Metaltrashfactory – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Doom metal, Hard rock, Interviste, Punk Rock, Thrash metal


Provenienti da Crocetta Del Montello (TV), i Metaltrashfactory dopo1 demo e 1 ep arrivano all’uscita del full lenght in stile thrash, rock n roll, sludge e attitudine punk. Three Bodies Layer è una partenza del tutto convincente!

1.    Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, partiamo con la biografia dei Metaltrashfactory

Il progetto nasce nei primi mesi del 2002 come gruppo punk-rock, appena dopo la registrazione del primo demo”monkey television fucking voodoo” il gruppo si separa in seguito a divergenze musicali. Vengono percio’ reclutati nuovi elementi (basso, chitarra e batteria) che vanno a creare l’attuale formazione e fanno virare le sonorita’ verso un metal a cavallo tra thrash duro e puro e suoni piu’ moderni.
La formazione attuale è composta da Diego “Spino” Spinelli alla voce, Devis Groppo e Davy “Devyl” Lorenzetto alle chitarre, Daniela Vieceli al basso e Luca De Gaspari alla batteria.
Nel 2008 viene registrato, presso i MusicCity Studio di Montebelluna (TV), l’EP autoprodotto “shadows of black” che ottiene interessanti valutazioni dai magazine specializzati: “un riffing molto serrato e sincopato…ma che sa anche andare lento avvicinandosi allo sludge-core di band come i crowbar – metal hammer10/2009″ e ” ..caratterizzato da una lucida follia e dalla ricerca di soluzioni desuete..-rockhard –/2009″. A promozione dell’EP la band inizia a suonare nei locali del Veneto e non solo, componendo nel frattempo nuove canzoni  e cercando di amalgamare, in maniera sempre piu’ omogenea, le diverse influenze (dal doom al rock ‘n’ roll) di ogni singolo componente e fonderle nel creare una violenza sonora che colpisca piu’ alla mente che allo stomaco.
Nel 2011 si arriva al traguardo del 1° full lenght “three bodies layers” registrato sempre al music city studio (impiety, attila csihar, setherial) con l’ausilio di Nicolo’ Gasparini (peterpunk-scacciapensieri) e considerato non un punto di arrivo ma una partenza.

2.    Da dove nasce questo moniker (abbastanza lungo direi ndr.), come mai la decisione di unire i tre aggettivi formando una sola parola?

L’origine del nome è da ricercarsi agli albori del gruppo, in principio era solo la sigla MTF ma successivamente, col cambio di line up, abbiamo deciso di rappresentare il cambiamento senza rinnegare il passato. Ecco che allora si è deciso di dare un significato alle tre lettere del nome precedente e MetalTrashFactory (rigorosamente senza “H”), oltre a richiamare il genere musicale che ci ispira, significa “Fabbrica dei rifiuti metallici”. Ci sembrava efficace e di forte impatto e abbiamo deciso di tenerlo.


3.    Dalle info disponibili in rete la vostra partenza è stata punk rock, come mai questo cambio di rotta? Fattore dovuto alla nuova line up oppure alla voglia di pestare duro!

Un po’ tutti e due. Diciamo che la nuova line up ha voglia di pestare più duro.
Devis e Spino (chitarra e voce), i reduci della precedente esperienza, erano anche quelli che avevano l’anima più metal all’interno del gruppo e con l’arrivo degli altri si è subito voluto puntare ad un sound graffiante e diretto che si avvicinasse allo stile thrash metal degli anni 80.
Detto questo abbiamo cercato di unire il più possibile le varie influenze per personalizzare il genere date dalle esperienze passate dei vari componenti. Da qui la definizione di Hybryd thrash.

4.    Three Bodies Layers, un lavoro che convince sotto ogni punto di vista; trovarsi una band tra le mani che miscela thrash metal, rock n roll, sludge e un pizzico di doom death non capita tutti i giorni! In poche parole siete riusciti a creare un suono incisivo, lasciando invariata l’attitudine sporca del punk, concordate con la mia definizione?

Beh ti ringraziamo per queste belle parole e direi di sì, le condividiamo. Crediamo che il nostro punto di forza sia proprio quello di proporre (o almeno provare a proporre) qualcosa che si differenzi dal resto del panorama metal italiano. Sinceramente siamo stati definiti nei più svariati modi (Black’n roll il più originale) e questo non può farci che piacere.
Oggi che non si può ormai inventare niente di veramente nuovo e perciò crediamo sia diventato fondamentale affidarsi ai “cross-over” per distinguersi.
Come hai detto tu l’attitudine punk, e forse ancor di più quella thrash, fa da base sulla quale costruire un complesso di influenze e variazioni che toccano vari generi restando però ben attenti a conservare intatto il nostro marchio di fabbrica.

5.    Dieci tracce per quaranta minuti di ascolto, a conti fatti quale è la traccia che vi rende maggiormente orgogliosi? Due parole sulla traccia “Comandante”…

La traccia che ci rende più orgogliosi? A dire la verità è difficile dire quale sia, qualcuno di noi è legato più ad alcune tracce e qualcun’altro ad altre, senza tralasciare pezzi che non sono stati inseriti nel disco e che, chissà, speriamo possano andare a far parte di un secondo lavoro.
“Lost in the snow” è la più vecchia, che risale addirittura alla prima formazione ed è stata rielaborata per inserirla nel disco. E’ chiaro quindi che i due elementi storici del gruppo siano legati a quel pezzo. “Roof of mind” invece rappresenta più di tutte le influenze rock’n'roll ed è probabilmente quella che ci piace di più fare dal vivo. Forse però la canzone che rappresenta un po’ tutti è “Desert warm”, sia per sonorità che per stile vero e proprio.
“Comandante” invece è nata un po’ per gioco. Cercavamo una cover che però potesse darci la possibilità di esprimere al massimo le nostre caratteristiche e quindi volevamo un pezzo che non centrasse assolutamente niente col metal per poterlo stravolgere a nostro piacimento. Dopo varie proposte la scelta è caduta su “Comandante Chè Guevara”, scritta da Carlos Pueblo e diventata canto popolare cubano. Indipendentemente dai riferimenti politici che uno può trovarci, a noi interessava rendere omaggio ad una figura storica che portiamo nel cuore.
Crediamo di aver fatto un buon lavoro rendendola nostra il più possibile visto che alla fine, della versione originale, ne è rimasto solo il testo.

6.    Il vostro art work ha l’aria di essere un capannone in disuso (suppongo sia una foto), chi è l’autore? E’ proprio come lo immaginavate?

E’ proprio come ce lo immaginavamo anche perchè ci siamo occupati noi anche dell’artwork, Luca (batterista) e Spino (voce) in particolare.
La foto di copertina (fronte, retro e inside) in realtà è un collage di foto che abbiamo mescolato assieme per ottenere l’effetto che cercavamo. Volevamo insistere sul concetto di fabbrica per richiamare al nome del gruppo.
Le foto all’interno del booklet invece sono state scattate da Fabricio Selestrino Laurenco ( detto Ramones) e Paolo Dalto all’interno di un ex fornace da anni in disuso e abbandonata a se stessa. Quando l’abbiamo vista per la prima volta ce ne siamo subito innamorati tanto che, dopo alcuni mesi, ci siamo tornati per usarla come location del nostro videoclip “New life pt.II” in uscita a fine novembre.

7.    Mi chiedevo se le tracce contenute nel cd sono tutte nuove oppure qualcuna appartiene al vostro demo (o ep) ed è stata riarrangiata per l’occasione…

Ben 3 delle 5 tracce dell’EP  “Shadows of black” sono state riproposte nell’album e cioè “Lost in the snow”, “Nothing zero dead” e “New life pt.I”. Il motivo è principalmente la necessità di riproporle con una qualità superiore a quella dell’EP sia per quanto riguarda l’arrangiamento sia per quanto riguarda la registrazione. Tutti gli altri invece sono pezzi che abbiamo scritto nel periodo tra i due.
Poi, quando si devono scegliere dieci tracce da inserire in un disco non è mai un lavoro facile. Bisogna fare una cernita cercando di seguire un filo logico e a volte si finisce per escludere pezzi che invece avrebbero meritato di essere pubblicati.

8.    Essendo un lavoro autoprodotto devo dire che è molto professionale, manca solo il nome di un’etichetta discografica…come vi state muovendo in tal senso?

Il merito della qualità del prodotto va diviso con Nicolò Gasparini (ex Peter Punk, ora Scacciapensieri) del MusicCity Studio di Montebelluna (TV) che ha registrato e mixato le dieci tracce presenti nell’album fornendoci una consulenza molto importante anche su una serie di piccoli accorgimenti che hanno contribuito a migliorare il lavoro.
Per quanto riguarda il riconoscimento di un etichetta stiamo inviando il cd a svariate realtà grandi e piccole, così come alle varie agenzie promozionali e di booking. Stiamo a vedere quali saranno i riscontri. A dire la verità una proposta l’abbiamo già ricevuta, stiamo cercando di capire come accordarci ma per scaramanzia preferiamo non parlare ancora di questo…

9.    Immagino che non mancheranno le serate live per sponsorizzare a dovere le nuove tracce…

Infatti, non è così facile però riuscire a trovare date al giorno d’oggi, specie se fai metal e soprattutto se proponi pezzi inediti anziché cover…Ma scuse a parte ci stiamo muovendo per cercare date anche fuori da quello che è stato il nostro “raggio d’azione” in questi anni e cioè la zona del Veneto delle provincia di Treviso, Venezia e Belluno. Ci piacerebbe magari riuscire ad aprire per band importanti o comunque già lanciate nel panorama musicale.
Intanto abbiamo una data importante venerdì 25 novembre al Revolver di San Donà di Piave (VE), per chi fosse in zona…durante la quale presenteremo ufficialmente il nostro videoclip “New life pt.II”, ispirato al film culto “Fight club” e realizzato a fine estate da IrideVideo.

10.     Lascio a voi le battute finali per esprimere il vostro pensiero su 9 anni di MTF.
In bocca al lupo per tutto!

Prima di tutto vorremmo ringraziare tutti quelli che in questi anni ci hanno seguiti nei concerti e non, in particolare Francesco degli Arkaios e Ramones delle Bambine barbute di donna concetta che hanno cantato come guests nel disco. Vorremmo citare anche Silvia e Ivan che hanno recitato nel video e tutti quelli che come voi sostengono il metal emergente.
Speriamo che i prossimi 9 anni ci regalino altrettante soddisfazioni…crepi il lupo!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Metaltrashfactory – Three Bodies Layers (Autoprodotto 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Punk Rock, Recensioni, Thrash metal


METALTRASHFACTORY – Three Bodies Layers  (Autoprodotto 2011)

Vi è mai capitato di incontrare sul vostro cammino una band che misceli thrash metal, rock n’ roll, sludge e un pizzico di doom?  Bhè se non vi è mai capitato vi consiglio di farlo capitare con il primo full lenght dei Metaltrashfactory!

Provenienti da Crocetta Del Montello (TV) questi simpaticoni si formano del lontanissimo 2002 come punk rock band. Dopo un cambio di line up la band cambia quasi radicalmente volto, conservando l’attitudine punkeggiante ma imprigionando a se tutte le influenze citate pocanzi.. risultato, un sound di impatto, corrosivo, sporco e “spensierato”.

Un sound granitico che nel suo incedere di quaranta minuti fa rotolare la vostra testa e saltellare come dei debosciati all’ascolto di “Comandante”… non mancano nemmeno i momenti più blandi come in “Memories”. Da sottolineare che per essere un cd autoprodotto e quindi autofinanziato, i ragazzi hanno fatto un lavoro professionale al 100%: buona registrazione e niente supporto masterizzato, ma originale e con un booklet completo di tutto….tutti punti in più che ovviamente si riversano anche sul voto finale!

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1.    Horizon Of Event
2.    Lost In The Snow
3.    Nothing Zero Dead
4.    Comandante
5.    Collateral Damage
6.    Roof Of Mind
7.    Memories
8.    New Life pt. I
9.    New Life pt II
10.    Desert

Line Up:

•    Diego (Spino) Spinelli – voce
•    Devis Groppo – chitarra, voce
•    Davy (Devil) Lorenzetto -  chitarra
•    Daniela Vieceli – basso
•    Luca De Gaspari – batteria

Discografia:

•    Monkey Television Fuckin Voodoo  (Demo 2005)
•    Shadow Of Black (Ep 2009)

Facebook:
http://www.facebook.com/METALTRASHFACTORY?sk=info

My Space:
Myspace Metaltrashfactory

(A cura di Ermanno Martignano)

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Out Of Mind – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste, Punk Rock


Out Of Mind, fautori di “NovecentoXcento” nel lontano 2008, tornano sulla scena con Que Te Pasa? Intervistiamoli….

1. Benvenuti Out Of Mind, a voi le presentazioni di rito

Un saluto a tutti voi da tutta la band. Siamo gli Out of Mind, ska/punk band del maceratese/fermano. Siamo Piero alla chitarra e voce, Martìn anche lui alla chitarra e voce, Nicola al basso, Fabio alla batteria, e da quest’anno ci sono anche Luigi al Sax ed Eddy alla tromba.

2. Che differenze ci sono tra “NovecentoXcento” e “Que Te Pasa”?

Innanzi tutto c’è una maturazione sia da un punto di vista di stesura dei testi che da quello dell’arrangiamento musicale, “Que te Pasa?” ha poi segnato una vera e propria svolta nel nostro sound con l’ingresso di Luigi ed Eddy in formazione, che ci hanno avvicinato a quelle sonorità ska che erano presenti solo come feel e in maniera marginale in “NovantanoveXcento”. Poi abbiamo abbracciato anche linee simili al punk HC melodico californiano, e diciamo che la cosa ci è piaciuta.

3. Sbaglio o in copertina la donna raffigurata è senza testa? Cosa simboleggia questa stanza vuota con le scale?

Ah ah ah!!! La ragazza ha la testa… Effettivamente ci si può confondere, ma la copertina rappresenta una ragazza che scappa via sconvolta, con una mano portata al viso.  L’ambiente non è una stanza, ma il sottopassaggio di una stazione. Nella stazione passano tantissime persone, di tantissimi tipi, come ad indicare che la gente, le mode passano, ma noi siamo sempre li.

4. Geniale l’idea di registrare due pezzi in lingua spagnola, come è nata l’idea?

Dal momento che nel nostro gruppo c’è Martìn che viene direttamente dall’Argentina la scelta non è stata poi così complicata… ci abbiamo provato, ed ha funzionato!

5. Live in supporto al nuovo lavoro? Cosa ci si deve aspettare da un vostro live show?

Fortunatamente riusciamo a proporci live con una buona frequenza, siamo ottimi intrattenitori, e a fine serata ripuliamo il locale  :) Da un nostro live ci si deve aspettare di tutto: da un mix di ironia e serietà nei temi cantati, a due maxi liquidator puntati sulla gente. Assolutamente da non perdere!

6. Devo dire che guardandovi in foto avete più l’aspetto di una band thrash / death metal che punk, non ritenete che il look sia una parte importante per una band?

No, no….  probabilmente hai mal interpretato… veniamo tutti da esperienze musicali diverse, per qualcuno ci sono state anche esperienze nei generi che hai menzionato, qualcuno viene da anni di jazz, ma principalmente ci accomuna la passione per il rock e per la musica energica e coinvolgente.

7. Perché inserire una traccia nascosta con un mix dei pezzi  frammentati e in chiave quasi elettronica?

I nuovi orizzonti musicali si spostano sempre più verso l’elettronica, e ci piaceva l’idea di inserire una “ghost track” che si differenziasse completamente dai nostri canoni… una cosa che il nostro ascoltatore tipo non si sarebbe mai aspettato.

8. La song che vi carica emotivamente di più e quella che con il senno di poi avreste modificato

Siamo tutti d’accordo che la canzone che ci carica di più è “Panico”, è d’impatto, melodica, aggressiva al punto giusto e con un buon testo. Per il resto no, non vorremmo apportare modifiche a nessuna delle tracce di “Que te Pasa?”, ci abbiamo lavorato molto e siamo soddisfatti al 100% del nostro operato.

9. Quali sono i vostri progetti futuri?

Innanzi tutto vogliamo concentrarci sulla promozione del nostro nuovo album, siamo impegnatissimi sul fronte live. Per un prossimo futuro chissà…

10. Siamo in dirittura di arrivo, lascio a voi le considerazioni finali…

Grazie a voi per il tempo dedicatoci, grazie alla Varnelli che ci ha recentemente sponsorizzato (siamo la prima band sponsorizzata da questo liquore). Vi invitiamo a seguirci sulle nostre pagine di Facebook, Myspace, Twitter ecc..  Ciao!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Out Of Mind – Que Te Pasa? (SG Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Punk Rock, Recensioni


OUT OF MIND – Que Te Pasa?  (SG Records 2011)

Sarò sincero, al primo ascolto di questo cd sono rimasto tremendamente deluso, ho trovato la proposta degli Out Of Mind piuttosto scialba ed ero già convinto che gli avrei affibbiato un voto che non superasse il 50 su 100… invece ascolto dopo ascolto, escludendo la traccia “Che Numero Sei” (non riuscendo ancora oggi ad apprezzarne il testo), il resto delle song pian piano è penetrato così tanto nel mio cervello che canzoni come “Panico” ho iniziato a canticchiarle..…

Out Of Mind, band punk rock / ska già autrice di un album nel 2008, sempre sotto SG Records e dal titolo “NovantanoveXcento”, tornano con questo scoppiettante “Que Te Pasa?”. Bella l’idea di miscelare un sound allegro e scavezzacollo con testi anche riflessivi, come quella di inserire il saffofono e la tromba, (strumenti che a me piacciono tanto ndr.) e di inserire  frammenti di film di Sylvester Stallone (credo Cobra o Dreed).

Incalzante la voce nirvaniania di uno dei due volalist, con un timbro più standard e interessante la scelta di cantare anche in spagnolo. Che altro aggiungere, se vi piace il punk con gli Out Of Mind passerete 38 minuti di puro divertimento.

VOTO:  75 /  100

Tracklist:

1.    Intro
2.    Che Numero Sei
3.    Delirio
4.    Pequeno Punk
5.    Panico
6.    Il giorno del Giudizio
7.    Spazio blu
8.    No Te Quiero Mas
9.    Per Sempre
10.    The Big Rasta Man

Line Up:

•    Piero – voce, chitarra
•    Martìn – voce, chitarra
•    Nicola-  basso
•    Fabio – batteria, voce
•    Luigi -  sassofono
•    Edoardo – tromba

Discografia:

•    NovantanoveXcento  (2008)

MY SPACE:
Myspace Out Of Mind

(A cura di Ermanno Martignano)

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Following Friday – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Punk Rock


Following Friday, band proveniente da Rimini alle prese con il loro primo ep dai suoni molto catchy.

1.    Salve ragazzi, come e quando nascono i Following Friday?

Ciao, I Following nascono nel giugno del 2010 dopo che tutti insieme abbiamo deciso di iniziare un progetto nuovo con nuova gente e un sound tutto nuovo. Siamo tutti amanti della musica elettronica, del pop, delle chitarre grosse e abbiamo messo insieme la band.

2.    Perché chiamarvi “venerdì successivo”?

Following Friday è vivere ogni giorno della settimana inseguendo il Venerdì ed è lo spirito giusto con cui ci piace scrivere le canzoni.

3.    Il vostro sound è praticamente un pop / rock / punk che segue la scia di pop star come Christina Aguilera, Dari, Green Day  etc… confermate?

Nei nostri iPod suonano artisti come Akon, T-Pain, Green River Ordinance, Four Year Strong, Artist Vs. Poets, Boys Like Girls, The Summer Set e band metal come Parkway Drive, The Devil Wears Prada e Suicide Silence. Andiamo matti per The Lonely Island e cantiamo continuamente le loro canzoni! Di Christina Aguilera e Dari non sappiamo praticamente nulla, dei Green Day apprezziamo molto i primi album che sono veramente mitici per le nostre generazioni.

4.    Di cosa parlano i vostri testi, chi è la penna?

Le canzoni contenute nel disco appena uscito sono una riflessione sulla distanza e sull’amore, su come in fondo i sentimenti più profondi siamo sempre sostanzialmente anche i più semplici e che per loro natura ci accompagneranno a qualsiasi età.
Solitamente Luke e Shelly registrano un’idea a grandi linea della canzone, poi tutti insieme pensiamo all’arrangiamento.

5.    Il vostro art work sembra una fotografia fuori fuoco di luci cittadine.. cosa simboleggia di preciso?

L’art work è un’opera di Claudia Massari, un’artista e grafica della Libera Accademia di Belle Arti di Rimini che essendo a tutti gli effetti parte della nostra band ha interpretato graficamente il nostro sound e le nostre personalità.

6.    Come è nato il contratto con Alka Records?

I ragazzi di Alka sono fantastici, sanno lavorare davvero bene. Lo scorso inverno abbiamo portato un nostro demo al MEI a Faenza, il Meeting delle Etichette Indipendenti e dopo poco tempo abbiamo ricevuto una e-mail da loro in cui scrivevano che gli sarebbe piaciuto aprire, insieme a Gun Club Management, una collaborazione con noi. Per noi è stata davvero una bella sorpresa.

7.    Quali saranno i vostri prossimi passi?

Stiamo preparando una sorpresa per i primi giorni di Agosto, una canzone tutta nuova solo per la gente del web; un regalo fatto a modo nostro per tutte le persone che continuano a seguirci e che apprezzano quello che facciamo.

8.    Il prossimo lavoro sarà un full lenght? Seguirà le stesse coordinate stilistiche

Ad Ottobre  torneremo in studio per registrare un nuovo EP, stiamo già lavorando ai nuovi brani. Rispetteremo pienamente il nostro modo di fare musica tenendo conto della nostra maturazione personale e musicale. Speriamo di non tradire le aspettative.

9.    Quale messaggio volete trasmettere a chi ascolta la vostra musica?

Ci piace pensare che i problemi non esistano, ma  solo modi sbagliati per affrontare le cose. Cerchiamo di trasmettere energia e positività che ogni persona può catalizzare come meglio crede. Si trova sempre un momento per uscire a bere qualcosa con un amico che non vedi da un po’ di tempo, per ricordare alle persone che ami che non ti sei dimenticato di loro, per andare in spiaggia  con gli amici, una chitarra e meravigliarsi perché l’alba arriva sempre un po’ troppo presto. A noi diverte da matti suonare le nostre canzoni, se riusciamo, anche solo di poco, ad alleggerire la giornata di chi ci ascolta, possiamo dire “missione compiuta”.

10.    A voi le considerazioni finali.

Grazie mille per l’opportunità di poterci esprimere e vi consigliamo di venirci a trovare ai live dove lo show è garantito e dove diamo sempre il meglio.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Following Friday – Following Friday (EP Alka Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Punk Rock, Recensioni


FOLLOWING FRIDAY – Following Friday  (EP Alka Records 2011)

Questa volta mi tocca iniziare questa recensione con una premessa doverosa, facendo io parte di quella schiera di metallari che si nutre di sonorità estreme, oltranziste, veloci e cupe, la mia descrizione di questo ep, si baserà solo sull’aspetto sonoro poiché il genere  espresso non riuscirò mai a seguirlo e stimarlo.

Followinf Friday, band riminese al loro esordio discografico sotto Alka Records.
Il sound contenuto in questo ep è un pop rock punk molto “allegro”  stile Christina Aguilera, Green Day, Dari… et simila.

Quattro tracce che potrebbero fungere benissimo da colonna sonora per i telefilm americani girati nei college o serie TV come Dr. House, Nip & Tuc, CSI Miami (magari in scene di stasi ndr.)…
Per capirci fino in fondo, si tratta di sonorità catchy dal primo all’ultimo secondo che, grazie alla sua orecchiabilità, diventando facilmente ballabili e canticchiabili. La band non dovrebbe tardare a spopolare tra i teenager che amano seguire le nuove tendenze.  Vi esorto a non tenere conto del mio voto conclusivo perchè da metallaro appartenente alla generazione anni ottanta, sarei falso ad alzarlo ulteriormente.

VOTO: 40 / 100

Tracklist:

1. Carolynn
2. Online song
3. Hi senorita
4. Bright stars

Line Up:

•    Luca Tampieri – voce, sinth
•    Alessio Ruscelli – chitarra
•    Elia Tonelli – chitarra, voce
•    Alessandro Marchi – batteria
•    Cristian Campadelli – basso

MY SPACE:
Myspace Following Friday

(A cura di Ermanno Martignano)

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Dubby Dub – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Grunge, Hard rock, Interviste, Punk Rock, Rock Alternative, Stoner Doom


Intervista ai ferraresi Dubby Dub, moniker piuttosto singolare per un rock ‘n’ roll vintage stratificato nello stoner e grunge.

1.    Benvenuti Dubby Dub, a voi le presentazioni per i nostri lettori

Ciao sono Andrea chitarrista cantante dei Dubby Dub , intanto volevo ringraziarvi per lo spazio concesso e raccontarvi un po’ la nostra storia di Dubby Dub.
Il progetto Dubby Dub nasce nel 2001 nella provincia di Ferrara dalle menti dei fratelli Mauro e Andrea Pulga, allora voce e basso degli H-strychnine, conosciuta band della scena hard-core italiana con all’attivo due dischi usciti per AmmoniaRecords-V2/SonyMusic, ed Enrico Negri, noto musicista della zona, nonché cantante dei Noise e batterista dei Charlest One.
Il risultato è di grande effetto ed il trio porta in scena la sua musica calcando palchi in giro per l’Italia, decidendo poi di registrare un disco di 11 brani al Fear Studio di Ravenna. Nel 2005 Enrico e Mauro fondano una nuova band, Sportclub (album “Catchy” uscito per La Baraonda/Self), che li terrà molto impegnati, mentre Andrea continua la sua esperienza nei riformati H-strychnine. I Dubby Dub vengono così messi nel cassetto per qualche anno finché Flavio Tomei, nel tardo 2009, convince i tre amici a ricominciare l’attività troppo presto dimessa. I Dubby Dub ritornano quindi in piena attività live nel 2010, con l’aggiunta della nuova chitarra di Flavio, pubblicando con ALKA record label il loro album “Rock’n’roll head”

2.    Come mai un nome così singolare per la band?

La storia è molto semplice, eravamo all’inizio della nostra carriera musicale (inizio 2001).
A quei tempi registravamo le prove su cassette e feci ascoltare una canzone (credo che fosse una prima versione di ‘I’M OK’ forse l’unico pezzo da noi scritto un po’ lento)  a un mio conoscente dal nome Yak  (un personaggio un po’ insolito e della vecchia guardia) e gli chiesi se gli piaceva il pezzo da me registrato.
Lui disse che era molto bello e che un gruppo cosi’ doveva avere un nome molto importante.
Io gli chiesi:
-Che nome daresti al mio nuovo gruppo
Lui rispose:
-Dubby Dub.
Quello fu il momento della nascita dei Dubby Dub, per quel che ne so di Yak non ebbi piu’ notizie ma qualcuno lo vide su una Mercedes decapottabile scappare da un inseguimento della polizia.

3.    La band ha avuto origine nel 2001, poi la decisione di accantonarla per parecchi anni…come mai
Io penso di aver portato sempre i Dubby Dub nel mio cuore e di non averli mai accantonati, si forse abbiamo avuto un periodo di standby ma quale gruppo che non si rispetti non l’ha avuto?

Non so forse i troppi impegni di ognuno di noi, la vita frenetica o forse non era ancora il momento di fare uscire il disco.

4. Il vostro sound, oltre a ritenerlo originale, contorsionistico e miscelato con acidi,  sembra un tributo a note band come Queen, Nirvana, Blur e The Queen of the Stone Age, concordate?

Mi fa molto piacere queste sono band importanti nella cultura musicale di ogni uno di noi e sicuramente questi gruppi sono stati ascoltati da noi tante volte. Penso che quello che abbiamo voluto trasmettere nel disco e soprattutto quello che vogliamo trasmettere ai nostri concerti sia la naturalezza stessa della musica.

5.    Quali sono i temi trattati nei vostri testi?

Principalmente i testi non parlano di politica, parlano a volte un po’ d’amore  forse a dire la verità alcune volte un po’ naif.
Facciamo un esempio, la nostra canzone Revolt Party, parla di una festa nella quale noi non ci divertiamo e così esponiamo il nostro dissenso e facciamo di tutto per boicottarla.
I testi sono principalmente musicati da me e scritti da Enrico forse il vero autore.

6.    L’artwork possiamo dire che è abbastanza provocatorio, vedere la sigaretta in bocca ad un bambino demonizza maggiormente la dura lotta contro il fumo. Chi è l’autore?

A dire il vero quel bambino rappresentato in copertina è una foto del 1968 di mio zio Marco  estratta dall’album di famiglia. Questa foto rappresenta il giusto compromesso tra ribellione e gioia di vivere .

7.    Come è nata la collaborazione con Alka Records, soddisfatti del loro operato?

In effetti  la collaborazione e nata nel novembre del 2010 anche se è da tanti anni che ci conosciamo. Noi siamo molto soddisfatti e ci riteniamo molto fortunati.
A giugno andremo in studio per registrare il nostro secondo disco di undici nuove tracce e si spera per una nuova collaborazione con Alka Records.
Intanto ringraziamoli.

8.    Live in supporto all’album?

Questi mesi abbiamo suonato abbastanza in Emilia e alcune date anche in Veneto. Il ventisette di questo mese suoniamo in provincia di Ferrara e penso che sia l’ultimo concerto prima della registrazione. Comunque per eventuali informazioni ci trovate sul nostro sito www.dubbydub.com o su www.myspace.com/dubbydubmusic

9.    Ho letto nella biografia che fate parte di altri gruppi musicali, volete dirci quali?

Come abbiamo detto all’inizio noi proveniamo da vari gruppi musicali:
Io e mio fratello Mauro abbiamo suonato per oltre dieci anni in un gruppo gli H-Strychnine forse uno dei gruppi noise-core piu’ importanti nella scena italiana. Io in quel gruppo suonavo il basso e mio fratello Mauro cantava.
Enrico ha cantato per molti anni nei Noise un gruppo grunge Ferrarese e ha suonato la batteria nei Charlest One .
Enrico canta insieme a mio fratello alla chitarra negli Sportclub
Infine io al basso e mio fratello Mauro alla voce abbiamo appena creato un nuovo progetto, i Go Koala

10.    Siamo in chiusura, a voi le considerazioni finali.

Un ringraziamento a tutti a presto l’uscita del nostro video in collaborazione con Pseudofabbrica e speriamo a novembre l’uscita del nostro nuovo album.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Inarrestabili – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Punk Rock


“Sino al Sole” nuovo album per i punk rockers “Inarrestabili”, band di giovanissimi proveniente dalla Sardegna che prende vita nel lontano 2005. Ripercorriamo la loro carriera musicale…

1.    Benvenuti ragazzi, fateci un breve presentazione della band

La band nasce nel 2005 in un piccolo paese della sardegna vicino olbia, gia’ da subito abbiam iniziato a comporre musica di nostra composizione ottenendo ottimi ascolti….iniziamo cosi a suonare in lungo e largo della sardegna dove nel corso di questi anni abbiam avuto la possibilita’ di condividere il palco con bands di punta della scena punk rock italiana come: derozer e porno riviste,ora e’ uscito il nostro primo vero disco con sg records e l’entusiasmo e’ al massimo e con le nostre canzoni speriamo di portare tutti sino al sole!!!!

2.    In un era dove imperversano le sonorità estreme, da dove scaturisce l’amore per il punk e l’idea di creare una formazione come gli “Inarrestabli”?

Le sonorita’ estreme piacciono anche a noi ma non hanno intaccato il nostro modo di suonare, ,pensiamo che il punk oltre al fatto di esser la musica che preferiamo sia il miglior mezzo per lo meno adatto a noi per dar sfogo ai nostri pensieri. Il punk certo oggi non gode di ottima salute e ritornando proprio al discorso delle sonorita’ estreme volevamo sottolineare una cosa e cioe’ che oggi ci sono tanti gruppi che su di un palco hanno una voce malefica, chitarre super cattive, ma una volta scesi dal palco trasmettono la voglia di bere latte.

Diciamo che i suoni se vogliamo metterla cosi’ non si adeguano alla personalita’ delle persone e noi pensiamo che la musica che un gruppo suona debba in qualche modo rispecchiarne un pò il carattere…siamo nel 2010 non siamo nè gli inventori di un genere nè i number one del punk italiano ma oggi noi facendo il nostro punk ci sentiamo fuori moda e questo a noi piace…

3.    Perché il moniker “Inarrestabili”, chi sono questi inarrestabili!

Gli Inarrestabili sono un gruppo di ragazzi che si son accorti che nella vita o si lotta per cio’ che si vuole oppure resti una comparsa. Inarrestabili perche’ non bisogna mai arrendersi davanti a tutto e tutti.

4.    Il vostro punk è diviso tra testi seri-riflessivi e scanzonati. Come mai l’idea di mescolare le due scuole di pensiero piuttosto che seguire un’unica direzione?

Il nostro modo di essere e di pensare ci porta a scrivere testi di vario tipo perche’ non seguiamo una linea definita, seguiamo le nostre emozioni e quindi scriviamo cio’ che sentiamo in un determinato momento della nostra vita.

Vogliamo essere liberi in molti sensi quindi non ci interessa far un intero disco in cui parliamo solo di politica o dove mandiamo a quel paese la societa’ o dove parliamo solo di xxxonzate, ci piace essere sinceri e onesti e sputiamo i nostri sentimenti e pensieri nelle nostre canzoni, scrivere un intero disco con solo testi seri o con solo testi scanzonati per noi vorrebbe dire creare un disco senza sentimento non vero; un disco non da inarrestabili.

5.    Come mai il titolo “Sino al sole”? Dobbiamo interpretarlo come un traguardo che vi siete prefissati di raggiungere?

Sino al sole perche’ il sole visto da qua giu’ e’ molto lontano, il sole e’ vita, mentre il nostro mondo e’ spento non offre molte opportunita’ di una vita dignitosa o almeno non a tutti.sino al sole perche’ il sole appunto e’ lontano dalla terra in una strofa infatti la canzone dice: sino al sole arrivero’….perche’ l’inferno e’ qua’!!!

Sino al sole è la voglia di andar via, la voglia di trovare una vera felicita’,e quando ognuno di noi si sentira’ davvero felice allora potra’ dire di esser arrivato al sole.

6.    Quali differenze stilistiche si possono riscontrare tra le precedenti release e quest’ultima?

Sicuramente la band e’ migliorata e ci sentiamo un po’ piu’ maturi stilisticamente non ci sentiamo molto cambiati. per il momento il nostro stile e questo e chissa’ magari nel tempo proprio questo nostro stile fara’ la differenza.

7.    Per voi questo è il primo lavoro sotto SG Records, come è nata la collaborazione con l’etichetta italiana, c’è la possibilità che ristampino i vostri primi lavori?

Tutto e’ nato come per tante altre bands e cioe’ abbiam spedito la nostra demo all’etichetta e dopo un po’ di tempo siamo stati contattati dalla stessa etichetta proponendoci di entrar a far parte della loro famiglia. Non crediamo ci sia la possibilita’ di ristampare i nostri vecchi lavori anche perche’ noi puntiamo ad andare avanti ma che dire…mai dire mai!!!

8.    State promuovendo il nuovo album in sede live?

Certo!!! abbiam gia’ fatto varie date dall’ uscita del cd ad oggi tra cui le piu’ recenti abbiam suonato con i totale apatia punk rock band di brescia e tante altre date ci aspettano.

9.    Progetti futuri? Qualche nuovo pezzo già pronto?

Abbiamo gia’ dei nuovi pezzi, alcuni ci convincono molto e da una parte quasi non vediam l’ora di registrarli, ma ci vuole pazienza vogliam far le cose ben fatte…per il resto abbiam tante idee ma ancora tutto da definire.

10.    Grazie per il tempo concessoci. Buona fortuna per tutto, a voi la chiusura…

Grazie a voi per l’intervista…sperando di vederci in un live salutiamo tutti !!!! inarrestabili!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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