Metaltrashfactory – Three Bodies Layers (Autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Punk Rock, Recensioni, Thrash metal


METALTRASHFACTORY – Three Bodies Layers  (Autoprodotto 2011)

Vi è mai capitato di incontrare sul vostro cammino una band che misceli thrash metal, rock n’ roll, sludge e un pizzico di doom?  Bhè se non vi è mai capitato vi consiglio di farlo capitare con il primo full lenght dei Metaltrashfactory!

Provenienti da Crocetta Del Montello (TV) questi simpaticoni si formano del lontanissimo 2002 come punk rock band. Dopo un cambio di line up la band cambia quasi radicalmente volto, conservando l’attitudine punkeggiante ma imprigionando a se tutte le influenze citate pocanzi.. risultato, un sound di impatto, corrosivo, sporco e “spensierato”.

Un sound granitico che nel suo incedere di quaranta minuti fa rotolare la vostra testa e saltellare come dei debosciati all’ascolto di “Comandante”… non mancano nemmeno i momenti più blandi come in “Memories”. Da sottolineare che per essere un cd autoprodotto e quindi autofinanziato, i ragazzi hanno fatto un lavoro professionale al 100%: buona registrazione e niente supporto masterizzato, ma originale e con un booklet completo di tutto….tutti punti in più che ovviamente si riversano anche sul voto finale!

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1.    Horizon Of Event
2.    Lost In The Snow
3.    Nothing Zero Dead
4.    Comandante
5.    Collateral Damage
6.    Roof Of Mind
7.    Memories
8.    New Life pt. I
9.    New Life pt II
10.    Desert

Line Up:

•    Diego (Spino) Spinelli – voce
•    Devis Groppo – chitarra, voce
•    Davy (Devil) Lorenzetto -  chitarra
•    Daniela Vieceli – basso
•    Luca De Gaspari – batteria

Discografia:

•    Monkey Television Fuckin Voodoo  (Demo 2005)
•    Shadow Of Black (Ep 2009)

Facebook:
http://www.facebook.com/METALTRASHFACTORY?sk=info

My Space:
Myspace Metaltrashfactory

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Tethra – At The Gates Of Doom (Occultum Productions 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Death metal, Doom metal, Gothic metal, Recensioni


TETHRA – At The Gates Of Doom (Occultum Productions 2011)

Tethra, nuova creatura  a cavallo fra doom, death e gothic malinconico.
Decisione messa in atto da costole appartenenti a Horrid, Coram Lethe, Vexed e Gory Blister. At The Gates Of Doom,  un lavoro oscuro, intrigante e ben elaborato.

Quattro pezzi più intro che scorrono in maniera lineare, ottimi gli intrecci di voce pulita e growl, molto convincenti le partiture doom più oscure dove sembrano incarnare lo spirito dei primi My Dying Bride e un po’ meno quelle più “ariose”. Tuttavia sembra mancare qualcosa che lo renda un disco killer sotto ogni punto di vista, come se fosse ancora incompleto… forse sensazione a mio parere provocata da una registrazione un po’ troppo bassa e soffocata; comunque le basi per far meglio non mancano, mi auguro in futuro che ottengano un vero salto di qualità, per ora ci atteniamo ad un voto sulla media.

VOTO:  60 / 100

Tracklist:

1. The Gates Of Eternal Damnation
2. Everyone Must Die
3. At The Gates Of Doom
4. Arise From My Fate
5. My Agony

Line Up:

•    Clode (Coram Lethe, ex-Gory Blister, Summoner) – voce
•    Belfagor (Horrid) – chitarra
•    Alex (ex-Malus Vivendi) – basso
•    Miky (Vexed, Mad Hour, Sidhe, ex-Agarthi) – batteria

MY SPACE:
Myspace Tethra

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

October Tide – A Thin Shell (Candlelight 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


OCTOBER TIDE – A Thin Shell (Candlelight 2010)

Dopo undici anni dall’uscita dell’ultimo album, si riforma e torna la costola dei Katatonia.
Orfana di Jonas Renkse e dopo un ulteriore stravolgimento di line up, confezionano un album ricco di fascino e che richiede svariati ascolti.

Gli October Tide hanno sempre seguito la parte più oscura dei Katatonia, quella di “Dance of December Souls” e del mcd “For Funerals to Come” per intenderci. Un doom-death affascinante e mistico, capace di far cadere il malcapitato ascoltatore, (nel senso buono del termine), in uno stato piacevolmente depressivo.

In questi quaranta minuti si viaggia in una direzione prettamente monolitica, probabilmente non troverete pezzi veramente memorabili, ma riff che vi faranno sciogliere è un infinita decadenza: momenti duri da digerire e altri esaltanti. Il nuovo vocalist Tobias Netzell (In Mourning) convince appieno nel suo growl.
Ovviamente, se siete Katatonia dipendenti, l’acquisto è d’obbligo, chissà magari vedrete in “A Thin Shell” i Katatonia che aspettavate dopo lo slittamento gothic… Un ritorno che in molti attendevano.

Tracklist:

1. A Custodian Of Science
2. Deplorable Request
3. The Nighttime Project
4. Blackness Devours
5. The Dividing Line
6. Fragile
7. Scorned

Line Up:

•    Tobias Netzell – voce
•    Fredrik Norrman – chitarra
•    Robin Bergh – batteria
•    Emil Alstermark  – Guitar
•    Pierre Stam – basso

Discografia:

•  Rain Without End (1998)
•  Grey Dawn (1999)

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Thunderstorm – Nero Enigma (Dragonheart 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


THUNDERSTORM – Nero Enigma (Dragonheart 2010)

Un artwork degno di un film di Dario Argento, oppure simile a “Psycho” di Alfred Hitchcock, rappresenta le nove tracks di doom metal anni 70 dei bergamaschi Thunderstorm. Con alle spalle 20 anni o quasi di carriera, piazzano il loro “Nero Enigma”, tra i miei 10 dischi “italiani” preferiti del 2010.

Giunti al loro quinto album in studio, “Nero Enigma” si rivela un ennesima gemma in ambito rock-heavy doom di alta qualità: trame intricate, suoni tetri, tanta melodia, e una alone di misticismo, avvolgono questi 51 minuti. La band dimostra, dunque, di poter sedere al fianco di band del calibro di Black Sabbath, Candlemass e Cathedral. Un viaggio tra un alternarsi di suoni lenti e midtempo capaci di inchiodare l’ascoltatore fino al suo termine, lasciando in esso una certa sensazione di beatitudine interiore.

Due pezzi in particolare meritano la palma d’oro, “Shallow” e “Monologue”, assolutamente trascinanti. Un prodotto che non può mancare tra gli stimatori del genere.

VOTO: 90/100

Tracklist:

1. Nero Enigma ( The Beginning )
2. When April Dies
3. Ophrys
4. 5o25
5. Shallow
6. The Trial Of Life
7. Mechanical Delights
8. Monologue
9. Modus Operandi

Line Up:

•    Fabio “Thunder” Bellan – voce / chitarra
•    Omar Roncalli – basso
•    Attilio Coldani – batteria

Discografia:

Demo:
•    Thunderstorm – primi anni ’90
•    Force of Evil – primi anni ’90
•    As We Die Alone – 1994
•    Sad Symphony demo – 1999
•    Witch Hunter – 2001
Studio Album:
•    Sad Symphony – 2000
•    Witchunter Tales – 2002
•    Faithless Soul – 2004
•    As We Die Alone – 2007

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Sesta Marconi – Where The Devil Dances (Metal On metal Records 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


Sesta Marconi – Where The Devil Dances (Metal On metal Records 2009)

Sesta Marconi - Where The Devil Dances - CD

Una marcia dà inizio a questo nuovo capitolo, il primo full length dei Sesta Marconi. Dopo lo splendido ep “Ritual Kamasutra Kitsch”, l’opening track “Gruesome Woe” conferma il doom’n'roll già battezzato nel precedente lavoro.

Ancora una volta il vocalist Sergio Oriente si mostra in piena forma, e la band strizza nuovamente l’occhio verso sonorità psichedeliche che ben differenziano la proposta musicale da un mercato saturo di cloni.

Vengono riprese da “Ritual Kamasutra Kitsch” le superbe “Skeletons Party”, song accattivante con una vena rock’n'roll mescolata a radici oscure seventies, e “LSWD” dove flanger e psichedelia sono accompagnate da trainanti refrain. Le due songs godono di intenso splendore grazie alla nuova registrazione nei 16th Cellar Studios di Stefano Morabito.

Continua il meltin pot di influenze  dei Sesta Marconi (dal doom anni ’70 al rock’n'roll) in “Rock And Roll Voodoo Style”, che ha il suo zenit in  un intermezzo strumentale davvero interessante. La penultima song “Vanitas (The leper queen)” è il capitolo senza dubbio più sperimentale e più catchy dell’intero disco, nonché il preferito dal sottoscritto. Un insolito didgeridoo (strumento a fiato degli aborigeni australiani, ndr) accompagnato da ammalianti fraseggi e basso distorto ci regalano un intro carico di charm psichedelico. E qui la vena doom echeggia nell’aria cedendo il posto a “Blasted In summertime”, magnifica traccia di chiusura che vede per la prima volta l’uso di una chitarra acustica; forse la prima “ballad” dei Sesta Marconi.

“Where the devil dances” è un disco che sicuramente colpirà gli amanti del doom, del rock’n’roll e della psichedelia. Perfetto in ogni sua parte , dalla splendida cover realizzata ancora una volta dall’artista Giulio Oriente, al booklet ed alle splendide songs.

TRACKLIST:
1 – Gruesome Woe
2 – Skeletons Party
3 – LSWD
4 – Rock and Roll Voodoo Style
5 – At the crack of dawn
6 – Vanitas (The leper Queen)
7 – Blasted in Summertime

LINE UP:

Sergio – Vocals
Stefano – Guitar
Giuseppe – Drums
Nico – Bass

(A cura di Marco Squillino)
VOTO : 90/100

{lang: ‘it’}

Grieving Age – In Aloof Lantern

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


italia

GRIEVING AGE – In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus (Autoprodotto 2009)

grieving age artwork

I Grieving Age nacquero nell’Agosto del 2003 per varie  coincidenze dovute al Fato! Il loro amore per il Doom-Metal è grande e questo full-lenght intitolato “In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus” lo mostra chiaramente.

Due tracce di doom-death metal oppressivo dall’Arabia, mixato e masterizzato da Dan Swano e con l’artwork creato da Aaron Stainhorpe! Questa registrazione ha tutte le carte in regola per sfondare nel Reame del Doom-Metal. Le danze cominciano con la prima traccia chiamata “A Quadrennial Dame Pyres, Hearses Shall No Yawn, Thence…”, un intro enigmatico e sognante con chitarre eteree seguito da riff massicci e da un growl davvero cavernoso.

La voce è il protagonista di questo lavoro sin dall’inizio con le parole che scorrono in fiumi di follia, oscurità e misericordia. Questa track, cosi come la seconda, è puro e genuino death-doom metal, un classico che ci ricorderà la nascita di questo genere musicale. Qualche influenza degli Anathema del periodo di Serenades è presente verso metà traccia.

Questa è davvero angosciante sia per la sua durata che per la lunghezza  della lirica oscura, molto surreale, sorretta da un growl quasi “recitativo”. In ” Therefore, A Myriad Of Gargoyles Bellow Their Aborted Versicles, Quoth Thee…” si passa da evocativi arpeggi ad accelerate death metal alla maniera dei My Dying Bride.
Questo full-length ha una splendida produzione e un artwork molto particolare, risultati dal lavoro di due grandi professionisti come Dan Swano e Aarone Stainthorpe. Grande disco per gli amanti del death-doom e per gli oltranzisti di queste sonorità, ma leggermente ostico per i neofiti o per chi ama l’innovazione. Aldilà di ciò, questi ragazzi sono stati molto coraggiosi e i Grieving Age sono una delle poche band che suonano ancora death-doom metal puro cosi come quello nato nel 1990!

Tracklist :
1) -A Quadrennial Dame Pyres, Hearses Shall No Yawn, Thence… (19: 55)
2)- Therefore, A Myriad Of Gargoyles Bellow Their Aborted Versicles, Quoth Thee… (16: 59)

Line up :
Ahmed Shawli -Vocal
Ghassan Fudail -Guitar
Diya Azzoni –Guitar
Hosam Tammar -Bass
Abdullah Sabab-Session Guitar/Keyboard
Emad Mujalled -Drums

inglese

GRIEVING AGE – In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus (2009)

Grieving Age started their life in August 2003 for the coincidences of Fate. Their love for Doom-Metal  is great and this full lenght“ In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus” shows it clearly. Two tracks of oppressive doom-death metal from Saudi Arabia, mixed and mastered by Dan Swano and with artwork created by Aaron Stainhorpe!!  This recording has everything it takes, and to make a name for oneself into the Realm of Doom-Metal. Dances begin with first track “A Quadrennial Dame Pyres, Hearses Shall No Yawn, Thence…”, puzzling and dreamy intro with ethereal guitars that will turn off into heavy riff and deep growl! Voice is the protagonist of this work since the beginning with the words that flow into rivers of madness, darkness and mercy. This song, like other one, is pure and genuine death-doom metal, a classic one that reminds us Birth of this musical genre. Some influences of Anathema of  “Serenades period” are in  the middle of song. This is very distressing for his length and for long obscure lyric, very surrealistic with a very recitative  growl.” Therefore, A Myriad Of Gargoyles Bellow Their Aborted Versicles, Quoth Thee…” passes from evocative arpeggios  to  death metal acceleration in My Dying bride way. This full length has an amazing production and very particular artwork, results of  work of two great professional like Dan Swano and Aaron Stainthorpe. Great recording for death-doom lovers and for extremist of  these sonorousness, but slightly irksome for neophytes or for who likes innovation. However, these guys are very brave and Grieving Age are one of few bands play pure and genuine death-doom metal since 1990!

Tracklist :
1) -A Quadrennial Dame Pyres, Hearses Shall No Yawn, Thence… (19: 55)
2)- Therefore, A Myriad Of Gargoyles Bellow Their Aborted Versicles, Quoth Thee… (16: 59)

Line up :
Ahmed Shawli -Vocal
Ghassan Fudail -Guitar
Diya Azzoni –Guitar
Hosam Tammar -Bass
Abdullah Sabab-Session Guitar/Keyboard
Emad Mujalled -Drums

(A cura di Marco Squillino)
VOTO : 85/100

{lang: ‘it’}

Vitales Exsequiae – A Short Lived Hope (2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


copertina logo copia

Giusta partenza per questo esordio targato Vitales Exsequiae, la band tarantina capitanata dal cantante – chitarrista Marco Squillino, formatasi nel 2007 e, dopo vari cambi di line-up, giunta alla registrazione di questo prodotto che mescola sonorità marcatamente doom intrise di una forte melodia funerea ed onirica, che spazia tra suoni gothic, black e progressive.

Nelle quattro tracce presenti si scorgono le influenze di band blasonate come My dying bride, Anathema, Novembre, Opeth, Enslaved, Black Ssabbath, Shallow The Sun, Paradise Lost,  Katatonia etc…

Apre le danze The Anathomy of Ineptitude, un intro sognante per dare il via a un mid tempo che prende velocità; la voce di Marco si dimostra molto cavernosa e d’impatto. Si procede con Requiem for a dream, una litania lunga sei minuti dove un magnifico tappeto tastieristico si alterna alle chitarre trasmettendo una forte sensazione di decadenza.

Pale Morning, pezzo più orientato verso il death dove le tastiere ricordano sonorità anni settanta a rimembrare le gesta dei primi Death ss, e gli attuali Abysmal Grief. La peculiarità di questo pezzo rimane nella parte centrale dove una forte vena rock progressiva e psichedelica, in stile Anathema, si alterna a voci pulite acquistando maggior fascino. Si conclude questo demo con Shallow Flower dove la band rallenta il tiro riconducendo la mente alla vena spettrale dei nostrani Void Of Silence e sfociando in tempi prettamente death a metà e a conclusione del brano.

Quattro canzoni che si rivelano un ottimo biglietto da visita e che dovrebbero bastare ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori.

Tracklist:

* The Anathomy of Ineptitude
* Requiem for a Dream
* Pale Morning, Then the Void
* Shallow Flower

Band:

Marco Squillino – voce, chitarra

Marco Carbotti – chitarra

Antonio Leggeri – batteria

Luca Zecca – tastiere

Vito Surgo – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Doomenicus – Sacred (autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


PIC3426.tmp I Doomenicus nacquero inizialmente come una one-man band nel 2001! Dopo la demo “Suffering of souls” vi è un fermo artistico fino alla trasformazione in una band completa e alla partecipazione ad uno degli eventi europei più blasonati nel panorama Doom-Metal, ovvero il “Doom Over Vienna”.

“Sacred” è il primo full-lenght della band foggiana: il disco inizia con “Cold Embrace”, intro funereo, molto sognante e evocativo che mette in evidenza sin da subito la voce profetica di Doomenicus. In questa track i Saint Vitus incontrano ritmi più funerei , alternati a intermezzi alla Candlemass. Sin da subito, però i Nostri mostrano una grande personalità e non una mera capacità di assimilazione di altre band doom; sono molto personali sin dall’inizio! Un plauso va fatto ai vari arrangiamenti e a alla bellissima chiusura.

La seguente “You are nothing” ci accoglie con un intro doom anni 80 (seconda corrente doom metal ndr ) che ci fa compiere un salto nel passato. Ottimo il groove di basso, ancora una volta Doomenicus sopra le righe con i suoi versi cantati e riffing sempre coeso e accattivante, dai fraseggi più evocativi alle ritmiche più serrate.

La produzione è sempre ottima e chiara, mettendo in risalto le doti dei doomsters foggiani. Ritorniamo a viaggiare su tinte più funeree e fredde con “Remember November” dove i vocalizzi sono più disperati e cattivi. Molto bello il “ritornello”, le aperture alla My dying Bride e la sublime chiusura finale, tributo al death-doom e alle sonorità degli Anathema di “Serenades”.

La title-track richiama il capolavoro del doom metal “A forest of equilibrium“ dei Cathedral. “Sacred” è una song impeccabile dove ancora una volta risultano molto interessanti gli arrangiamenti di chitarra. “She haunts you “ conferma il talento dei Doomenicus e “Mercy and forgiveness” è una della songs più riuscite di questo disco.

“Sacred” è un’uscita discografica che dovrebbe avere esposizione mondiale e che andrebbe messa sul gradino di altre grandi uscite doom metal . Disco dalle forti potenzialità, personale, fresco e che mostra la dedizione completa verso il genere oltre che la completa conoscenza di esso!

TRACKLIST:
1-Cold Embrace
2-You are nothing
3-Remember November
4)Sacred
5)She haunts you
6)Mercy and forgiveness

LINE UP:
Doomenicus: Vocals and bass
Murnau : Guitar & synth
Iubal : Guitar
Crazoyde : Drum & percussion

(Marco Squillino)
VOTO : 95/100

{lang: ‘it’}