Eldritch – Intervista
Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Power metal, ProgressiveCon immenso piacere intervistiamo un gruppo icona del prog metal italiano, Eldritch, una band che ha regalato tante emozioni dal 1991 ad oggi. Fuori da pochi giorni con il nuovissimo “Gaia’s Legacy”, scopriamone le peculiarità sotto la loro ottica
Risponde Eugene Simone (chitarra solista)
1. Lieti di poter intervistare una band che ha dato tanto al progressive italiano, benvenuti sulle nostre pagine ragazzi
Eugene: Grazie!
2. Tre anni fa, “Live Quake” a sugellare i vostri lavori registrati fino al 2007, oggi, vi riaffacciate sulla scena con il nuovo Gaia’s Legacy, come mai la gestazione dell’album ha richiesto questo lasso di tempo, tra le vostre uscite solo fra “El Nino” e “Reverse” sono passati tre anni… per gli altri lavori siete stati sempre più rapidi
Eugene: In realtà non si è trattato di una decisione presa a tavolino. L’attività live, alcuni avvicendamenti nella lineup e l’idea di dare un’ennesima svolta al sound, ci hanno spinti a reinserire le tastiere. A seguito di questo ci siamo dedicati al nuovo disco con la massima calma in modo da dare modo al nuovo entrato (Gabriele Caselli) di inserirsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio potevamo, senza scadenze.
Tutto questo ovviamente ha richiesto del tempo che si è tradotto in circa tre anni dall’uscita di Livequake. Anche tra Reverse e Portrait Of The Abyss Within successe una cosa analoga e infatti trascorsero tre anni prima dell’uscita di quest’ultimo. Per gli album successivi, trovata una certa stabilità, siamo stati molto più rapidi.
3. Secondo voi, quali differenze sostanziali si scorgono tra il nuovo e i precedenti act
Eugene: Credo di poter dire che Gaia’s Legacy si avvicina molto di più alle nostre prime cose piuttosto che alle ultime. Tutto l’album contiene pezzi molto complessi sia negli arrangiamenti che nella struttura ritmica. Un pò come è sempre stato nel DNA dei primi Eldritch.
Neighbourhell e Blackenday sono molto più diretti, all’epoca volevamo realizzare qualcosa più catchy in sede live ma la nostra vera essenza è sempre stata quella di riuscire a non essere mai scontati. Ritengo Gaia’s Legacy il nostro album più maturo in quanto riesce a fondere melodia e aggressività con grande impatto pur essendo un disco piuttosto tecnico e articolato.
4. Devo dire che il pezzo apripista “Deviaton” è fulminante, una fortissima carica adrenalinica che in sede live saprà creare un vero sconquasso, concordate?
Eugene: E’ uno dei pezzi su cui puntiamo maggiormente infatti. E non è escluso che sarà tra i candidati per un prossimo ipotetico videoclip. Abbiamo già avuto modo di proporlo dal vivo al Progpower USA e farà parte sicuramente del nostro liveset per un bel pò di tempo.
5. Gaia’s Legacy è un concept? Guardando il bellissimo art work e dal video che gironzola in rete da qualche giorno, deduco che i testi siano incentrati sui problemi principali che l’uomo ha inferto alla terra in nome del progresso.. inquinamento in primis…
Eugene: Si è proprio così. Tengo però a precisare che il nostro non è affatto uno slogan politico. Spero vivamente che non venga inteso come tale. Semplicemente una presa di coscienza di quanto sta accadendo ultimamente e di quanto purtroppo probabilmente accadrà.
E’ un problema di cui ancora forse si parla troppo poco…o meglio, se ne parla ma ancora sembra che poche persone stiano davvero realizzando quali siano le dimensioni dei danni che sta subendo il nostro pianeta e soprattutto quali siano le dimensioni delle conseguenze di tali danni…abbiamo sentito l’esigenza di affrontare queste tematiche piuttosto che situazioni interpersonali come fatto nei precedenti lavori.
6. Come anticipato, in rete possiamo già vedere il videoclip di “Everything’s Burning”, come mai è stato scelto questo pezzo per la presentazione di “GsL, quanto è importante secondo voi il riscontro pubblicitario che può portare un video
Eugene: Abbiamo scelto Everything’s Burning perchè è il pezzo dell’album che rappresenta in modo estremo il nostro lato più tecnico e aggressivo sebbene abbia un ritornello piuttosto immediato. Da un immagine forte di quello che esprimiamo nei testi ma anche di quello che è presente musicalmente nel cd.
Mi rendo conto che sia un pò azzardato scegliere un pezzo come questo come primo video, avendone altri molto più melodici a disposizione. Ma come penso ormai un pò tutti sanno, a noi è sempre piaciuto azzardare hehe…al giorno d’oggi grazie ad internet anche il videoclip può avere la sua importanza. Chiunque ha la possibilità di vedere e sentire la band in qualsiasi momento senza dover aspettare le ore notturne per vedere i video metal in TV come succedeva qualche anno fa…
7. Cosa ha scaturito il passaggio da Limb Music a Scarlet Records?
Eugene: Con LMP non eravamo più in sintonia su vari fronti…anzi forse non lo siamo mai stati. Ci sono stati problemi per la realizzazione del Livequake che ci hanno creato non poche rogne di cui preferirei non parlare. Abbiamo realizzato il master per poi mandarlo in giro alle etichette europee più accreditate, Scarlet compresa. Ad essere sinceri un paio di etichette piuttosto importanti si erano fatte avanti ma la Scarlet è stata la più concreta e non abbiamo esitato a firmare con loro, visto anche l’ottimo supporto che danno alle proprie band.
8. Siete giunti all’arrivo dei venti anni di carriera, come ricordate i vostri esordi e le prime realese? Come è cambiata la scena in tutti questi anni secondo voi, in meglio o in peggio?
Eugene: Ovviamente abbiamo un fantastico ricordo del periodo dei nostri esordi. Dalla realizzazione dei primi demo, alle prime release discografiche coincise col primo tour europeo di supporto agli Angra che ritengo sia stato il momento in assoluto che ricordo con maggior nostalgia. La cosa bella è che nonostante ci siano state anche pagine meno belle in tutti questi anni, il pensiero va sempre e comunque ai momenti che ci hanno dato le gioie maggiori e devo dire che non sono stati pochi.
Se ti riferisci alla scena italiana devo dire che nella seconda metà degli anni 90 il metal italiano ha vissuto un momento che mai aveva vissuto prima. Più di una band ha realizzato bellissime cose e ha diviso il palco con nomi importanti della scena mondiale. Purtroppo a mio avviso dal 2000 fino a pochi anni fa, a parte i Lacuna Coil, c’è stato un visibile calo. Mi sembra di vedere però che la tendenza si sta nuovamente invertendo visti gli eventi importanti a cui alcune band italiane stanno partecipando. Spero davvero che questo momento prosegua…
9. Ci sarà un tour nazionale ed estero in supporto a Gaia’s Legacy?
Eugene: Lo spero. Stiamo lavorando con la Scarlet per il prossimo anno anche se ti confesso che sta già iniziando la stesura dei brani che probabilmente faranno parte del successore di Gaia’s Legacy…l’obbiettivo è comunque quello di continuare a partecipare ad eventi importanti come è stato a Settembre scorso in occasione del Progpower USA.
10. Congedandovi e ringraziarvi per il tempo concessoci, lascio a voi il compito di concludere questa piccola chiacchierata virtuale…
Eugene: Grazie a te!
I responsi iniziali di Gaia’s Legacy sono ottimi, sia come critica che come vendite e il vostro supporto sarà sicuramente prezioso affinchè l’interesse verso di noi continui ad essere vivo.
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(A cura di Ermanno Martignano)





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