Unscriptural – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Classic metal, Horror Metal, Interviste


Unscriptural, provenienti da Vibo Valentia e attivi da 11 anni, ritornano con il nuovo demo Oblivion caratterizzato da sonorità a cavallo tra black metal e heavy metal horrorifico, intervistiamoli per saperne di più…

1.    Rieccoci qui Tat0, ormai possiamo dire che sei di casa, partiamo subito con la presentazione di Oblivion e la rivoluzione in line up

Tat0 – Ciao Ermanno è sempre un piacere ,)!
Oblivion possiamo definirlo in qualche modo come l‘ inizio di un nuovo corso degli Unscriptural caratterizzato prevalentemente appunto dall‘ ingresso in formazione dei nuovi membri Francesco Messina alla voce, Gaetano Bianco alla batteria, e Gabriele Gigliucci alle tastiere, più Peppe Carleo alle chitarre e me che proveniamo dalla vecchia formazione;  fino ad oggi  il gruppo, fondato nel 1990, ha prodotto diversi mini e singoli usciti in maniera molto underground, oggi grazie alla stabilità ed all’entusiasmo apportato da questa nuova formazione abbiamo deciso di muoverci in maniera un pò più completa rispetto a prima, producendo il disco in studio, al SoundFarm studio di Catanzaro ( gli altri lavori li abbiamo sempre fatti in casa ) e promuovendolo tramite l‘ utilizzo della rete così da farlo ascoltare e farlo girare il più possibile

2.    Mi sembra di notare che in questo nuovo demo ci siano pezzi registrati in passato, tipo Pact With Satan di cui avete intitolato un demo; sono tutti pezzi ri-registrati o c’è qualcosa di nuovo?

Peppe – Ci sono tre pezzi già conosciuti in passato, ma completamente riarrangiati grazie all’apporto musicale di ogni singolo componente della nuova line-up, e due pezzi inediti,  “The Ritual” scritto da poco e quindi del tutto inedito ed “Unscriptural” scritto nel 2001 ma mai registrato in modo ufficiale.

3. L’etichetta che vi siete cuciti addosso è quella di black e death metal, per come la vedo io direi black heavy horror metal, mi avete ricordato qualcosa dei Death SS e Mortuary Drape. Concordate?

Tat0 – diciamo più che altro che ormai è necessario darsi una definizione, anche per raggiungere meglio eventuali ascoltatori che potrebbero essere interessati all‘ ascolto ma che sempre di più si lasciano condizionare da paletti quali appunto il genere e le varie e tante volte pittoresche definizioni con le quali i gruppi amano presentarsi … sinceramente viene difficile a noi per primi categorizzare  che facciamo, questo perchè pur avendo ognuno di noi un impronta diversa si cerca di far confluire il tutto in un unico sound il più personale possibile … io lo definirei semplicemente metal … ,)!

Peppe -  Per quanto riguarda i Death SS, come negarlo?? Sono una delle Band che hanno segnato la mia infanzia e se la nostra musica te li ricorda non può che farmi piacere.

4. Ci descrivereste l’artwork?

Peppe – Si voleva dare all‘ immagine  di copertina un senso compiuto verso il nuovo cammino intrapreso, optando così per un’ immagine quasi post-atomica ma piena di speranza in cui vi sono quattro braccia che spuntano da un ipotetico lago di oblio verso quello che sarebbe l’albero della vita, o ciò che ne rimane , chiaro riferimento alle fatiche che in tutti questi anni il gruppo ha dovuto far fronte per giungere quest’ anno finalmente alla nuova rinascita.

5. Di chi è la voce leggiadra della corista presente nei pezzi?

Gabriele – Ho avuto il piacere di conoscere Roberta Serrao qualche anno fa, ed essendo Lei già impegnata in altri progetti ho potuto apprezzarne le qualità artistiche. Quando è sorta la necessità di trovare una voce femminile che ci supportasse mi è subito venuta in mente Lei, che ben volentieri ha accettato questa collaborazione.

6. The Ritual è il pezzo che reputo più inquietante, descrivetecelo

Tat0 – oltre ad essere forse il più inquietante, sono d’ accordo con te, si tratta anche dell‘ unico pezzo nuovo del mini cd, creato nella sua parte musicale praticamente tutto in sala prove con la nuova formazione, arrangiamenti struttura e riffs, e contenente tematiche a noi care da sempre, quali l‘occulto e la presenza del Male come entità imprescindibile e pregnate in tutto ciò che riguarda il normale svolgersi della quotidianeità … in lato stretto il pezzo è  volto a descrivere ed a rivivere quello che potrebbe essere un rituale per l’appunto, nei suoi significati e nelle sue forme procedure e fini ..

Peppe – Il tutto nasce da un sogno fatto qualche tempo fa, in cui mi trovavo a vivere l’esperienza di un rituale satanico come in terza persona, quasi come un’esperienza mistica. Quella notte stessa buttai giù in pratica tutto il testo, il resto lo finimmo poi in sala prove con i ragazzi.

7. La band è attiva da 11 anni ormai, come mai non è ancora supportata da un’etichetta discografica?

Tat0 – Oggi giorno l’ unica cosa che un etichetta può offrire è una buona e vasta distribuzione, senza dubbio un servizio importantissimo ed utilissimo, ma mancando il mercato del disco anche una buona distribuzione può diventare inutile, se a questo aggiungiamo che ormai  la maggior parte delle  label proprio per far fronte al calo di vendite  hanno  mutato i propri affari nel chiedere soldi ai gruppi allora la vera funzione, ed utilità, di una label viene a sparire completamente  …  in passato come ti dicevo muovendoci in maniera molto “soft” neanche ci si era posto il “problema”, oggi se spunta fuori qualcosa di interessante ben venga, ma non è sicuramente una tappa nè uno scopo, ormai per un gruppo l‘autoproduzione è la via più conveniente sotto ogni aspetto e punto di vista …

8. Avete in mente progetti live? Dopo questo eccitante ritorno, quali sono i vostri progetti futuri?

Tat0 – certo, al momento stiamo facendo un pò di pezzi nuovi sia in vista di eventuali concerti  e sia in previsione di un altra uscita che non si farà attendere e che presenteremo come full-lenght … ma al di là di questo di progetti meglio non farne troppi, nessuno ci corre dietro ed abbiamo voglia di continuare serenamente a fare la nostra musica senza metterci ansie ,)

9. Buona fortuna per tutto e alla prossima!

Tat0 – Ancora  grazie Ermanno per  lo spazio che ci concedi, invitiamo chi potesse essere interessato a visitare le nostre pagine web: www.myspace.com/unscriptural, su myspace trovate i collegamento anche ai profili youtube e facebook. Colgo anche l‘occasione per invitare i lettori a scaricare gratuitamente il mini che abbiamo appena pubblicato, Oblivion, all’indirizzo http://www.megaupload.com/?d=3E3V9UQM.

Peppe – Grazie Ermanno, colgo  l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno creduto in questo progetto e soprattutto i miei fratelli di viaggio … gli “Unscriptural”.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Unscriptural – Oblivion (Autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Horror Metal, Recensioni


UNSCRIPTURAL – Oblivion  (Autoprodotto 2011)

Unscriptural formatisi a Vibo Valentia nel 1990 e sempre attivi nel sottobosco del metal estremo con vari demo e cd alle spalle, li ritroviamo nuovamente all’attacco con il demo Oblivion. La band “etichettata” come black e death, denota in questo nuovo dischetto una strada un po’ diversa che assume connotati black heavy horror metal facilmente percettibile: un sound inquietante mai portato a velocità disumane e ricco di sfumature sinistre e malsane.

Grande il lavoro di ogni singolo elemento, superlative le vocals di Francesco e la leggiadra voce della fanciulla corista di cui non si conosce il nome ma che andremo ad indagare in sede d’intervista. Sublime Gabriele alle keyboards il cui sound dona al tutto quel tocco magico e sinistro, e sublime The Ritual quarta traccia con l’introduzione e conclusione di una rito satanico (mi ha ricordato Death SS e Mortuary Drape).

Tutto registrato e mixato nei Sound Farm Studio di Glk Molè (Glacial Fear). Che dire ancora per convincervi della qualità di questa nuova uscita.. nessuna, fatelo semplicemente vostro!

VOTO 75 / 100

Tracklist:

1.    Pact With Satan
2.    Blood
3.    Werewolf
4.    The Ritual
5.    Unscriptural

Line Up:

•    Francesco Messina – voce
•    Giuseppe “Drago” Carleo – chitarra
•    Tat0 – basso
•    Gabriele “Ulver” Gigliucci – keyboards
•    Gaetano Bianco – batteria

Discografia

•    Black Moon (demo 1998)
•    Pact With Satan (demo 1999)
•    Opera 666 (demo 1999)
•    Satan’s Way (demo 1999)

My Space
Myspace Unscriptural

Facebook
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A cura di Ermanno Martignano

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Madness Of Sorrow – Signs (W1tch R3cords 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Gothic metal, Horror Metal, Recensioni


MADNESS OF SORROW – Signs (W1tch R3cords 2011)

Gothic & horror metal, un connubio dal sapore oscuro e tenebroso che aleggia poco nella nostra nazione; così, quando capita di imbattersi in una di questa entità dal sapore mortifero, l’attenzione da parte di noi scribacchini diventa forte.

In Madness Of Sorrow, one man band proveniente da Milano, Muriel si dimostra un musicista dalle idee  chiare sin da subito mettendo a ferro e fuoco (con la collaborazione di Simon Garth in assoli presenti nella terza, quinta e ottava traccia e il batterista Ross Lukather) dieci tracce heavy horror. In Miss Suicide l’indice di gradimento raggiunge le quote più alte.

Le sperimentazioni non mancano, grazie al cambio voce quasi sofferta e filtrata che non genera mai banalità. Per la maggior parte della sua durata il sound si attiene perlopiù su tempi quasi doomish toccando anche lo stoner rock in Ocean Of Pain e marcando visibilmente quell’aurea funerea contenuta in esso; poche le accelerazioni divise in varie tracce.
Un lavoro che riporta alla mente l’horror movie anni ottanta e che quindi mette ben chiaro la sua impronta italica al resto del mondo. Questo giovane tuttofare ha pensato veramente a tutto, mettendo l’album in distribuzione mondiale su digital store o cd fisico presso la sua stessa etichetta discografica digitale W1tch R3cords.

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1. Welcome to the Apocalypse
2. Six Sex Sin
3. Miss Suicide
4. Signs
5. Clowns of the Earth
6. Soldier of God
7. Radio Death
8. Ocean of Pain
9. The Armageddon Song
10. Autopsy of a Romance

Line Up:

•    Muriel Saracino – tutti gli strumenti, voce

My Space:
Myspace Madness Of Sorrow

Facebook:
http://www.facebook.com/Madnessofsorrow

(A cura di Ermanno Martignano)

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Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Voltumna – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Horror Metal


Voltumna, band death black metal dal sapore horrorifico, da alla luce Chimera, il primo EP targato 2011. Un lavoro che fa ben sperare per il loro futuro…

1. Benvenuti ragazzi, presentatevi ai nostri lettori

Salve a tutti gli headbanger che stanno leggendo l’intervista e che ci scoprono per la prima volta!! Siamo un gruppo di ragazzi di 16-17 anni della tuscia viterbese, culla della civiltà etrusca; proprio per questo abbiamo scelto come nome della band una delle divinità di questa grandioso popolo. Voltumna!! La maggior parte delle nostre lyrics sono incentrate su tematiche epiche e magico-esoteriche, afferenti il popolo etrusco, non perndendo di vista le connessioni con la società moderna, la sua corruzione e il suo degrado. Noi crediamo che la musica, ed in particolare il Metal, sia una delle vie per liberarci da ogni schiavismo mentale, dandoci la possibilità di non essere corrotti da nulla: per farlo dobbiamo prima di tutto conoscere veramente il passato e le nostre origini.

2. Alla nascita della band il vostro moniker e sound era completamente diverso, come mai questo cambio di direzione

La band si è formata non appena abbiamo preso gli strumenti in mano per la prima volta, eravamo proprio alle prime armi, così era normale che si puntasse su un genere dove la tecnica strumentale non fosse ricercatissima. Successivamente, dopo vari cambi di formazione ed una notevole evoluzione tecnico-strumentistica, abbiamo trovato il giusto equilibrio e la giusta armonia per proporre il sound che avevamo in testa: Death/Black metal, progressive e sinfonico allo stesso tempo.

3. Chimera ha un’impronta death black metal horrorifica, quali sono le vostre influenze principali?

Beh, la parte horrorifica è presente soprattutto nell’intro dell’EP e negli arrangiamenti sinfonici, per i quali è stato fondamentale l’apporto di Emiliano Natali. Per le altre tracce abbiamo fatto riferimento ad un sound latentemente riconducibile a band quali Behemoth, Stormlord, oppure per la sezione ritmica, il nostro batterista si è ispirato a George Kollias (Nile), avendo partecipato alla sua clinic e con il quale ha sostenuto lezioni private. Tuttavia, crediamo che il nostro sound sia difficilmente riconducibile ad una band in particolare, essendo uno dei nostri obiettivi specifici l’originalità.

4. Chi scrive i pezzi? Come nasce una vostra song, prima musica o testi?

La parte strumentale delle maggior parte delle brani è composta da Bruno Forzini (Batteria), Manuel Bannella (Basso) e Michele Valentini (Chitarra), mentre per i testi sono curati principalmente da Simone Scocchera (Voce); siamo soliti prima mettere a punto la parte melodica dei brani per poi concentrarci sulla questione testi.

5. Il vostro artwork ha i connotati di una band doom metal, chi è l’artefice? Soddisfatti dell’esito finale?

Per noi l’artwork ha un tocco più epico che doom!! L’artwork è stato realizzato da Leonardo Breccola, il disegno di copertina da Ciro Cervone mentre il logo da Tiziano Arcangeli. Siamo soddisfatti dell’esito finale in quanto pensiamo che il risultato rispecchi tutta la malvagità e l’oscurità che scaturisce dalla chimera!

6. Qualche concerto in promozione all’EP?

Stiamo preparando delle date a Terni e a Viterbo in promozione all’Ep, preparandoci contestualmente al meglio per effettuare alcuni scambi di date al nord Italia e a Roma.

7. Quali saranno i prossimi passi che attuerete dopo Chimera, un altro EP o preferirete puntare dritti ad un full lenght?

Punteremo diritti, senza esitazioni, con la tempra della nostra gente, della nostra storia, sospinti dalla grandezza dei nostri Avi, alla realizzazione del nostro primo Full-lenght. Saremo una forza inarrestabile. Noi siamo il passato proteso verso il futuro!

8. Come dobbiamo interpretare l’uscita di Chimera, un biglietto da visita per qualche etichetta discografica oppure gli stessi pezzi potrebbero finire in un album di lunga durata, magari in una nuova versione ( un po’ come hanno fatto i grandi nomi al loro inizio ndr)?

Sicuramente sarà un ottimo biglietto da visita e di certo lo faremo arrivare anche a qualche etichetta discografica: pensiamo che i brani possano essere riproposti per il futuro, chissà con una veste diversa, oppure nella versione dell’Ep, che pensiamo già possa essere di una qualità tale da rendere possenti le tracce!

9. Lanciate un messaggio ai lettori per incentivare l’ascolto di Chimera

Entrerete in un altra epoca, sarete trasportati in un mondo nuovo dove la verità svelata non è quella che tutti credono avere sotto gli occhi. Verrete catturati da questo animale immondo, simbolo del male e della cattiveria, incarnazione di tutto quanto di malvagio un uomo può far scaturire… vedremo se avrete la forza di liberarvene!! Buon ascolto a tutti

10. Buona fortuna per tutto!

Grazie mille!! E un saluto a tutti coloro che sostengono Voltumna e il METAL!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Providence – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Horror Metal, Interviste


Ecco ritornare sulle scene il progetto dark gothic horror  “THE PROVIDENCE”, diretto da  Bloody Hansen, che ci presenta la sua ultima fatica “The Seven Doors Of The Providence”.

1.    Ciao Bloody, bentornato sulle nostre pagine

Ciao Ermanno è un piacere per me rispondere nuovamente alle tue domande.

2.    Parlaci del tuo nuovo mcd…

Come hai già scritto tu il mini cd si chiama “The seven doors of the providence” il titolo è un chiaro tributo al capolavoro di Lucio Fulci “L’adilà e tu vivrai nel terrore” e anche la copertina ricorda la locandina del film, la coincidenza è che nell’album sono finite proprio 7 tracce, il destino vuole quindi che il 7 sia un numero ricorrente in questo lavoro, e chissà magari con il passare del tempo noterò altri elementi che siano riconducibili a questo numero.. per il resto due dei brani presenti sono già editi in quanto “Tarot For The People Train” era presente nel mio debutto e “Everynight Comes The Blind” la presentai nel sito myspace, il resto è completamente inedito.
Il motivo che mi ha spinto a presentare questi nuovi brani è stato dettato dal fatto che dopo un anno passato a presentare The Fear Remain The Same sentivo il bisogno di presentare nuova musica, ci tenevo a far sapere che Bloody Hansen è in grado di scrivere altri bei brani e spero di continuare a confermare questo fatto. Ho molta fiducia e sono convinto che tanti altri buoni pezzi nasceranno nella mia mente.

foto gigi THE PROVIDENCE

3.    Devo dire che questa volta tutto è molto più compatto e ancor più incentrato al sound anni ’80, possiamo considerarla normale evoluzione o era nelle tue intenzioni raggiungere questo status?

Diciamo che le mie intenzioni sono sempre le stesse, ossia scrivere dei buoni brani dove l’uno non sia la fotocopia dell’altro, se secondo te c’è stata una evoluzione sono molto contento di sentirtelo dire, forse lo penso anche io ma a volte per qualche oscuro motivo sono convinto di essere la persona meno adatta per dirlo, e devo dire che è molto interessante per me sapere che hai trovato più influenze anni 80, forse inconsciamente è quello che cerco di fare in quanto quegli anni sia a livello musicale che cinematografico sono stati tra i più oscuri

4.    Complimenti per l’artwork, quale miglior richiamo per rimembrare le pellicole splatter horror dei bei tempi che furono…chi è l’autore?

Riguardo l’artwork posso dirti che quando è arrivato il momento di pensarci non sapevo proprio che fare, non avevo una idea precisa, poi ho pensato che sarebbe stato interessante realizzare il tutto come fosse una locandina di un film, dopodichè ho avuto la grandissima fortuna di avere in regalo la foto della ragazza protagonista della cover, parlo di Eleonora Vaiana che è anche la cantante della horror band toscana dei Deathless che saluto calorosamente, è stata molto gentile a regalarmi la sua foto salvandomi da ore e ore di scervellamento perché chissà quanto tempo avrei impiegato per trovare un altro elemento che fosse stato all’altezza della sua foto, inoltre come dicevo ricorda la locandina de l’aldilà, quindi un bel colpo di fortuna direi! E ascoltatevi i Deathless perché sono bravissimi

5.    Ci sveleresti a quali film appartengono tutte le frasi che hai inserito nelle nuove tracks?

Con molto piacere! La prima traccia “Never Sleep Again” è dedicata al mitico Freddy Krueger, inizia con la famosissima filastrocca direttamente presa dal film nightmare e prosegue a modo mio, “Tall Man” invece è per “Fantasmi” e qui vorrei  precisare  una cosa, all’inizio il brano era stato scritto sotto forma di colonna sonora per il cortometraggio del regista Stefano Visintin il quale contattò un pò di gente per il suo corto The Heiress, il brano piacquè a stefano ma la scelta della soundtrack ricadde su quella del mio   amico Luca Alfieri di Intromania quindi ho effettuato alcune piccolissime modifiche tipo nelle parti vocali e l’ho trasformata in un brano adatto per The Providence, ringrazierò sempre Stefano per la possibilità che mi ha dato perché è stata veramente una grande esperienza e consiglio a tutti di vedere il film in questione molto King Diamond style e arricchito dall’ottima musica di Luca.
”Tarot For The People Train” è per “Le 5 Chiavi del Terrore”, all’inizio del brano potete sentire il  rumore del treno che vi porterà a vivere l’incubo! “Everynight Comes The Blind” invece è per “Le Tombe dei Resuscitati Ciechi” di Amando de Ossorio, la saga dei resuscitati ciechi è un qualcosa di spettacolare e forse “le tombe..” è l’episodio che preferisco, ma anche gli altri meritano alla grande! “Slasher” doveva essere una bonus track ma alla fine ho pensato che andasse bene anche inserita così, ho pensato che a volte si deve correre il rischio di spiazzare l’ascoltatore essendo un brano molto diverso dal resto del cd, i suoni che senti sono tratti dal mitico “Non Aprite Quella Porta” a cui dedicherò sicuramente qualcos’altro in futuro, “We Eat You At Midnight” è il mio tributo all’horror italiano degli ultimi tempi, quindi potete sentire l’audio tratto dal film di Gabriele Albanesi “Il Bosco Fuori”, ed in questo brano è anche presente una citazione musicale dedicata alla defunta band Sentenced, non vi dico il brano per lasciarvi così un piccolo enigma eheh inoltre il piano che potete sentire sul finale è del sopracitato Luca il quale ha fatto un grandissimo lavoro, è stato un onore per me averlo come ospite!
Per finire “Cursed” è per un film che non è proprio un horror ma le tematiche si sposano perfettamente per la causa, parlo del capolavoro di Brunello Rondi “Il Demonio” una pellicola altamente drammatica

6.    Hai in mente di concretizzare qualche idea di live show con le giuste atmosfere che richiede il genere?

Da quando la mia carissima amica Silvia Piana mi ha dato la disponibilità per aiutarmi a realizzare un live ho la speranza che un giorno riusciremo a fare almeno una data da qualche parte, sai a volte l’aiuto degli amici è più importante e più utile di qualsiasi cosa ed ho la fortuna di poter contare su persone eccezionali che potrebbero incidere non poco in questa cosa, per realizzare questa cosa dovrò avvalermi di musicisti e saprei già a chi chiedere, come ti dicevo quando si ha la fortuna di conoscere delle splendide persone anche le cose più difficili possono avere almeno una possibilità di riuscita.

7.    Nella precedente intervista avevi scritto che un tuo obbiettivo era quello di strappare un commento sulla tua musica a Claudio Simonetti e Steve Sylvester, sei riuscito nella tua impresa?

Purtroppo no, non so nemmeno se abbiano mai ascoltato qualcosa, spero vivamente di si visto che i link li mandai a tutti e due, ma chissà quanti cd e segnalazioni di nuovi gruppi gli arrivano quindi mi pare normale che tante cose gli sfuggano, ma chissà un giorno, ci spero soprattutto per Steve Sylvester perché se non ci fosse stato lui The Providence non sarebbe mai esistito, per ora ho comunque ricevuto commenti positivi per esempio da Ben Ward dei grandi Orange Goblin, oppure da Ted Lager che i vecchi thrasher ricorderanno per il suo passato negli storici Toxik e che ora ha un’altra grande band chiamata Lucertola, e poi anche Fabio Frizzi mi diede il suo consenso, sono molto orgoglioso di tutto ciò.

8.    Riusciremo a vedere presto questo mcd distribuito da qualche etichetta discografica? Qualcuno si è fatto avanti per fornirti una giusta promozione?

Sinceramente ho dei seri dubbi, ogni tanto contatto qualche casa discografica tramite myspace ma non ho mai ricevuto nessuna risposta, mi sarebbe piaciuto tantissimo collaborare con la Black Widow ma molto gentilmente mi confessarono che preferiscono le bands ai progetti solisti quindi peccato perché sarebbe stato l’ideale.
Tutto sommato questo per me non è assolutamente un problema, The Providence è nato principalmente per gli amici, addirittura all’inizio non avevo intenzione nemmeno di fare dei cd ma di caricare una canzone ogni tanto su myspace, quindi forse sto facendo anche più di quello che avevo programmato, certo come ho dichiarato più volte avere una casa discografica mi piacerebbe, mi renderebbe ancora più orgoglioso e mi darebbe una mano in tante cose, ma se non c’è non è un problema, va bene lo stesso la mia musica riesco a diffonderla ugualmente anche da solo, visti i risultati sto andando abbastanza bene anche così, vedi il fatto è che la maggior parte dei gruppi se non riescono a trovare una label disposta a metterli sotto contratto non ci dormono la notte, io invece sto sereno perché mi diverto label o non label, perché tante volte nelle bands si creano le tensioni?
Perché perdono di vista la cosa principale, il divertimento appunto. Ma visto che ci sono ti confesso il mio sogno, mi piacerebbe che i miei cd vengano ristampati dopo tanti anni anche 20 in modo che la gente ne parli come oggetti di culto, sono disposto ad aspettare molto volentieri, verso il 2030 magari vediamo se il mio sogno si sarà avverato eheh

9.    Da grande fruitore di pellicole horror, secondo te, i film di ultima generazione quanto incutono terrore rispetto a quelli storici degli anni ’80?

Mah dipende un pò dalla persona, c’è chi si spaventa con The Ring per esempio (cosa che mi fa rimanere un pò perplesso sinceramente) e c’è chi come me che invece prova delle fortissime emozioni quando Marc Daly in Profondo Rosso si ritrova l’assassino in casa oltre la porta, attualmente abbiamo una serie di film che sono capaci di incutere terrore ma non parlo di certo di film con demoni o mostri, bensì intendo pellicole che sembrano dirti “potrebbe succedere anche a te” per farti il primo esempio che mi viene in mente ti direi “el rey de la montana” che parla di un ragazzo perseguitato da loschi individui in un bosco dall’atmosfera incredibile, guardatelo ve lo consiglio. Io sono per i vecchi film ma anche l’ultimo decennio non è mica da buttare, il fatto è che bisogna informarsi e non fermarsi alle cose che hanno più visibilità che di solito sono le più brutte.
Ci terrei a dire comunque che il film più spaventoso è già stato fatto e non ne uscirà mai più uno più terrificante, parlo dell’Esorcista, film dove chi lo vede per la prima volta si fa delle grosse risate durante i primi 45 minuti circa ma poi chissà come mai si tappa gli occhi e se avesse altre due mani si tapperebbe anche le orecchie eheh

10.    Bloody, siamo in chiusura, è stato un piacere ritrovarti! Concludi tu l’intervista…

Come sempre ringrazio te e il tuo socio mr. Squillino per l’occasione che ancora una volta mi avete offerto, che dire, grazie a tutti a vi auguro che le cose vi vadano sempre meglio, con eraskor e in tutto il resto!

Per chi volesse leggere i precedenti articoli scritti nello scorso maggio.

•    The Providence – The fear remain the same – (Promo 2008) (RECENSIONE)
•    Intervista Bloody – The Providence (INTERVISTA)

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Providence – The seven doors of The Providence (Autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Horror Metal, Recensioni


THE PROVIDENCE – The seven doors of The Providence  (Autoprodotto 2009)

[cover] The Providence - The Seven Doors Of The Providence

Devo dire che lo attendevo con curiosità questo gradito ritorno di Bloody e il suo progetto Rock Horror “The Providence”, dopo il demo “The fear remain the same” targato 2008 che già prometteva molto bene, il nuovo mcd conferma le mie aspettative.

Le nuove canzoni esaltano l’estro artistico di questo musicista che ha saputo ricreare nuove atmosfere horror perfettamente mixate tra elettronica onirica e celebri spezzoni di film horror incastonati in maniera perfetta e quasi maniacale.

Partendo con “Never sleep again” intro ninna nanna da incubo, si passa velocemente a “Tall man”, pezzo molto atmosferico progressive anni ’70, che richiama anche una certa influenza “Death ss”. “Tarot for the people train”, ottima track contenuta già nel precedente demo, “Everything comes the blind”, più rock oriented e “Goblin”. “Slasher” sicuramente uno dei migliori brani presenti, della durata di quasi 2 minuti, interessante anche We eat you at midnight, qui possiamo riscontrare richiami molto new wave, che si concludono con suoni vicini alla tradizione giapponese, una dimostrazione delle doti di questo grande artista che spazia tra filoni musicali differenti.

L’album si conclude con “Cursed”, un outro intimista che segna la fine di questo viaggio horrorifico.
In conclusione è davvero un bel cd che supera ogni aspettativa. Auguriamo presto la giusta notorietà a questo innovativo progetto musicale.

Tracklist:

Never Sleep Again
Tall Man
Tarot For The People Train
Everynight Comes The Blind
Slasher
We Eat You At Midnight
Cursed

Line up:

Bloody Hansen – sinth,chitarra,effetti

(A cura di Ermanno Martignano)

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