An Ocean Between Us – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Hardcore, Interviste, Metalcore, Thrash metal


Intervistiamo gli An Ocean Between Us, band veneta formatasi nel 2008 e immersa nel music business già nel 2009 con il promo Drowning. Lavoro di stampo metalcore più melodico rispetto a quello selvaggio propinatoci dallo Stato a stelle e strisce…

1. Benvenuti ragazzi, chi sono gli An Ocean Between Us?

Dan: Ciao! Gli An Ocean Between Us sono una band metalcore/modern metal veneta, siamo in giro dal 2008, abbiamo un ep all’attivo e, a brevissimo, un full length di debutto. Le nostre ispirazioni principali sono Bullet For My Valentine, Trivium In This Moment, ma cerchiamo comunque di avere uno stile personale, vedi la voce femminile.

2. La vostra band si è formata nel 2008, un anno dopo eravate già fuori con il promo Drowning, quale fattore ha dato questi ottimi risultati nel giro di così poco tempo?

Dan: Ti ringrazio per gli ‘ottimi risultati’! Eheh. Senza troppi giri di parole direi che, semplicemente, non siamo stati con le mani in mano. Appena la line-up (la prima, molto diversa da quella attuale) è stata completata, abbiamo subito cominciato a scrivere pezzi a raffica, che sono poi quelli di Drowning. Ti dirò di più, il disco avremmo dovuto inciderlo a ottobre, quindi dieci mesi dopo la formazione, ma alcune grane con il batterista di allora ci costrinsero a spostare le session a febbraio e dunque a far uscire l’ep a marzo del 2009.

3. Descrivendo il vostro sound, ci troviamo di fronte ad un metalcore più melodico del solito, a dire il vero, la mia definizione esatta in fase di recensione è stata swedish death infarcito con metal di stampo americano, concordate con questa mia definizione? Quali sono le vostre maggiori influenze?

Dan: Devo dire di essere totalmente d’accordo con la tua definizione. D’altro canto la musica è scritta completamente da me, e i miei due sottogeneri di metal preferiti sono proprio lo swedish death e il metal americano moderno. Le influenze sono proprio queste in realtà; cerchiamo di unire le cose che ci piacciono di più, ossia le melodie/armonie scandinave con il groove e il feel thrashy del metalcore americano di stampo Trivium, senza dimenticare un pizzico di melodia e patinatura ‘pop’; al pubblico l’arduo giudizio se ci siamo riusciti o meno.

4. Passiamo ai brani, chi è l’autore e quali temi preferite trattare?

Dan: Dunque, i testi di Drowning’ furono scritti completamente da Kla, quindi non sono la persona più adatta per rispondere, ma grossomodo trattavano di delusioni a livello di rapporti personali, non necessariamente amorosi… argomenti un po’ emo, se vogliamo, ma che importanza ha? Li ritengo tuttora ottimi. Nel nuovo disco di prossima pubblicazione, The Failings, lo spettro è un po’ più ampio anche perché i testi sono stati scritti insieme. Si va da brani di pura fantasia, a critica sociale, riflessioni personali sulla vita e inni al self-confidence sullo stile di Hatebreed e compagnia hardcore. Diciamo che non ho/abbiamo un tema preferito, parliamo di ciò che ci passa per la testa, anche se personalmente i miei due topic preferiti sono proprio la critica sociale e il self-confidence (o chiamalo come vuoi, eheh).

5. Il vostro art work  è in perfetto stile gothic doom: timore, paura, decadenza e oscurità. Perché intitolare il promo “annegamento”?

Dan: L’artwork di Drowning è stato affidato a Diego Maniscalco di Unspire, un artista molto bravo con cui avevo già lavorato con un mio vecchio gruppo. Ci siamo rivolti a lui perché sapevo che ci sapeva fare, non chiedeva troppi soldi e lavorava celermente senza fare storie; il risultato è stato ottimo come ci aspettavamo, ma in realtà il fatto che sia venuto così ‘doom’ è stato semplicemente frutto della fantasia di Diego dopo aver letto i testi. Per The Failings ci siamo invece affidati a Eklipse Design, dei ragazzi assolutamente eccellenti, poiché la nuova maturità artistica richiedeva anche un diverso approccio grafico. Il titolo invece suonava bene, era anche legato al nome del gruppo, ma non ha una vera correlazioni con cover e testi.

6. Come sono stati i responsi in questi 2 anni di pubblicazione?

Dan: Devo dire ottimi, soprattutto all’estero. In Italia abbiamo ricevuto recensioni miste, ma più che i brutti voti (che non ci interessano, e oltretutto ne ricordo solo uno di una webzine ormai morta…) mi ha deluso la mancanza di critica intelligente; spesso non si è andati oltre il ‘sono uguali a X’. Non che all’estero non succeda, ma la cosa è infinitesimale; soprattutto Inghilterra e scandinavia ci hanno premiato, e non nascondo la nostra soddisfazione.

7. Cosa ci potete anticipare sul fronte live?

Dan: Stiamo lentamente programmando le date italiane del tour di supporto a The Failings… ne abbiamo già alcune in previsione, tra cui un paio di festival a cui siamo stati invitati, segno di stima e rispetto, e in momenti come questi dove suonare in giro è quasi un’impresa, fa sempre piacere. Speriamo poi di poter fare un tour europeo nell’estate 2012, il piano sarebbe questo.

8. Potete svelarci l’esatta uscita del nuovo “The Failings”, porterà avanti lo stile intrapreso con “Drowning” oppure sarà un lavoro diverso?

Dan: The Failings uscirà ai primi di Aprile sotto Casket/Copro, un’etichetta che si è dimostrata estremamente professionale e che crede in noi, visto che ha messo il nostro nuovo singolo come traccia di apertura di una compilation. Per quanto riguarda lo stile, pur non discostandosi troppo da Drowning, i nuovi pezzi sono senz’altro più maturi, più articolati, e anche più catchy e immediati. A distanza di quattro mesi ascolto The Failings con enorme soddisfazione, cosa che con Drowning non era esattamente successa. Aspettatevi un disco pieno zeppo di brani veloci, melodici, ricchi di soli e armonie.

9. Avete programmi già stabiliti dopo l’uscita del nuovo lavoro?

Dan: Come dicevo prima, stiamo programmando l’attività live. Speriamo di suonare il più possibile, anche e soprattutto all’estero; poi appena uscito il disco cominceremo già a scrivere i pezzi nuovi. Le idee ci sono già, e non vediamo l’ora di svilupparle. Abbiamo poi anche un paio di progetti particolari che preferisco non svelare, e a Maggio filmeremo un video per il nostro primo singolo From Tears, sempre con i tizi di Eklipse Design.

10. Chissà, magari ci capiterà di recensire anche il nuovo lavoro, nell’attesa in bocca al lupo per tutto! Lascio a voi le considerazioni finali…

Dan: Ci farebbe molto piacere! Grazie a Eraskor per lo spazio concesso, per il lavoro che fate nel supportare la scena underground e un grazie anche a Mary e Andrea di Extreme Agency. Check www.anoceanbetweenus.com !

(A cura di Ermanno Martignano)

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Cast Thy Eyes – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun, nuovo album per i salentini Cast Thy Eyes caratterizzati da un hardcore e metal di notevole impatto! Iniziamo subito con le domande…

1.    Salve ragazzi, benvenuti su Eraskor.com! Essendo anche io di origini salentine è un piacere porvi le nostre domande… Cominciamo con una breve presentazione della band.

(Christian) Cast Thy Eyes sono una band Salentina formatasi nel dicembre del 2006, uniscono un potente sound che incastra Hardcore e Metal con sfumature innovative. Nel 2007 è uscito il nostro primo album omonimo autoprodotto, registrato e mixato nel Salento. Da allora la band ha spinto tantissimo il proprio nome suonando  in giro per l’Italia e distribuendo i cinquecento cds stampati tra Europa e America. Abbiamo ottenuto un gran rispetto e seguito sull’aspetto live (per la potenza esecutiva e l’impatto fisico su ogni palco), poi, successivamente sono arrivati riconoscimenti, interviste e recensioni da parte di Magazine e Webzine specializzate nel settore. Abbiamo iniziato da subito a comporre i nuovi pezzi, e dopo due anni eravamo già in studio  pronti a registrare gli undici brani che compongono il nuovo cd  “We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun”. L’album è stato registrato e mixato nuovamente nel Salento da Stefano Manca del Sudestudio, mentre il mastering è di Alan Douches (Converge, Mastodon, Dillinger Escape Plan, Unsane….) dei West West Side Studios in America. Il cd è fuori dal Marzo 2010 con il supporto di diverse co-produzioni (do it yorself) italiane. Da Febbraio 2010 Cast Thy Eyes hanno un nuovo chitarrista Andrea Litti che sostituisce il precedente membro.

2.    We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun è letteralmente un pugno nello stomaco, da dove viene fuori tanta rabbia?…chi sono i vostri ispiratori?

(Christian) La rabbia si alimenta nella vita di tutti i giorni vissuta per strada, dai disagi, dai tormenti, dalle frustrazioni, dalle perdite, dalle malattie;  tutto questo viene incanalato in un filtro chiamato Cast Thy Eyes e successivamente esteriorizzato in forma musicale. I nostri ispiratori? Le nostre vite!
Musicalmente parlando ascolto molto materiale old school!  Consumo a fasi alterne dosi pesanti di musica: dalla più estrema a quella dark/ambient.
Attingo dal cinema d’annata, visiono molte vecchie pellicole in bianco e nero e numerosi film datati che non superano la fine degli anni ‘80.
Tutto ciò che mi emoziona mi da input importanti per vivere, dipingere, scrivere per la band ed estraniarmi da questa xxttana società!

(Pippo) Non ci sono degli ispiratori veri e propri, ascoltiamo tanta musica, e questa non fa che influenzarci! La rabbia nei nostri pezzi è uno sfogo naturale forse, frutto dalle frustrazioni  accumulate durante la  vita quotidiana, sempre più frenetica, in certi casi ingiusta, ed il nostro piccolo mezzo di comunicazione è protesta.

3. Che significato ha il titolo dell’album, e cosa rappresenta l’artwork?

(Christian) Ho dato questo titolo al nuovo album (We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun) in modo che  racchiudesse ciò che viviamo e osserviamo giorno per giorno nella nostra difficile terra d’origine.  Inevitabilmente traspare in esso quello che siamo come singoli individui . E’ un gioco di parole che messe in successione catalizzano l’alone che permea l’intero sound e testi. Passano gli anni e i nostri occhi sono sempre più saturi di negatività e dolore, ed è per questo motivo che le nostre retine non percepiscono il calore del nostro sole. Quel sole che rappresenta anche una metafora per identificare la vera e dura realtà di tutto!
L’artwork prende forma con alcuni dei miei dipinti della serie “Suite Of Sunset” (che troverete in forma originale sul mio web myspace.com/christian.floodsart), successivamente rielaborati in forma digitale da Stefano (bassista del gruppo) che ha curato l’intero layout del booklet.
Le immagini danno luce al marcio che corrode l’esistenza!

4.    Di quali argomenti si parla nel testi di WBITCEOTS?

(Christian) I testi di “We Burn….” sono stati scritti da me e sono generati da una simbiosi profonda fra introspezione e realtà “marginale” vissuta. Le strofe sintetizzano il malessere interiore e quello esteriore che calpesta l’attuale società preconfezionata.

5.    Ho appreso nella vostra biografia, che l’album è uscito in collaborazione con varie etichette italiane; visto che attualmente è già difficile trovarne una, deduco che collaborare con più etichette ha richiesto un lavoro immane.

(Stefano) Invece no, per questo disco c’è stato il supporto di nostri carissimi amici, i quali non hanno minimamente esitato ad una collaborazione. Stiamo parlando di Do It Yorself, dove allo spirito e alla passione si aggiungono valori veri.

6.    Sempre nella biografia, ho scoperto che nel mese di Ottobre vi accingerete a suonare nuovamente live, volete segnalarci qualche data?

(Stefano) Stiamo ancora lavorando per questo, e molto presto pubblicheremo sul nostro myspace le date. Ad ogni modo faremo un mini tour nel nord Italia insieme ad un’altra band post hardcore dalla Spagna, gli Antigua Y Barbuda. Previsto per febbraio 2011 invece un tour europeo.

7.    Siete pienamente soddisfatti di WBITCEOT o con il senno di poi avreste modificato qualcosa?

(Christian) Personalmente sono soddisfatto del disco per un motivo ben preciso: ogni cosa segna un periodo dell’esistenza, un passaggio per spingersi oltre. “We Burn Into…” rappresenta un varco verso il nostro prossimo futuro. La musica si crea, muta, distruggendosi a sua volta. Tutto ha un inizio senza fine.

(Pippo) Per quanto mi riguarda, la musica va vissuta come istinto. Essa è legata (soprattutto durante la composizione) a singoli episodi e momenti della nostra vita, quindi devono rimanere tali. Per questo sono pienamente soddisfatto del nostro album e non cambierei assolutamente nulla di esso.

8.    Progetti futuri dopo la conclusione delle date di Ottobre?

(Christian) Principalmente il nuovo album che contiamo di entrare a registrare nei primi mesi del 2011. Per ora abbiamo già sei brani ultimati! Qualunque altra cosa si possa presentare davanti a noi verrà valutata.

9.    Grazie per essere stati con noi, lascio a voi l’ultima parola.

(Christian) GRAZIE a te per il Supporto e invito i lettori del vostro blog a seguirci on stage. Non ve ne pentirete! Truth Is Not The Faith You Follow!

Per info:
www.myspace.com/castthyeyes

(A cura di Ermanno Martignano)

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Inhale Your Hate – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


Inhale Your Hate,  gruppo proveniente da Verona, dopo un demo targato 2007 ci propone Terrorized by Reality sotto etichetta SG Records. Un devastante metalcore di scuola americana…

1.    Benvenuti ragazzi, iniziamo con le presentazioni di rito…

Ciao…noi siano una band di 4 personaggi molto singolari provenienti da ambiti musicali leggermente diversi con una missione in comune: creare una suono il più personale possibile anche se sempre inserito in ambito hardcore….Tutto è iniziato nel 2006 proponendo un  hardcore molto semplice contagiato da un po’ di trash, ma poi abbiamo voluto complicare le cose miscelando altre influenze sempre con l’attitudine iniziale e alla fine, dopo qualche cambio di line up, ci siamo riusciti inserendo il meglio di questi anni sul nostro primo full lenght.

2.    Terrorized by reality è sconquasso totale! Il sound è tipicamente americano, e in alcuni momenti ho avvertito anche una sana anarchia tipica del punk, sound sporco e privo di regole. Ho fatto una giusta analisi?

Direi proprio di si…sicuramente si sente che a comporre le songs non è stata una persona sola, infatti, come dicevo prima, la nostra fortuna è di avere gusti musicali leggermente diversi tra noi  e di svuotare tutto nelle fasi di songwriting con la massima collaborazione.


3.    Di cosa parlano i vostri testi?…Terrorized by Reality è un concept?…Qual è la realtà che vi terrorizza?

Terrorized by Reality non è concept album ma tutti i testi hanno un forte legame con il titolo scelto per il disco ed in particolare i concetti che vengono a galla maggiormente riguardano il rifiuto e la profonda indignazione verso le logiche di una società moderna improntata esclusivamente sull’egoismo, l’arrivismo e la lesione dei diritti umani. La realtà che ci terrorizza è esclusivamente fatta di atteggiamenti di indifferenza e apatia verso un sistema che col tempo ci vuole rendere schiavi sottoponendoci a continue ansie e paure.

4.    Descriveteci dettagliatamente il vostro art work, sembra tratto da un film thriller

Guarda, tutti gli scatti sono stati realizzati presso un ex cantiere navale e devo dire che il risultato finale ci ha entusiasmato.
Volevamo creare un art work fotografico proprio per riuscire a mescolare i sentimenti forti come la paura e senso di abbandono all’apatia e alla profonda indifferenza…e questo lo puoi notare scorrendo il booklet dove vedi noi 4 che, oltre a indossare il classico abbigliamento da schiavi ordinari del sistema (giacca e cravatta),  lasciamo una ragazza legata e agonizzante in un ambiente vuoto e claustrofobico.

5.    Come è avvento l’incontro con la SG Records?

Completato il mastering del nostro disco ci siamo dati da fare nel ricercare e valutare varie proposte e alla fine abbiamo optato per SG in quanto ci è piaciuto il loro approccio e il loro modo di lavorare.

6.    Live in supporto a Terrorized by Reality?

Continuamente…l’estate è andata alla grande e adesso dobbiamo cercare di girare il più possibile per farci conoscere anche dove non abbiamo mai avuto l’occasione/possibilità di proporre un nostro live act…in futuro vorremmo intraprendere anche un piccolo tour in qualche paese europeo.

7.    Che differenze si possono riscontrare tra il nuovo capitolo e il demo uscito nel lontano 2007?

La mia risposta può essere solo questa: UN ABISSO!!!

8.    Come reputate la scena metalcore italiana, qualche band da consigliarci?

Mi piace definire questa scena come un flusso magmatico in continuo movimento e evoluzione; ovviamente, come dappertutto, ci sono band che lo fanno con il cuore e altre che suonano solamente allo scopo di atteggiarsi e apparire…ma questo si percepisce benissimo nei loro brani e soprattutto partecipando a un live act…consigliare qualche band sparando qualche nome mi sembra ingiusto in quanto sono veramente tante le formazioni valide in questo ambiente e soprattutto con molti di loro ci siamo trovati benissimo.

9.    Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dagli Inhale Your Hate?

Ti posso dire che attualmente siamo in fase compositiva in quanto stiamo completando i brani per il successore di Terrorized by Reality e contiamo di realizzare una pre-produzione verso fine anno e subito dopo ci dedicheremo alle riprese in studio…quindi non ci sarà da attendere molto per nuovo full lenght.

10.    Siamo al capolinea, grazie per essere stati con noi! A voi le considerazioni finali…

Grazie a voi…
Allora gente…ascoltateci, supportate sia noi che, ovviamente, tutta la scena underground italiana, veniteci a trovare sia sul web ma soprattutto a qualche concerto…non ve ne pentirete….www.myspace.com/theinhaleyourhate

(A cura di Ermanno Martignano)

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A Thousand Reasons – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


A Thousand Reasons, band dedita a vari stili estremi come death, hardcore, thrash e nu metal. Il gruppo è attualmente alle prese con il promo “Strenght and Fight”, conosciamoli meglio…

1. Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine! Fateci una breve presentazione della band

ZIMON: Questo progetto è nato da un’idea mia, dopo aver lasciato la mia prima band, ho voluto fare qualcosa di più personale, e perchè no, musicalmente parlando, di tornare alle mie origini.
Così dopo un periodo di pausa ho buttato giù le basi, per delle canzoni, una volta ultimate ho avuto la fortuna di ritrovare Blackie, anche lui ex chitarrista degli Scarecrown, e abbiamo lavorato a definire il tutto, prima in sala prove e poi in studio.

2. Il vostro promo SAF, anche se comprensivo di sole tre tracce, possiamo dire che delinea perfettamente il vostro stile musicale. I gruppi da voi citati sono parecchi, tuttavia Sepultura, Nailbomb e Fear Factory sembrano le vostre maggiori influenze, concordate?

ZIMON: Devo dire di si, in queste tre canzoni ci sono tutte le mie/nostre influenze musicali, di sottofondo c’è una buona base di hardcore di vecchio stampo, amalgamato al Death/Thrash con un bel pizzico di sperimentazione, sono molto contento del risultato perchè siamo riusciti ad unire in maniera solita le lyrics con le musiche, ma penso che sia anche un pò limitata come cosa,diciamo che questo prima lavoro è un punto di partenza, e come dicevi tu ho citato molte altre influenze e molto diverse fra loro, che penso si sentiranno con le nuove canzoni.

3. Da cosa prende vita il nome A Thousand Reasons? Quali sono per voi le “mille ragioni”?

ZIMON: il nome ha due significati molto semplici, come prima cosa deriva da una canzone,una delle mie preferite, del primo cd dei Disfear (band attuale di Tomas Lindberg ex At The Gates),
un secondo significato è il fatto che con “mille ragioni” si può arrivare a fare molte cose, positive o negative che siano, nella propria vita.

4. Quali sono le tematiche dei vostri pezzi? Perché il titolo “Resistenza e Lotta”, quale guerra state combattendo?

ZIMON: diciamo che in queste tre canzoni trattiamo diverse cose, non abbiamo una sola tematica,ma tutte e tre le canzoni hanno, come dici tu, un fattore comune la “Resistenza e la Lotta”, la title track, è la canzone che rispecchia al meglio il significato, la resistenza e la lotta interiore che ha ognuno di noi, ogni giorno nella propria vita, TMR invece parla di prendersi la propria rivincita nei confronti di fatti, situazione o persone, SH ha un tema più futuristico dove si può sentire di più l’influenza dei Fear Factory, ed è la lotta tra l’uomo e la macchina.

5. Il promo oramai è fuori da qualche mese, come stanno andando i responsi da parte di chi ha ascoltato il vostro prodotto?

ZIMON: Sta andando molto bene, siamo molto soddisfatti del risultato, abbiamo ricevuto molte recensioni positive sia da webzine che da magazine del settore, ed in più dei nostri brani sono stati scelti per partecipare a delle compilation, con Metality.net assieme ad altre band del calibro di The Empire Shall Fall,Norther, Nervecell, e da poco ci hanno confermato per la seconda compilation di Metalwave.it.

6. L’artwork devo dire che convince, la mia sensazione è quella di vedere un corridoio di uno stabile fatiscente con varie finestre, volete descrivercelo dettagliatamente?

ZIMON: l’artwork l’ho seguito io direttamente in prima persona, oltre a suonare sono anche un Graphic Designer (www.myspace.com/newbreedstudio), devo dire che è nato quasi per caso, non ho seguito una tematiche precisa, però tutto sommato il corridoio che vedi potrebbe rappresentare la vita, e le varie finestre, sono le varie vie di fuga, o le “mille decisioni” da prendere.

7. Nella vostra biografia, ho appreso della preparazione del primo full lenght, a che punto siete e quando potrà vedere luce? Il sound seguirà le stesse coordinate?

ZIMON: Dopo l’uscita di questo promo, abbiamo trovato Helvete, che come batterista ha completato la line-up, per il momento non saprei dirti quando vedrà la luce il primo album, sicuramente non vogliamo fare cose affrettate, non ci diamo nessun limite di tempo, il sound sarà  sempre molto potente e aggressivo come questo promo, ma sicuramente con qualcosa in più, e come dicevo prima siamo aperti a nuove sperimentazioni.

8. Oltre alla tanto attesa pubblicazione di un album, punto di arrivo o se vogliamo inizio per un gruppo emergente, qual è il vostro sogno nel cassetto?

ZIMON: Penso che la risposta di fare successo e fare tour mondiali sia scontata… diciamo che avendo già avuto una bella e buona esperienza con i gruppi precedenti a questo, sia dal punto di vista live che in studio, per il momento pensiamo a lavorare in totale tranquillità all’album, e una volta terminato di trovare una etichetta che lo sponsorizzi nella giusta maniera.

9. Nel vostro sound ho potuto notare come una certa preferenza a sonorità mid tempo e un forte groove prevalgano sulla velocità, decisione presa a tavolino o del tutto spontanea?

ZIMON: Decisione del tutto spontanea, non ci siamo dati delle regole precise nella stesura, io ho proposto le basi e poi le ho arrangiate con Blackie ed il risultato è quello che hai potuto sentire.

10. Grazie per la vostra disponibilità e buona fortuna per tutto!

(A cura di Ermanno Martignano)

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As We Die – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


Melodic metalcore, questa è la proposta musicale dei bergamaschi As We Die, band giovanissima e alla loro prima esperienza discografica con Sg Records.

1.    Benvenuti ragazzi, a voi una breve presentazione…

Ciao a tutti ragazzi! Siamo gli As We Die, una band melodic metalcore nata alla fine del 2007 proveniente dalla ridente Bergamo!

2.    Devo dire che “The Right Choices” suona molto melodico e professionale, da dove nasce l’amore per il metalcore, chi sono i vostri ispiratori?

Abbiamo deciso di formare questo gruppo per dare tributo alle migliori proposte metalcore in circolazione cercando di unire tutte le loro influenze in un unico progetto!Le band che ci hanno maggiormente segnato sono Killswitch engage, Caliban, As i lay dying, Destroy the runner, All that remains, It dies today ecc… dobbiamo maturare ancora molto a livello stilistico ma penso che la strada presa sia quella giusta.

3.    Non vi nascondo che al primo ascolto sono rimasto sbalordito per cotanta professionalità stilistica, a che età avete iniziato a suonare?

Grazie 1000! Abbiamo iniziato a improvvisare circa 6/7 anni fa nella cantina del nostro ex bassista; da li è iniziato tutto! Al tempo avevamo tutti circa 17 anni e quindi le idee erano abbastanza confuse…con il passare degli anni abbiamo affilato i nostri strumenti e abbiamo raggiunto una maturità maggiore a livello compositivo.

4.    Come mai la decisione di registrare un EP anziché un full lenght vero e proprio?

Per il semplice fatto che, tra tutti i pezzi a disposizione, solo 6 erano ritenuti validi da noi stessi; abbiamo deciso di puntare sulla qualità e non sulla quantità.

5.    Quali sono le vostre tematiche?

I nostri testi trattano di esperienze personali a cui ho dato molto peso nel mio recente passato… queste variano dalle più positive fino a quelle più logoranti; d’ora in poi cercheremo comunque di prenderci meno sul serio e trattare argomenti anche più leggeri e frivoli!

6.    L’artwork mi è piaciuto, ma forse da l’idea più di un album di massacrante e incontaminato death metal più che metalcore. Chi è stato l’autore? Siete soddisfatti del risultato finale?

Effettivamente l’artwork confonde un pochino le idee dell’ascoltatore! In ogni caso il lavoro della Skie graphic ci è piaciuto molto e abbiamo deciso di utilizzarlo per il nostro ep!

7.    State suonando dal vivo per un’adeguata promozione del vostro EP?

Purtroppo adesso siamo fermi per motivi interni al gruppo; contiamo di ricominciare l’attività live a partire da ottobre.

8.    Come siete entrati in contatto con la SG Records?

Ci han contattato loro dopo avere ascoltato 2 tracce sul nostro myspace; da li è nata la collaborazione con l’etichetta italiana.

9.    Tre aggettivi per descrivere “The Right Choices”

Te ne do 4… Incazzato, estremamente melodico, pieno di breakdown e GAY! Ahahahaha!!!

10.    Grazie per la collaborazione e in bocca al lupo per tutto! A voi le battute finali…

Crepi il lupo!!! Ovviamente grazie a voi ragazzi di averci dato questa possibilità!!! Beh… per chiudere direi di visitare la nostra pagina myspace (www. myspace. com/aswedieband), in modo da avere tutte le news a portata di mano, e ovviamente venire ai nostri futuri concerti!!! Un saluto e un abbraccio da parte di tutti gli AS WE DIE!!!

Luca
A.w.d.

(A cura di Ermanno Martignano)

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A Buried Existence – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


Intervista a Marko Veraldi, vocalist dei calabresi A Buried Existence di cui citiamo il loro promo “Ferocity”, death-hardcore che scivola via con facilità e piacere…..

1.    Benvenuto Marko, a molti i vostri nomi non passeranno inosservati vista la vostra militanza in Glacial Fear e Land of hate. Come mai l’idea di formare i A Buried Existence?

Marko:Ciao Ermanno,grazie per lo spazio!Innanzitutto ci tengo a precisare che nella band ci sta anche la componente Zora,oltre a quella Glacial e Land. L’idea di formare la band ronzava già nella testa di GLK da qualche tempo,ricordo che avevamo parlato di una cosa del genere almeno un’annetto prima. Siamo tutti amici di vecchia data,e le nostre band originarie si trovavano e si trovano spesso a condividere il palco. Il passo dunque dall’idea alla creazione della band è stato davvero breve.

2.    Ferocity è stato pubblicato nel non “lontanissimo” 2008, come è stato il responso da parte dei kids in questo lasso di tempo?

Marko:Stando a quello che leggiamo nelle varie web zine o Magazine come Grind Zone,è stato accolto bene,in linea di massima i responsi sono stati tutti positivi e questo non può che farci piacere

3.    Perché “A Buried Existence”, qual’è la vita sepolta?….

Marko:E’ l’esistenza sepolta in se stessa,un qualcosa che ti opprime,che tenta giorno dopo giorno di schiavizzarti e che magari ti porta ad una reazione rabbiosa e aggressiva. Basta guardare la società che ci circonda per capire quello che intendo dire.

4.    Come mai il titolo “ferocity”? Cosa rappresenta l’artwork e che temi trattano i vostri testi?

Marko:Ferocità perché appunto volevamo esprimere un concept feroce,i nostri testi trattano tematiche a sfondo sociale,nulla di inventato o di “fantastico”.

5.    Come nasce una vostra canzone, da dove traete ispirazione?

Marko:Ci si ritrova in genere nei Soundfarm Studio di GLK o nella sala prove di Tato e si da sfogo a ciò che alberga dentro di noi. Parte sempre tutto dalla mente malata di GLK,da lì alla nascita di un nuovo pezzo il passo è veramente breve.

6.    Delle 4 tracks presenti nel promo, quale ritieni sia stata più difficile concepire e quali ha sprigionato in te maggiori emozioni?

Marko:Non credo sia presente un pezzo più difficile degli altri,specialmente se conti che ogni pezzo in linea di massima è nato nel giro di una prova. Per il resto non saprei scegliere tra le 4 tracce,difficile scegliere la preferita.

7.    Avete testato il vostro sound in sede live?

Marko:Abbiamo dato il via anche all’attività live,ci siamo resi conto che in sede live appunto i pezzi hanno preso una via più estrema e bastarda se mi passi il termine,molto più HC rispetto al cd,merito anche del batterista Alessandro che li ha reinterpretati a suo gusto .Puoi fartene un’idea cercandoli su youtube.

8.    Passi futuri? A quando un full-lenght, e che direzione avranno i nuovi pezzi?

Marko:Abbiamo già un paio di pezzi nuovi in cantiere,non so dirti precisamente che direzione avranno,in quanto son diversissimi tra loro,sicuramente saranno sempre molto malati e in your face. Non credo ci vorrà molto prima di rientrare nuovamente nei Sundfarm studio per dar vita al full,tutto questo senza trascurare l’aspetto live,un dimensione nella quale ci troviamo decisamente a nostro agio.

9.    Possiamo considerare gli A Buried Existence una vera e propia band o solo un side project?

Marko:Assolutamente,gli A Buried Existence sono una band a tutti gli effetti,un progetto prioritario come quelli originari di cui facevamo e facciamo parte.

10.    Fine dell’intervista, ti ringraziamo per la “pazienza” e la disponibilità concessaci. A te le conclusioni…

Marko:Grazie a te per la disponibilità,vi invitiamo a visitare il nostro my space http://www.myspace.com/aburiedexistence. Support the underground music!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Remains in a View – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


I Remains in a view provengono da Sulmona e il loro sound è un punk sullo stile californiano, miscelato all’aggressività hardcore e metalcore. Iniziamo la nostra intervista…

RISPONDE: Pier (chitarra)
1.    Benvenuti ragazzi, presentatevi ai lettori…

Ciao ragazzi, noi siamo i Remains in a view  da Sulmona (AQ) Abruzzo

2.    Come mai l’idea di formare una band che racchiude sonorità punk rock e metalcore? Da dove nasce il vostro monicker?

Beh che dire…quando ci siamo chiusi in sala prove le prime volte non avevamo idea di quello che     ne sarebbe uscito fuori..è stata una cosa del tutto spontanea..forse il fatto che siamo un band i cui membri provengono da diverse scene (melodic hc, metalcore ) ha favorito questo genere ibrido di cui comunque siamo felici! Anche negli ultimi pezzi, seppur più aggressivi, stiamo cercando di lasciare un pò questo nostro “marchio di fabbrica” che ci contraddistingue..stiamo man mano cercando il nostro sound che spero sia apprezzato nel prossimo full lenght!

3.    Il vostro esordio delinea uno stile che sino ad ora non avevo mai riscontrato, ma tre tracks sono poche per dare un giudizio definitivo. Come dobbiamo considerarlo questo mcd, come mai non avete preferito registrare un full lenght?

Sicuramente 3 tracce sono poche ma volevamo che questo mini cd fosse una sorta di presentazione del gruppo, un qualcosa che, prima del “vero” disco, facesse girare il nome tra gli amanti del genere.. Posso dire comunque, entrare in studio, conoscere determinate persone, conoscere i dettagli della “scena” e del “giro” ci ha fatto crescere molto sia in ambito musicale che come persone. Penso, o almeno spero, che tutto ciò porterà ad una evoluzione musicale oltre che come band..
Per quanto riguarda il full, proprio in questi giorni stiamo chiudendo la prenotazione  (Settembre/Ottobre) presso l’ ACme Recording….Siamo già rimasti soddisfatti del lavoro fatto da Davide Rosati per il  nostro primo ep e siamo sicuri che con lui in studio, riusciremo a fare buone cose..speriamo solo di non deludere le aspettative!

4.    Cosa trattano i vostri testi?

Ognuno di noi quando ha voglia di esprimere le proprie idee, le sensazioni e le proprie esperienze si dedica alla scrittura dei testi…per questo come per l’aspetto del tutto musicale siamo abbastanza “variegati”….si possono ritrovare testi dalle sensazioni più scure, interiori cosi come testi che parlano della vita quotidiana… non ci poniamo alcun tipo di limitazione a riguardo proprio perchè sotto ogni punto di vita vogliamo che tutto sia spontaneo e reale..lo specchio della vita di tutti i giorni

5.    L’artwork mi è piaciuto molto, sia nei colori che nell’immagine, cosa rappresenta la rosa bianca racchiusa nelle mani?

L’artwork è il  frutto del nostro amico nonchè compagno di avventure Davide M ( Dartworks )…è stato lui a proporci  l’idea della mano con la rosa , idea che ci ha colpiti particolarmente tra le diverse idee di artwork …L’ immagine così come l’ ep ed il nome della band rappresenta lo sbocciare…qualcosa che a prima vista ti colpisce per la sua “spontaneita”. La rosa ed il suo nascere, crescere, sbocciare ripercorre un pò quello che è stato il nostro processo evolutivo…chiudersi in sala, scrivere ed esprimere le proprie sensazioni attraverso dischi e live shows

6.    Proporrete dei live di supporto per promuovere le vostre canzoni?

Si certamente…diamo grande importanza ai live show…tutt’ora abbiamo già fissate delle date giù al sud e al nord….riteniamo che solo attraverso i live si riesca a diffondere la propria musica! Siamo in continuo contatto con i gruppi  della scena per scambi date e quant’ altro..sicuramente fino alla fine della stagione estiva saremo sui palchi dei locali italiani… prima di entrare in studio a Settembre

7.    Come descrivereste la scena punk italiana? Abbiamo constatato che in giro per la penisola vi sono gruppi emergenti davvero interessanti, sapete consigliarci qualche band che meriterebbe più attenzione da parte dei media?

Beh diciamo che non siamo troppo dentro la scena punk perciò non saprei descriverla con troppo successo…di solito ci relazioniamo più con la scena hc/metalcore anche se personalmente apprezzo molto la scena punk in generale,visto che è stata un pò la fonte d’ispirazione di quasi tutti i membri. Per quanto riguarda le bands,come dicevi tu. ce ne sono diverse sulla piazza.. per il punk sicuramente i nostri concittadini nonchè amici One trax Minds sono da tenere sott’occhio.. anche per il metal ce ne sono diverse che spesso sono un pò sottovalutate..

8.    Se in un futuro contratto discografico vi fosse richiesto di scegliere tra punk o metalcore, cedereste alla richiesta o non scendereste a compromessi per nessuna ragione?

Come ti ho detto in precedenza, il nostro punto di forza è proprio la fusione tra questi 2 generi, non ci piace essere etichettati sotto un genere piuttosto che un’altro! Se qualcuno in futuro deciderà di produrci saremo sicuramente felici di rispondere alla sua chiamata..in quel caso, pero, vorrà  dire che l’etichetta o chi per esso si è avvicinato a noi per il nostro stile e/o sound…quindi cambiare direzione sarebbe un pò controproducente non pensi??

9.    Quali saranno i passi futuri della band?

Per il futuro abbiamo diversi progetti…per il momento ci stiamo dedicando oltre che all’attività live, anche alla scrittura dei nuovi pezzi che andranno a comporre il primo full lenght… per ora restiamo concentrati al da farsi e speriamo che la sorte giri dalla nostra parte!

10.    Grazie per essere stati con noi, concludete voi questa piacevole chiacchierata…

Grazie a voi per l ‘intervista e per aver dato modo di esprimere quello che pensiamo e grazie ai lettori per aver resistito fino all’ultima domanda! Se avete voglia di ascoltare la nostra musica visitate la nostra pagina myspace e ….restate sintonizzati… presto ci saranno grandi news!

(A cura di Ermanno Martignano)

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