I Ram-Zet firmano per Buil2Kill Records!!

Autore: Ermanno M. | Categoria: News, Progressive


I Norvegesi Ram-Zet firmano per Buil2Kill Records!!

La nostrana “super label” Buil2Kill Records ha appena sottoscritto un accordo esclusivo con i norvegesi Ram-Zet per la pubblicazione del loro nuovo album “Freaks in Wonderland” che vedrà la luce a febbraio.

Con l’entrata della prog-metal band nordica il roster della label si arricchisce con un altro grande nome di spessore internazionale. Nel frattempo l’etichetta ha siglato un importante accordo di distribuzione con la prestigiosa Season of Mist, che andrà ad aggiungersi al nutrito elenco di distributori internazionali dell’etichetta.

Un antipasto del nuovo full lenght Ram-Zet è ascoltabile sulla pagina Reverbnation della band, a questo link: http://www.reverbnation.com/ramzet

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Sadist – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Interviste, Progressive


Sadist è una delle band che hanno scritto la storia del metal italiano, il loro death progressivo è davvero tagliente e penetrante. Con Season in silence ritornano sulla scena in grande stile, ma iniziamo a porgli alcune domande…

1.    Benvenuti Sadist, è un onore per noi potervi intervistare

TREVOR: prima di tutto un grande saluto a voi della redazione e a tutti i lettori.
Il piacere è mio, grazie della vostra ospitalità, come dico spesso è molto importante il supporto che offrono web-magazines e magazines, tutti insieme band e addetti ai lavori possiamo migliorare  la nostra musica in un paese che storicamente non ha mai offerto grande spazio per la stessa, dobbiamo imparare a fare gruppo, è solo con l’unione che viene fuori la forza.

2.    Season in silence è un album bellissimo, sinistro e avvolgente, quali differenze possiamo riscontrare con il precedente “Sadist” targato 2007?

TREVOR: ci sono molte differenze tra i due album, il precedente  e omonimo Sadist del 2007 era il disco del ritorno in pista, avevamo molte idee in cantiere e da diverso tempo.
L’uso di strumenti etnici come bouzouki, sitar, mandolino aveva contribuito alla realizzazione di un disco caldo, ricco di sfumature prog e se vogliamo anche jazz, mentre per quel che riguarda il nostro ultimo lavoro Season in Silence abbiamo scritto la musica di conseguenza a quello che erano le tematiche affrontate, incentrate sul freddo, l’inverno, la neve e il ghiaccio dei posti in cui vivo. Personalmente quest’album ha un fascino e un’importanza davvero unici, visto che come detto i testi trattano di storie e personaggi venuti fuori dalle mie terre.
La musica è stata partorita in un secondo tempo e la nostra necessità era quella di trovare suoni glaciali e melodie sinistre che potessero rendere giustizia alle lyrics, trovo che l’ultimo album sia un disco molto pesante costituito da riff groovy, riconoscibile in un’unica parola..‘Metal’…
Concludendo credo che tra tutti gli album Sadist ci siano notevoli differenze, del resto Sadist è una band molto sperimentale.


3.    Come mai l’idea di creare un concept sull’inverno?

TREVOR: Vivo in un luogo splendido, la cornice intorno è incredibile, monti, alberi, laghi; trovo che i colori della natura siano tutti molto affascinanti anche se prediligo quelli dell’inverno. La stagione più fredda dell’anno è suggestiva con il suo silenzio. La realizzazione dei testi e dell’intero concetto del disco è durata oltre due anni , è stato bellissimo scrivere ai lati del bosco, fare fotografie ad ogni caduta di neve, fortuna che negli ultimi anni la neve è scesa copiosa, tutto ciò mi ha semplificato e non poco il lavoro. Il concetto del disco è interamente mia opera, sono molto geloso e mi occupo singolarmente di quel che concerne le liriche e tutto l’aspetto extra musicale.

4.    Qual è stata la track che vi ha dato più filo da torcere e quale vi ha soddisfatti maggiormente?

TREVOR: Come spesso dico ogni canzone che scrivi è come se fosse la nascita    di un figlio, difficile dire quale si preferisce. Comporre musica è qualcosa di unico, dietro c’è grande sacrificio, studio e ore di duro lavoro. Tuttavia ognuno di noi può far pendere le proprie preferenze su di un brano o l’altro, quello che posso dire, con assoluta certezza è che siamo davvero soddisfatti di quello che è venuto fuori, volevamo un disco gelido, sinistro, malvagio. Sul filo da torcere non saprei, la nostra musica è complessa, anche se con la voglia e la determinazione si riesce a far tutto.

5.    Chi è stato l’artefice dell’azzeccatissimo artwork?

TREVOR: Non me ne voglia nessuno, non vorrei passare da presuntuoso ma come ti dicevo prima il pensiero grafico e la fotografia è mia opera, anche se per la realizzazione grafica mi sono avvalso di un professionista esperto e competente come Davide Nadalin di Nerve Design.
Sono certo che questo è il nostro artwork migliore di sempre. Ancor oggi, a distanza di oltre un anno mi capita di sfogliare il booklet, compiaciuto e soddisfatto.

6.    Stando alle date di uscita del vostro demo “Black Screams” si avvicina il ventennale per la band, come lo festeggerete, avete qualche sorpresa in serbo per i vostri fan?

TREVOR: Quest’anno sono 20 anni di attività, ormai siamo dei vecchietti.
La nostra umiltà o forse la nostra tradizione genovese non troppo loquace fino ad oggi ci ha tenuto lontano dal pensare in grande. Siamo un pò orsi anche se, grazie allle continue richieste da parte dei nostri fans stiamo prendendo in considerazione la realizzazione di un dvd o un album dal vivo o ancora una sorta di raccolta, nessuna promessa, meglio dire ci stiamo timidamente facendo un pensiero.

7.    In tutti questi anni quale è stato l’album che vi ha regalato maggiori soddisfazioni, e quale ha reso di più come vendite?

TREVOR: Il discorso fatto per i singoli brani vale a maggior ragione per gli album, sono tutti nostri geniti, non abbiamo troppe preferenze, anche se a volte sono i ricordi che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Sulle vendite, il nostro terzo album “Crust” ha consolidato la band in Europa con un conseguente aumento di dischi venduti, tuttavia credo siano discorsi relativi, fare termini di paragone ieri/oggi è davvero difficile, visto che negli ultimi anni il mercato discografico è purtroppo crollato.

8.    Tour in vista?

TREVOR: E’ da oltre un anno che è uscito ‘Season in Silence’, a seguito dell’uscita stessa abbiamo partecipato a diversi festival in Europa, tra i più importanti, tra questi: Hellfest (Francia), Metal Fest (Austria, Germania, Ungheria), Metal Camp (Slovenia), Gods of Metal (Italia), Brutal Assault (Rep Ceca), Metal Mean (Belgio) e altri. Festival a parte abbiamo fatto un tour europeo durato 50 giorni.
La prima parte del tour è stata consumata in Polonia, 9 concerti nelle città più importanti, e poi Rep Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina e Russia. E’ stato un tour incredibile che ricorderemo per tutta la vita anche perchè, musica a parte abbiamo visto cose davvero toccanti, a livello umano dfficili da dimenticare, dove in certi paesi l’arrivo della nostra musica è stata per i ragazzi una valvola di sfogo, un qualcosa che ha tenuto per un attimo le persone lontano dai brutti pensieri di tutti i giorni. Nell’estate appena trascorsa abbiamo preso parte al “Carnage Tour” dividendo il palco con mostri sacri del genere, come Slayer e Megadeth, infine a dicembre saremo in Finlandia per un paio di shows, uno di questi si tratta dell’Helvation Fest ad Helsinki, mentre a febbraio torneremo nell’est dell’Europa, in Armenia e Georgia.

9.    C’ è un desiderio recondito che ancora non siete riusciti a realizzare come musicisti?

TREVOR: Non amo parlare di desideri piuttosto di obiettivi, quelli si possono raggiungere, anzi credo fortemente che sono gli obiettivi stessi a fare la differenza nella vita quotidiana di tutti noi.

10.    Grazie infinite per la disponibilità concessaci, concludete voi questa intervista

TREVOR: E’anche grazie al vostro lavoro quotidiano che permette a tutti noi musicisti di continuare a vivere ad occhi aperti quell’incredibile sogno chiamato musica. Un abbraccio a tutta la redazione, a tutti nostri fans e a tutti i lettori di Eraskor, e come sempre..
IN ALTO IL NOSTRO SALUTO!!
Trevor Sadist

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Ritual – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Progressive, Thrash metal


Intervista a Marco Pastorino, chitarrista del gruppo heavy melodic metal / core The Ritual. Analizziamo meglio il loro primo cd “Beyond The Horizon Fragile”.

1.    Ciao Marco, dopo l’intervista con i Secret Sphere e le mie congratulazioni per l’entrata nei Bejelit, lieto di poterti fare alcune domande sul primo lavoro dei  The Ritual

Ciao Ermanno! E’ un grosso piacere per me! Partiamo!!!

2.    Comincio subito chiedendoti, come mai il vostro album ha un titolo così malinconico

Ti dirò, il titolo può essere anche visto in questa maniera, ma il nostro modo di vedere le tematiche dei testi e le argomentazioni, ci portano a vedere quest’orizzonte come un qualcosa che noi vogliamo superare prepotentemente, un limite che vogliamo valicare. Il concetto è tutto qui; non vogliamo fermarci di fronte a niente.

3.    Quali temi trattate nelle dieci tracce presenti nell’album?

Si parla d’amore, d’amicizia, dalle paura che ci sconvolgono la vita di ogni giorno. Preferiamo scrivere senza troppi giri di parole. Parliamo di quei sentimenti che ti distruggono dentro giorno dopo giorno , che ti mettono completamente ko. Ma non c’è solo negatività ; degli spiragli positivi sono sempre dietro l’angolo – per fortuna -

4.    Chi è l’artefice dell’artwork, cosa rappresenta esattamente?

Il nostro carissimo amico Davide Nadalin di Nerve Design ha creato questo piccolo capolavoro; negli anni ero rimasto sconvolto dai suoi lavori con Nile, Legion Of The Damned, Threshold e lo abbiamo voluto avere ad ogni costo. Le fiamme nell’artwork fanno parte di noi, del nostro essere così diretti e senza tanti fronzoli, ma la bellezza di questa cover, esplode completamente nei due visi sofferenti che pare come se vedessero dentro alla profondità di questo lavoro.

5.    Le tracce presenti in “Beyond The Horizon Fragile” sono tutte nuove, oppure qualcuna è stata presa dal vostro demo targato 2008 e riarrangiata per l’occasione?

Inizialmente avrebbero dovuto comparire nell’album, tutte e 3 le canzoni del promo del 2008, ma nei mesi di lavoro successivi , abbiamo continuato a scrivere materiale sempre diverso , modificandolo e riscrivendo interamente brani più e più volte , fino ad arrivare alla sua forma completa . Abbiamo voluto mantenere Sacrifice, canzone a cui siamo legatissimi, perché è un modo molto chiaro per non rinnegare tutto quello che è stato fatto negli ultimi anni, e d’altra parte è anche un modo per aprire nuove porte, con questo sound fresco e moderno che stiamo tirando fuori

6.    Voi vi definite Heavy Melodic Metal / Core, secondo me la vostra musica oltre ad avere la tipica caratteristica dell’heavy classico, ha delle parti di thrash moderno che evocano un po’ i The Defaced…. mi sono sbagliato?

La tua definizione mi fa moltissimo piacere in quanto è molto simile a quello che ci sentiamo di avere. Obiettivamente suoniamo heavy metal, attingendo però a piene mani da spunti più moderni, che siano break down core oppure arrangiamenti vocali molto vicini al rock americano. A mio parere c’è un bel mix di tante varie influenze e stili, che mescolati insieme appunto, creano tutto quello che è il sound di Beyond The Fragile Horizon

7.    Ci puoi anticipare qualcosa sui prossimi album dei Secret e Bejelit?

Con Secret Sphere siamo agli sgoccioli ormai… entreremo in studio a brevissimo per questo nuovo album che segnerà molti cambiamenti nel nostro sound, ma , concedimelo, non vorrei rivelare troppi particolari. Posso solo dire che c’abbiamo messo il cuore e il risultato è un disco trascinante ed emozionante. E così forte che lo considero senz’ombra di dubbio uno dei capitoli più riusciti della storia Secret.
Per quel che riguarda Bejelit invece, anche lì siamo in punto d’arrivo, in quanto stiamo concludendo proprio in questi giorni le registrazioni dell’album e ne siamo davvero entusiasti… all’interno c’è un po’ di tutto e sono sicuro che sarà un disco molto apprezzato, o almeno lo spero ahah.

8.    Baker Team Records mi suona nuova come etichetta e suppongo sia molto piccola. Come è nato il contratto con loro? Soddisfatti del loro operato?

Conosciamo bene i ragazzi della Baker Team e oltre ad essere persone professionali e ricche d’esperienza, stiamo vedendo con i nostri occhi tutta la loro voglia di portare The Ritual il più in alto possibile, con una promozione ben studiata e tanto tanto entusiasmo. Non potevamo chiedere di meglio per il nostro debut-album.

9.    Suonerete dal vivo per sponsorizzare BTHF?  Grazie, lascio a te le considerazioni finali…

Certo, stiamo cercando di fare un buon lavoro di promozione soprattutto in quell’ottica e quindi… suonare, suonare, suonare… siamo al primo album e abbiamo bisogno di far girare il più possibile il nostro nome!
Ringrazio te Ermanno per il tempo concessoci! Un saluto a tutti i lettori e speriamo vivamente che Beyond The Fragile Horizon vi trasmetta anche solo una parte delle emozioni che abbiamo provato nel registrarlo, nel comporlo e nel pensarlo. Ci vediamo on stage!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Eldritch – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Power metal, Progressive


Con immenso piacere intervistiamo un gruppo icona del prog metal italiano, Eldritch, una band che ha regalato tante emozioni dal 1991 ad oggi. Fuori da pochi giorni con il nuovissimo “Gaia’s Legacy”, scopriamone le peculiarità sotto la loro ottica

Risponde Eugene Simone (chitarra solista)

 

1. Lieti di poter intervistare una band che ha dato tanto al progressive italiano, benvenuti sulle nostre pagine ragazzi

Eugene: Grazie!

2. Tre anni fa, “Live Quake” a sugellare i vostri lavori registrati fino al 2007, oggi, vi riaffacciate sulla scena con il nuovo Gaia’s Legacy, come mai la gestazione dell’album ha richiesto questo lasso di tempo, tra le vostre uscite solo fra “El Nino” e “Reverse” sono passati tre anni… per gli altri lavori siete stati sempre più rapidi

Eugene: In realtà non si è trattato di una decisione presa a tavolino. L’attività live, alcuni avvicendamenti nella lineup e l’idea di dare un’ennesima svolta al sound, ci hanno spinti a reinserire le tastiere. A seguito di questo ci siamo dedicati al nuovo disco con la massima calma in modo da dare modo al nuovo entrato (Gabriele Caselli) di inserirsi e riuscire a tirare fuori quanto di meglio potevamo, senza scadenze.

Tutto questo ovviamente ha richiesto del tempo che si è tradotto in circa tre anni dall’uscita di Livequake. Anche tra Reverse e Portrait Of The Abyss Within successe una cosa analoga e infatti trascorsero tre anni prima dell’uscita di quest’ultimo. Per gli album successivi, trovata una certa stabilità, siamo stati molto più rapidi.


3. Secondo voi, quali differenze sostanziali si scorgono tra il nuovo e i precedenti act

Eugene: Credo di poter dire che Gaia’s Legacy si avvicina molto di più alle nostre prime cose piuttosto che alle ultime. Tutto l’album contiene pezzi molto complessi sia negli arrangiamenti che nella struttura ritmica. Un pò come è sempre stato nel DNA dei primi Eldritch.

Neighbourhell e Blackenday sono molto più diretti, all’epoca volevamo realizzare qualcosa più catchy in sede live ma la nostra vera essenza è sempre stata quella di riuscire a non essere mai scontati. Ritengo Gaia’s Legacy il nostro album più maturo in quanto riesce a fondere melodia e aggressività con grande impatto pur essendo un disco piuttosto tecnico e articolato.

4. Devo dire che il pezzo apripista “Deviaton” è fulminante, una fortissima carica adrenalinica che in sede live saprà creare un vero sconquasso, concordate?

Eugene: E’ uno dei pezzi su cui puntiamo maggiormente infatti. E non è escluso che sarà tra i candidati per un prossimo ipotetico videoclip. Abbiamo già avuto modo di proporlo dal vivo al Progpower USA e farà parte sicuramente del nostro liveset per un bel pò di tempo.

5. Gaia’s Legacy è un concept? Guardando il bellissimo art work e dal video che gironzola in rete da qualche giorno, deduco che i testi siano incentrati sui problemi principali che l’uomo ha inferto alla terra in nome del progresso.. inquinamento in primis…

Eugene: Si è proprio così. Tengo però a precisare che il nostro non è affatto uno slogan politico. Spero vivamente che non venga inteso come tale. Semplicemente una presa di coscienza di quanto sta accadendo ultimamente e di quanto purtroppo probabilmente accadrà.

E’ un problema di cui ancora forse si parla troppo poco…o meglio, se ne parla ma ancora sembra che poche persone stiano davvero realizzando quali siano le dimensioni dei danni che sta subendo il nostro pianeta e soprattutto quali siano le dimensioni delle conseguenze di tali danni…abbiamo sentito l’esigenza di affrontare queste tematiche piuttosto che situazioni interpersonali come fatto nei precedenti lavori.

6. Come anticipato, in rete possiamo già vedere il videoclip di “Everything’s Burning”, come mai è stato scelto questo pezzo per la presentazione di “GsL, quanto è importante secondo voi il riscontro pubblicitario che può portare un video

Eugene: Abbiamo scelto Everything’s Burning perchè è il pezzo dell’album che rappresenta in modo estremo il nostro lato più tecnico e aggressivo sebbene abbia un ritornello piuttosto immediato. Da un immagine forte di quello che esprimiamo nei testi ma anche di quello che è presente musicalmente nel cd.

Mi rendo conto che sia un pò azzardato scegliere un pezzo come questo come primo video, avendone altri molto più melodici a disposizione. Ma come penso ormai un pò tutti sanno, a noi è sempre piaciuto azzardare hehe…al giorno d’oggi grazie ad internet anche il videoclip può avere la sua importanza. Chiunque ha la possibilità di vedere e sentire la band in qualsiasi momento senza dover aspettare le ore notturne per vedere i video metal in TV come succedeva qualche anno fa…

7. Cosa ha scaturito il passaggio da Limb Music a Scarlet Records?

Eugene: Con LMP non eravamo più in sintonia su vari fronti…anzi forse non lo siamo mai stati. Ci sono stati problemi per la realizzazione del Livequake che ci hanno creato non poche rogne di cui preferirei non parlare. Abbiamo realizzato il master per poi mandarlo in giro alle etichette europee più accreditate, Scarlet compresa. Ad essere sinceri un paio di etichette piuttosto importanti si erano fatte avanti ma la Scarlet è stata la più concreta e non abbiamo esitato a firmare con loro, visto anche l’ottimo supporto che danno alle proprie band.

8. Siete giunti all’arrivo dei venti anni di carriera, come ricordate i vostri esordi e le prime realese? Come è cambiata la scena in tutti questi anni secondo voi, in meglio o in peggio?

Eugene: Ovviamente abbiamo un fantastico ricordo del periodo dei nostri esordi. Dalla realizzazione dei primi demo, alle prime release discografiche coincise col primo tour europeo di supporto agli Angra che ritengo sia stato il momento in assoluto che ricordo con maggior nostalgia. La cosa bella è che nonostante ci siano state anche pagine meno belle in tutti questi anni, il pensiero va sempre e comunque ai momenti che ci hanno dato le gioie maggiori e devo dire che non sono stati pochi.

Se ti riferisci alla scena italiana devo dire che nella seconda metà degli anni 90 il metal italiano ha vissuto un momento che mai aveva vissuto prima. Più di una band ha realizzato bellissime cose e ha diviso il palco con nomi importanti della scena mondiale. Purtroppo a mio avviso dal 2000 fino a pochi anni fa, a parte i Lacuna Coil, c’è stato un visibile calo. Mi sembra di vedere però che la tendenza si sta nuovamente invertendo visti gli eventi importanti a cui alcune band italiane stanno partecipando. Spero davvero che questo momento prosegua…

9. Ci sarà un tour nazionale ed estero in supporto a Gaia’s Legacy?

Eugene: Lo spero. Stiamo lavorando con la Scarlet per il prossimo anno anche se ti confesso che sta già iniziando la stesura dei brani che probabilmente faranno parte del successore di Gaia’s Legacy…l’obbiettivo è comunque quello di continuare a partecipare ad eventi importanti come è stato a Settembre scorso in occasione del Progpower USA.

10. Congedandovi e ringraziarvi per il tempo concessoci, lascio a voi il compito di concludere questa piccola chiacchierata virtuale…

Eugene: Grazie a te! :) I responsi iniziali di Gaia’s Legacy sono ottimi, sia come critica che come vendite e il vostro supporto sarà sicuramente prezioso affinchè l’interesse verso di noi continui ad essere vivo.

 

Facebook:
http://www.facebook.com/Eldritchband?sk=info

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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Dark Age – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Gothic metal, Interviste, Progressive


Dark Age, band che nel 1991 esordì con Saturnalia. Dopo varie vicissitudini e cambi di line up, tornano con un’opera prima che ci auguriamo raggiunga il successo che merita: Teumman (part one).

1.    Benvenuti Dark Age, sono trascorsi 20 anni dal vostro unico album. Probabilmente alcuni si ricorderanno di voi ma la nuova generazione di metallari sicuramente no, volete farci un breve resoconto della vostra storia?

R: Beh che dire… il primo embrione della band prende vita nel lontano 1982 ma la prima formazione stabile è quella che ha portato alla realizzazione del primo album “Saturnalia”. E’ un disco realizzato da musicisti giovani e per certi versi inesperti, ovvio che questi difetti sono poi usciti nell’album; non vogliamo certo rinnegare nulla del passato, ma il fatto che poco tempo dopo la line up di Saturnalia ha cominciato a perdere elementi per strada è segno che alcune scelte non erano di sicuro le migliori. Abbiamo passato poi qualche anno tra vari cambi di formazione limitandoci a suonare covers fino all’arrivo di Davide alla voce. Da subito era maturata l’idea di un nuovo lavoro ma purtroppo abbiamo atteso ancora per avere le persone giuste. Eccoci quindi al 2008: Angela entra in sala prove e porta con se il fratello Carlo che si siede alla batteria… tutti pronti per Teumman.

2.    Veniamo subito a Teumman, quali differenze sostanziali si possono percepire tra questo lavoro e Saturnalia?

R: Sostanzialmente sono due lavori molto diversi tra loro e difficili da paragonare. Come già accennato Saturnalia è un lavoro che presenta dei limiti, in parte per la tenera età ed inesperienza dei musicisti, ma anche per i tempi ristretti che avevamo a disposizione per realizzarlo. Teumman è un’opera più complessa sia nella struttura che negli arrangiamenti; i temi principali e i riff sono nati sì da idee spontanee ma, trattandosi di un concept, è stato necessario impiegare molto tempo per costruire passo dopo passo ogni brano e con esso la storia che lo accompagna e curare gli arrangiamenti nei minimi particolari. Le registrazioni infatti sono durate sei mesi durante i quali si è creata un’ottima intesa con il fonico della sala d’incisione che è diventato il sesto elemento della band in quanto si è dimostrato subito entusiasta delle nostre idee aiutandoci al meglio per portarle a termine.


3.    A quanto si capisce, questa è solo la prima parte, quando potremo ascoltare la seconda parte?

R: Il materiale che avevamo pronto al momento delle registrazioni era troppo per poter stare in un unico cd quindi abbiamo pensato di dividere la storia in due parti creando così anche la suspance dell’epilogo. La seconda parte è già in lavorazione abbiamo molta “carne al fuoco” come si suol dire. Il nostro intento è di far uscire il seguito entro il 2012, salvo imprevisti, anche perché la prima parte si interrompe proprio nel pieno della tensione del protagonista, non vediamo l’ora di raccontare il finale.

4.    Il vostro progressive rock, radicato nel metal classico, ha una eleganza sopraffine e raramente alzate il tiro come in Oath. Perché questo pezzo è più “cattivo” del resto delle songs?

R: La musica nelle nostre canzoni è strettamente legata al significato del testo. Molti arrangiamenti sono stati concepiti chiudendo gli occhi e immaginando il sipario che si apre e compaiono gli attori quindi la musica fa da colonna sonora alle scene che si susseguono. Oath è il momento del patto che Teumman fa col Signore dell’Oscurità quindi il momento fondamentale della vicenda una scelta che lascia il segno come un riff “cattivo” di chitarra e un quattro quarti a martello di batteria a sostegno dell’ aggressiva linea vocale.

5.    Quali sono state le vostre maggiori  influenze che vi hanno indotto a plasmare questo sound intimista e incisivo? Non vorrei dire un’eresia, ma a mio avviso il progressive rock italiano è ben presente in voi, dico bene?

R: Hai perfettamente ragione! Il progressive rock italiano fa parte dell’infanzia di tutta la band nessuno escluso! Oltre a questo di sicuro ha influito il metal degli anni ’80, la musica classica, il prog metal moderno anche se dire con precisione quali sono state le nostre maggiori influenze è difficile date le numerose differenze tra i membri della band. Tutti e cinque arriviamo dalle più diverse esperienze musicali e quando abbiamo iniziato a lavorare a Teumman mettendole insieme si è creata una miscela che ci ha soddisfatto molto al punto che nessuno di noi cambierebbe una sola nota del cd.

6     Nella recensione  ho voluto solo accennare il concept di Teumman per lasciare un alone di mistero e curiosità, volete completare voi l’opera riassumendo il tutto?

R: Tutta la vicenda è circondata da un alone di mistero a maggior ragione la prima parte che viene interrotta proprio nel momento di massima tensione.
Il sipario si apre su un campo di battaglia alla fine di uno scontro sul quale giacciono i cadaveri di vincitori e vinti. Ma un’ombra si aggira nel silenzio in cerca di un corpo per portarlo con sé negli inferi. Il corpo è quello di Teumman, principe elamita caduto in battaglia. Egli si ritrova nel Regno dei Morti e davanti a lui c’è Oriax, un demone che gli annuncia la possibilità di evitare la dannazione eterna. Entra in scena Berkaal, il Signore dell’Oscurità, che propone al principe un patto: se accetta di tornare sulla terra e far innamorare di sé Namrad, la fedele sposa del re assiro Agares, facendo così in modo che ella perda la sua anima, avrà in cambio l’immortalità. Teumman accetta, torna sulla terra e si presenta al palazzo di Re Agares. Il Re lo accoglie come un figlio ma un oscuro presagio gli ottenebra l’animo. Una volta a palazzo il principe incontra Namrad e sente nascere un forte sentimento nei suoi confronti che lei ricambia a sua volta e subito dopo è dilaniato dal dubbio perché si sente in colpa per essere parte di questo inganno. A questo punto evoca Berkaal e gli manifesta la sua intenzione di rinunciare al patto, ma ormai non può più tirarsi indietro, non gli resta che portare a termine il suo compito… e sui violenti scambi di battute di Regret la storia si interrompe…

7    Quale è il pezzo contenuto in Teumman che secondo voi può rappresentare al meglio il vostro ritorno sulle scene con una line up rinnovata e così affiatata?

R: Risposta difficile… ognuno di noi sceglierebbe un brano diverso! Questo a testimonianza di quanto sia eterogenea la band. Se proprio dobbiamo scegliere diciamo Battlefield. E’ il brano che per noi ha maggiore significato sia perché segna l’inizio della storia sia perchè è stato il primo brano al quale abbiamo lavorato insieme, suonarla dal vivo ci emoziona ogni volta.

8    Avete in programma dei live in supporto al nuovo album?

R: Pensa che il cd è uscito il 13 maggio e il 14 abbiamo avuto la data di presentazione. Tempismo perfetto! E da li non ci siamo più fermati fino a fine agosto, adesso stiamo pianificando alcune serate per la stagione invernale anche se vogliamo rallentare un po’ la frequenza per lasciare lo spazio al completamento della “part 2”.

9    Quello che abbiamo potuto ascoltare è materiale dopo la reunion, oppure qualche song è stata concepita in passato e riarrangiata per l’occasione?

R: Possiamo dire che in realtà non si tratta di “ reunion” in quanto la band è comunque rimasta attiva in tutti questi anni nonostante l’avvicendamento di diversi musicisti. L’idea di quest’opera è nata nelle menti di Davide e Simone e qualche tema risale a parecchi anni fa, tuttavia ascoltando quei primi riff rispetto al risultato finale è più corretto dire che il lavoro più grande è stato svolto dall’attuale formazione.

10    Siamo in chiusura….
In bocca al lupo, a voi le considerazioni finali…

R: crepi il lupo! Ti ringraziamo per la chiacchierata. Vogliamo solo aggiungere che cercheremo mantenere l’impegno di esibirci il più possibile in live che è il nostro divertimento maggiore anche perché pensiamo che dal vivo si possa trasmettere la vera anima di Teumman. Siamo coscienti che il periodo non è dei migliori, viviamo in un’epoca dove gli spazi per suonare sono limitati, ma confidiamo nel fatto che ci siano ancora persone che supportano la musica originale.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Loreweaver – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste, Progressive


Loreweaver, band alessandrina che, a mio avviso, potrebbe rendere vita difficile a mostri sacri del progressive metal internazionale. Imperviae Auditiones , un capolavoro che lascia a bocca aperta  e quindi da non lasciarsi scappare: un lavoro che consigliamo per chi fosse stato deluso dagli ultimi Dream Theater (se mai c è ne fosse uno), e anche per chi vive in funzione di essi…

1.    Benvenuti ragazzi, esprimendo tutto il nostro entusiasmo per l’ascolto di Imperviae Auditiones , vi chiediamo di iniziare con una biografia di presentazione

Lorenzo: Il nostro progetto musicale prende il via nel 2008, quando Barbara Rubin si unisce al nucleo già formato precedentemente con lo stesso nome da Francesco Salvadeo (chitarre), Giordano Mattiuzzo (basso) e Lorenzo Marcenaro (tastiere), già compagni di band negli anni passati. Gli sforzi della band si indirizzano da subito verso la composizione di brani originali di stampo Progressive-Metal, nei quali le varie influenze e personalità dei vari membri hanno trovato spazio per creare una musicalità il più possibile personale, con lo scopo di raggiungere un sound contemporaneamente evocativo ed aggressivo. La band registra nel corso del 2008 il suo primo lavoro IMPERVIAE AUDITIONES, completando  nel frattempo la sua line-up attuale, con l’ingresso di Claudio Cavalli (batteria), musicista molto versatile e con numerose esperienze live e in studio di registrazione come session man.

2.    Imperviae Auditiones  è stata per me una folgorazione, mi è sembrato di ascoltare When Dream and Day Unite, Images Words (in piccole dosi ndr.) e l’ultimo Black Clouds & Silver Linings messi insieme: energia, entusiasmo e tecnica sopraffina come se fosse già il quarto o quinto lavoro in studio.  Se non ho capito male il tutto era già pronto già da tre anni, giusto?

Francesco: innanzitutto ti ringrazio per la comparazione, sono tutti grandi album, ed è per noi un onore che si possa paragonare il nostro lavoro a grandi opere come queste!!!! Imperviae Auditiones in effetti era pronto da un pò, diciamo che le registrazioni sono state ultimate a ottobre 2008, il mix a gennaio 2009 e il mastering definitivo del lavoro è stato ultimato a marzo del 2009… sembra un periodo lungo, pero a conti fatti il tempo impiegato è stato di circa 45 giorni….. pensa che Barbara ha cantato tutte le parti in 1 giorno e mezzo!!!!

3.    Chi è l’autore dei testi, su quali argomenti sono incentrati?

Giordano: Per il nostro album di debutto non c’è stato un principale autore dei testi. Tutti hanno contribuito alla loro stesura. Nella fase finale della realizzazione, chi  forse è stato più ispirato ed ha avuto una spinta in più come autore è stato il
nostro tastierista Lorenzo. E’ stato comunque un lavoro collettivo. Individualmente è stata scritta una stesura di base che in seguito è stata discussa e lavorata con la band e, in fine, con Barbara che ha dovuto adattarla alle linee melodiche.
Per quanto riguarda gli argomenti trattati, non c’è un vero e proprio filo conduttore, sono tutti incentrati su particolari stati d’animo o argomenti che frullavano nella testa di chi scriveva. Scendendo un po’ nel dettaglio possiamo dire che “Dead Man Walking” tratta il tema degli ultimi pensieri di un condannato a morte prima dell’esecuzione. “Ultraworld” cerca di descrivere gli stati d’animo di una persona sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.  “Avoid Feelings” descrive il cambiamento di una persona che, disgustata dall’insensibilità e dall’indifferenza della gente, si ritrova  a diventare come le persone che detestava. “That Night”  di una ragazza che subisce violenza da una persona che ammirava e di cui si fidava. Si può notare quindi, che gli argomenti variano ma parlando della personalità e dei sentimenti umani, nel bene e nel male.

4.    Come nasce una vostra canzone, prima sound o testo?

Barbara: direi che nella quasi totalità dei casi, nasce prima la musica, anche se, essendo composizioni abbastanza complesse, richiedono tempo per lo sviluppo dei temi e dell’arrangiamento. In questo frangente  la musica aiuta a far emergere sensazioni e pensieri dai quali i testi possono prendere spunto. Le linee vocali per noi, fino ad oggi, sono sempre arrivate dopo i testi, per cui direi che dopo una prima partenza strumentale, il lavoro musicale e quello letterario procedono di pari passo.

5.    Descriveteci il vostro art work

Francesco: L’idea di base è quella di sintetizzare quello che può essere la “fatica cerebrale”, cioè le situazioni psicologiche ed emotive di cui si parla in molti testi ma anche l’”impegno nell’ascolto” di un’opera musicale. Da qui l’idea della testa umanoide attraversata da lampi di genio ma anche da momenti di dolore (il colore rosso sangue).

6.    La vostra tecnica compositiva è di alto livello, spero concordiate con me che si possa decretare la voce di Barbara come la ciliegina sulla torta: oltre ad essere splendida, emana sensazioni calde e abbraccia molto lo stile americano, concordate?

Lorenzo: Barbara è entrata nella band quando l’album era in fase di registrazione avviata. Nonostante fosse molto impegnata nella realizzazione del suo album solista si è gettata anima e corpo nella realizzazione delle linee vocali…che a volte sono state realizzate in maniera sorprendente, lontane da come gli altri membri della band le avevano immaginate. Barbara è in grado di spaziare da sonorità molto dolci ad altre assai dure…e a fondere questi elementi!
In quanto allo stile, ha una formazione classica come strumentista, ma è reduce da anni di attività in cover band che presentavano proprio il genere hard-rock americano.

7.    Quali sono i tre album progressive metal che ha scatenato in ognuno di voi la totale devozione per queste sonorità?

Giordano: Per quanto mi riguarda non si può parlare di totale devozione per il genere progressive, penso che basti guardare le influenze di ognuno di noi per poter affermare che siamo attratti anche da altre sonorità. Se dovessi citare i miei album preferiti di sempre sicuramente sarebbero pochissimi tra loro quelli di una band progressive metal. Tra questi comunque non mancherebbero di certo lo scontatissimo “Images and Words” e “The Odissey” dei Symphony X. A questi,  sempre per quanto riguarda il genere progressive, potrei aggiungere “Celestial  Entrance” dei Pagan’s Mind.

8.    Avendo associato il vostro stile a quello dei Theater, vorrei sapere cosa ne pensate dell’uscita di una leggenda come Portnoy e l’entrata di Mangini. Questo evento comporterà drastici cambiamenti o rimarrà tutto come prima secondo voi?

Claudio: Sicuramente Mangini è uno dei batteristi migliori al mondo e a livello musicale i DT non potranno che giovarne…ma Portnoy era molto più che un musicista, era un personaggio a tutto tondo e un catalizzatore delle attività della band e delle esibizioni dal vivo…per questo un po’ ci mancherà.

9.    Come è nato il contratto con SG Records, soddisfatti del loro operato?

Barbara: il contratto con SG nasce da 2 anni di intenso corteggiamento, da parte nostra … scherzo! Come dicevamo, Imperviae Auditiones è stato registrato nel 2008 e terminato nel 2009. Una volta ultimato il mixaggio abbiamo cominciato la ricerca di un’etichetta che si occupasse del nostro lavoro ed abbiamo contattato SG Records, la quale si era mostrata interessata ma che aveva già completato il carnet di album da pubblicare nel 2010. L’anno scorso per noi è trascorso con concerti, un certo numero di Airplay radiofonici tra Europa e USA, su: La Grosse Radio (France), Heavymetal.lu (Luxemburg), Rosa FM (Netherland), Radio Caroline (UK), The Autopsy Report (UK), The Mental Metal Show (USA), CKCU FM (Canada), e altre. ed alcune recensioni molto positive come demo, così un anno dopo ci siamo riproposti ad SG che ha deciso di includerci tra i lavori da pubblicare nel 2011. Fin ora abbiamo avuto modo di apprezzare il modo in cui il nostro disco è stato presentato e messo sul mercato dalla nostra etichetta. Siamo molto fiduciosi e speriamo di corrispondere il loro, con il nostro impegno. Per ora abbiamo cercato di farlo presentando l’uscita del disco al Fused Festival di Lydney (UK) lo scorso 3 Aprile.

10.    Siamo alle conclusioni, lasciamo a voi le battute finali…
Buona fortuna per tutto, continuate così!

Claudio: Grazie infinite per gli auguri e ovviamente anche per lo spazio che ci avete dedicato. Cercheremo di fare del nostro meglio! Un saluto a tutti i lettori con la speranza che ci concedano un ascolto!
Ciao a tutti, speriamo di incontrarci ad un nostro concerto!!! A presto!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Anthems Of Steel – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, death metal, Interviste, Power metal, Progressive


Ottimo ritorno quello degli Anthems Of Steel, capitanati dal vocalist e chitarrista Luca Fadda. “Dark Shadow Within” è un ep dalle grandi potenzialità!

Alle domande risponde l’intera band…

1.    Benvenuto Luca, cominciamo con una sintesi biografica della tua band, non sono riuscito a capire la vostra provenienza

Ciao Ermanno innanzitutto grazie mille per questo spazio che ci stai dedicando!! Noi ci siamo formati nel 2010 abbiamo registrato praticamente subito Inside Human Thoughts e dopo alcune date importanti ci siamo rimessi a lavoro per Dark Shadow Within.

2.    Quali differenze sostanziali possiamo scorgere tra Inside Human Thoughts e Dark Shadow Within? Come letto nella bio, i due ep sembrano essere collegati fra loro, giusto?

Bè tra i due  la prima differenza evidente che si sente è la produzione e la qualità audio infatti il secondo è decisamente superiore rispetto al primo…Esatto gli Ep sono uniti dalla storia del concept album.


3.    Chi è la penna del gruppo?

Diciamo che finora la maggior parte dei pezzi sono stati composti da Luca a livello di struttura e testi, e poi adattati dalla band in studio.

4.    L’artwork è molto bello, moderno e un po’ gothic allo stesso tempo, chi è l’artista?

L’ artista è Carlos Fides, un eccellente grafico che ha fatto un lavoro di cui noi siamo molto soddisfatti.

5.    La mistura di progressive, classic metal e una piccola farcitura di death, si sono rivelate scelte vincenti. Vi è la sensazione di ascoltare Crimson Glory e King Diamond in chiave più estrema, concordi?

Non concordiamo, noi ci rifacciamo a gruppi di stampo più moderno come Arch Enemy , Lamb of God, Opeth, Edguy, primi Helloween e gli immortali Iron Maiden!!

6.    Come mai solo tre pezzi, di cui un riarrangiamento del precedente ep, e non arrivare almeno a cinque brani per dare più carne al fuoco all’ascoltatore?

Dark Shadow Within non è propriamente un EP , ma un’ anticipazione dell’album che pubblicheremo in futuro.

7.    Dopo due ep spero sarà la volta di un vero e proprio full lenght, qualche anticipazione a riguardo?

L’album vero e proprio verrà pubblicato prossimamente, stiamo lavorando sugli ultimi ritocchi.

8.    Avete programmato dei live in supporto a DSW?

Si , attualmente questa estate abbiamo in programmazione un tour in Sardegna che partirà il 23 di luglio,
dove apriremo il concerto dei Sadist allo stadio comunale di Thiesi.

9.    Soddisfatti di come sono andate le cose fino a questo momento? Due anni di attività e già due ep all’attivo, non male direi! Nessuna etichetta si è fatta avanti fino a questo momento?

Siamo parecchio soddisfatti, considerando che la nostra prima data è stata ad Arezzo come ospiti del Metal Arezzo Festival e nella seconda abbiamo aperto il tour di Pino Scotto in Sardegna. Inoltre le riviste metal nazionali hanno dato voti molto soddisfacenti al nostro primo Ep. Ultimamente abbiamo avuto diversi contatti ma nulla di definitivo all’orizzonte.

10.    Siamo alle conclusioni, lasciate un messaggio conclusivo ai nostri lettori…

A tutti i lettori di Eraskor.com un saluto e un ringraziamento per aver letto la nostra intervista. Vi invitiamo ad ascoltare sul nostro Myspace i nostri brani  www.myspace.com/anthemsofsteel e a visitare il nostro canale Youtube  www.youtube.com/AnthemsOfSteel, ci trovate anche su FaceBook !!!

Grazie a Tutti \../ Steel On Brothers \../

(A cura di Ermanno Martignano)

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Members Of God – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Progressive


Members Of God, band christian metal proveniente da Salerno con un primo lavoro intitolato Ten Talking Words. Sentiamo come si è creata questa coesione sonora…

1. Benvenuti ragazzi, presentazioni di rito…

Innanzitutto è un piacere essere quì! Come hai introdotto, noi siamo i Members of God. Veniamo da parti diverse ma relativamente vicine l’una all’altra: Enzo, il cantante da Gragnano, Antonio (chitarrista), Jahn ( Bassista) e Roberto (Tastierista), essendo rispettivamente fratelli e cugini tra loro,dallo stesso paese,ovvero Casalvelino Marina. Raffaele (Batterista) da Salerno.
Ci presentiamo come progressive metal band, ma preferiamo porre avanti a tutto il fatto che siamo una christian band. Ci riteniamo umili messaggeri di Dio e come è inevitabile notare dal look del cantante, ‘impersonifichiamo’ nostro Signore Gesù Cristo il Nazareno che porta il Suo messaggio sulla terra; un’ulteriore evangelizzazione attraverso un mezzo, o meglio, un genere all’apparenza anomalo a tale scopo: il METAL. A riguardo noi crediamo che Cristo in sé sia Metal nel Suo messaggio, che fonda nella Sua Parola una così dire, violenza/dolcezza, che ha il potere di ottenere ottimi riscontri in chi davvero ascolta.
Ci dà fastidio considerare la Sua figura, come quella di un mite pastore che in maniera cheta, infondeva il Suo messaggio al popolo. Il suo spirito polemico nonché provocatorio, non lascia spazio ad un’ideologia buonista che sfocia in un moralismo davvero poco pratico, come è mostrato nella maggior parte dei casi. Cristo è un maestro che noi abbiamo scelto di seguire e che, nonostante i nostri continui errori, ci porterà con Amore ad abbracciare anche coloro che non hanno avuto la fortuna di ‘conoscerlo’.

2. La vostra band si è formata nel 2009 ed anche i pezzi sembrano appartenere a quell’anno, tuttavia leggendo la biografia risultano rivisitati poco fa, giusto?

Infatti. Il lavoro è stato realizzato in primis da Enzo, il cantante, il quale ha presentato un abbozzo ben delineato del disco. In seguito, ogni membro ha potuto mettere del suo in ogni brano.
È nato un forte feeling, innanzitutto a livello umano tra tutti noi. Musicalmente ci siamo lasciati influenzare l’uno dall’altro come una vera band e il resto è quello che potete ascoltare e quello che ascolterete nei lavori futuri!

3. Solitamente cerco di inserire qualche accostamento al sound che sto ascoltando, nel vostro caso mi vengono in mente solo i Shadow Gallery. Quindi possiamo dire che siete stati ispirati da loro, oppure unicamente dalla vostra devozione cristiana?

Effettivamente non si può dire che i brani non siano stati per lo meno tamponati da quel marchio lì. Del resto è una band che è molto cara al cantante e che il resto della band apprezza molto. Quando scriviamo musica però cerchiamo sempre si assomigliare poco a quello che ascoltiamo, anche se inevitabilmente spesso non si riesce a nasconderlo.
Essendo un concept musicale ‘Ten Talking Words’, ha preteso l’intreccio stretto tra parole e musica e spesso la realizzazione dei brani è partita dal testo. Di conseguenza la nostra devozione è stata fautrice portante della realizzazione dell’album.

4. Ten Talking Words, cosa vuole essere, un lungo viaggio per cercare di diffondere la parola di Dio? Quale concetto volete esprimere esattamente, ci fate un Track by Track?

Il concept è una personale, ma oggettiva analisi dei 10 comandamenti, intesi come Dio ha sempre voluto, come consigli che rendono la vita veramente ricca di gioia ed amore.
Ti narro brevemente la trama dell’album che vede Cristo sulla terra nel 2011 che si fa spazio nel cuore dell’uomo, logorato ed infestato dal marciume del vivere quotidiano, attraverso un terremoto, come introduce ‘Someone Knows’, il secondo brano dell’album.
Esso viene a predicare il senso di come gustare se stessi ed il rapporto con gli altri, nonché il senso della vita di ogni uomo. Le grandi istituzioni, inevitabilmente lo notano e gli propongono di prendere capo alla loro organizzazione come leader,che possa portare finalmente ordine nel mondo, ma Lui non si lascia comprare. Rifiuta l’ipocrisia di quelle istituzioni, proclamando il Suo messaggio, come libero di poter essere compreso, usato ed interpretato anche da un genere così ribelle come l’Heavy Metal.
In breve alcuni messaggi del disco.
In ‘The Sense’, il testo vede Cristo porre una serie di domande sul senso della vita, su come si possa gettarla via, a favore di un arrivismo materialistico, che impoverisce così tanto la nostra anima. Il desiderio di possedere bei vestiti, gioielli, tanti soldi; desiderio dettato dalla nostra ambizione che ci fa dimenticare il vero senso della vita, quello grazie al quale davvero potremmo cancellare le nostre ansie, liberandoci per sempre dalla più comune schiavitù umana. Nonostante le tue imperfezioni, Lui ti ama ed è l’unico che ti capisce. La magica e meravigliosa acqua, in ‘Magical Water’ è intesa come elemento indispensabile alla vita, accostato al significato che Cristo ha per la tua. Nella tua umiltà, nei tuoi errori, puoi essere scelto ed essere il Suo favorito.

5. Nessuna etichetta si è fatta avanti nei vostri confronti? La qualità del lavoro la ritengo molto elevata, qualità che si apprezza sempre più ad ogni nuovo ascolto..

Beh, proprio per scaramanzia volevamo tenere ancora per noi la notizia ma io credo che proprio con l’intervista che ci tu ci hai proposto, possiamo dire abbiamo firmato con una label estera. Speriamo di poter lavorare bene con loro nel prossimo futuro!
Grazie per la considerazione positiva al disco. Credo che come ogni disco progressive, tanto più che sia un concept, siano necessari più ascolti per poter assimilare il vero messaggio.
Noi stessi compositori, possiamo apprezzarlo ascolto dopo ascolto, potendolo analizzare ogni volta da angolazioni differenti, in base all’umore o allo spirito d’ascolto!

6. Credere in una qualsiasi tipo di religione? Secondo voi oggi come oggi quanto ci rende liberi o schiavi il proprio credo?

Riguardo la mia religione, credo che ci liberi dalla schiavitù della quale siamo vittime. Seguire un idolo, creato dalla nostra voglia di assomigliare, ci rende schiavi, ma in Cristo si può trovare tutto il necessario per una vita piena di gioia. Stressare la nostra esistenza seguendo ansie, ossessioni, incertezze rende la nostra vita un inferno, ma in Lui possiamo trovare rifugio perché possiamo essere sempre noi stessi e con le nostre imperfezioni, ci accetterà sempre. Insomma, il Paradiso è qui e non ce ne si rende conto!

7. La lotta tra il bene e il male credo sia un qualcosa che non finirà mai, da parte vostra cosa pensate di tutte quelle band death e black metal che fanno parte di questo panorama?

Anche se non è un genere che prediligiamo, il death, è un panorama musicale interessante ed è stato comunque analizzato con attenzione da noi tutti. Come si suol dire, quando non sboccia nulla, vuol dire che non era amore. Il Black invece, essendo molto più sinfonico, musicalmente è molto più interessante, ma le tematiche sono davvero distanti dal nostro pensiero. Crediamo che spesso, si possa rappresentare una tematica solo per moda o per il gusto di trasgredire, come nel caso di molte band sataniste. Ovvio che ci sono band convinte in modo fermo, di propagandare il proprio credo. Comunque sia, noi Members of God, abbiamo intrapreso questo percorso come scopo di vita.

8. State suonando dal vivo?

Per adesso no. Abbiamo fatto un paio di uscite, ma niente di entusiasmante, dato che stiamo trattando il lato diciamo così, burocratico del progetto. Dopo l’estate legateci perché saremo ovunque!

9. Progetti futuri….

Abbiamo solo intenzione di lasciarci conoscere e seguire dalla gente che apprezza il nostro stile e magari il nostro messaggio. Siamo consapevoli del fatto che il Cristianesimo è una religione non molto conforme alla gente metallara e ribadisco, perché non conoscono il suo vero messaggio. Speriamo comunque di poter attirare attenzione e lasciar loro interessare del Cristo Metal che è in ognuno di noi!

10. Grazie per essere stati con noi, a voi le considerazioni finali.

È stato interessante rispondere al questionario che ci hai sottoposto!
Speriamo di non aver annoiato i lettori e soprattutto di aver suscitato almeno un minimo di curiosità riguardo al nostro progetto. Per qualsiasi chiarimento basta contattarci.. internet è diramato davvero bene!
Lode a Cristo e al Metal people !

(A cura di Ermanno Martignano)

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