Madness Of Sorrow – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Dark Ambient, Doom metal, Gothic metal, Horror Metal, Interviste, Stoner Doom


Intervista a Muriel Saracino, unico membro dei Madness Of Sorrow e boss dell’etichetta W1tch R3cords. E’ uscito da poco il primo lavoro Gothic horror dal titolo “Signs”, ma approfondiamo l’argomento ponendo qualche domanda a Muriel…

1.    Ciao Muriel, benvenuto sul blog di Eraskor.com, inizia con presentarci la tua creatura

Allora i Madness nascono verso Giugno 2010, e sono a mio modo di vedere l’evoluzione dei concetti horror e della musica metal dei Filthy Teens, band sempre di mia concezione con la quale ho pubblicato 1 album ed 1 Ep.

2.    Nonostante la fine dei Filthy Teens, nelle nuove tracce è visibile la collaborazione con Simon Garth e Ross Lukather. Come mai, quindi, preferisci fare tutto solo e non mettere in piedi una band a più elementi?

Il problema e’ la distanza che ci divide per provare adeguatamente e per pianificare qualsiasi cosa per la band..Con loro mi sento spesso e non si sa mai cosa ci riservera’ il futuro..E’ ovvio che vorrei avere una band vera e propria, in quanto far tutto da soli e’ tutt’altro che semplice..Comunque Simon ha gia’ collaborato anche per un nuovo brano che abbiamo pubblicato gratuitamente sul sito della band quindi come vedi e’ solo un discorso di distanze ma grazie ad internet riusciamo a scambiarci idee ed a continuare a comporre brani fin quando lo desidereremo..


3.    Signs è un lavoro originale che tocca sonorità heavy gothic, horror e doomish, ascoltando le 10 tracce è un po’ come proiettarsi negli horror movie anni ottanta. Quali sono le tue influenze principali?

Mi piacciono molto musica e film horror, e quindi mi sono ispirato alle mie paure ma anche a quelle della gente comune di fronte ad un ipotetica fine del mondo

4.    L’artwork sembra esprimere una moderna città in decadimento, quali sono i “segni” che vuoi esprimere in essa?

La copertina e’ stata disegnata da un bravissimo artista che ho la fortuna di considerare anche un amico, Paolo Andolfi ed ha disegnato l’artwork ispirandosi alla tragedia di Viareggio di qualche anno fa…Guardandola si vede una citta’ in disastro dopo l’apocalisse..percio’ distruzione disperazione e morte..Ovviamente la pagina della bibbia che svolazza non e’ da intendersi come un segno di speranza ma solo di un ulteriore fallimento…

5.    Di quali ispirazioni ti avvali per la scrittura dei pezzi, inoltre preferisci concepire prima l’argomento o il sound?

I pezzi nascono naturali, compongo sempre ma ovviamente qualche volta ingrano il riff “giusto” di batteria o chitarra o tastiere e da li’ sviluppo il resto..I testi erano gia’ nati nei primi mesi del 2009 e li ho solo riadattati e modificati in base alle songs..

6.    Porterai la tua creatura su di un palco?

Me lo auguro e sto lavorando per questo, spero di darvi news al piu’ presto..

7.    Oltre che musicista, sei il titolare dell’etichetta discografica W1tch R3cords, come mai la scelta di erigere un’etichetta che mi sembra di aver capito prediligi distribuzione in digitale rispetto quella fisica?

Mi appassiona molto il lato “manageriale” di tante cose e dopo aver preso una cantonata da un etichetta tanti anni fa ho deciso di non voler dipendere piu’ da nessuno artisticamente e cosi’ e’ nata l’idea della label digitale…Digitale perche’ si hanno costi praticamente azzerati a fronte di una vendita mondiale del disco, non escludo comunque di produrre cd in futuro ma molto dipendera’ da quanto si crescera’.

8.    Quali doti deve possedere una band per far parte della W1tch R3cords?

Non pretendo molto, devono farmi sentire buona musica..

9.    Quali novità ci riserverai in futuro come one man band ed etichetta?

Allora, per i Madness mi piacerebbe produrre 2 video per Signs,  e poi nei primi mesi del 2012 mi concentrero’ su un nuovo disco..Per la W1tch R3cords incrementero’ le partnership con le webradio per diffondere al meglio la musica delle nostre band e come gia’ detto sto valutando collaborazioni per la produzione di un discreto numero di cd..

10.    Lascio a te le considerazioni finali…alla prossima!

Ti ringrazio per l’intervista, vi invito a visitare www.madnessofsorrow.com ed ad acquistare Signs per permetterci di crescere ulteriormente ed investire nelle attivita’ della band..Mentre se visitate www.w1tchr3cords.it potrete visionare le band della mia label ed eventualmente acquistare gli album, dategli una possibilita’ perche’ se la meritano..Bye, a presto!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Dark Age – Teumman (Part One)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Dark Ambient, Gothic metal, Progressive, Recensioni


DARK AGE – Teumman (Part One)  (Emmeciesse Music Publishing / Heart Of Steel Records 2011)

Probabilmente alcuni di voi ricorderanno il nome di questa band che esordì nel 1991 con Saturnalia. Dopo varie vicissitudini e vissuti in sordina  nella scena per un lunghissimo periodo, tornano a suonare live nel  2008 attendendo esattamente venti anni per avere un ritorno così!

Teumman (part one), un concentrato di progressive rock e classic metal da leccarsi i baffi: sonorità sopraffine, cupe ma sempre delicate nel loro incedere, un progressive rock contaminato dai momenti bui del gothic metal odierno che raggiungono raramente tempi veloci come in “Other” dove tutto diventa più sfrontato e poderoso.

Tredici song incentrate in una trama dove il bene e il male si affrontano per mano di un principe caduto in battaglia e indotto a stipulare un patto con un demone per ottenere l’immortalità….
Un art work dal sapore fantasy che sugella questa bellissima opera rock. Tutto viene completato con una line up dalla sintonia perfetta e un vocalist che sa convincere appieno con la sua voce calda e roca allo stesso tempo. Ritorno con i fiocchi!

VOTO:  85 / 100

Tracklist:

1. Overture
2. Battlefield
3. The Fall
4. Hell
5. Damned
6. Oath
7. New Life
8. Arrival
9. The Palace
10. Drop of Rain
11. Scared
12. Doubt
13. Regret

Line Up:
•    Simone Calciolari – chitarra
•    Davide Cagnata – voce
•    Angela Busato – tastiere
•    Marco Gennari – basso
•    Carlo Busato – batteria

Discografia:

•    Saturnalia  (1991)

MY SPACE:
Myspace Dark Age

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Wolfuneral – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Dark Ambient, Interviste


Intervistiamo Stefano “Wolf” Gagliarducci, unica mente del progetto dark ambient Wolfuneral,
da poco fuori con il suggestivo Night’s Symphonies. Poniamo le nostre domande…

1.    Ciao Stefano, benvenuto nel blog di Eraskor.com

Salve a voi e a tutti i lettori del vostro blog

2.    Nella biografia ho appreso che Wolfuneral è nato dalle ceneri dei Wolves Dirge, come mai la dipartita di questa band e come mai la necessità di continuare l’operato cambiando il genere proposto?

Semplicemente è successo che, per vicissitudini di vita, io e l’altro componente dei Wolves Dirge ci siamo dovuti allontanare dal suonare musica per un bel lasso di tempo,lui ancora tutt’ora continua a fare la sua vita, ed invece io ho sentito il bisogno di continuare quindi eccomi qui con il progetto Wolfuneral.

Il genere proposto è cambiato perché anche se il black metal fa ancora parte della mia vita ho ritrovato nel dark ambient le sonorità giuste per esprimere ciò che avevo nella testa, anche se personalmente non ho simpatia per le “etichette”.


3.    Cosa rappresenta Night’s Symphonies per te, quali sono le tue fonti di ispirazione?

Night’s Symphonies rappresenta per me,l’inizio di un lungo percorso che io ho intrapreso con me stesso. L’album è stato creato interamente di notte in tutte le sue parti,questo lo preciso per spiegare il titolo dell’album. Pur non essendo un concept il filo che unisce le canzoni la maggior parte delle volte sono (o almeno era questo il mio intento) l’incubo,l’ansia,l’ossessione e il “demoniaco” però circondati da sprazzi anche più malinconici e romantici. Insomma dovrebbe essere una sorta di viaggio per chi ascolta, secondo me, attraverso queste sonorità, a volte armoniose e a volte scomposte, nei meandri della propria persona per tirarne fuori emozioni forti  ma comunque piacevoli. Ciò è rappresentato anche nella copertina, il sentiero infatti rappresenta il viaggio che si sta per intraprendere in queste sensazioni. Le mie influenze derivano dal black metal principalmente, nel senso che se anche apprezzo molte band dark ambient ovviamente, il mio progetto è più una fusione fra le sinfonie delle band black metal (vedi Emperor o Dimmu Borgir) e l’ossessività e il disturbo di Burzum, però traslato nel mio modo e in questo genere, altra ispirazione è anche il mondo gotico che adoro anche.

4.    Potresti farci un track by track delle tue sensazioni che ripercorrono Night’s Symphonies?

Si, il cd si apre con Over the skies un pezzo molto lento e armonioso che però è tenuto a tempo da questi timpani decisi, il pezzo è stato scelto come intro perché per me era il pezzo migliore per mettere ad agio l’ascoltatore ma allo stesso tempo prepararlo (con i timpani appunto) ad aspettarsi qualcosa di tutt’altro che rilassante. Il secondo pezzo,

Thoughts Under The Moon, “tradisce” il primo pezzo essendo invece molto melodico, quindi si spezza quel senso di tensione della prima traccia e si viene cullati, inaspettatamente, dal piano, volendo dare proprio un momento di rilassamento e di introspezione sotto la Luna, il titolo rispecchia realmente il momento in cui è stato composto.

Through The Eras è molto epica come impostazione ed è molto “duro” nella sua eleganza, un pezzo che mi piace e che a risentirlo mi da anche molte emozioni, potrei dire che è sicuramente d’impatto e secondo me riesce a dare molto un idea di passaggio attraverso le varie Ere dell’umanità. Nel seguire, c’è uno dei pezzi a cui sono più affezionato in assoluto e che mi piace di più, Out of the dark, credo si possa definire come la canzone principale dell’album, dove è più racchiuso tutto il significato. E’ una canzone che mi da strane sensazioni quando la riascolto e ne sono molto orgoglioso, per me ha un significato ben preciso ma che non svelerò mai, vorrei che ogni ascoltatore percepisca nella traccia ciò che vuole a seconda delle proprie emozioni. E’ stato fatto un video di questa traccia , ma seppur composto da immagini ho voluto lasciare aperta l’interpretazione anche li, è una traccia che mi rispecchia molto.

Forest’s Path la definirei l’intermezzo, la traccia che separa l’inizio del “viaggio” dall’”incubo” vero e proprio che arriverà a breve. La traccia seguente infatti è Lucifer, omaggio personale alla famosa figura di cui sono particolarmente cultore, è la prima traccia che entra nel vero e proprio incubo ed è la prima in cui faccio uso di cori. E’ una delle tracce che secondo me crea più disturbo e suggestione, soprattutto per le voci e i cori cosi enfatizzati e lamentosi, a mò di angeli caduti che cantano la loro pena.

La settima traccia è sicuramente la più sinfonica, scelta fatta per l’unica traccia che forse ha un senso meno aperto all’immaginazione, riferendosi al famoso libro di John Milton “Il Paradiso Perduto”,e che doveva appunto dare un senso di battaglia epica,di ribellione ma a tratti, come nel libro, di desolazione e tristezza per la rinuncia alla beatitudine e la grazia. La seguente Night’s Chants continua il discorso “dannazione” di Lucifer e Paradise Lost, portando però la cosa a un livello più malinconico, seppur verso il finale ha un crescendo significativo di cori, come per dire che non tutto è perso e finito li.

Tutto ciò, porta direttamente all’ultima traccia, Dreaming, una “ninna nanna ossessiva” potrei definirla, che lascia all’ascoltatore il dubbio di aver o non aver “sognato” le emozioni provate accompagnandolo proprio alla fine del viaggio lasciandolo riposare nella mente.

5.    Quale track è nata con più spontaneità e quale ti ha dato i maggior grattacapi?

Senza dubbio Thoughts under the moon è stata la più spontanea, perché è venuta di getto, come una poesia recitata li per li, semplice nella forma ed efficace nel contenuto.
La più complessa è stata sicuramente Paradise lost dato che è quella che ha un impostazione più sinfonica, e che quindi doveva intrecciarsi al meglio in ogni parte per rendere, sia l’idea del racconto, sia la melodia.

6.    Porterai il tuo progetto su un palco? Come dovrebbe essere scenograficamente e quale sarebbe il luogo più consono per un’esibizione live?

Il progetto non è nato per portarlo live, volevo e voglio che sia un album da sentire con se stessi  o comunque in intimità, e non in mezzo alla folla, anche se qualche traccia si può anche prestare a questo, diciamo che su questo punto di vista ho un concetto abbastanza “burzumiano”. In futuro non sò se cambierò idea ma dipenderà molto dal tipo di sonorità che uscirà, e se cambierò direzione oppure no.

7.    Quali sensazioni vuoi che trasmetta la tua musica, quale deve essere l’atmosfera che ripercorre i lunghi 58 minuti di Night’s Symphonies?

Ripeto, deve essere una sorta di viaggio con se stessi per chi ascolta, è un album per me molto atmosferico e introspettivo, credo anche che io abbia raggiunto questo scopo. Credo che il cd debba lasciare un alone di disturbo, di spaesamento e al contempo una sensazione di eccitazione e attrazione per l’oscurità e il demoniaco.

8.    La track che sicuramente spicca più di tutte, a mio avviso è “Through the Eras” per il suo lato epico, la ritengo una perfetta colonna sonora adatta ad un film mitologico; come è nata, ne riproporrai altre in futuro?

Through The Eras è nata come fosse appunto una colonna sonora, come hai sottolineato tu, ma non per un film a mio avviso ma per l’appunto delle Ere che passano. Potendo immaginare le Ere che sono passate e che passeranno nella storia ho immaginato questa musica come sottofondo. Non ho programmato ancora nessuna musica per il futuro, ma non escludo che possa esserci qualcosa di simile certo.

9.    Progetti futuri? Cosa ti aspetti da questo tuo primo full lenght?

Per il futuro conto di continuare il mio progetto musicale, non so se ci saranno cambiamenti nel genere e nella forma, credo molto nell’evoluzione musicale di un artista, quindi ben vengano cambiamenti o idee nuove. Se ciò non ci sarà continuerò sulla linea di Night’s Symponies credo.Mi aspetto abbia un discreto successo, e i numeri e i complimenti ricevuti mi fanno ben sperare, soprattutto per essere un album totalmente autoprodotto. Spero inoltre che la gente mi supporti e continui a supportare il mio album visto che l’affetto delle persone per la mia musica è per me la cosa più importante.

10.    Grazie per essere stato con noi Stefano, buona fortuna per tutto!!…continua così!!

Grazie a voi per questa splendida opportunità e la disponibilità, un saluto a tutti e mi raccomando, continuate a seguire i lavori che usciranno.

Hails,
Stefano Wolf Gagliarducci

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Wolfuneral – Night’s Symphonies (autoprodotto 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Dark Ambient, Recensioni


WOLFUNERAL – Night’s Symphonies (autoprodotto 2010)

Wolfuneral, nati dalle ceneri dell’entità black metal Wolves Dirge, unica mente di questo progetto dark ambient e Stefano “Wolf” Gagliarducci.

Un album devoto all’oscurità, al misticismo e all’epicità, nove tracce concatenate fra loro capaci di trasportare l’ascoltatore in un viaggio privo di luce e di speranza tra soluzioni malinconiche, drammaticità e dove il lato epico rende tutto ancora più plumbeo e di facile scorrimento.

Un viaggio senza ritorno che ti proietta con la mente in boschi ricchi desolazione e intimismo notturno, momenti che si scorgono in “Over the Sky”, Through under the moon”, il capolavoro “Trough the eras”, “Out of the dark”, la mistica “Forest’s path”, la sulfurea “Lucifer”, sorretta da un eccellente tenore, l’incalzante “Paradise Lost”; seguono poi la funebre ed agghiacciante Night’s Chants e infine la conclusiva di questo viaggio ultraterreno Dreaming che con le sue note delicate lascia nell’ascoltatore un ghigno di soddisfazione  scalfita sul viso.

VOTO: 80/100

Tracklist:

1.      OVER THE SKIES
2.      THROUGHTS UNDER THE MOON
3.      THROUGH THE ERAS
4.      OUT OF THE DARK
5.      FOREST’S PATH
6.      LUCIFER
7.      PARADISE LOST
8.      NOGHT’S CHANTS
9.      DREAMING

Line Up:

Stefano “Wolf” Gagliarducci – compositore

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}