Doomenicus – Sacred (autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


PIC3426.tmp I Doomenicus nacquero inizialmente come una one-man band nel 2001! Dopo la demo “Suffering of souls” vi è un fermo artistico fino alla trasformazione in una band completa e alla partecipazione ad uno degli eventi europei più blasonati nel panorama Doom-Metal, ovvero il “Doom Over Vienna”.

“Sacred” è il primo full-lenght della band foggiana: il disco inizia con “Cold Embrace”, intro funereo, molto sognante e evocativo che mette in evidenza sin da subito la voce profetica di Doomenicus. In questa track i Saint Vitus incontrano ritmi più funerei , alternati a intermezzi alla Candlemass. Sin da subito, però i Nostri mostrano una grande personalità e non una mera capacità di assimilazione di altre band doom; sono molto personali sin dall’inizio! Un plauso va fatto ai vari arrangiamenti e a alla bellissima chiusura.

La seguente “You are nothing” ci accoglie con un intro doom anni 80 (seconda corrente doom metal ndr ) che ci fa compiere un salto nel passato. Ottimo il groove di basso, ancora una volta Doomenicus sopra le righe con i suoi versi cantati e riffing sempre coeso e accattivante, dai fraseggi più evocativi alle ritmiche più serrate.

La produzione è sempre ottima e chiara, mettendo in risalto le doti dei doomsters foggiani. Ritorniamo a viaggiare su tinte più funeree e fredde con “Remember November” dove i vocalizzi sono più disperati e cattivi. Molto bello il “ritornello”, le aperture alla My dying Bride e la sublime chiusura finale, tributo al death-doom e alle sonorità degli Anathema di “Serenades”.

La title-track richiama il capolavoro del doom metal “A forest of equilibrium“ dei Cathedral. “Sacred” è una song impeccabile dove ancora una volta risultano molto interessanti gli arrangiamenti di chitarra. “She haunts you “ conferma il talento dei Doomenicus e “Mercy and forgiveness” è una della songs più riuscite di questo disco.

“Sacred” è un’uscita discografica che dovrebbe avere esposizione mondiale e che andrebbe messa sul gradino di altre grandi uscite doom metal . Disco dalle forti potenzialità, personale, fresco e che mostra la dedizione completa verso il genere oltre che la completa conoscenza di esso!

TRACKLIST:
1-Cold Embrace
2-You are nothing
3-Remember November
4)Sacred
5)She haunts you
6)Mercy and forgiveness

LINE UP:
Doomenicus: Vocals and bass
Murnau : Guitar & synth
Iubal : Guitar
Crazoyde : Drum & percussion

(Marco Squillino)
VOTO : 95/100

{lang: ‘it’}

Sesta Marconi – Ritual Kamasutra Kitsch (Autoprodotto)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


Sesta Marconi – Ritual Kamasutra Kitsch (Autoprodotto 2008)

“Ritual Kamasutra Kitsch” dei Sesta Marconi è un disco che si fa notare prepotentemente anche solo osservando il suo sublime art work! La collaborazione con l’artista di Campobasso “Giulio Oriente” ha dato i suoi frutti, e ha creato un marchio grafico molto particolare, niente tipici stereotipi o figure ricorrenti, qui parliamo di vera e propria arte!

Si parte con “Retrogradio”, splendido atto di critica sociale originale, raccolta di due minuti del trash politico e televisivo del nostro Paese che riprende la tematica portante del disco dei Sesta Marconi ovvero quello della rivoluzione! Revolution begins, direbbero loro.” Ogni rivoluzione prima di ricostruire deve distruggere. “Retrogradio” rappresenta appunto tutto quello di cui volevamo liberarci per intraprendere il nostro cammino personale”.

Questo è il punto di vista di questi grandi musicisti che dopo quest’ ottimo contorno estetico – culturale ci assalgono con la loro musica: “In gloom” con la sua carica, tra doom passato e accenti moderni, tra Saint Vitus e Candlemass mostra subito quali saranno le rotte musicale del disco.

foto disco

Il piglio doom’n’roll e la voce di Sergio saranno sempre presenti nelle cinque tracce di “Ritual Kamasutra Kitsch”! Ed è proprio nella seguente “Skeletons Party” che queste due caratteristiche ritornano in auge. Ritornello accattivante, attitudine stoner, e vena rock’n’roll mischiata a radici oscure seventies! “Lswd” è il capitolo più riuscito dei Sesta Marconi: intro dal groove ammaliante, flanger e psichedelia e voce ancora una volta sopra le righe con ritornelli riusciti e trainanti.

La titletrack “Ritual Kamasutra Kitsch” conferma il talento e l’innovazione dei Sesta Marconi: un disco dalle mille sfaccettature, dall’ottima produzione e dagli alti contenuti culturali….Are you ready? Revolution begins…

TRACKLIST:
1- Retrogradio
2- In gloom
3- Skeletons party (Where the devil dances)
4- LSWD
5- Ritual Kamasutra Kitsch

LINE UP:

Sergio – vocals
Stefano – guitar
Giuseppe – drums
Nico – bass & backing vocals

( A cura di Marco Squillino)
VOTO : 95/100

{lang: ‘it’}

L’ira del Baccano – Si non sedes is live MMVII

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Recensioni


L’ira del Baccano – “Si non Sedes Is Live MMVII” (autoprodotto 2008)

ira del baccano artwork

Tracklist :

1) Doomdance
2) 875
3) Tempus inane flago , requiem spatiumque furori
4) Don Bastiano
5)  Sussurri di nascita celeste – grateful to jerry

Catapultati  e immersi nella psichedelia più surreale , veniamo trasportati sulle note di “Doomdance” , opening  track di “Si non sedes is live MMVII”. Charmanti tappeti sonori ci avvolgono in questi “Trip “ trascendentali e tempi che furono riemergono con violenza inaudita. Un’invasione di colori , dai toni più cangianti e dalle mille sfumature , e la musica dei Nostri che riecheggia nell’aria. Per mia sfortuna non ho mai visto un live dell’Ira del Baccano , ma credo che se potessi descrivere attraverso le parole le sensazioni che proverei ( e che ho comunque provato ascoltando il disco live) , sia questo il quadro emotivo .  Nati dalle ceneri di un’altra band psychedelic – doom (i Loosin’o’Frequencies ), questo progetto è dedito a sonorità tipiche dei Seventies  , da quelle  psichedeliche  alle prime dedite al proto doom ( Black Sabbath , Saint Vitus , Obsessed , etc etc).

Dopo la fantastica “Doomdance”  tocca alla successiva “875” in cui arpeggi di chitarra vengono sovrastati da groove bassistici degli di nota e da synth psichedelici. L’Ira non fa rimpiangere l’assenza di un cantante,anzi! E’ tutto cosi spontaneo e finito , frutto di una capacità improvvisativa -compositiva assurda : sono gli strumenti e le loro voci a cantare.  Il tempo continua a fluire velocemente ed ecco che viene sfoggiata la vena più oscura ,quella sabbathiana e doom.  “Tempus inane flago , requiem spatiumque furori” conferma la grande capacità artistica di questi  grandi musicisti romani : ancora una volta “doomdelic” , come loro stessi di definiscono. Un enorme plauso va alla loro tecnica e alla loro capacità di rendere essa sola una base della propria proposta musicale e non il cuore , dando importanza al lato emotivo e miscelando esso ad un pizzico di ironia e non!(gradita la citazione de “Il marchese del grillo” in “Don bastiano”!) Si districano in maniera progressiva da un riff a un altro , toccano “minutaggi estremi” , ci prendono e giocano con la nostra psiche , senza mai risultare ripetitivi o noiosi , sorpresa dopo sorpresa! L’orgia dionisiaca culmina e raggiunge l’orgasmo con il termine di questo viaggio : “Sussurri di nascita celeste – grateful to jerry”.

Consiglio vivamente agli amanti del doom , del psychedelic  ,del progressive, e non solo , di gettarsi a capofitto nell’ascolto e nella conoscenza dell’Ira del  baccano! L’underground italiano sfoggia ottime e geniali band e l’Ira del Baccano è uno dei migliori combo che abbia mai ascoltato!

(A cura di Marco Squillino)
VOTO : 90/100

{lang: ‘it’}