Mandragora Scream – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Mandragora Scream, band nota ai fruitori di sonorità gothic dark metal, capitanata dalla bella vocalist Morgan Lacroix, freschi di uscita con il full-leght  “Volturna”. Cogliamo l’occasione per fare qualche domanda…

1.    MandragorA  ScreaM, benvenuti su Eraskor, felice ritorno sulle scene.

Morgan:
Ciao e grazie per questa intervista. In questo periodo sono cambiate un pò di cose soprattutto per quanto riguarda la questione manageriale. C’è voluto un pò di tempo ma adesso finalmente abbiamo “messo in moto la macchina” e sembra che tutto funzioni alla grande!

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2.    “Volturna” si dimostra un album pieno zeppo di mid tempo e suoni elettronici, che differenze possiamo riscontrare tra questa nuova release e le precedenti.

Morgan:
In realtà la differenza sta solo nella scelta delle sonorità, abbiamo inserito più elementi elettronici e loops ritmici cercando di miscelarli con le atmosfere che amiamo tanto.

3.    Complimenti per la grande voce Morgan, come nasce una vostra canzone, prima testo o sound?

Terry:
Si Morgan ha una gran voce! È stimolante scrivere per lei perchè ti permette di spaziare anche su estensioni vocali da contralto! …cosa molto rara in una voce femminile…
Non esiste un unico modo…è un’ispirazione improvvisa e può nascere da un testo di Morgan che mi dà l’idea per una musica o in altri casi compongo e registro dei brevi brani che poi sviluppiamo in modo più articolato.

4.    Quale track in “Volturna” esprime in voi maggior emozione e carica adrenalinica nel suonarla, e perché?

Terry:
sicuramente “The Killing Game” e “The Circus”, hanno qualcosa di mistico e sensuale allo stesso tempo e  quando le suoniamo si crea un’energia incredibile che ti va a smuovere le famose “farfalle nello stomaco”.

5.    Penso che non erro asserendo che siete state una delle prime band italiane a collaborare con la Nuclear Blast nei primi anni di carriera, quale è il ricordo più bello di quel periodo, il sapere di essere sotto contratto con una dell’etichette più in voga del panorama metal.

Terry:
Il momento più bello è stato quando ci hanno proposto il contratto e successivamente quando è arrivato il pacco con dentro le nostre copie del disco…puoi immaginare che cosa incredibile! Devo dire che successivamente non siamo rimasti poi così soddisfatti della loro collaborazione e piano piano per poter crescere abbiamo dovuto cercare altre vie…

6.    Anche questo album ripercorre trame fantasy horror?

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Morgan:
La storia è stata concepita da me durante un viaggio che ho fatto un anno dopo la morte di mio padre nelle  “Vie Cave “ a Sovana vicino a Volterra. Un posto veramente magico e pieno di energia
“VOLTURNA” è un concept album e questa è  la trama:
Che Le danze dell’antico vampiro  abbiano inizio, mio padre …

Londra 1805 “Varnya”  vampira da molti secoli improvvisamente perde suo padre “Lui”  da sempre suo  confidente e maestro  della fredda  notte e delle arti oscure . Varnya  sentendosi  completamente  perduta nel limbo della  solitudine cerca di “abbracciare”  un giovane  “Moldan” credendo così di colmare l’immenso senso  di vuoto che attimo dopo attimo l’avvolge. L’amore per Moldan con il passare del tempo rende Varnya sempre più debole conducendola fino alla cecità. Varnya decide così di recarsi  in un piccolo paesino italiano Sovana,  dove sembra  esistere  dopo un lungo cammino attraverso le vie cave,  una foresta incantata “Volturna” . L’antico lago dei segreti  “Mesmer” al centro di Volturna é vegliato dalla Dea Delle  Eclissi  “Venihan”,  alla quale Varnya  chiede di svelare il proprio destino ed il motivo della sua cecità.

Venihan  confida a Varnya che può riavere la vista e riportare suo padre in vita alla sola condizione di uccidere Moldan e cercare il vero amore a lei destinato. Le rivela che la perdita della vista era causata da un cambiamento del destino Varnya  aveva fatto ma non scritto dagli Dei.

Varnya  accetta anche se straziata dal dolore e torna Londra dove vive il resto dei suoi giorni  fin quando  accadde l’inaspettato…  In una  notte dove non vi è più confine fra il mondo dei vivi ed il mondo dei morti , durante un  eclissi di luna , una donna bussa alla sua porta donandole un bambino … Varnya vagamente ricorda il volto di quella donna, è la dea del lago che porgendole il piccolo Principe vampiro, le dice: “ Prenditi cura di lui,  lui sarà il tuo futuro, il tuo infinito, non portarlo mai sotto la luce del sole …  nutrilo con lacrime di sangue lui è il tuo destino ! … il suo Nome è Volturna.

7.    Come mai l’idea di due cover così differenti tra loro nel genere e anno di uscita.

Terry:
Semplicemente ci piacevano ed era già un pò che erano in repertorio, addirittura dovevamo suonarle al Gothica Festival a Budapest nel 2006

8.    Vi esibirete dal vivo per promuovere il nuovo disco? Se e sì, quando e dove?

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Terry:
Si! Saremo in tour 3 mesi con i 69 Eyes. Il tour partirà il 13 gennaio da Stoccolma e toccheremo molti paesi europei fino ad arrivare in Inghilterra e Scozia a metà marzo.

9.    Progetti futuri dopo “Volturna” ?

Morgan:
Ovviamente il nuovo album, forse anche una opera rock in collaborazione con lo scrittore spagnolo Julio Angel Olivares Merino, ed infine c’è l’idea di produrre qualche band che già teniamo d’occhio…

10.    Fine, grazie per il tempo concessoci, in bocca al lupo per tutto, chiudete voi l’intervista!

Morgan:
Grazie a voi! E grazie a tutti i nostri fans che non mollano mai! Grazie infinite, un caldo abbraccio e un dolce morso a tutti…

(A cura di Ermanno Martignano)

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Il Grande Scisma D’oriente – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Ecco la chiacchierata con la band romana “Il Grande scisma d’Oriente”, band prog-death metal che da pochi mesi ha dato alle stampe il primo lavoro intitolato “Synesthesia”.

Risponde: Emanuele Capparelli

1) Diamo il benvenuto a Emanuele Capparelli , vocalist de “Il Grande Scisma d’Oriente”. Complimenti per il vostro primo lavoro, potresti descrivere ai nostri lettori come nacque questo progetto?
Si può dire che questo progetto sia nato con l’ingresso nella formazione del nostro attuale chitarrista, Gabriele Gaudino, alla fine del 2007. A quel tempo giravamo sotto il monicker “Novalis”, un omaggio al famoso poeta romantico tedesco, ma la nostra linea musicale non era per niente definita.
Le composizioni erano davvero di basso livello, c’erano parecchie influenze thrash, e il tutto risultava una mera sequenza di riff senza un preciso scopo. Io stesso abbozzavo un finto scream, e riascoltando oggi qualche vecchia registrazione, devo dire che ero abbastanza penoso! Cambiando batterista, alla fine dello scorso anno, siamo riusciti a rimetterci in carreggiata, e a ridefinire il nostro approccio alla musica, avvicinandoci sempre più a quello che potete ascoltare oggi nel nostro promo Synesthesia, con bene chiaro in testa l’obiettivo di fare buona musica, ma soprattutto di divertirci.

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2) Come è nata l’idea di usare come monicker il nome “Il Grande Scisma d’Oriente?
L’idea è stata mia, siamo stati spinti a cambiar monicker dal fatto che il precedente, Novalis, era già occupato da una formazione prog tedesca con una decina di full lenght all’attivo, il che sarebbe risultato un grosso problema una volta rilasciate le nostre prime pubblicazioni. Questo nome in realtà si riferisce ad un mio altro progetto personale, ovvero la stesura di un romanzo di impostazione fantasy/fantascientifica, che porto avanti da un pò di tempo.
La scrittura e la musica sono indubbiamente due cose fondamentali per me, e ho pensato che le due cose in qualche modo potessero fondersi, cercando di raccontare in due modi differenti diversi aspetti della stessa storia. Le due cose sono complementari, lì dove finisce la narrazione scritta, comincia quella raccontata attraverso la nostra musica, e viceversa. Avere un monicker così lungo e in italiano è sicuramente un punto a nostro sfavore, (difatti abbiamo dovuto ingannare il nostro bassista, del tutto contrario, dicendogli che avevamo già accettato delle date sotto questo nome, e che oramai eravamo obbligati!), ma sicuramente questo progetto non avrebbe altrimenti avuto, almeno per me, lo stesso significato.

3) Quali sono le tematiche di “Synesthesia”? Chi si occupa della stesura dei testi e della composizione della musica?
Synesthesia, come già accennato, è un primo approccio al mio progetto letterario. Ho composto personalmente i testi, mentre la musica viene soprattutto da idee di Gabriele, il nostro chitarrista, a cui poi abbiamo lavorato tutti assieme. I tre pezzi di cui si compone sono legati da un filo narrativo, bozza di un possibile futuro concept. Riassumo qui brevemente: il protagonista è un uomo affetto da una grave malattia, che lo tiene sin dalla nascita isolato dalla realtà, come se in verità non si fosse mai accorto d’essere.
Ad un tratto la sua mente si accende, ma comincia ad immaginare il mondo così come la sua mente può, associando in maniera errata i sensi (da qui la sinestesia), creando una propria realtà fittizia. Col tempo egli percepisce di vivere nel sogno e cerca un modo per evaderne, riuscendovi infine; passando “al di là dello specchio”, forte della propria esperienza onirica, riconosce che anche il mondo reale in realtà è dettato dalle stesse leggi dei sogni, e comincia un suo viaggio personale, attraverso luoghi ed epoche, alla ricerca di sé stesso.

4) Ti porgo i miei più sinceri complimenti per la tua voce , hai un growl e un timbro davvero invidiabili! Entrambi richiamano molto la voce di Akerfeldt. Sono gli Opeth la vostra più grande influenza? Avete voluto in qualche modo omaggiare i “mostri” svedesi?
Ti ringrazio per i complimenti, sono autodidatta, perciò la soddisfazione è doppia! Sebbene possa sembrare innegabile il nostro legame ad una band come quella di Mikael Akerfeldt, il nostro intento non è mai stato quello di omaggiare la loro bravura o il loro stile, perlomeno non direttamente.
Come ho già accennato infatti le composizioni sono sempre avvenute prendendo come base le idee del nostro chitarrista Gabriele, il quale, e la cosa può davvero sembrare impossibile, è digiuno di swedish o comunque non conosce quasi per niente i gruppi che ci vengono associati come maggiori influenzatori, siano essi gli Opeth, i Katatonia o i Novembre. Stesso discorso vale per i nostri ex chitarrista e batterista, Giacomo e Andrea. Gli unici due ad aver subito pesantemente l’influenza dei sopracitati gruppi siamo io e Matteo, il nostro bassista, e per questo dico che l’influenza è stata indiretta, in quanto abbiamo partecipato in minima parte alla stesura dei pezzi.

5 )Ritornando al discorso influenze musicali : quali sono gli ascolti maggiori tuoi e del resto della band?
Personalmente ho maturato nel tempo una visione molto aperta della musica, cercando soprattutto di avere una conoscenza a 360 gradi del metal, che mi ha portato a preferire di volta in volta uno stilema ad un altro.
Poco tempo fa avrei potuto dirti che i miei ascolti maggiori puntavano sul technical death americano moderno, stile The Faceless o Born of Osiris, mentre oggi potresti più facilmente trovarmi ad un concerto grindcore, ma anche stoner! Matteo, il bassista, condivide più o meno i miei stessi gusti musicali, con una predilezione particolare per la visione alternativa di gruppi come i Tool e gli Anathema. Il chitarrista Gabriele, invece, ha un modo tutto suo di vedere la musica, che ancora non mi è chiaro, perciò, per non fare errori, salto alla prossima domanda.

6) Il disco possiede un’ottima produzione , merito dagli Acme Recording Studio. Come è stato lavorare in questo studio? Siete soddisfatti del prodotto finale?
Siamo più che soddisfatti! Davide, il proprietario dell’Acme Recording Studio, è stato davvero fondamentale nella buona riuscita del prodotto. Sicuramente senza la sua esperienza tecnica e musicale non saremmo riusciti a fare tanto. Lo studio è ottimamente attrezzato, e lui si è rivelato al di sopra delle nostre migliori aspettative.

7) Cosa avete intenzione di fare per il futuro? Siete già alla composizione di nuovo materiale?
L’intenzione è, per ora, quella di chiudere la line-up (cerchiamo infatti sia un batterista che un chitarrista), e di iniziare a comporre nuovo materiale, con l’idea futura di poter far uscire finalmente un full-lenght. Sicuramente il modo di concepire il songwriting cambierà parecchio, soprattutto per cercare di trovare una via più personale che ci svincoli dalle massicce influenze che anche tu hai citato, ad esempio partecipando tutti più attivamente e non lasciando quest’onere a un singolo membro del gruppo, e su questo punto, siamo già sulla giusta strada.

8 ) Bene Emanuele , è stato un piacere fare questa breve chiacchierata. Porgo nuovamente i complimenti alla vostra prima fatica, a te l’ultima parola…
E’ stato un piacere mio, mando un saluto a tutti i lettori di Eraskor.com, e rivolgo loro l’invito ad ascoltare il nostro promo Synesthesia, direttamente dalla nostra pagina Myspace, con l’augurio che l’ascolto sia gradito!

(A cura di Marco Squillino)

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En Declin – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


En Declin, la band romana, ci presenta il full-length “Domino / Consequence” sull’etichetta nostrana My Kingdom Music. Un concentrato di emozioni che toccano sonorità rock, dark, wave, melanconia ed elettronica. Cogliamo l’occasione per far due chiacchiere con la band e scoprire le peculiarità di D/C.

Risponde : Daniele Carfagna

1.    Benvenuti En Declin, raccontateci un pò di voi con una bella presentazione

Il progetto En DECLIN nasce 1996 ad opera di Andrea Aschi (chitarra) e Fabrizio Casuccio (voce). Pochi mesi più tardi, la line-up si completa con l’aggiunta di Carmelo Paci al basso e Cristiano Loddo alla batteria; Dopo alcune esibizioni live ed un piccolo promo, la band inizia a lavorare a nuovo materiale, e nel 2000 entra negli studio di Giuseppe Orlando per registrare il primo demo, Amaranth, il quale contiene due lunghe suite di death metal melodico e fosco, accolte positivamente dalla stampa.

Nel 2002, Cristiano e Fabrizio lasciano la band. I due vengono immediatamente rimpiazzati da Marco Campioni alla batteria e Maurizio Tavani alla voce. Il background dei nuovi arrivati conferisce rinnovate energia e linfa vitale al progetto; la fusione con lo stile dei componenti preesistenti dà infatti vita ad un sound originale, fatto di melodie plumbee, emozioni intense e contaminazioni progressive.
Il 2003 è l’anno in cui l’evoluzione del gruppo compie il passo fondamentale, è il momento della maturità artistica. La band entra di nuovo negli The Outer Sounds Studios, e il risultato è il promo intitolato TRAMA, il quale segna anche l’ingresso in line-up di Daniele Carfagna alla chitarra. TRAMA riceve ottima accoglienza da parte di media e pubblico e finalmente, nella primavera del 2005, l’etichetta indipendente My Kingdom Music offre al gruppo la possibilità di realizzare l’album di debutto, intitolato anch’esso TRAMA. Si torna ancora una volta agli The Outer Sound Studios per le registrazioni e infine, il 23 Novembre del 2005, il disco vede la luce.
Nel 2006, Carmelo Paci lascia la band; dopo alcuni mesi, viene sostituito da Massimo Ciaccia, che fin dal suo arrivo, dona un forte impulso alla sezione ritmica.

Per quanto riguarda la rimanente parte del 2006, nonché nel corso dell’anno seguente, il gruppo è impegnato in esibizioni nei dintorni di Roma, così come nel resto d’Italia. Il 2008, invece, viene essenzialmente dedicato alla registrazione del nuovo disco domino/conseguence. Arricchito da un’innovativa ispirazione rispetto ai precedenti due album, l’ultimo lavoro mostra come gli en DECLIN provino (e riescano? Ma sì dai!) ad affinare ulteriormente la formula che li accompagna fin dall’inizio: una mistura di vellutate chitarre acustiche e feroci distorsioni.

EN DECLIN foto band

2.    Vi faccio i complimenti per Dominio / Consequence, un album di qualità e ricco di varie influenze, giusto per citare qualche nome vengono in mente: Klimt 1918, Room With a View, Rain Paint, Anathema e Katatonia… vi rispecchiate in queste influenze?

Non molto in verità rispetto a tutti quelli che citi, ma mi spiego meglio: hai messo nello stesso elenco Anathema e Katatatonia con Klimt, RWAV e Rain Paint. Ora credo che le prime due bands (aggiungi anche un pizzico di Opeth, ma senza esagerare!) abbiano influenzato le seconde tre e noi, ma bene o male partiamo tutte e quattro da quel filone lì, prendendo poi contaminazioni diverse… credo per i Klimt vadano citati gli U2 e gli Editors, per i RWAV i Dregd, mentre i Rain Paint per quello che ho sentito sembrano molto legati ai Katatonia di Tonight’s Decision (ma sono mie opinioni).
Anche noi dobbiamo molto agli Anathema e ai Katatonia, a questi poi aggiungerei i Porcupine Tree, gli A Perfect Circle, i Deus, forse anche qualcosa dei Cure, ma non credo si possa dire che con i ragazzi ci guardiamo tra noi per prendere ispirazioni: la cosiddetta “scena romana” (escludendo i Rain Paint) è fenomenale proprio perché abbiamo una base in comune ma identità completamente diverse.

3.     Leggendo la vostra biografia, ho appreso che agli inizi eravate più influenzati da sonorità swedish death e dark, come mai questo mutamento stilistico, semplice maturità compositiva?

Non parlerei di maturità perché poi sembra che chi fa swedish sia immaturo (scherzo)!
Il fatto è che dai tempi di Amaranth la formazione degli enDECLIN è completamente cambiata, è rimasto solo Andrea dei membri originali. Dunque un pò per un cambiamento dei gusti, un pò perché ognuno di noi è riuscito piano piano a trovare il suo spazio per esprimersi e portare le proprie influenze… gli enDECLIN sono diventati quello che ascoltate su domino/consequence.

4.    Come scritto in sede di recensione, secondo me, i picchi più alti vengono raggiunti quando cantate in italiano grazie alla meravigliosa maestria della voce di Mao; come mai, quindi, compare in piccolissime dosi come in “Naiive” e nella traccia nascosta di “Fuori Contesto”?

Il fatto di cantare in italiano è una cosa che ci ha sempre stuzzicato, ma è molto difficile farlo, sia forse per un senso di nudità, come se ci si sentisse scoperti, sia perché la nostra lingua è metricamente molto difficile da gestire. “Fuori contesto” è stato un esperimento: la musicalità del pezzo si accordava bene all’italiano, il testo (nato in inglese) poteva venire liberamente tradotto e rimanere arioso come l’originale. Ai posteri il giudizio sul risultato! Dal canto nostro pensiamo che il prodotto finale sia riuscito bene, e questo ci spinge a prendere in considerazione, per il futuro, una dose più massiccia della nostra lingua nei pezzi… chissà…

5.    Complimenti per la bellissima cover dei Beatles, possiamo dire che avete donato un certo vigore al pezzo, quali motivazioni vi hanno spinto alla scelta di questa canzone e non una più celebre?…l’idea di inserire una cover è un’iniziativa che proseguirà anche nel prossimo album?

Non sappiamo in effetti perché la scelta è caduta su questa. Il pezzo era nell’aria da molto tempo, avevamo in mente di fare una cover e avevamo cominciato a riarrangiare alcuni pezzi (non ti dirò quali, perché magari un giorno li porteremo a termine!) ma non eravamo mai riusciti a finirli. Ovviamente qualunque cover avessimo fatto volevamo suonasse “enDECLIN” e non come copia dell’originale, su questo punto eravamo tutti d’accordo. Alla fine While My Guitar timidamente ha fatto capolino di nuovo nelle nostre teste, ci abbiamo provato ed è uscita fuori quasi subito. Forse mentre provavamo altro la stavamo digerendo piano piano, e una volta rimessa al centro della questione si trattava solo di suonarla.
Diremo senza modestia che siamo davvero soddisfatti del risultato: siamo riusciti a dar vita ad un pezzo che sembra nostro, e questo è ancora più importante in quanto abbiamo scomodato niente di meno che i baronetti, e il rischio lapidazione per una parodia di un pezzo così bello e storicamente importante (scritto da George Harrison con Eric Clapton alla chitarra solista, mica poco!!!) era concreto…
Per il futuro chissà, certo questa cover ci ha dato l’opportunità di capire che non siamo così incapaci di suonare cose degli altri, ma non so se si verificherà ancora quella corrispondenza di circostanze per cui il brano verrà fuori naturalmente. Sai, tra sbattere la testa sui nostri pezzi o su una cover preferiamo farlo sui primi!

6.    Quando ho visto che il vostro cd era su My Kingdom, conoscendo la qualità delle loro proposte discografiche, ero sicuro che anche il vostro prodotto sarebbe stato di notevole spessore. Come è nata la collaborazione con l’etichetta salernitana?

La collaborazione con Francesco è nata un pò di tempo dopo che uscì la demo di Trama. Ci ha dato fiducia, abbiamo confezionato altri tre pezzi ed è venuto fuori il nostro primo full-lenght… il lavoro della My Kingdom Music, pur essendo fatto da una piccola etichetta, è comunque uno sforzo che abbiamo sempre apprezzato perché Francesco lavora al massimo delle sue possibilità.

7.    Promuoverete le nuove canzoni con qualche concerto?

Per adesso date sporadiche, ma stiamo programmando una serie di live che partiranno più in là. Come al solito cercheremo di fondere il live con altre forme di comunicazione artistica per rendere lo spettacolo qualcosa di più che un semplice concerto.

8.    Se ci fosse possibilità di concretizzare un festival gothic rock, con chi vi piacerebbe dividere il palco?

Mmmh… posso dirti chi vorrei io, ma non so se parlo a nome di tutto il gruppo. Sicuramente tra i big gli Anathema, non mi dispiacerebbe anche il filone un pò più metallaro come i Moonspell e i Novembre. I Klimt per garantire italianità e da qualche parte potrebbe spuntar fuori Anneke Van Giersbergen a cantare con qualcuno!

9.    Cosa riserva il futuro per  gli En Declin?  Potete già sbilanciarvi sull’uscita del prossimo capitolo?

Vorremmo registrare il prossimo disco al più presto, stiamo già lavorando su nuove idee che ci sembrano molto valide e ricche di un “esprit nouveau” che ci piace davvero! Speriamo di farcela a renderle musica entro un anno, perché il parto di domino/consequence è stato troppo lungo e non vogliamo avere il ritmo di quasi un lustro per far uscire un disco!

10.    Grazie infinite per essere stati con noi, buona fortuna per tutto!! A voi le ultime parole!

Un grazie a te per lo spazio che ci hai dedicato e per la fiducia che hai riposto negli enDECLIN.
Domino e Consequence sono due parole intimamente legate: le conseguenze di un ricordo, la consapevolezza che le cose non sono eterne, di non saper comunicare, la necessità di non essere sempre sé stessi. C’è sempre un motivo per cui si scopre qualcosa, e il disco è il tentativo intimista di raccontarne le cause e gli effetti. Ma forse sono proprio gli effetti quello che più ci è piaciuto analizzare: cosa succede dentro di noi nel momento in cui un’esperienza qualsiasi ci ha lasciato una consapevolezza in più o un nuovo stato d’animo? Possiamo dire di essere cresciuti? O solo per un momento, fino a quando non faremo di nuovo gli stessi sbagli? In queste considerazioni sta il filo conduttore che tiene insieme i brani di domino/consequence e assegna un mood omogeneo al disco. George Perec scriveva che il gioco del puzzle, malgrado le apparenze, non è un gioco solitario: ogni gesto da noi compiuto per rimettere insieme i pezzi è stato a sua volta compiuto dal suo autore. È un gioco che presuppone una sfida tra due persone, in ultima analisi. Domino/consquence lascia una serie di tasselli sparsi sul tavolo, sui quali noi abbiamo ragionato, dunque all’ascoltatore il compito, se lo vuole, di rimetterli insieme, magari ultimando anche un disegno che noi non avevamo previsto.
Questa la premessa, e allora vorrei cogliere l’occasione per invitare i lettori a visitare le nostre pagine myspace (www.myspace.com/endeclin) e facebook (http://www.facebook.com/pages/en-DECLIN/29931199529?ref=ts). Se non avete ancora ascoltato la nostra musica e soprattutto domino/consequence lì potete farvene un’idea.
Che dire… proviamo ad usare le note per dare emozioni, e alcuni dicono che riusciamo a farlo bene: chissà! non sta certo a noi giudicarci, quindi aspettiamo i vostri riscontri!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Domina Noctis – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Parma, città bellissima dell’Emilia Romagna, ci propone i Domina Noctis, band dal metal melodico con chiare venature gothic. “Second Rose” è il titolo della loro seconda fatica, sentiamo cosa hanno da dirci.

Risponde: Edera

1. Ciao ragazzi, benvenuti, complimenti per “Second Rose”, il vostro metal può essere definito “educato e sincero”, mai aggressivo ed in grado farsi apprezzare senza alcuna pretesa.
Come definireste voi la vostra musica?…quali sono le vostre influenze artistiche?

Ti ringraziamo. La nostra musica può piacere o non piacere, ma è musica sincera, e c’è amore in quello che facciamo. Il nostro sound è come una valigia di suoni che ci accompagna negli anni ed è in continua evoluzione.

Domina Noctis

2.    Quali differenze possiamo riscontrare tra questo nuovo capitolo e quelli precedenti?

Il nostro primo album, “Nocturnalight”, presentava canzoni molto lunghe, atmosfere più gotiche, era molto melodico e contemporaneamente, forse, in uqalche modo più metal di “Second Rose”.
Sicuramente “Second Rose” è un album diretto, molto melodico ma anche molto rock, che fonde insieme le nostre influenze, dalla musica elettronica anni 80 al metal.

3.    Perché “Second Rose” di cosa parlano i vostri testi?

Questo album è la nostra “seconda rosa” nel senso che è il nostro secondo album. L’album per noi è come una rosa perché è il frutto del nostro lavoro, e una volta finito lo guardi e ti accorgi che per te è prezioso e delicato, come un fiore, come un figlio appena nato; è un’emozione forte dar vita ad un album… I testi non fanno parte di un concept, ogni canzone parla di un’emozione diversa, momenti di vita che mi hanno fatto pensare; in generale nei testi mi piace parlare di odio e di amore, di rivelazione, ricerca, crescita interiore.

4.    Cosa rappresenta, o meglio simboleggia il vostro bell’artwork?

La copertina è nata rivisitando un vecchio autoscatto che ho fatto anni fa; mi sembrava interessante passare l’immagine e l’idea che la musica è “senza occhi”, è ritiro spirituale nel mondo dei suoni, è fusione con un mondo interiore. Sul retro della copertina invece ho inserito un concept sul tempo (l’orologio) che come un ingranaggio “macina” una rosa bianca: ciò che è vero oggi potrebbe non esserlo domani, le emozioni, la musica, tutto passa sotto la prova del tempo.

5.    Come mai l’idea di coverizzare due canzoni al di fuori di un contesto metal?…come siete arrivati alla scelta di “Because the Night” e Bang Bang, celebre pezzo degli anni ’60?

Non abbiamo mai amato molto l’idea di fare cover di pezzi metal, certo ne abbiamo fatte alcune dal vivo, anche se raramente, ma ci sembra un tentativo più interessante quello di prendere una canzone non metal e riarrangiarla con le nostre influenze, le nostre idee, il nostro sound.
Because the night e Bang Bang sono due esempi di ottime canzoni “pop” che ci hanno influenzato (e sono solo due esempi, ce ne sarebbero decine e decine!) e che amiamo alla follia: le abbiamo volute celebrare riproponendole, e risuonandole abbiamo imparato molto da loro.

6.    Scriverete mai un pezzo in lingua madre? Spesso il connubio inglese/italiano va a braccetto.

Finora non ci siamo mai cimentati in questa operazione, non ho mai scritto una pezzo in italiano e l’idea per ora non mi alletta, anche se ho avuto da poco occasione di collaborare con i bolognesi In Tormentata Quiete, registrando 3 brani in italiano nel loro appena uscito “Teatroelementale”, e devo dire che è stata davvero una bellissima esperienza. Chissà, magari il terzo album dei Domina Noctis potrebbe riservare sorprese sotto questo profilo!

7.    Progetti futuri?

Stiamo scrivendo a pieno ritmo le nuove canzoni per il prossimo album e non vediamo l’ora di registrarle. Le nuove composizioni rappresentano un’ulteriore evoluzione del nostro sound, unendo sonorità “morbide”, rock, moderne e un forte impatto emotivo.

8.    Siamo in conclusione, a noi non resta che ringraziarvi della disponibilità concessaci e auguriamo ogni fortuna. A voi l’ultima parola…

Aggiungeteci su www.myspace.com/dominanoctis e cercateci su facebook, youtube e twitter. Grazie per il supporto! Stay free! Horns up!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Antinomy – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Antinomy, gothic death intriso di sfumature horror proveniente dalla Lombardia. Facciamo alcune domande alla band, che ha saputo confezionare un ottimo demo intitolato “Nonsense”..

Rispondono alle nostre domande Marco (bassista) & Eric (voce e tastiere)

  1. Benvenuti ragazzi, a voi le presentazioni.

    Marco (bassista): Gli Antinomy sono una vera e propria
    famiglia che ha come unico scopo quello di suonare Musica
    col cuore e regalare emozioni.

    Eric (tastierista/cantante): Amiamo la musica più della
    nostra stessa vita, e questo progetto è nato con
    l’obiettivo di riuscire a rendere le note un veicolo
    emotivo, riuscire a traslare i sentimenti e le esperienze in
    sonorità sofferte e vissute. Elementi come la fragilità
    e la rabbia hanno bisogno di uno specchio che le rifletta in
    un contesto artistico in cui noi crediamo ciecamente. Usare
    la musica come terapia, e trovare l’equilibrio costante
    tra il mondo reale e quello visionario. Siamo alla continua
    ricerca di noi stessi, e solo l’arte può aiutarci a
    comprenderci fino in fondo. Desideriamo solamente scuotere,
    e rendere concreti i dolori che ci affliggono, attraverso
    sinfonie e poemi.

    antinomy band

  2. Da dove prende vita il nome Antinomy?

    Marco: L’antinomia è un paradosso che si verifica in
    presenza di due affermazioni contrapposte che, pur
    escludendosi a vicenda, risultano vere entrambe. Questo
    concetto ci è sembrato perfetto per la nostra musica che
    si basa proprio sulla convivenza di contrapposizioni tra
    parti estreme ed altre più musicali.

    Eric: La nostra intenzione, sin dall’inizio, era quella di
    trovare un nome che non ci indirizzasse immediatamente in
    uno specifico settore. Penso che questa scelta si basi
    proprio sulla nostra innata apertura mentale: ascoltando
    metal a 360 gradi, abbiamo ritenuto fondamentale scegliere
    un nome che si potesse adattare a qualsiasi sottogenere
    della musica che amiamo, dando motivo all’ascoltatore di
    sentirsi “incuriosito” dallo scoprire la nostra proposta
    musicale e le nostre innumerevoli influenze.

    3.      Ascoltando il vostro nuovo demo “Nonsense” mi
    è piaciuto il vostro modo di cantare perfettamente
    sincronizzato,  sorretto dalle linee di tastiere mai
    inserite a caso e l’incalzante batteria. Quali sono
    secondo voi le differenze maggiori tra il precedente demo
    “Origin of all  pains” e quest’ultima fatica?

    Marco: Moltissime! A partire dalla diversa line-up, fino al
    modo di comporre i brani, sia a livello stilistico che
    tecnico. Ora finalmente abbiamo le idee chiare su quello
    ciò vogliamo ottenere con la nostra musica e abbiamo
    capito che a volte è meglio creare una bella canzone
    piuttosto che essere “originali a tutti i costi”. La
    nuova line-up ha rappresentato una vera e propria rinascita
    della band, che pur non avendo stravolto gli intenti
    iniziali ha trovato finalmente una nostra propria strada.

    Eric: Penso che si trattino di due bands davvero diverse,
    seppur legate dallo stesso monicker e dalla stessa storia.
    Sicuramente il cambio di line-up ha influito notevolmente
    sulla qualità della musica, ma molti altri fattori hanno
    influito sul salto che abbiamo compiuto.La capacità di
    scrivere buone canzoni nasce da diversi fattori che non
    contemplano solamente, come molti credono, la tecnica o lo
    studio dello strumento, fattori che comunque ritengo
    assolutamente importanti. Alla base di una buona qualità
    compositiva, a mio avviso, esistono anche fattori come la
    cultura musicale e l’apertura mentale, che ci hanno spinto
    ad “arricchire” la nostra musica e a studiare
    minuziosamente la struttura di ogni brano in fase di
    composizione, fattore sul quale sorvolavamo spesso in
    passato rendendo i brani slegati e a volte lontani da ogni
    senso logico.

    4.      Come scritto in sede di recensione, il vostro sound
    mi ricorda lo stile dei Dismal Euphony di Autumn leaves, ma
    privi di quell’alone black metal che permea le loro
    tracks, e influenze che richiamano i primi Death ss e un
    certo progressive anni 70 . Concordate con le mie
    osservazioni o sono fuori strada?

    Marco: Prima di tutto ti ringrazio per i
    paragoni.certamente non meritati! ;-)   Le nostre influenze
    sono molteplici, infatti ognuno di noi ascolta
    diversi generi musicali e porta il proprio stile
    all’interno della musica della band, a partire dal Gothic
    Metal fino ad arrivare al Black/Death,  passando per generi
    come il punk, il folk, le colonne sonore. Sicuramente
    l’impronta Gothic-horror resta prevalente, ma il nostro
    intento primario è quello di trasmette emozioni che siano
    più intense possibili, con qualsiasi mezzo!

    Eric: Ti ringrazio di cuore, il fatto che hai
    “scomodato” paragoni con bands come quelle citate mi fa
    capire che hai ascoltato il nostro demo con attenzione e non
    ti sei fermato “superficialmente” a paragonarci ai
    classici gruppi gotici. il fatto che hai trovato nella
    nostra musica influenze settantiane tanto quanto influenze
    moderne è per noi un gran complimento, perché il nostro
    è un viaggio musicale che attraversa decadi di musica
    metal, passando dal nostro amore per la musica rock degli
    anni 60 fino alle forme più estreme di metal
    contemporaneo.

    5.      Quali sono le tematiche dei vostri pezzi, quali
    sensazioni volete trasmettere a chi vi ascolta?

    Marco: Pur non essendo un concept, i brani di Nonsense hanno
    un unico filo conduttore, esplicitato anche attraverso la
    copertina fronte/retro del CD: qualsiasi cosa, vista da
    punti di vista differenti, può apparire estremamente
    diversa da come sembrava precedentemente. I concetti di
    “vero” e “falso”, “buono” e “cattivo”, sono
    solo delle comode semplificazioni che nella realtà hanno
    poco riscontro: qualsiasi cosa o persona possiede più lati
    contrapposti, anche se spesso nascosti.

    Eric: Vorrei che l’ascoltatore provasse le stesse emozioni
    che proviamo noi quando ascoltiamo musica. Emozioni
    indescrivibili a parole.

    6.      A quando il primo full-leght?

    Marco: Speriamo presto ovviamente!! Anzi, colgo
    l’occasione per invitare chiunque sia interessato alla
    nostra proposta musicale a farsi avanti e darci una
    possibilità. di certo non deluderemo! ;-)

    Eric: Non appena saremo convinti di essere in grado di
    compiere questo salto. Troppo spesso ascoltiamo dei cd che
    nella loro globalità risultano troppo noiosi o
    monotematici, pur avendo al proprio interno qualche pezzo
    ben riuscito. Non abbiamo fretta di lanciare sul mercato un
    prodotto che non rappresenti al 100% quello che io ritengo
    essere il nostro “viaggio musicale”. Al momento giusto
    inizieremo a parlarne, non appena saremo consapevoli di
    avere tra le mani un buon numero di pezzi davvero validi.

    7.     Prossimi live? State promuovendo la nuova uscita?

    Marco: La promozione del nostro demo “Nonsense” è
    davvero intensa! Non solo on-line, dove è possibile
    ascoltarlo e scaricarlo gratuitamente, ma abbiamo anche
    stampato 700 copie del CD che stiamo distribuendo
    gratuitamente. insomma, stiamo per invadere il mondo, ah
    ah! A parte gli scherzi, se qualcuno fosse interessato ad
    avere una copia del CD non esiti a contattarci!

    Eric: Cerchiamo di suonare il più possibile dal vivo, ma
    chiunque di noi sa quanto è difficile in Italia esporsi
    quando si ha a che fare con una proposta musicale che
    sconfina dalla mediocrità artistica a cui il pubblico è
    abituato. Il fattore live è comunque fondamentale, ed è
    la prova del 9 di una qualsiasi entità musicale, in un
    epoca in cui, grazie alla tecnologia, tutti possono apparire
    artisti in studio di registrazione. Come sempre sono le assi
    di un palco a dimostrare la vera qualità e l’attitudine
    di un musicista. Noi faremo il possibile per promuovere la
    nostra musica anche dal vivo, cercando di migliorare
    costantemente e allontanando quelle grosse lacune che fanno
    parte del DNA di qualsiasi band underground.

    8.      L’underground italiano sta prendendo velocemente
    piede in questo 2009, grazie a social network come myspace e
    FB. Quali band della vostra regione e non, consigliereste ai
    nostri lettori?

    Marco: Effettivamente ora grazie ad Internet finalmente
    qualsiasi gruppo ha la possibilità di farsi conoscere in
    giro per il mondo. Questo è certamente molto positivo, ma
    purtroppo si è creato un tale sovraffollamento di band che
    è difficile ritagliarsi un proprio spazio, e spesso
    (soprattutto in Italia) la gente si mostra infastidita da
    tutti questi gruppi che cercano di farsi conoscere.
    Purtroppo, come dicevamo prima, ogni cosa ha un rovescio
    della medaglia, eheh!

    Eric: potrei passare giornate intere a stilare liste su
    liste di gruppi dell’underground italiano che meritano
    l’attenzione dovuta. Stimo particolarmente bands come
    Unscarred, Heavenfall o Nekrosun, tanto per fare dei nomi,
    ma in generale penso ci siano davvero tantissime realtà da
    scoprire, e i social network da te citati (se usati col
    cervello, ovviamente) possono essere senza dubbio dei
    fantastici mezzi di promozione.

    9.    Progetti per il futuro?

    Marco: Attualmente stiamo componendo diversi nuovi brani,
    che ritengo davvero ispirati, e che proporremo durante i
    prossimi live! Successivamente penseremo al prossimo disco..
    che sono certo segnerà un nuovo passo in avanti per gli
    Antinomy! In quale direzione. beh, lo scoprirete solo
    ascoltandolo!!

    Eric: le nuove composizioni ci rappresentano ancora
    maggiormente, e stiamo lavorando sodo su quattro nuovi brani
    che rappresenteranno un nuovo salto di qualità. L’unico
    vero progetto per il futuro, quindi, è quello di
    rimboccarci le maniche e mettere cuore, anima e cervello in
    tutto ciò che faremo.

    10.   Ragazzi grazie per la disponibilità, buona fortuna
    per tutto!

    A voi l’ultima parola.

    Marco: Grazie mille per questa intervista, vorrei salutarvi
    con un messaggio per i lettori: dateci una possibilità,
    ascoltate i nostri pezzi e fateci sapere cosa ne pensate:
    per noi qualsiasi commento è importante e ci aiuterà a
    crescere!
    Ci si vede al prossimo live!

    Eric: venite a trovarci sul nostro sito (www.antinomy.it),
    sulla nostra pagina myspace (myspace.com/antinomyband) e su
    facebook. Grazie di cuore per il vostro sostegno alla
    musica underground e per l’immenso supporto a quelle forme
    artistiche che non moriranno mai. A presto!

    (A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Elegy Of Madness – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Facciamo due chiacchere con la band tarantina Elegy of Madness, freschi di stampa con il loro primo full-leght dal titolo “The Bridge of sighs” prodotto da Sweet Poison. Il loro sound è una dolce fusione tra progressione ed eticità drammatica,  ma… a loro la parola….

1. Salve EoM, Eraskor.com vi da il benvenuto, lascio a voi le presentazioni…

Ciao a tutti i lettori! Ci presentiamo.. Siamo gli Elegy of Madness, gruppo gothic progressive metal, dalla bellissima città di Taranto.
Se siete pronti ad entrare con noi in un mondo diverso, magico e misterioso attraverso la nostra musica, mettete le cuffie e chiudete gli occhi..

2. Da dove nasce il nome Elegy Of Madness?

Tutti noi siamo sempre stati affascinati dal concetto di elegia: un componimento di origini molto antiche che solo inizialmente veniva inteso come lamento funebre. In seguito, l’elegia divenne una composizione che mirava a dare degli spunti di riflessione agli ascoltatori, principalmente sul decadimento degli antichi valori. Ebbene sentiamo di aver ripreso questo obiettivo unito alla nostra volontà di evadere attraverso la musica e di “impazzire” anche se solo per un breve momento.
(Anja)

EoM foto band

3. Quali differenze possiamo riscontrare fra il precedente “Another Path” e il nuovo album?

Le differenza che possiamo immediatamente distinguere dalla nostra prima realizzazione (Another Path) è senza dubbio la presenza delle orchestre, l’utilizzo dell’elettronica e alcuni samples. Ciò ha permesso di dare maggiore incisività alle tematiche trattate nelle nostre composizioni.
(Roby)

4. Nei vostri brani la cosa che mi ha affascinato ascolto dopo ascolto, è l’alone di drammaticità e mistero che portano con sé. Era nei vostri obbiettivi creare questo tipo di sound?

Ovviamente si è cercato per ogni composizione di ricreare ambientazioni drammatiche sia per rispecchiare le tematiche che vengono trattate nei testi, sia perchè a me personalmente piace comporre melodie nostalgiche che possano far scaturire nell’ascoltatore emozioni molto forti.
(Tony)

5. Come mai la scelta di mantenere le song su ritmi quasi sempre cadenzati inserendo poche accelerazioni? Non temete che questa scelta potrebbe risultare ostica a lungo andare?

Molte volte per ricreare ambientazioni drammatiche, ci serviamo di ritmi cadenzati. E’ vero.. chi non predilige particolarmente questo tipo di ambientazioni a lungo andare potrebbero annoiarsi, ma significherebbe altrimenti interrompere un feeling che si crea nell’ascolto. A mio parere potrebbe causare anche un cambiamento nella particolarità del genere da noi proposto. E’ importante dire però che i ritmi vengono creati in maniera molto spontanea e quindi ciò che poi sentite è il frutto di scelte non di sicuro razionali. (Tony)

6. Come mai la scelta di usare la lingua italiana solamente in “prelude” e solo inglese per le altre canzoni?…ascolteremo in futuro una track interamente in lingua madre?

Ho scelto di utilizzare l’italiano come apertura per l’album: questo per rendere omaggio alla nostra terra e alle nostre origini. Tutti gli altri testi li ho scritti in inglese sia perchè adoro questa lingua e spesso scrivo direttamente in inglese, poi anche per motivi pratici. Le sillabe sono molto più scorrevoli e alcune parole trovo che siano già naturalmente musicali ed espressive. Di sicuro prima o poi sentirete una track in italiano…… (Anja)

7. Avete in mente di fare alcuni live?

Ovviamente si! L’attività live, sopratutto per un gruppo che suona un genere come il nostro, è di una importanza vitale e permette di esprimere dal vivo ciò che comunichiamo nell’album. Stiamo programmando le date autunnali/invernali ed un mini-tour estivo!
(Marcello)

8. Qual è il brano che regala maggiori emozioni ad ognuno di voi?…e perché?

(Marcello): Per me è indubbiamente Threshold, che è il brano che strutturalmente si avvicina di più al mio gusto musicale, unendo Progressive Metal ad una piccola parte Swing. Ed è anche abbastanza difficile da suonare :-)

(Tony): Treshold è un grande brano ma personalmete Agony Part 2 ,anche se molto più semplice suscita in me delle emozioni particolari . La sua area drammatica fa pensare a tutta quella gente che soffre per stati di coma irreversibile ma anche malattie dove ancora oggi non esiste alcuna cura…..tanta gente pensa che la vita sia qualcosa di scontato e abituale, senza pensare che all’improvviso potrebbe cambiare tutto il sistema . Non dare valore a ciò che si ha è un grave errore che si commette abitualmente ; in Agony part 2 ho voluto esprimere musicalmente il dramma del coma e poi coronato dal testo di Anja abbiamo raggiunto l’obbiettivo.

(Anja): Per quanto mi riguarda due sono i pezzi che mi colpiscono: No Names ed Agony part 2, sicuramente perchè nei testi ho anche inserito una mia esperienza personale e quindi, potete immaginare, rivivo tutte le emozioni connesse ad alcune esperienze.

9. State già pensando al successore di “The Bridge Of Sighs” ? Cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo album?

Certo che si! In realtà abbiamo già deciso la tematica del nuovo album, che sarà, in realtà, un concept. Però non possiamo anticipare nulla! :-) ( Marcello)

10. Grazie per la vostra disponibilità e buona fortuna!! A voi le conclusioni…

Vorrei ringraziare a nome di tutto il gruppo, le persone come voi che ci danno la possibilità di farci conoscere. E’ troppo importante il vostro supporto e quello di tutti coloro che ci ascoltano che continuano a sostenerci comprando il nuovo album e che ci fanno emozionare tanto durante i live! (Anja)

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Luna Obscura – intervista (interview)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


luna-obscura

RISPONDE GOGO MELONE

1) Diamo il benvenuto su eraskor.com alla singer dei Luna Obscura, Gogo Melone! Grazie per aver accettato la nostra richiesta. Per prima cosa ti facciamo i complimenti per la tua voce e per i Luna Obscura! Raccontaci la vostra storia e presentaci in breve la line up…

Grazie Marco! La line up è Dimitri Papachristos (chitarre, orchestrazioni), Aris Potonos (vocals maschili, testi), Stratps Kountouras (Basso) e me! La band si è formata nel 2000 da una coppia di amici che volevano sperimentare con le loro influenze musicali! Dall’inizio era chiaro e ovvio che volevamo comporre musica e non suonare solamente le nostre songs preferite di altre band! Ma non avevamo già in mente se creare qualcosa di gothic, doom o death! Incontrai Aris e Dimitris alcuni anni fa, quando avevano già preparato qualche songs, e io mi unii a loro nelle prime registrazioni del demo “Darcanda”. Non abbiamo deciso a tavolino di usare due cantanti ma ci siamo accorti che qualcuna delle songs suonava molto bene e abbiamo voluto mantenere questa via! Dopo vari cambi di line up, abbiamo avuto molti musicisti session, che abbiamo ancora per qualche evento e registrazione, e nonostante abbiamo affrontato molte difficoltà, noi abbiamo ancora la stessa passione e gli stessi feeling per le cose che vogliamo fare e rappresentare con la band! Fino ad ora noi abbiamo rilasciato una demo nel 2000 “Darcanda” che ha avuto grandi recensioni, l’ep “Evilyn” con 2 songs nel 2008 e quest’anno è stato terminato il primo full lenght chiamato “Feltia”.

luna obscura foto intervista

2) Ascoltando le tracce di “Feltia” mi sono ritornate in mente band come i primi Theatre of Tragedy, Tristania e Draconian. Voi vi ispirate a queste band? Quali sono le vostre influenze e le tue band preferite al momento?

Mi piacciono queste band e qualche volta una canzone, un buon album o una melodia possono essere i “trigger” che ci permettono di creare una nostra canzone, un nostro album, una nostra melodia nella musica ma anche nella vita! Ma a me piacciono anche i Katatonia, My Dying Bride, Swallow the Sun, Daylight Dies, Trail of Tears, Paradise Lost, Moonspell, Graveworm, Amorphis, A Perfect Circle, Dead Can Dance e tanti altri.

3) Gogo sono stato ammaliato dalla tua voce,davvero molto bella, che risalta ancora di più in contrasto al growl! In alcuni tratti,nonostante il tuo timbro sia personale, mi hai ricordato Cristina Scabbia, singer degli italiani Lacuna Coil! E’ una tua influenza vocale? E cosa ne pensi dei Lacuna coil?

Grazie davvero tanto per le tue parole, Sono grata che la mia voce ti piaccia! Io penso sia abbastanza facile che essa ricordi qualcuno, perché non ci sono molte cantanti femminili popolari nel metal e qualche volta non si possono evitare i paragoni! Ma alla fine non penso di essere stata influenzata da Cristina Scabbia ma la rispetto come musicista, lei è davvero brava nel canto e nei Lacuna Coil pure!

4) Rimanendo sul lato vocale, quando hai incominciato a cantare? E chi o cosa ti ha ispirato per farti iniziare?

Ho incominciato a cantare da quando avevo 10 anni, la maggior parte delle volte nei cori! Quando ero una bambina ero attiva in tutto ? Il primo album metal che acquistai era “The black album” dei Metallica, credo che ogni cosa sia incominciata da li! Poi ho incominciato ad ascoltare bands di ogni genere, Ho avuto qualche lezione vocale ma poi le ho abbandonate presto a causa del mio cattivo insegnante! Al liceo ho incominciato a cantare con varie bands….penso che tutte questi modi di fare siano usuali per la mia età!

5) Come prende vita una vostra composizione? Chi si occupa principalmente della stesura dei testi e della musica? E soprattutto quali sono le ispirazioni dei vostri testi?

Il nostro chitarrista Dimitris è responsabile della maggior parte delle parti musicali, Io sto anche scrivendo qualche parte orchestrale e Aris le liriche! Le nostre inspirazioni vengono dalle sofferenze dell’uomo, dal dolore dei cuori infranti, dalla paura, la miseria, la rabbia, i sogni e gli incubi, qualche volta dalla poesia e dalle nostre storie personali quotidiane

6) Il capitolo che amo di più del vostro disco è “The ancient one”! Ma comunque amo tutto il disco, davvero scorrevole, che non annoia mai, mix di death doom e gothic, grandi melodie e ottime voci! Sicuramente tutto ciò è stato apprezzato dagli amanti di queste sonorità! Ma come presenteresti il disco a chi ancora non lo ha ascoltato?

Grazie! Bene, “Feltia” non è un concept-album, è un misto delle parole emozione, caduta e colpa e definisce la situazione psichica umana quando una persona è malinconica e emotivamente “segnata”. L’album ha 11 songs con un bel equilibrio tra voci femminili e maschili ma non ha il solito stile gothic metal che tutti noi conosciamo …. tutte le songs sono molto forti e potenti! Il nostro sound è arricchito da molto materiale ma noi abbiamo anche provato a conservare elementi dei vecchi lavori della band! Noi rispettiamo l’”audience” cosi che in questo album ci siamo mossi in una maniera più professionale! “Feltia” è un’ottima opzione per chi ama i generi metal atmosferici, death, gothic!

7) Ho letto sul vostro myspace che avete lavorato con Stamos Koliousis (che ha lavorato anche per i Funeral) e che il mastering è stato eseguito da una figura di spicco, ovvero da Mika Jusilla (Nightwish, Children of Bodom, Sonata Artica, Amorphis)! Come è stato lavorare con loro due? Siete orgogliosi e soddisfatti del prodotto finale?

Assolutamente! Naturalmente ci sono volte che noi desideriamo avere più tempo ma noi siamo musicisti e il sentimento di insicurezza è sempre nelle nostre menti!!! Abbiamo impiegato un anno per finire tutto! Dimitris e Stamos hanno lavorato molti mesi per il missaggio dell’album, è stato il periodo più difficile ma l’abbiamo fatto bene! Steve Dickins dai STV Studios, il quale è stato il nostro produttore in passato, ci ha aiutato molto con le registrazioni vocali ma non abbiamo impiegato più di qualche mese perché Aris e Io eravamo gia pronti a ciò. Mika Jussila ha fatto un grande lavoro col mastering e non abbiamo nulla da eccepire riguardo questo…è una persona davvero talentuosa e esperta!

8) Voi venite dalla Grecia : com’è la situazione musicale li (promozione, supporto, live) ? Cosa ne pensate dell’underground greco, ci sono band che apprezzate in particolar modo?

Io sto lavorando come “graphic designer”, cosi negli ultimi anni ho incontrato molti artisti della mia nazione e sicuramente tutto sembra migliore rispetto al passato! Mi sono sempre piaciuti gli On Thorns I lay e i Septic Flesh ma ci sono molte band che diffondono il metal nella Grecia, noi abbiamo anche buoni festival estivi e invernali e tutto ciò è grandioso!

9) La cover di “Feltia” è davvero ben fatta, cosi ben articolata e piena di figure! Chi ha creato questo lavoro? Ha anch’esso dei significati o dei richiami alle liriche del disco?

Zilas ha fatto l’artwork dell’album! Come già ho detto, l’album non è un concept cosi non ci sono significati particolari nella cover! Noi volevamo avere qualcosa di oscuro con questi colori e Zilas era abituato a fare questi artworks oscuri per una rivista metal greca e noi abbiamo pensato che sarebbe stato grandioso collaborare con lui!

10) A breve pianificherete un tour o comunque dei live? Avete mai suonato qui in Italia? E con quale band italiana vorreste suonare?

Noi pensiamo che questo sia il giusto momento per fare qualche live e noi stiamo pianificando qualcosa per l’inverno! Non abbiamo mai suonato in Italia e questo ci dispiace in quanto noi amiamo la tua nazione….Speriamo di suonarci il prima possibile! I Novembre e i Graveworm sono ottime band, sarebbe emozionante suonare con loro!

11) Bene Gogo ti ringraziamo per aver concesso quest’intervista a ERASKOR.COM e per il tempo donatoci! Rinnovo i miei complimenti a te e ai LUNA OBSCURA, e vi auguro di aver un grande successo! Vi aspettiamo in Italia….

Grazie a te anche!!!!! Auguri a ERASKOR.COM e a te!!!!!!!

bandiera-britannica

Gogo Melone answers

1) We have on eraskor.com Luna Obscura’s singer, Gogo Melone! Thanks for accepting our interview! Congratulations on your voice and on the band! Tell us the band’s story and descrive the line up, please…

Thank you Marco! The line up is Dimitris Papachristos (guitars, orchestrals, programming), Aris Potonos (male vocals, words), Stratos Kountouras (Bass) and me! The band formed in 2000, couple of friends who wanted to experiment with their musical preference! From the beginning it was so obvious that we wanted to compose music and not just play our favorites songs from other bands as a start. But we didn’t have a plan to create a gothic character or doom or death! I met Aris and Dimitris few years ago, when they already had some songs ready and I joined them in the first recordings for the demo “Darcanda”. Having two singers it was only an idea but we’ve noticed that some of the songs were sound so beautiful and atmospheric and we wanted to keep it in this way. Came and passed few members, we had many session musicians and we still have for the gigs and recordings and even if we have faced many difficulties we still have the same passion and the same feeling for the things that we want to do and represent us as a band. Until now we have released one demo in 2004 named “Darcanda” which took and still take many great reviews. The EP “Evilyn” with 2 songs in 2007 and this year came out our first full length album called “Feltia”.

2) Listening the tracks of “Feltia” I remembered bands like Theatre of Tragedy, Tristania and Draconian! Are you inspired by these band? What are your influences and your favorite bands at moment?

I like those bands and sometimes one song, a good album or a melody can be the trigger to create your own song, your own album, your own melody in music and life too. But I also like Katatonia, My Dying Bride, Swallow the Sun, Daylight Dies, Trail of Tears, Paradise Lost, Moonspell, Graveworm, Amorphis, A Perfect Circle, Dead Can Dance and many others.

3) Gogo I’ve been bewitched by your voice, really amazing, that stands out in contrast to growl! In some parts You remember me (although your timbre is personal) Cristina Scabbia,singer of Italian band Lacuna Coil! Is she a your vocal influence? What do you think about Lacuna Coil?

Thank you very much for your kind words, I’m glad that you liked my voice! Well I guess is too easy to remember someone else, because there are not so many popular female singers in metal and sometimes you can’t avoid the comparisons. But so far I don’t think that I’ve been influenced by Cristina’s Scabbia voice but I respect her as a musician and performer, she is really good into this and Lacuna Coil too.

4) Always talking about your voice, How long have you been starting to sing? Who or what inspired yourself to begin in this field?

I’ve started to sing when I was 10 years old, the most times in chorus. As a kid I was always active in everything :) ) The first metal album I bought was “The Black Album” of Metallica, I guess that everything starts then! Then I started to listen bands from every genre, I’ve made some vocal lessons but I left it soon because of my bad teacher. In high school I started to sing in different bands…I guess that all my moves were the usual for my age.

5) How You give birth to your composition? Who is involved in writing of lyrics and music? Especially, which are inspirations for your lyrics?

Our guitarist Dimitris is responsible for the most musical parts, I’m also writing some orchestral parts and Aris the lyrics. Our inspirations came from the human suffering, the fear, the pain of blasted hearts, the misery, the anger, the dreams and nightmares, sometimes from poetry and our personal stories in life.

6) My favorite chapter of your recording is “The ancient one” but I love whole recording!!!It is amazing : very flowing, not boring, mix of death doom and gothic and great melodies with great voices!!!These are all things that, lovers of these sonorousness, surely appreciate them! But..for who don’t listen your album yet, how would you introduce it?

Thank you! Well, “Feltia” is not a concept album, is a mixture of the words feel, fall and fault and defines the human psychic situation when a person is melancholically and emotionally charged. The album has 11 songs with beautiful balance between male and female vocals but it’s not the usual gothic metal style that we all know from the past…all the songs are very strong and powerful. Our sound has been enriched with many stuff but we tried to keep enough elements from the oldest works of the band. We respect the audience so in this album is really obvious that we’re acting in a more professional way. “Feltia” is a really good option for those who love the atmospheric – death – gothic – metal genre.

7) I read on your myspace You have worked with Stamos Koliousis(Funeral) and that the mastering has been done by a great professional, Mika Jussila ( Nightwish, Children of Bodom, Sonata Artica, Amorphis) How was the work with these two professional like? Are you proud and satisfied?

Absolutely!!! Of course there are times that wish you could have more time but we’re musicians and the insecure feeling is always in our minds ? !!! We’ve spend a year to finish everything. Dimitris and Stamos have worked many months for the mix of the album, it was the most difficult period but we did it well. Steve Dickins from STV Studios who was our producer in the past helped us a lot with the vocal recordings but we didn’t spend more than month because Aris and me were ready for this. Mika Jussila did a great job with the mastering and we couldn’t except less than this…he is really talented and adept person.

8) Luna Obscura comes from Greece: how is musical situation there? (promotion, support and live)! what is your opinion about Greek underground, are there bands you love in particular way?

Well I’m working as a graphic designer so the last years I’ve met many artists from my country and surely everything looks better from the past. I always like On Thorns I Lay and Septic Flesh but there are many good bands spreading metal around Greece, we have also good winter and summer festivals and this is really great!

9) The cover album is very great, very articuled and full of figures! Who is the creator of this work? Has it any meanings or recalls to Feltia’s lyrics?

Zilas made the album artworks. As I said the album is not a concept album so there is no any concept behind the cover. We wanted something dark with those colors and Zilas used to make dark artworks from a greek metal magazine and we thought that would be great to collaborate with him.

10) Are you planning a tour or any lives? Have you ever played in Italy? Which italian bands would you to play with?

We feel that now is the right time to make some lives again and we’re planning to do some stuff in winter. We have never played in Italy and it’s too bad because we all love your country very much … we hope to play as soon as possible. Novembre are Graveworm are good bands, would be great to play with!

11) Well Gogo, we thank heartily for this interview on ERASKOR.COM and for time granted! Congratulations for you and yours LUNA OBSCURA and I wish a great success you! We wait your band in Italy…

Thank you very much too!!! All the best on Eraskor.com and to you!!!

(A cura di Marco Squillino)

{lang: ‘it’}

Raving Season – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


raving-season-intervista

RISPONDE: Judith e Sergio

1) Ragazzi ,innanzitutto, vi diamo il benvenuto su eraskor.com e vi porgiamo i nostri più sinceri complimenti ! Fateci una vostra breve presentazione!

Innanzi tutto ti ringraziamo moltissimo del supporto, particolarmente importante per una band appena nata come noi!Che dire..siamo un gruppo di amici che hanno concretizzato il loro sogno più grande: un progetto musicale dove poter esprimere liberamente le nostre sensazioni più profonde,principalmente attraverso il doom metal ma con molte altre sfumature. Tutto è iniziato anni fa tra noi e Federica ma è solo da quest’inverno ,dopo un lungo periodo di silenzio e la conseguente entrata di Marco nella line up, che i tempi sono diventati maturi per dare vita alla nostra prima produzione così come la volevamo. Per il resto che dire..la presentazione che ci piacerebbe maggiormente fornire è l’ascolto dei nostri pezzi!

2) Ascoltando le tracce di “The brightness of my disaster” sono rimasto colpito dall’uso della formula della “Bella e la bestia” (“dogma” prettamente gothic – doom che negli anni 90 dilagava) , e con piacere ho scoperto che in realtà non vi è il solito connubio uomo(growl) – donna(clean-lirico) : entrambe le voci sono femminili! E’ stata una decisione presa sin da subito , volontà di spezzare questo dogma o altro?

Judith: Non c’è stata nessuna decisione a riguardo,semplicemente io e Federica siamo migliori amiche da sempre e il progetto Raving season è il nostro più grande sogno che si avvera. La musica ha sempre fatto parte della nostra amicizia,da quando a 16 anni ci registravamo sul terrazzo di casa sua e lei spaventava con il suo growl ,già potentissimo devo dire ,tutto il condominio ahah,a quando abbiamo cantato insieme in altri progetti metal, fino ad arrivare ad oggi dove posso finalmente dire che quello che avevamo dentro ha preso forma esattamente come ce lo immaginavamo e come lo abbiamo sempre ardentemente desiderato.
Come siamo incredibilmente complementari nella vita lo siamo anche nell’arte,infatti credo che mentre le nostre voci da sole non siano in grado di esprimere tutto quello che vorremmo,insieme acquistano sicuramente un valore unico,almeno per quello che volevamo descrivere. La mia voce parla di fragilità e dolcezza,e in un certo qual modo anche di forza femminile,mentre la sua è carica di rabbia e disperazione. E come io parlo della sua fragilità lei parla della mia disperazione; conoscendoci così profondamente sappiamo esattamente come cantare i testi l’una dell’altra,e anche per questo quando ci riuniamo per decidere le melodie vocali ci dividiamo ogni singolo verso in base al significato che deve avere.

3) Il vostro album mostra una grande capacità esecutiva oltre ad un’ottima conoscenza musicale nell’ambito doom , death e gothic metal! Quali sono le vostre influenze e in che maniera pensate esse abbiano influenzato il vostro lavoro?

Sergio: Questo progetto è nato in primis per suonare doom, ma con l’entrata nel gruppo di elementi con conoscenze miste abbiamo deciso di espandere il nostro campo musicale e liberarci di schemi e stili, e riversare in questi pezzi tutto quello che per noi è musica. Di conoscenze in campo metal penso ne abbiamo davvero tante, personalmente ho cercato di creare apposta una band mista, persone aperte a nuove idee e che sentissero generi vari, appunto per avere ampi spazi su cui lavorare. Nonostante comunque questo disco sia pieno di influenze, quali My dying bride, Opeth, Tristania e Novembre, credo siamo riusciti a fondere il tutto con un nostro stile personale e abbiamo cercato di esprimere al 100% quello che per noi è musica nel suo complesso.

4) Molte volte , anzi oserei dire quasi sempre , sia le band che gli ascoltatori tralasciano un lato fondamentale della musica: le liriche dei propri componimenti! Si nota subito un carattere autobiografico nei vostri testi con temi che vanno dalla perdita o la ricerca di un ideale incarnato in una persona , da “semplici” tessuti imbevuti di intimità , a riflessioni sull’uomo, richiami al “childhood” romantico o semplicemente il cosiddetto male di vivere! Queste sono state le mie interpretazioni , ma quali sono i veri significati impressi nelle vostre liriche o comunque ciò che avete voluto esprimere?

Judith: Apprezzo moltissimo questa domanda perché per noi i testi ricoprono un ruolo molto importante,non vogliamo siano semplicemente belle e gotiche frasi da attaccare alle melodie.
Come hai detto tu hanno tutti un valore autobiografico. Che si tratti di un fatto specifico o di una sensazione cerchiamo di rimanere estremamente onesti nello scrivere le cose esattamente come le sentiamo,senza paura di mostrare parti così profonde di noi stessi.
Per quanto riguarda me parlo principalmente della perdita di qualcosa,che sia una persona in particolare o una condizione di vita,in ogni caso parlarne è un modo simbolico per descrivere il tragico scontro tra tutti gli ideali e le speranze che ho sempre portato dentro e il vuoto e sicuramente deludente mondo reale. Allo stesso tempo però parlarne dimostra anche che quel mondo ideale non è mai morto,lo porterò sempre con me,e anzi potrei dire che è la motivazione che mi spinge ad andare avanti. Perchè finchè si è in grado di vedere qualcosa di bello e puro,e soprattutto di proteggerlo, anche attraverso tutto il sarcastico cinismo del mondo circostante,allora penso che valga davvero la pena combattere senza mai demordere. Non mi interessa proprio quello che succede intorno
io continuerò sempre a credere nei miei ideali e a fidarmi di quello che sento,perché senza una vita interiore non siamo nulla. E sono sicura di parlare per tutto il gruppo quando dico questo.
Infatti ciò che accomuna i miei testi e quelli di Federica è proprio questa ricerca di serenità attraverso il buio che la vita quotidiana ti getta in faccia giorno per giorno. Io ne parlo descrivendo metaforicamente episodi specifici, lei invece parlando minuziosamente delle sensazioni che prova, ma il significato è lo stesso.

5) Come prende vita una vostra composizione , e da cosa traete ispirazione? Chi si occupa principalmente della stesura dei testi o della creazione della musica?

Sergio: per quanto riguarda le composizioni, gli artefici principali siamo io e marco,nel quale devo dire ho trovato prima un caro amico, poi un ottimo musicista ed in fine una perfetta formula alchemica per lavorare con me. Siamo due malati di musica ed abbiamo continuamente nuove idee in mente da proporre, considera io spesso registro parti fischiate col cellulare mentre cammino per strada ahahah!!! Avendo quindi continui schemi su cui lavorare cerchiamo di passarci assiduamente semplici riff o parti complete di stesure, alternandoci alla composizione per aggiungere , togliere o modificare il lavoro fatto ,proprio per avere un misto di stili; diciamo lui cura più la parte death io invece la parte melodica del tutto. Così si comincia a lavorare per avere una buona base. Poi quando il pezzo pressappoco è terminato si prova il tutto in sala per dargli vita assieme a tutti gli altri ed è qui che si arricchisce il tutto con qualche pennellata di buon stile Raving Season…

Judith: Per quanto riguarda la stesura dei testi per ora io e Federica siamo le uniche autrici ma sicuramente verrà coinvolto anche Marco in futuro in quanto ho già letto dei suoi versi e sono sicura che ha molto da dire! Come ho detto prima i testi fanno tutti riferimento alla nostra vita personale, quindi l’ispirazione viene “semplicemente” da quello che vediamo intorno o dentro noi stessi. Per quanto riguarda me scrivo in continuazione ,da parecchi anni ormai, dei diari dove parlo di tutto quello che sento, e da lì prendo quasi tutti i versi dei miei testi. Faccio questo perché per me è fondamentale che le parole siano messe su carta nel momento stesso in cui si sentono davvero,perché quello è il momento della vera ispirazione. Non sono mai riuscita a descrivere un sentimento esaustivamente a posteriori.
Ovviamente prima di capire di cosa vogliamo parlare io e Federica ascoltiamo innumerevoli volte le composizioni,per poi vederci e definire testi,melodie vocali,e tutto ciò che completa i pezzi.

6) Un plauso alla cover di “The brightness of my disaster”!Leggevo dei commenti sul vostro myspace e c’è chi lo paragona a “Viva emptiness” dei Katatonia e “Materia” dei Novembre ma con colori e ambientazioni più oscure e drammatiche! Sono pienamente d’accordo con questa affermazione! Chi è stato il fautore di questa cover e che significato avete voluto darle?

Judith: il fautore di questa cover è Sergio, che oltre ad aver saputo interpretare a pieno il significato dei testi,è anche una delle persone più sensibili che conosca,e che quindi conoscendo me e Federica è stato in grado anche di rappresentarci tramite l’art work.
Prima di questa Sergio aveva prodotto più versioni ,tutte più o meno con lo stesso significato ma ognuna con un tipo di impatto differente.
Per rivelare la mia interpretazione direi che la bambina vestita di nero rappresenta la parte più candida e pura di noi stessi che fugge dalla casa,l’oscuro passato, per cercare rifugio in un paesaggio che in realtà risulta comunque desolato. Ma in ogni caso la bambina è li ed è sopravvissuta, ed ha capito che il posto dove rifugiarsi non solo esiste,ma è qualcosa che può invertire l’ordine delle cose e fare della catastrofe passata un’arma e un punto di forza per affrontare presente e futuro. D’altronde è questo il significato sia del titolo dell’ep che del nome del gruppo. La nuova stagione della vita a cui facciamo riferimento è quella in cui si è in grado di gettare fuori noi stessi con violenza tutta l’oscurità delle nostre catastrofi personali e trasformarle in qualcosa di rabbiosamente luminoso, qualsiasi sia il valore che ognuno di noi dà a questa luce.
Inoltre nella cover ci sono chiari riferimenti ai testi ,decisamente imbevuti della presenza dei fantasmi del passato come le ombre tra la casa e la bambina in nero.
Non so se sono stata sufficientemente chiara, ma come avrai capito per noi questo gruppo è molto più che un semplice svago artistico.
Finchè la bambina sopravvive ha senso andare avanti, se permettessimo alle ombre
dentro di noi di ucciderla tutto perderebbe di valore.

7) Avete in programma dei live? Con chi a livello internazionale o comunque italiano (underground e non) vi piacerebbe condividere il palco?

Sergio: Da settembre dovremmo cominciare a muoverci per fare dei live e promuovere l’album, e ovviamente vorremmo cercare di suonare il più possibile, non solo a Roma , ma sai anche tu le difficoltà che ci sono in Italia in campo metal per trovare location e disponibilità, ma non demordiamo, di voglia ne abbiamo da vendere. A livello di band italiane ci piacerebbe molto suonare con i the foreshadowing o novembre se vogliamo restare nel nostro campo musicale , ma non disdegneremmo di certo anche band come dark lunacy e infernal poetry! Poi per quanto riguarda band internazionali beh non nego la voglia che avremmo di condividere dei live con artisti quali my dying bride, opeth, extol, mourning beloveth, mar de grises, swallow the sun e tantissimi altri…ma per ora è davvero un sogno…

8 ) Vorremo conoscere il vostro giudizio sulla scena underground italiana , e nella fattispecie quella doom metal! Avete critiche o plausi da porgere e quali sono le band che ritenete più competitive?

Pensiamo che nonostante questo Paese faccia di tutto per scoraggiare i talenti in circolazione, di gente che sa davvero suonare ce n’è parecchia in giro,nella scena doom metal e non. Basta farsi un giro nei vari locali underground per accertarsene. Più che critiche o plausi vorremmo solo esprimere il nostro rispetto per chi porta alta la bandiera del metal italiano per passione,nonostante tutto!
Di nomi ce ne sarebbero tanti..scriveremo quelli delle due band underground ,tra l’altro entrambe di Roma,che si sono fatte sicuramente notare maggiormente negli ultimi mesi: The foreshadowing ed Endaemona.

9) Che progetti avete per il futuro? Avete altro materiale inedito che avete intenzione di registrare per il prossimo full lenght?

Sergio: Progetti per il futuro ce ne sarebbero molti, ma cerchiamo di fare le cose passo passo. Stiamo buttando giù idee nuove di partenza e abbiamo già scritto qualcosa su cui lavorare. Abbiamo grandi idee per il prossimo disco, vogliamo cercare di superarci e utilizzare elementi che sono rimasti fuori dall’ Ep, sempre continuando con il nostro punto forte: la voglia di liberarci da schemi e stili. Se posso fare una piccolissima autocritica all’ ep, direi che magari non sono pezzi da primo impatto. Devono essere assimilati, ma è quello che volevamo in fin dei conti, volevamo dare un senso di continuità, un continuo cambiare di atmosfere e sensazioni. Quindi ora lavoreremo molto su questo punto;continueremo comunque a comporre canzoni lunghe, ma ci concentreremo molto sulla scorrevolezza e sull’ ascoltabilità senza dimenticare di esplorare e allargare i nostri orizzonti. In fin dei conti siamo comunque rimasti molto soddisfatti da “the brightness of my disaster”, anche perché pensiamo di essere riusciti a mostrare molte parti di noi che ci caratterizzeranno in futuro.

10) Ragazzi siamo giunti alla conclusione , rinnovo i miei complimenti e porgo a voi le conclusioni…

Grazie ancora dei complimenti! Speriamo che i lettori di Eraskor apprezzeranno le nostre risposte e soprattutto la nostra musica,che è sempre la cosa più importante! Scriviamo qui il nostro indirizzo my space per chi si fosse incuriosito e speriamo che prima o poi ci sentiate anche live!

www.myspace.com/ravingseason

(A Cura di Marco Squillino)

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