In uscita il nuovo album Will’O'Wisp

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, News, Progressive


Prevista per fine fine febbraio su Nadir Music/Audioglobe, l’uscita della release di rientro in pista dei prog-deathster Will’O'Wisp.

Il titolo del nuovo full-lenghtn sarà “Kosmo”.,

La band è stata presente in passato con il demo “Nocturnal Whispers” e disco d’esordio “Enchiridion”. Il membro fondatore Paolo ci informa sulla formazione completa di musicisti del calibro di:
Oinos (già batterista di Sadist all’epoca di Crust), Jacopo Rossi (bassista di Nerve/Antropofagus) e Deimos ex voce dei Revenant.

Distribuzione curata da Audioglobe e da Century Media per gli Stati Uniti, invece promozione e ufficio stampa saranno affidati alla Nadir Promotion.

Ecco un video per gustare un’anteprima di questo nuovo lavoro:

 

Info e dettagli:

www.nadirpromotion.com

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Unscriptural – Oblivion (Autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Horror Metal, Recensioni


UNSCRIPTURAL – Oblivion  (Autoprodotto 2011)

Unscriptural formatisi a Vibo Valentia nel 1990 e sempre attivi nel sottobosco del metal estremo con vari demo e cd alle spalle, li ritroviamo nuovamente all’attacco con il demo Oblivion. La band “etichettata” come black e death, denota in questo nuovo dischetto una strada un po’ diversa che assume connotati black heavy horror metal facilmente percettibile: un sound inquietante mai portato a velocità disumane e ricco di sfumature sinistre e malsane.

Grande il lavoro di ogni singolo elemento, superlative le vocals di Francesco e la leggiadra voce della fanciulla corista di cui non si conosce il nome ma che andremo ad indagare in sede d’intervista. Sublime Gabriele alle keyboards il cui sound dona al tutto quel tocco magico e sinistro, e sublime The Ritual quarta traccia con l’introduzione e conclusione di una rito satanico (mi ha ricordato Death SS e Mortuary Drape).

Tutto registrato e mixato nei Sound Farm Studio di Glk Molè (Glacial Fear). Che dire ancora per convincervi della qualità di questa nuova uscita.. nessuna, fatelo semplicemente vostro!

VOTO 75 / 100

Tracklist:

1.    Pact With Satan
2.    Blood
3.    Werewolf
4.    The Ritual
5.    Unscriptural

Line Up:

•    Francesco Messina – voce
•    Giuseppe “Drago” Carleo – chitarra
•    Tat0 – basso
•    Gabriele “Ulver” Gigliucci – keyboards
•    Gaetano Bianco – batteria

Discografia

•    Black Moon (demo 1998)
•    Pact With Satan (demo 1999)
•    Opera 666 (demo 1999)
•    Satan’s Way (demo 1999)

My Space
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A cura di Ermanno Martignano

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Graveworm – Frangments Of Death (Nuclear Blast 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Death metal, Recensioni


GRAVEWORM – Frangments Of Death  (Nuclear Blast 2011)

A ritmo di due anni di distanza tra un lavoro e l’altro, eccoli puntuali i Graveworm che tornano con ancora un ottimo album.
Collocati in ambito death / black metal sin dagli esordi, gli altoaesini continuano a picchiare duro con songs sempre cattivissime e ricche di parti sinfoniche grazie alla bravissima Sabine.

A mio avviso il death ormai prevalica sul black rendendo il suono di maggior impatto e meno epico del passato, nonostante ciò la band dimostra di rimanere fedele al suo marchio e essersi mai svenduta in questi anni. Il carismatico leader Stefano Fiori & co., ereggono un muro compatto di suoni che sarà alquanto difficile buttare a terra, inoltre la registrazione è cristallina e ancora una volta supportati dal colosso Nuclear Blast. Un filo conduttore rodato e stra-rodato che,  per chi ha elogiato ogni loro release non rimarrà certamente deluso da questo nuovo tassello.
Se ho visto giusto, l’artwork qui visibile è stato creato per la  versione digipack limitata con l’aggiunta della bonus track “Awake”, ovvero quella in mio possesso.

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1. Insomnia
2. Only Death In Our Wake
3. Absence Of Faith
4. Living Nightmare
5. The World Will Die In Flames
6. Anxiety
7. See No Future
8. The Prophecy
9. Remembrance
10. Old Forgotten Song
11. Where Angels Do Not Fly

Line Up:

•    Stefan Fiori – voce
•    Eric Righi – chitarra
•    Thomas Orgler – chitarra
•    Florian Reiner – basso
•    Martin Innerbichler – batteria
•    Sabine Mair – keyboard

Discografia:

•    Demo 97 (1997)
•    Eternal Winds (EP 1997)
•    Underneath The Crescent Moon (MCD 1998)
•    Awaiting The Shining (Video 1998)
•    When Daylight’s Gone (1997)
•    As the Angels Reach the Beauty (1999)
•    Scourge of Malice (2001)
•    Engraved in Black (2003)
•    (N)utopia (2005)
•    Collateral Defect (2007)
•    Diabolical Figures (2009)

My Space:
Myspace Graveworm

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A cura di Ermanno Martignano

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Sadist – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Interviste, Progressive


Sadist è una delle band che hanno scritto la storia del metal italiano, il loro death progressivo è davvero tagliente e penetrante. Con Season in silence ritornano sulla scena in grande stile, ma iniziamo a porgli alcune domande…

1.    Benvenuti Sadist, è un onore per noi potervi intervistare

TREVOR: prima di tutto un grande saluto a voi della redazione e a tutti i lettori.
Il piacere è mio, grazie della vostra ospitalità, come dico spesso è molto importante il supporto che offrono web-magazines e magazines, tutti insieme band e addetti ai lavori possiamo migliorare  la nostra musica in un paese che storicamente non ha mai offerto grande spazio per la stessa, dobbiamo imparare a fare gruppo, è solo con l’unione che viene fuori la forza.

2.    Season in silence è un album bellissimo, sinistro e avvolgente, quali differenze possiamo riscontrare con il precedente “Sadist” targato 2007?

TREVOR: ci sono molte differenze tra i due album, il precedente  e omonimo Sadist del 2007 era il disco del ritorno in pista, avevamo molte idee in cantiere e da diverso tempo.
L’uso di strumenti etnici come bouzouki, sitar, mandolino aveva contribuito alla realizzazione di un disco caldo, ricco di sfumature prog e se vogliamo anche jazz, mentre per quel che riguarda il nostro ultimo lavoro Season in Silence abbiamo scritto la musica di conseguenza a quello che erano le tematiche affrontate, incentrate sul freddo, l’inverno, la neve e il ghiaccio dei posti in cui vivo. Personalmente quest’album ha un fascino e un’importanza davvero unici, visto che come detto i testi trattano di storie e personaggi venuti fuori dalle mie terre.
La musica è stata partorita in un secondo tempo e la nostra necessità era quella di trovare suoni glaciali e melodie sinistre che potessero rendere giustizia alle lyrics, trovo che l’ultimo album sia un disco molto pesante costituito da riff groovy, riconoscibile in un’unica parola..‘Metal’…
Concludendo credo che tra tutti gli album Sadist ci siano notevoli differenze, del resto Sadist è una band molto sperimentale.


3.    Come mai l’idea di creare un concept sull’inverno?

TREVOR: Vivo in un luogo splendido, la cornice intorno è incredibile, monti, alberi, laghi; trovo che i colori della natura siano tutti molto affascinanti anche se prediligo quelli dell’inverno. La stagione più fredda dell’anno è suggestiva con il suo silenzio. La realizzazione dei testi e dell’intero concetto del disco è durata oltre due anni , è stato bellissimo scrivere ai lati del bosco, fare fotografie ad ogni caduta di neve, fortuna che negli ultimi anni la neve è scesa copiosa, tutto ciò mi ha semplificato e non poco il lavoro. Il concetto del disco è interamente mia opera, sono molto geloso e mi occupo singolarmente di quel che concerne le liriche e tutto l’aspetto extra musicale.

4.    Qual è stata la track che vi ha dato più filo da torcere e quale vi ha soddisfatti maggiormente?

TREVOR: Come spesso dico ogni canzone che scrivi è come se fosse la nascita    di un figlio, difficile dire quale si preferisce. Comporre musica è qualcosa di unico, dietro c’è grande sacrificio, studio e ore di duro lavoro. Tuttavia ognuno di noi può far pendere le proprie preferenze su di un brano o l’altro, quello che posso dire, con assoluta certezza è che siamo davvero soddisfatti di quello che è venuto fuori, volevamo un disco gelido, sinistro, malvagio. Sul filo da torcere non saprei, la nostra musica è complessa, anche se con la voglia e la determinazione si riesce a far tutto.

5.    Chi è stato l’artefice dell’azzeccatissimo artwork?

TREVOR: Non me ne voglia nessuno, non vorrei passare da presuntuoso ma come ti dicevo prima il pensiero grafico e la fotografia è mia opera, anche se per la realizzazione grafica mi sono avvalso di un professionista esperto e competente come Davide Nadalin di Nerve Design.
Sono certo che questo è il nostro artwork migliore di sempre. Ancor oggi, a distanza di oltre un anno mi capita di sfogliare il booklet, compiaciuto e soddisfatto.

6.    Stando alle date di uscita del vostro demo “Black Screams” si avvicina il ventennale per la band, come lo festeggerete, avete qualche sorpresa in serbo per i vostri fan?

TREVOR: Quest’anno sono 20 anni di attività, ormai siamo dei vecchietti.
La nostra umiltà o forse la nostra tradizione genovese non troppo loquace fino ad oggi ci ha tenuto lontano dal pensare in grande. Siamo un pò orsi anche se, grazie allle continue richieste da parte dei nostri fans stiamo prendendo in considerazione la realizzazione di un dvd o un album dal vivo o ancora una sorta di raccolta, nessuna promessa, meglio dire ci stiamo timidamente facendo un pensiero.

7.    In tutti questi anni quale è stato l’album che vi ha regalato maggiori soddisfazioni, e quale ha reso di più come vendite?

TREVOR: Il discorso fatto per i singoli brani vale a maggior ragione per gli album, sono tutti nostri geniti, non abbiamo troppe preferenze, anche se a volte sono i ricordi che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Sulle vendite, il nostro terzo album “Crust” ha consolidato la band in Europa con un conseguente aumento di dischi venduti, tuttavia credo siano discorsi relativi, fare termini di paragone ieri/oggi è davvero difficile, visto che negli ultimi anni il mercato discografico è purtroppo crollato.

8.    Tour in vista?

TREVOR: E’ da oltre un anno che è uscito ‘Season in Silence’, a seguito dell’uscita stessa abbiamo partecipato a diversi festival in Europa, tra i più importanti, tra questi: Hellfest (Francia), Metal Fest (Austria, Germania, Ungheria), Metal Camp (Slovenia), Gods of Metal (Italia), Brutal Assault (Rep Ceca), Metal Mean (Belgio) e altri. Festival a parte abbiamo fatto un tour europeo durato 50 giorni.
La prima parte del tour è stata consumata in Polonia, 9 concerti nelle città più importanti, e poi Rep Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina e Russia. E’ stato un tour incredibile che ricorderemo per tutta la vita anche perchè, musica a parte abbiamo visto cose davvero toccanti, a livello umano dfficili da dimenticare, dove in certi paesi l’arrivo della nostra musica è stata per i ragazzi una valvola di sfogo, un qualcosa che ha tenuto per un attimo le persone lontano dai brutti pensieri di tutti i giorni. Nell’estate appena trascorsa abbiamo preso parte al “Carnage Tour” dividendo il palco con mostri sacri del genere, come Slayer e Megadeth, infine a dicembre saremo in Finlandia per un paio di shows, uno di questi si tratta dell’Helvation Fest ad Helsinki, mentre a febbraio torneremo nell’est dell’Europa, in Armenia e Georgia.

9.    C’ è un desiderio recondito che ancora non siete riusciti a realizzare come musicisti?

TREVOR: Non amo parlare di desideri piuttosto di obiettivi, quelli si possono raggiungere, anzi credo fortemente che sono gli obiettivi stessi a fare la differenza nella vita quotidiana di tutti noi.

10.    Grazie infinite per la disponibilità concessaci, concludete voi questa intervista

TREVOR: E’anche grazie al vostro lavoro quotidiano che permette a tutti noi musicisti di continuare a vivere ad occhi aperti quell’incredibile sogno chiamato musica. Un abbraccio a tutta la redazione, a tutti nostri fans e a tutti i lettori di Eraskor, e come sempre..
IN ALTO IL NOSTRO SALUTO!!
Trevor Sadist

(A cura di Ermanno Martignano)

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Hatred – The Bleeding Architecture (Crash & Burn Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


HATRED – The Bleeding Architecture  (Crash & Burn Records 2011)

Ricetta del giorno: prendete 400 grammi di Behemoth, 250 grammi di Deicide, fatelo rosolare ben bene con una goccia di Immolation, Vader e Morbid Angel, et volià, vi saranno serviti gli Hatred su un piatto d’argento!

Death metal devastante quello della band proveniente da Reggio Emilia; brutalità a non finire, cattiveria senza compromessi, pochissime concessioni alla melodia, insomma, un album per soli puristi. Come ha fatto presente la band nella biografia, le influenze maggiori provengono dalla scena polacca e americana, quindi possiamo consigliarvi di non fermarvi affatto ai gruppi citati in precedenza, ma spaziate molto di più.

Con un sound così non perdersi nella monotonia è un impresa assai ardua, per fortuna gli Hatred grazie ai repentini cambi di tempo riescono a destare sempre attenzione rimanendo qualitativamente alti in ogni traccia presente. Concludendo, un art work sublime a sugellare questa interessante opera, altro non vi è da dire, è il momento di ascoltare!

VOTO:  75 / 100

Tracklist:

1.    Wounds
2.    Masses Infection
3.    Hymn To Desolation
4.    Rise Of Devourment
5.    A Dawn Beyond
6.    Itavia (30 years lies)
7.    Pure Scorn Embodied
8.    Cold Breath Of God
9.    Vaults Of Weakening
10.    The Bleeding Architecture

Line Up:

•    E. Ottani – chitarra
•    R. Valenti – batteria
•    S. Borciani – voce
•    G. Donati – basso
•    D. Benincasa – chitarra

Discografia:

•    Demo  (2007)

MY SPACE:
Myspace Hatred

(A cura di Ermanno Martignano)

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Eyeconoclast – Sharpening Our Blades On The Mainstream

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni, Thrash metal


EYECONOCLAST – Sharpening Our Blades On The Mainstream (EP Downfall Records 2011)

Eyeconoclast, band romana che prende vita nel dal 2003 e con all’attivo 1 demo e 2 promo e un album. Si riaffacciano sulla scena quasi alla conclusione di questo 2011 a deliziarci con questo succulentissimo ep “antipasto” di tre pezzi, annunciandoli come anticipo di quello che sarà il loro prossimo lavoro.

Tre song che fanno ben presagire per un lavoro tritaossa come pochi, martellanti e devoti ad un thrash / death metal furente, privo di colpi bassi, privo di ossigeno e privo di pietà.

Ritmiche pesantissime e una sottile melodia grazie ai due chitarristi (Alessio e Stefano), un batterista  (Mauro), dai mille tentacoli che fa paura e un vocalist (Carlos), carico di negatività!

Il tutto viene sugellato da un art work che sembra essere una locandina di Transformers, molto cibernetica….

Un gruppo che si dimostra una macchina da guerra capace di macinare riff su riff con naturalezza, risulta quindi un’anticipazione che centra il bersaglio mettendo curiosità nell’ascoltare in quello che sarà l’intero act… allucinanti!

VOTO:  85 / 100

Tracklist:

  1. Sharpening Our Blades On The Mainstream
  2. Anoxic Waters
  3. XXX – Manifest Of Involution

Line Up:

  • Carlos (Synder) Mastantuono – voce
  • Alessio (The Elder) Cosenza – chitarra solista
  • Stefano (Saul) Morabito –  chitarra ritmica
  • Paolo (Urizen) Ballarotto – basso, voce
  • Mauro Mercurio –  batteria

Discografia

  • Cursors  (demo 2003)
  • Binary Encoded Sunset  (Promo 2004)
  • Clustered Dead Ending Corridors  (Promo 2005)
  • Unassigned Death Chapter  (2008)

 

MY SPACE:
Myspace Eyeconoclast

(A cura di Ermanno Martignano)

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Underground Southern Conspiracy – (VV.AA. Autoprodotta 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Hardcore, Recensioni, Thrash metal


UNDERGROUND SOUTHERN CONSPIRACY – (VV.AA. Autoprodotta 2011)

Bella idea e bel  colpo messo a segno dalla band tarantina Stige, anche loro presenti in questa compilation che comprende tutte band del sottobosco pugliese e calabrese.

Quattordici band dedite al death, thrash metal  e hardcore che sanno picchiare come pochi qui nel sud. Molte delle band presenti sono già passate anche più volte sotto la nostra lente di ingrandimento.

Una compilation dalla qualità alta, grazie anche ad una registrazione omogenea, una vera mazzata sul collo che non potete non far vostra e che è possibile scaricare gratuitamente al link che vedrete a fine recensione.

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1.    Interface Subhuman Alien  – HEART FAILURE
2.    Evilhand – ACRYLATE
3.    Devil’s Breath – ESSENZA
4.    Control – GLACIAL FEAR
5.    Howling Shadows – VINTERBLOT
6.    Slave Of Mind – ZORA
7.    This Is War – STIGE
8.    Extreme Violence – LAND OF HATE
9.    In Thrash We Trust – DREKER
10.    Chaos Expression – AMORPHEAD
11.    Crusher By Raging Mosh – ASSAULTER
12.    Family Ties – A BURIED EXISTENCE
13.    The Sponger – CANCRENA
14.    I Don’t Give – BAD TRIP

Free Download:

Underground Southern Conspiracy

(A Cura di Ermanno Martignano)

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Tethra – At The Gates Of Doom (Occultum Productions 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Death metal, Doom metal, Gothic metal, Recensioni


TETHRA – At The Gates Of Doom (Occultum Productions 2011)

Tethra, nuova creatura  a cavallo fra doom, death e gothic malinconico.
Decisione messa in atto da costole appartenenti a Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. At The Gates Of Doom,  un lavoro oscuro, intrigante e ben elaborato.

Quattro pezzi più intro che scorrono in maniera lineare, ottimi gli intrecci di voce pulita e growl, molto convincenti le partiture doom più oscure dove sembrano incarnare lo spirito dei primi My Dying Bride e un po’ meno quelle più “ariose”. Tuttavia sembra mancare qualcosa che lo renda un disco killer sotto ogni punto di vista, come se fosse ancora incompleto… forse sensazione a mio parere provocata da una registrazione un po’ troppo bassa e soffocata; comunque le basi per far meglio non mancano, mi auguro in futuro che ottengano un vero salto di qualità, per ora ci atteniamo ad un voto sulla media.

VOTO:  60 / 100

Tracklist:

1. The Gates Of Eternal Damnation
2. Everyone Must Die
3. At The Gates Of Doom
4. Arise From My Fate
5. My Agony

Line Up:

•    Clode (Coram Lethe, ex-Gory Blister, Summoner) – voce
•    Belfagor (Horrid) – chitarra
•    Alex (ex-Malus Vivendi) – basso
•    Miky (Vexed, Mad Hour, Sidhe, ex-Agarthi) – batteria

MY SPACE:
Myspace Tethra

(A cura di Ermanno Martignano)

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