Will ‘O’ Wisp – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, death metal, Interviste, Progressive


Dopo lo scioglimento decretato nel 1998 e l’uscita postuma di Unseen del 2002, a sorpresa ritornano in pista i Will ‘O’ Wisp con una nuova line up e un album sorprendente dal titolo “Kosmo”.

1.    Bentornati in pista Will ‘O’ Wisp! Possiamo dire tranquillamente che è stato un gran ritorno!

Ti ringraziamo davvero, speravamo potesse essere così,  dopo tanto tempo, è stato “curioso” anche per noi, come se d’incanto gli anni si fossero annullati in pochi giorni…Eccoci qui !

2.    Vi siete sciolti nel 1998, come mai questa voglia di ricominciare a suonare ha atteso 14 lunghi anni?

Sono quelle cose cui, senza fare retorica” non è facile dare spiegazioni. Personalmente ritengo che poco accada per caso e che certe onde o cammini siano destinati ad essere comunque percorsi. Dopo lo split up sembrava davvero tutto finito eppure l’amore per la musica unito ai fili del destino ha voluto che un giorno il nome Will’O’ Wisp risorgesse, per il sottoscritto è emozionante quanto l’aver avuto in mano il primo demo tanti anni fa.

3.    Siete tornati con l’inserimento in line up di nuovi elementi, volete farci le dovute presentazioni?

Più che volentieri! Oinos il batterista è sicuramente un nome che molti già avevano udito e mi sento di dire apprezzato, batterista dei rimpianti Thy Nature, dietro alle pelli coi grandi Sadist ai tempi di Crust, poi coi Node per passare agli ottimi Cayne. Direi che gli anni gli hanno dato modo di mostrare il suo talento ed  il suo grande estro.
Jacopo è un giovane bassista che si sta facendo notare per tecnica, inventiva e gusto. Come       saprai oltre che nei Will’ O’ Wisp  milita nei Nerve ed anche negli Antropofagus e questo credo sia una bella dimostrazione del suo essere musicista capace ed abile  in contesti molto vari fra loro. Deimos era il cantante di un’altra ottima formazione ormai defunta (Revenant) e personalmente mi sono entusiasmato per il suo lavoro, e la capacità modulare vari livelli di aggressività! Mi permetto di aggiungere che sono tutte persone molto modeste e fortemente innamorate della musica e  questo spero si possa cogliere anche nella loro performance!

4.    Kosmo è sicuramente un ritorno con i fiocchi, un album tecnicamente travolgente: progressivamente efferato e ricco di barocchismi tastieristici che mi hanno ricordato molto i Sadist. Quanti mesi di lavoro ha richiesto la sua lavorazione?

Kosmo è un album la cui scrittura in realtà risale quasi a quattro anni fa, il vero problema è stato poi trovare la band, come sai sono rimasto l’unico della vecchia line-up. Collegandomi a quanto dicevo prima sono certo che i fili del destino avessero in qualche modo pensato anche a questo, ho conosciuto Oinos per caso e di lì è nato il nucleo “storico” della nuova formazione, Jacopo mi fu suggerito da Tommy dei Sadist e Deimos entrò in scena realmente di sua iniziativa! Il disco ha richiesto circa un anno di preparativi fra la composizione delle parti batteria e di basso, lo studiarle a dovere ed il riuscire a collimare i propri impegni individuali al fine delle registrazioni. Come ti accennavo siamo stati un cantiere, ora che le cose sono stabili il processo in futuro sarà nettamente più immediato

5.    Kosmo è un concept? Ritenete di  aver ripreso un discorso interrotto con Unseen oppure avete ricominciato un nuovo capitolo della vostra carriera? Quali ritenete siano le differenze sostanziali tra i vostri tre lavori discografici?

Un poco tutte e due le cose che dicevi. Sicuramente i testi per Will’O’Wisp hanno sempre avuto importanza paritetica alla musica. I nostri dischi sono sempre stati legati ad un concept e dunque anche il fatto che lo fosse Kosmo è risultato naturale. Di contro è nato anche qualcosa di nuovo a livello di sound, ora siamo indubbiamente più “death” rispetto agli esordi, ma credo che l’attitudine della band verso la propria proposta non sia poi mutata, cerchiamo con la massima umiltà di provare a suscitare emozioni e al contempo di offrirle in una veste interessante. Parlando dei lavori precedenti, Enchiridion fu sicuramente un disco molto avant-garde per l’epoca, con molta schizofrenia, musicale, mentre Unseen si coagulò verso atmosfere forse più oscure e mistiche, quasi oniriche.

6.    A distanza di tanti anni in che stato ritrovate la scena metal italiana?

Ottimo direi, tante bands, tanta voglia di dare alla musica, livello tecnico di eccellente qualità, quello che un po’ spiace è il vedere  come rispetto a quei tempi le difficoltà che una band deve affrontare siano rimaste estremamente elevate.

7.    Darete il via ad un tour? Magari non sarebbe male vedervi su di un palco con i Sadist viste le vostre affinità artistiche.

Non sarebbe male affatto, e non mi sento di escluderlo, è però una cosa che vaglieremo fra qualche tempo. Ora è importante per noi vedere come la critica e gli ascoltatori ci accoglieranno, poi in futuro valuteremo. Mi sento di dire che ora ci siamo di nuovo e speriamo di rimanere vivi stavolta a lungo!

8.    I vostri primi 2 lavori ormai sono fuori catalogo, state pensando ad una possibile ristampa?

Sinceramente no. Mai dire mai si dice ed è vero, ma non mi dispiace l’idea che quei dischi restino una piccola cosa nascosta nelle case di chi al tempo ci premiò con l’ascolto e l’acquisto. In questo confesso di non avere un’anima molto commerciale, quei dischi sono il nostro umile omaggio alla musica, e poi magari qualche copia in giro si trova ancora!

9.    Ora che avete nuovamente una line up stabile ci auguriamo non passino altrettanti anni per il futuro successore di Kosmo… avete già qualche idea a tal proposito?

Sì, i nuovi pezzi sono già tutti scritti. Stiamo iniziando a lavorarci ora. Si tratta di materiale piuttosto ostico a livello soprattutto di partiture ritmiche, ma la musica ed i riffs sono tutti pronti. Diciamo che adesso il nostro Oinos sta iniziando a meditare sul come scatenare le sue pelli!

10.    Grazie per averci concesso un po’ del vostro tempo. Alla prossima occasione!

Grazie e Te e a Voi, per noi è solo un piacere  e Vi ringraziamo per averci dato la possibilità di parlare un po’ di noi e della nostra musica. Speriamo di risentirci al più presto! Vi chiedo la libertà di un piccolo grande saluto al nostro caro amico Fabrizio Colussi che con me è stato il fondatore di Will’O’Wisp è che per me resta spiritualmente uno di noi!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Hybrid Circle – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Industrial Metal, Interviste, Progressive, Thrash metal


Before History, terza mazzata sonora degli Hybrid Circle che propongono un rovente modern/swedish/cyber metal in grado di stupire!

1.    Benvenuti su queste pagine ragazzi, come consuetudine fate le presentazioni ai nostri lettori

Ciao a tutti ed innanzitutto grazie per averci concesso questo spazio. Gli Hybrid Circle esistono da un po’ di tempo (della formazione iniziale sono rimasti solo Simone e Stefano), ma la vera stabilità è stata finalmente raggiunta negli ultimi due anni con la complicità della nuova line-up. Possiamo tranquillamente dire che i nuovi Hybrid Circle cominciano a lavorare agli inizi del 2010, l’anno zero della nuova band.

2.    Before History è come una mazza chiodata conficcata in testa, è come la versione del celebre movie “Saw” fatta in musica. E’ il vostro terzo lavoro in studio. Quali differenze possiamo riscontrare tra questo e i precedenti “Post-Murder Reflections” e “Alien Nation”?

Ogni nostro album ha avuto una storia a se stante. Abbiamo, però, cercato di mantenere un filo logico che riuscisse ad intrecciare tutti e tre. Infatti è nostra consuetudine iniziare sempre un album con il finale musicale di quello precedente, tanto per mantenere evidente l’idea di “Circle” che caratterizza la nostra band. Sai, è difficile parlare di differenze tra questi dischi perché la vedo come la naturale evoluzione di un gruppo e, solitamente, se una band cresce le differenze sono evidentissime non per questioni di scelta, ma di progresso.

“Post” è sicuramente il disco del debutto, sia nel senso discografico che compositivo, un lavoro molto ispirato (nei limiti delle nostre capacità all’epoca). “Alien-Nation”, invece, è un disco di sfogo, un lavoro in cui abbiamo voluto scrivere tutta la musica che ci veniva in mente, senza freni, senza schemi e con la voglia di attuare un passaggio ad un livello tecnico un po’ più alto. “Before History” è la fusione di questi precedenti due album, un’unione perfetta tra swedish/prog/death/math che ha messo d’accordo tutti nella band. Un disco che ci ha fatto raggiungere un equilibrio compositivo e, a piccoli passi, ci ha mostrato la strada da seguire. L’abbiamo creato noi, ma ti assicuro che ci ha insegnato molte cose.

3.    Come anticipato nell’introduzione, il vostro sound viene catalogato dal sottoscritto come un modern/swedish/cyber metal. In poche parole in voi scorre l’esasperazione dei Meshuggah, il contorsionismo dei Dream Theater e la freddezza dei Fear Factory, concordate?

Decisamente ci hai preso in pieno. Stiamo comunque parlando di tre super gruppi di cui noi siamo cultori. Chi più dell’uno chi invece più dell’altro. Per quanto riguarda la classificazione “Modern metal”, in cui ormai ci stanno piazzando in molti, beh si, concordiamo perché ci fa piacere che gli ascoltatori riescano a comprendere la nostra voglia di “innovare”. Comunque vorremmo aggiungere che ci riteniamo molto fortunati nell’essere seguiti sempre (anche in tour!) da Angelo Raffaele De Innocentiis, dell’Alien Recording Studio, ormai nostro fonico ufficiale. Il nostro sound ha questo impatto anche grazie al nostro settimo uomo.

4.    Quali temi amate trattare nelle vostre liriche e a quante mani vengono scritte?

Anche qui parliamo di un’evoluzione, perché in “Post-Murder Reflections” trattiamo una tematica un po’ sentimentale/serial killer (ahah). In pratica “Post” è un concept album sull’omicidio di una donna che alla fine si rivela solo un sogno. Da “Alien-Nation” comincia ad apparire la tematica “Cyber” anche se questo disco tratta più la visione della società moderna. “Before History” decreta finalmente l’entrata nel mondo Sci-Fi/Cyber pieno di androidi, fulminatori, intelligenze artificiali senza limiti e soprattutto (non me ce voglia Asimov, il nostro mito, tra l’altro) le tre leggi della robotica modificate in modo tale da creare un vero problema.

5.    Come è nato il contratto con la Buil2Kill Records? Finalmente anche in Italia possiamo vantare etichette serie senza dover per forza cercare all’estero, non credete?

Dobbiamo essere sinceri: fortunatamente non ci sono mancate proposte per pubblicare questo album, ma abbiamo deciso di collaborare con la Buil2Kill perché Trevor (Sadist) e Federico (general manager) si sono dimostrate due persone uniche e  speciali. Da subito ti fanno capire che il tempo di giocare non c’è più, ora è un lavoro, e noi non aspettavamo altro. La musica è si una passione, ma anche tantissimi sacrifici, ed avere due persone alle tue spalle che lo sanno e che ti incitano, ti incoraggiano sempre di più è un qualcosa che non ha prezzo. La Buil2Kill è una nuova realtà, un nuovo modo di vedere la musica e le band, e questo è possibile solo grazie alle persone che lavorano al suo interno, persone che ci credono davvero. Da ammirare ed emulare.

6.    Situazione live, come e quando promoverete l’album?

Al momento stiamo ancora facendo delle serate di “rodaggio” nella nostra zona, cerchiamo di migliorare sempre anche la sintonia sul palco. Ultimamente siamo stati in un mini-tour con i Loudblast (ed insieme ad altri “colleghi”) in due serate (Genova-Aosta). Ora aspettiamo la stagione primaverile che sicuramente porterà novità sui live che andranno a promuovere il disco, anche fuori dal Bel Paese!

7.    La traduzione letteraria del vostro titolo è “Di Fronte Alla Storia”, di quale storia stiamo parlando?

Questa volta non ci è bastato abbinare delle semplici liriche, ci siamo spinti oltre. Infatti abbiamo addirittura scritto un libro. Nel creare questo concept ci siamo ritrovati una sera a cena (Simone, Giuseppe e Stefano) meditando sul fatto di voler dire molto di più nei testi. Da qui l’idea di creare una storia vera (i capitoli li potete trovare su http://www.hybridcircle.net/book). Ogni traccia dell’album è un capitolo del libro. Ovviamente la parte cantata è solo un “sunto” del capitolo. Possiamo dire che la musica ed il libro sono nati in contemporanea e questo atto è solo l’inizio di un’avventura a cui presto daremo una conclusione. “Before History”, “Prima della storia”, è solo un anticipazione, i nostri personaggi hanno raggiunto un obbiettivo, ma la storia, quella vera, deve ancora iniziare. Diciamo anche che il titolo contiene un pizzico di ironia.

8.    Descriveteci l’artwork, io vedo un pannello in legno (o metallo arrugginito) avvitato che simula un tentativo di sfondamento, come un sigillo… sono fuori strada vero?

No, no! Non sei completamente fuori strada! La copertina rispecchia, in un certo modo, il concetto del libro. È ferro arrugginito, e dovrebbe dare l’idea di un “reperto” ritrovato quasi intatto dopo molto tempo. L’artwork è stato curato completamente dal nostro bassista Matteo in collaborazione con il grafico Gildo Iacovella (che ha curato anche la parte grafica del libro).

9.    Dopo B.H. avete già un’idea di come elargire i passi futuri della band? Un nuovo album in breve tempo oppure un’estenuante promozione di questa nuova fatica discografica?

Stiamo già buttando delle basi. La promozione di questo disco andrà avanti sicuramente per diversi mesi, però non riusciamo a stare fermi. Siamo sempre in fase di scrittura, poi capita di buttare album interi (come ci è già successo) però fermi no, questo mai, il cerchio gira sempre.

10.    Siamo in conclusione, vi ringrazio e lascio a voi le considerazioni finali….

Grazie mille ancora per lo spazio ed il tempo che ci hai concesso, e speriamo di rivederci presto in queste pagine. Intanto vi salutiamo tutti e vi lasciamo all’ascolto di “Before History”.
Stay Hybrid!

(A cura di Ermanno Marrtignano)

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Hybrid Circle – Before History (Buil2Kill Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Industrial Metal, Recensioni, Thrash metal


HYBRID CIRCLE – Before History  (Buil2Kill Records 2012)

Hybrid Circle, metal moderno, tatticamente progressivo e imbastardito dallo swedish death e da rifiniture cyber-elettroniche; tutto questo è “Before History” terzo lavoro discografico di questi ragazzi provenienti da Lanciano.

Partendo da un intro prettamente dreamtheateriano, la partenza con Ouverture 209 mette subito grandi carte in tavola. La prima cosa che mi salta in mente è sicuramente questo sound “trapano” impetuoso e sorretto da rasoiate chitarristiche pesantissime, da un drumming devastante e un vocione semi-gutturale disperato. Un album che cade in testa come un macigno ma che viene sapientemente “addolcito” da splendide partiture tastieristiche-elettroniche poco invadenti ma tanto da bastare a renderlo freddamente più cibernetico e meno soffocante.

Tre band in particolare citerei per delineare questa arguta proposta, Meshuggah, Dream Theater e Fear Factory. Tredici delizie assicurate per i vostri palati intransigenti, come si dice dalle mie parti “spaccano i sederi ai passeri morti”!

VOTO 80 / 100

Tracklist:

1.    Intro
2.    ouverture 209
3.    The Preacher
4.    Not Different From Us
5.    Plan Cyber Vac
6.    Wisdom Popular
7.    Team Work
8.    Project Bait
9.    The Factory
10.    Onset
11.    Never The Same Again
12.    Cysquare Zero
13.    Outro
14.    Circle (acoustic version)  B. Track

Line Up:

•    Stefano Angelucci – voce
•    Giuseppe Costantino – keyboard, samples
•    Vittorio Del Prete – batteria
•    Simone Di Cicco – chitarra, voce
•    Alessandro Mitelli – chitarra
•    Matteo Mucci – basso

Discografia:

•    Black (demo 2003)
•    Little Via Part 1  (demo 2006)
•    Post-Murder Reflections (2008)
•    Alien Nation  (2009)

Facebook:
http://www.facebook.com/hybridcircleofficial

Sito Web:
http://www.hybridcircle.net/sn/

(A cura di Ermanno Martignano)

 

 

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Audyaroad – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Hard rock, Interviste, Post Rock, Rock Alternative


Come preannunciato in sede di recensione, con i milanesi Audyroad entriamo in un contesto di rock targato Italia ma radicato nelle radici “rock/blues americane”. Formatisi nel 2007, ci presentano il freschissimo “Percorsi Inversi” da cui partiremo per porre le nostre domande…

1.    Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine! Cominciamo con le presentazioni della band

Ciao grazie per il benvenuto, passiamo alle presentazioni della band che è formata da Paul Audia, Marco Ferrara e  Pablo Ferrero, rispettivamente chitarra solistica e cori, voce e chitarra ritmica.  Ci seguono ormai da tempo Matteo Bonassi e Stefano Scola alla Batteria ed al basso, che oltre ad aver registrato le parti del disco sono sempre con noi sul palco ad ogni data!

2.    Come nasce il monicker Audyaroad, cosa significa?

Molto semplicemente è l’unione di due parole “Audy” (ascoltare in latino) e “Road” (strada in inglese), ispirati anche dal fatto che audia è il cognome  del chitarrista (e coautore insieme a Marco del progetto)  ci sembrava l’accostamento perfetto, dato che per noi la parola “road” sta a significare il nostro percorso artistico nel mondo della musica lungo e difficile come le  grandi highway americane, ma non per questo  privo di soddisfazioni e bei momenti passati insieme…quindi audyaroad

3.    La vostra vita artistica prende il via nel 2007, come mai 5 lunghi anni per registrare il primo lavoro?

Per prima cosa quando il progetto è iniziato ogni componente attuale della band era impegnato principalmente in altri progetti musicali, gli audyaroad erano una scommessa ed un progetto a lungo termine, che alla fine ha preso il sopravvento sul resto…. La restante parte del tempo trascorso per far uscire il disco ci è servito per scrivere i pezzi, scegliere il produttore che ci avrebbe seguito nel nostro percorso e soprattutto trovare le persone giuste che ci affiancassero in questa avventura

4.    P.I. oltre a essere etichettato come rock targato Italia, sembra in egual misura (o quasi) radicato nel rock/blues americano. Quali ritenete siano le vostre principali influenze stilistiche?

Nel nostro “bagaglio artistico” ci sono sicuramente  influenze rock/blues di stampo americano perché è la musica con la quale siamo nati e cresciuti, come principali influenze stilistiche spaziamo dai foo fighters ai velvet revolver passando per i goo goo dolls, senza tralasciare mostri sacri del rock come led zeppelin e queen. Nel nostro disco si puo’ trovare un po’ tutti i generi principali dal rock al pop passando per incursioni nel blues e funk.

5.    Se la vostra musica fosse accostata a band come Negramaro, Vibrazioni, Afterhours e  Verdena, cosa pensereste? Vi sentireste commercializzati?

Assolutamente no, perché la musica è fatta per essere ascoltata, piu’ gente ci ascolta e meglio è per noi, inoltre teniamo a precisare che tutte le scelte artistiche dalla stesura dei brani a quella dei testi, dalla scelta della cover dell’album al nome della band sono state prese da noi.
Nessuno ci ha detto come fare  per essere “piu’ commerciali” o “piu’ vendibili”….

6.    Quali sono questi “percorsi Inversi” che danno il titolo all’album?

I percorsi inversi per noi sono semplicemente le scelte che uno prende nella sua esistenza, nel nostro caso non sono state scelte convenzionali, non abbiamo mai seguito la via piu’ facile o quella piu’ redditizia, molte volte abbiamo preso decisioni drastiche ed inusuali in una band, ma alla fine abbiamo avuto ragione noi ed abbiamo pubblicato questo lavoro che ci riempie di orgoglio!

7.    La vostra proposta musicale credo non sfigurerebbe affatto sul famoso palco di Sanremo, ci farete mai un pensierino?

Certamente se capitasse in futuro ci piacerebbe molto, come detto in precedenza non ci precludiamo nessuna possibilità di far ascoltare la nostra musica a piu’ persone possibili e sanremo è un ottima vetrina per fare questo, forse la piu’ ambita e difficile da raggiungere in italia

8.    Volete segnalare qualche live show ai nostri lettori?

Attualmente stiamo promuovendo l’album, la prossima data sarà il 23 marzo all’holliwood di Milano per uno showcase acustico, potete comunque trovare le date aggiornate costantemente sul nostro sito ufficiale    www.audyaroad.it

9.    Oltre alla sponsorizzazione di cui necessita l’album in questo momento, state buttando giù qualche idea sul suo prossimo successore? Mi auguro non trascorrano altri 5 anni…

Si abbiamo già qualche pezzo in cantiere, ma preferiamo concentrarci sul presente e sul promuovere questo album di debutto, sicuramente non trascorreranno 5 anni da qui al nostro prossimo lavoro!

10.    Grazie per il vostro tempo, in bocca al lupo per tutto!

Grazie a voi!  Crepi il lupo
(la band)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Audyaroad – Percorsi Inversi (Autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Hard rock, News, Post Rock, Recensioni, Rock Alternative


AUDYROAD – Percorsi Inversi  (Autoprodotto 2011)

Oggi si parla di rock targato Italia ma con evidenti contaminazioni americane: rock tradizionale cantato in italiano e dai suoni affabili che puntano a suscitare sensazioni immediate. Rock che sa metterci un piede in virtuosismi blues anni settanta/ottanta oltre, che nella sua evoluzione odierna.

La band di cui ho voluto fare questo piccolo preambolo si chiama Audyaroad e provengono da Milano. Formatisi nel 2007, per volontà di Paul Audia e Marco Ferrara, una volta concluso l’inserimento dei membri restanti (Pablo Ferrero, Matteo Bonassi  e Stefano Scola), hanno dato alle stampe questo primo lavoro che comprende dodici tracce di musica appetibile e dall’impronta classicamente americana più che “italo-commerciale”.

La loro visione musicale la descriverei come la ricerca di un qualcosa di personale che suggella i momenti migliori in “Non Puoi Salvarmi”“Ogni Evoluzione”, “Maschere Nere, “Niente è per sempre (che non avrebbe sfigurato affatto sul palco di Sanremo ndr.) e la trascinante “Senza Regole” grazie alla sua irrefrenabile irruenza. Un lavoro onesto che ci sentiamo di consigliare anche a chi mastica AOR e glam.

VOTO: 70 / 100

 

Tracklist:

1.    Non Puoi Salvarmi
2.    Ogni Evoluzione
3.    Maschere Nere
4.    Nente Per Sempre
5.    Come Vedi
6.    Finta Realtà
7.    Spara
8.    Senza Regole
9.    Nessuno Eroe
10.    Troppo Fragile
11.    Oggi
12.    Dimmi

 

Line Up:

•    Marco J. Ferrara – voce
•    Paul Audia – chitarra solista
•    Pablo Ferrero – chitarra ritmica
•    Matteo Bonassi – batteria
•    Stefano Skool Scola – basso

 

My Space:
Myspace Audyaroad

Facebook:
http://www.facebook.com/audyaroad?sk=info

Sito Web:
http://www.audyaroad.it/

 

 

(A Cura di Ermanno Martignano)

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Following Friday – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Punk Rock, Rock Alternative


Nuovo ep e nuova intervista per i riminesi Following Friday. Un ritorno che conferma la strada intrapresa, ma con maggior convinzione.

1.    Bentornati ragazzi

Grazie mille! E’ un piacere tornare a condividere il nostro lavoro!

2.    Sono passati pochi mesi dall’uscita del primo ep a nome Follow Friday, descriveteci il nuovo Outside The Fence.

Outside The Fence è un disco molto diretto, c’è un po’ più di rock. La possibilità di aggiungere qualche canzone ci ha permesso di sviluppare meglio un discorso di continuità fra i brani! L’abbiamo scritto molto liberamente ispirati dal tema dell’esperienza e della crescita, dal legame nato fra di noi in questi anni e dalle storie che abbiamo condiviso!

3.    Come mai la pubblicazione di un altro ep e non puntare direttamente al full length?

Un full length è un prodotto molto impegnativo che richiede secondo noi qualche momento di riflessione in più. Ci siamo formati nel 2010 e non abbiamo una lunga carriera alle spalle. Noi per primi abbiamo sentito il bisogno di metterci ancora una volta alla prova con un disco semplice per poter imparare altre cose nuove su di noi e sul “fare musica”.

Siamo in un certo senso responsabili anche verso chi apprezza il nostro lavoro e più in generale verso chi segue il mercato musicale. Vogliamo proporre qualcosa qualitativamente gratificante secondo le nostre potenzialità. Pensiamo che non sia mai abbastanza la cautela e la cura per i dettagli quando bisogna realizzare un lavoro completo come un album. Abbiamo pensato di prendere tempo per crescere ancora un po’. Questo “banco prova” ci ha fatto molto bene ed è stato meraviglioso registrarlo, tanti momenti esaltanti e altrettanti momenti stremanti, ma siamo soddisfatti e speriamo che trasmetta il giusto entusiasmo.

4.    Fino a questo momento come sono stati i responsi del vostro debutto da parte della stampa e dei kids?

E’ stato molto esaltante e gratificante constatare che le nostre canzoni non piacevano solamente a noi! Finchè le canzoni sono una bozza oppure ancora inedite il timore c’è sempre che i brani non siano apprezzati al di fuori della band che li ha scritti, ma siamo molto soddisfatti dell’impatto che hanno avuto. Abbiamo ricevuto recensioni che ci hanno tirato su parecchio il morale, ma anche  critiche che abbiamo apprezzato per la loro sincerità. Con il primo EP abbiamo conquistato un certo seguito a cui siamo molto affezionati e sono nati dei bei rapporti di amicizia. Speriamo con il nuovo disco di non deludere le aspettative!

5.    OTF a mio parere è un prodotto più maturo, mi siete sembrati più a vostro agio e consapevoli dei vostri mezzi.. concordate?

Si certo! Qualche esperienza in più sulle spalle, qualche avventura nuova e più consapevolezza di noi stessi hanno contribuito alla nostra crescita personale e ci è sembrato giusto mettere tutto questo nel disco! Siamo comunque gente molto solare e raramente prendiamo le preoccupazioni nel modo sbagliato, riusciamo sempre in qualche modo a sdrammatizzare e a farci sorridere l’un l’altro.

La nostra fortuna è che sappiamo come non prenderci troppo sul serio e questo ci ha salvato il morale più di una volta, di conseguenza le condizioni di lavoro, per quanto stancanti non sono mai insostenibili. Abbiamo scritto molto liberamente e con una visone un po’ più matura delle cose che ci circondano, questo dovrebbe sentirsi anche nel sound e nelle storie che raccontiamo, dove, a differenza del primo disco, abbiamo tirato fuori anche sentimenti un po’ meno idilliaci. Il sound di questo nuovo EP ci ha messo a nostro agio e ci ha uniti come band e come persone, per noi è stato un passo importante!

6.    Che significato ha per voi il titolo “Fuori Dal Recinto”?

OTF significa fuori dalla recinzione, fuori dallo steccato. Si inizia un viaggio, si esce dal confine fra la propria casa, cioè un posto sicuro, e il resto del mondo. Si è eccitati, ma un po’ spaventati allo stesso tempo. Si fa qualcosa di nuovo per la prima volta. Il primo passo verso la crescita, verso infinite avventure, senza dimenticare la nostalgia del posto e dei momenti che ci si sta lasciando alle spalle. Sembra un titolo presuntuoso, ma in realtà è così per tutti.

Quando si intraprende un viaggio si è esposti, ma se non ci si espone non si fa esperienza e di conseguenza, nel momento in cui ci si ritrova da soli, di fronte a mille strade differenti, dove bisogna contare unicamente su se stessi, è il momento esatto in cui si cresce. Si possono incontrare amici, ci si può fare dei nemici, ci si può innamorare e ci si può perdere, ma che cos’è questo se non il significato di “vivere”?

7.    Alka Records sembra puntare molto su di voi, suppongo vi riteniate soddisfatti fino a questo momento di come si stanno muovendo

I ragazzi di Alka sono fantastici. Ci danno sempre tutto il supporto di cui abbiamo bisogno lasciandoci completa libertà artistica. Sono sempre propositivi e c’è un ottimo rapporto sia personale che lavorativo! E’ stata davvero una fortuna per noi incontrarli al MEI poco più di un anno fa. Per la nostra band è stato fondamentale avere qualcuno che credesse in noi e che ci desse i mezzi adeguati per diffondere la nostra musica.

8.    Ora possiamo dire che avete canzoni a sufficienza per 1 ora di show, come vi state muovendo in tal senso?

Infatti all’inizio quando giravamo solamente con un EP era faticoso offrire esibizioni un po’ più lunghe, integravamo con qualche brano inedito e un paio di cover, ora due dischi ci permettono di  rimanere sul palco un po’ più di tempo e articolare uno spettacolo più divertente e appassionante!

9.    Quale obbiettivo artistico volete raggiungere con i Follow Friday?

Ogni musicista vorrebbe condividere la propria musica con un pubblico sempre maggiore e ovviamente noi non siamo da meno! Arrivare al vero e proprio successo è un obiettivo molto difficile da raggiungere e il percorso è disseminato da variabili imprevedibili! Noi ora cerchiamo di lavorare mettendo alla prova le nostre potenzialità nel modo che riteniamo più corretto. Ad ogni passo proviamo a salire un gradino in più, ad arrivare al livello successivo. Che questo trend continui a crescere o che si stabilizzi la cosa certa è che un giorno avremo tante belle storie da raccontare!

10.    Concludo concedendovi l’opportunità di lasciare un messaggio ai vostri fans e fare eventuali ringraziamenti.

Ne approfittiamo per ringraziare anche Claudia, il sesto Following Friday, perché a tutti gli effetti fa parte della nostra band! Da sempre, fin dal primo giorno! Non è in luce quanto noi, ma si occupa di tanti dettagli e tanti compiti importanti, alcuni molto faticosi, che sono fondamentali in un progetto musicale! Ogni giorni ci mette il nostro stesso impegno ed entusiasmo nel portare avanti il gruppo e il merito per i risultati che abbiamo raggiunto è anche il suo! Grazie mille Ermanno per lo spazio dedicatoci e veniteci tutti a trovare su http://www.facebook.com/followingfriday Ciao!!

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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Opera IX – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Interviste


Onore alla cult band Opera IX, realtà tutta italiana che dal 1990 non ha sbagliato nulla. Coerenza verso “l’oscurità” che anche nel nuovo Strix Maledictae In Aeternum ci trascina in un abisso mentale….

1.    Poter intervistare una realtà importante come gli Opera IX è un grande orgoglio per il blog di Eraskor.com, ringraziandovi per questa opportunità non mi resta che darvi il benvenuto sulle nostre pagine

Grazie a voi, per il supporto!

2.    22 anni dalla realizzazione del primo demo “Gothic” e numerose opere prime come l’ultimo Strix Maledictae In Aeternum, lavoro che conclude la trilogia sulla stregoneria avuta origine con Malventum. Descriveteci quest’ultimo act secondo il vostro punto di vista

L’idea di Strix – Maledictae in Aeternum, nasce ben tre anni fa, come tassello conclusivo di un viaggio musicale alla ricerca delle origini della “stregoneria”, appunto, iniziato con Maleventum e conclusa con quest’ultimo.
Ci siamo soffermati su di una visione più oscura, sinistra e terrificante dei vari periodi storici del medioevo, intriso di tutte le superstizioni, le leggende ed i fatti di sangue legati alle storie di “uomini e donne di vita perversa” cosi’ come sono descritti nei vari atti processuali del tempo.

Abbiamo per la prima volta introdotto anche dei brani completamente in Italiano antico che sono la trasposizione letterale di antiche leggende su storie di streghe e sabba del nostro territorio, insomma una nostra elaborazione ma estrapolata su documenti storici e reali, ad esempio “Earth and fire” si basa su di un vero processo documentato nel 1471 di una strega arsa al rogo, documento che io stesso ho consultato presso l’archivio di stato della mia città. A conti fatti credo di poter dire a nome di tutti che con Strix abbiamo elaborato fino ad ora il lavoro più oscuro della storia della band….ma non l’ultimo.

3.    A mio avviso il vostro sound entusiasma perché sembra essere generato nell’oscurità di una grotta celata da una fitta boscaglia. Uno stile che racchiude in sé sensazioni di vero disagio ricche di momenti affascinanti e mai banali. Che stato d’animo avvertite solitamente in fase di registrazione di ogni album?

Particolare colorazione d’immagine la tua! Ogni volta che registriamo siamo parecchio rapiti dalla concentrazione e dedizione del momento, ma nulla viene lasciato al caso, ad esempio le chitarre di Strix le registrai a cavallo delle notti di fine Ottobre inizio Novembre, giorni che toccano cerimonialmente il Samonios celtico, una tra le notti più magiche in assoluto ma a parte questi dettagli, forse un po’ fanatici, siamo sempre ben radicati su tutto il discorso lirico e nella fase di registrazione cerchiamo sempre di intercalarci emozionalmente nelle suggestioni che le immagini delle nostre liriche ci trasmettono, per giunta registrando nel mio studio l’ambiente è ancora più inti-mistico.

4.    Son trascorsi 8 anni in attesa di veder conclusa questa trilogia, come mai ha richiesto questo interminabile lasso di tempo? Ne inizierete un’altra?

Se partiamo dal 2004 dopo l’uscita di Anphisbena siamo entrati gradualmente in uno stallo in quanto Avantgarde music, a distanza di qualche mese ci comunicò il termine del contratto e tra il dire ed il fare, rimanemmo senza un adeguato supporto promozionale. Nel 2006 Lunaris, nostro storico tastierista, lasciò la band per ritirarsi a vita privata, non nascondo che questa situazione minò abbastanza la situazione all’interno di tutta la band, in quanto dovemmo iniziare la ricerca di un degno sostituto optando alla fine per un session in quanto dopo averne introdotti un paio in formazione  alla fine non riuscivano a soddisfarci appieno.

Nel frattempo abbiamo curato l’uscita di un paio di lavori in occasione dei venti anni di esistenza della band, pubblicando prima una ristampa dei primi demos in un cd dal titolo 90:92:93 The Early Chapters” e poi un DVD antologico dal titolo “Mythology XX Years of Witchcraft” un triplo DVD che sublima tutta la nostra storia dal 1988 sino al 2008. Infine molto tempo è stato speso per sistemare la nostra situazione contrattuale nei riguardi di una etichetta discografica che potesse valutare al 100% una band come gli Opera IX non solo nel territorio italiano ma soprattutto all’estero, dove riceviamo maggiori consensi ed echi di interesse.

Siamo entrati nel mio studio per iniziare a registrare alcuni brani ad uso promozionale ed anche in quel frangente abbiamo speso un paio di mesi, tra sperimentazioni e prove, e poi abbiamo iniziato la fatidica ricerca dell’etichetta discografica,nel giro di un paio di mesi abbiamo trovato l’olandese Displeased che si è dimostrata subito entusiasta e pronta alla produzione/pubblicazione, ma mentre stavamo ultimando alcune sessioni di registrazioni finali, ci ha notificato in maniera poco professionale che non avrebbe stampato più l’album e che avrebbe rescisso il contratto in quanto stava subendo un cambio di ragione sociale, questo naturalmente ci ha fatto perdere ben un anno in quanto abbiamo dovuto ricominciare da zero la nostra ricerca per la label e fortunatamente dopo un paio di proposte abbiamo firmato con Agonia records.
Se intendi iniziare una nuova trilogia, non saprei ma è più no che si.

5.    Chi è l’autore dello splendido art work?

La copertina e’ opera del famoso illustratore Kris Verwimp ( Marduk,Archenemy,Absu, Immortal,Suidakra ecc ecc) lui è sempre stato un grande fan degli Opera IX, cosi’ con questo album abbiamo voluto cambiare i nostri standard di artwork e ci siamo affidati a lui.

6.    Il vostro monicker ha dato sempre tanto alla scena metal italiana, possiamo tranquillamente affermare che non avete sbagliato un colpo! Vi sentite pienamente ripagati da tutto ciò che il successo vi ha potuto offrire?

Ti ringrazio per l’elogio, sicuramente ci siamo tolti molte soddisfazione ma con tutta sincerità non ci sentiamo ancora pienamente ripagati, forse è anche questo il motivo che ci spinge dopo 25 anni a provarci ancora.

7.    Con l’uscita del nuovo album suppongo darete il via ad un tour in giro per il mondo

Lo spero proprio!! Abbiamo da poco preso accordi anche con al Eagle booking per la promozione della band attraverso dei live shows, i tempi non sono molto incoraggianti e non si hanno mai grandi certezze su questo fronte.

8.    Vorrei un po’ di chiarezza sulla situazione attuale riguardante le etichette discografiche che vi hanno fatto la corte… Anphisbena uscì per Avantgard Music, poi la Peaceville ha provveduto alle ristampe dell’intera discografia, poi ancora la Occultum Production ha ristampato i vostri demo ed il dvd celebrativo dei 20 anni di carriera.
O
ra siete approdati alla Agonia Records…  come mai questo “sbattimento” continuo?

Lo sbattimento è servito a mantenerci in vita! Purtroppo Avantgarde perse con il tempo l’interesse per la band, nel bene e nel male, e sacrificò molto Anphisbena a livello promozionale, dopodichè  vendette tutto il suo catalogo alla Peaceville ma stranamente quest’ultima non era interessata a nuove produzioni con Opera IX ma solo al materiale storico, nel frattempo la Occultum Production, che è una microscopica etichetta gestita da mia moglie, vagliò l’idea di stampare il materiale celebrativo dei venti anni di carriera, diversamente potevamo un’etichetta, magari anche più grande, ma avremmo rischiato di attendere tempi lunghi e di far passare le date celebrative con immensi ritardi, piccole quantità ma grande controllo su tutto.
Dopo l’invio dei primi demo di Strix nel 2009 firmammo per Displeased  records,  ma il dicembre del 2010 la stessa  ci comunica che non avrebbe più stampato per problemi finanziari e che avrebbe chiuso l’etichetta per mantenere solo il mail order….tutto questo con un contratto firmato in mano……..non abbiamo voluto impegolarci in cause legali e via dicendo, quindi a Gennaio del 2011 abbiamo ricominciato l’invio del materiale promozionale e a Marzo abbiamo avuto il contatto con l’Agonia……un gran sbattimento ma questo fa parte del gioco!

9.    Una domanda che probabilmente in tanti si chiedono ancora oggi, e spero non sia ripetitiva, rivedremo mai Cadaveria e Flegias ritornare tra i ranghi degli Opera IX? Magari anche come ospiti in qualche concerto…

Ripetitiva??? Eterna!!!! ma ormai mi sono abituato e ci rido anche sopra, comunque sia non saprei Flegias è molto impegnato come vocalist in una grande band e poi riveste anche il ruolo di batterista nei Cadaveria, credo che sia impegnato a sufficienza e non nego che l’attuale batterista degli Opera IX mi soddisfa ampiamente  quindi con tutto il rispetto non riesco a rimpiangere il drumming di Flegias…per Cadaveria chissà!

10.    Grazie ancora per il tempo concessoci, lascio a voi le considerazioni finali.

Grazie a te per l’intervista, tutte le informazioni della band le potete trovare sul sito www.operaix.it mentre le news aggiornate sulla nostra pagina facebook www.facebook.com/OfficialoperaIX

(A cura di Ermanno Martignano)

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Brandelli Di Cervelli – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Hard rock, Interviste, Thrash metal


Brandelli di Cervelli è un gruppo di provenienza sarda. Dopo lunghe attese la band  registra il primo demo targato 2011 prima di entrare in stanby. Intervistiamo Anthor, voce e membro fondatore di questa goliardica band.

1.    Ciao Anthor, lieto di averti finalmente nel blog di Eraskor.com, presenta la band ai nostri lettori…

Ciao Ermanno, prima di tutto ti ringrazio per lo spazio dedicatoci, sarò io il portavoce del gruppo,o almeno di quel che ne rimane………….
Allora, io sono il cantante, poi lui è il chitarrista, il bassista non lo abbiamo più e loro due invece erano rispettivamente batterista e chitarrista. Bene ora che ho presentato il gruppo ai lettori, passiamo alle cose serie….aahahhahah

2.    Da quale idea nasce il monicker Brandelli di Cervelli?

Allora, devi sapere che nel lontano 1997 eravamo tutti dei pischelli, io ero sempre appresso a due band locali di Carbonia. Una band, ancora oggi, sta avendo un riscontro positivo nell’ambito musicale, le MAB. L’altro gruppo erano LA GABBIA DELLE PAZZE, gruppo thrash crossover con alcuni testi anche un poco demenziali. Tutte le sere eravamo insieme in saletta e ad un certo punto anche a me è venuta voglia di fare musica, affrontare un progetto musicale un po’ diverso dal solito……..ma è sempre rimasto tutto a livello embrionale. Una sorta di chimera insomma.
Una sera, durante un compleanno di un amico in comune (Walter attuale ex-chitarrista della band almeno per ora), tra una birra e un pasticcino, (soprattutto tra una birra e un’altra birra) abbiamo iniziato a sparare una marea di stupidaggini, tra le quali titoli improponibili di canzoni, come appunto Eiaculazione Ecclesiastica, Zuppa di Circo e Ruggine di Scaldabagno……… e poi buttando giu’ i testi e qualche abbozzo di riff. L’idea sostanzialmente era già nata ma avendo tutti già dei progetti più “seri”, i Brandelli di Cervelli sono rimasti un sogno, sino al 2005 quando decisi di realizzare questo mio progetto.

Difatti la prima vera formazione era costituita da: Gesu’ Cristian (Batteria & Urla, chitarra nella Gabbia Delle Pazze), Anthor (Basso & Urla), Fabio (Chitarra; batterista nella Gabbia Delle Pazze), il Gatto (Chitarra ; bassista nella Gabbia Delle Pazze). Il suono iniziale della band era formata soprattutto da urla e versi di forme di vita extraterrestri, mixati ad una componente musicale abbastanza incomprensibile. Tra l’altro la cosa non fu presa troppo seriamente, difatti il bassista si accorse di non essere in grado di suonare lo strumento e si dedicò solo alle urla. Almeno ci divertivamo.

3.    La vostra proposta tocca sonorità pesanti come il thrash metal, con accenni grind in “Guardati Il Pancreas” e un ritmo hard rock incalzante. Facendo un resoconto, la band si presenta goliardica  per il 95% e con testi di una certa serietà per il restante 5%. Quanto dobbiamo prendere sul serio il vostro gruppo?

Allora, la serietà a livello musicale del gruppo non la si mette in discussione, nel senso che siamo stati sempre ben attenti a proporre un sound un po’ diverso e/o qualcosa che stupisce lo spettatore. Ogni qualvolta capita di andare a vedere concerti di gruppi grossi o di gruppi underground, ci si diverte…..nel senso che sai, incontri un amico, parli, spari 4 poianate e il sorriso arriva anche se vai a vedere una band non eccezionale. Ai nostri concerti il divertimento deve essere totale; che la gente si diverta, che rida tanto per i testi e per le performance “teatrale” del gruppo. Alternando le canzoni a barzellette: assoli di Richard Benson, insulti gratuiti alla feccia musicale italiana (quella da festival di sanremo diciamo), gonfiare palloncini… Oltre al ruolo di cantante, posso vantarmi di aver suonato il kazoo, il corrugato e cose molto strampalate.
Una volta un tizio ha esclamato….”ehy…..ma questi sono fuori di testa….”. Sapere che la gente si diverte ridendo a crepapelle e allo stesso tempo ascolta e apprezza la musica che proponiamo, ti giuro…..non ha prezzo!!!!!
Siamo un gruppo demenziale

4.    A Quanto mi hai detto, hai momentaneamente sciolto la band. Come mai questa decisione? La riformerai prima o poi?

Purtroppo e con mio rammarico, caro Ermanno, hai detto bene. Sono stato costretto a farlo. Non voglio stare qui a criticare nessuno, anzi….a livello musicale sono sempre rimasto soddisfatto; ma in un gruppo con il quale suoni e/o provi spesso, deve esserci quella componente fondamentale che è la compattezza a livello sociale, ma ahimè è venuta a mancare da più di un anno a questa parte. Non voglio colpevolizzare nessuno; ci sta, si cresce, si cambia, ma ci si deve prendere le proprie responsabilità per ogni azione. Posso dirti che io sono molto esigente per ciò che riguarda la musica, non è solo un passatempo ed anche se non diventeremo mai famosi come gli Iron Maiden, se imbocchi una strada perché ci credi veramente perché percorrerne solo un pezzo???? Posso dirti che siamo sempre stati molto incasinati per le prove ma in un modo o nell’altro siamo riusciti ad organizzarci.
Le ultime prove risalgono al febbraio 2011……..una pausa un po’ troppo lunga mi pare e da lì qualcosa s’e’ rotto ; e con ciò ne sono conseguiti disinteressamenti al progetto Brandelli Di Cervelli da cui è scaturita la mia dura e sofferente scelta.

Spero un giorno di riformare la band, ci sono ancora tante canzoni da fare, sarebbe un peccato non andare avanti; guarda mi basterebbe anche solo una studio-band, ma questa è sostanzialmente una bugia, perché ciò che si prova sul palco è un’emozione enorme!!!!
Non mi darò per vinto stanne certo, troverò altre persone che abbiano voglia di continuare a suonare.
Per ora siamo io e Alessio alla chitarra……..

5.    Come mai avete avuto bisogno di tutto questo tempo per far uscire il demo? Stando ai primi testi si parla del 1997…

Come ho anticipato alla seconda domanda, non c’era tempo e disponibilità, oltre la mia.
Ma poi ho tenuto duro e il demo è stata la realizzazione di un vero traguardo…… finito sicuramente in un modo non del tutto roseo. Credo sia un passaggio…..o almeno lo spero.
Per le registrazioni abbiamo avuto il supporto di un nostro amico Marco Buzzegoli Carulli dos Santos (nome fittizio per evitargli visite di fiamme gialle), molto competente in materia di registrazione di gruppi. Purtroppo i pochi live che abbiamo fatto non hanno portato troppi soldi e nessuno di noi è un cosiddetto figlio di papà. Difatti la nostra strumentazione è pessima e qualcuno di noi non ha manco la tv in bianco e nero a casa.  Volevo pero’ sottolineare l’impegno di Gualtier che ha impiegato ben 2 anni per registrare gli assoli di chitarra; purtroppo nell’ultimo periodo ha avuto giusto qualche casino con il suo medico patologo.

6.    Mi incuriosisce il testo di Brandelli di Cervelli, è pura fantasia o dobbiamo pensare che sia una storia vera?

Direi che questa è la canzone con il testo un po’ più serio di tutto il demo; è un po’ una presa in giro dei tantissimi film splatter-gore…… budella, sangue e macellazioni a go-go, usando magari dei termini un po’ più “buffi” .

7.    Ascoltando il testo di Eiaculazione Ecclesiastica deduco puntiate il dito verso il lato oscuro della Chiesa, ovvero preti smascherati e non così devoti al loro credo come danno a vedere,. Dico bene?

Dici bene!!!! Non è un testo contro la religione, sia ben chiaro, anche se qualcuno ha pensato di etichettarla come una canzone a sfondo satanico, ma non è così. Io sono antireligioso per natura, anzi diciamo che lo sono diventato col tempo, volevamo solo dire la nostra sull’ipocrisia, il bigottismo e la falsità che regna soprattutto tra i cristiani…… Anche qui in maniera un po’ demenziale, ma alla fine sostanzialmente veritiera.
Credo fondamentalmente che la religione, se può dare sostegno a chi ne ha bisogno, debba essere un veicolo che aiuti le persone a comportarsi meglio in questa schifosa società che vediamo tutti i giorni. Chi vuole credere che lo faccia pure, ma che non venga a dirmi che io o chiunque altro ateo sia una brutta persona perché non crede in dio. Quindi se i preti pedofili vengono spostati anziché puniti spero che vengano ad abitare di fianco casa mia……….

8.    Il demo è numerato, quante copie avete deciso di registrare?

La vuoi sapere una cosa???? Non saprei ahahahah
Chi ci ha stampato la demo ne doveva fare 300, come gli spartani, ma ne ha stampato qualche cinquantina in più, figurati che ho perso talmente il conto che ho pure sbagliato a numerarle….aahahahah sono proprio uno xxronzone e me ne vanto pure ahahahaha
Volevamo farne 10.000.000 ma non avevamo cash a sufficienza

9.    Descrivici l’artwork

L’artwork rispecchia principalmente le mie deviazioni mentali ahahahaha
Volevo che la copertina rispecchiasse fondamentalmente ciò che esprimiamo musicalmente e che tutti sono invitati al nostro “Grande spettacolo” nessuno escluso, ma a proprio rischio e pericolo ahahahah. Nel disegno sono presenti anche nomi importanti, come Homer Simpson, Topolino, e Ghandi giusto per citarne alcuni, tutti nostri grandi fan. E’ anche un collage delle canzoni presenti nell’album, come il Tendone del circo, lo Scaldabagno, un fallo con il cappello papale, un Pancreas……..

Un carissimo amico ha realizzato il disegno (http://www.facebook.com/messages/1383244831#!/pages/Piercarlo-Carella-artworks/256229867737803) e vedrai che cosa riserva il suo tocco artistico!!!!!! All’inizio pensavo ad una copertina molto anonima, ma poi mi è balenata l’idea di mettere un coniglio (la nostra mascotte) in questo caso gigantesco perché è tutto demenziale e il cervello imponente che con i suoi fulmini intontisce le persone emettendo messaggi subliminali

10.    Grazie per la tua disponibilità, lascio a te le considerazioni finali

Considerazioni finali………. Prima di tutto ringrazio in anticipo tutti quelli che riusciranno a comprarlo e/o vorranno il nostro demo. Critiche belle o brutte che siano sono tutte ben accette. Servono per crescere e c’è sempre da imparare. Per ciò che riguarda il demo, consiglio di ascoltarlo con le cuffie per poter notare anche le sfumature più piccole al suo interno, soprattutto l’ultima traccia ascoltate prima il lato sx o quello dx, non assieme altrimenti è solo caos!!!!
Inoltre ringrazio ancora gli amici che hanno collaborato con le vocals a questo demo;
Zobo (ex-gabbia delle pazze/down the line) con i suoi growls, Psycho Jeremy delle MAB per la clean vocals nella title track e Giorgioni degli TSUBO per qualche altro urletto e Livio “Svensson” Cherchi per l’armonica in Guardati il pancreas.

Per ultimo, ringrazio te per il tempo concessomi e vorrei dire a tutti quelli che fanno musica: realizzate i vostri sogni musicali, registrateli come meglio potete, è importante per chi crede veramente nella musica fatta con il cuore e con tanto sudore. Non vendetevi mai e rimanete sempre umili.
Sentirete parlare ancora di noi……spero.
Anthor.
PS_ sicuramente da qualche ospedale psichiatrico……….

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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