Sutuana – Intervista
Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Hard rock, IntervisteI Sutuana sono una band proveniente da Mantova. Nati nel 2006, registrano in cinque anni un promo e un full lenght autoprodotto. Dopo essersi accasati alla SG Records, registrano Araba Fenice regalando un rock italiano sincero e graffiante.
1. Eccoci qui ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine!
Come prende idea il progetto Sutuana, cosa significa questa parola?
LORENZO: Ciao a tutti! Il progetto Sutuana nasce da quattro musicisti della città di Mantova intenzionati sin da subito a produrre musica propria, consci però di dover farsi un po’ di gavetta in giro per locali. Per questo motivo, una volta studiata una scaletta di sano hard rock con pezzi che hanno fatto la storia, iniziammo a girar locali facendoci conoscere! Quando è stato il momento di decidere il nome… diciamo che riuniti ad un tavolo, dopo aver proposto innumerevoli nomi e bevuto qualche birra… uno di noi se n’è uscito con “Sutuana”: parola partorita dal sistema t9 dei cellulari (provate per capire che vuol dire) ci è piaciuta da subito!!!
2. Descriveteci Araba Fenice
LORENZO: Dodici tracce, tra cui una strumentale, di sano hard rock cantato in italiano. Si divide tra episodi musicali orecchiabili e classici a brani più introversi, quasi sperimentali. Sempre con chitarre potenti, robusti riff di basso, incalzati dalla batteria e voce rocciosa! A dirla tutta secondo noi nel nostro rock si cela pure una punta di prog… ma questo sta a voi tutti, una volta ascoltato il nostro cd, smentirlo o meno…
MARCO: Un’ottima commistione di più generi rock insieme a testi che potrebbero parlare, e sparlare, di ognuno di noi e di chi ci circonda, questo è il nostro “Araba Fenice”…
3. Il vostro rock così roccioso mi ha ricordato un po’ i Negrita e i Timoria, con vari accenni hard rock, concordate?
LORENZO: Dunque senza toglier niente agli artisti da te citati che rispetto ed ammiro, ti assicuro che non ci siamo mai ispirati a queste band. Io e Marco veniamo da un mondo fatto di hard rock/metal/prog/blues/dark in lingua inglese. Il nostro bagaglio musicale quindi si è riversato nei nostri brani imprimendo sicuramente innumerevoli accenni hard rock.
MARCO: Diciamo che tenderemmo ad esser un po’ più “spinti” rispetto alle band da te citate, provando sempre e comunque ad innovare un panorama italiano che attualmente percepiamo un po’ stanco; quello che band come i Queensryche hanno dato in ambito internazionale noi stiamo provando a farlo emergere a livello nazionale.
4. Quanto tempo ha richiesto la preparazione di questo lavoro? Che differenze stilistiche possiamo scorgere tra il nuovo e il precedente “Perdutamente”?
MARCO: La stesura dei pezzi non più di un anno, tre mesi circa per le registrazioni ed altrettanti per mixing e mastering. Per quanto riguarda le differenze stilistiche abbiamo cercato di definire maggiormente il nostro playing, anche perché mescolando così tanti generi abbiamo voluto trovare una linea appunto stilistica che accomunasse tutte le song dell’album. Pensiamo di aver migliorato molto anche la produzione, e sentirete il prossimo…
5. Quale pezzo vi ha dato maggior stimoli in fase di composizione?
LORENZO: Hehehe… tutti senza distinzione! Sarebbe come chiedere ad una madre qual’è il figlio preferito…
6. Come mai in “Follia” avete deciso di carpire alcuni passaggi della famosa filastrocca girotondo casca il mondo…(da premettere che è il mio pezzo preferito ndr.)?
LORENZO: Questo è uno dei pochi brani di cui ho scritto il testo, quindi ne rispondo in prima persona! Ho immaginato una persona psicologicamente instabile che, oppressa dallo sguardo sputasentenze della società, preso da raptus opera una strage, senza badare a chi ha attorno, falciando come un ciclone chiunque gli si trovi nelle vicinanze. Immaginando questa scena al rallenty ed un po’ annebbiata, offuscata dalla mente malata, come nei migliori film horror che si rispettino l’accostamento di filastrocche per bambini rende sempre più agghiacciante la scena. Cosi la frase del ritornello ” giro giro tondo casca il mondo con voi” sottolinea come non mai la scena straziante e folle della mattanza.
7. Ci descriveste l’artwork?
MARCO: Un artwork vero, composto dalle foto della nostra sala prove arsa a causa di un incendio doloso ad opera di ignoti… Abbiamo così deciso di dedicare (e solo dedicare: a parte “ArdenteMente…”, le tematiche trattate nelle song riguardano la vita di tutti i giorni) l’album alla nostra prima “culla” di idee musicali. Un sentito ringraziamento ad Andrea Lami per le splendide foto!
8. Come vi trovate in casa SG Records?
MARCO/LORENZO: Prossima domanda?!?
9.Illustrateci i vostri progetti futuri
LORENZO: Un nuovo album sicuramente, al quale stiamo già lavorando. Vogliamo cercare di uscire solo con i nostri pezzi, senza cover, veramente un ardua impresa per qualsiasi band underground.
MARCO: Nuovi album, nuovi tour, suonare suonare suonare…
10. Grazie per il tempo concessoci, buona fortuna per tutto.
Grazie a te, allo staff e a chi è arrivato fino in fondo a leggere le nostre parole, a chi sta ascoltando o ascolterà dopo queste quattro chiacchiere il nostro cd.
(A cura di Ermanno Martignano)





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