Shinin’ Shade – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Interviste, Stoner Doom


Gli Shinin’ Shade ci propongono un secondo ep dal titolo Slowmosheen, doom rock progressivo e psichedelico. 20 minuti in cui vivere la “sensazione di respirare etere”…intervistiamo i diretti interessati…

1.    Come anticipato nell’introduzione, ascoltare la vostra musica è come “respirare etere”. Per come la vedo io, incarnate i deliri mentali di Jim Morrison, la ruvidità dei Led Zeppelin in chiave sperimentale e l’oscurità Sabbathiana nei momenti più lenti. Cosa ne pensate?

Per come la vediamo noi la nostra musica è un’incarnazione di numerose influenze, che diventano difficilmente localizzabili all’interno delle canzoni. I deliri mentali che tu ritrovi, sono molto personali e si connettono alla frustrazione che ognuno di noi sperimenta nella vita di tutti i giorni. Siamo stati accomunati a gruppi del passato molto spesso, ma quello che cerchiamo di proporre non vogliamo sia paragonato ai ‘mostri sacri’, perchè è fatto in un’altra epoca, con un’altra mentalità e un’altra personalità.

2.    Che significato ha il titolo “Slowmoshen”? Tre soli aggettivi per descrivere questo ep

‘Slowmosheen’ significa letteralmente ‘bagliori al rallentatore’ e descriverlo in tre aggettivi non sarà semplice (almeno per me): a-temporale, malinconico e paranoico. Possono bastare?

3.    Un anno fa avete prodotto l’ep dal titolo omonimo, ed in questo inizio 2012 un felice ritorno con Slowmosheen. Ritenete che ci siano differenze tra questi due lavori o quest’ultimo segue un discorso intrapreso con il primo?

Le differenze che io trovo tra i due sono esclusivamente a livello produttivo, perchè se il primo lavoro (che è un full-lenght) risulta meno emotivo seppur pieno zeppo di riferimenti ‘classici’, ‘Slowmosheen’ cerca di spiazzare chi lo ascolta riducendo questi riferimenti quasi a zero. In pratica cerchiamo di non essere uguali a qualcosa di già presente sul mercato, una proposta sicuramente difficile quindi, ma che per noi risulta quella più soddisfacente.

4.    Che sensazioni volete trasmettere con i vostri brani a chi vi ascolta?

Vogliamo trasmettere un modo di pensare magari astruso per i giorni nostri: ogni persona vive sentimenti in maniera totalmente diversa da un’altra ed è proprio grazie a questo modo di pensare che ogni soggetto ‘risuona’ in ogni canzone a modo proprio. Alla fine è come ritrovare se stessi attraverso le emozioni che la musica risveglia nel nostro essere.

5.    Tanto di cappello alla super confezione digipack, oltre al mistico art work tutti i caratteri sono in rilievo e molto curati. Chi è il vostro grafico?

Il nostro grafico è Jack Larana, che lavora in stretta collaborazione con la nostra etichetta. Il suo apporto per l’art-work è stato fondamentale, perchè è riuscito ad includere in maniera personale le idee che avevamo per copertina e presentazione.

6.    Dopo 2 ep mi auguro sia la volta del primo full lenght, ci state già pensando?

Come già ti accennavo, il primo lavoro del 2010 è un full-lenght, anche se ha quasi poca coscienza di esserlo.
In questo momento stiamo vivendo un periodo abbastanza produttivo, dal quale speriamo di uscirne con un nuovo lavoro entro la fine dell’anno.

7.    Questa è la seconda uscita per la Moonlight Records, deduco che siate soddisfatti del loro operato

Con Moonlight c’è un buon rapporto e sopratutto molta fiducia. Sicuramente l’etichetta e il nostro manager ci indirizzano e spingono la nostra produttività al fine di poter essere altamente personali in quel che facciamo.

8.    Grazie per il vostro tempo, buona fortuna per tutto!

 

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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Endless Coma – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: electro gothic, Gothic metal, Horror Metal, Industrial Metal, Interviste, Post Rock, Progressive, Rock Alternative


Gli Endless Coma sono una band italo-inglese proveniente dal padovano che debutta con “Rising Rage”, un album dai molteplici stili.

1. Benvenuti ragazzi, vi và di presentarvi ai nostri lettori?

(Dark Priest) Che dire… molto piacere siamo gli incubi del passato che ritornano. Era ora che qualcuno tornasse a far capire alla gente che non sono questi tempi in cui si possa stare tranquilli. Oggigiorno sono tutti troppo rilassati dietro ai nuovi cliché, usati come maschera da quelli che temono di non essere accettati da chi li circonda, ed utilizzati da altri come scudo, i quali seppur insofferenti alla situazione in cui vivono non vi si oppongono in alcun modo. Non è questo il modo di agire… Bisogna iniziare a temere ciò che stiamo diventando e ci penseranno gli Endless Coma a ripristinare le vecchie gerarchie, mostrando come uno specchio, il riflesso di quello che spesso non la gente non vede più in sé stessa.

2. Perché chiamarvi “Coma senza Fine”, da dove nasce questo monicker?

(Dark Priest) Ci consideriamo il frutto della realtà di oggi e per chiunque abbia un po’ di spirito riflessivo non risulterà difficile comprendere le motivazioni che ci hanno fatto definire questi ultimi anni come lo stato “comatoso dell’essere umano”. Abbiamo elaborato le nostre reazioni, frustrazioni e difficoltà misurandole sulla base di quello che vediamo attorno a noi, conseguendone soltanto un senso di profonda amarezza e di rabbia. Sembra proprio che i “segni vitali” siano sempre più bassi, non c’è la minima avvisaglia di ripresa, il coma non accenna a finire e ci siamo resi conto che bisogna accettare questo stato se si vuol fare qualcosa di nuovo per cambiare, l’abbiamo accettato a tal punto da esserci identificati in esso.

3. La vostra provenienza si divide tra Italia e UK, come è nata l’idea di unirvi in un’ unica band?

(Sal) Il mio primo contatto con la band è avvenuto in aprile dello scorso 2011 qui in Italia, dove attualmente risiedo. L’incontro con Dark Priest è avvenuto grazie a delle coincidenze puramente casuali in un contesto che non centrava nulla con la musica ma, come si dice in questi casi, le cose migliori accadono proprio quando meno te le aspetti. Mi è stato illustrato il loro piano di lavoro, all’epoca Rising Rage non era ancora completato e la band aveva bisogno di un nuovo chitarrista.

Ho subito visto il potenziale del progetto ed ho accettato di completare le registrazioni con loro e entrare a far parte degli Endless Coma. Come sappiamo tutti però l’Italia è uno dei posti peggiori per cercare di emergere sotto qualunque piano, soprattutto quello musicale, e ancora di più per un gruppo come il nostro che offre qualcosa di nuovo, di diverso, di originale. Grazie alle mie origini britanniche vado in Inghilterra più volte l’anno, e lì la situazione è molto diversa, l’approccio che hanno le persone verso la musica è totalmente diverso, e proprio per questo stiamo lavorando a pieno ritmo per trasferirci a Londra entro il 2012 e far partire da lì la nostra carriera musicale.

4. Rising Rage, un mix di molteplici sonorità: alternative, nu metal e post rock. Quali ritenete siano le vostre influenze più significative?

(Nick Franz) Siamo sempre molto onorati quando ascoltiamo i pareri dei diversi spettatori di “Rising Rage”. Apprezziamo davvero moltissimo il fatto che ogni singolo ascoltatore sia in grado di captare influenze completamente differenti che sicuramente fanno parte del nostro inconscio e delle nostre memorie durante la stesura dei brani, molte delle quali non sapevamo minimamente di avere. Non c’è una fonte di ispirazione più importante, non ce n’è una meno significativa.

Qualsiasi fenomeno musicale, qualsiasi cultura che fa parte del mondo della musica, immagazzinata nella nostra psiche, può essere una fonte fondamentale. Il mondo alternative, con il quale ho passato buona parte della mia adolescenza, sicuramente si associa in modo significativo a questa miscela rock chiamata “Rising Rage”, così come lo sono sicuramente l’industrial per Dark Priest ed il prog per Sal. Non siamo mai stati grandi amanti di post rock, il nostro istinto e la nostra irrazionalità accompagnano la mente nell’ adottare atmosfere, sensazioni ed espressioni di musiche che senza ombra di dubbio abbiamo ascoltato, ma che non sono propriamente nelle nostre corde.

5. Nelle vostre tracce è presente una evidente componente intimista e melodrammatica, quali temi trattano le vostre liriche e cosa volete che esprimano i vostri pezzi a chi li ascolta?

(Dark Priest) Sicuramente la componente intimista rispecchia alcuni elementi del flusso tematico del disco, in quanto parte della sfera emozionale del soggetto protagonista di “Rising Rage”. Ciò che si sente in questo album è  una confusa serie di reazioni di una persona non ancora in età matura, mentalmente genuina e pura, la quale proprio per questo motivo si sente ancor più piena di ira dopo essere stata tradita dalla società in cui vive. La scelta di far filtrare tutto attraverso una visione quasi adolescenziale rende meglio l’idea di cosa abbiamo provato negli anni passati, confrontandoci col il mondo, sentivamo quindi il bisogno di far esplodere tutto ciò che avevamo chiuso in un involucro e trattenuto dentro di noi fin troppo a lungo.

Il risultato assomiglia più ad uno sputo in faccia che ad un’opera teatrale ma non abbiamo certamente trascurato la nostra natura di esseri “amplificati all’ennesima potenza” nel riprodurre il tutto con vestigia di spettacolare esaltazione dei temi. In sostanza “Rising Rage” siete un po’ tutti voi quando eravate nella vostra cameretta in preda alle vostre emozioni, e noi siamo l’orrore che vi stava alle spalle.

6. Chi è la penna del gruppo, quali fattori scatenano in voi la creatività per la loro composizione?

(Dark Priest) Le parti musicali portanti di ogni pezzo sono principalmente frutto del genio creativo di Nick, il quale con l’aiuto mio e di Sal, confeziona ogni volta brandelli di verità inquietanti tanto quanto le riflessioni che spingono me a scrivere i testi.

(Nick Franz) La musica per me non è altro che un insieme di memorie, un diario nel quale annoti delle situazioni di cui hai un tremendo bisogno di ricordare i momenti più particolari. Trascriviamo  soltanto emozioni che per quanto siano toccanti, incontrollate o pesantemente traumatiche, vorremmo dominare in qualsiasi momento, per riuscire a sovrastare le debolezze psicologiche che turbano la nostra ragione di esseri umani. Scrivere una pagina vuota senza mai fermarsi con la penna, quindi comporre la musica senza mai fermare i pensieri. Quando sento il bisogno di esporre determinati stati d’animo particolarmente eloquenti lascio totalmente coinvolgere il mio spirito in un “auto dettato psicologico” senza sosta. Ogni brano non è altro che traduzione perfetta di quel preciso istante in cui ci si esprime.

7. Come nasce un vostro pezzo? La provenienza da due nazioni vi crea problemi in fase di composizione? Preferite usufruite della tecnologia a distanza o attendere di ritrovarvi in una sala prove e fare tutto alla vecchia maniera?

(Nick Franz) Gli Endless Coma attualmente risiedono in Italia, perciò le distanze non sono un problema e non lo sarebbero comunque in nessun caso data la modalità di scrittura dei brani. Le tracce presenti in “Rising Rage” sono nate da una prima fase di composizione musicale estremamente istintiva, quasi impulsiva, nella quale sono stati trascritti tutti i riffs e le percussioni che sostengono per intero ogni pezzo. In seguito tramite tecnologia a distanza (per questo le dicevo che le distanze non sarebbero comunque un problema) abbiamo lavorato al minimo dettaglio e con moltissima dedizione arrangiamenti, linee vocali, arpeggi, tastiere, elettronica, metrica e ritmica di ogni pezzo. La composizione in sala prove non è il caso di “Rising Rage”. Si può affermare che il nostro primo lavoro sia il perfetto equilibrio tra l’estrema impulsività di scrittura ed un meditato arrangiamento.

8. Come è nato il contratto con la Buil2Kill Records, soddisfatti del loro operato?

(Sal) I primi contatti con la Buil2Kill Records risalgono allo scorso autunno. Avevamo da poco terminato le registrazioni di Rising Rage ed eravamo alla ricerca di una buona etichetta. Dopo aver valutato attentamente le varie proposte che ci erano state fatte da diverse case discografiche, quella di Buil2Kill, in congiunta ai servizi di Nadir Promotion, ci è sembrata la migliore ed abbiamo quindi trovato l’accordo con loro. I ragazzi che lavorano nella Buil2Kill si sono mostrati subito molto disponibili e abbiamo con loro un rapporto di stima e fiducia reciproca che sicuramente gioverà ad entrambe le parti. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Federico e Trevor per il lavoro che hanno svolto in questi mesi e stanno tutt’ora svolgendo alla grande!

9. Concretizzerete esibizioni live in supporto a RR?

(Sal) Certamente! Durante l’autunno e l’inverno abbiamo suonato in gran parte dei locali qui nel Veneto come forma di supporto a Rising Rage raccogliendo molti fan. Al momento i nostri sforzi si stanno concentrando maggiormente per trasferirci a Londra entro la fine dell’anno, e da lì abbiamo intenzione di far partire una tournée europea che avrà come tappe principali Inghilterra, Danimarca, Belgio e Germania, ma abbiamo in programma qualche altra data italiana prima di partire. Abbiamo una grossa fetta di fan che viene dalla Russia, quindi ci piacerebbe molto suonare anche da loro, però effettivamente partire dall’Europa è più semplice per tutti, quindi per adesso continuiamo a raccogliere i contatti necessari per definire quello che sarà il Rising Rage European Tour.

10. Buona fortuna per tutto, lascio a voi le considerazioni finali.

Tutto il gruppo ringrazia i sostenitori per la stima ricevuta finora e si auspica di ottenere sempre più attenzione in futuro. Qualcosa di macabro incombe, non sentitevi troppo al sicuro perché gli Endless Coma stanno arrivando a sgretolare le vostre sicurezze.

 

(A cura di Ermanno Martignano)

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Shinin’ Shade – Slowmosheen (EP Moonlight Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Doom metal, Gothic metal, Recensioni


SHININ’ SHADE – Slowmosheen  (EP Moonlight Records 2012)

Tra le note di Slowmosheen dei parmensi Shinin’ Shade, si percorre un viaggio trascendentale: quattro songs per una manciata di minuti che trasmettono sane allucinazioni mentali.

Un ep che convince e che incuriosisce la mente, le sensazioni che si scorgono sono quelle di respirare ettolitri di etere, puro delirio. Slowmosheen è un doom rock progressivo e psichedelico dai ritmi “dolciastri” che ci avvicinano ai deliri mentali di Jim Morrison, a rimembrare la ruvidità dei Led Zeppelin più sperimentatori, fino a giungere alle lenti note dei primi Black Sabbath; ma potremmo citarne tanti altri…

Splendida la voce di Jane Esther-Collins a tratti molto simile (complimenti veri ndr) a quella della bella Anneke Van Giersbergen (ex-The Gathering), che tocca il suo apice in “(Day) Eye”.
Che altro aggiungere, anche il mistico art work fa la sua bella figura assieme all’accurata confezione digipack con tutti i caratteri in rilievo.

VOTO: 70 / 100

 

Tracklist:

1.    In The Darkness
2.    May You Rest In Slowmo
3.    (Day) Eye
4.    Square The Circle

Line Up:

•    Jane Esther-Collins – voce
•    Allen Kramer – chitarra, cori
•    Mek Jefrey – chitarra
•    Roger Davis – basso
•    Mike De Chirico – batteria

Discografia:

•    Shinin’ Shade (ep 2011)

 

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Myspace Shinin Shade

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Ram–Zet – Freaks In Wonderland (Buil2KillRecords 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, Gothic metal, Recensioni, Thrash metal


RAM–ZET – Freaks In Wonderland  (Buil2KillRecords 2012)

Album di non facile assimilazione quello del quintetto norvegese, band di cui non conoscevo nulla e che con somma sorpresa sono giunti al loro quarto lavoro discografico.

Firmato il contratto con la nostrana Buil2Kill Records, (etichetta che dimostra ogni giorno di cavalcare la scena a pieno ritmo ndr), Freaks In Wonderland piomba sulle nostre teste con tutta la sua geniale schizofrenia.

Catalogarlo è quasi impossibile, possiamo dire che il buon Zet  potrebbe aver avuto ispirazione da David Towsend e i suoi Strapping Young Lad, catturando la teatralità degli Arcturus di “La Masquerade Infernale” ed elaborando la complessità stilistica dei Cradle Of Filth.

Eresie…mah, quello che sembra di ascoltare qui è un mix fuori dal comune di thrash metal, progressive e un pizzico di black metal sinfonico con un look tra una normale giornata in ufficio e una serata all’insegna di un locale prettamente gotico. Perfetta la voce apparentemente stile gothic della leggiadra e vampiresca Sfinxs che spesso duetta con quella di Zet e che tocca il suo apice nella parte conclusiva di questo act.

Un lavoro sicuramente interessante e dalle mille sfaccettature, che consigliano a chi non giudica al primo ascolto. Potreste rimanerne visibilmente sorpresi.

VOTO:  70 / 100

Tracklist:

1. Story Without A Happy End
2. I Am
3. Mojo
4. Land Of Fury
5. Madre
6. Circle
7. The Sign
8. As The Carpet Silent Falls

Line Up:

•    Sfinx – voce
•    Kuth – batteria, percussioni
•    Lanius – basso
•    Ka -  keyboard, voce
•    Zet – voce, chitarra

Discografia:

•    Pure Therapy   (2000)
•    Esacpe   (2002)
•    Intra    (2005)

 

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Endless Coma – Rising Rage (Buil2Kill Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: electro gothic, Gothic metal, Recensioni, Rock Alternative


ENDLESS COMA – Rising Rage  (Buil2Kill Records 2012)

Gli Endless Coma, band italo-inglese al suo debutto discografico. Mi hanno colto di sorpresa al primo ascolto di Rising Rage: la confusione mentale mi ha sopraffatto, non riuscivo  a decodificare cosa stessi ascoltando e dove volevano andare a parare….

Ascolto dopo ascolto sono riuscito a sminuzzare e separare i molteplici stili agglomerati in questi quattordici pezzi, ovvero: alternative metal, nu metal e post rock. Direi un mix allettante che crea una certa originalità.

Essendo riusciti ad intrecciare omogeneamente vari generi, sanno farsi apprezzare per l’intero ascolto (o quasi ndr) dell’album; tuttavia alcune cose andrebbero migliorate per il futuro, a partire da una voce non sempre all’altezza della situazione, compensata da una maggiore corposità ottenuta alternando pulito e growl.

Un partenza che non grida a chissà quale miracolo ma che arriva a pieni voti ad un voto discreto, con l’augurio che questo sound così originale si perfezioni sempre più. Song da 10 e lode “My Dear Satan”.

VOTO:  70 / 100

Tracklist:

1. Prelude To The End
2. Mind Battle
3. I Don’t Have A Name
4. Disease
5. Golden Chains
6. No Faith
7. Evil Man
8. My Dear Satan
9. Pain
10. You’re My God
11. Mental Prison
12. Pure Ego
13. D. N. A. (Destroy New Angels)
14. The Last Minute

Line Up:

•    Dark Priest – Voce, liriche
•    Sal – chitarra solista, ritmica
•    Nick Franz – basso
•    Blond – batteria, percussioni

 

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Myspace Endless Coma

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Will ‘O’ Wisp – Kosmo (Nadir Music 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Death metal, Progressive, Recensioni


WILL ‘O’ WISP  – Kosmo  (Nadir Music 2012)

Dopo un passato di gloria durato una manciata di anni, Paolo Puppo ritorna con  questa grande realtà italiana ed una line up rinnovata, ottenendo così questo meraviglioso album.

In seguito allo scioglimento nel 1998, i Will ‘O’ Wisp (che fino ad allora avevano lasciato il segno nella scena con un solo demo e due album), ritornano più carichi che mai e Kosmo ne è la prova lampante. Death metal progressivo e dinamitardo di grande caratura, ricco di trame intricate e soluzioni tastieristiche da brivido che farà la felicità dei fans dei Sadist.
Un gioiello che riprende una carriera interrotta prematuramente, proponendo quasi 44 minuti di pura classe. Un plauso va anche al magnifico lavoro di Tommy Talamanca, che con i suoi Nadir Studio ha reso la registrazione pulita e potente esaltando al meglio la qualità di questi 12 pezzi.
Un ritorno che sazierà chi ancora oggi rimane devoto a quel genere metal tecnicamente “malato” e “contorto” che lascia spiazzati nei primi ascolti, ma si fa adorare nei momenti successivi.

Consigliamo vivamente di farlo vostro e magari (se si trovano ancora in giro) procurarsi anche i primi due capitoli.

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1. Mrtyu (Instrumental)
2. Five Colours
3. Six Forms Of Existence
4. Persecutions
5. Choose My Matrix
6. Going Back ( My Samsara) Part 1 (Mauna) Part 2 ( Garuda)
7. Kosmo
8. Om Mani Pad Me Hum
9. A Place Of Rebirth
10. Bardo Thodol ( Instrumental, Keyboard solo: Oinos)
11. The Thoroughghness Of Thought
12. Sumatra-Buddhi ( Instrumental, Lead Voice : Maethelyiah)

Line Up:

•    Jacopo Rossi – basso
•    Oinos  batteria, keyboards
•    Paolo Puppo – chitarra
•    Deimos – voce

Discografia:

•    Nocturnal Whispers  (demo 1994)
•    Enchiridion  (1997)
•    Unseen (1998)

 

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Autopsy – All Tomorrow’s Funerals (Peaceville 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


AUTOPSY – All Tomorrow’s Funerals  (Peaceville 2012)

Un anno fa usciva Macabre Eternal, atteso ritorno di una delle leggende del death metal old school americane. Lavoro che suggella la forma smagliante e anticipata dall’ep The Tomb Within (2010).

Oggi la band ritorna con un’antologia del tutto particolare pensando bene di riunire tutti gli ep ormai introvabili registrati dal 1991 al 2010: Retribution For The Dead, Fiend For Blood, Horrific Obsession e il già menzionato The Tomb Within in un unico dischetto, aggiungendo anche 4 nuovi e possenti pezzi. 4 song che non deludono e che non fanno altro che aggiungere valore all’immensa storia di questa band lunga 15 anni.

Un dischetto che consigliamo per il suo valore artistico e per la sfavillante confezione digibook o doppio lp.

VOTO: 80 / 100

 

Tracklist:

1  All Tomorrow’s Funerals
2. Broken People
3. Mauled To Death
4. Maggot Holes
5. The Tomb Within
6. My Corpse Shall Rise
7. Seven Skulls
8. Human Genocide
9. Mutant Village
10. Horrific Obsession
11. Feast Of The Graveworm
12. Funerality
13. Fiend For Blood
14. Keeper Of Decay
15. Squeal Like A Pig
16. Ravenous Freaks
17. A Different Kind Of Mindfuck
18. Dead Hole
19. Retribution For The Dead
20. Destined To Fester
21. In The Grip Of The Winter
22. Sign Of The Corpse

Line Up:

•    Danny Coralles – chitarra
•    Eric Cutler – chitarra
•    Joe Trevisano – basso
•    Chris Reifert – batteria

Discografia:

•    Critical Madness – (Demo 1988)
•    Severed Survival  – (1989)
•    Retribution for the Dead  – (EP 1991)
•    Metal Forces-Flexi – (Split with Paradise Lost 1991)
•    Mental Funeral  – (1991)
•    Fiend for Blood  – (EP 1991)
•    Acts of the Unspeakable  – (1992)
•    Shitfun  – (1995)
•    Tortured Moans of Agony  – (Live 1998)
•    Ridden with Disease  – (Compilation 2000)
•    Torn from the Grave – (Compilation 2001)
•    Dead as Fuck – (Live 2004)
•    Dark Crusades  – (DVD 2006)
•    Horrific Obsession – (Single 2009)
•    Awakened by Gore – (Compilation 2010)
•    The Tomb Within  (EP 2010)
•    Macabre Eternal  (2011)

 

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(A cura di Ermanno Martignano)

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Cidodici – Freedom Rebellion (Buil2Kill Records 2012)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


CIDODICI – Freedom Rebellion  (Buil2Kill Records 2012)

Quale bella sorpresa è stata apprendere che dietro questo progetto c è la storica chitarra degli indimenticati In.Si.Dia, Manuel Merigo. Era il 1993, ma lo ricordo come se fosse oggi, che vidi un loro video in una trasmissione musicale di un canale tv (oggi non più esistente). Immediato fu  l’acquisto della musicassetta Istinto e Rabbia scambiata successivamente con il supporto in cd, poiché ancora oggi la considero una grande mazzata tra i denti che ascolto con grande entusiasmo!

Cidodici è una nuova band con un’attitudine visibilmente più moderna. Freedom Rebellion non suona come una rivincita, ne tantomeno come un ritorno agli albori.. troppo facile direi, ma si parte da zero. Un thrash metal duro, veloce ma anche più innovativo e melodico sotto certi aspetti. Semplicemente coinvolgente e orecchiabile, soprattutto in pezzi come Christitution, Beneath Your Skin capaci di scaricare maggior adrenalina grazie ai loro ritornelli e riff portanti.

Un ritorno che non aggiunge nulla di nuovo a quanto c’è già in giro, però non posso negare che FR è goduria per le mie orecchie. Quattordici pezzi compresa una cover della PFM “Impressioni di settembre” che nasconde una gradita sorpresa a fine brano.. che sveleremo in sede di recensione.

VOTO: 70 / 100

Tracklist:

1.    A Note…
2.    Christitution
3.    Suburbia’s Sadness
4.    Beneath Your Skin
5.    The Price Of War
6.    Old School Styla
7.    Gli Occhi Degli Altri
8.    Golden Gate
9.    Mike
10.    Waitin
11.    T.V.I.ctims
12.    A Life To Learn
13.    Impressioni Di Settembre (Cover PFM)
14.    …On The Masses

Line Up:

•    Mario Monzani – voce
•    Dario De Carlo – chitarra
•    Manuel Merigo – chitarra
•    Manuel Maffi – basso
•    Paolo Pirola – batteria

 

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(A cura di Ermanno Martignano)

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