendere omaggio ad una figura storica che portiamo nel cuore.
Crediamo di aver fatto un buon lavoro rendendola nostra il più possibile visto che alla fine, della versione originale, ne è rimasto solo il testo.

6.    Il vostro art work ha l’aria di essere un capannone in disuso (suppongo sia una foto), chi è l’autore? E’ proprio come lo immaginavate?

E’ proprio come ce lo immaginavamo anche perchè ci siamo occupati noi anche dell’artwork, Luca (batterista) e Spino (voce) in particolare.
La foto di copertina (fronte, retro e inside) in realtà è un collage di foto che abbiamo mescolato assieme per ottenere l’effetto che cercavamo. Volevamo insistere sul concetto di fabbrica per richiamare al nome del gruppo.
Le foto all’interno del booklet invece sono state scattate da Fabricio Selestrino Laurenco ( detto Ramones) e Paolo Dalto all’interno di un ex fornace da anni in disuso e abbandonata a se stessa. Quando l’abbiamo vista per la prima volta ce ne siamo subito innamorati tanto che, dopo alcuni mesi, ci siamo tornati per usarla come location del nostro videoclip “New life pt.II” in uscita a fine novembre.

7.    Mi chiedevo se le tracce contenute nel cd sono tutte nuove oppure qualcuna appartiene al vostro demo (o ep) ed è stata riarrangiata per l’occasione…

Ben 3 delle 5 tracce dell’EP  “Shadows of black” sono state riproposte nell’album e cioè “Lost in the snow”, “Nothing zero dead” e “New life pt.I”. Il motivo è principalmente la necessità di riproporle con una qualità superiore a quella dell’EP sia per quanto riguarda l’arrangiamento sia per quanto riguarda la registrazione. Tutti gli altri invece sono pezzi che abbiamo scritto nel periodo tra i due.
Poi, quando si devono scegliere dieci tracce da inserire in un disco non è mai un lavoro facile. Bisogna fare una cernita cercando di seguire un filo logico e a volte si finisce per escludere pezzi che invece avrebbero meritato di essere pubblicati.

8.    Essendo un lavoro autoprodotto devo dire che è molto professionale, manca solo il nome di un’etichetta discografica…come vi state muovendo in tal senso?

Il merito della qualità del prodotto va diviso con Nicolò Gasparini (ex Peter Punk, ora Scacciapensieri) del MusicCity Studio di Montebelluna (TV) che ha registrato e mixato le dieci tracce presenti nell’album fornendoci una consulenza molto importante anche su una serie di piccoli accorgimenti che hanno contribuito a migliorare il lavoro.
Per quanto riguarda il riconoscimento di un etichetta stiamo inviando il cd a svariate realtà grandi e piccole, così come alle varie agenzie promozionali e di booking. Stiamo a vedere quali saranno i riscontri. A dire la verità una proposta l’abbiamo già ricevuta, stiamo cercando di capire come accordarci ma per scaramanzia preferiamo non parlare ancora di questo…

9.    Immagino che non mancheranno le serate live per sponsorizzare a dovere le nuove tracce…

Infatti, non è così facile però riuscire a trovare date al giorno d’oggi, specie se fai metal e soprattutto se proponi pezzi inediti anziché cover…Ma scuse a parte ci stiamo muovendo per cercare date anche fuori da quello che è stato il nostro “raggio d’azione” in questi anni e cioè la zona del Veneto delle provincia di Treviso, Venezia e Belluno. Ci piacerebbe magari riuscire ad aprire per band importanti o comunque già lanciate nel panorama musicale.
Intanto abbiamo una data importante venerdì 25 novembre al Revolver di San Donà di Piave (VE), per chi fosse in zona…durante la quale presenteremo ufficialmente il nostro videoclip “New life pt.II”, ispirato al film culto “Fight club” e realizzato a fine estate da IrideVideo.

10.     Lascio a voi le battute finali per esprimere il vostro pensiero su 9 anni di MTF.
In bocca al lupo per tutto!

Prima di tutto vorremmo ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno seguiti nei concerti e non, in particolare Francesco degli Arkaios e Ramones delle Bambine barbute di donna concetta che hanno cantato come guests nel disco. Vorremmo citare anche Silvia e Ivan che hanno recitato nel video e tutti quelli che come voi sostengono il metal emergente.
Speriamo che i prossimi 9 anni ci regalino altrettante soddisfazioni…crepi il lupo!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Sedna – O (autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Recensioni


SEDNA – O (autoprodotto 2011)

Splendido esempio di come il black metal può ancora far male al giorno d’oggi. I Sedna sono una band proveniente da Cesena che ci offre questo gioiello black / doom / sludge da leccarsi i baffi.

Quattro intriganti tracce per una durata complessiva di 21 minuti che vi faranno piombare in un malessere mentale da brivido: l’alternanza di momenti plumbei,  malinconici  e sfuriate black metal mi hanno vagamente ricordato Burzum al top della sua forma, momenti che fanno subito salire in vetta la prima proposta discografica di questi giovani blacksters.

Quattro inni immersi nel buio più totale, sensazione percepita anche dalla visione dell’artwork.
Ep che i Sedna hanno deciso di metterle in free download per spargere il loro stato d’animo privo di speranze!

VOTO:  90 / 100

Tracklist:

1. Oblio
2. Spiral
3. Taedium
4. Rain on the Sun

Line Up:

•    Cast – chitarra
•    Taio – batteria
•    Elyza – basso
•    Nil – voce

Per l’ascolto o download gratuito ecco il link:

http://sednablack.bandcamp.com

Facebook:

http://www.facebook.com/Sedna.O

 

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Sedna – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Doom metal, Interviste


Sedna, band black metal proveniente da Cesena che con “O” sferra una carta vincente sotto ogni punto di vista, facciamo loro qualche domanda…

1. Benvenuti Sedna, una breve presentazione biografica ai nostri lettori

Sedna nasce concettualmente nel’ inverno del 2009 dalle menti di Elyza (basso) e Taio (batteria). Già l’ idea iniziale era “black”, senza compromessi, senza limiti di idee ne canoni dettati dagli standard del genere. Questa volontà ha iniziato a prendere forma prima con l’ ingresso di Cast (chitarra) nel maggio del 2010, poi con l’ aggiunta di Nil (voce), nel’ ottobre dello stesso anno. A febbraio il gruppo ha iniziato ad esibirsi live, arrivando a condividere il palco con gruppi del calibro di Shining (swe), Dornenreich, Agrypnie, Fearbringer; proponendo pezzi che sono andati a comporre “O”, primo demo autoprodotto della band pubblicato il 6 ottobre.

2. Come nasce il vostro moniker, e come mai intitolare il promo solamente “O”?

Sedna nasce in un logoro pomeriggio invernale. Una figura che concerne due entità: la dea Inuit dei mari nordici, e il decimo pianeta del sistema solare.
Univocamente una medaglia a due facce, proprio come suona la nostra composizione black metal, fredda e feroce, alla miscela di sludge e doom, distante e unica al momento stesso. Sedna rappresenta un’idea, un concetto mutabile nel tempo, un concept in evoluzione, un albero che si ramifica sempre più. Per quanto riguarda il titolo, “O” non è nè una lettera nè un numero. E’ la rappresentazione del concept intrinseco alla composizione, i pezzi sono da considerarsi in una successione logica, un insieme di immagini semplici per formare un unico disegno: O. Una ciclicità nera, equa, essenziale, da cui non potrai mai uscire.

3. Il vostro black metal misto a sonorità doom e sludge è qualcosa di raccapricciante (nel senso buono): qualità sopraffina e sapienza nel miscelare atmosfere plumbee e black metal primordiale nudo e crudo. Quale è il vostro segreto per tanta genuinità sonora?

Confidiamo molto nella naturalezza delle cose. Detto meglio; siamo quattro esseri parecchio differenti tra di loro, quando scriviamo un pezzo non ci poniamo limiti nello sperimentare o nell’ azzardare certe creazioni, ci affidiamo a ciò che ci viene fuori in maniera naturale, sapendo già che nella quasi totalità dei casi il tutto girerà sempre su un punto comune, a noi sconosciuto, che abbiamo e che ci lega nel crear e ciò che è Sedna. Di conseguenza emerge un sound misto, caratterizzato da parti sludge/doom (Nil e Taio), con contorni più post rock (Cast), sfociando in un indole black meta di base (Elyza).

4. Come mai la decisione di mettere il promo in download gratuito e non iniziare a distribuirlo alle varie etichette presenti in giro per il mondo?

Non facciamo musica per soldi o per diventare delle rock star. Noi vogliamo, diffondere il nostro verbo, vogliamo che più orecchie possibili vengano intrise del nostro suono. Di conseguenza non ci siamo posti il problema della distribuzione, ci sembrava in obbligo fare prima un passo intermedio per entrare con cautela in un mondo musicale fatto ormai troppo spesso solo di business. Abbiamo avuto la possibilità di registrare a costo zero, abbiamo preferito investire il denaro risparmiato in sede live, al fine di poterci spostare e poter suonare il più possibile. Così abbian messo il demo in free download, scegliendo di vendere a pagamento solo le copie fisiche.

5. Come nasce un vostro pezzo, prima sound o testo?

Solitamente lavoriamo con un cervello unico, partendo praticamente sempre da un idea astratta da poter concretizzare in forma di musica. Viene tutto dettato dal momento, fondamentalmente partiamo da un pensiero di Nil (voce), elaborato immediatamente da Cast (chitarra), sostenuto da Taio (batteria) e perfezionato da Elyza (basso). La nostra musica è già scritta, dobbiamo solo scoprirla di volta in volta; quando iniziamo un pezzo, questo si sviluppa velocemente in maniera pressoché naturale, ogni elemento sa già cosa fare. Con il passare delle prove, singolarmente andiamo perfezionando ognuno il suo strumento portando la canzone ad essere in continuo sviluppo fino all’ arrivo del suo apice.

6. Chi è l’autore dei testi, quali ritenete siano le vostre ispirazioni?

I testi di Spiral e Rain on the Sun sono opere di Elyza, riprese poi ed elaborate da Nil. Il brano di Taedium è scritto interamente da Nil.
Coloro che scrivono i testi agiscono in via separata…tuttavia mantengono sempre un punto comune legato ad un indole rassegnata e malinconica, piena di rabbia e furore. Possiamo considerare il nostro demo un “concept”, nel senso che pur essendo persone diverse, dedite allo stesso ruolo, siamo riusciti ad esprimere qualcosa di sempre simile, con lo stesso fulcro, seppur con espressioni e parole diverse. Cerchiamo semplicemente di esprimere il momento in tutta la sua ampiezza ciclica essenziale. Dall’ inizio, all’ inizio successivo.

7. Il vostro inizio carriera non poteva partire in maniera migliore, quanto dovremo aspettare per un full lenght vero e proprio?

Grazie, effettivamente non potevamo sperare di meglio.
Non ci siamo neanche posti il problema, ora come ora stiamo pensando a promuovere il più possibile questo nostro primo lavoro, alternando il tutto a momenti di composizione di quelli che saranno i prossimi pezzi, i quali andranno a comporre un concept successivo, un idea nuova, probabilmente un ep.

8. Il vostro art work si adatta benissimo al contesto musicale, mi ha ricordato in piccola parte anche quello di The Return dei Bathory, chi è l’artefice?

E’ una fotografia scattata da Nil durante una serata di prove. Uno scatto fortuito, quasi casuale, ad un fascio di luce proiettato per un istante sulla parete della stanza totalmente buia. La foto non ha subito ritocchi, o post-elaborazioni, è stata usata così com’è stata scoperta dopo lo scatto. L’abbiamo considerata perfettamente in linea con quello che stavamo creando nel frattempo, a tal punto da utilizzarla come copertina del demo.

9. In ambito live come siete messi?

Siamo saliti sul primo palco nel febbraio di quest’ anno (con gli Sloth Machine al Sidro club di Savignano a Cesena), da allora abbiamo fatto almeno una data al mese; contiamo già serate come quella con gli Shining (swe) al Rock Planet di Cervia o con i Dornenreich al Blake Lake pt.3 a Brescia. Ci piace suonare, cerchiamo di farlo il più possibile, infatti curiamo molto la scenografia live cercando di creare il meglio possibile l’ atmosfera che vogliamo trasmettere.
A novembre abbiamo 3 date: un minitour con Emrevoid ed Essenza l’11 e 12 novembre (rispettivamente Zoe di Milano e TacuTacu di Padova), il 19 novembre al Sidro Club di Savignano sul rubiconde (Cesena), con gli Hierophant ed i Void of Sleep, infine sempre con i nostri amici Emrevoid a Casa Pomposa a Rimini.

10. Liberi di aggiungere altro per concludere questa chiacchierata. In bocca al lupo per tutto e alla prossima!

Grazie a tutti coloro che stanno rendendo possibile tutto ciò.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Doom metal, Gothic metal, Interviste


Il gruppo Tethra è una fusione tra Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. La band registra un mcd dai connotati doom dal titolo “The Gates Of Doom”, poniamo loro le nostre domande…

1. Benvenuti ragazzi, l’appartenenza alle band menzionate in apertura credo che fungano già da presentazione, tuttavia volete far sapere ai nostri lettori chi si cela dietro a questo progetto e svelarci come è nata l’idea di formare i Tethra?

I Tethra sono un progetto nato nel 2008 da Belfagor, storico chitarrista degli Horrid, a cui si aggiunge Clode (ex Coram Lethe e Gory Blister) alla voce, Alex al basso (Ex Malus vivendi e Self Disgrace) e Mike alla batteria (Madhour, Sidhe, Vexed)

2. At the Gates Of Doom è un ottimo punto di partenza, doom che in certi momenti scava nei primi My Dying Bride rimanendo oscuro anche nella parti più gothic. Quali sono state le vostre ispirazioni principali?

Principalmente il doom in tutte le sue forme e influenze, così come delle frange di death metal down tempo. Potremmo citare tranquillamente primissimi Samael, Candlemass, Moonspell, Paradise Lost e tanti altri.


3. Quali argomenti preferite trattare nei vostri testi, ci fareste un track by track?

I testi di At the Gates of Doom sono tutti legati a stati d’animo ed esperienze piuttosto oscure, si parte con Everyone Must Die, che racchiude un pò il Tethra pensiero sulla vita e la morte e che si può riassumere così: non perdere tempo dietro ad inutili religioni e false credenze popolari perché l’unica cosa che da la vita è il sangue e prima o poi tutti noi siamo destinati a morire. La title track del mini descrive come in un quadro infernale la discesa attraverso il nero cancello delle anime destinate all’al di là, spaventate e tormentate del giudizio di quello che noi chiamiamo l’innominato. Arise from my Fate racconta di una di queste anime che non si rassegna a rimanere lontana dal suo corpo e si chiede se il suo sangue potrà mai riprendere la strada delle sue vene. My Agony invece parla di disagio interiore e solitudine estrema e di rabbia verso questa condizione che si protrae nel tempo.

4. Potete illustrarci cosa simboleggia l’artwork?

L’artwork, che è opera della bravissima Valentina Bucksch di Mooving Arts, che ha reso ottimamente l’idea che avevamo che era legata proprio al titolo del cd. Così potete vedere il fiume di anime dannate che viene assorbito dal nero cancello, poi in lontananza i fiumi infernali e Caronte pronto a traghettare gli sfortunati verso la loro ultima dimora.

4. Nonostante il vostro inizio non è affatto male, durante i vari ascolti ho avuto quella strana sensazione che il lavoro sia incompleto, come se ci si aspettasse qualcosa in più…. siete soddisfatti dell’esito finale oppure avreste modificato qualcosa?

Abbiamo registrato l’EP da Ossian degli Opera IX, come inizio è giusto che sia così, è pur sempre un mini di 5 brani, mentre invece nel prossimo cd avremo più spazio, trattandosi di un Full Lenght. Alla fine di una registrazione trovi sempre qualcosa che qui e lì cambieresti, ma alla fine credo che il risultato sia proporzionato agli intenti. Siamo comunque contentissimi del riscontro datoci da tante persone che ci seguono e ancora oggi son soddisfatti di “At The Gates of Doom”, il giudizio principale è sempre quello del pubblico

5. Live in supporto a ATGOD?

Finora ce ne son stati tanti, tra i quali il Masters of Doom in compagnia dei Saturnus, il Maximum Rock Fest con Sadist e Sepultura e abbiamo suonato con tanti altri professionisti, dai Folkstone ai Necrodeath, ce ne saranno ancora per tutto l’inverno, fino a che non andremo in sala di incisione

6. Progetti futuri? Tornerete a dedicarvi alle vostre rispettive band, oppure presto registrerete il successore di ATGOD?

Come ti dicevo prima stiamo finendo le composizioni dei brani che faranno parte del prossimo lavoro che uscirà nel 2012, Tethra è un progetto principale per tutti noi, ha la stessa importanza delle altre band, tenendo conto che ad oggi solo Belfagor con gli Horrid e Mike con le sue band sono impegnati in altri progetti. Siamo sotto contratto con il management con Eagle Booking, che si sta dimostrando un’agenzia professionale di alto livello.

7. Cosa ci dobbiamo aspettare con il successore di questo mini lavoro? Un suono ancora più doom o che altro?

Sicuramente le influenze doom saranno presenti nel prossimo cd, così come le influenze death e gothic (non quello sinfonico ma quello dei vecchi Paradise Lost), il nostro modo di comporre è sempre variegato, dando libero spazio a tutti i componenti della band, creando un mix unico e che abbia un suono “Tethra”

8. Tre aggettivi per descrivere ATGOD

Profondo, Oscuro, Potente

9. Siamo alle battute finali, lascio a voi le considerazioni finali. Alla prossima!

Anzitutto grazie a voi per lo spazio concesso e aspettatevi presto un nuovo lavoro oscuro e potente!
Stay Doom!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Morning Death – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Doom metal, Interviste, Progressive


Morning Death, gruppo death metal progressivo e strumentale con una vena malinconica che rende l’ascoltatore prigioniero dei loro riff penetranti. Unconsciousness è il secondo EP targato 2010.

1.    Salve ragazzi, cominciamo con la vostra breve biografia

Il nostro gruppo si è formato nel 2007 come gruppo strumentale. La formazione originale è per  ¾ la stessa di adesso, comprendente i 2 chitarristi Enrico Di Paola e Milo Trpevski, il batterista Branko Trpevski, ed un bassista. Dopo la defezione di quest’ultimo, dopo breve tempo, abbiamo suonato in trio, componendo 2 Ep e facendo una intensa attività live. Durante le registrazioni del secondo Ep abbiamo inserito un nuovo bassista, Daniele Neri, con il quale stiamo presentando live il nostro lavoro e, parallelamente, componendo nuovo materiale.

2.    Unconsciousness è il vostro secondo EP, quali differenze stilistiche si possono riscontrare tra questo e il precedente Metempsicosis?

Le differenze sono molteplici, e riguardano soprattutto il campo delle sonorità; è lì che abbiamo infatti concentrato i nostri maggiori sforzi compositivi, con l’obiettivo di raggiungere sonorità più ricercate e mature, ma anche più adattabili alle diverse influenze presenti nella nostra musica. Questa ricerca ci ha portato ad una maggiore sperimentazione, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di una forma-canzone più ampia e”flessibile”,in grado di spaziare in diversi generi; se vogliamo, di stampo più tipicamente post-rock.. In“Unconsciousness”infatti riescono a coesistere brani molto diversi fra loro, che coinvolgono sonorità tipiche del metal moderno, ma anche cercando di creare atmosfere più pacatamente cupe interrogative del proprio essere.


3.    La vostra proposta è suggestiva, malinconica e ammaliatrice, come mai la decisione di non avvalervi di un vocalist?

Il  percorso del nostro sviluppo musicale è per adesso tracciato nell’ambito esclusivamente strumentale; ed è così dall’inizio del progetto. Detto ciò, non escludiamo che in futuro, qualora riuscissimo a trovare un giusto”quinto elemento”alla voce,  potremo iniziare aggiungere un vocalist alla formazione per ora strumentale.

4.    Nella biografia ho appreso dell’entrata di un bassista non presente nel nuovo EP, elemento di cui fino ad ora ne avete fatto a meno, come mai?

L’assenza del basso nel nostro progetto è dovuta alla defezione del primo bassista, elemento che non siamo riusciti a sostituire degnamente in breve tempo. Per via di questo abbiamo suonato diverso tempo come trio, e, apprezzando comunque il nostro lavoro senza basso, abbiamo deciso di aspettare serenamente fino al momento, fatidico, in cui non avessimo trovato nella più totale convinzione il giusto elemento per completare il gruppo. E adesso pensiamo di averlo fatto con l’ingresso in formazione di Daniele.

5.    Ci descrivereste il vostro art work?

L’intero art work è incentrato sull’inconsapevolezza spirituale dell’individuo mentre scopre quella parte di sé da cui è scappato per tutta la vita. Una chimera onirica di animali e piante in continua evoluzione marciscente è un paradosso che descrive il dolore spirituale che si deve affrontare per crescere, marcendo come la mela sullo sfondo che ricorda un cuore sanguinante, ma accettando questa realtà e trasformandola in una guida, come gli occhi abbaglianti delle creature che sono la prima cosa ad essere notata nell’immagine

6.    State proponendo i nuovi pezzi dal vivo?

In questo momento stiamo principalmente componendo nuovo materiale in nuova formazione; ma stiamo comunque, contestualmente, facendo attività live proponendo il nostro Ep.

7.    La vostra musica è complessa ma facile da memorizzare, come nasce un vostro pezzo?

Un nostro pezzo nasce esclusivamente in sala prove; ed è un aspetto di cui siamo  molto fieri. Le canzoni vengono create e composte tutti insieme, a volte nascendo dall’idea individuale di qualche componente, ma più spesso invece dopo lunghe improvvisazioni in sala prove; improvvisazioni dalle quali traiamo spunto per comporre nuove canzoni, e dalle quali scegliamo la linea da seguire secondo l’idea generale che vorremo dare ad un nuovo pezzo.

8.    Dopo due EP, il prossimo passo sarà un full lenght?

Senz’altro ci piacerebbe cimentarci con un full-lenght dopo due Ep; comunque si vedrà a tempo debito.

9.    Qualche etichetta si è fatta avanti per proporvi un contratto?

Per adesso non ancora; qualora dovessimo ricevere qualche proposta interessante comunque,  la valuteremo senz’altro.

10.    Considerazioni finali…. A voi l’ultimo messaggio.

……………………………………………….

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Grieving Age – Intervista ( interview)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Interviste


italia

Abbiamo l’onore di presentarvi una stella nascente nel panorama doom metal proveniente dall’Arabia , che ha lavorato con due importanti personaggi come Dan Swano e Aaron Stainthorpe dei My dying bride! I Grieving Age alle prese con il loro primo full-lenght “In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus” ci concedono questa esclusiva intervista…

Risponde AHMED (Vocalist/ songwriter)

1)    Abbiamo su eraskor.com i Grieving Age , una band araba doom metal! Grazie per aver accettato la nostra intervista. Congratulazioni per la vostra musica. Raccontateci la storia della band e descriveteci la line up, per favore…

grieving age foto band

Tutto incominciò nell’agosto del 2003, quando Ghassan incontrò Ahmed in un negozio di musica a Rotana, dove Ahmed lavora. Fu subito chiaro che condividevano la passione per il metal e per il doom specialmente. Si incontrarono mesi dopo e discussero della scena locale metal in Arabia Saudita, e della possibilità di avere una band di medio successo. Ottobre 2004, in un momento di frenesia Ahmed chiama Ghassan che sembra aver passato il brutto periodo nel quale non si incontrarono e ne  parlarono.

Pochi mesi dopo,  la determinazione dei due incominciò a diventare sempre più visibile. Ahmed ebbe il compito di songwriter e cantante! Ghassan chitarrista principale! Il lavoro serio incominciò con una song intitolata “The house of gloomy Anna”, e dopo con un’altra traccia (Which was Un-named). Durante questo periodo i ragazzi incominciarono a pensare ad un nome che rappresentasse l’attitudine della band  e uscirono alcuni nomi (Weeping Winter, Dark vision) ma loro li ritenevano non originali. Dopo scoprirono che il loro nome (Grievin Age) era già contenuto in un loro testo! Dopo incontrarono Abdullah e subito piacque come suonava il piano e gli chiesero se gli interessasse suonare in una band come tastierista! Dopo Ghassan fece entrare nella band il chitarrista Ayman! Pensando alla registrazione andarono da Yazid batterista dei Panjiah e insieme a Khalid la demo venne completata a febbraio 2005! In questo periodo Dija si unisce alla band come secondo chitarrista/violinista, mentre Ayman ricopre il ruolo di bassista! “My hopeless river” riceve grandi recensioni dai metal fans in Arabia Saudita, Egitto e Lebanon! Lavorando al loro secondo progetto(Have i sinned) ci fu un ritorno alle radici death doom dove fu chiara e forte l’influenza dei My dying bride e dei primi Anathema. La line up poi cambiò per il lavoro della terza traccia (A nightmare within a nightmare) e anche recentemente Mohammed Shata si è unito come bassista, ma dopo lasciò la band per motivi personali e Ayman tornò di nuovo nei Grievin Age

2) Ascoltando le tracce di “In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus”, mi sono tornate in mente band come i primi Anathema, My dying bride, primi Paradise Lost, un vero viaggio nel passato! Quali sono le vostre influenze e le vostre band preferite al momento? C’è qualche band che ha cambiato la vostra vita?

Al momento le nostre band preferite sono le stesse band che ascoltavamo 10 anni fa ovvero My Dying Bride, Anathema, Mourning Beloveth, Novembre, November’s Doom, Swallow The Sun, Candlemass, Black Sabbath, Morbid Angel, Suffocation, Obituary e Neurosis.
I My Dying Bride  e gli  Anathema ci hanno totalmente cambiati! Noi abbiamo formato i Grieving Age proprio grazie all’amore per il loro Doom, ringraziamo e lodiamo tutti i grandi sforzi hanno fatto ?

3) Quali sono I temi delle vostre liriche? Esse sono molto lunghe e particolari, con molte parole affascinanti e oscure! Da dove  traete ispirazione per le vostre liriche?

Bene, non ho una strada diretta da seguire nella scritture dei testi ma, generalmente, esse contengono molta Morte e Oscurità. Prendo l’ispirazione dalle storie antiche, in particolare dalla mitologia.
4) Come create una vostra composizione? Chi si occupa della scrittura della musica e dei testi?

Ogni componente porta la sua idea e i suoi pensieri sulla prossima canzone e noi ci sediamo insieme e vediamo come sviluppare l’idea base.
Ognuno si occupa della composizione della musica, e ogni membro lavora sul suo strumento, io personalmente ho il dovere di scrivere le liriche.

5) Adoro l’intero disco. E’ davvero splendido : molto “doom oriented”, con un particolare charm, vero death-doom con un grande growl!

Queste sono cose che, gli amanti di queste sonorità, sicuramente apprezzeranno. Ma per chi non ha ancora ascoltato l’album, come lo descrivereste? Se  siete davvero dei fan del Doom-Death e amate le canzoni lunghe con un senso di dolcezza e misericordia ecco qui il vostro disco ;)

6) Ho letto sul vostro myspace che il mastering è stato fatto da un grande professionista, Dan Swano, e che l’intero artwork è stato creato da uno dei re del Doom Metal, Aaron Stainthorpe ( Il vocalist dei My dying bride, ndr). Penso che la qualità della registrazione è davvero buona e che l’artwork è davvero particolare e surreale. Come è stato lavorare con questi due grandi professionisti? Siete soddisfatti , e potete spiegare i significati del vostro artwork?

Avere a che fare con questi gentlemen è stata la più grande esperienza mai vissuta! 2 professionisti, umili e geniali musicisti! Siamo davvero felici dei risultati e Io credo che Dan Swano ha raggiunto il sound dei nostri sogni.
Per l’artwork preferisco che rimanga un mistero e che sia l’ascoltatore a fare le supposizioni per capire cosa diavolo sia. Non voglio guidare le persone, lascio che siano loro a capire ciò che vogliono e spiegare ciò che vogliono spiegare.

7) I Grieving Age vengono dall’Arabia : come è la situazione musicale li? (promozione, supporto e live). Qual è la vostra opinione sulla vostra scena underground, ci sono band che amate in maniera particolare?

Al momento la situazione è abbastanza negativa , nessun concerto live o supporto, noi stiamo ancora provando a cercare la nostra via con altre band, e speriamo che le cose cambino il più presto possibile.
Noi abbiamo delle band underground davvero valide e io personalmente amo e apprezzo la loro musica! Band come i Deathless Anguish, Wasted Land, Immortal Pain, Sound of Ruby, Creative Waste e i Sandstoned.

8) State pianificando un tour o qualche live? Avete mai suonato in Italia? Ho visto sul vostro myspace, tra le influenze, una grande nostra band : i Novembre. Cosa ne pensate di questa band? Vi hanno in qualche modo influenzato?

Si ci piacerebbe fare un tour! Specialmente in Europa e in Italia ; credo che la nostra musica sia adatta alle atmosfere europee più che in altre, ci sono delle pianificazioni ma ancora nulla di confermato ma probabilmente il tour avverrà nel 2010. Oh i Novembre, dannazione ( hell yeah ndr)!! Una delle migliori band di sempre, Classica (l’album) ha avuto una grande influenza nella nostra musica e nel nostro stile.

9) Come sta andando la promozione e le vendite di “In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus“ ? C’è un buon responso da parte dei fan del doom metal? Dove è possibile acquistare il vostro disco?

Potete acquistarlo via www.luggamusic.com e si stiamo avendo un buon responso dai fans del doom ma alla fine non tutti hanno amato il disco, abbiamo ricevuto una nutrita critica soprattutto per la lunghezza delle canzoni! :-)

10) Bene ragazzi, vi ringraziamo per questa intervista su ERASKOR.COM e per il tempo donatoci. Ancora una volta complimenti per il vostro full-lenght e vi auguriamo un grande successo! Vi aspettiamo in Italia…

Grazie per la vostra intervista,  apprezziamo molto il vostro supporto! E aspettateci nel 2010.

Responds  AHMED (Vocalist/ songwriter)

inglese

1)    We have on eraskor.com the Grieving Age, an Arabian doom-metal band! Thanks for accepting our interview! Congratulations for your music! Tell us band story and describe line up, please…

It all started back August/2003, when Ghassan met up with Ahmed in Rotana’s music store, where Ahmed works. It was clear they shared an appreciation of metal music in general and doom in particular, they met few times later ,discussed the local metal scene in Saudi Arabia ”which is unknown widely”, and the possibility of having a mid success band, they wanted to start something but due to circumstances they did not . October/2004, in a moment of pure impulse Ahmed called Ghassan it seemed completely out of the blue since the two have not spoken nor met in such a long time .

Immediately Ahmed started off by proposing the idea of starting a band again, they met up a few hours later Not wasting anytime and got down to working on the bands theme and headlines ,their determination was visible. Ahmed assigned song writer/lead vocal. Ghassan lead Guitarist. Ghassan suggested (Emad-Wasted land) as a drummer.

The serious work started with a song entitled (The house of gloomy Anna), rehearsing sessions lasted for weeks ,passionate and eager they began working on another track (Which was Un-named) during this time they were looking for a name to suit the band’s attitude, they came up with a few names such as (Weeping Winter, Dark Vision) But it felt unoriginal. Little they knew their name was already there ”Grieving Age” it was picked up from their own music lyrics the three agreed. While working on their single, they met Abdullah, They liked the way he played the piano and approached him with their band’s idea in a few days he joined playing on the keyboards.

Ghassan again made a suggestion but this time for a second guitarist, he thought who better for the job than Ayman(wasted land) ,He accepted and was welcomed. For some reason they neglected the two first songs, and chose to focus on their new one, titled (My River).

Looking to record they went to Yazid-drummer of Panjiah ”another Local band” , Along with Khalid(ex-Panjiah’s guitarist)which worked on the song as a sound engineer/producer, It was complete during one month end of Feb/2005. Re-titled under the name of (My Hopeless River) By that time Diya came from Al-Dhahran and joined the band as a rhythm guitarist/violinist, while Ayman held the bass position. My hopeless River received great reviews from the metal fans in Saudi Arabia, Egypt and Lebanon.

Working on their second project entitled (Have I sinned); they got back to their doom/death metal roots which were clearly their influenced by ”My Dying Bride and Old Anathema”. Diya’s impression was so obvious on this song, He did an astonishing job. The song was recorded as a live demo. Well known by now in the local metal scene the band got an invitation to perform in the SA Metal gig they couldn’t make it according to the band ”they didn’t have time”,

The line up has been settled for a while till they started working on the third track previously entitled, (A nightmare within a nightmare) And recently (Nocturnal realm of desolation), Mohammed Shata joined the band as a bassist after Aymans deparute to focus more on Wasted Land,Mohammed lasted for a short time then he left because some personal problems and Ayman came back again.

2) Listening tracks of ” In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus  ” I remembered bands  like first Anathema, My dying bride, first Paradise Lost, a really trip in the past! What are your influences and your favorite bands at moment? Is there any bands that changed your life?

At the moment our favorite bands are the same bands we used to listen 10 years ago which are My Dying Bride,Anathema,Mourning Beloveth,Novembre,November’s Doom,Swallow The Sun,Candlemass,Black Sabbath,Morbid Angel,Suffocation,Obituary and Neurosis.

My Dying Bride and Anathema totally changed us! We formed Grieving Age because of love we have toward their Doom,Cheers and thanks for all the great efforts they did :)

3) What are the themes of your lyrics? They’re very particular and long, with a lot of amazing and obscure words. Especially, which are  inspirations for your lyrics?

Well , I didn’t have a direct path to seek in writing the lyrics but usually it carries a lot of death and darkness! I get inspired by the ancient history specially the mythologies.

4) How You give birth to  your composition? Who is involved in writing of lyrics and music?

Each member brings his own idea and thoughts of the next song and we sit together and see how we can develop the basic idea.
We do all involve in music compositions  ,e ach member works on his own instrument, me personally take the duty of writing the lyrics.

5) I adore whole recording! It is amazing : very doomish, with a particular charm, true death-doom  with great growl!!! These are all things that, lovers of these sonorousness, surely appreciate! But..for who hasn’t listened your album yet, how would you introduce it?

If you truly a Doom Death fan and love the long songs with no sense of sweetness and mercy then here is your record  ;)

6) I read on your myspace the mastering has been done by a great professional, Dan Swano, and entire artwork has been created by one of the king of Doom Metal, Aaron Stainthorpe ( My Dying bride’s vocalist, ndr). I think that quality of recording is really good and artwork is very strange and surrealistic! How  was the work with these two professional like? Are you proud and satisfied, and  Can you explain meanings of artwork?

Dealing with those 2 gentlemen were the best expierence ever! 2 professional, humble and genius musicians! We are totally happy about the results and I believe Dan Swano reached the sounds of our dreams.
For the artwork I prefer leaving it puzzled and let the listener guessing what the hell all about . I don’t wanna guide people ,let them see what they want to see and explain what they want to explain.

7) Grieving Age comes from Saudi Arabia : how is musical situation there? (promotion, support and live)! What is your opinion about Saudi Arabia underground , are there bands you love in particular way?

At the moment the situation is kinda messy, no live concerts or support we still trying to dig our way out with the other bands, but oh well hopefully things get changed anytime soon.

We have a very good  underground bands and I personally love them and appreciate their music! Such as Deathless Anguish, Wasted Land, Immortal Pain, Sound Of Ruby, Creative Waste and Sandstoned.

8) Are you  planning a tour or any lives? Have  you ever played in Italy? I saw on your myspace, between influences, a name of a great our band : Novembre. What is your opinion about this band? Did they influence your music, too ?

Yes we would like to tour live! Especially in Europe and Italy , I believe our music fits the European atmosphere more than anywhere else, plans are running but nothing confirmed yet but most probably in 2010.
Oh Novembre, hell yeah!!One of the best bands ever, Classica ( the album ) had a great influence in our music and style.

9) How are going the  promotion and sales of  “In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus“? Is there a great response by doom metal fans? Where is possible buy your recording?

You can buy it via www.luggamusic.com and yeah we had a good response towards the album from the doom fans but definitely not all of them loved it, we received a handful criticisms specially about the songs length! lol

10) Well guys, we thank heartily for this interview on ERASKOR.COM  and for time granted!   Congratulations  for your full-length  and I wish a great success you! We wait your band in Italy…

Thanks a lot for the nice interview we do appreciate it! And expect us anytime in 2010.

(A cura di Marco Squillino)

{lang: ‘it’}

Vitales Exsequiae – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Interviste


Vitales Exsequiae, band proveniente da Taranto, al suo esordio discografico dal titolo “A Short Lived Hope”, un demo di quattro tracce di puro Doom Death onirico e funereo ben congeniato..

Risponde: (Marco Squillino – voce/chitarra)

1.    Ciao Marco, presentaci la band..

Ciao Ermanno innanzitutto ti ringrazio  di cuore per averci concesso questa intervista e ti ammiro per il supporto che dai quotidianamente alle band underground! Allora la band è formata da Marco Carbotti (chitarra) , un mio caro amico  e compagno di altri progetti precedenti; poi da Antonio Leggieri ( batteria) che è un polistrumentista e rese questa band realtà il Dicembre dell’anno scorso! Poi abbiamo il tastierista Luca Zecca e il bassista Vito Surgo che insieme ad Antonio , sono stati compagni di varie collaborazioni e  progetti passati e presenti ( Nebula , Arkhamian , Rebirth , DegenerArt )

vitales exsequiae foto band

2.    Da dove nasce il nome Vitales Exsequiae?

La gestazione del nostro monicker è stata molto lunga ma poi per caso, durante la lettura del “Decameron” di G.Boccaccio, mi è ritornato in mente, dopo averlo letto, il termine Esequie. Subito affascinato da questo vocabolo incominciai a cercare un valido aggettivo da accompagnare, che riflettesse la mia “filosofia”, e il “vitale “ fu il frutto di questa ricerca. Dopo decisi di tradurre tutto in latino per dare un significato più arcaico e funereo, nonché che richiamasse le tematiche doom. Ovviamente il nome Vitales Exsequiae non è solo un mero gioco di parole, ma nasconde vari significati! Ricollegandomi al pensiero leopardiano penso che la nostra vita sia una sorta di esequia vitale. Tutti potrebbero accusarmi di pessimismo ma questa, per me, è una considerazione solo di carattere filosofico; si, appoggio la poetica leopardiana della caduta degli ideali ma non per questo lascio spazio alla depressione, anzi l’uomo non dovrebbe dare mai adito a questo stato emotivo e lottare sempre portando avanti le proprie passioni.

3.    I vostri brani sono ben congeniati e semplici da memorizzare dopo pochi ascolti, su quali basi viene concepito un vostro pezzo?

Grazie per queste parole! Era ciò che volevamo, ovvero creare una sorta di mix fra le nostre influenze principali ( Doom Metal, Death Metal ) il tutto mischiato da una vena progressiva per dare più originalità e più scorrevolezza ai brani! Per noi il progressive non è musica per “musicisti matematici”, lo utilizziamo per creare varie atmosfere che spaziano dalle parti pulite a quelle death metal e per dare adito a una sorta di ricerca sperimentale nella musica, senza avere come unica preoccupazione quella di suonare in tempi dispari. Infatti amiamo le band progressive anni ’70 più che attuali band Prog Metal “barocche”. Di solito un nostro pezzo nasce dall’idea di qualcuno, anche un singolo riff o anche un’intera canzone a volte, che viene poi sviluppata e arrangiata. Una volta che la musica è pronta , procedo alla stesura della lirica che si basa sulle emozioni e sulle sensazioni che il brano mi comunica. Ho molto a cuore il binomio musica-lirica, tutte le nostre canzoni hanno un parallelo tra singolo riff e singola strofa.

4.    Quali sono le tematiche di “A Short Lived Hope”, è un concept?

“A Short Lived Hope” non è un concept-album anche se alcune tematiche sono collegate! “The Anatomy of Ineptitude” è un tributo al grande capolavoro letterario “Il Fu Mattia Pascal “ di Luigi Pirandello. Adoro quel libro, e quindi sono partito dal romanzo per poi finire a un testo che abbia più un punto di vista personale. Il tema è quello dell’inettitudine dell’uomo, della sua piccolezza e del sadismo del Fato. Quest’ultimo è un tema ripreso in “Requiem For A Dream” ispirato al capolavoro cinematografico di Darren Aronosky, regista che amo profondamente. Il cinema, insieme al doom metal, è una delle mie principali ispirazioni, infatti vi anticipo che siamo al lavoro su un nuovo brano con tematiche che scavano nella poetica di Wim Wenders nella sua opera “Fino Alla Fine del Mondo”. “Shallow Flower “ è stata scritta dalla nostra ex cantante Erika Martin. La tematica potrebbe essere spiegata meglio da lei quindi io mi limito a dire che in quel pezzo abbiamo voluto trasformare una poesia in musica. Leggendo il testo, mi lasciai andare alle sensazioni che mi trasmise e composi la musica in relazioni alle parole delle lirica, una sorta di “poesia musicata”. “Pale Morning, Then The Void “ è stato scritto a due mani, da Antonio Leggieri e da me, ma prevalentemente da lui. E’ un testo più novembrino e molto evocativo.

5.    Vi faccio i complimenti per l’artwork, bello nei colori opachi e molto decadente, chi è l’artista?

L’artista è Ereshkigal, una ragazza davvero talentuosa che ha saputo trasformare le nostre idee riguardo all’artwork in realtà, soprattutto nella creazione del logo che ben riassume il significato del nome Vitales Exsequiae e crea un interessante contrasto tra la parola Vitales, l’Ankh e la parola Exsequiae. Vi lasciamo il link al suo myspace e ci complimentiamo nuovamente per il suo lavoro : www.myspace.com/e_black_art

6.    Secondo te,  da 1 a 10, quanto è difficile farsi apprezzare come band doom, essendo ormai invasi da generi più “commerciali” appartenenti a differenti categorie di musica estrema?

Penso 10 e che sia molto difficile, ma credo altrettanto che sia inutile rimuginare su questa situazione e che bisogna lavorare duramente e il più possibile. Odio chi  fa di questa situazione un alibi per il proprio insuccesso: chiariamoci, purtroppo viviamo in una realtà “sociale – culturale”, che oltre a non conoscere il concetto di meritocrazia, tarpa le ali a molti artisti meritevoli (e non solo nel campo della musica), ma molte volte è lo stesso pseudo artista a non avere il coraggio di combattere questa situazione. In Italia però stiamo assistendo al proliferare di eventi live doom, al continuo nascere di VALIDE band che suonano questo genere e all’aumentare dei fan! Credo anche che sia un bene che il doom metal sia un genere più di nicchia, ciò non può che tenere sempre in vita la  “purezza” di questo genere che lascia da parte il concetto di commercialità, di posa e banalità che è presente in altri generi ( anche se ultimamente c’è qualcuno che lo fa). Bisogna lottare ragazzi e essere solidali, la musica non è un gara alla velocità o alla tecnica.

7.    Nel vostro myspace, ho letto di una data live svoltasi il 2 Giugno a Crispiano, in pratica è stato il vostro primo concerto, che sensazioni ricordi di quella sera e come ha risposto il pubblico?

Si è stato il nostro primo live. Beh, arrivati li siamo rimasti entusiasti dalla magnificenza del service e  dalla buona location ma purtroppo non siamo stati trattati alla pari di altre band: soundcheck brevissimo e  la solita mancanza di professionalità di qualche tecnico, roba di poco conto, visto che comunque la maggior parte dei fonici era professionale. Eravamo ben consci di suonare in un luogo non molto consono alla nostra proposta musicale ma è servito ad arricchire la nostra esperienza. Al di la di ciò avevamo una fortissima carica emotiva e credo che tutta la band ha dimostrato una dedizione profonda verso la musica, professionalità e umiltà che a mio parere non deve MAI mancare. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che ci hanno fatto suonare .

8.    Prossime date live? E con quali band underground ti piacerebbe dividere il palco un giorno?

Sono previsti per il futuro vari live che devono ancora essere confermati: si sta organizzando un sorta di mini festival per Halloween qui a Pulsano e poi noi, insieme ai Doomenicus, stiamo cercando di organizzare una sorta di serata a “tema” con altre band ma è ancora tutto da decidere e da definire. Ci sono una miriade di band underground con cui vorrei suonare: Grieving Age, Doomenicus, Shades Of Grey, Ira Del Baccano, Sesta Marconi, Endaemona, Embrace my Ruin, Evilive, Silvered, Il Pasto Nudo e un elenco vastissimo.

9.    Quali saranno i prossimi passi della band?

Al momento ci stiamo dedicando alla promozione di “A Short Lived Hope”, alla sua stampa e ai preparativi per l’inizio delle vendite! Contemporaneamente siamo già al lavoro sulla composizione di nuovi brani e su una cover per omaggiare i mostri sacri del genere. In seguito incominceremo a spedire la demo per cercare di trovare un contratto discografico con qualche etichetta e ci dedicheremo all’organizzazione di vari live.

10.    Rinnovo i miei complimenti per il vostro debutto, chiudete l’intervista come meglio credete…

Ermanno nuovamente grazie per il supporto che ci hai dato, e per averci permesso di farci conoscere dai lettori di ERASKOR! Ringrazio TUTTI coloro che si stanno complimentando per il nostro lavoro e coloro che ci supportano da molto tempo. Invito chi è interessato all’acquisto di “A Short Lived Hope”, a contattare la band al link www.myspace.com/VitalesExsequiae,  all’indirizzo email VitalesExsequiae@hotmail.it o ancora al mio indirizzo email Anathema87@hotmail.it .
DOOM ON!

Band:

Marco Squillino – voce, chitarra
Marco Carbotti – chitarra
Antonio Leggeri – batteria
Luca Zecca – tastiere
Vito Surgo – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}