Grievers – Reflecting Evil (Punishment 18 Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


GRIEVERS – Reflecting Evil (Punishment 18 Records 2010)

Trovarsi di fronte a cd così coinvolgenti sapendo che è un debutto discografico, non fa che accrescere l’entusiasmo per questo “Reflecting Evil” dei milanesi Grievers.

La band, formatasi nel 2008, dopo un promo di 3 pezzi  e un cambio di line up, trova la sua perfetta collocazione in un coinvolgente e cattivo melodic death metal alla Dark Tranquillity, stile “The Gallery e In Flames  sulla scia di “The Jester Race” per via delle linee melodiche che si fanno  amare sin dal primo ascolto.

Otto sassate colme di riff nervosi e melodia di alta classe a non finire molto classic metal, fanno di questo dischetto una piccola gemma sonora. Poco altro da dire, il suddetto genere in questi anni, ha sicuramente saturato la scena, ma se non potete fare a meno delle sonorità svedesi, i Grievers sapranno soddisfare i vostri padiglioni auricolari!!!!

VOTO: 80/100

Tracklist:
1.    Universe
2.    A Untruthful Shape
3.    Concept Of Wisdom
4.    Born Again
5.    Reflecting Evil
6.    Something Beyond
7.    Living Paradox
8.    One God In The Space

Line Up:

•    Mike – Voce
•    Rob – Chitarra
•    June – Chitarra
•    Luke – Basso
•    Syra – Batteria

Discografia:

•    Promo (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

Iron Maiden– The Final Frontier (Emi Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


IRON MAIDEN – The Final Frontier (Emi Records 2010)

Ricordo ancora come se fosse oggi.. quell’estate del 1989, quando nel lato b di una musicassetta (le ricordate? ndr)  ascoltai per la prima volta “Run to the hills”, “The number of the beast” e “Halloweed be thy name”, tracks che sconvolsero la mia vita da metalhead alle prime armi, e che mi diedero occasione di iniziare ad osannare la grande “Vergine di Ferro”, giunti ormai al loro terzo album”.

Da quell’estate sconvolgente, per il sottoscritto sono passati 21 anni. 30 anni di attività per quella che è diventata la band heavy metal più famosa al mondo, tra alti e bassi possiamo finalmente ascoltare il loro quindicesimo studio album, suscitando ancora nei fans di tutto il globo lo stesso interesse di allora… anche se pur con svariate polemiche per chi non riesce a digerire la svolta più progressiva della band.

The Final Frontier, un album che a distanza di quattro anni, convince sicuramente di più del suo predecessore ”A Matter of Life and Death”. Nel nuovo capitolo si scorge un certo ritorno qua è là al loro classico trademark, ma che rimane ugualmente ancorato a quella che possiamo considerare la  vicinanza al prog oriented, avvenuta con “Brave New World”. Inoltre, album che dopo 8 anni, la band ha visto il rientro dietro ai microfoni di Bruce “sirena” Dickinson.

Le situazioni che mi hanno lasciato perplesso, sicuramente sono, “Satellite 15…” un intro narrato ma a dir poco musicalmente stranissimo ed un Dickinson che si rivela raramente la vera sirena di una volta. Inoltre l’artwork, fumettisticamente parlando, mi piacerebbe ritrovarlo più sullo stile anni ottanta!

Come già dimostrato nelle precedenti release partorite dal 2000 ad oggi, i brani continuano ad essere molto lunghi (si parte da un minimo di 4:28 a 11 minuti, superando i 70 minuti di ascolto) e in alcune song, più articolati, rimanendo di facile presa come da consuetudine.

Dopo un inizio altalenante con una “scontatella da classico apripista” The Final Frontier , si prosegue con la non incalzantissima Eldorado, i pezzi crescono di qualità man mano che i minuti passano e quelli che meritano un elogio in più, sono sicuramente Mother of Mercy, Coming Home, The Alchemist, Isle of Avalon e Starblind (l’ultima citata rimembra i fasti di somewhere e seventh son..), per continuare poi con The Talisman (più rock oriented), la bellissima The Man Who would Be King e la conclusiva When The Wild Wind Blows.

Concludendo, un album che ha già convinto in molti piazzandosi nelle classifiche più alte di vendita (America 4 posto nella prima settimana e 1 in Italia), ma che da una parte, continua a spiazzare altri….a voi l’ardua sentenza!

VOTO: 85/100

Tracklist:

1. Satellite 15… The Final Frontier
2. El Dorado
3. Mother Of Mercy
4. Coming Home
5. The Alchemist
6. Isle Of Avalon
7. Starblind
8. The Talisman
9. The Man Who Would Be King
10. When The Wild Wind Blows

Line Up:

•    Steve Harris – basso
•    Bruce Dickinson  – voce
•    Dave Murray – chitarra
•    Adrian Smith – chitarra
•    Janick Gers – chitarra
•    Nicko McBrain – batteria

Discografia:

•    Iron Maiden (1980)
•    Killers  (1981)
•    The Number of the Beast  (1982)
•    Piece of Mind  (1983
•    Powerslave  (1984)
•    Somewhere in Time  (1986)
•    Seventh Son of a Seventh Son  (1988)
•    No Prayer for the Dying  (1990)
•    Fear of the Dark  (1992)
•    The X Factor  (1995)
•    Virtual XI  (1998)
•    Brave New World  (2000)
•    Dance of Death  (2003)
•    A Matter of Life and Death  (2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Gabriele Bellini – Human’s sound signal (Pirames International/Lost Souund/Self 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Recensioni


GABRIELE BELLINI – Human’s sound signal (Pirames International/Lost Souund/Self 2010)

Gabriele Bellini, artista poliedrico che raccoglie nella sua musica innumerevoli contaminazioni e svariati generi come rock, metal, pop, fusion, sperimentazioni varie…

Chitarrista che ama circondarsi in molteplici collaborazioni e dare sfogo alla sua libertà compositiva non imponendo limiti alla sua creatività. 14 pezzi che mettono in luce i vari aspetti della personalità mutabile di questo chitarrista, pezzi ora acustici, ora graffianti, ora pop, ora rap, e contaminati da vari inserimenti elettronici quasi “allucinogeni”.

Un album geniale e difficile da inglobare nei primi ascolti, (al primo ascolto lo avevo bocciato senza mezzi termini, ma ho dovuto ricredermi ndr) e che soddisferà solo menti aperte alla sperimentazione più viscerale e non chi cercherà in esso immancabilmente, strofa e ritornello.

Voto: 70/100

Tracklist:

1. From out of nowhere (F.N.M. tribute)
2. World Breath (Radio edit)
3. Human’s Sound Signal
4. Primo Acustico Shock Elettrico
5. RPDD
6. Quiete apparente ‘09
7. Fading away “reprise”
8. Haunted Closed
9. Lumi di stelle
10. I believe in evolution
11. Hyperman “Stratos’ Follia”
12. Fenomeno Evo-Revolution
13. Genesi
14. ….

Line Up:

•    Gabriele Bellini – Chitarra / collaborazioni varie…
•    Andrea Agresti, Giacomo Jac Salani e Luca Fucci”Interferenze”, Selina Nardi,
•    Eugenio Valente”Eugene”, Mirco Rufilli”Dinamo”, Francesco Neretti”Shining Fury”,              Stefano    Degli Innocenti etc…

Discografia:

•    Ammagamma  (2006)
•    Ritmenia Zoo  (2007)
•    Evolution (2009)

(A cura di Ermanno Martignano)

Soulpit – Substantial (Sweet Poison Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


SOULPIT – Substantial (Sweet Poison Records 2010)

Soulpit, band proveniente da Padova, dopo un mcd datato 2006 tornano alla carica con questo primo lavoro a lunga durata dal titolo “Substantial”, un album che scorre in maniera lineare sin dal primo ascolto.

Il loro death metal sa essere potente, melodico e abbastanza articolato: tracce facile da memorizzare, meticolosità, maturità nella tecnica e arrangiamenti. Un accostamento al death svedese lo si percepisce sin da subito, forse più nei growl alla Dark Tranquillity prima maniera che per il resto, comunque non manca di riportare alla mia mente l’esordio degli Ebony Tears “Tortura Insomniae” (targato 1997),  e ancora Whitered Beauty, Auberon…

In sostanza, anche se rimane comunque un buon album da ascoltare ripetutamente, non offre molta innovazione alla scena; la sensazione di già sentito, tende a creare staticità specialmente negli ultimi pezzi penalizzandolo a lungo andare. Pezzo migliore Ephemeral need.

VOTO: 70/100

Tracklist:

1. Forming…
2. Reliance In Time
3. Close Distance Poem
4. Substance
5. Trapped Into The Soulpit
6. Carved
7. Ephemeral Need
8. Downfall In Empathy
9. Astray
10. I. For Instinct
11. Reminiscence

Line Up:

Enrico Francescato – voce
Lorenzo Canella- chitarra
Mauro Azzalin – chitarra
Sebastiano Sartorello – batteria
Enrico Zabeo – basso (live session)

Discografia:

Trapped into the Soulpit (mcd 2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

Blind Guardian – At the Edge at Time (Nuclear Blast 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Power metal, Recensioni


BLIND GUARDIAN – At the Edge at Time  (Nuclear Blast 2010)

Blind Guardian, da anni, veri portabandiera del power/speed metal Tedesco insieme ai suoi connazionali Helloween, Grave Digger, Gamma Ray e oramai sciolti Running Wild.

Quattro anni di assenza separano un album dall’altro per il quartetto tedesco, anni praticamente volati.  Il nuovo “At the edge at time” è un lavoro che convince decisamente di più di un non esaltante ma pur sempre ottimo “A Night at the Opera (2002)” e più intricato “A Twist in the Myth (2006)”, album che ha visto la band in una fase della loro carriera più sperimentale, quasi ad assestare la loro nuova evoluzione.

Quest’ultimo capitolo, si ritrova ad essere quasi un summo della loro carriera, continuando in parte ad essere sperimentali e tornando a ricercare l’energia di un tempo, energia che però, non arriverà mai a eguagliare l’intensità del capolavoro “Immagination from the other side”.

Accompagnati dall’orchestra sinfonica di Praga, si aprono le danze con Sacred World, un pezzo che cresce di intensità e coinvolge con il passare dei secondi”, si prosegue con Tanelorn (into the void), pezzo che in sede live esalterà non poco, per continuare poi con Road of no release, semi-ballad che riconduce alla mente album come Nithfall… Nella parte centrale troviamo Ride into obsession pezzo veloce, adrenalinico e ricco di classici cori e Curse my names track acustica sulla falsa riga di Bard’s song.

Con Valkyries si ritorna ai tempi di Nightfall, dove l’epicità ne fa da padrone, continuando con Control the divine, pezzo che segue il trademark della band senza presentare nulla di nuovo. Un pezzo standard leggermente più sottotono rispetto al resto dell’album è War of the thrones (piano version), pezzo acustico inserito nel singolo apripista Voice in the Dark, qui in versione piano ed in egual modo una ballad sopra le righe.

Si conclude con la bellissima A voice in the dark e Wheel of time dalle forte epicità, quest’ultima simile ad una colonna sonora, quasi appartenesse ad un film colossal; uno dei pezzi migliori dell’album!

Concludendo, un gradito ritorno, che convincerà e renderà soddisfatti i fans di vecchia e nuova era.

VOTO: 80/100

Tracklist:

1.    Sacred Worlds (9:17)
2.    Tanelorn (Into the Void) (5:58)
3.    Road of No Release (6.30)
4.    Ride Into Obsession (4.46)
5.    Curse My Name (5:52)
6.    Valkyries (6:38)
7.    Control the Divine (5:26)
8.    War of the Thrones (piano version) (4:55)
9.    A Voice in the Dark (5:41)
10.    Wheel of Time (8:55)

Line Up:

•    Hansi Kursch – Voce
•    Andre Olbrich – Chitarra
•    Marcus Siepen – Chitarra
•    Frederik Ehmke – Batteria

Discografia:

Studio album

•    Battalions of Fear (1988)
•    Follow the Blind (1989)
•    Tales From the Twilight World (1990)
•    Somewhere Far Beyond (1992)
•    Imaginations from the Other Side (1995)
•    Nightfall in Middle-Earth (1998)
•    A Night at the Opera (2002)
•    A Twist in the Myth (2006)

Live album
•    Tokyo Tales (1993)
•    Live (2003)

Singoli
•    A Past and Future Secret (1995)
•    Mr. Sandman (1996)
•    Mirror, Mirror (1998)
•    And Then There Was Silence (2002)
•    The Bard’s Song (In the Forest) (2003)
•    Fly (2006)
•    Another Stranger Me (2007)
•    A Voice in the Dark (2010)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Impaled Bitch – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Grind death, Interviste


Ormai gli Impaled Bitch sono una di quelle band affezionate e sempre presenti tra le nostre pagine. Per noi è sempre un piacere chiedere delucidazioni a Soso (unica mente che si cela dietro il progetto) sul suo  nuovo album.

1.    Ciao Soso, ben ritrovato sulle pagine di Eraskor.com

-    Da quanto tempo un paio di mesi?… ho piazzato la tenda anche qua!!

2.    La tua creatività artistica sembra irrefrenabile, presentaci la tua ultima fatica “Primordial Blasfemus Regurgitation”

-    Beh prima di tutto ci tengo a precisare che il ‘Blasfemus’ è scritto di proposito. Il disco è nato principalmente per la pressione costante di tutti gli amici del JAZZ CAFE’ (locale qui di Cosenza) e della loro costante presenza e supporto. Gli argomenti in questo cd sono stati caratterizzati da particolari momenti che mi sono accaduti. Tranne “Bastard Destiny”, sono tutti blasfemi; si va dal semplice cattolico, ai preti, al papa, a Dio stesso e alle sue varie forme di credenza (cristianesimo, evangelisti, testimoni di Geova e vari)…


3.    Questa volta devo dire che il tuo sound ha acquistato maggior maturità grazie al sound più ragionato: un intro quasi “tenebroso”, qualche mid tempo, la geniale tarantella presente in “The Dreamer” e la partecipazione di Roberta Saullo in “Bastard Destiny”. Cosa puoi dirci a riguardo?

-    Ho messo i soldi da parte e mi sono comprato una scheda di registrazione e il suono è “leggermente” migliorato (LOL)….  per il resto l’intro pseudo elettro-gotich l’ha fatto Pietro (il brutal) prima che uscisse definitivamente dal progetto, la Tarantella mi è stata suggerita da un mio amico con un frase del tipo: Devi fare un intro di tarantella da far ascoltare al Cosentino zammaro (tamarro) e l’ho fatta, …

4.    Ritornando alla song “Bastard Destiny”, come è nata la collaborazione con Roberta?

-    Con Roberta ci conosciamo da un bel pò ormai e sempre per puro caso, ci siamo conosciuti su Facebook (che novità). Parlando ho scoperto che suonava con i ‘Fury of Elizabeth’. Praticamente di colpo mi è venuta la voglia di sperimentare qualcosa di diverso magari a due voci, ‘Bastard Destiny’ parla della ragazza Russa uccisa e mangiata in Russia (appunto), il che calzava a pennello per scriverci sopra un testo con botta e risposta, un pò come hanno fatto gli Acrylate in ‘Foul Play’. Solo che nel mio caso oltre alla corte e l’imputata ci stanno anche i “pensieri e sensazioni” di quello che la vittima poteva provare in quel momento.

5.    Come è nata l’idea di inserire una tarantella in apertura di The Dreamer? Da dove è tratto il “benvenuto” iniziale?

-    E come detto prima è nata per scherzo, come al solito chi studia all’università tutto fà tranne che andare ai corsi e, cazzeggiando si parlava degli Impeld Bitch e “Carmine Aiello” un mio amico mi aveva suggerito un’intro  a trabocchetto, ovvero farla ascoltare al classico truzzo o cosentino tamarro in modo da lasciarlo di merda appena iniziava la canzone Girando fra i cd nel garage ho trovato questa, abbiamo anche fatto la prova è funziona (LOL)

6.    Questa volta l’artwork sembra aver  assunto un “espressione” più professionale rispetto al passato, dando anche maggior risalto ai contenuti presenti nei testi, o sbaglio? Chi è l’autore?

-    Si hai perfettamente ragione la copertina rispecchia in pieno tutte (tranne una) le canzoni all’interno del cd, perché mi era venuta voglia di ritornare sullo stile di quando ero negli Airameva (altra band  brutal-death con testi ancristiani), la copertina cosi come le altre l’ho fatta io con Photoshop.

7.    Ho appreso la notizia, siglata da te sul circuito FB,  che il progetto Impaled Bitch sarà fermo per circa 4 mesi a causa di problemi di salute, niente di grave spero.

-    E già (almeno ti lascio respirare) niente mi hanno operato ai legamenti della spalla destra con ricostruzione della cuffia dei rotatori (vabbè alla spalla), però piano piano mi sto riprendendo.

8.    Qualche etichetta ha dimostrato interesse per la tua musica finora?

-    Guarda ti rispondo alla domanda successiva…

9.    In questi mesi di pausa forzata pensi che lavorerai comunque alla stesura dei pezzi di quel che sarà il capitolo successivo di PBR?

-    Ora non voglio farti bestemmiare ma il seguito di PBR è già bello che pronto si chiama Emblematic p.1 è stato inciso prima di finire sotto i ferri, inoltre , no non sono fermo perché sto registrando la voce di altri pezzi che erano in cantiere da un po’ (praticamente all’apparenza mi sono fermato ma sotto sotto vado avanti), Emblematic p.1 si è interessata la Gore&shit record (americana) ma ancora stiamo facendo le trattative.

10.    Soso siamo in chiusura, a noi non resta che augurarti un in bocca al lupo di pronta guarigione, sperando di vederti quanto prima all’opera con un nuovo lavoro targato Impaled Bitch!

-    Ringrazio te come al solito per la disponibilità e crepi il lupo per la guarigione, come detto prima Emblematic p.1 è già pronto poi magari quando me lo dici tu te lo mando per la recensione,posso anticiparti che a settembre uscirà un split con gli Impaled Adultery e probabilmente con Useless Attitude, Cancrena Ammorte, e Fury of Elizabeth….ci sarà da divertirsi .. A Presto!
http://www.myspace.com/impaledbitch

(A cura di Ermanno Martignano)

Impaled Bitch – Primordial blasfemus regurgitation (Autoprodotto 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Grind death, Recensioni


IMPALED BITCH – Primordial blasfemus regurgitation  (Autoprodotto 2010)

Nuovo e imperterrito ritorno di Soso e il suo progetto solista Impaled Bitch, un progetto che dal 2009 sino ai giorni nostri vede all’attivo 4 album in continua crescita.
Il fresco full lenght “Primordial Blasfemus Regurgitation” mette in luce ancora una volta l’abilità del giovane polistrumentista con un lavoro ancora migliore del precedente “Mutation”. Un disco che mantiene intatta la sua formula brutal grind death, ma ancor più ricca e migliorata.

Un sound più ragionato, avvolge le nove tracks presenti con qualche rallentamento che da un certo respiro al tutto; ingegnoso l’inserimento di una tarantella calabrese in “The Dreamer” che denota un piacevole lato gogliardico. Voce gutturale allucinante e a tratti “robotica” quella di Roberta Saullo, ospite  in “Bastard Destiny”.
Un plauso va anche all’artwork, marcatamente più professionale ed elaborato.

VOTO: 70/100

Tracklist:

1.Cu la testa Mpacchiata aru muru
2. Santità Fasulle
3. Ignorant  of Faith
4. Kill the Prophet
5. The Dreamer
6. Vomit Jesus
7. Evangelista Morto
8. Bastard Destiny (featuring Roberta Saullo)
9. Primordial Blasfemus Regurgitation

Line Up:

Soso – Chitarra / voce / drum machine

Discografia:

•    Worms (2009)
•    Tumor for dinner (2009)
•    Mutation (2009)

(A cura di Ermanno Martignano)

Darkthrone– Circle the Wagons (Peaceville 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Recensioni


DARKTHRONE – Circle the Wagons  (Peaceville 2010)

Ci risiamo, I Darkthrone della nuova era sono tornati con un album ancora più lercio e delineato rispetto ai due precedenti capitoli. Nel 2007, la band dà il via al “nuovo” corso, facendo e continuando a far storcere il naso ai vecchi fans. L’album fresco di stampa, “Circle the Wagons”, è il perfetto summo di F.O.A.D.  e Dark Thrones and Black Flags, caratterizzato da un sound primitivo, registrazione da “bettola” priva di mezzi adeguati, punk rock senza regole e poca sobrietà.

Queste 9 tracks, spazzando all’unisono, il ricordo di quel che era rimasto del  black metal infernale che solo loro e pochi altri hanno saputo partorire nei primi anni novanta.

I nuovi Darkthrone preferiscono seguire il sentiero del retrò e continuare a omaggiare gli inventori del genere,  venerando simboli come Venom, Motorhead, Sex Pistols, Ramones e chi più ne ha più ne metta, ma se il loro cambio di rotta, o se preferite “tradimento verso i fans prima maniera”, continuerà a dilagare, ci chiediamo se un colosso come la Peaceville continuerà a supportare il duo norvegese.

In conclusione, per quanto possa risultare un album “genuino”, grottesco e vivo più che mai nel panorama underground, Circle the Wagons avrebbe creato più scalpore e venerazione 30 anni fa, rispetto al periodo attuale. Accettata la loro nuova identità e non sentendomela di dare un voto più alto, da fan della band quale sono, non posso esimermi dal preservare la mia copia con la speranza che un giorno riprendano a suonare sul serio!

VOTO: 65/100

Tracklist:

1.Those Treasures Will Never Befall You
2. Running for Borders
3. I Am the Graves of the 80s
4. Stylized Corpse
5. Circle the Wagons
6. Black Mountain Totem
7. I Am the Working Class
8. Eyes Burst At Dawn
9. Bränn Inte Slottet

Line Up:

•    Nocturno Culto – Voce / basso / chitarra
•    Fenriz – Batteria

Discografia:

•    Soulside Journey  (1991)
•    A Blaze in the Northern Sky  (1992)
•    Under a Funeral Moon  (1993)
•    Transilvanian Hunger  (1994)
•    Panzerfaust  (1995)
•    Total Death (1996)
•    Goatlord (1996) (registrato nel 1991)
•    Ravishing Grimness  (1991)
•    Plaguewielder  (2001)
•    Hate Them  (2003)
•    Sardonic Wrath   (2004)
•    The Cult Is Alive  (2006)
•    F.O.A.D. (2007)
•    Dark Thrones and Black Flags  (2008)

Raccolte

•    Preparing for War (2000) (Best of 1988 – 1994)
•    Preparing for War (Riedizione del precedente Best of, con materiale inedito contenuto in un DVD) (2005)
•    Frostland Tapes (2008)

Demo, Promo, Ep e Bootleg

•    Land of Frost (demo) (1986)
•    A New Dimension (promo)  (1987)
•    Thulcandra (demo)  (1988)
•    Cromlech (promo)  (1989)
•    The Roots of Evilness Live (bootleg contenente la registrazione di un live del 1990 e la demo Thulcandra)  (1997)
•    The True Legends In Black  (1998)
•    A Night of Unholy Black Metal (bootleg contenente la registrazione di un live del 1996, alcune canzoni registrate nel 1991 e una riedizione di alcune tracce di Under A Funeral Moon)  (1998)
•    Darkthrone, Holy Darkthrone – Eight Norwegian Bands Paying Tribute (tributo)  (1998)
•    God of Disturbance and Friction (singolo)  (2000)
•    Too Old, Too Cold (EP)  (2006)
•    Forebyggende Krig (7″)  (2006)
•    NWOBHM (EP e singolo)  (2007)

(A cura di Ermanno Martignano)