Will ‘O’ Wisp – Intervista
Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, death metal, Interviste, ProgressiveDopo lo scioglimento decretato nel 1998 e l’uscita postuma di Unseen del 2002, a sorpresa ritornano in pista i Will ‘O’ Wisp con una nuova line up e un album sorprendente dal titolo “Kosmo”.
1. Bentornati in pista Will ‘O’ Wisp! Possiamo dire tranquillamente che è stato un gran ritorno!
Ti ringraziamo davvero, speravamo potesse essere così, dopo tanto tempo, è stato “curioso” anche per noi, come se d’incanto gli anni si fossero annullati in pochi giorni…Eccoci qui !
2. Vi siete sciolti nel 1998, come mai questa voglia di ricominciare a suonare ha atteso 14 lunghi anni?
Sono quelle cose cui, senza fare retorica” non è facile dare spiegazioni. Personalmente ritengo che poco accada per caso e che certe onde o cammini siano destinati ad essere comunque percorsi. Dopo lo split up sembrava davvero tutto finito eppure l’amore per la musica unito ai fili del destino ha voluto che un giorno il nome Will’O’ Wisp risorgesse, per il sottoscritto è emozionante quanto l’aver avuto in mano il primo demo tanti anni fa.
3. Siete tornati con l’inserimento in line up di nuovi elementi, volete farci le dovute presentazioni?
Più che volentieri! Oinos il batterista è sicuramente un nome che molti già avevano udito e mi sento di dire apprezzato, batterista dei rimpianti Thy Nature, dietro alle pelli coi grandi Sadist ai tempi di Crust, poi coi Node per passare agli ottimi Cayne. Direi che gli anni gli hanno dato modo di mostrare il suo talento ed il suo grande estro.
Jacopo è un giovane bassista che si sta facendo notare per tecnica, inventiva e gusto. Come saprai oltre che nei Will’ O’ Wisp milita nei Nerve ed anche negli Antropofagus e questo credo sia una bella dimostrazione del suo essere musicista capace ed abile in contesti molto vari fra loro. Deimos era il cantante di un’altra ottima formazione ormai defunta (Revenant) e personalmente mi sono entusiasmato per il suo lavoro, e la capacità modulare vari livelli di aggressività! Mi permetto di aggiungere che sono tutte persone molto modeste e fortemente innamorate della musica e questo spero si possa cogliere anche nella loro performance!
4. Kosmo è sicuramente un ritorno con i fiocchi, un album tecnicamente travolgente: progressivamente efferato e ricco di barocchismi tastieristici che mi hanno ricordato molto i Sadist. Quanti mesi di lavoro ha richiesto la sua lavorazione?
Kosmo è un album la cui scrittura in realtà risale quasi a quattro anni fa, il vero problema è stato poi trovare la band, come sai sono rimasto l’unico della vecchia line-up. Collegandomi a quanto dicevo prima sono certo che i fili del destino avessero in qualche modo pensato anche a questo, ho conosciuto Oinos per caso e di lì è nato il nucleo “storico” della nuova formazione, Jacopo mi fu suggerito da Tommy dei Sadist e Deimos entrò in scena realmente di sua iniziativa! Il disco ha richiesto circa un anno di preparativi fra la composizione delle parti batteria e di basso, lo studiarle a dovere ed il riuscire a collimare i propri impegni individuali al fine delle registrazioni. Come ti accennavo siamo stati un cantiere, ora che le cose sono stabili il processo in futuro sarà nettamente più immediato
5. Kosmo è un concept? Ritenete di aver ripreso un discorso interrotto con Unseen oppure avete ricominciato un nuovo capitolo della vostra carriera? Quali ritenete siano le differenze sostanziali tra i vostri tre lavori discografici?
Un poco tutte e due le cose che dicevi. Sicuramente i testi per Will’O’Wisp hanno sempre avuto importanza paritetica alla musica. I nostri dischi sono sempre stati legati ad un concept e dunque anche il fatto che lo fosse Kosmo è risultato naturale. Di contro è nato anche qualcosa di nuovo a livello di sound, ora siamo indubbiamente più “death” rispetto agli esordi, ma credo che l’attitudine della band verso la propria proposta non sia poi mutata, cerchiamo con la massima umiltà di provare a suscitare emozioni e al contempo di offrirle in una veste interessante. Parlando dei lavori precedenti, Enchiridion fu sicuramente un disco molto avant-garde per l’epoca, con molta schizofrenia, musicale, mentre Unseen si coagulò verso atmosfere forse più oscure e mistiche, quasi oniriche.
6. A distanza di tanti anni in che stato ritrovate la scena metal italiana?
Ottimo direi, tante bands, tanta voglia di dare alla musica, livello tecnico di eccellente qualità, quello che un po’ spiace è il vedere come rispetto a quei tempi le difficoltà che una band deve affrontare siano rimaste estremamente elevate.
7. Darete il via ad un tour? Magari non sarebbe male vedervi su di un palco con i Sadist viste le vostre affinità artistiche.
Non sarebbe male affatto, e non mi sento di escluderlo, è però una cosa che vaglieremo fra qualche tempo. Ora è importante per noi vedere come la critica e gli ascoltatori ci accoglieranno, poi in futuro valuteremo. Mi sento di dire che ora ci siamo di nuovo e speriamo di rimanere vivi stavolta a lungo!
8. I vostri primi 2 lavori ormai sono fuori catalogo, state pensando ad una possibile ristampa?
Sinceramente no. Mai dire mai si dice ed è vero, ma non mi dispiace l’idea che quei dischi restino una piccola cosa nascosta nelle case di chi al tempo ci premiò con l’ascolto e l’acquisto. In questo confesso di non avere un’anima molto commerciale, quei dischi sono il nostro umile omaggio alla musica, e poi magari qualche copia in giro si trova ancora!
9. Ora che avete nuovamente una line up stabile ci auguriamo non passino altrettanti anni per il futuro successore di Kosmo… avete già qualche idea a tal proposito?
Sì, i nuovi pezzi sono già tutti scritti. Stiamo iniziando a lavorarci ora. Si tratta di materiale piuttosto ostico a livello soprattutto di partiture ritmiche, ma la musica ed i riffs sono tutti pronti. Diciamo che adesso il nostro Oinos sta iniziando a meditare sul come scatenare le sue pelli!
10. Grazie per averci concesso un po’ del vostro tempo. Alla prossima occasione!
Grazie e Te e a Voi, per noi è solo un piacere e Vi ringraziamo per averci dato la possibilità di parlare un po’ di noi e della nostra musica. Speriamo di risentirci al più presto! Vi chiedo la libertà di un piccolo grande saluto al nostro caro amico Fabrizio Colussi che con me è stato il fondatore di Will’O’Wisp è che per me resta spiritualmente uno di noi!
(A cura di Ermanno Martignano)





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