Raven Tide – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Raven Tide, quartetto proveniente da Prato che si riaffaccia sulla scena con Echoes Of Wonder, primo full lenght dai suoni ragionati, dalla vena malinconica e soavemente aggraziata.

1.    Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Eraskor.com, partiamo con una breve biografia per i nostri lettori

Ciao! Grazie a voi per averci dedicato questo spazio! I Raven Tide nascono nel 2009 principalmente dall’esigenza di convogliare in un progetto di musica originale  tutte le singole esperienze e creatività. Tutti e quattro già suonavamo insieme da tempo in una tribute band attraverso la quale avevamo acquisito una discreta esperienza live e un affiatamento ben consolidato, ma come spesso succede, l’obiettivo finale era fare musica nostra. Fu così che nacque “Ever Rain”, il nostro primo Ep.

2.    Dopo un ep apripista datato 2009, e la partecipazione in varie compilation, siete finalmente arrivati al debutto ufficiale. Soddisfatti al 100% di EOW?

Io credo che non esista musicista che riesca ad essere pienamente soddisfatto di una propria opera. Nell’arte in genere, l’idea iniziale è sempre troppo “sublime” per poter essere replicata esattamente nella realtà ma quello che posso dire è che Echoes of Wonder doveva essere il nostro biglietto da visita, onesto e diretto. Volevamo comunicare le nostre emozioni nella maniera più verosimile possibile e il sound “sincero” dell’album è stato il risultato. Adesso,  abbiamo intenzione di dare un taglio assai più sperimentale e d’impatto alla nostra prossima creatura.


3.    Il vostro sound possiamo interpretarlo come un gothic metal sinfonico ragionato, che fa il passo più lungo della gamba solo in Lucifer Bliss con la sua doppia voce pulita e growl. Come mai questa scelta di rimanere su livelli così soavi e non duettare maggiormente?

In effetti il duetto di voci su Lucifer Bliss è molto accattivante, ed era quello che serviva per rappresentare al meglio questo dialogo tra luce e ombra che si svolge all’interno del pezzo. Joe è stato perfetto e il suo growl è tecnicamente uno dei migliori che abbia mai ascoltato. Oltre a questo però non era nostra intenzione ripercorrere la strada ormai ben nota della doppia voce, se non in casi dove fosse veramente necessaria come in Lucifer. Questo non significa che non lo riproporremo in futuro, magari con qualche interessante collaborazione.

4.    Domanda per Cheryl: la tua voce calda e coinvolgente la ritengo una colonna portante di questo progetto, senti i Raven Tide come una tua creatura oppure un unico corpo a quattro teste? Chi è stata la tua musa ispiratrice che ti ha spinto ad intraprendere questa carriera?

Ovviamente in questi brani c’è molto di me e della mia musicalità, ma il risultato finale è dato comunque dall’unione di tutti noi. Credo che il nostro sound e le sensazioni che suscitano i nostri pezzi sia il prodotto della combinazione di 4 sensibilità ed  esperienze musicali diverse. Il mix di queste 4 teste crea il sound Raven Tide. Personalmente, credo di non aver esattamente scelto questa carriera, piuttosto è stato un cammino naturale vista l’importanza che la musica ha sempre avuto nella mia vita. Il mio approccio alla musica è stato di tipo classico, con studi di pianoforte e nozioni di composizione, ma non saprei dire esattamente cosa mi ha ispirato, visto che credo che si possa ricevere emozioni da tanti generi diversi e trovare stimoli ovunque.

5.    Quali sono le tematiche dei vostri testi?

Le tematiche affrontate nei nostri testi sono le diverse emozioni umane. Una sorta di percorso interiore in cui si incontrano tutti gli stati d’animo che fanno parte della nostra vita, con l’invito a conoscere meglio la nostra parte nascosta per non perdersi nelle superficialità dell’esistenza.

6.    L’artwork per certi aspetti è molto intrigante, descrivercelo…

Come abbiamo detto, al centro c’è la maschera che la società attuale ci impone come barriera dietro cui nascondere la nostra vera natura. L’atmosfera è fiabesca per richiamare invece la parte innocente di noi stessi, troppo spesso dimenticata che ci è indispensabile per non perderci.

7.    Come mai la scelta di coverizzare Frozen di Madonna?

Frozen è uno di quei brani che a suo tempo ha suscitato un grandissimo interesse ed è  sicuramente entrato nella storia della musica pop sia per le sonorità d’avanguardia che per il grandioso impatto visivo del video. Ci ha intrigato molto l’idea di reinterpretarlo a modo nostro, provando a dare una veste diversa al brano. In maniera diversa ognuno di noi era rimasto colpito da questa canzone ed è stato interessante capire come il suo fascino abbia abbattuto le barriere dei generi musicali arrivando alle sensibilità più diverse.

8.    Siamo appena entrati in un nuovo anno, avete già pianificato qualche data live nella restante stagione invernale?

Attualmente ci stiamo concentrando sulla scelta di eventi significativi a cui partecipare. La nostra politica è quella di selezionare i live cercando di offrire il meglio in ogni nostra esibizione. Contemporaneamente alla promozione di EOW, stiamo già lavorando alle  prossime idee e alla creazione di un videoclip.

9.    Quali saranno i vostri passi futuri per realizzare il successore di EOW?

Come dicevamo, abbiamo già una base su cui stiamo lavorando. Non vogliamo accennare troppo, ma stiamo pensando a qualcosa di molto particolare e a un sound che ci permetterà far conoscere la nostra vera indole. Qualcosa di molto ambizioso e inatteso.

10.     Grazie per la disponibilità a voi le conclusioni finali.

Grazie a te , è sempre un piacere poter parlare della nostra musica e condividere con tutti voi questa nostra grande passione.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Alessandro Bevivino – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, death metal, Folk rock, Gothic metal, Interviste, Thrash metal


Intervista ad Alessandro Bevivino, cantante / chitarrista di Cyber Cross, Tron, The Fabulous Concerto, New Branch e I Corti Di Verbo Nero. Facciamo due chiacchiere con lui per sapere da dove trae tutta questa ispirazione artistica…

1. Ciao Alessandro, nuovamente benvenuto tra le nostre pagine

Ciao Ermanno, è un piacere essere nuovamente qui a parlare di musica.

2. Veniamo subito al sodo, Cyber Cross, Tron, The Fabulous Concerto, New Branch e I Corti Di Verbo Nero, da dove nasce tutta questa ispirazione musicale? Possiamo considerarti uno stacanovista a tempo pieno?

Diciamo di si, sono uno STACANOVISTA / SPERIMENTATORE, queste band o progetti solisti sono solo una parte (IMPORTANTISSIMA) di quello che faccio.
Mi piace muovermi in varie situazioni anche fuori dal contesto”ROCK è METAL” questo perché amo la musica in tutte le sue espressioni.
L’ispirazione nasce dal fatto che muoversi in vari ambienti musicali dà la possibilità di conoscere situazioni diverse, persone diverse, dunque diversificare, sperimentare e fondere le varie conoscenze, influenze musicali.

3. Di questi 5 progetti, quali dobbiamo considerare vere e proprie band e quali solo un side project generato per ammazzare il tempo?

Parlare di band vere e proprie è molto difficile, per me sono tutte ENORMI esperienze che mi danno l’incredibile fortuna di conoscere persone magnifiche con le quali mi diverto a fare musica.
I The Fabulous Concerto ahimè sono un’esperienza passata, con i TRON c’è un progetto in corso, con i CYBER CROSS forse ci sarà un new ALBUM tra qualche tempo, I CORTI / NEW BRANCH è un mio progetto acustico x cui non finirà mai, come il mio amore per la musica.

4. Vorrei soffermarmi un attimo su I CORTI DEL VERBO NERO, suppongo tu sia un amante dei film di Sergio Leone per aver messo su questo progetto musicale che spero avrà un seguito…

Io venero Sergio Leone e gli SPAGHETTI WESTERN in generale, musicalmente nasco con la musica WESTERN di quei film che mi hanno dato grandi emozioni, fin da piccolissimo 4, 5 anni.
Ci sarà sicuramente un seguito, anzi ci sto già lavorando.

5. Illuminaci sul cd bonus “Disco Samurai”, il sound sembra andare nella stessa direzione dei ICDVB, quali sono le differenze?

DISCO SAMURAI è la continuazione de I CORTI DI VERBO NERO, ho diviso i due cd per dare modo agli ascoltatori di assimilare con calma la musica, se i 2 dischi fossero stati messi in un unico cd (penso io) che per chi non è amante del genere sarebbe stato difficoltoso arrivare alla fine. Come se a uno che non ascolta musica METAL gliène facessero ascoltare un’ora di seguito forse non gli piacerebbe.

6. Parliamo Dei Cyber Cross: “Mega Trip” ha visto la luce nello scorso 2010 ed ora siamo alle soglie del 2012, bolle qualcosa in pentola? E’ previsto un nuovo album?

Come sopra scritto forse in futuro, ma attualmente siamo tutti impegnatissimi con i nostri progetti.

7. Una domanda di curiosità, Revolution Counter è una cover? Lo reputo un pezzo fantastico ma non saprei immaginare quale band possa averla suonata…come mai è presente solo in versione live?

No, non è una cover, sono felice che ti piaccia, la versione live è una mia trovata, un’anticipazione della versione reale che già sta andando in rotation in qualche piccola emittente radio, ma non voglio anticipare nulla.
Ti posso dire che REVOLUTION COUNTER l’ho fatta e registrata nel 2002 ed era già stata inserita nell’album NEW BRANCH del 2005 (Stessa versione).

8. Quali di questi progetti (apparte Cyber Cross) hai già portato o porterai su un palco per la dimensione live?

Li ho gia portati tutti tranne i TRON che non mancherò di portare spero entro breve, per quanto riguarda I CORTI e New Branch essendo miei progetti solisti faccio tantissimi live, sono agevolato dal fatto di poter muovermi da solo, oppure in duo, trio o band di 5 elementi.

9. Tra tutti i progetti messi in piedi possiamo dire che hai toccato gran parte degli stili del metal e del rock, dobbiamo aspettarci ancora qualche nuovo progetto o pensi che 5 sia il numero perfetto?

Entro breve uscirà ancora qualche altro mio progetto, ti anticipo il titolo MINIMAL CROSS / ALEX B. PROJECT

10. Considerazioni finali, libero di lasciare un messaggio ai tuoi fans. Alla prossima e in bocca al lupo per tutto!

Ringrazio di cuore tutti gli amici e i musicisti che mi seguono e mi sopportano, ringrazio te Ermanno per la possibilità che mi dai di far conoscere la mia musica, ringrazio i tuoi lettori e tutta la redazione di ERASKOR. Sicuramente ci troveremo in LIVE (Questa è una MINACCIA) HA HA HA.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Dark Age – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Gothic metal, Interviste, Progressive


Dark Age, band che nel 1991 esordì con Saturnalia. Dopo varie vicissitudini e cambi di line up, tornano con un’opera prima che ci auguriamo raggiunga il successo che merita: Teumman (part one).

1.    Benvenuti Dark Age, sono trascorsi 20 anni dal vostro unico album. Probabilmente alcuni si ricorderanno di voi ma la nuova generazione di metallari sicuramente no, volete farci un breve resoconto della vostra storia?

R: Beh che dire… il primo embrione della band prende vita nel lontano 1982 ma la prima formazione stabile è quella che ha portato alla realizzazione del primo album “Saturnalia”. E’ un disco realizzato da musicisti giovani e per certi versi inesperti, ovvio che questi difetti sono poi usciti nell’album; non vogliamo certo rinnegare nulla del passato, ma il fatto che poco tempo dopo la line up di Saturnalia ha cominciato a perdere elementi per strada è segno che alcune scelte non erano di sicuro le migliori. Abbiamo passato poi qualche anno tra vari cambi di formazione limitandoci a suonare covers fino all’arrivo di Davide alla voce. Da subito era maturata l’idea di un nuovo lavoro ma purtroppo abbiamo atteso ancora per avere le persone giuste. Eccoci quindi al 2008: Angela entra in sala prove e porta con se il fratello Carlo che si siede alla batteria… tutti pronti per Teumman.

2.    Veniamo subito a Teumman, quali differenze sostanziali si possono percepire tra questo lavoro e Saturnalia?

R: Sostanzialmente sono due lavori molto diversi tra loro e difficili da paragonare. Come già accennato Saturnalia è un lavoro che presenta dei limiti, in parte per la tenera età ed inesperienza dei musicisti, ma anche per i tempi ristretti che avevamo a disposizione per realizzarlo. Teumman è un’opera più complessa sia nella struttura che negli arrangiamenti; i temi principali e i riff sono nati sì da idee spontanee ma, trattandosi di un concept, è stato necessario impiegare molto tempo per costruire passo dopo passo ogni brano e con esso la storia che lo accompagna e curare gli arrangiamenti nei minimi particolari. Le registrazioni infatti sono durate sei mesi durante i quali si è creata un’ottima intesa con il fonico della sala d’incisione che è diventato il sesto elemento della band in quanto si è dimostrato subito entusiasta delle nostre idee aiutandoci al meglio per portarle a termine.


3.    A quanto si capisce, questa è solo la prima parte, quando potremo ascoltare la seconda parte?

R: Il materiale che avevamo pronto al momento delle registrazioni era troppo per poter stare in un unico cd quindi abbiamo pensato di dividere la storia in due parti creando così anche la suspance dell’epilogo. La seconda parte è già in lavorazione abbiamo molta “carne al fuoco” come si suol dire. Il nostro intento è di far uscire il seguito entro il 2012, salvo imprevisti, anche perché la prima parte si interrompe proprio nel pieno della tensione del protagonista, non vediamo l’ora di raccontare il finale.

4.    Il vostro progressive rock, radicato nel metal classico, ha una eleganza sopraffine e raramente alzate il tiro come in Oath. Perché questo pezzo è più “cattivo” del resto delle songs?

R: La musica nelle nostre canzoni è strettamente legata al significato del testo. Molti arrangiamenti sono stati concepiti chiudendo gli occhi e immaginando il sipario che si apre e compaiono gli attori quindi la musica fa da colonna sonora alle scene che si susseguono. Oath è il momento del patto che Teumman fa col Signore dell’Oscurità quindi il momento fondamentale della vicenda una scelta che lascia il segno come un riff “cattivo” di chitarra e un quattro quarti a martello di batteria a sostegno dell’ aggressiva linea vocale.

5.    Quali sono state le vostre maggiori  influenze che vi hanno indotto a plasmare questo sound intimista e incisivo? Non vorrei dire un’eresia, ma a mio avviso il progressive rock italiano è ben presente in voi, dico bene?

R: Hai perfettamente ragione! Il progressive rock italiano fa parte dell’infanzia di tutta la band nessuno escluso! Oltre a questo di sicuro ha influito il metal degli anni ’80, la musica classica, il prog metal moderno anche se dire con precisione quali sono state le nostre maggiori influenze è difficile date le numerose differenze tra i membri della band. Tutti e cinque arriviamo dalle più diverse esperienze musicali e quando abbiamo iniziato a lavorare a Teumman mettendole insieme si è creata una miscela che ci ha soddisfatto molto al punto che nessuno di noi cambierebbe una sola nota del cd.

6     Nella recensione  ho voluto solo accennare il concept di Teumman per lasciare un alone di mistero e curiosità, volete completare voi l’opera riassumendo il tutto?

R: Tutta la vicenda è circondata da un alone di mistero a maggior ragione la prima parte che viene interrotta proprio nel momento di massima tensione.
Il sipario si apre su un campo di battaglia alla fine di uno scontro sul quale giacciono i cadaveri di vincitori e vinti. Ma un’ombra si aggira nel silenzio in cerca di un corpo per portarlo con sé negli inferi. Il corpo è quello di Teumman, principe elamita caduto in battaglia. Egli si ritrova nel Regno dei Morti e davanti a lui c’è Oriax, un demone che gli annuncia la possibilità di evitare la dannazione eterna. Entra in scena Berkaal, il Signore dell’Oscurità, che propone al principe un patto: se accetta di tornare sulla terra e far innamorare di sé Namrad, la fedele sposa del re assiro Agares, facendo così in modo che ella perda la sua anima, avrà in cambio l’immortalità. Teumman accetta, torna sulla terra e si presenta al palazzo di Re Agares. Il Re lo accoglie come un figlio ma un oscuro presagio gli ottenebra l’animo. Una volta a palazzo il principe incontra Namrad e sente nascere un forte sentimento nei suoi confronti che lei ricambia a sua volta e subito dopo è dilaniato dal dubbio perché si sente in colpa per essere parte di questo inganno. A questo punto evoca Berkaal e gli manifesta la sua intenzione di rinunciare al patto, ma ormai non può più tirarsi indietro, non gli resta che portare a termine il suo compito… e sui violenti scambi di battute di Regret la storia si interrompe…

7    Quale è il pezzo contenuto in Teumman che secondo voi può rappresentare al meglio il vostro ritorno sulle scene con una line up rinnovata e così affiatata?

R: Risposta difficile… ognuno di noi sceglierebbe un brano diverso! Questo a testimonianza di quanto sia eterogenea la band. Se proprio dobbiamo scegliere diciamo Battlefield. E’ il brano che per noi ha maggiore significato sia perché segna l’inizio della storia sia perchè è stato il primo brano al quale abbiamo lavorato insieme, suonarla dal vivo ci emoziona ogni volta.

8    Avete in programma dei live in supporto al nuovo album?

R: Pensa che il cd è uscito il 13 maggio e il 14 abbiamo avuto la data di presentazione. Tempismo perfetto! E da li non ci siamo più fermati fino a fine agosto, adesso stiamo pianificando alcune serate per la stagione invernale anche se vogliamo rallentare un po’ la frequenza per lasciare lo spazio al completamento della “part 2”.

9    Quello che abbiamo potuto ascoltare è materiale dopo la reunion, oppure qualche song è stata concepita in passato e riarrangiata per l’occasione?

R: Possiamo dire che in realtà non si tratta di “ reunion” in quanto la band è comunque rimasta attiva in tutti questi anni nonostante l’avvicendamento di diversi musicisti. L’idea di quest’opera è nata nelle menti di Davide e Simone e qualche tema risale a parecchi anni fa, tuttavia ascoltando quei primi riff rispetto al risultato finale è più corretto dire che il lavoro più grande è stato svolto dall’attuale formazione.

10    Siamo in chiusura….
In bocca al lupo, a voi le considerazioni finali…

R: crepi il lupo! Ti ringraziamo per la chiacchierata. Vogliamo solo aggiungere che cercheremo mantenere l’impegno di esibirci il più possibile in live che è il nostro divertimento maggiore anche perché pensiamo che dal vivo si possa trasmettere la vera anima di Teumman. Siamo coscienti che il periodo non è dei migliori, viviamo in un’epoca dove gli spazi per suonare sono limitati, ma confidiamo nel fatto che ci siano ancora persone che supportano la musica originale.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Winterage – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Folk metal, Gothic metal, Interviste


Winterage, giovane e promettente band alle prese tra metal sinfonico e folk. Primo promo di sei tracce che rievoca film capolavoro dal sapor medioevale, un inizio che fa ben presagire per il futuro della band.

1.    Salve ragazzi, benvenuti sul blog di Eraskor.com, iniziamo con una presentazione della band

Ciao, grazie per la disponibilità e l’accoglienza!
I Winterage sono un gruppo nato nel 2008 dalla comune idea del violinista Gabriele e del tastierista Dario i quali, subito arruolando il chitarrista Riccardo, cugino di Dario, iniziano la composizione dei primi brani, ispirandosi a gruppi dal sound Power Epic e Symphonic. Col tempo entrano stabilmente a far parte della band il batterista Davide ed il bassista Matteo, a completare la formazione per iniziare ad esibirsi sui palchi locali genovesi. Particolarità della band è quella dell’utilizzo del violino, il quale interseca le sue melodie con quelle della voce e lo sviluppo con esso di un sound principalmente Power Symphonic sempre più ricercato.

2.    Il vostro primo ep sa farsi piacere ben presto, il mix tra metal sinfonico e ballate folk si rivela vincente. Quali sono state le vostre fonti di ispirazione?

Ogni membro porta nel gruppo le proprie influenze musicali, ciò assicura un sound molto vario ed originale. Principalmente, per la composizione dei brani la band si ispira a gruppi come Rhapsody of Fire, Stratovarius, Haggard, Sonata Arctica, Nightwish, Turisas…e molte altre bands Power e Symphonic, ma sempre con un forte attaccamento alla musica classica, rinascimentale e folkloristica.

3.    Sei tracce, la maggior parte strumentali, scelte con casualità o con una scelta ponderata per dar maggior risalto al sound?

Inizialmente il progetto è nato strumentale, dove il violino si sostituiva alla voce. Molte delle nostre canzoni perciò sono nate interamente strumentali, con l’intento di creare un sound originale e vario. Con il tempo però ci siamo resi conto, sia in fase compositiva che live, che l’aspetto vocale avrebbe dato una marcia in più alle nostre canzoni. Così, in previsione delle registrazioni dell’EP abbiamo deciso di iniziare ad inserire anche qualche linea vocale, sempre però rimanendo fedeli a quella che era l’idea iniziale del progetto. Essendo rimasti soddisfatti del risultato ottenuto, stiamo continuando a comporre brani vocali, giungendo anche a canzoni con una linea vocale completa.

4.    Nel booklet ho visto che vi siete avvalsi di più collaboratori, volete presentarli voi ai nostri lettori?

Certo: per assicurare al sound un maggiore aspetto sinfonico ci siamo avvalsi di alcuni collaboratori esterni al gruppo. Il cantante Daniele Zampelli che ha registrato le voci maschili; il soprano Silvia Traverso, la quale con molta versatilità ha registrato sia parti prettamente liriche che non; il violoncellista Giacomo Biagi e la flautista Elisabetta Boschi, i quali con i loro strumenti hanno reso più realistiche le atmosfere e le parti sinfoniche dell’EP.

5.    Quanto tempo ha richiesto la preparazione del promo?

La preparazione dell’EP ha richiesto parecchi mesi: anche se le tracce erano già state composte, per una migliore resa sono state molto approfondite, studiate ed arrangiate. Le registrazioni sono durate circa un mese ed è proprio in questa fase che ci si rende conto di quanto sia difficile fare musica ad un buon livello. Infine comunque, il risultato, dal nostro punto di vista, è stato soddisfacente.

6.    Le registrazioni sono avvenute nei rinomati Nadir Studio di Tommy Talamanca, soddisfatti del risultato finale? Quanto è stato importante il contributo di un veterano della scena come Tommy?

Il contributo di Tommy è stato fondamentale. Dobbiamo molto a lui che, con grande professionalità, aiuti, consigli e una buona dose di simpatia è riuscito ad insegnarci molto. Il suo lavoro è stato incredibile: si è occupato infatti sia delle registrazioni di tutti gli strumenti, sia dell’editing che del mastering, in modo professionale, onesto e soprattutto disponibile ed aperto a tutte quelle che erano le esigenze della band…ed il risultato finale è stato sorprendente. Insomma, consiglio a tutti di lavorare con lui e con i suoi collaboratori, assicurando un ottimo prodotto ricavato con onestà e grande professionalità.

7.    Live in promozione al promo?

Il gruppo si sta muovendo per promuovere l’EP con dei live, nella scena genovese e ligure cominciando già dai primi di Settembre. Purtroppo però nel nostro territorio non è facile ottenere delle date: sotto questo aspetto Genova è carente ed i gruppi underground faticano ad ottenere una certa risonanza.

8.    Nessuna etichetta si è fatta avanti per proporvi un contratto?

Ci stiamo muovendo anche sotto questo aspetto, abbiamo spedito l’EP ad alcune etichette italiane e stiamo cercando di promuoverlo in molti modi per farci conoscere il più possibile. Comunque è ancora presto, l’EP è uscito a Giugno e il gruppo sta lavorando sui nuovi pezzi.

9.    Quali sono i vostri progetti futuri?

A partire da ora vogliamo far conoscere il più possibile la nostra musica per mezzo dei live, in collaborazione anche con gruppi già abbastanza affermati in Italia; al contempo lavorare sui nuovi brani cercando di mantenere una buona dose di originalità e di ottenere un livello tecnico e compositivo superiore, per poter poi registrare un full-lenght, prodotto da qualche piccola casa discografica.

10.    Grazie per averci dedicato parte del vostro tempo, lascio a voi le conclusioni di questa chiacchierata.

Grazie a te per la disponibilità! Spero che grazie a questa intervista e recensione altre persone possano apprezzare la nostra musica! Un saluto e grazie ancora!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Doom metal, Gothic metal, Interviste


Il gruppo Tethra è una fusione tra Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. La band registra un mcd dai connotati doom dal titolo “The Gates Of Doom”, poniamo loro le nostre domande…

1. Benvenuti ragazzi, l’appartenenza alle band menzionate in apertura credo che fungano già da presentazione, tuttavia volete far sapere ai nostri lettori chi si cela dietro a questo progetto e svelarci come è nata l’idea di formare i Tethra?

I Tethra sono un progetto nato nel 2008 da Belfagor, storico chitarrista degli Horrid, a cui si aggiunge Clode (ex Coram Lethe e Gory Blister) alla voce, Alex al basso (Ex Malus vivendi e Self Disgrace) e Mike alla batteria (Madhour, Sidhe, Vexed)

2. At the Gates Of Doom è un ottimo punto di partenza, doom che in certi momenti scava nei primi My Dying Bride rimanendo oscuro anche nella parti più gothic. Quali sono state le vostre ispirazioni principali?

Principalmente il doom in tutte le sue forme e influenze, così come delle frange di death metal down tempo. Potremmo citare tranquillamente primissimi Samael, Candlemass, Moonspell, Paradise Lost e tanti altri.


3. Quali argomenti preferite trattare nei vostri testi, ci fareste un track by track?

I testi di At the Gates of Doom sono tutti legati a stati d’animo ed esperienze piuttosto oscure, si parte con Everyone Must Die, che racchiude un pò il Tethra pensiero sulla vita e la morte e che si può riassumere così: non perdere tempo dietro ad inutili religioni e false credenze popolari perché l’unica cosa che da la vita è il sangue e prima o poi tutti noi siamo destinati a morire. La title track del mini descrive come in un quadro infernale la discesa attraverso il nero cancello delle anime destinate all’al di là, spaventate e tormentate del giudizio di quello che noi chiamiamo l’innominato. Arise from my Fate racconta di una di queste anime che non si rassegna a rimanere lontana dal suo corpo e si chiede se il suo sangue potrà mai riprendere la strada delle sue vene. My Agony invece parla di disagio interiore e solitudine estrema e di rabbia verso questa condizione che si protrae nel tempo.

4. Potete illustrarci cosa simboleggia l’artwork?

L’artwork, che è opera della bravissima Valentina Bucksch di Mooving Arts, che ha reso ottimamente l’idea che avevamo che era legata proprio al titolo del cd. Così potete vedere il fiume di anime dannate che viene assorbito dal nero cancello, poi in lontananza i fiumi infernali e Caronte pronto a traghettare gli sfortunati verso la loro ultima dimora.

4. Nonostante il vostro inizio non è affatto male, durante i vari ascolti ho avuto quella strana sensazione che il lavoro sia incompleto, come se ci si aspettasse qualcosa in più…. siete soddisfatti dell’esito finale oppure avreste modificato qualcosa?

Abbiamo registrato l’EP da Ossian degli Opera IX, come inizio è giusto che sia così, è pur sempre un mini di 5 brani, mentre invece nel prossimo cd avremo più spazio, trattandosi di un Full Lenght. Alla fine di una registrazione trovi sempre qualcosa che qui e lì cambieresti, ma alla fine credo che il risultato sia proporzionato agli intenti. Siamo comunque contentissimi del riscontro datoci da tante persone che ci seguono e ancora oggi son soddisfatti di “At The Gates of Doom”, il giudizio principale è sempre quello del pubblico

5. Live in supporto a ATGOD?

Finora ce ne son stati tanti, tra i quali il Masters of Doom in compagnia dei Saturnus, il Maximum Rock Fest con Sadist e Sepultura e abbiamo suonato con tanti altri professionisti, dai Folkstone ai Necrodeath, ce ne saranno ancora per tutto l’inverno, fino a che non andremo in sala di incisione

6. Progetti futuri? Tornerete a dedicarvi alle vostre rispettive band, oppure presto registrerete il successore di ATGOD?

Come ti dicevo prima stiamo finendo le composizioni dei brani che faranno parte del prossimo lavoro che uscirà nel 2012, Tethra è un progetto principale per tutti noi, ha la stessa importanza delle altre band, tenendo conto che ad oggi solo Belfagor con gli Horrid e Mike con le sue band sono impegnati in altri progetti. Siamo sotto contratto con il management con Eagle Booking, che si sta dimostrando un’agenzia professionale di alto livello.

7. Cosa ci dobbiamo aspettare con il successore di questo mini lavoro? Un suono ancora più doom o che altro?

Sicuramente le influenze doom saranno presenti nel prossimo cd, così come le influenze death e gothic (non quello sinfonico ma quello dei vecchi Paradise Lost), il nostro modo di comporre è sempre variegato, dando libero spazio a tutti i componenti della band, creando un mix unico e che abbia un suono “Tethra”

8. Tre aggettivi per descrivere ATGOD

Profondo, Oscuro, Potente

9. Siamo alle battute finali, lascio a voi le considerazioni finali. Alla prossima!

Anzitutto grazie a voi per lo spazio concesso e aspettatevi presto un nuovo lavoro oscuro e potente!
Stay Doom!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Graves Of Nosgoth – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Gothic metal, Interviste


Graves Of Nosgoth, band romagnola che con il suo debutto Ex Tenebris Ad Lucem ha fatto il botto! Un lavoro ricco di atmosfere e genialità da non sottovalutare.. sarà nata una stella?

1.    Benvenuti sul blog di Eraskor.com ragazzi, rompiamo il ghiaccio con le presentazioni…

Risposta 1: Ciao! Innanzitutto grazie per averci dato l’onore di poter rispondere alle tue domande; cogliamo l’occasione per ringraziare tutto lo staff di Eraksor.com!
Siamo qui tutti quanti: Io (Giammarco), Mirko, Luca, Thomas ed Eleonora. Lei è entrata da poco a far parte della band come seconda chitarrista, per questo non appare nell’album. Ne approfittiamo per darle il primo benvenuto pubblico, se così si può definire!
Che dire, per non farla troppo lunga diciamo che tutti quanti siamo ragazzi con grande voglia di suonare e divertirsi, ragazzi che considerano la musica una grande opportunità e una grande sfida.

2.    Da dove nasce il moniker Graves Of Nosgoth?

Risposta 2: Nome non così usuale, vero ? (ride, nda.) Nosgoth è sicuramente un nome conosciuto per tutti coloro (nerd e non) che hanno avuto l’onore di giocare al videogioco Legacy of Kain, per tutti gli altri… beh, giocateci!
La prima parte del nome invece si riferisce direttamente al genere che proponiamo, che, pur essendo abbastanza vario, si ricollega direttamente al filone Death Metal. Cinque tombe sono l’ideale per parlare di morte, dico bene ? (ride, nda.)


3.    Devo farvi i miei sinceri complimenti, Ex Tenebris Ad Lucem è un capolavoro, ci si trova di tutto dentro: death, black, heavy, progressive e rock. Un minestrone (prendetela come complimento ndr.) cucinato dal migliore degli chef italiani, non credete?

Risposta 3: Siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto. E’ stata una sorpresa anche per noi, la New Idols ci ha contattati alla sprovvista (e questo ha incrementato il piacere nel ricevere questa richiesta) e abbiamo iniziato a lavorare sodo fin da subito, il che ha portato all’incisione di quelle nove tracce (già tutte presenti nel repertorio prima della richiesta) che ognuno può sentire ora!

4.    Ogni song sembra vivere di luce propria, passando dal death, all’heavy classico, poi al black e ancora al prog, per concludere con la versione rock (per via della timbrica vocale) e acustica di The Fallen Hope. In sede di recensione ho accostato a voi le seguenti influenze: Entombed, Dark Tranquillity, Morbid Angel, Immolation, Vader, Enslaved, Anathema, Edge Of Sanity, Diabolical Masquerade….mi sono avvicinato?

Risposta 4: Esattamente! Non tutti ascoltiamo queste band, ma dobbiamo proprio ammettere che prendendo un pizzico di note da ognuno degli artisti da te nominati si arriva più o meno a ciò che abbiamo creato. Siamo stati accostati ai Dark Tranquillity parecchie volte e pensa che non li ascoltiamo nemmeno così di frequente! (ride nda.). Il fatto che ogni canzone si regga in piedi autonomamente senza per forza dover dipendere dalle altre è una cosa che è nata da sé e sicuramente dal fatto che queste canzoni non sono state scritte tutte nello stesso periodo, anche se uno dei nostri obbiettivi è quello di evitare la monotonia compositiva, che a nostro avviso costituisce uno dei difetti che una band può avere.

5.    Quali temi trattano le vostre song, ETAL è un concept?

Risposta 5: Ex Tenebris Ad Lucem non è nato come un concept, ma lo è diventato man mano che ognuno di noi andava in studio a registrare. Ci siamo lentamente accorti che tra una canzone e l’altra, nonostante ci fossero parecchi divari musicali e tematici, c’erano punti in comune; questo ci ha spinti a creare un ordine che potesse dare vita a un filo logico adatto all’allora venturo album.
I temi sono vari: si parte dalla critica sociale sostenuta da un’enorme allegoria (Dark Age In The Abyss) e si arriva a un terribile omicidio (Scarred Night) in un batter d’occhio.

6.    Tre aggettivi per descrivere ETAL

Risposta 6: Violento, melodico, diverso.

7.    Chi è l’artefice del bellissimo art work?

Risposta 7: L’artefice dell’art work è Giuliano Marcolini, un fotografo amatoriale molto bravo oltre che studente al quinto anno di Ingegneria Elettronica, che ha messo in piedi un set fotografico improvvisato durante una giornata di pioggia per permetterci di avere il materiale giusto! Egli si definisce assolutamente non soddisfatto del lavoro svolto (e questo la dice lunga sulle sue ottime capacità fotografiche), ma noi ne siamo più che soddisfatti! La mano che ognuno può vedere è quella di Thomas, che si è prestato per farsela sporcare e maltrattare per bene!

8.    Avete già avuto modo di promuovere l’album dal vivo?

Risposta 8: Abbiamo fatto un concerto l’undici Giugno durante il quale abbiamo avuto l’occasione di vendere il nostro album e il merchandising, con ottima risposta da parte del pubblico presente, che cogliamo l’occasione per ringraziare!

9.    Quali sono i vostri progetti futuri?

Risposta 9: Dopo un piccolo periodo di pausa abbiamo già iniziato a scrivere nuovo materiale per il prossimo album. Esso sarà un concept più marcato e assolutamente interessante (lo speriamo davvero), si baserà sulla storia di un grande personaggio della letteratura tedesca!

10.    In bocca al lupo per tutto, a voi l’ultima parola.

Risposta 10: Crepi! Di nuovo grazie a Ermanno e a tutto lo staff di Eraksor.com che ci hanno permesso di rispondere a queste domande, un grazie anche alla New Idols e in particolare a Simone Gagliardi, Gabriele Bellini, Mirko Serra e Giacomo Salani, a tutte le nostre famiglie e a tutti coloro che si impegnano per darci un solido supporto! Thanks dudes, keep on rockin’!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Oblyvion – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Classic metal, death metal, Gothic metal, Interviste, Progressive


Con un EP di quattro tracce (intro compreso), intitolato Afterlife, mi accingo ad intervistare gli Oblyvion. Un ottimo lavoro che vede miscelare death, heavy gothic, progressive e black metal…

1. Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine

Salve, vi ringraziamo di averci dato la possibilità di stare su Eraskor

2. Fateci una breve presentazione degli Oblyvion

Veniamo da Tuscania in provincia di Viterbo, Vincenzo Lodolini alla chitarra e voce, Riccardo Lodolini alla chitarra, Daniele Lai al basso, Ivan Fusco alle tastiere e Simone Sensoni alla batteria

3. Da che idea nasce il nome della band?

Il nome è nato dalla nostra canzone Oblivion e questo è stato anche il primo nome della band,ma successivamente abbiamo scoperto che esisteva già una band chiamata così. Ormai però ci eravamo affezionati al nome quindi abbiamo deciso di modificarlo leggermente (un pò come è successo ai Rhapsody of Fire)

4. Afterlife secondo me è un piccolo gioiello sonico: death, heavy, gothic, progressive e una piccola infarinatura di black metal non potranno che accontentare chiunque. Descriveteci l’album secondo il vostro punto di vista…

Per noi questo EP è un anteprima del nostro primo album che abbiamo in progetto di far uscire prossimamente, e non è altro che l’insieme di tutte l’evoluzione naturale di tutte le esperienze musicali che ogni singolo membro ha maturato con altre band, passando dai vari stili di rock/metal alle influenze classiche. Nell’album tutto ciò sarà amalgamato al meglio e la qualità di registrazione sarà indubbiamente superiore alla precedente, date le maggiori esperienze e studi fatti in altri progetti.

5. Come nasce un vostro pezzo, date prerogativa al sound oppure ai testi?

Le canzoni vengono tutte scritte da Vincenzo e tutto parte dai suoi riff di chitarra, arrangiando poi tutti gli altri strumenti. In studio viene inserito qualche passaggio e qualche colore in più dal nostro tastierista Ivan che ha sempre bellissime idee (soprattutto dopo la mezzanotte XD). I testi vengono scritti successivamente e sono praticamente “suggeriti” dal sound che abbiamo creato.

6. Dopo una partenza così mi aspetto grandi cose per il futuro, state preparando qualcosa oppure preferite promuovere adeguatamente Afterlife con qualche live?

Abbiamo in mente di fare entrambe le cose, l’album è tutto scritto, dobbiamo solo arrangiare e ri-registrare tutti i pezzi. Alla fine Afterlife come già spiegato pensiamo sia solo un assaggio del vero album! Per i live quando c’è l’occasione li facciamo ben volentieri.

7. Nessuna etichetta si è fatta avanti nei vostri confronti?

Si, ma tutte proposte che a noi non interessavano, quindi per ora siamo fuori da ogni vincolo contrattuale.

8. Non tralasciamo il fluttuante art work, bello nei colori e nell’impatto visivo….chi è l’artefice?

L’artefice e sempre Vincenzo, il disegno era il suo hobby prima di iniziare a suonare e adesso ha ripreso la sua vecchia passione grazie anche a diversi programmi di editor di immagini che ha imparato ad usare.

9. Come mai l’idea di chiudere l’EP con la traccia nascosta di Fear of the Dark?

Fear of the dark è stata una prova di registrazione, dato che ci siamo auto-prodotti, e avevamo bisogno di sperimentare il nostro sound coverizzando con il nostro stile una canzone famosa. Ma quando abbiamo registrato l’Ep ci siamo accorti della bontà della cover e ci sembrava un peccato lasciarla fuori, quindi è stata inserita come traccia nascosta.

10. Augurandovi buona fortuna, chiudo e lascio a voi l’ultima parola…

Vi ringraziamo per lo spazio che ci avete concesso e per averci permesso di presentare il nostro EP Afterlife. Cogliamo l’occasione per dirvi di seguirci su myspace (www.myspace.com/oblyvionband) e su facebook (http://www.facebook.com/pages/Oblyvion/182126521806066). Inoltre l’intero EP può essere scaricato gratuitamente e per intero su Jamendo.com (http://www.jamendo.com/it/album/82695). Un saluto a tutti!

(A cura di Ermanno Martignano)

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