Eldritch – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Power metal, Progressive


Con immenso piacere intervistiamo un gruppo icona del prog metal italiano, Eldritch, una band che ha regalato tante emozioni dal 1991 ad oggi. Fuori da pochi giorni con il nuovissimo “Gaia’s Legacy”, scopriamone le peculiarità sotto la loro ottica

Risponde Eugene Simone (chitarra solista)

 

1. Lieti di poter intervistare una band che ha dato tanto al progressive italiano, benvenuti sulle nostre pagine ragazzi

Eugene: Grazie!

2. Tre anni fa, “Live Quake” a sugellare i vostri lavori registrati fino al 2007, oggi, vi riaffacciate sulla scena con il nuovo Gaia’s Legacy, come mai la gestazione dell’album ha richiesto questo lasso di tempo, tra le vostre uscite solo fra “El Nino” e “Reverse” sono passati tre anni… per gli altri lavori siete stati sempre più rapidi

Eugene: In realtà non si è trattato di una decisione presa a tavolino. L’attività live, alcuni avvicendamenti nella lineup e l’idea di dare un’ennesima svolta al sound, ci hanno spinti a reinserire le tastiere. A seguito di questo ci siamo dedicati al nuovo disco con la massima calma in modo da dare modo al nuovo entrato (Gabriele Caselli) di inserirsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio potevamo, senza scadenze.

Tutto questo ovviamente ha richiesto del tempo che si è tradotto in circa tre anni dall’uscita di Livequake. Anche tra Reverse e Portrait Of The Abyss Within successe una cosa analoga e infatti trascorsero tre anni prima dell’uscita di quest’ultimo. Per gli album successivi, trovata una certa stabilità, siamo stati molto più rapidi.


3. Secondo voi, quali differenze sostanziali si scorgono tra il nuovo e i precedenti act

Eugene: Credo di poter dire che Gaia’s Legacy si avvicina molto di più alle nostre prime cose piuttosto che alle ultime. Tutto l’album contiene pezzi molto complessi sia negli arrangiamenti che nella struttura ritmica. Un pò come è sempre stato nel DNA dei primi Eldritch.

Neighbourhell e Blackenday sono molto più diretti, all’epoca volevamo realizzare qualcosa più catchy in sede live ma la nostra vera essenza è sempre stata quella di riuscire a non essere mai scontati. Ritengo Gaia’s Legacy il nostro album più maturo in quanto riesce a fondere melodia e aggressività con grande impatto pur essendo un disco piuttosto tecnico e articolato.

4. Devo dire che il pezzo apripista “Deviaton” è fulminante, una fortissima carica adrenalinica che in sede live saprà creare un vero sconquasso, concordate?

Eugene: E’ uno dei pezzi su cui puntiamo maggiormente infatti. E non è escluso che sarà tra i candidati per un prossimo ipotetico videoclip. Abbiamo già avuto modo di proporlo dal vivo al Progpower USA e farà parte sicuramente del nostro liveset per un bel pò di tempo.

5. Gaia’s Legacy è un concept? Guardando il bellissimo art work e dal video che gironzola in rete da qualche giorno, deduco che i testi siano incentrati sui problemi principali che l’uomo ha inferto alla terra in nome del progresso.. inquinamento in primis…

Eugene: Si è proprio così. Tengo però a precisare che il nostro non è affatto uno slogan politico. Spero vivamente che non venga inteso come tale. Semplicemente una presa di coscienza di quanto sta accadendo ultimamente e di quanto purtroppo probabilmente accadrà.

E’ un problema di cui ancora forse si parla troppo poco…o meglio, se ne parla ma ancora sembra che poche persone stiano davvero realizzando quali siano le dimensioni dei danni che sta subendo il nostro pianeta e soprattutto quali siano le dimensioni delle conseguenze di tali danni…abbiamo sentito l’esigenza di affrontare queste tematiche piuttosto che situazioni interpersonali come fatto nei precedenti lavori.

6. Come anticipato, in rete possiamo già vedere il videoclip di “Everything’s Burning”, come mai è stato scelto questo pezzo per la presentazione di “GsL, quanto è importante secondo voi il riscontro pubblicitario che può portare un video

Eugene: Abbiamo scelto Everything’s Burning perchè è il pezzo dell’album che rappresenta in modo estremo il nostro lato più tecnico e aggressivo sebbene abbia un ritornello piuttosto immediato. Da un immagine forte di quello che esprimiamo nei testi ma anche di quello che è presente musicalmente nel cd.

Mi rendo conto che sia un pò azzardato scegliere un pezzo come questo come primo video, avendone altri molto più melodici a disposizione. Ma come penso ormai un pò tutti sanno, a noi è sempre piaciuto azzardare hehe…al giorno d’oggi grazie ad internet anche il videoclip può avere la sua importanza. Chiunque ha la possibilità di vedere e sentire la band in qualsiasi momento senza dover aspettare le ore notturne per vedere i video metal in TV come succedeva qualche anno fa…

7. Cosa ha scaturito il passaggio da Limb Music a Scarlet Records?

Eugene: Con LMP non eravamo più in sintonia su vari fronti…anzi forse non lo siamo mai stati. Ci sono stati problemi per la realizzazione del Livequake che ci hanno creato non poche rogne di cui preferirei non parlare. Abbiamo realizzato il master per poi mandarlo in giro alle etichette europee più accreditate, Scarlet compresa. Ad essere sinceri un paio di etichette piuttosto importanti si erano fatte avanti ma la Scarlet è stata la più concreta e non abbiamo esitato a firmare con loro, visto anche l’ottimo supporto che danno alle proprie band.

8. Siete giunti all’arrivo dei venti anni di carriera, come ricordate i vostri esordi e le prime realese? Come è cambiata la scena in tutti questi anni secondo voi, in meglio o in peggio?

Eugene: Ovviamente abbiamo un fantastico ricordo del periodo dei nostri esordi. Dalla realizzazione dei primi demo, alle prime release discografiche coincise col primo tour europeo di supporto agli Angra che ritengo sia stato il momento in assoluto che ricordo con maggior nostalgia. La cosa bella è che nonostante ci siano state anche pagine meno belle in tutti questi anni, il pensiero va sempre e comunque ai momenti che ci hanno dato le gioie maggiori e devo dire che non sono stati pochi.

Se ti riferisci alla scena italiana devo dire che nella seconda metà degli anni 90 il metal italiano ha vissuto un momento che mai aveva vissuto prima. Più di una band ha realizzato bellissime cose e ha diviso il palco con nomi importanti della scena mondiale. Purtroppo a mio avviso dal 2000 fino a pochi anni fa, a parte i Lacuna Coil, c’è stato un visibile calo. Mi sembra di vedere però che la tendenza si sta nuovamente invertendo visti gli eventi importanti a cui alcune band italiane stanno partecipando. Spero davvero che questo momento prosegua…

9. Ci sarà un tour nazionale ed estero in supporto a Gaia’s Legacy?

Eugene: Lo spero. Stiamo lavorando con la Scarlet per il prossimo anno anche se ti confesso che sta già iniziando la stesura dei brani che probabilmente faranno parte del successore di Gaia’s Legacy…l’obbiettivo è comunque quello di continuare a partecipare ad eventi importanti come è stato a Settembre scorso in occasione del Progpower USA.

10. Congedandovi e ringraziarvi per il tempo concessoci, lascio a voi il compito di concludere questa piccola chiacchierata virtuale…

Eugene: Grazie a te! :) I responsi iniziali di Gaia’s Legacy sono ottimi, sia come critica che come vendite e il vostro supporto sarà sicuramente prezioso affinchè l’interesse verso di noi continui ad essere vivo.

 

Facebook:
http://www.facebook.com/Eldritchband?sk=info

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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Secret Sphere – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Power metal


Secret Sphere, nota band power metal militante sulla scena dal lontano 1999.
Giunti al quinto album in studio, ci accingiamo ad intervistare il nuovo chitarrista Marco Pastorino.

1.    Ciao Marco, un benvenuto a te e il resto della band sul blog di Eraskor.com

Ciao Ermanno, grazie mille dello spazio e un saluto a tutti!

2.    Quali cambiamenti ha apportato il tuo ingresso insieme a Gabriele Ciaccia (tastierista) nella band?

Penso che io e Gabri abbiamo portato nei Secret molto entusiasmo, e tantissima voglia di fare. Per il resto musicalmente non era facile “ sostituire “ i vecchi componenti della band, ma abbiamo , e stiamo cercando tutt’ora , di fare del nostro meglio.

3.        Non avendo avuto occasione di ascoltare le precedenti release, (cosa che farò molto   presto ndr.) quali differenze stilistiche si possono riscontrare tra il nuovo capitolo e i precedenti?

A mio parere ogni disco dei Secret è stata un evoluzione rispetto al precedente; mentre con Sweet Blood Theory la band aveva deciso di affidarsi maggiormente a orchestrazioni “ goth” e una vena ancora più malinconica, nel nuovo Archetype, durante il songwriting, mentre le orchestrazioni iniziavano a prendere forma, sono venuti alla luce dei riff direttissimi, che hanno spinto il lavoro in una direzione che mai era stata così potente

4.    La band milita sulla scena da 12 anni, come mai vive ancora nel sottobosco non riscontrando il successo che merita, nonostante un lavoro perfetto come Archetype? E’ una vostra scelta?

Negli anni la band è riuscita a togliersi qualche soddisfazione, ma rimanendo ai giorni nostri, è ormai molto dura riuscire a guadagnarsi uno spazio nel sempre più gigantesco mondo del metal. Abbiamo sempre cercato di dare tutti noi stessi, e sicuramente continueremo su questa via…

5.    A mio avviso, qualche affinità con Master Of The Rings degli Helloween non manca (cito questo lavoro poiché lo ritengo più soft rispetto ai lavori odierni delle zucche), specialmente ascoltando Mr Sin. Concordi?

In tantissime recensioni in tutta Europa sono venute fuori affinità con alcuni lavori degli Helloween, vuoi per le sonorità dirette o per alcuni ritornelli melodiosi. Un pezzo come Mr. Sin però ad esempio per me è molto più riconducibile all’hard rock in generale con tematiche dirette e parti notevolmente catchy. Il paragone con gli Helloween ci fa comunque molto piacere visto che sono una delle band che più amiamo nel panorama attuale

6.    E’ trascorso 1 anno dall’uscita di questo sesto capitolo, come sono stati i responsi da parte del pubblico e dei media?

A distanza di anno siamo notevolmente soddisfatti dei risultati raggiunti sia dal punto di vista del parare del pubblico che quello che riguarda riviste, web magazine e quant’altro

7.    Quale è stato il pezzo che vi ha entusiasmato di più nel comporlo?

Obiettivamente l’intero album ci ha riempito d’entusiasmo in ogni sua parte. Dalle prime registrazioni di demo di alcuni riff, fino alla stesura dei testi e alle idee di alcuni arrangiamenti. Personalmente è stato davvero eccitante buttare giù un pezzo come More Than Myself, pezzo in classico stile Secret, con grandi cori, parti orchestrali molto definite, riff di chitarra belli carichi e potenti, e melodie vincenti

8.    Come scritto in sede di recensione, anche se il vostro sound è prettamente power, a mio avviso, avete la capacità di inserire quella “morbidezza mentale” che solo ascoltando il progressive si scorge. Concordi?

Grazie mille per le belle parole. A mio parere, il fatto che veniamo tutti da diverse scuole musicali, chi dal power, chi dal prog, dall’hard rock e così via, rende il risultato finale unico nel suo genere. La matrice prog come dici tu, viene facilmente alla luce, in quanto rimaniamo tutti amanti di soluzioni ad ampio respiro, ” morbide”, che siano i Riverside, o certe parti Pain Of Salvation o addirittura Ayreon, anche se in un album come Archetype, queste rimangono delle piccolezze, visto che il disco si sposta in ben altre direzioni

9.    A quando il successore di Archetype?

Il nuovo album è in arrivo. ci stiamo lavorando duramente e sta uscendo un qualcosa di completamente diverso dal passato. Non voglio anticipare troppo, visto che siamo tra le fasi compositive finali… sicuramente il nuovo capitolo dei Secret vedrà la luce nel 2012. Ne siamo entusiasti; penso che contenga alcune delle idee più belle, potenti e emozionanti che abbiamo mai tirato fuori.

10.    Grazie per il tempo concessoci, lascio a te l’ultima parola.

Grazie a te Ermanno! Un saluto a tutti i lettori e speriamo di vederci prestissimo on the road!!! Viva il metal italiano!!!
(A cura di Ermanno Martignano)

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Anthems Of Steel – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, death metal, Interviste, Power metal, Progressive


Ottimo ritorno quello degli Anthems Of Steel, capitanati dal vocalist e chitarrista Luca Fadda. “Dark Shadow Within” è un ep dalle grandi potenzialità!

Alle domande risponde l’intera band…

1.    Benvenuto Luca, cominciamo con una sintesi biografica della tua band, non sono riuscito a capire la vostra provenienza

Ciao Ermanno innanzitutto grazie mille per questo spazio che ci stai dedicando!! Noi ci siamo formati nel 2010 abbiamo registrato praticamente subito Inside Human Thoughts e dopo alcune date importanti ci siamo rimessi a lavoro per Dark Shadow Within.

2.    Quali differenze sostanziali possiamo scorgere tra Inside Human Thoughts e Dark Shadow Within? Come letto nella bio, i due ep sembrano essere collegati fra loro, giusto?

Bè tra i due  la prima differenza evidente che si sente è la produzione e la qualità audio infatti il secondo è decisamente superiore rispetto al primo…Esatto gli Ep sono uniti dalla storia del concept album.


3.    Chi è la penna del gruppo?

Diciamo che finora la maggior parte dei pezzi sono stati composti da Luca a livello di struttura e testi, e poi adattati dalla band in studio.

4.    L’artwork è molto bello, moderno e un po’ gothic allo stesso tempo, chi è l’artista?

L’ artista è Carlos Fides, un eccellente grafico che ha fatto un lavoro di cui noi siamo molto soddisfatti.

5.    La mistura di progressive, classic metal e una piccola farcitura di death, si sono rivelate scelte vincenti. Vi è la sensazione di ascoltare Crimson Glory e King Diamond in chiave più estrema, concordi?

Non concordiamo, noi ci rifacciamo a gruppi di stampo più moderno come Arch Enemy , Lamb of God, Opeth, Edguy, primi Helloween e gli immortali Iron Maiden!!

6.    Come mai solo tre pezzi, di cui un riarrangiamento del precedente ep, e non arrivare almeno a cinque brani per dare più carne al fuoco all’ascoltatore?

Dark Shadow Within non è propriamente un EP , ma un’ anticipazione dell’album che pubblicheremo in futuro.

7.    Dopo due ep spero sarà la volta di un vero e proprio full lenght, qualche anticipazione a riguardo?

L’album vero e proprio verrà pubblicato prossimamente, stiamo lavorando sugli ultimi ritocchi.

8.    Avete programmato dei live in supporto a DSW?

Si , attualmente questa estate abbiamo in programmazione un tour in Sardegna che partirà il 23 di luglio,
dove apriremo il concerto dei Sadist allo stadio comunale di Thiesi.

9.    Soddisfatti di come sono andate le cose fino a questo momento? Due anni di attività e già due ep all’attivo, non male direi! Nessuna etichetta si è fatta avanti fino a questo momento?

Siamo parecchio soddisfatti, considerando che la nostra prima data è stata ad Arezzo come ospiti del Metal Arezzo Festival e nella seconda abbiamo aperto il tour di Pino Scotto in Sardegna. Inoltre le riviste metal nazionali hanno dato voti molto soddisfacenti al nostro primo Ep. Ultimamente abbiamo avuto diversi contatti ma nulla di definitivo all’orizzonte.

10.    Siamo alle conclusioni, lasciate un messaggio conclusivo ai nostri lettori…

A tutti i lettori di Eraskor.com un saluto e un ringraziamento per aver letto la nostra intervista. Vi invitiamo ad ascoltare sul nostro Myspace i nostri brani  www.myspace.com/anthemsofsteel e a visitare il nostro canale Youtube  www.youtube.com/AnthemsOfSteel, ci trovate anche su FaceBook !!!

Grazie a Tutti \../ Steel On Brothers \../

(A cura di Ermanno Martignano)

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The 4th Dimension – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Power metal


Provenienti dalla provincia di Vicenza, i 4th Dimension debuttano con un album che tiene alta la bandiera del power symphonic metal italiano.

1.    Un caloroso  benvenuto ragazzi, partiamo con le presentazioni a chi ancora non conosce il vostro nome…

Andrea Bicego (cantante): Ciao Ermanno e grazie mille per averci contattato, è un piacere! I 4th Dimension provengono dall’altopiano Asiago e si sono formati nel 2005. Il quintetto è composto da Talete Fusaro (tastiera), Michele Segafredo (chitarra), Massimiliano Forte (batteria) e Stefano Pinaroli (basso), oltre che dal sottoscritto, e il nostro disco d’esordio, THE WHITE PATH TO REBIRTH, è stato da poco pubblicato dall’etichetta Crash & Burn.

2.    Perché 4th Dimension, da dove nasce l’idea di chiamarvi così?

L’idea è stata di Talete e ce ne siamo subito appropriati. La Quarta Dimensione può essere intesa come dimensione spirituale, se vogliamo la parte più perfetta del nostro essere, racchiusa dentro di noi,  e sotto tale accezione il concetto torna come riferimento anche in qualcuno dei testi che ho scritto. La musica, ad esempio, con le sensazioni che genera e fa scaturire nel nostro animo, permette di toccare talune corde del sentimento che ci fanno intravedere questa condizione di perfezione, di serenità che spesso ci sfugge a causa delle difficoltà che la vita ci impone, per cui sotto tali premesse, l’idea di una band di chiamarsi proprio 4th Dimension non mi sembra affatto male. Nulla a che vedere con l’omonimo album degli Stratovarius quindi, come tanti sostengono erroneamente…

3.    “The White Path To Rebirth”, anche se possiamo dire segua le gesta di primi Angra, Stratovarius, Vision Divine, Sonata Arctica etc… ha una sua personalità. Il vostro sound sa essere delicato e avvolgente, come mai dalla vostra formazione, ovvero dal 2005, avete iniziato a lavorarci sopra solo nel 2009?

Ti ringrazio per io tuo personale giudizio. Le band che hai citato, insieme ad altre come Labyrinth, Rhapsody of Fire, Nightwish e tante altre fanno sicuramente parte del nostro background ma, se devo essere sincero, non penso che i 4th Dimension siano il clone di alcuna band. Sicuramente ci sono dei richiami, nello stile o in taluni arrangiamenti, come è inevitabile, ma credo altresì che il disco, con la sua varietà di composizioni e atmosfere, confermi la nostra volontà di proporre canzoni una diversa dall’altra, ciascuna adatta a esprimere ben determinate emozioni. Nella composizione Talete e il sottoscritto non ci siamo posti vincoli di genere e da qui deriva la presenza di pezzi prettamente sinfonici ed altri con riferimenti più pop o folk. Ci rendiamo conto di non aver prodotto un disco power metal unilaterale e questo può essere un’arma a doppio taglio, ma tant’è, ne siamo soddisfatti e credo che in futuro non cambieremo approccio. Quanto alla tua seconda domanda, diciamo che abbiamo iniziato a comporre nel momento in cui è sorta dentro di noi e in seno alla band la necessità di farlo. È inutile scrivere musica solo per il gusto di fare un disco, il rischio è quello di dare vita a canzoni senza anima anche se magari esteticamente perfette. Noi abbiamo preferito aspettare di sentire l’urgenza di trasmettere qualcosa di vero e intenso mediante la nostra musica, senza la pretesa di essere perfetti.

4.    Come è nato il contratto con la Crash & Burn Records? Ho potuto constatare con mano che questa casa discografica non sbaglia un colpo, siete d’accordo? Che rapporto avete con le altre band che al momento sono sotto questa etichetta?

Il contratto con Crash & Burn ha quasi dell’incredibile per la modalità con cui ci siamo arrivati. Diciamo solo che conosco da tempo un membro degli Hollow Haze, la band di Nick Savio, il padrone dell’etichetta e quando si è trattato di cercare una label che pubblicasse THE WHITE PATH TO REBIRTH ho pensato da subito, mettendo insieme le cose che mi erano state riferite, che Crash & Burn potesse davvero fare al caso nostro. Nel momento in cui le cose sono precipitate in seguito all’offerta fattaci di andare in tour coi Sonata Arctica, ricordo di aver contattato con urgenza Nick e lui si è mostrato incredibilmente disponibile dopo aver sentito l’album, tanto da metterci sotto contratto senza preamboli. Credo che non finiremo mai di ringraziarlo e va detto che sta facendo un lavoro grandissimo di promozione e distribuzione del nostro disco superiore alle nostre stesse aspettative. Quanto alle altre band dell’etichetta, in realtà non abbiamo al momento particolari rapporti ma spero si possa organizzare in futuro qualche data live insieme ad Arthemis, Raising Fear, Seven Dark Eyes o gli stessi Hollow Haze, tutti grandissimi gruppi!!!

5.    The White Path To Rebirth è un concept?

Lo è nel senso il concetto di “rinascita” lega ogni pezzo. In realtà i pezzi trattano di tematiche diverse: alcuni sono molto personali e parlano di amori finiti, del senso di perdita che sussegue alla morte di chi ci è caro, della melanconia associata al ricordo del passato… altri hanno un carattere più universale e trattano della ricerca di noi stessi talvolta portata fino alle estreme conseguenze, altri ancora sono legati al tema dell’ecologia e del rispetto per la Madre Terra, che mi è molto caro. Tutti però sono inni alla speranza, incentivi a superare il grigio della vita, spogliandoci di false maschere,  per poterci bagnare alla luce di una nuova alba, nonostante tutto. Perché tutte le esperienze ci cambiano, ma quelle negative spesso hanno più effetto su di noi che non quelle positive e ci fanno perdere davvero la via… occorre accettare anche il dolore, capirne a volte la necessità, per poter mettersi quindi in cammino lungo il luminoso e puro sentiero della rinascita…

6.    L’artwork è veramente un capolavoro, chi è l’artefice? Soddisfatti al 100% dell’esito finale?

La copertina di THE WHITE PATH TO REBIRTH porta la firma riconoscibile dell’artista francese  Alexandra Bach. Dopo aver visto i suoi lavori per Kamelot e Alkemist ho capito subito che sarebbe dovuta essere lei a dare un volto al nostro disco. In realtà i nostri progetti per l’artwork, e gli accordi presi con la stessa Alexandra, erano originariamente diversi da quanto poi realizzato, ma sempre l’urgenza di aver il disco pronto in vista del tour europeo ci hanno spinto a cambiare direzione. Ciò non significa che non siamo soddisfatti della cover del disco, che anzi trovo un piccolo gioiellino e ben si adatta ad alcune lyrics del disco…

7.    Live in supporto all’album? Ho letto nella bio che vi siete affiancati al tour dei Sonata Artica e Labyrinth, avete da raccontare qualche aneddoto a tal proposito?

Sì, abbiamo aperto i concerti di Sonata Arctica e Labyrinth in undici date del loro tour europeo suonando nel centro-est europeo e precisamente in Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Belgio e Svizzera. Si è trattata di un’esperienza grandiosa e altamente formativa, che ci ha arricchito dal punto di vita personale e artistico. Lavorare con professionisti ed essere parte di un tour organizzato in quel modo ci ha fatto al contempo maturare molto. Fra tutte le date ricordo con estremo piacere quelle di Budapest e Ljubliana, in cui il pubblico si è dimostrato caldissimo, e ancora di più la serata di Milano, dove un Alcatraz davvero gremito ci ha davvero fatti sentire a casa, anche se a tutti gli effetti per la stragrande maggioranza delle persone noi rappresentavamo solo un gruppo sconosciuto uscito dal nulla… di aneddoti ce ne sarebbero poi molti, ricordo ad esempio che a Ljubliana, mentre eravamo nel nostro camerino, entrò Elias (chitarrista dei Sonata Arctica) per fare quattro chiacchiere e la chiacchierata si protrasse ben più del previsto fra una discussione e l’altra. Fu il primo momento in cui rompemmo il ghiaccio in modo netto coi Sonata e da lì in poi non sono mancate occasioni di ridere e confrontarsi…

8.    Prossimi passi da effettuare? Quando comincerete a comporre il nuovo materiale per il futuro successore di TWPTR?

Se devo essere sincero penso che il songwriting del secondo album sia cominciato già all’indomani della realizzazione di THE WHITE PATH TO REBIRTH. Al momento non ci sono ancora pezzi completati, ma stiamo lavorando su diverse idee. L’impressione è che alla composizione del secondo disco concorreranno più menti rispetto al primo, con quasi tutti i membri della band coinvolti in fase di scrittura. Abbiamo voglia di comporre nuove canzoni, ma desideriamo che siano speciali, prima di tutto per noi e possibilmente per i nostri fans… desideriamo anche provare soluzioni nuove, soprattutto a livello di suoni. Quindi, senza adagiarci, intendiamo fare le cose soppesando ogni passo… Al momento comunque c’è un disco nuovo di zecca da promuovere, quindi non vogliamo trascurare, nei prossimi mesi, l’attività live, almeno nel nord Italia…

9.    Con l’uscita di questo lavoro sentite di aver raggiunto l’apice aprendo nuove strade per voi, oppure preferite continuare a volare a testa bassa per evitare di farvi travolgere dal successo e commettere qualche passo falso?

Citando un libro che mi è caro, direi che “Il sapore della gloria è amaro…”. Ma siccome noi di gloria e di successo non ne abbiamo visti non ce ne facciamo un problema. Sinceramente, non pensiamo di aver raggiunto apici di alcun tipo, semmai pensiamo di aver rotto il ghiaccio a costo di grandi sacrifici e ci fa piacere che sia la stampa specializzata sia la gente che ci ascolta abbia accolto positivamente il nostro album, album in cui crediamo molto. Ma ci sono centinaia di buone band in circolazione, decine solo in Italia, e sappiamo bene che la grande sfida sarà rimanere in circolazione e non fare la parte delle meteore. Per questo vogliamo scrivere un secondo disco che corrisponda al massimo della nostra potenzialità, e poi vada come vada… sognare è bello, ma stare coi piedi per terra è sicuramente più consono a ciò che siamo…

10.    Grazie per essere stati con noi, vi auguriamo di continuare a sfornare sempre ottimi album! A voi la chiusura di questa intervista.

Il tuo augurio lo rigiro a noi stessi e puoi contare sul fatto che faremo il possibile per non deludere chi crede in noi e ci supporta costantemente…  spero che sempre più persone abbiano voglia di avvicinarsi alla nostra musica dedicandole un po’ del loro  tempo e cogliendone le sfaccettature. Non credo basti un ascolto per carpire l’essenza di THE WHITE PATH TO REBIRTH perché alcune canzoni si svelano solo un po’ alla volta. Per questo il mio personale consiglio è di ascoltare le canzone leggendo i testi, testi alla cui scrittura ho dedicato tanto, tanto tempo…

Un saluto a tutti dai 4th Dimension! Vi aspettiamo ai nostri concerti e per ogni informazione www.4thdimensionmetal.com!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Death Riders – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Power metal, Progressive, Thrash metal


I Death Riders sono un gruppo proveniente da Fabriano, nella provincia di Ancona. La band sfodera un assalto sonoro non indifferente con Through Century of Dust, a quanto mi risulta prima release ufficiale…

1.    Benvenuti Death Riders, iniziamo con le presentazioni….

Salve, come avete già detto veniamo da Fabriano e visto che non c’è molto da fare qui abbiamo iniziato a suonare, quasi per gioco, e ormai sono quasi 8 anni che esistiamo come band.

2.    Through Century of Dust incalza e pesta che è una meraviglia, l’intreccio power thrash progressive è sempre un qualcosa che cattura l’ascoltatore diventando un elemento trascinatore.. mi chiedevo se questo è il vostro primo lavoro ufficiale

Si è il nostro debutto ufficiale, anche se di demo ne abbiamo prodotti fin dall’inizio della nostra storia.
Quando abbiamo iniziato eravamo, oltre che giovani, tutti appassionati di Metal classico e Thrash, poi crescendo ognuno di noi a preso le strade più disparate per quanto riguarda gli ascolti e pur rimanendo nell’ambito del Metal oggi possiamo dire che ascoltiamo di tutto, dall’Hard Rock fino ai generi più estremi odierni.
Crediamo che questo si senta nel disco.


3.    L’artwork a vedersi è molto prog oriented, mi ha ricordato una album dei Mekong Delta di cui ora non mi sovviene il titolo… chi è stato l’artefice, soddisfatti al 100%?

Grandissima band i Mekong Delta!!…..In effetti volevamo dare all’artwork un significato particolare, che seguisse un po’ il titolo e le tematiche affrontate nel disco, per questo è improntato su colori scuri e immagini decadenti.
Il nostro grafico e amico, Marco Stagnozzi, ha fatto un grandissimo lavoro, riuscendo perfettamente ad esprimere ciò che noi volevamo.

4.    Vi andrebbe di farci un track by track delle songs contenute in TCOD?

Sicuro!…la prima traccia “The Hedgehog Dilemma” è un brano potente oltre che melodico, quindi abbiamo pensato fosse un ottima apertura per il disco, il testo si basa sul dilemma del porcospino di Arthur Schopenahuer.
“Legion” la seconda traccia invece è molto semplice e immediata, dal ritornello molto orecchiabile.
“Death Riders” è un po’ il nostro cavallo di battaglia, anche questa orecchiabile e veloce dall’approccio molto power.
“Shelter” è la power ballad del disco, si può definire una canzone d’amore a dimostrazione che anche i metallari più incalliti hanno un cuore!!
“The Eclipse” è il brano che abbiamo scelto come singolo, ha un sapore molto svedese, molti l’hanno paragonato ad un pezzo dei Dark Tranquillity e non possiamo che essere d’accordo anche se credo si senta il nostro trademark. Il testo si ispira ad un famoso manga, Berserk, di cui il nostro cantante è un accanito lettore.
“Season of Loss” tratta un argomento non molto allegro cioè le emozioni e i pensieri di una persona di fronte ad una malattia incurabile, è un pezzo che ci emoziona sempre molto.
“War Inheritance” parla degli effetti disastrosi delle esplosioni nucleari che distrussero Hiroshima e Nagasaki, un tema che ci è molto caro, anche questa song ha un approccio molto Power metal.
“Sinfonia” è un brano piuttosto complesso che alterna parti molto dure e moderne a momenti melodici, ma che stranamente riesce a rendere anche dal vivo.
“Reason and Fate” parla invece dei ultimi momenti di vita di un’assassino, fino al tragico epilogo del suo suicidio. Anche questo è un pezzo immediato e potente
“Crimson Liberty” è uno dei primi pezzi che abbiamo scritto per questo disco, la struttura è molto semplice e lineare, fra accellerazioni e riff spezzati, tratta un’altro argomento tragico come la drammatica esperienza dei campi di concentramento nazisti.
Infine per concludere il disco e dare un po’ di pace alle povere orecchie dell’ascoltatore abbiamo deciso di inserire un outro acustica cioè “When everythings lies” a chiudere il lavoro.

5.    Come vi trovate in casa Lost Sound Records, come è nata la vostra collaborazione?

Il nostro ultimo demo ci ha permesso di entrare in contatto con l’agenzia di management e promozione ALKEMIST FANATIX EUROPE, sono stati loro a procurarci un contratto discografico oltre che aiutarci e supportarci durante le varie fasi di realizzazione di TCOD.
La LOST SOUND RECORDS è un’ottima label e siamo in contatto con loro settimanalmente se non giornalmente.
Direi che siamo più che soddisfatti.

6.    Sul fronte live come siete messi?

Per il momento abbiamo solo poche date confermate, tra cui il Destroyer Metal Fest il 12 giugno a Belforte del Chienti.
Abbiamo suonato molto negli ultimi anni ma senza allontanarci troppo dalla nostra regione.
Ora speriamo che le cose cambino in meglio.

7.    TCOD è uscito proprio come ve lo aspettavate o avevate in mente qualche altra modifica da fare?

Registrare questo disco è stato un grosso impegno sotto tutti i punti di vista e vederlo compiuto è di per sé già un’enorme soddisfazione. Affidarci ad un produttore esperto come Frank Andiver è stata una scelta naturale per noi, essendo una band all’esordio. E’ stata un’esperienza che ci ha fatto maturare moltissimo e che ci tornerà utile per lavorare al meglio in futuro

8.    Quale è secondo voi la traccia più rappresentativa? Un solo aggettivo per descrivere tutto il lavoro svolto

I vari brani del disco sono stati scritti nel corso di un lungo arco di tempo quindi a loro modo ognuno di loro rappresenta per noi un determinato momento.
Abbiamo i nostri preferiti, ovviamente, come per esempio “Death Riders” che ci dà una grande carica dal vivo o “Season of Loss”.
Un aggettivo per descrivere l’intero lavoro? Per noi direi appagante, per l’ascoltatore speriamo almeno coinvolgente.

9.    Quali saranno i prossimi passi che vi accingerete a compiere: un’estenuante promozione, oppure la preparazione del seguito di questo grande inizio?

Entrambe le cose, la promozione sta andando avanti ormai da tempo consentendoci di ricevere ottimi consensi un po’ ovunque.
Ora speriamo di poter organizzare qualcosa anche dal punto di vista live, non vediamo l’ora di portare TCOD on stage!!
Nel frattempo però stiamo scrivendo anche nuovo materiale, abbiamo diversi brani pronti ed altri su cui lavorare, stavolta vogliamo essere più veloci e produttivi per dare più omogeneità ai pezzi.
Quello che sta venendo fuori è davvero elettrizzante!!!

10.    Un saluto! A voi le considerazioni finali di questa piacevole chiacchierata.

Un grazie infinito per averci concesso questo spazio, è stato davvero un piacere rispondere alle tue domande. Invito i lettori a visitare il nostro sito ufficiale http://drmetal.weebly.com/ e la nostra pagina facebook http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Death-Riders/33778329317
A presto

(A cura di Ermanno Martignano)

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Dream Of Illusion – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Interviste, Power metal


Decadence, “prima prova terrena” per i veronesi Dream Of Illusion, sonorità che spaziano tra hard rock / metal americano e power di stampo tedesco

1.    In alto le corna Dream Of illusion, fateci una breve presentazione di chi si cela dietro questo progetto

Ciao a tutti e grazie a voi di Eraskor per lo spazio offertoci e sempre corna in alto! \m/ ahahahah!!! Dietro al progetto DoI troviamo un gruppo di amici che si sono ritrovati con un sogno comune rappresentato dalla musica. La band vede la sua nascita nel 2003, da allora ne abbiamo passate delle belle! Il genere si è evoluto con la nostra crescita artistica e compositiva unendo le diverse influenze musicali proprie di ogni componente in modo naturale senza porre alcun limite. Il risultato di questa sperimentazione è “Decadence”, album per il quale abbiamo sputato sangue e speso molto tempo! Fatiche comunque ripagate al 100%!!

2.    Cercando info sul web, mi sembra di aver capito che avete registrato un promo nel 2007 e che Alessandra Ferrari era parte della line up

A dire il vero di promo ce ne sono stati parecchi prima e dopo Alessandra. Sono state tutte esperienze ed esperimenti risultati comunque fondamentali per maturare idee su cui lavorare, ma solo nel 2007, con l’ingresso di Frank alla voce, siamo riusciti a concretizzare il progetto “Decadence” con nuovi pezzi e nuove scelte stilistiche.

3.    Parliamo di Decadence, primo lavoro a nome di Dream Of Illusion, quanto tempo ha richiesto la sua gestazione?

Allora…fare i conti esatti risulta alquanto impossibile, anche perché l’idea di pubblicare un nostro lavoro è nata step by step e per questo ha richiesto tempo. L’effettiva registrazione in studio è durata circa quindici giorni! Ebbene sì, quindici duri e lunghi giorni!

4.    Perché intitolare il vostro album “Decadenza”?

Perché la decadenza risulta il filo conduttore di gran parte dei brani.

5.    Guardando l’artwork, sembra di trovarsi di fronte ad un luna park in stato di abbandono…qual’è la vostra concezione di decadenza?

Le foto dell’artwork raffigurano il paesaggio attuale di Chernobyl che per noi funge da monito per la decadenza di cui solo l’uomo può esserne la causa.

6.    Il simbolo “parental advisory..” presente sulla copertina sta a testimoniare che nei testi si trattano argomenti forti, potete dirci quali sono?

In realtà il simbolo è stato messo non tanto per argomenti forti ma per un linguaggio che può risultare volgare…insomma facciamo ROCK C***O!!

7.    In sede di recensione ho segnalato il vostro sound a “due piedi in una scarpa”, ossia riuscite a passare da tempi hard rock / metal americano, a quelli più rocciosi tipici del power tedesco (prendetela come complimento ndr.);  il tutto come se fosse la cosa più normale di questo mondo.. condividete questo mio pensiero?

Come abbiamo detto in precedenza le influenze musicali sono diverse e i limiti compositivi pari a zero…di conseguenza per noi la cosa è stata più che normale.

8.    Come vi trovate in casa SG Records, vi darà possibilità di suonare i nuovi pezzi dal vivo?

Con SG ci siamo trovati subito benissimo soprattutto per quanto riguarda la promozione e non mancano le possibilità di proporsi in live! Soddisfatti al massimo!

9.    Quali desideri e speranze riversate in Decadence?

Ci piace sognare ma non illuderci, non ci poniamo limiti ma siamo cauti. ;) La speranza è quella che la nostra musica piaccia e che ci siano sempre maggiori possibilità di esprimersi in live, far festa e bere birra! RnR

10.    A voi le considerazioni finali…Buona fortuna per tutto!

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi per il supporto che offrite a noi e ad altre band undergorund, SG Record per il lavoro immenso che fa per promuove la nostra musica, tutti i nostri distributori (7HARD, CENTURY MEDIA DISTRO e WARNER MUSIC JAPAN) e naturalmente i lettori e tutti i nostri fans che ci danno forza e carica ripagandoci di tutti i nostri sforzi!
Vi invitiamo a seguirci su MySpace e FaceBook per avere maggiori informazioni e ascoltare le nostre canzoni!!
Ciao a tutti!!! Rooooock!!!

http://www.myspace.com/dreamofillusion

http://www.facebook.com/pages/Dream-of-Illusion/99317069172

(A cura di Ermanno Martignano)

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Dragonhammer – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Power metal


Dragonhammer, band romana che tra il 2000 e 2004 si è fatta apprezzare per un demo e due full lenght. Dopo anni di silenzio spunta una sorta di “best of” autoprodotto contenente i pezzi più rappresentativi e dedicato soltanto ai media, che anticipa il loro imminente ritorno. Chiediamo loro qualche delucidazione…

1.    Benvenuti sulle pagine di Eraskor.com

MAX: Grazie  per la vostra ospitalità a nome della band.

2.    Come mai tutti questi anni di silenzio e l’idea di auto prodursi un “best of” da inviare solo ai media?

MAX: Durante e dopo l’uscita di “Time for expiation” (Scarlet records-2004) abbiamo avuto grossi problemi all’interno del gruppo. Queste tensioni inizialmente hanno creato difficoltà con l’etichetta e tutto ciò che gira intorno alla promozione dell’album, per poi arrivare  alla spaccatura totale dovuta all’abbandono di due elementi (batteria e tastiera) differenziati nel tempo.
Della band originale rimanevamo io e Gae (Amodio- bassista) e abbiamo faticato moltissimo per trovare persone serie e motivate che fossero all’altezza. Sono entrati nel tempo David Cannata (drums), Giovanni Di Buduo (guitar) e Giordano Maselli (keyboards) con i quali abbiamo deciso di suonare dal vivo il più possibile così da affiatarci e produrre insieme materiale nuovo. Riguardo il “the best” non so di cosa parli…probabilmente la nostra booking agency deve avervi inviato per errore un cd di presentazione per procacciare serate.


3.    Ho appreso della preparazione del vostro terzo lavoro, quando potremmo gustare l’evento e che direzione stilistica seguirà rispetto ai precedenti lavori?

MAX: Non posso darti date ufficiali di uscita poichè stiamo aspettando risposte e riscontri da varie labels a cui abbiamo inviato un demo con dei brani nuovi; contiamo in ogni caso di registrare entro l’estate. Lo stile musicale sarà  un evoluzione del precedente album, più aggressivo e moderno senza stravolgere le sue origini, alternando momenti di atmosfera a muri di chitarre e batteria!

4.    Potremmo sapere il nome dell’etichetta che vi riporterà in pista?

MAX: Come ti dicevo stiamo aspettando risposte ufficiali e ovviamente valuteremo l’offerta migliore per noi.

5.    Quali sono le vostre tematiche?

MAX: L’album sarà un concept ambientato in un futuro sconvolto dalle guerre dell’egoismo dell’uomo, dove  regna la perdità di ogni valore ed il chaos poichè nessuno crede più in nessuna religione o credenza…l’unica speranza potrebbe  essere la scoperta di “qualcosa” che possa far tornare gli esseri umani a “credere”. Non dico di più per ora….:)

6.    Come reputate la scena power metal odierna? Possiamo dire che ai tempi di The Blood Of The Dragon e Time For Expiation il genere mostrava un certo predominio, secondo voi dopo il ritorno in auge del Thrash, potrebbe verificarsi lo stesso avvenimento per il power?

MAX: Sinceramente non lo so…penso che riguardo al Metal (in ogni sua forma) riuscirà ad andare avanti la qualità e i vari cloni andranno via via a morire. Per quanto ci riguarda stiamo cercando di ampliare le nostre vedute musicali senza porci troppi limiti di genere.

7.    Dopo l’uscita della nuova release, avete già qualche live confermato per supportare l’evento?

MAX: come ti ho detto prima dovremo aggiornarci per queste informazioni. Sicuramente cercheremo di organizzare un  tour  e delle date di supporto all’evento.

8.    A distanza di anni, siete pienamente soddisfatti dei precedenti lavori, oppure con il senno di poi avreste modificato qualcosa?

MAX: Direi che siamo soddisfatti…all’epoca quello era il meglio delle nostre possibilità…magari una promozione migliore ci avrebbe agevolato molto.

9.    Elencate i tre album power che ritenete senza tempo!

MAX: Stratovarius: Visions, Manowar: KingS of Metal, Hammerfall: Glory to the Brave

10.    Grazie per il tempo concessoci, magari ci risentiremo all’uscita del nuovo lavoro. A voi le considerazioni finali.

MAX: Ringraziamo te e tutta la tua redazione sperando di risentirci presto con buone novità per noi e i nostri grandi fans! Potete trovare news, scriverci e comunicare con noi tramite il nostro sito www.dragonhammer.com oppure Facebook o Myspace cliccando www.dragonhammer.com/dragonhammerofficial

ASPETTATECI…STIAMO TORNANDO!!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Intervista ai Raising Fear

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Power metal


Eternal Creed è il terzo lavoro per i power metallers Raising Fear. Un album che si accosta perfettamente al power teutonico e che sa farsi piacere sin da subito.

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi

Grazie a Voi per l’invito

2.    Descriveteci Eternal Creed, terzo capitolo dell’eletto Wolfram, questa volta protagonista in terra egiziana

Abbiamo deciso di proseguire con la narrazione della storia di Wolfram e questa volta lo abbiamo portato appunto nell’antico Egitto, in realtà la storia si snoda in diverse epoche perchè ci interessava far passare il messaggio che la ricerca del personaggio questa volta riguardava il “libro dei morti”, ovvero una serie di “formule” che accompagnavano i Faraoni nel viaggio verso l’oltretomba e che è esistita per molte dinastie, abbiamo pensato che potesse essere interessante che il personaggio apprendesse anche parti oscure di questi scritti  e quindi contenenti elementi per meglio comprendere il funzionamento del portale, i testi sono stati concepiti in modo da lasciare aperti spazi all’immaginazione e sono sempre imperniati nella dualità … vita / morte ; luce/oscurità, bene/male…, tutti elementi utili a Wolfram per avanzare nel suo grado di comprensione.

3.    Le vostre sonorità mi ricordano molto Helloween, Edguy e altre band sempre appartenenti alla scena tedesca. Quanto pensate di aver attinto (magari anche inconsciamente) dalla terra germanica?

Tutti noi ascoltiamo in ambito metal quasi tutto, dal power tedesco a quello americano anni 80, un pò di hard rock, un pò di thrash bay area … penso che  tutto alla fine confluisca nella musica che componiamo, il fatto che possa avere delle sonorità più vicine ad un certo genere è forse un pò inconscio ; dopo i primi due album e il periodo di fermo abbiamo voluto puntare un pò più sulla potenza e pensiamo di avere fatto un buon lavoro, essere accostati a bands importanti come Helloween e Edguy ci fa ovviamente molto piacere, speriamo sia di buon auspicio per raggiungere lo stesso successo!!!

4.    Chi è l’autore del bellissimo art work? Visto che si parla di Egitto credo che un riferimento o accenno al film Stargate del 1994 calzi a meraviglia

L’Art work è stato realizzato dal nostro Bassista Corrado al quale sicuramente faranno molto piacere i complimenti visto che  ha lavorato molto per ottenere un risultato di impatto, ovviamente tutta la band è particolarmente contenta che l’artwork del nuovo lavoro piaccia visto che per i primi  due lavori avevamo avuto parecchie critiche proprio in merito all’impostazione delle copertine.

5.    State promuovendo il nuovo lavoro dal vivo?

Ci stiamo organizzando per iniziare con qualche data nei primi mesi del 2011, purtroppo la situazione in Italia per quanto riguarda l’ingaggio di bands con materiale proprio da parte dei locali sta peggiorando per cui è abbastanza difficile trovare buone opportunità , comunque ci stiamo lavorando, colgo l’occasione per invitare i lettori interessati ad organizzare date a contattarci.

6.    Come mai l’ex batterista Cristian Galimberti ha deciso di lasciare la band dopo le registrazioni?

Cristian ha lasciato la band per trasferirsi in Giappone e provare a vivere lì, quindi è stata una scelta legata alla sua vita e non a problemi con la band, gli è subentrato Alex Mantiero che continua comunque anche l’attività con gli amici White Skull.

7.    Nella vostra biografia ho appreso che avete avuto l’onere di fare da spalla a grandi personaggi e band come Dio, Saxon, Grave Digger, Exciter, Vicious Rumors etc.. Quale gruppo vi ha regalato i momenti più intensi di queste belle esperienze? Un pensiero anche per il compianto Ronnie J. Dio (RIP)

Direi che c’è sempre da imparare e non solo dai “grandi nomi”, per esempio abbiamo avuto modo di suonare da spalla un paio di volte per i Jag Panzer che si sono dimostrati estremamente umili e con i piedi per terra, il chitarrista Chris Broderick ci ha regalato una partecipazione su Avalon, cosa che non ci saremmo mai aspettati … teniamo conto che ha poi suonato in forze a Nevermore ed ora con Megadeth , aggiungo che abbiamo anche imparato molto da bands italiane con le quali abbiamo avuto l’onore di condividere il palco e, salvo rari casi, tutti si sono sempre dimostrati disponibili ed umili.
R.J.Dio penso sia uno di quei personaggi sui quali fai perenne affidamento, cioè sai che c’è e che continuerà a far uscire nuovi lavori …insomma sai che ci sarà sempre, non ti sfiora l’idea che un giorno anche Lui possa arrivare al capolinea perchè ha praticamente fatto parte della tua vita musicale.. non credo ci siano parole adatte per ricordarlo, forse la cosa migliore è continuare ad ascoltare la sua musica, ovviamente la stessa cosa vale per altri grandi come Dimebag , Chuck Shuldiner, etc…

8.    Come è avvenuto il passaggio dalla Dragonhearth Records alla Crash & Burn Records, siete soddisfatti del loro operato?

Per quanto riguarda Dragonheart possiamo solo che ringraziarli per l’opportunità che ci hanno dato in occasione dei primi due album, date le condizioni di mercato e l’avvento della pirateria su internet hanno dovuto ridimensionare il numero di bands all’attivo, cosa ovviamente più che comprensibile, la possibilità di proseguire con l’uscita del terzo lavoro ci è stata data da Crash & Burn con la quale finora ci stiamo trovando veramente molto bene, siamo soddisfatti pienamente e speriamo che la cosa possa continuare anche per i futuri lavori.

9.    State già pensando al successore di EC?

Non c’è nulla di definito ma abbiamo mote idee, presto inizieremo a buttare giù un pò di preproduzione e a lavorare seriamente al seguito.

10.    Grazie per la vostra disponibilità, a voi le considerazioni finali.

Grazie a Voi per l’opportunità di poter rispondere alle vostre domande, spero di incontrarvi numerosi ai nostri concerti, date delle opportunità al metal italiano !!!!!!

Ciao
Alberto
Raising Fear

(A cura di Ermanno Martignano)

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