Gli Endless Coma sono una band italo-inglese proveniente dal padovano che debutta con “Rising Rage”, un album dai molteplici stili.
1. Benvenuti ragazzi, vi và di presentarvi ai nostri lettori?
(Dark Priest) Che dire… molto piacere siamo gli incubi del passato che ritornano. Era ora che qualcuno tornasse a far capire alla gente che non sono questi tempi in cui si possa stare tranquilli. Oggigiorno sono tutti troppo rilassati dietro ai nuovi cliché, usati come maschera da quelli che temono di non essere accettati da chi li circonda, ed utilizzati da altri come scudo, i quali seppur insofferenti alla situazione in cui vivono non vi si oppongono in alcun modo. Non è questo il modo di agire… Bisogna iniziare a temere ciò che stiamo diventando e ci penseranno gli Endless Coma a ripristinare le vecchie gerarchie, mostrando come uno specchio, il riflesso di quello che spesso non la gente non vede più in sé stessa.
2. Perché chiamarvi “Coma senza Fine”, da dove nasce questo monicker?
(Dark Priest) Ci consideriamo il frutto della realtà di oggi e per chiunque abbia un po’ di spirito riflessivo non risulterà difficile comprendere le motivazioni che ci hanno fatto definire questi ultimi anni come lo stato “comatoso dell’essere umano”. Abbiamo elaborato le nostre reazioni, frustrazioni e difficoltà misurandole sulla base di quello che vediamo attorno a noi, conseguendone soltanto un senso di profonda amarezza e di rabbia. Sembra proprio che i “segni vitali” siano sempre più bassi, non c’è la minima avvisaglia di ripresa, il coma non accenna a finire e ci siamo resi conto che bisogna accettare questo stato se si vuol fare qualcosa di nuovo per cambiare, l’abbiamo accettato a tal punto da esserci identificati in esso.

3. La vostra provenienza si divide tra Italia e UK, come è nata l’idea di unirvi in un’ unica band?
(Sal) Il mio primo contatto con la band è avvenuto in aprile dello scorso 2011 qui in Italia, dove attualmente risiedo. L’incontro con Dark Priest è avvenuto grazie a delle coincidenze puramente casuali in un contesto che non centrava nulla con la musica ma, come si dice in questi casi, le cose migliori accadono proprio quando meno te le aspetti. Mi è stato illustrato il loro piano di lavoro, all’epoca Rising Rage non era ancora completato e la band aveva bisogno di un nuovo chitarrista.
Ho subito visto il potenziale del progetto ed ho accettato di completare le registrazioni con loro e entrare a far parte degli Endless Coma. Come sappiamo tutti però l’Italia è uno dei posti peggiori per cercare di emergere sotto qualunque piano, soprattutto quello musicale, e ancora di più per un gruppo come il nostro che offre qualcosa di nuovo, di diverso, di originale. Grazie alle mie origini britanniche vado in Inghilterra più volte l’anno, e lì la situazione è molto diversa, l’approccio che hanno le persone verso la musica è totalmente diverso, e proprio per questo stiamo lavorando a pieno ritmo per trasferirci a Londra entro il 2012 e far partire da lì la nostra carriera musicale.
4. Rising Rage, un mix di molteplici sonorità: alternative, nu metal e post rock. Quali ritenete siano le vostre influenze più significative?
(Nick Franz) Siamo sempre molto onorati quando ascoltiamo i pareri dei diversi spettatori di “Rising Rage”. Apprezziamo davvero moltissimo il fatto che ogni singolo ascoltatore sia in grado di captare influenze completamente differenti che sicuramente fanno parte del nostro inconscio e delle nostre memorie durante la stesura dei brani, molte delle quali non sapevamo minimamente di avere. Non c’è una fonte di ispirazione più importante, non ce n’è una meno significativa.
Qualsiasi fenomeno musicale, qualsiasi cultura che fa parte del mondo della musica, immagazzinata nella nostra psiche, può essere una fonte fondamentale. Il mondo alternative, con il quale ho passato buona parte della mia adolescenza, sicuramente si associa in modo significativo a questa miscela rock chiamata “Rising Rage”, così come lo sono sicuramente l’industrial per Dark Priest ed il prog per Sal. Non siamo mai stati grandi amanti di post rock, il nostro istinto e la nostra irrazionalità accompagnano la mente nell’ adottare atmosfere, sensazioni ed espressioni di musiche che senza ombra di dubbio abbiamo ascoltato, ma che non sono propriamente nelle nostre corde.
5. Nelle vostre tracce è presente una evidente componente intimista e melodrammatica, quali temi trattano le vostre liriche e cosa volete che esprimano i vostri pezzi a chi li ascolta?
(Dark Priest) Sicuramente la componente intimista rispecchia alcuni elementi del flusso tematico del disco, in quanto parte della sfera emozionale del soggetto protagonista di “Rising Rage”. Ciò che si sente in questo album è una confusa serie di reazioni di una persona non ancora in età matura, mentalmente genuina e pura, la quale proprio per questo motivo si sente ancor più piena di ira dopo essere stata tradita dalla società in cui vive. La scelta di far filtrare tutto attraverso una visione quasi adolescenziale rende meglio l’idea di cosa abbiamo provato negli anni passati, confrontandoci col il mondo, sentivamo quindi il bisogno di far esplodere tutto ciò che avevamo chiuso in un involucro e trattenuto dentro di noi fin troppo a lungo.
Il risultato assomiglia più ad uno sputo in faccia che ad un’opera teatrale ma non abbiamo certamente trascurato la nostra natura di esseri “amplificati all’ennesima potenza” nel riprodurre il tutto con vestigia di spettacolare esaltazione dei temi. In sostanza “Rising Rage” siete un po’ tutti voi quando eravate nella vostra cameretta in preda alle vostre emozioni, e noi siamo l’orrore che vi stava alle spalle.
6. Chi è la penna del gruppo, quali fattori scatenano in voi la creatività per la loro composizione?
(Dark Priest) Le parti musicali portanti di ogni pezzo sono principalmente frutto del genio creativo di Nick, il quale con l’aiuto mio e di Sal, confeziona ogni volta brandelli di verità inquietanti tanto quanto le riflessioni che spingono me a scrivere i testi.
(Nick Franz) La musica per me non è altro che un insieme di memorie, un diario nel quale annoti delle situazioni di cui hai un tremendo bisogno di ricordare i momenti più particolari. Trascriviamo soltanto emozioni che per quanto siano toccanti, incontrollate o pesantemente traumatiche, vorremmo dominare in qualsiasi momento, per riuscire a sovrastare le debolezze psicologiche che turbano la nostra ragione di esseri umani. Scrivere una pagina vuota senza mai fermarsi con la penna, quindi comporre la musica senza mai fermare i pensieri. Quando sento il bisogno di esporre determinati stati d’animo particolarmente eloquenti lascio totalmente coinvolgere il mio spirito in un “auto dettato psicologico” senza sosta. Ogni brano non è altro che traduzione perfetta di quel preciso istante in cui ci si esprime.
7. Come nasce un vostro pezzo? La provenienza da due nazioni vi crea problemi in fase di composizione? Preferite usufruite della tecnologia a distanza o attendere di ritrovarvi in una sala prove e fare tutto alla vecchia maniera?
(Nick Franz) Gli Endless Coma attualmente risiedono in Italia, perciò le distanze non sono un problema e non lo sarebbero comunque in nessun caso data la modalità di scrittura dei brani. Le tracce presenti in “Rising Rage” sono nate da una prima fase di composizione musicale estremamente istintiva, quasi impulsiva, nella quale sono stati trascritti tutti i riffs e le percussioni che sostengono per intero ogni pezzo. In seguito tramite tecnologia a distanza (per questo le dicevo che le distanze non sarebbero comunque un problema) abbiamo lavorato al minimo dettaglio e con moltissima dedizione arrangiamenti, linee vocali, arpeggi, tastiere, elettronica, metrica e ritmica di ogni pezzo. La composizione in sala prove non è il caso di “Rising Rage”. Si può affermare che il nostro primo lavoro sia il perfetto equilibrio tra l’estrema impulsività di scrittura ed un meditato arrangiamento.
8. Come è nato il contratto con la Buil2Kill Records, soddisfatti del loro operato?
(Sal) I primi contatti con la Buil2Kill Records risalgono allo scorso autunno. Avevamo da poco terminato le registrazioni di Rising Rage ed eravamo alla ricerca di una buona etichetta. Dopo aver valutato attentamente le varie proposte che ci erano state fatte da diverse case discografiche, quella di Buil2Kill, in congiunta ai servizi di Nadir Promotion, ci è sembrata la migliore ed abbiamo quindi trovato l’accordo con loro. I ragazzi che lavorano nella Buil2Kill si sono mostrati subito molto disponibili e abbiamo con loro un rapporto di stima e fiducia reciproca che sicuramente gioverà ad entrambe le parti. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Federico e Trevor per il lavoro che hanno svolto in questi mesi e stanno tutt’ora svolgendo alla grande!
9. Concretizzerete esibizioni live in supporto a RR?
(Sal) Certamente! Durante l’autunno e l’inverno abbiamo suonato in gran parte dei locali qui nel Veneto come forma di supporto a Rising Rage raccogliendo molti fan. Al momento i nostri sforzi si stanno concentrando maggiormente per trasferirci a Londra entro la fine dell’anno, e da lì abbiamo intenzione di far partire una tournée europea che avrà come tappe principali Inghilterra, Danimarca, Belgio e Germania, ma abbiamo in programma qualche altra data italiana prima di partire. Abbiamo una grossa fetta di fan che viene dalla Russia, quindi ci piacerebbe molto suonare anche da loro, però effettivamente partire dall’Europa è più semplice per tutti, quindi per adesso continuiamo a raccogliere i contatti necessari per definire quello che sarà il Rising Rage European Tour.
10. Buona fortuna per tutto, lascio a voi le considerazioni finali.
Tutto il gruppo ringrazia i sostenitori per la stima ricevuta finora e si auspica di ottenere sempre più attenzione in futuro. Qualcosa di macabro incombe, non sentitevi troppo al sicuro perché gli Endless Coma stanno arrivando a sgretolare le vostre sicurezze.
(A cura di Ermanno Martignano)
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