An Ocean Between Us – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Metalcore


Nuova chiaccherata con i veneti An Ocean Between Us, fuori con il preannunciato primo album “The Failings” e un piccolo cambio di line up…

1.    Rieccoci per un’altra chiacchierata ragazzi, partiamo subito con la presentazione di The Failings

Ciao a voi! ‘The Failings’ è il nostro album di debutto, che esce dopo un’attesa più o meno lunga per Casket Music; pensiamo di aver fatto un buon lavoro nel proporre un ottimo disco di metal moderno che unisce al meglio le nostre influenze principali, ovverosia Trivium, Bullet For My Valentine e In This Moment.

2.    Undici nuove tracce che dimostrano maggior maturità e consapevolezza dei propi mezzi, suppongo siate soddisfatti al 100% dell’esito finale

Ti ringrazio per il complimento! E ti diciamo senza falsa modestia che siamo sicuramente d’accordo con te, visto che i nuovi pezzi, rispetto all’ep di debutto, sono decisamente più coesi, compatti, maturi, catchy, in una parola superiori. Era ancora normale, naturale, che fosse così, ma sai… finchè non hai il risultato (e i responsi!) davanti, sei sempre un po’ sul chi vive. Siamo sicuramente soddisfatti; ogni artista, lo saprai meglio di me, ti dirà sempre che se potesse tornerebbe indietro a sistemare o cambiare quel minuscolo dettaglio, ma ragionando così il mondo sarebbe pieno di Chinese Democracy e nessuno ascolterebbe più dischi, eheh.


3.    Quali ritenete siano le differenze sostanziali tra Drowning e The Failings?

Come ti dicevamo prima, pezzi più maturi, più articolati, più catchy… abbiamo avuto molto più tempo per comporli e soprattutto l’esperienza maturata, sia in studio, sia live che semplicemente a livello di songwriting si è fatta sentire. Da non dimenticare poi la produzione e i suoni; Drowning fu registrato in 5 giorni, per The Failings abbiamo avuto più di un mese  e mezzo di studio, peraltro a tratti dilazionato, cosa che ti permette di mettere più a fuoco, di rifinire i dettagli e di avere una visione completa, senza la fretta di dover fare tutto in pochissimo tempo.

4.    Descriveteci l’artwork, cosa rappresenta la donna situata tra mare e montagne innevate?

L’artwork è completamente a cura di Davide Cilloni di Eklipse Design, persona che stimiamo moltissimo (girerà anche il nostro primo video, l’anno prossimo) e che ci segue ormai da un po’. Si è rivelato l’artista perfetto per quello che facciamo e che soprattutto intendiamo. Quello che vedi è stato creato da lui semplicemente leggendo i testi; in realtà l’idea originaria era quella di un uomo in giacca e cravatta che sta per gettarsi da un grattacielo, cosa che in realtà si ricollegherebbe maggiormente ai testi. Poi l’idea è stata abbandonata, ma la cover con la ragazza la riteniamo semplicemente stupenda e azzeccatissima, nonché ultra cool e assolutamente all’altezza di artwork internazionali. Ci sono molti riferimenti al mare, all’affogare e alla luce nei testi, e quello che vedi credo sia l’interpretazione di Davide. Ce ne siamo innamorati subito.

5.    Come mai Joseph ha deciso di lasciare la band, il tutto si è concluso in rapporti amichevoli? Nick possiamo tranquillamente dire che se l’è cavata bene al suo esordio?

Joseph ha deciso di lasciarci a causa di problemi di lavoro. Lavora in un grosso locale notturno di Treviso, e la cosa era ovviamente incompatibile con i nostri concerti e spesso anche con le prove, visto che tutti noi vanno a scuola (nel caso di Ale, o di Kla, che però a scuola insegna) o hanno un lavoro impiegatizio dalla mattina al pomeriggio. I rapporti sono tuttora estremamente amichevoli, ci sentiamo spesso e non ho che bei ricordi e belle parole per lui, se devo essere onesto. Nick personalmente lo conosco da quasi 10 anni, è una persona di cui mi fido e ha fatto un ottimo lavoro fin da subito. Viene da un ambiente un po’ diverso, ma si è ambientato praticamente dopo due secondi, e poi ha un suono di basso da paura, ehehe.

6.    Nella presentazione del nuovo lavoro ho letto che presto girerete il video di From Tears, come mai avete optato per questo pezzo rispetto ad un altro?

La cosa in realtà non è ancora definitiva al 100%… stiamo pensando di scegliere un altro pezzo, ma ancora non lo sappiamo. From Tears in realtà ci sembra una scelta azzeccata perché è un pezzo immediato, dal bel tiro, facilmente memorizzabile ma che non manca di parti più heavy. In più ci sono le gang vocals, che gasano sempre e comunque. E’ il tipico pezzo singolone apripista.

7.    Live in vista in supporto alle nuove tracce? Con quale band vorreste affrontare un vero e proprio tour?

Abbiamo già suonato un bel po’ in giro prima e dopo l’uscita del disco, e ora stiamo programmando altre date in giro per l’Italia, nonostante la situazione live sia sempre più penosa, ma questo lo sappiamo tutti. Per quanto riguarda band da tour, comincio sparandola grossa e ti dico che mi piacerebb suonare di spalla a Machine Head, Bullet For My Valentine e Trivium; restando nel campo del reale, non mi dispiacerebbe un tour europeo in compagnia di Deadlock e In This Moment, bands con le quali crediamo di avere molto in comune.

8.    Soddisfatti di quanto fatto dalla Casket Music?

Finora si; in realtà si tratta di un’etichetta modesta che non promette mari e monti, ma fa esattamente quello che c’è scritto nel contratto. Ai nostri livelli, pensare di lasciare tutto in mano a un’etichetta e sedersi a guardare i risultati è inpensabile. Non so dirti se lavoreremo ancora con loro in futuro, ma sicuramente non sentirai una brutta parola su Casket uscire dalla nostra bocca.

9.    State già pensando e iniziando a scrivere qualche nuovo pezzo per un futuro full lenght?

Si, ci sono già diversi riff e idee pronti, dobbiamo solo cominciare a lavorarci. Ovviamente avendo tutti un lavoro e una vita ‘adulta’ (che brutto termine!) i tempi non sono certo quelli che si potrebbero avere a 20 anni andando all’università, ma i pezzi nuovi sono in arrivo e presto potrete sentirli anche dal vivo!

10.    A voi le considerazioni finali.

Grazie a te Ermanno, che ci hai sempre dimostrato un grande supporto, grazie a tutti i nostri fan, che sono sorprendentemente numerosi (ho conosciuto gente che si impara le nostre canzoni alla chitarra, non pensavo mi sarebbe mai successo… cioè, TU stai imparando i MIEI riff? Eheheh), a tutti coloro che ci supportano, che comprano/scaricano i dischi… e cito i Club Dogo, grazie pure a chi ci odia perché lui ci ascolta il doppio!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Tron – Critubio vs Microbomb (Autoprodotto 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Hardcore, Hardcore, Recensioni, Thrash metal


TRON – Critubio vs Microbomb  (Autoprodotto 2010)

Tron, progetto heavy metal nato nel 2006 per volere di Max. Affiancato da Alex (Cyber Cross) e Grave (Scarecrown), questo dischetto da ottanta minuti comprende due release della band, ovvero Microbomb (2007) e Critubio (2008).

Il risultato… 25 pezzi di rovente heavy / thrash , harcore e hard rock martellante e claustrofobico. Tecnica cristallina, vocals graffianti e registrazione più che professionale.
Un lavoro non facilmente assimilabile al primo ascolto, anzi, oserei dire quasi esasperante, finchè tutto ciò non si trasforma in adrenalina scalpitante! (scusate i giochi di parola ndr.).

Suoni che diventano mentalmente oppressivi (nel senso buono ndr.) quando il tutto prende forma “panteriana e hardcoriana”. Nonostante questo, per il sottoscritto il pezzo più travolgente è sicuramente “He 101”, track dalla struttura molto più “semplice” e rock oriented.

VOTO:  70 / 100

Tracklist:

Critubio

1.    Bewitched
2.    Kela
3.    Wolf Mania
4.    Stupid Grab
5.    Six Two Sex
6.    Release And Collision
7.    Legend
8.    He 101
9.    Cranio

Microbomb

10.    Jargon K.S.W
11.    Kuk Sool Won
12.    War
13.    Grass
14.    Radio Mary
15.    Bad Message / Madness Age
16.    Repulsive Monsters
17.    Spin Around
18.    Love
19.    Amianto
20.    Aptitude For Wicked
21.    Tomahawk / surround
22.    Thorn In Throat
23.    Stronger Down
24.    Non Nobis Domine
25.    Trip Of A Rebel Dog

Line Up:

•    Max – chitarra, basso
•    Alex  – voce
•    Grave – batteria

MY SPACE:
Myspace Tron

(A cura di Ermanno Martignano)

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Chupacabras – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Metalcore


Chupacabras, band proveniente da Imperia e dal nome alquanto insolito. Con un album alle spalle e vincitori dell’Heineken Jaming Festival 2007, ritornano con “Inciviltà” per SG Records.
Poniamogli le nostre domande…

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, iniziamo con le presentazioni per chi non conosce il vostro nome

Ciao ..innanzi tutto grazie per l’ospitalità sulla vostre pagine e per questa gradita intervista.
Noi siamo i CHUPACABRAS ..io sono Freddy ,Batterista ed ex cantante della Band viviamo e lavoriamo a Imperia, una piccola città sul mare…dove fare musica non è sempre semplicissimo…è notizia recente che una anziana signora di 67 anni voleva buttarsi giu  dalla finestra perché una band stava suonando ed a suo dire faceva troppo rumore…questo è il panorama in cui, dal 1997 cerchiamo di fare la nostra musica.

2.    Come mai un nome così insolito, da quale situazione nasce?

L’idea è di Federico Rossi (chitarrista) dopo aver visto una puntata di X-files che trattava di questo misterioso  mostro-alieno avvistato ,a quanto pare, spesso in centro-america e, dove ad alimentare la leggenda, molto sovente vengono ritrovate carcasse di animali morti completamente prosciugati dal sangue con un solo foro nella giugulare.
A noi è piaciuta molto l’idea e quasi per gioco abbiamo optato per questo nome, poi trovavamo molte similitudini tra la nostra idea di musica ed il Chupacabras una bestia cosi spietata e completamente incapace di provare pietà.


3.    Ho letto della vittoria all’Heineken Jammin’ Festival Contest del 2007, calcando lo stesso palco di Iron Maiden, Slayer, Mastodon e Stone Sour. Raccontateci questa esperienza…

E’ stato fantastico…anche li è stato un gioco …la Band non stava attraversando un bel periodo avevamo scritto cose nuove…ma la mancanza cronica di un Batterista di ruolo all’altezza (io all’epoca come accenavo sopra cantavo) ci aveva demoralizzato… scrivevamo come sempre i pezzi io e Rossi musicalmente Chitarra e Batteria …poi io scrivevo le voci e i testi da solo in casa…il fatto di non poter provare con la band al completo era realmente un problema in quel periodo.
Girando su Internet ho letto del Contest dell’ HJF…come dicevo per gioco ho mandato 3 pezzi del primo disco..che avevamo scritto e registrato 5 anni prima…quindi per me era materiale vecchio e ne avevo le orecchie piene..non credevo neppure potesse essere preso in considerazione da una giuria…ma ho spedito lo stesso gli mp3.
Dopo un paio di mesi…mentre giocavo a Pallone ho visto 20 chiamate perse di un numero che non conoscevo…richiamo ed era la commissione del HJF che ci chiamava  per dirci che avevamo passato le prime selezioni…in effetti non ho mostrato molto entusiasmo perché temevo fosse uno scherzo ehehe poi alla seconda telefonata ho capito che era vero.
Dopo un’altra selezione che si è svolta a Milano al Jungle sound…siamo passati e finalmente ci hanno comunicato che avremmo suonato il giorno degli Slayer Iron Maiden stone Sour Mastodon…un sogno che si realizzava!!!
Essere tra le 19 band scelte su 2200 band partecipanti con piu di 6000 musicisti che hanno partecipato al concorso è stata nuova linfa per il progetto che è ripartito spedito …non è stato più molto difficile trovare un batterista da buttare sul palco dell’Heniken ehehehe

4.    Veniamo al nuovo lavoro, quali differenze si possono riscontrare tra “Inciviltà” e “Il Tuo Delirio”?

Inciviltà è un disco sicuramente più “maturo” è sicuramente più ritmico del precedente, dove   finalmente  abbiamo scritto in modo più “adulto” e cercando questa volta molto  più che in precedenza,di scrivere quello che piace a noi…e non quello che potrebbe funzionare e piacere ad altri.

5.    I vostri testi sono carichi di rabbia contro la disfatta del mondo per mano dell’uomo, quale messaggio volete trasmettere a chi vi ascolta?

Guarda, il testo di inciviltà mi è uscito con una facilità disarmante …adoro quando questo succede, anche se è molto raro…ho una reale repulsione verso il genere umano inteso come comunità di animali stupidi ed arroganti.
Credo che abbiamo un modo isterico di sfruttare il pianeta e le sue risorse …e cosi facendo lo stiamo portando sempre più rapidamente alla morte.
Credo fortemente  che l’unica salvezza per il pianeta è la scomparsa totale dell’uomo …credo che ormai sia la sola soluzione efficace…forse un pò drastica..ma sono convinto che funziona ihihi

6.    Chi è il disegnatore dell’artwork?…davvero bello nei colori e nei suoi contenuti

La copertina in origine era completamente diversa…era una fotografia di corpi supini su tavoli di obitorio avvolti in sacchi  e nutriti da sonde davanti ad una parete di televisori che trasmettevano cose tremende…ci ho lavorato parecchio ,era tutto finito…poi una notte ascoltando i primi mix di “Inciviltà” che Giovanni Nebbia mi consegnava , mi è venuta l’idea della copertina definitiva…Anche se sono un disegnatore di fumetti (lavoro presso la Sergio Bonelli editore dal 1999, e altri editori prevalentemente per il mercato Franco-belga) non ho disegnato praticamente nulla nella copertina.
E’ un collage basato solo su quel tono di colore Rosso e  l’arancione che richiamava il nostro primo lavoro…e quei teschi che fissavano un punto indefinito che hanno da subito catturato la mia attenzione….ho lavorato sulla copertina soltanto 2 ore, il resto della Band era entusiasta e anche Giovanni Nebbia riteneva che questo tipo di Cover ,molto più “Rock” ,era sicuramente migliore dell’idea precedente, forse più adatta ad un disco Death Metal Norvegese ihihi

7.    Qualche live in supporto alle nuove tracce?

Stiamo suonando molto in questo periodo per promuovere il disco…ma purtroppo non riusciamo  ad “uscire” dalla “nostra” solita Zona…spero in futuro di trovare situazioni più stimolanti dove poter esibirci…e magari toccare città dove non abbiamo ancora suonato…sto cercando di organizzare un mini tour all’estero (Europa ovviamente)…ma è realmente dura!!!

8.    Come è nato il contratto con SG Records?

In origine eravamo in contatto con un’altra etichetta italiana…a metà del lavoro avevamo fatto sentire le tracce a loro…e c’era un tiepido interessamento al disco…tutto era rimandato alla fine dei Mix. Finito il lavoro ci siamo ripresentati ma tutto era cambiato nell’etichetta chi era interessato non c’era più e questo nuovo “art director” non era interessato ad un lavoro in Italiano…quindi Giovanni mi chiama e mi dice manda alla Sg records passandomi gli estremi …preparo un CD ed invio…dopo un pò di tempo (relativamente breve devo dire, questo mi ha davvero stupito in positivo) abbiamo ricevuto una risposta di interessamento alla stampa del disco. Ovviamente è stata un’ottima notizia per tutti noi!
Il catalogo, la linea editoriale, la disponibilità, l’ottima comunicazione che fin da subito c’è stata con loro ci ha convinti che fosse la dimensione ideale per un disco come il nostro.

9.    Quali sono i prossimi passi da fare?

Stiamo già scrivendo da tempo il disco nuovo.
Abbiamo già parecchio materiale…il tutto risulta molto più “cantato” e Rock dei precedenti lavori…questo è il primo vero lavoro scritto dalla Band al completo…con voce di ruolo ed io che finalmente posso dedicarmi solo ed interamente alla Batteria.

10.    Grazie per la disponibilità, a voi le considerazioni finali.

Grazie a Voi per questa bella intervista, ad SG Records che non finiremo mai di ringraziare per tutto il lavoro che fa per noi!!!
Un grazie a Giovanni Nebbia & ithil World Recording Studio che hanno sempre creduto in noi!!!
Stay Tune…se vi è possibile ascoltate il più possibile “Inciviltà” e presto proporremo nuove cose.

(A cura Ermanno Martignano)

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Arhythmia -Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Rap Metal


Gli Arhythmia sono una band proveniente da Alghero (SS). Dopo un esordio autoprodotto nel 2008, tornano con Awake in stile hardcore che si staglia nella mente sin dal primo ascolto!

1.    Salve Arhythmia, partiamo con le presentazioni di rito

Salve a tutti i lettori ! Suoniamo da 7 anni, abbiamo un discreto numero di live alle spalle e 2 album all’attivo Noize Room 2008 e il nuovo Awake 2011 (LostSound/Self)  .
La nostra musica rientra nel panorama Metal , ma è contaminata da tante influenze , crossover, hardcore, rock e tutto quello che appartiene al nostro background musicale, noi proviamo a buttarlo in mezzo alle nostre canzoni!

2.    Dal precedente “Noize Room” e “Awake” sono passati tre anni, quali sono le differenze sostanziali tra i due album?

Noize Room è un ottimo album d’esordio (audio AL studio aho), e come tale è molto più imprevedibile e “grezzo” come composizioni. In Awake abbiamo perfezionato gli arrangiamenti, grazie anche al lavoro dei produttori dei Real Sound Studio, e si può sentire anche un evoluzione nella stesura dei brani e nei testi.


3.    Quali sono i temi trattati?

I testi sono molto espliciti, è un attacco verbale alle Istituzioni, ai governi alle religioni, poniamo domande e cerchiamo di dare una piccola sveglia a chi ci ascolta, non diciamo nulla che le persone non sappiano già, ma molte volte ci si addormenta e si diventa ciechi di fronte a quello che succede  nella nostra società moderna, o si ingoiano informazioni sbagliate e esempi orribili solo accendendo le TV. Siamo stati ispirati dal movimento Zeitgeist, provate a cercarlo su internet.

4.    Ci descrivereste l’intrigante artwork? Chi è l’artefice?

Anotnio Fois dello studio MouseArtiGrafiche, si è occupato  delle grafiche di Awake come del primo album Noize Room, ci piace il suo stile originale e pulito, in contrapposizione con la nostra musica. La foto della copertina è di Morena Ruiu e la modella è Fabiola Orrù, ci hanno aiutato ad esprimere quello che volevamo come effetto visivo, una “marionetta” comandata, condizionata, rappresenta per noi la società odierna.

5.    Voi descrivete il vostro sound come modern metal, hardcore e rap, sinceramente a me sembra che il rap si scorge veramente di rado… quali sono i gruppi che vi hanno influenzato?

Sinceramente non sappiamo mai cosa scrivere quando ci chiedono “che genere fate” , proprio perché ci sono troppe influenze diverse nei brani, lasciamo agli altri la decisione.
Alcuni dei gruppi che ci hanno influenzato o ispirato sono: Lamb of God, (hed)p.e., Tool, Devil Driver, A perfect Circle e molti altri.

6.    Come è nato il contratto con Lost Sound Records?

Il contratto con Lost Sound, nasce da un percorso iniziato 2 anni fa tramite la nostra agenzia booking management Alkemist Fanatix Europe, hanno trovato una buona etichetta per noi, prima di entrare in studio  per la pubblicazione dell’album, e si sta muovendo alla grande.

7.    Sull’unica track cantata in lingua madre, mi sento di dire che è il brano che rende maggior personalità al  vostro stile; come mai quindi un solo pezzo per onorare il tricolore?

“Quello che non vuoi” è stata, infatti, scelto come singolo e tra poco uscirà il videoclip.
Per quanto riguarda la lingua, abbiamo sempre preferito scrivere in inglese, perché si sposa meglio, secondo noi, con la maggior parte delle canzoni, le strofe in italiano “reppate” le canta il chitarrista (Matteo), e la paura era quella di fare brani a “stampo” troppo uguali, è un aspetto sul quale dobbiamo lavorare. Lo prendiamo come un ottimo consiglio per il prossimo album !

8.    Avete in programma dei live in supporto a Awake?

La promozione di Awake è cominciata, appena uscito l’album con un party di presentazione che è andato alla grande, di seguito abbiamo aperto per Linea 77 e HATEBREED a giugno, ora continuiamo le date in tutta l’isola e stiamo organizzando mini-tour che tocchi tutta l’Italia e non solo per la stagione autunnale.

9.    Progetti futuri? Qualche Idea già pronta su come dovrà essere il successore di Awake?

Per ora cerchiamo di capire da questo nuovo album, quali sono le cose da migliorare e quali da valorizzare, come per esempio siamo sicuri di scrivere più brani in italiano perché il messaggio arrivi diretto alle orecchie. Musicalmente sappiamo solo che continueremo ad essere più d’impatto possibile.

10.    A voi le considerazioni finali.

Ringraziamo Eraskor e Ermanno  per l’intervista, per chiunque voglia ascoltarci vi diamo qualche link da dove potete scaricare la Title-Track Awake da Sound Cloud http://soundcloud.com/arhythmia  e ascoltare gli altri brani del nuovo album.
cercateci anche su Facebook http://www.facebook.com/pages/Arhythmia/38189032007

Grazie e alla prossima !!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Playground Trauma – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Rap Metal


Intervista ai pistoiesi Playground Trauma, primo lavoro omonimo di rovente hardcore / rap metal (ma non solo), che esalta in maniera strepitosa…

RISPONDE: Matteo Cialdi (chitarra)

1.    Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Eraskor.com! Quando prendono vita i PgT?

Salve,è un piacere! I PGT hanno origine tra il 2007 ed il 2008,ma da allora la formazione ha subito diversi cambiamenti, fino ad arrivare a quella attuale, composta da Riccardo Rufo alla voce, Matteo Cialdi e Iacopo Mati alle chitarre, Michael Grein al basso ed Alberto Marini alla batteria, formazione con cui  quest’anno abbiamo prodotto il nostro primo full lenght per New Idols.

2.    Ho descritto il vostro sound come hardcore e rap metal, vicino a Rage Against The Machine e Biohazard su tutti; tuttavia, a mio avviso, nasconde molteplici influenze che lo rendono ancor più estremo, concordate?

In tutto e per tutto. La cosa che ci caratterizza maggiormente è appunto questa moltitudine di influenze che ogni singolo membro della band si porta dietro. Si distinguono bene,come avete giustamente detto voi, le sfaccettature hardcore e rap, grazie a testi diretti senza mezze misure. Ma nelle ritmiche troviamo molto thrash, punkHC, nu-metal e qualche eco prog.
Questo perche noi 5 veniamo da mondi musicalmente “vicini” ma allo stesso tempo diversi,e nessuno rinuncia alle proprie origini.

3.    Diramazioni di  metal estremo in giro se ne trovano tante, però a volte nell’hardcore percepisco una rabbia suburbana o metropolitana che altri generi più estremi come il death e black non sempre raggiungono, è per questo che avete abbracciato queste sonorità?

E’ la verità…una teoria interessante che ci trova d’accordo. Siamo consapevoli che il disco non sia un “masterpiece” sotto l’aspetto tecnico, come potrebbe esserlo un disco più vicino al death o altri generi, ma a noi piace definirlo come un disco diretto al punto, un pugno in faccia ad una società troppo spesso nascosta dietro ad un dito. Insomma, un disco “in your face!”

4.    La scelta di adottare la lingua madre fa sempre piacere e onore. Ottima anche le decisione di trattare temi a sfondo sociale, mettere in piazza i problemi del mondo non può essere che da monito per le generazioni future… siete d’accordo con me? Quale è il vostro pensiero a tal proposito?

Assolutamente si. Quella che avete citato è un’altra nostra caratteristica, il testo in italiano.
La rabbia verso il mondo odierno, fatto troppo spesso di soprusi e mancanze di rispetto per l’essere umano in generale,ci spinge a buttare fuori tutto quello che abbiamo dentro e quotidianamente reprimiamo. E come farsi capire al volo dai nostri connazionali se non con la nostra lingua madre?
I nostri testi infatti, parlano soprattutto di questo, dei problemi reali che la nostra società attraversa da troppo tempo. Abusi di potere, menzogne, vite stroncate per guerre inutili e via discorrendo.

5.    A quante mani vengono scritti i testi?

Nel 90% dei casi dietro ai testi c è la mente e la mano del nostro cantante Riccardo, che personalmente ritengo un vero talento per questo genere di cose. Riesce a trasmettere a chi ascolta una carica forte, con messaggi diretti e che fanno riflettere. E’ un ragazzo dotato di grande sensibilità per questi temi,come si può intuire ascoltando il nostro album. E di certo non manda le cose a dire..

6.    Ogni pezzo lo ritengo una vera goduria, mi piace pogarli e ascoltare attentamente i testi… ma devo dire che il pezzo dal titolo “Cuore Sanguina” è quello che non riesco a far a meno di canticchiare, accelerando i ritmi dello scavezzacollo. Quale pensate sia la song che vi rappresenti al meglio?

Cuore sanguina è sicuramente uno dei brani più toccanti dell’album. E’ un brano carico di pathos ed emozione, sicuramente il più melodico che abbiamo scritto. E’ dedicato alla memoria di una nostra cara amica ed ex compagna del nostro cantante, scomparsa tragicamente in un incidente stradale nel 2005. Un pezzo che tutti sentiamo in maniera particolare e a cui teniamo molto. Oltre a questo, potrei citare il brano “D Fondamentale” e “Fight in this time”, due brani che esaltano un po’ tutte le nostre caratteristiche.

7.    Un solo aggettivo per racchiudere questo full lenght?

Esaltante potrebbe essere l’aggettivo giusto..oppure esplosivo.

8.    Qual è la vostra situazione live? Ho appreso che avete partecipato al Qua’Rock Festival insieme ad artisti come Gabriele Bellini Band,  Andrea Agresti, Mandragora Scream e gli amatissimi Strana Officina. Raccontateci un po’ questa esperienza vissuta…

A causa di qualche problema lavorativo purtroppo quest’anno non abbiamo potuto esibirci quanto avremmo voluto, anche se le nostre date le abbiamo comunque fatte.
Speriamo vivamente di poter rimediare abbondantemente dopo le vacanze estive.
Abbiamo comunque avuto le nostre soddisfazioni, su tutte appunto il Qua’Rock festival a Quarrata, con artisti del calibro del Maestro Bellini ed Andrea Agresti, i Mandragora Scream e i leggendari Strana Officina.
Quel festival è veramente una ventata di aria nuova per la città da cui veniamo,speriamo che possa prendere campo e ripetersi nel tempo costantemente attirando sempre piu spettatori!
Per quanto riguarda quest’ultimo periodo prima delle vacanze estive abbiamo in programma 3 serate con altre band del panorama underground toscano, tra Montemurlo, Pistoia e Montale. I nostri “seguaci” potranno trovare tutte le info necessarie sulla nostra pagina ufficiale di facebook! (www.facebook.com/playgroundtrauma)

9.    Progetti futuri?

Abbiamo intenzione di riprendere a scrivere nuove tracce a breve, magari per arrivare a produrre il nostro secondo lavoro già nel 2012. L’idea è comunque quella di fare un ulteriore passo in avanti,mantenendo si le nostre radici, ma esplorando anche nuove sonorità,senza cadere nello scontato.

10.    Grazie per il tempo concessoci, a voi le considerazioni finali!

Che dire,è stato un anno molto produttivo, ricco e soddisfacente. Un ringraziamento particolare va a chi ha creduto in noi, al Maestro Gabriele Bellini e a Simone Gagliardi di New Idols su tutti, senza dimenticare l’amico produttore Giacomo Jac Salani (Pulse-R / Interferenze) dello studio di registrazione La Fucina, che ha fatto un grandissimo lavoro nelle registrazioni dell’album..senza ovviamente dimenticare tutti i nostri amici,le famiglie e i sostenitori!
Speriamo che la prossima stagione sia ancora più intensa e ricca di soddisfazioni,di sicuro noi ce la metteremo tutta!
Grazie mille a voi,è stato un vero piacere! E un saluto caloroso a tutti i lettori! Speriamo di risentirci presto, magari per commentare il nuovo lavoro! Playin’ the trauma!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Escapeinout – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Metalcore, Thrash metal


Soffocanti, dilanianti, un senso di fastidio terreno che ti lascia senza respiro, questo è Born In a Sick World, opera prima dei siciliani Escapeinout!

1.    Benvenuti ragazzi, lascio a voi le presentazioni di rito per i nostri lettori

Salve a tutti, siamo gli Escapeinout una band del catanese, di Scordia per la precisione.
e come da tradizione per tutte le band sudiste, trasmettiamo calore sonoro al muro distorto dei nostri brani.

2.    Quale significato ha il moniker Escapeinout?

Il nome della band ha un preciso significato: fuga senza meta, caos e panico,  a causa di un disastro provocato dall’uomo, ma con riferimenti tetre e occulte. Cioè noi associamo le molte sciagure provocate dall’uomo ( guerre, inquinamenti, terrorismo ecc..) al male soprannaturale, come se per ogni evento catastrofico ci fosse la mano del diavolo.

3.    La  band nasce come un duo e nella biografia si parla di un demo. Diteci qualcosa in più riguardo questa uscita che non presenta alcun titolo nella stessa bio.

Si, da lì è iniziato tutto, quel demo era stato concepito solo per farlo ascoltare e far capire che tipo di musica avevamo in mente, al solo intento di trovare  altri componenti che allora mancavano, un chitarrista e un batterista. Il demo era composto da 5 brani inediti, che poi sono stati trasformati e ritrasformati, è stato usato anche per farci conoscere, di fatti è stato inviato all’Alkemist, che successivamente inviò il demo alle varie etichette, il titolo era “A New Sick world”
C’era anche una cover dei Black Sabbath “Sweet Leaf “ fatta a modo nostro ovviamente!
Ma mai pubblicata.

4.    La vostra proposta è un intreccio di thrash metal, metalcore e aggressività tipica dei Meshuggah, in poche parole un sound soffocante all’ennesima potenza… quali sono le vostre maggiori influenze?

hmmm… siamo figli dei Metallica, Iron Maiden e Black Sabbath (Old school)
ma quelli che ci hanno influenzato maggiormente sul nostro lavoro sono:
Fear Factory, Lamb of God, DevilDriver, Machine Head e Pantera.

5.    Di cosa parlate nei vostri brani?

Parliamo di problemi sociali, mentali, personali, il tutto mescolato con tematiche esoteriche e occulte.

6.    Come è nato il contratto con la Lost Sound Records,  siete soddisfatti della loro promozione fatta fino a questo momento?

Tramite la nostra agenzia di management (alkemist fanatix europe) che inviò il demo all’etichetta e presumo gli piacque Ahaha!
Per quando riguarda la promozione è l’alkemist che si occupa di queste cose, tutto quello che fa la Lost Sound è in più, e siamo più che soddisfatti.

7.    Live in supporto all’album? Deduco che ogni vostra performance sarà una tremenda mazzata sul collo!!

Senza alcun dubbio, come si sa, i live sprigionano una magia e una potenza che è impossibile trovare tra i muri di casa con un semplice lettore. Noi doneremo tutta la nostra rabbia sonora
al pubblico, senza mezze misure!

8.    Complimenti per la scelta dell’artwork, credo che rappresenti al meglio il vostro sound, chi è l’autore?

Grazie, lo pensiamo anche noi, è un accoppiata vincente, malato e apocalittico proprio come volevamo intendere l’intero lavoro. Il tutto viene dalla mente di R.G. Noise il bassista, con l’aiuto di Angelo Oreste (un amico, esperto di grafica) insieme hanno dato vita all’immagine
e  ai molti significati che racchiude l’intero concept dell’album.

9.    Tre aggettivi per descrivere BIASW

Apocalittico, impetuoso, feroce

10.    A voi l’ultima parola….

Non ci stancheremo mai di ringraziare tutte le persone che ci supportano.
ESCAPEINOUT  da gustare responsabilmente! Grazie…!

(A cura di Ermanno Martignano)

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A Buried Existence – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Thrash metal


A due anni di distanza dall’uscita del primo promo autointitolato, i calabresi A Buried Existence tornano con The Dying Breed, primo lavoro che conferma la bontà del loro sound.

1.    E’ un piacere risentirvi ragazzi, finalmente il vostro primo lavoro vede la luce! Descriveteci The Dying Breed secondo il vostro punto di vista.

Gianluca: siamo molto contenti di come è venuto fuori l’album, ci siamo presi il tempo necessario per sviluppare i nuovi brani e amalgamare meglio quelli del promo, considerando che nel 2008 avevavo una drum machine a coadiuvarci (nella persona di Peppe Pascale che è il cantante dei Glacial e a cui dobbiamo molto!)  mentre  ora abbiamo un drummer formidabile che è Ale Vinci.
The dying breed è un concentrato di potenza, irriverenza, estremismo sonoro, piccole schegge impazzite che spero facciano muovere il xxlo a tutti gli headbanger li fuori!

2.    TDB è un concept oppure ogni traccia vive di vita propria?

Marko: più che Concept io lo definirei come un filo conduttore, in fin dei conti riproponiamo anche i pezzi seppur riarrangiati del promo precedente, sicuramente lo sfondo dell’album è uno sfondo Apocalittico e non potrebbe essere altrimenti, basta mettersi davanti a qualsiasi telegiornale o guardarsi intorno per rendersi conto di quello a cui stiamo andando incontro.

3.    Mi è sembrato che questa volta lo spirito thrash metal sia più presente rispetto al promo, sia per la presenza di una componente più oscura nei riff che per una naturale evoluzione…

Gianluca: non proprio, anzi se hai notato sono stati eliminati i solos di chitarra che nel promo rimandavano più precisamente al thrash metal, per una formula più diretta and in your face, che ci porta in territori più vicini al metal estremo e all’hardcore…questa è la nostra naturale evoluzione e speriamo ci porti ancora più lontano!

Tat0: hai detto bene, naturale evoluzione, non ci si prefigge a tavolino cosa bisogna scrivere e come bisogna riportarlo in musica, è tutto frutto di puro istinto, anche il particolare stesso del tralasciare i soli è una cosa che è venuta da se… tutto ciò che è troppo elaborato e troppo studiato o ricercato a lungo andare stanca e non ti lascia nulla in mente a fine ascolto, ma soprattutto perde la spontaneità che in qualche modo è una componente e caratteristica basilare nel tipo di musica che facciamo e nel metal in genere

4.    Descriveteci l’artwork

Gianluca: l’artwork è stato curato da un nostro carissimo amico che è Luciano “LUX “ Violi  in arte BONED factory, un grande artista per la grafica. Ha anche realizzato la copertina di Equilibrium part 1 dei Glacial Fear, del MCD di debutto degli Amorphead e tanti altri bei lavori ! per l’artwork del disco, come da schema collaudato con Boned, gli ho fatto avere il master del disco con i testi e gli ho accennato brevemente a cosa volevamo giungere…quando ho avuto l’artwork finito non ci volevo credere, era meglio di quello che avevamo in mente, GRANDE LUX! In defintiva rispecchia l’atmosfera di angoscia e devastazione che pervade l’album.

5.    Perché intitolarlo “La Razza in Estinzione”, a quale razza vi riferite?

Gianluca: indubbiamente a quella UMANA. Finche pochi burocrati continueranno a decidere e dominare  il futuro di miliardi di persone siamo di fronte a questo rischio!

6.    Come mai anche questa volta avete optato per l’autoproduzione, nessuna etichetta si è fatta avanti nei vostri confronti?

Marko: da principio optiamo sempre per una prima tiratura autoprodotta, successivamente chiaramente cerchiamo anche qualche contratto serio, abbiamo ricevuto anche delle proposte sia Italiane che estere ma al momento non abbiamo firmato per nessuno, e se l’andazzo è quello che stiamo vedendo credo che difficilmente firmeremo, preferiamo a questo punto farci il mazzo da soli e gestire da noi sia la promozione che tutto il resto, in fin dei conti siamo nell’era di Internet e tutto è più semplice sotto questo punto di vista.

Gianluca: in Italia il business si sta evolvendo  nel senso che sempre più assistiamo  nella trasformazione delle Label in AGENZIE DI SERVIZI vere e proprie… cosi si può capire facilmente che il talento, l’ispirazione, e le capacità sono concetti ormai superati !
Sad but TRUE!

7.    Inizierete a supportare l’album con vari concerti mi auguro

Marko: l’idea è quella di suonare il più possibile ovunque, in Italia e qualora ce ne fosse l’occasione anche all’estero senza problemi, oltretutto suoniamo un genere di musica che  ci permette sulla carta di poterci esibire sia in contesti come i centri sociali, sia nei classici locali live. Da Ottobre dovremmo essere On The Road.

8.    Vi confido che nei primi ascolti mi sono sobbalzate in mente band come Extrema e Node, penso che la sfrontatezza o impatto sonoro siano pressoché simili, concordate? Immagino uno show con queste tre band sullo stesso palco… sarebbe un massacro!

Gianluca: beh grazie, per noi è un piacere essere accostati a band di tale spessore! Concordo che un concerto con questi tre nomi farebbe molte vittime sotto al palco !!!!

Tat0: ottimi gruppi senza dubbio, ma personalmente credo che la proposta sia un pò diversa… ciò non toglie che un live con loro, ma anche con qualsiasi altro gruppo noto o non noto, è sempre un momento di libero sfogo e quindi di divertimento e massacro assoluto, a prescindere da chi ti si affianca appunto …

9.    Tre parole per descrivere TDB!

Marko: dall’interno non è facile trovare la giusta definizione per il proprio lavoro, userò quelle più usate nelle prime recensioni ricevute: Apocalittico, Alienante, Stradaiolo (nel senso di attitudine).

10.    Complimenti ancora per il lodevole risultato! Siamo giunti alle considerazioni finali, scegliete voi come chiudere questa intervista…alla prossima!

Gianluca: grazie per lo spazio che ci concedi e invitiamo tutti i lettori a visitare il nostro space, da dove si può anche ascoltare qualcosa ed eventualmente ordinare il cd THE DYING BREED ! alla prossima e STAY EXTREME!

(A cura di Ermanno Martignano)

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My Darkest Side – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Hardcore, Interviste


Death Begins, un EP targato My Darkest Side, band romana che fa sballare i neuroni…
Definire il loro sound…..deathcore con un vocalist più black che death, ma sentiamo il loro parere…

Risponde alle domande Umberto, chitarrista e co-fondatore della band.

1.    Ragazzi benvenuti sulle pagine di Eraskor.com, iniziamo con le presentazioni.

I My Darkest Side sono nati circa due anni fa, dopo aver conosciuto Demian (il nostro batterista) in uno di quei progetti musicali che nascono a Roma ogni giorno. Abbiamo subito riscontrato un’affinità musicale, e soprattutto dal punto di vista umano, che ci ha portato a separarci dai membri di quel progetto per crearne uno tutto nostro. Da lì è partita la classica ricerca degli altri componenti della band  e, dopo non poche difficoltà, abbiamo trovato in Dario l’altra chitarra e in Valerio la voce. Alessandro (basso) è entrato poco più tardi nel gruppo completando la formazione. Dopo un annetto di rodaggio sui vari palchi di Roma ci sentivamo pronti per entrare in studio e abbiamo inciso Death Begins, il nostro primo ep che ci ha portato ottimi riscontri sia in Italia che, soprattutto, all’estero tanto da portarci a suonare da headliner nel prestigioso Underworld di Londra!
Nel mese di Marzo di quest’anno Alessandro ha deciso di abbandonare la band per seguire altri progetti musicali e abbiamo avuto subito la grande fortuna di aver potuto arruolare tra le nostre fila Francesco Andrei, già bassista di Ebola e Whisky & Funeral.

2.    Death Begins è una perla distruttrice: death metal, metalcore, o anche black metal (per via del timbro vocale di Valerio ndr). Preferite dare voi un’etichetta al vostro sound o basterebbe dire Roman Fuckin Metal?

Con la domanda hai già anticipato quella che sarebbe stata la mia risposta, certo…noi suoniamo ROMAN FUCKIN’ METAL!
Obbiettivamente abbiamo molte influenze musicali e cerchiamo di miscelarle al meglio ponendoci comunque l’obiettivo di proporre un prodotto che risulti omogeneo e non un collage di vari genere messi a caso. Prendiamo il nostro principale spunto, soprattutto sui nuovi brani che abbiamo composto e stiamo componendo, dal death classico, dallo swedish cercando di comporre in chiave moderna. Dal death core prendiamo poco, nelle nostre canzoni non troverete né mille mosh, né down tempo assurdi né clean vocals, quello che cerchiamo di fare e suonare nel modo più cazzuto che ci riesce!

3.    Non sono riuscito a trovare un difetto nel vostro lavoro, tutto perfetto, tecnica, registrazione e art work, di cosa parlano i vostri testi e chi è l’artefice della copertina?

Grazie mille innanzitutto dei complimenti, abbiamo sudato sangue nel comporre e poterci permettere di registrare quelle song contenute nell’ep che hai ascoltato. Per la registrazione, appunto, ci siamo rivolti ai 16th Cellar Studio di Roma dove ci siamo trovati benissimo e totalmente a nostro agio nella nostra prima vera esperienza in studio. I testi sono il seguito naturale della nostra musica, fatti quasi per dare una voce a tutte le note che abbiamo assemblato insieme! Parlano di odio, di difficoltà, della sterilità che caratterizza questi tempi, di una xxttuta società che tenta in ogni modo di soffocare il nostro Io a discapito di un’omologazione politicamente corretta del nostro essere. Ovvio poi che ogni testo affronta l’argomento in modo autonomo e da punti di vista differenti.
L’artwork del cd è stato creato da Daniele della Skie Graphic, un abile ragazzo sempre di Roma che dimostra che non serve spendere cifre assurde per avere un prodotto di qualità quando si ha talento!

4.    E’ passato più di 1 anno dall’uscita del demo, in questo momento cosa bolle in pentola in casa My Darkest Side? Spero di poter ascoltare presto un full lenght.

Beh, in effetti, stiamo lavorando proprio in previsione di registrare il nostro primo album! Quest’anno è stato ricco di soddisfazioni, non privo di difficoltà ma comunque abbiamo raccolto molti responsi positivi riguardo Death Begins, l’attività live è sempre in continuo aumento fortunatamente e siamo cresciuti moltissimo nell’arco di quest’anno. Questa maturazione si è riversata inevitabilmente su i nuovi brani che abbiamo composto in questi ultimi mesi e devo dire che siamo molto contenti della direzione musicale che stiamo intraprendendo. Stiamo selezionando quali tra le tracce già composte siano adatte a finire sul nostro full lenght e ne stiamo componendo altre per poter avere più scelta.

5.    State suonando dal vivo in questo periodo?

L’attività live è fondamentale per noi e fortunatamente le occasioni non ci mancano, suoniamo parecchio a Roma e abbiamo avuto l’occasione di spostarci anche al di fuori e, come già detto, anche all’estero.

6.    Nessuna etichetta discografica si è fatta avanti per cotanta rabbia sonora?

Bella domanda ma difficile la risposta! Nel senso che di etichette si, se ne sono fatte avanti, ma il 90% di queste ci proponeva praticamente…il nulla! Oggigiorno le band devono farsi il xxlo doppio, in sala prove per tirare fuori musica coi contro xxglioni e al lavoro per potersi permettere di avere soldi da investire nel proprio progetto. Più spendi, ahimè, più possibilità hai di uscire e fare tutto da soli è veramente difficile. Abbiamo ancora qualche mese davanti a noi prima di scegliere innanzitutto in quale studio registrare e poi a quale etichetta rivolgerci. Speriamo di continuare ad avere altre offerte nell’arco di questo tempo così da avere un valido aiuto per la promozione del nostro lavoro.

7.    Il vostro sogno nel cassetto.

Quello di ogni musicista credo…poter vivere facendo quello che più ci piace….suonare!

8.    Un solo aggettivo per racchiudere la ferocia di Death Begins.

Dirompente credo che sia l’aggettivo più adatto a rappresentare la musica racchiusa nel nostro ep, o almeno è quello che speriamo!

9.    Se un giorno vi proponessero di scegliere due band per fargli da spalla nella loro tournèe per chi optereste?

Se devo rispondere col cuore, butta in un calderone tutti i mostri sacri che hanno contribuito a far nascere e tener vivo il genere come i Metallica, i Megadeth, gli Slayer, gli Iron Maiden e chi più ne ha più ne metta, pesca due gruppi a casa e ci fai contenti di sicuro! Se poi oggettivamente dovessimo scegliere due band con cui ci sarebbe un’assonanza sonora simile, band “moderne” allora penso di poter parlare a nome di tutti i componenti del gruppo dicendoti che sceglieremmo sicuramente di partire con Lamb of God e i The Black Dahlia Murder!

10.    Grazie per essere stati dei nostri, buona fortuna! Lanciate un messaggio a chi ancora non conosce la vostra musica.

Grazie a voi di averci dato questo spazio e averci permesso di esprimere liberamente le nostre idee, le nostre opinioni e i nostri sogni! Per chi non ci avesse ancora ascoltato li invito a visitare il nostro myspace per poter sentire per intero Death Begins e visitare il nostro canale youtube per vederci all’opera sul palco. Non offriamo niente più che metal, dal buon sano metal con l’unico obiettivo di farvi divertire e scapocciare!

(A cura di Ermanno Martignano)

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