Archangel – The story of my immor(t)al life (In uscita il 25/10/2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, News


Il 25 Ottobre prossimo, uscirà il nuovo album degli Archangel dal titolo The Story of my Immor(t)al Life su etichetta Crash & Burn Records.

Di seguito la tracklist:

1)    Karmic loops of space and time
2)    Into your my mysteria
3)    Erase me
4)    Absinth
5)    Sweet Harmony
6)    Life after death
7)    Noir love
8)    My erotic ergotine
9)    Never say goodbye
10)     Emoteque
11)     Underworld
12)     My name is L.

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Archangel – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie, Gothic metal


Archangel inizia come one-man band nei primi anni ’90 e nell’estate del 1996 esce in Europa il suo primo album “In tears the angel falls…” sotto la Lucretia Records International e in Giappone sotto la Fandango Records.

“?In tears the angel falls…” è un concept album diviso in quattro movimenti dove un monolitico Power-Metal si fonde con maestosi innesti sinfonici tardo ottocenteschi rendendo così inusuale ed originale quel connubio sonoro da venir etichettato con il termine SymphonicTechnoThrash.

Dopo l’uscita di “In tears the angel falls…”, la Virgin del Giappone si offre di organizzare sul suolo nipponico il tour dell’artista. Sfortunatamente Archangel privo di una line up con cui portare fuori i pezzi dell’album si trova costretto a rifiutare l’offerta. Nel settembre 1996 Archangel diventa una vera band con l’acquisto del batterista Wewo, che tra l’offerta di suonare per i Prozac + o per Archangel sceglie quest’ultimo, e con il primo chitarrista Blackie (axeman e voce della storica formazione thrashcore dei Baiard e fondatore degli Hate Seed, combo death grind). Subito dopo verranno affiancati da un secondo chitarrista The Vicar e dal bassista Lucy-Fuge.

Nel 1999 esce il secondo lavoro di Archangel “Incarnate in a New Rebel Idol” sotto Cyber Shaman Records (sottoetichetta della Lucretia). Una maturazione artistica e ad una affiatata line up, danno al nuovo album un impatto molto più organico ed accattivante. Il suono di “Incarnate in a New Rebel Idol” è molto più elettronico e caleidoscopico, con i suoi innumerevoli innesti di altri stili, sempre supportati da una virtuosa e granitica sezione ritmica. La miglior produzione, curata da Livio Magnini dei Bluvertigo, l’originale mix di suoni gotico-cibernetici, riff valvolari d’ultima generazione ed i testi visionari – tra il Gibran più mistico e ispirato e la più futuristica ambientazione post-nucleare della sci-fi – portano gli Archangel a ricevere recensioni ancor più entusiastiche rispetto al primo lavoro, portando il nuovo disco ad essere distribuito nel tempo in tutto il mondo.

Nel 2006, dopo innumerevoli cambi di line-up alla formazione storica Archangel-Blackie-Wewo, si aggiunge un nuovo bassista, Rage. Infine negli ultimi mesi del 2008 si unisce un secondo chitarrista, Shyn, dando così un suono ancor più pieno e ricercato.

Nei primi mesi del 2009 esce il nuovo album “La Vogue Noire” stampato dalla francese Hurricane Entertainment e promosso dalla D.A. Records. Nel frattempo, dopo due anni di ricerche riguardanti la musica antica e le diverse intonazioni usate dai grandi compositori del passato e l’influenza delle frequenze sonore nei processi cerebrali compresi quelli emotivi e percettivi, Archangel scrive un libro intitolato 432 Hertz: La Rivoluzione Musicale – Dall’Accordatura Aurea, con cui intonare scientificamente la musica, alla biologia umana fino all’ipersinestesia nell’Universo Olografico – e trasla le sue ricerche nella sua musica affinché generi un ascolto logaritmico che rispecchi la geometria a Spirale Aurea della coclea del nostro sistema uditivo.

Dopo un album di musica sinfonica “L’Obscure Symphonie d’Amour” intonato con il La del corista a 432 hertz e non ancora pubblicato, il nuovo album “The Story of My Immor(t)al Life” (mixato ai Subsound Studio con Victor Love dei Dope Star Inc.) uscirà il 25 Ottobre 2010 per la Crash & Burn Records, e porterà gli Archangel ad essere la prima metal band al mondo ad usare completamente l’intonazione a 432 Hz.

Sito Archangel:

http://www.myspace.com/newrebelidol

Drawing musical inspiration from several kinds of different music (from thrash metal to classical music), Archangel went composing original tunes and after some rough rehearsal recordings he released his first official demotape called Daemon in 1994. Daemon received interest from the Milan-based label Lucretia Records; Archangel set to work on his first album in the fall of 1995 and by the summer of 1996 “In tears the angel falls…” was released in Europe and Japan (through Fandango Records Japan).

The album was and still is a unique masterpiece in the metal scene, its music was described by some critics as symphonic techno-thrash and songs like “Awakening”, “Christ in chains” and the mighty “You kill yourself” are still considered some of the best tracks that ever came out of the italian metal scene ever.??With the releasing of his debut album Archangel decided to get a real band togheter.

In September 1996 he got togheter with Wewo and Blackie. The three of ‘em worked out their different musical backgrounds into a new direction for the band. A bigger production (due to the work of Livio Magnini, guitar player of the very well known italian band Bluvertigo) and a new sound made of “I.N.R.I.” (that stays for “Incarnate in a New Rebel Idol”), the band’s new release, one of the most interesting and original european productions of 1999. The sound was a futuristic mix of power groove thrash metal and electronic music with dozens of different elements resulting in a warm yet aggressive futuristic sound vision that had no equals at that time.

The band went through a lot of line up problems in order to find a stable bass player, and despite some press wrote the project was dead, the three Archangels (Wewo, Blackie and Archangel himself) never stopped writing songs and growing their sound into a modern soul touching monster. So when the band finally found Rage (bass) and Shyn (guitar) everything was ready for the come-back. So after nine long years, the band’s new album,“La Vogue Noire” is ready to hit the scene.

After a symphonic music album L’Obscure Symphonie d’Amour recorded using the A at 432 hertz as reference note for the tuning. This album hasn’t been published yet. The new album, The story of my immor(t)al life, mixed at Subsound Studio with Victor Love of Dope Stars Inc. Is going to be released in Autumn 2010 for Crash & Burn Records, will feature Archangel to be the first the metal band in the world using a tuning enterely based on the 432 hertz tuning.

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Forgotten Hope – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Diamo il benvenuto al gruppo calabrese dei Forgotten Hope, usciti nel marzo scorso con un promo di tre pezzi registrato in presa diretta. Poniamo loro le nostre domande…

1.    Salve ragazzi, benvenuti nel blog di Eraskor.com, fateci una breve presentazione della band

(Angel). I Forgotten Hope nascono nel 2006 nella provincia di Cosenza, precisamente ai piedi del bellissimo e suggestivo parco nazionale del Pollino. La band sin dagli esordi ha cercato di mettere in musica, prima con delle cover e poi con brani inediti, i propri stati d’animo, le sensazioni e quel sottile stato d’abbandono che si respira vivendo qui.

2.    Come e quando è nata l’idea di formare la band, perché chiamarla Forgotten Hope? Qual’è la speranza dimenticata?

(Angel). L’esigenza di mettere in musica ciò che viviamo ogni giorno? Si, penso sia stata proprio questa l’idea principale che ci ha spinto a imbracciare gli strumenti e buttare fuori tutto ciò che cova dentro di noi. Sul nome della band posso dirti la mia visione della cosa. Un ragazzo/a, che vive in questi bellissimi posti, il silenzio, la precarietà della vita,  lo stato di abbandono, che non necessariamente è dovuto alle persone che hai attorno, ma a tutte quelle situazioni che si vengono a creare, con l’inevitabile maturazione di una persona. Tutto ciò, porta a perdere quella speranza che vive il massimo splendore nell’età della fanciullezza. Dopodiché, per citare il titolo di un nostro pezzo…After…the void.

3.    Ascoltando il vostro promo, ho riscontrato buone idee e anche qualche difetto, come mai l’idea di registrare in presa diretta? Questa decisione possiamo ritenerla causa di aver sperimentato clean vocals poco convincenti e suoni troppo bassi?

(Angel). Sicuramente la scarsa qualità della registrazione, è dovuta ai pochi mezzi a nostra disposizione, soprattutto economici, come ricordava Luca. Nello stesso tempo, penso  che in giro ci siano molti prodotti che vengono spacciati addirittura come album ufficiali e dove la qualità è davvero scarsa se non peggiore della nostra. Questa non vuole essere una giustificazione ovviamente, ma penso che registrare live, ci abbia messo a nudo anche come musicisti, non abbiamo avuto una fase di pre produzione in cui abbiamo regolato, volumi, effetti, ecc. Siamo andati in questa saletta e abbiamo suonato, punto. Mi capita spesso di ascoltare promo,demo ecc e la prima cosa che noto è sempre la stessa. Sembrano prodotti suonati non da essere umani, ma da alieni, batterie ultra veloci, chitarre moltiplicate decine di volte e tanti, ma tanti effetti. Le prossime nostre uscite, ovviamente, non avranno questa qualità, ma faremo di tutto per migliorare la registrazione senza perdere di naturalezza.

(Luca). La scelta è relativa principalmente a fattori economici. Una registrazione in multitraccia ci sarebbe costata molto più di quello che potevamo permetterci; anche perché, parliamoci chiaro, ciò che si riesce a guadagnare con le serata, è poco più di zero. Per il resto è stato comunque un modo per avere qualcosa in mano, un lavoro concreto. La qualità sonora, aggiunta a diverse sbavature esecutive, è indubbiamente riconducibile alla presa diretta; ma personalmente credo che la nostra musica si senta, al di là di tutti i difetti, e per essere un prodotto creato così velocemente, siamo stati anche fortunati. In futuro cercheremo di fare meglio, sempre meglio, intanto abbiamo tirato fuori qualcosa che ci permette, nel bene e nel male, di far conoscere la nostra musica.

4.    Le vostre influenze stilistiche possiamo dire che abbracciano il progressive, dark, gothic e death metal, concordate?

(Angel). Hai dimenticato il black ehehe. Si, diciamo che mettiamo insieme tutto ciò che “emotivamente” lascia un segno dentro di noi. Spesso ci capita di iniziare con un riff di stampo death o prog, per poi spostarci sul gothic. Credo che tutto ciò sia dovuto al nostro amore viscerale e a 360 gradi verso il Metal, nelle sue varie sfaccettature e sfumature.

(Luca). Concordo pienamente. Ma le influenze musicali sono praticamente infinite, se si guarda nel dettaglio la situazione. Si tratta di un’acquisizione di “dati”, avvenuta nel corso degli anni, per ognuno di noi, e che inevitabilmente viene fuori al momento della composizione. Abbiamo gusti differenti tra di noi, talvolta così diversi che ci stupiamo di andare così d’accordo in fase compositiva. Eppure credo sia uno dei nostri punti di forza, perché il fatto stesso di fare musica, ci permette di amalgamare idee gothic a sfumature prog, ecc. Mettiamo insieme tante idee, mille gusti, ed è così che arriviamo a essere un gruppo.

5.    Come va interpretato questo inizio?….come un biglietto da visita alla consueta ricerca di un etichetta discografica, oppure il vostro obbiettivo era quello di incidere semplicemente le vostre idee, sensazioni etc..?

(Angel). Personalmente direi tutte e due le cose. E’ un inizio, un biglietto da visita e anche un modo per memorizzare da qualche parte un periodo delle nostre vite. Se poi questo dischetto susciterà l’attenzione di qualche addetto ai lavori, che ben venga, ma sappiamo com’è la pseudo scena dello stivale, ma questo è un altro discorso che non voglio di certo approfondire in questa sede.

(Luca). Diciamo che non avevamo nessuna intenzione specifica. L’unica cosa che mi sento di dire è: vogliamo andare avanti, in qualsiasi direzione. Noi tutti abbiamo speranze (a dispetto del nome della band), sogni, magari anche differenti. Il promo è una concretizzazione del lavoro intrapreso insieme, non ha pretese, ma non vuole passare inosservato. Ha avuto indiscutibilmente lo scopo di buttare giù idee e sensazioni, è un po’ come uno specchio per noi, in più è un modo per dire a chiunque abbia la possibilità di ascoltarlo: “al di là di tutto, noi ci siamo; pronti a mettere in gioco tutta la nostra anima, a cadere nella tristezza di una melodia e a rinascere nel rombo distruttivo di un tuono”. Abbiamo mille difetti, così come il nostro promo, ma vogliamo crescere e credere in noi stessi; questo inizio, per me, va interpretato come quello che è, un inizio.

6.    Chi è la penna del gruppo, che argomenti trattano le vostre liriche?

(Angel). La cosa bella dei Forgotten è che riusciamo ad amalgamare le nostre 4 teste, cosa molto difficile in una band, questo non vuol dire che non ci siano momenti di tensione, anzi, se non ci fossero la cosa mi puzzerebbe e tanto. Collaboriamo attivamente tutti e quattro alla nascita di un pezzo, che può trattare di sicuro temi di carattere personale, ma anche che parlano della nostra terra e delle persone che ci vivono usando, com’è successo, delle allegorie. Il mondo dei Forgotten è un mondo personale, intimista, dove paradiso e inferno si incontrano spesso e la follia e la decadenza la fanno da contorno.

(Luca). Chiunque abbia qualcosa da dire, ha pieno diritto alla penna. Ultimamente stiamo utilizzando un testo di Pasquale, il nostro bassista, per creare un nuovo pezzo. Sul promo c’è Harlequin Melancholic Herd, scritta a quattro mani da Angelo e Giuseppe, e After… the Void ed Echoes From Silence, scritti da me. Gli argomenti sono diversi, ma trattano sempre e comunque il disagio che questa vita ci procura; talvolta relativo alla società, in altri casi relativo a proprie percezioni delle più comuni esperienze di vita. Siamo nati dalla cosiddetta parte giusta del mondo, ma siamo consapevoli che l’essere umano è una macchina difettosa.

7.    Come nasce una vostra track, prima testo o sound?

(Angel). Come diceva Luca, si può partire da un semplice riff o da un testo che portiamo in sala prove. Si prova, si trovano varie soluzioni, fino a trovare i tasselli con l’incastro giusto per poter avere un “puzzle” completo e di cui siamo pienamente soddisfatti. Non lasciamo niente a caso, anche nel titolo di un pezzo possiamo perdere delle ore o delle giornate com’è già capitato eheh…

(Luca). Tutto è molto libero e relativo. Si parte da un riff, da un testo, da una frase, un’idea. Non ci siamo messi alcun tipo di limite. Nei periodi più creativi, spariamo idee a raffica, poi le riordiniamo, e facciamo una cernita. Non esiste un metodo prestabilito, proprio perché lasciamo tutto alle sensazioni. Per dirne una, che mi riguarda, sugli assoli e sulle parti di chitarra: posso stare un’intera settimana a cercare le note giuste e non riuscire a essere soddisfatto, e magari trascorrere due ore in sala e trovare la soluzione; oppure, al contrario, non avere nessuna soluzione a portata di mano durante le prove e, una volta arrivato a casa o addirittura nel tragitto, avere un’idea illuminante..

8.    Quali saranno le prossime mosse dei Forgotten Hope?

(Angel). Sicuramente scrivere nuovi pezzi e cercare finalmente di produrre il nostro primo album. Abbiamo già un po’ di pezzi che potrebbero andare a finire sul nostro full, ma sarà un processo lungo e costruito con la massima calma e dedizione.

9.    Il vostro sogno nel cassetto…

(Angel). Come dico e ripeto spesso, la cosa più importante è quella di continuare questo nostro percorso insieme a prescindere dai risultati che otterremo. Di band ne nascono parecchie, e l’Italia è uno dei paesi con il maggior numero di metal band, ma mantenere un gruppo è la cosa più difficile, spesso si viene presi dall’entusiasmo dei primi periodi e poi basta un nulla per buttare tutto nel cesso. Nel nostro caso per fortuna non è stato cosi, dopo 4 anni siamo ancora qui e per noi, che viviamo in questo territorio, credimi è già un piccolo traguardo.

10.    Siamo alle battute finali, a voi le conclusioni e buona fortuna per il futuro della band!

(Angel). Grazie a te Ermanno per averci concesso questo spazio e un ringraziamento a quelle poche e vere persone che ci hanno sempre sostenuto e continuano a farlo. A tutti i lettori invece, volevo solo dire di continuare e supportare il metal italiano, non dobbiamo sentirci inferiori a nessun’altra scena mondiale, abbiamo grosse potenzialità, manca solo il vero e concreto supporto da parte vostra. SUPPORT!!! (true).

(A cura di Ermanno Martignano)

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Ravenfalls – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Intervistiamo Federica, vocalist dei Ravenfalls, alle prese con un gothic metal dalle tinte dommish ed usciti da poco con un EP dal titolo 2010.

1.    Ciao Federica, benvenuta sulle pagine di Eraskor, presentaci la band…

Ciao a tutti! La nostra band è stata fondata originariamente da me, vocalist principale, e Stefano “Blackheart”, chitarrista divenuto in seguito anche corista. Dalla congiunzione delle anime metal dei due, fortemente Gothic per l’una e con un sound Death/Black vecchio stile per l’altro, nasce il progetto RavenFalls, nel quale entrano a far parte anche Andrea “Muzzo”, batterista d’impronta rock presto convertito, e Simone, chitarrista/tastierista che proviene da un passato Blues-Jazz. New entry del gruppo è Giuseppe “Corvus”, il bassista presentato ufficialmente al pubblico nell’ultima data live della band.

Posso affermare che non siamo il solito gruppetto di quindicenni che pensano che gli Iron Maiden siano già abbastanza pesanti e con una ragazzina che starnazza i Within Temptation camuffata da Tarja (ogni riferimento a gruppi che intasano i locali di tributi alle solite bands è tutto fuorché casuale).

2. Da dove scaturisce l’idea di chiamarvi Ravenfalls?

Durante una gita primaverile a Cittiglio, siamo stati attratti da un’immagine molto pittoresca: uno stormo di corvi sorvolava le caratteristiche cascate di quel luogo, stagliandosi nel cielo grigio ed evocando una sorta di malinconia velata, che ci ha suscitato grande emozione. Abbiamo al volo tradotto in inglese, suonava bene, et voilà, a voi i RavenFalls.


3. Il vostro EP lo considero come un biglietto da visita per iniziare a far circolare il nome della band. A pochi mesi dalla sua uscita sai dirci come sono i responsi dei kids che hanno avuto occasione di ascoltarvi?

Il giudizio è stato tutto sommato buono. Ciò che ci viene solitamente detto è che il lavoro è ricco di idee nuove e con tanto potenziale di sviluppo, e questa è una cosa che ci fa molto piacere, perché  si raggiunge la maturità artistica di un gruppo dopo anni, ma se manca la scintilla alla base non vale nemmeno darsi la pena di iniziare.

4. Ascoltando i vostri pezzi, in certi frangenti mi sono venuti in mente i The Gathering di “Always” acerbi e pieni di buone idee; possiamo accostare la nota band tra le vostre influenze stilistiche, oppure ho fatto un buco nell’acqua?

Direi che sulla nostra acerbità non ci siano dubbi, questo primo lavoro è servito per fissare alcuni punti ed amalgamare gli stili di tutti i musicisti in un genere particolare, difficile da definire. Per questo l’accostamento ai The Gathering ci fa senz’altro piacere, ma preferiamo non avere vincoli per il momento e sperimentare uno stile tutto nostro, un Metal ben piantato nel passato ma che guardi sempre al futuro.
Resta piacevolissimo il complimento, essere acerbi non è una colpa così grande e da sempre molta fiducia sentire le proprie idee apprezzate.

5. Come già detto, le canzoni risultano ricche di buone idee ma un po’ di inesperienza ha ridotto un po’ la qualità delle stesse. Siete soddisfatti del risultato finale?

L’inesperienza è un male curabile, sarebbe più preoccupante essere già dei musicisti affermati senza più un briciolo di inventiva!
L’EP è stato registrato con un budget molto limitato, credo sia questo il principale fattore che penalizza la sua qualità in toto. Di certo il gruppo stesso, già a partire dalle registrazioni, ha subìto notevoli cambiamenti in positivo. Si può dire che, generalmente, abbiamo puntato alla sintonia e agli arrangiamenti dei vari pezzi, per un sound più compatto e preciso.

6. Di cosa parlano i vostri testi, cosa volete trasmettere a chi vi ascolta?

I testi sono stati concepiti e trascritti interamente da me, con la collaborazione di Luisa “Grisù”, esperta di lingue. Si tratta di un blocco di testi, quasi tutti precedenti alla formazione del gruppo e su cui abbiamo deciso di lavorare nelle fasi iniziali del progetto. Sono testi introspettivi, che sottolineano quella parte tragica della nostra esistenza, l’abbandono, le riflessioni e la ricerca di sé stessi, e in alcuni punti traspare chiaramente una nota autobiografica.

7. Il vostro artwork è sicuramente lo specchio del vostro sound, chi è l’autore?

Si chiama Cristiano ed è il nostro fotografo ufficiale, che di diritto insieme a Grisù, linguista e traduttrice, Cristian, web master, e Manuela, addetta alla contabilità, rientrano nel nostro staff. Un grazie particolare a tutti loro.

8. Nella vostra pagina Fb ci sono parecchie foto in sede live, deduco che state sponsorizzando la vostra musica su più media.

Al giorno d’oggi tutto ciò che è pubblicità non può prescindere dall’uso dei social network. In un mondo in cui la televisione, i giornali e le radio parlano solo dei fenomeni di massa, chiunque voglia far sapere di sé usa i nuovi media, i social network per l’appunto. Niente di nuovo quindi, chiunque stia nell’underground si fa promozione usando “la strada”, un concetto che prima era molto meno metaforico; fino a pochi anni fa si passavano le nottate ad attaccare volantini, oggi le bacheche sono diventate virtuali.

9. Progetti futuri? Bolle qualcosa in pentola? Magari un nuovo ep, o un full lenght?

Ci sono album di artisti affermati che vivono su un paio di pezzi spacca tutto, 2-3 canzoni ascoltabili e 5-6 riempitivi musicalmente superflui; se anche le band che vogliono farsi notare facessero così, sarebbe la fine della buona musica. Il nostro prossimo obiettivo è un intero CD, nel quale stiamo inserendo però solo canzoni originali passate letteralmente al vaglio sotto tanti aspetti. Non vogliamo pubblicare un progetto fatto tanto per farlo, lo dimostrano le bocciature delle canzoni che ci convincono meno, che vengono momentaneamente accantonate aspettando il loro momento. Purtroppo questo metodo richiede molto più tempo, ma le probabilità che il lavoro ultimato sia di buona qualità sono nettamente superiori.

10. Grazie per la disponibilità, lascio a te la chiusura di questa intervista…

Ringrazio a nome di tutta la band per questo spazio che ci è stato concesso, chiunque volesse ulteriori informazioni sul gruppo, sulla nostra musica e sui prossimi concerti, può contattarci, oltre che sulle nostre pagine di Facebook e Myspace, sul nostro forum: ravenfalls.forumcommunity.net
Arrivederci a presto sui palchi lombardi!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Evillive – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Evillive, provenienza Manduria (Taranto), dove c’è un gran bel movimento musicale estremo. Anche se datato  2008, il superbo lavoro di questa band “The cold abscence of sound”, merita supporto. Iniziamo con le nostre domande…

RISPONDE: Lux (batterista)

1.    Benvenuti Evillive, presentatevi ai nostri lettori…

-  hej metall huvuden (ciao a tutti metalheads in svedese), siamo gli EVILLIVE da Manduria (TA) e siamo felicissimi essere recensiti da Eraskor.com..Siamo una band definita dai più come melodic death metal dalle tinte gothic…e a noi piace assecondare questa definizione

2.    Il vostro disco è  molto appetibile, la mistura di death , gothic e thrash metal mi hanno fatto un’ottima impressione. Quali sono le band che hanno maggiormente influenzato il vostro stile?

-    E’ davvero difficile dirlo…da tantissimi anni ormai ascoltiamo questo “genere” musicale o meglio…il metal…abbiamo tutti preferenze musicali, gruppi che ci appassionano maggiormente, ma nn per questo, per lo meno volontariamente, trasportiamo questo nella nostra musica…Hanno avvicinato il nostro stile a band del calibro di Dark Tranquillity, Children of Bodom, In Flames, At The Gates…ma se dovessimo parlare delle influenze che “ci piacerebbe” trasportare, ognuno di noi avrebbe da dire la sua…un argomento vastissimo che accarezza i Pink Floyd per urtare poi gli Obituary e strizzare l’occhio ai Dark Tranquillity ed Opeth per non parlare delle melodie dei Therion.

3.    In passato militavate in altre band come Dust Ebony, Asmoday e Hi.mad, come mai la decisione di lasciare queste band per formare gli Evillive?

-    Gli Evillive nascono proprio dalle ceneri di queste band che man mano nel tempo si son trovate ad affrontare le solite problematiche che tutte le band prima o poi affrontano e cioè: generi musicali, orari, live…impegni…
Prima di approdare a questa formazione infatti, abbiamo vissuto un periodo transitorio chiamato RAIN FOREST nel quale vi era la presenza di una prorompente tastiera..poi col passare del tempo, forse la maturità o chi sa cos’altro, ti porta a confrontarti positivamente con il resto della band e, soprattutto, a venirsi incontro…da qui nascono gli Evillive.

4.    Il full lenght è uscito nel lontano 2008, a più di un anno di distanza sapete dirci come sono stati i responsi dei metal kids?

-    Il nostro lavoro sembra piacere…forse perché presenta un sound a nostro avviso non troppo old school…i richiami di certo ci sono…ma le melodie e i ritornelli “clean voice” riconducono a qualcosa che più facilmente entra in testa, che si adatta meglio ai tempi moderni…questo non significa commercializzarsi..assolutamente, questo è un discorso adatto a band ormai rinomate che si affacciano ad un genere più “vendibile”; significa più che altro “PIACERSI”, e a noi la nostra musica piace ed è crediamo più facile che possa piacere anche agli altri.

5.    Quali differenze si possono riscontrare tra questo lavoro e i precendenti “Evillive” e “Antartica”?

-    Partendo dal fatto che i precedenti Evillive presentavano una line-up diversa nella voce e nel basso, con impostazioni molto più thrash e forse crossover, questi Evillive proprio nella voce principale sono molto più cupi…cavernosi e…”cattivi”….ma giustamente equilibrati da momenti più soft, di voce pulita e in alcuni casi…lirica…

6.    Da tempo ho constatato che la vostra zona è molto attiva in ambito musicale, ricca di bands valide e concerti di gruppi noti ed emergenti. Secondo voi come si spiega questo folto movimento rispetto ad altre zone della puglia?

-    Non sapremmo rispondere a questa domanda…
-    Diciamo che noi analizziamo altri aspetti di questo ambito e cioè che tra le band non c’è poi così tanta rivalità …anzi….nel tempo abbiamo constatato una certa amicizia e rispetto tra la maggior parte delle band…ci sono sempre le mosche bianche che ancora non hanno capito che siamo tutti sulla stessa barca, ma differentemente dagli anni ’90, periodo nel quale già noi ci avvicinavamo alla musica e cominciavamo i nostri piccoli live, fino ad almeno 5-6 anni fa….c’era molta più ignoranza e cattiveria tra le band…forse perché comunque le possibilità di esibirsi erano davvero ridotte all’epoca…

7.    Sicuramente avrete ben sponsorizzato “The cold absence of sound” in sede live nel 2009, continuerete in questo modo anche nel 2010?

-    Stiamo in realtà preparando già la grafica del nuovo album…
-    Ci sono tre brani ormai pronti e crediamo proprio che nel 2011 cominceremo le registrazioni…quindi finchè i brani di TCAOS ci daranno adrenalina e carica ed avranno riscontro nel pubblico, continueremo a suonarli…dopo di che, passeremo alla presentazione dei nuovi…senza però esagerare ovviamente.

8.    Progetti futuri? Come sarà il successore di TCAOS?

-    Appunto ti dicevamo che il successore di TCAOS sarà di sicuro sulla falsa riga di suo fratello maggiore…temi che riconducono alla mitologia nordica, all’infinità del cosmo, all’astrazione di paesaggi immensi e onnipotenti generati dalla natura…MAI tratteremo o ci proveremo a non farlo, di temi contro la società..argomento secondo noi inutile e piuttosto visto e rivisto. Sarà un album molto spedito ma con altrettante pause ed arrangiamenti che potrebbero richiamare la psichedelìa…ma questo è ancora tutto da definire…ti possiamo solo dire il nome di uno dei brani che comparirà sul prossimo lavoro….ALLYFEAR…ma mi raccomando….che rimanga tra noi….ehhehehe

9.    Il vostro sogno o desiderio più ricorrente inerente alla vostra band..

-    Un sogno/desiderio lo stiamo per realizzare.
-    Sfumata l’occasione di una mini tournè in Gran Bretagna l’estate scorsa e una mini tournè  in giro per l’Italia con gli Stormlord, per vari problemi, il 7 maggio suoneremo al Sinister Noise di Roma…
-    Data già confermata..per ora ci accontentiamo di questo…un viaggio, se pur breve, con i fratelli della band…con gli altri EVILS

10.    Siamo alle battute finali, non ci resta che augurarvi buona fortuna e lasciare a voi la chiusura…

Grazie amici per lo spazio, per l’interesse che avete dimostrato verso di noi ed un grazie a tutti quelli che leggeranno e commenteranno questa intervista con un “MI PIACE” o altro su Facebook!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Motus Tenebrae – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


The Synthetic Bliss, terza fatica targata 2009 per i pisani Motus Tenebrae, è un album gothic metal, roccioso, ruvido e oscuro che si fa ascoltare con immenso piacere.
Facciamo loro qualche domanda…

RISPONDE: Andrea Cox (bassista)

1.    Salve ragazzi, presentatevi ai nostri lettori…

Salve a voi…
Dunque, i Motus Tenebrae sono nati precisamente nell’aprile 2001 dopo l’incontro del sottoscritto con Luis McFadden che proprio in quel periodo cercava il giusto organico per iniziare a comporre e mettere alla luce le svariate idee che si concretizzarono con l’uscita del primo mini/cd “Beyond”.
In seguito a cavallo tra il 2004 e il 2005 fu’ pubblicato il full lenght “Wayside” sotto contratto con New LM Records,nel 2007 uscì il secondo album “Soul Expression” fino ad arrivare al 2009 con il terzo capitolo “The Synthetic Bliss”.

2.    The Syntethic Bliss è un lavoro che si fa apprezzare sin da subito, mi sento di associare il vostro album al gothic ed al metal classico, per via della somiglianza con i Paradise lost e per la sua pesantezza sonora. Concordate con il mio pensiero?

Concordiamo decisamente con te nell’associare “TSB” con le varie influenze gothic metal dei grandi Paradise Lost con l’aggiunta di venature piu’ prettamente classic metal,proprio perchè è da quà che ogni singolo musicista all’interno della band,sia attualmente che in precedenza ripone i propri gusti personali.
In sintesi siamo completamente d’accordo con il tuo pensiero e questo ci fa’ enormemente piacere dato dal fatto che siamo orgogliosi nel constatare che all’ascolto dei nostri lavori,possiamo evocare il classico heavy metal sound!

3.    Che differenze stilistiche possiamo riscontrare da questo nuovo capitolo a quelli precedenti?

Il nuovo album rispetto ai precedenti gode sicuramente di una ulteriore varietà stilistica al suo interno e un’ambizione e una maturità maggiormente accentuata.
Dico questo dato soprattutto dal fatto che rispetto agli album precedenti,la produzione,gli arrangiamenti,registrazione e mixing sono stati effettuati presso i MarbleChair (il nostro studio personale).
Quindi è palesemente capibile il fatto che non abbiamo avuto nessuna pressione esterna,nessun limite di tempo…ci siamo rimboccati le maniche lavorando circa un anno per le stesure dei 14 brani che compongono il nuovo disco mettendo in trasparenza tutto il nostro imprint musicale senza dover cadere in compromessi che spesso e volentieri sono all’ordine del giorno quando affidi le lavorazioni ad un qualsiasi studio esterno.

4.    Che argomenti trattano i testi, chi è la penna?

Premetto che “TSB” è un concept album che trae la sua narrazione nei futuri eventi predetti e riferiti al 21 dicembre 2012.
Nello specifico la penna è stata completamente a favore di Luis,e penso che abbia eseguito un lavoro egregio per le liriche dando maggiore enfasi e amplificando ancora di più certe parti musicalmente oscure e malinconiche.
Detto questo puoi facilmente intuire quali siano i temi trattati…partendo dalla desolazione,la solitudine, la paura, la speranza e il finale auto esame di coscienza che un essere umano potrebbe farsi innanzi ad un’eventuale catastrofe del genere, con tutte le varie conseguenze/danno che il proprio spirito avrà da affrontare e subire…e da qui le infinite “domande” senza “risposta”.

5.    L’artwork si dimostra molto bello, l’ombra dell’angelo che permea sulla città decaduta cosa rappresenta? Chi è l’autore?

Anche per quanto concerne l’aspetto estetico dell’artwork abbiamo cercato di andare di pari passo con il concetto trattato, usando un luogo immaginario come una metropoli per rendere appunto l’idea del decadimento che accomuna ogni singolo individuo, contrapposto ad una immagine rilevante e dal sapore religioso come quella dell’angelo in preghiera per concentrare l’attenzione all’aspetto spirituale che l’album propone.
Per il totale booklet ce ne siamo occupati io e Luis….

6.    Questo è il terzo album che registrate sotto l’etichetta “New LM Records”, deduco siate soddisfatti del loro lavoro svolto finora.

Esattamente così e siamo soddisfatti del lavoro svolto da parte del nostro direttore artistico Luigi Mazzesi che puntualmente dimostra un’infinita stima e fiducia nei nostri confronti, recentemente amplificata con l’aiuto da parte della Aural Music per quanto concerne la promozione che sarà massiccia specialmente all’estero.

7.    Sapete dirci già come sono i responsi dei metal kids in questo inizio anno?

E’ ancora presto per poter parlare di responsi dato che l’album è stato pubblicato un paio di mesi fà e precisamente a novembre…comunque le prime risposte sono molto incoraggianti anche da parte della critica specializzate che si è accorta della bontà di cui respira “The Synthetic Bliss” e la bellissima soddisfazione che il cd sia stato Top-Metal album presso Mariposa a Milano per il mese di dicembre.

8.    Live in promozione per “The Synthetic Bliss”?

Stiamo programmando una serie di date a supporto di “TSB”…una è già stata fatta nel mese di gennaio e un’altra è già confermata per il 27 marzo più un paio di festival estivi.
In questi giorni stiamo firmando con la Extreme Agency che si occuperà del management e del booking proprio per organizzare futuri live shows in giro per la penisola.

9.    Progetti futuri?

Attualmente siamo chiusi nel nostro studio provando il Live-set-List…ma non nascondo il fatto che qualche nuovissimo brano che andrà a far parte del prossimo disco dei Motus Tenebrae non sia in atto…anzi, in maniera molto leggera già ci stiamo lavorando e qualche pre/produzione è già stata impressa nell’hard disk!!!

10.    Grazie per essere stati con noi, a voi la le conclusioni…

Grazie a voi per il prezioso spazio concesso e per la splendida disponibilità che avete avuto sin dal principio nei nostri confronti…un ringraziamento speciale a Ermanno con la speranza di incontrarci quanto prima!
Grazie ancora..Stay MOTUS!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Mandragora Scream – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Mandragora Scream, band nota ai fruitori di sonorità gothic dark metal, capitanata dalla bella vocalist Morgan Lacroix, freschi di uscita con il full-leght  “Volturna”. Cogliamo l’occasione per fare qualche domanda…

1.    MandragorA  ScreaM, benvenuti su Eraskor, felice ritorno sulle scene.

Morgan:
Ciao e grazie per questa intervista. In questo periodo sono cambiate un pò di cose soprattutto per quanto riguarda la questione manageriale. C’è voluto un pò di tempo ma adesso finalmente abbiamo “messo in moto la macchina” e sembra che tutto funzioni alla grande!

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2.    “Volturna” si dimostra un album pieno zeppo di mid tempo e suoni elettronici, che differenze possiamo riscontrare tra questa nuova release e le precedenti.

Morgan:
In realtà la differenza sta solo nella scelta delle sonorità, abbiamo inserito più elementi elettronici e loops ritmici cercando di miscelarli con le atmosfere che amiamo tanto.

3.    Complimenti per la grande voce Morgan, come nasce una vostra canzone, prima testo o sound?

Terry:
Si Morgan ha una gran voce! È stimolante scrivere per lei perchè ti permette di spaziare anche su estensioni vocali da contralto! …cosa molto rara in una voce femminile…
Non esiste un unico modo…è un’ispirazione improvvisa e può nascere da un testo di Morgan che mi dà l’idea per una musica o in altri casi compongo e registro dei brevi brani che poi sviluppiamo in modo più articolato.

4.    Quale track in “Volturna” esprime in voi maggior emozione e carica adrenalinica nel suonarla, e perché?

Terry:
sicuramente “The Killing Game” e “The Circus”, hanno qualcosa di mistico e sensuale allo stesso tempo e  quando le suoniamo si crea un’energia incredibile che ti va a smuovere le famose “farfalle nello stomaco”.

5.    Penso che non erro asserendo che siete state una delle prime band italiane a collaborare con la Nuclear Blast nei primi anni di carriera, quale è il ricordo più bello di quel periodo, il sapere di essere sotto contratto con una dell’etichette più in voga del panorama metal.

Terry:
Il momento più bello è stato quando ci hanno proposto il contratto e successivamente quando è arrivato il pacco con dentro le nostre copie del disco…puoi immaginare che cosa incredibile! Devo dire che successivamente non siamo rimasti poi così soddisfatti della loro collaborazione e piano piano per poter crescere abbiamo dovuto cercare altre vie…

6.    Anche questo album ripercorre trame fantasy horror?

Morgan ART LIGHT VIOLET piccola

Morgan:
La storia è stata concepita da me durante un viaggio che ho fatto un anno dopo la morte di mio padre nelle  “Vie Cave “ a Sovana vicino a Volterra. Un posto veramente magico e pieno di energia
“VOLTURNA” è un concept album e questa è  la trama:
Che Le danze dell’antico vampiro  abbiano inizio, mio padre …

Londra 1805 “Varnya”  vampira da molti secoli improvvisamente perde suo padre “Lui”  da sempre suo  confidente e maestro  della fredda  notte e delle arti oscure . Varnya  sentendosi  completamente  perduta nel limbo della  solitudine cerca di “abbracciare”  un giovane  “Moldan” credendo così di colmare l’immenso senso  di vuoto che attimo dopo attimo l’avvolge. L’amore per Moldan con il passare del tempo rende Varnya sempre più debole conducendola fino alla cecità. Varnya decide così di recarsi  in un piccolo paesino italiano Sovana,  dove sembra  esistere  dopo un lungo cammino attraverso le vie cave,  una foresta incantata “Volturna” . L’antico lago dei segreti  “Mesmer” al centro di Volturna é vegliato dalla Dea Delle  Eclissi  “Venihan”,  alla quale Varnya  chiede di svelare il proprio destino ed il motivo della sua cecità.

Venihan  confida a Varnya che può riavere la vista e riportare suo padre in vita alla sola condizione di uccidere Moldan e cercare il vero amore a lei destinato. Le rivela che la perdita della vista era causata da un cambiamento del destino Varnya  aveva fatto ma non scritto dagli Dei.

Varnya  accetta anche se straziata dal dolore e torna Londra dove vive il resto dei suoi giorni  fin quando  accadde l’inaspettato…  In una  notte dove non vi è più confine fra il mondo dei vivi ed il mondo dei morti , durante un  eclissi di luna , una donna bussa alla sua porta donandole un bambino … Varnya vagamente ricorda il volto di quella donna, è la dea del lago che porgendole il piccolo Principe vampiro, le dice: “ Prenditi cura di lui,  lui sarà il tuo futuro, il tuo infinito, non portarlo mai sotto la luce del sole …  nutrilo con lacrime di sangue lui è il tuo destino ! … il suo Nome è Volturna.

7.    Come mai l’idea di due cover così differenti tra loro nel genere e anno di uscita.

Terry:
Semplicemente ci piacevano ed era già un pò che erano in repertorio, addirittura dovevamo suonarle al Gothica Festival a Budapest nel 2006

8.    Vi esibirete dal vivo per promuovere il nuovo disco? Se e sì, quando e dove?

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Terry:
Si! Saremo in tour 3 mesi con i 69 Eyes. Il tour partirà il 13 gennaio da Stoccolma e toccheremo molti paesi europei fino ad arrivare in Inghilterra e Scozia a metà marzo.

9.    Progetti futuri dopo “Volturna” ?

Morgan:
Ovviamente il nuovo album, forse anche una opera rock in collaborazione con lo scrittore spagnolo Julio Angel Olivares Merino, ed infine c’è l’idea di produrre qualche band che già teniamo d’occhio…

10.    Fine, grazie per il tempo concessoci, in bocca al lupo per tutto, chiudete voi l’intervista!

Morgan:
Grazie a voi! E grazie a tutti i nostri fans che non mollano mai! Grazie infinite, un caldo abbraccio e un dolce morso a tutti…

(A cura di Ermanno Martignano)

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Il Grande Scisma D’oriente – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Ecco la chiacchierata con la band romana “Il Grande scisma d’Oriente”, band prog-death metal che da pochi mesi ha dato alle stampe il primo lavoro intitolato “Synesthesia”.

Risponde: Emanuele Capparelli

1) Diamo il benvenuto a Emanuele Capparelli , vocalist de “Il Grande Scisma d’Oriente”. Complimenti per il vostro primo lavoro, potresti descrivere ai nostri lettori come nacque questo progetto?
Si può dire che questo progetto sia nato con l’ingresso nella formazione del nostro attuale chitarrista, Gabriele Gaudino, alla fine del 2007. A quel tempo giravamo sotto il monicker “Novalis”, un omaggio al famoso poeta romantico tedesco, ma la nostra linea musicale non era per niente definita.
Le composizioni erano davvero di basso livello, c’erano parecchie influenze thrash, e il tutto risultava una mera sequenza di riff senza un preciso scopo. Io stesso abbozzavo un finto scream, e riascoltando oggi qualche vecchia registrazione, devo dire che ero abbastanza penoso! Cambiando batterista, alla fine dello scorso anno, siamo riusciti a rimetterci in carreggiata, e a ridefinire il nostro approccio alla musica, avvicinandoci sempre più a quello che potete ascoltare oggi nel nostro promo Synesthesia, con bene chiaro in testa l’obiettivo di fare buona musica, ma soprattutto di divertirci.

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2) Come è nata l’idea di usare come monicker il nome “Il Grande Scisma d’Oriente?
L’idea è stata mia, siamo stati spinti a cambiar monicker dal fatto che il precedente, Novalis, era già occupato da una formazione prog tedesca con una decina di full lenght all’attivo, il che sarebbe risultato un grosso problema una volta rilasciate le nostre prime pubblicazioni. Questo nome in realtà si riferisce ad un mio altro progetto personale, ovvero la stesura di un romanzo di impostazione fantasy/fantascientifica, che porto avanti da un pò di tempo.
La scrittura e la musica sono indubbiamente due cose fondamentali per me, e ho pensato che le due cose in qualche modo potessero fondersi, cercando di raccontare in due modi differenti diversi aspetti della stessa storia. Le due cose sono complementari, lì dove finisce la narrazione scritta, comincia quella raccontata attraverso la nostra musica, e viceversa. Avere un monicker così lungo e in italiano è sicuramente un punto a nostro sfavore, (difatti abbiamo dovuto ingannare il nostro bassista, del tutto contrario, dicendogli che avevamo già accettato delle date sotto questo nome, e che oramai eravamo obbligati!), ma sicuramente questo progetto non avrebbe altrimenti avuto, almeno per me, lo stesso significato.

3) Quali sono le tematiche di “Synesthesia”? Chi si occupa della stesura dei testi e della composizione della musica?
Synesthesia, come già accennato, è un primo approccio al mio progetto letterario. Ho composto personalmente i testi, mentre la musica viene soprattutto da idee di Gabriele, il nostro chitarrista, a cui poi abbiamo lavorato tutti assieme. I tre pezzi di cui si compone sono legati da un filo narrativo, bozza di un possibile futuro concept. Riassumo qui brevemente: il protagonista è un uomo affetto da una grave malattia, che lo tiene sin dalla nascita isolato dalla realtà, come se in verità non si fosse mai accorto d’essere.
Ad un tratto la sua mente si accende, ma comincia ad immaginare il mondo così come la sua mente può, associando in maniera errata i sensi (da qui la sinestesia), creando una propria realtà fittizia. Col tempo egli percepisce di vivere nel sogno e cerca un modo per evaderne, riuscendovi infine; passando “al di là dello specchio”, forte della propria esperienza onirica, riconosce che anche il mondo reale in realtà è dettato dalle stesse leggi dei sogni, e comincia un suo viaggio personale, attraverso luoghi ed epoche, alla ricerca di sé stesso.

4) Ti porgo i miei più sinceri complimenti per la tua voce , hai un growl e un timbro davvero invidiabili! Entrambi richiamano molto la voce di Akerfeldt. Sono gli Opeth la vostra più grande influenza? Avete voluto in qualche modo omaggiare i “mostri” svedesi?
Ti ringrazio per i complimenti, sono autodidatta, perciò la soddisfazione è doppia! Sebbene possa sembrare innegabile il nostro legame ad una band come quella di Mikael Akerfeldt, il nostro intento non è mai stato quello di omaggiare la loro bravura o il loro stile, perlomeno non direttamente.
Come ho già accennato infatti le composizioni sono sempre avvenute prendendo come base le idee del nostro chitarrista Gabriele, il quale, e la cosa può davvero sembrare impossibile, è digiuno di swedish o comunque non conosce quasi per niente i gruppi che ci vengono associati come maggiori influenzatori, siano essi gli Opeth, i Katatonia o i Novembre. Stesso discorso vale per i nostri ex chitarrista e batterista, Giacomo e Andrea. Gli unici due ad aver subito pesantemente l’influenza dei sopracitati gruppi siamo io e Matteo, il nostro bassista, e per questo dico che l’influenza è stata indiretta, in quanto abbiamo partecipato in minima parte alla stesura dei pezzi.

5 )Ritornando al discorso influenze musicali : quali sono gli ascolti maggiori tuoi e del resto della band?
Personalmente ho maturato nel tempo una visione molto aperta della musica, cercando soprattutto di avere una conoscenza a 360 gradi del metal, che mi ha portato a preferire di volta in volta uno stilema ad un altro.
Poco tempo fa avrei potuto dirti che i miei ascolti maggiori puntavano sul technical death americano moderno, stile The Faceless o Born of Osiris, mentre oggi potresti più facilmente trovarmi ad un concerto grindcore, ma anche stoner! Matteo, il bassista, condivide più o meno i miei stessi gusti musicali, con una predilezione particolare per la visione alternativa di gruppi come i Tool e gli Anathema. Il chitarrista Gabriele, invece, ha un modo tutto suo di vedere la musica, che ancora non mi è chiaro, perciò, per non fare errori, salto alla prossima domanda.

6) Il disco possiede un’ottima produzione , merito dagli Acme Recording Studio. Come è stato lavorare in questo studio? Siete soddisfatti del prodotto finale?
Siamo più che soddisfatti! Davide, il proprietario dell’Acme Recording Studio, è stato davvero fondamentale nella buona riuscita del prodotto. Sicuramente senza la sua esperienza tecnica e musicale non saremmo riusciti a fare tanto. Lo studio è ottimamente attrezzato, e lui si è rivelato al di sopra delle nostre migliori aspettative.

7) Cosa avete intenzione di fare per il futuro? Siete già alla composizione di nuovo materiale?
L’intenzione è, per ora, quella di chiudere la line-up (cerchiamo infatti sia un batterista che un chitarrista), e di iniziare a comporre nuovo materiale, con l’idea futura di poter far uscire finalmente un full-lenght. Sicuramente il modo di concepire il songwriting cambierà parecchio, soprattutto per cercare di trovare una via più personale che ci svincoli dalle massicce influenze che anche tu hai citato, ad esempio partecipando tutti più attivamente e non lasciando quest’onere a un singolo membro del gruppo, e su questo punto, siamo già sulla giusta strada.

8 ) Bene Emanuele , è stato un piacere fare questa breve chiacchierata. Porgo nuovamente i complimenti alla vostra prima fatica, a te l’ultima parola…
E’ stato un piacere mio, mando un saluto a tutti i lettori di Eraskor.com, e rivolgo loro l’invito ad ascoltare il nostro promo Synesthesia, direttamente dalla nostra pagina Myspace, con l’augurio che l’ascolto sia gradito!

(A cura di Marco Squillino)

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