Raven Tide, quartetto proveniente da Prato che si riaffaccia sulla scena con Echoes Of Wonder, primo full lenght dai suoni ragionati, dalla vena malinconica e soavemente aggraziata.
1. Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Eraskor.com, partiamo con una breve biografia per i nostri lettori
Ciao! Grazie a voi per averci dedicato questo spazio! I Raven Tide nascono nel 2009 principalmente dall’esigenza di convogliare in un progetto di musica originale tutte le singole esperienze e creatività. Tutti e quattro già suonavamo insieme da tempo in una tribute band attraverso la quale avevamo acquisito una discreta esperienza live e un affiatamento ben consolidato, ma come spesso succede, l’obiettivo finale era fare musica nostra. Fu così che nacque “Ever Rain”, il nostro primo Ep.
2. Dopo un ep apripista datato 2009, e la partecipazione in varie compilation, siete finalmente arrivati al debutto ufficiale. Soddisfatti al 100% di EOW?
Io credo che non esista musicista che riesca ad essere pienamente soddisfatto di una propria opera. Nell’arte in genere, l’idea iniziale è sempre troppo “sublime” per poter essere replicata esattamente nella realtà ma quello che posso dire è che Echoes of Wonder doveva essere il nostro biglietto da visita, onesto e diretto. Volevamo comunicare le nostre emozioni nella maniera più verosimile possibile e il sound “sincero” dell’album è stato il risultato. Adesso, abbiamo intenzione di dare un taglio assai più sperimentale e d’impatto alla nostra prossima creatura.
3. Il vostro sound possiamo interpretarlo come un gothic metal sinfonico ragionato, che fa il passo più lungo della gamba solo in Lucifer Bliss con la sua doppia voce pulita e growl. Come mai questa scelta di rimanere su livelli così soavi e non duettare maggiormente?
In effetti il duetto di voci su Lucifer Bliss è molto accattivante, ed era quello che serviva per rappresentare al meglio questo dialogo tra luce e ombra che si svolge all’interno del pezzo. Joe è stato perfetto e il suo growl è tecnicamente uno dei migliori che abbia mai ascoltato. Oltre a questo però non era nostra intenzione ripercorrere la strada ormai ben nota della doppia voce, se non in casi dove fosse veramente necessaria come in Lucifer. Questo non significa che non lo riproporremo in futuro, magari con qualche interessante collaborazione.
4. Domanda per Cheryl: la tua voce calda e coinvolgente la ritengo una colonna portante di questo progetto, senti i Raven Tide come una tua creatura oppure un unico corpo a quattro teste? Chi è stata la tua musa ispiratrice che ti ha spinto ad intraprendere questa carriera?
Ovviamente in questi brani c’è molto di me e della mia musicalità, ma il risultato finale è dato comunque dall’unione di tutti noi. Credo che il nostro sound e le sensazioni che suscitano i nostri pezzi sia il prodotto della combinazione di 4 sensibilità ed esperienze musicali diverse. Il mix di queste 4 teste crea il sound Raven Tide. Personalmente, credo di non aver esattamente scelto questa carriera, piuttosto è stato un cammino naturale vista l’importanza che la musica ha sempre avuto nella mia vita. Il mio approccio alla musica è stato di tipo classico, con studi di pianoforte e nozioni di composizione, ma non saprei dire esattamente cosa mi ha ispirato, visto che credo che si possa ricevere emozioni da tanti generi diversi e trovare stimoli ovunque.
5. Quali sono le tematiche dei vostri testi?
Le tematiche affrontate nei nostri testi sono le diverse emozioni umane. Una sorta di percorso interiore in cui si incontrano tutti gli stati d’animo che fanno parte della nostra vita, con l’invito a conoscere meglio la nostra parte nascosta per non perdersi nelle superficialità dell’esistenza.
6. L’artwork per certi aspetti è molto intrigante, descrivercelo…
Come abbiamo detto, al centro c’è la maschera che la società attuale ci impone come barriera dietro cui nascondere la nostra vera natura. L’atmosfera è fiabesca per richiamare invece la parte innocente di noi stessi, troppo spesso dimenticata che ci è indispensabile per non perderci.
7. Come mai la scelta di coverizzare Frozen di Madonna?
Frozen è uno di quei brani che a suo tempo ha suscitato un grandissimo interesse ed è sicuramente entrato nella storia della musica pop sia per le sonorità d’avanguardia che per il grandioso impatto visivo del video. Ci ha intrigato molto l’idea di reinterpretarlo a modo nostro, provando a dare una veste diversa al brano. In maniera diversa ognuno di noi era rimasto colpito da questa canzone ed è stato interessante capire come il suo fascino abbia abbattuto le barriere dei generi musicali arrivando alle sensibilità più diverse.
8. Siamo appena entrati in un nuovo anno, avete già pianificato qualche data live nella restante stagione invernale?
Attualmente ci stiamo concentrando sulla scelta di eventi significativi a cui partecipare. La nostra politica è quella di selezionare i live cercando di offrire il meglio in ogni nostra esibizione. Contemporaneamente alla promozione di EOW, stiamo già lavorando alle prossime idee e alla creazione di un videoclip.
9. Quali saranno i vostri passi futuri per realizzare il successore di EOW?
Come dicevamo, abbiamo già una base su cui stiamo lavorando. Non vogliamo accennare troppo, ma stiamo pensando a qualcosa di molto particolare e a un sound che ci permetterà far conoscere la nostra vera indole. Qualcosa di molto ambizioso e inatteso.
10. Grazie per la disponibilità a voi le conclusioni finali.
Grazie a te , è sempre un piacere poter parlare della nostra musica e condividere con tutti voi questa nostra grande passione.
(A cura di Ermanno Martignano)





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