Adveniat Hiems – Intervista

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Quale migliore situazione per ricordare le gloriose origini del black metal caratterizzate da quelle tenebrose litanie logoranti e piene di pathos.
E’ proprio in questo passato che ci proiettano gli Advenit Hiems, band black ambient proveniente da Milano, sulla scena con il loro nuovo EP “Loki”.

1.    Salve Adveniat, benvenuti su Eraskor!

Ciao, grazie di averci invitati!
Gli Adveniat Hiems sono una band piuttosto atipica: siamo un gruppo giovane infatti, nato all’inizio del 2008, ma formato da membri che hanno già una lunga esperienza nel campo della musica estrema. Tutti noi suoniamo da più di dieci anni in differenti progetti e solo dopo un lungo percorso individuale ci siamo riuniti: questo fa sì che la band abbia una storia breve ma una base che definiamo senza falsa modestia solida e ben radicata, sia stilisticamente che come idee creative.

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2.    Da dove prende vita il nome Advenit Hiems?

Devi sapere che quando abbiamo composto il gruppo, per prima cosa ci siamo chiesti quale impressione volevamo suscitare nell’ascoltatore, quale idea volevamo far sorgere in chi avesse messo un nostro brano nello stereo; in base a questo abbiamo poi costruito ogni aspetto del gruppo, dal suono fino all’immagine.
La sensazione che gli Adveniat Hiems vogliono risvegliare è il freddo, il gelo delle terre vaste e desolate, l’inverno fatto di ghiaccio e racconti antichi e suggestivi. Per questo il nostro nome è stato tratto da un’invocazione latina che significa “Che l’inverno giunga!”

3.    Il vostro EP, è riuscito a proiettarmi nei primi anni novanta, ricordandomi i compianti Nihil Locus, Burzum, Satyricon, Astral, Anubi etc…
I tempi misti tra una certa litania e suoni ambient fanno dedurre che amate supportare più la vecchia scuola che le sonorità odierne…

Si, è proprio così. Non che non ci piaccia ascoltare il black contemporaneo, ma le nostre preferenze vanno verso le composizioni delle band che hanno fatto le origini del genere. Ci piacciono le atmosfere che sanno evocare, la semplicità a volte delle idee trasmesse unita alla loro efficacia, spesso anche la convinzione con cui sono stati composti e suonati i loro pezzi, che non sempre si ritrova nelle band odierne.
Il primo Burzum per noi ha fatto scuola ad esempio, insieme agli album dei primi anni 90 dei Gehenna oppure alcuni brani dei Mactatus. Il tutto senza dimenticare le atmosfere del bellissimo “For all tid” che è stato l’esordio magnifico dei Dimmu Borgir oppure il cupo “Dark medieval times” dei Satyricon.

4.    Nella vostra biografia, ho letto che prima vi chiamavate “Lustnotes”, come mai questo nome ha cessato la sua esistenza? Che differenze stilistiche possiamo riscontrare con il nuovo progetto musicale?

Prima di formare gli Adveniat Hiems, i tre memebri della band hanno militato insieme nei Lustnotes per diversi anni. E’ proprio in seno a questa band che la nostra collaborazione ha trovato il suo equilibrio e la sua forma d’espressione che manteniamo ancora oggi: abbiamo imparato a conoscerci musicalmente e interpretare reciprocmente le nostre idee, amalgamando i nostri background per trovare un equilibrio che piacesse a tutti e tre.
Quando i Lustnotes si sono sciolti dopo la pubblicazione del CD “Graveyard Ballades”, alla fine del 2006, abbiamo voluto proseguire la collaborazione che si era creata, dando vita ad un progetto che raccogliesse gli interessi e i gusti che ci accomunano, tralasciando gli aspetti della precedente band che non sentivamo più nostri. Ad esempio abbiamo accantonato le atmosfere più barocche dei Lustnotes per lasciare spazio a uno stile più medievale; abbiamo sostituito il virtuisismo delle chitarre con riff improntati alla creazione dell’atmosfera e arpeggi più suggestivi; abbiamo sostituito l’orientamento esclusivamente black metal delle sezioni ritmiche con ispirazioni più vicine al doom. In conclusione ci siamo spostati verso sonorità che sentivamo più adatte a rappresentarci e che potessero caratterizzarci meglio nel panorama musicale odierno.

5.    Il concept di questo mini EP, è legato alla mitologia, al folklore e alla storia del nord-Europa. Potete farci una sintesi della storia e dei suoi personaggi?

“Loki” è un breve album ispirato alla figura dell’omonima divinità e quelle dei suoi tre figli, che giocano negli eventi del Ragnarok (la fine del mondo secondo la mitologia nordica) un ruolo di primo piano.
A parte l’introduzione strumentale dell’album, che riprende in musica uno dei temi caratteristici dell’avvio degli eventi del Ragnarok, la gelata del fiume che separa le terre degli dei da quelle dei mortali, ogni traccia presenta uno dei personaggi dell’album e ne sottoliena le caratteristiche fondamentali. Abbiamo voluto ritrarre con pochi accenni basilari ogni divinità, sottolineando al contempo un tratto per noi significativo che viene richiamato nelle musiche. Di Loki viene ritratta la volontà di vendetta e l’attesa dello scontro con Odino e gli altri dei. Il lupo Fenrir ad esempio viene descritto mentre attende nelle nebbiose pianure dove è incatenato che giunga il momento di divorare il sole e far così piombare il mondo nell’oscurità: la contrapposizione tra i suoi pensieri inquieti e l’immobilità del paesaggio si riflette nei cambi del brano e nell’alternanza tra voce scream e narrazione. Del serpente Midgardsorm invece viene messa in luce la natura simbolica e quasi mistica, specchio dell’eterno fluire di cicli e stagioni, sottolineata dal rincorrersi delle parti portanti delle musiche, mentre Hel, regina degli inferi, domina la chiusura dell’album con la malinconia ma anche l’implacabile spietatezza della sua figura.

6.    Vi esibirete dal vivo per promuovere il vostro prodotto? Con chi vi piacerebbe condividere il palco?

Probabilmente non ci esibiremo live. Innanzitutto la nostra band è composta da pochi membri che svolgono più di un ruolo all’interno del gruppo e dunque sarebbero necessari dei sessionist per un performance dal vivo che al momento non abbiamo a disposizione. Inoltre, nella scena italiana, promuovere una serata black risulta complesso, vista la scarsa popolarità del genere. Preferiamo perciò affidare la promozione dell’album a mezzi a più ampio spettro, come le webzine e internet.
In caso ci capitasse di suonare live però, saremmo molto felici di condividere il nostro palco con altre band dell’underground, che, lo sappiamo bene, è ricco di talento e buone creazioni. Non siamo interessati al rilievo mediatico che molte band bramano, dunque non sogniamo grandi nomi accanto a cui comparire, ma piuttosto ci piacerebbe avere vicino altre band come la nostra, che con convinzione, passione e dedizione portano avanti un progetto che amano e in cui credono fermamente.

7.    Secondo voi, quali differenze sostanziali si riscontrano ancora oggi tra il vecchio black metal e quello odierno?

La differenza tra il black di vecchia scuola e quello odierno è secondo noi abissale. Innanzitutto, ci colpisce sempre come la sincerità dei prodotti delle origini sia stata troppo spesso completamente dimenticata dalle band di oggi. Abbiamo l’impressione che ci si basi sull’apparenza e a volte addirittura sugli effetti speciali per fare colpo sull’ascoltatore, impressionarlo con esplosioni di violenza, con virtuosismi, a volte anche con trasgressioni esagerate fino ad essere comiche, piuttosto che rapirlo con un messaggio o con una suggestione ben curata. Il black odierno spesso somiglia ai programmi tv di qualità scadente: pochi messaggi, quasi nessuna idea originale, ma l’esasperazione di quelli che sono ormai gli standard, la provocazione finalizzata solo alla vendita, la creazione di icone che poi si scoprono vuote e prive di basi o di storia.

8.    State valutando qualche etichetta discografica per una migliore promozione di “Loki” ?

No, o almeno nessuna Major. Abbiamo deciso di promuovere noi in prima persona questo album e di occuparci della sua distribuzione tramite i canali che il web ci offre. Abbiamo provveduto da soli alla commercializzazione dei brani in alta qualità sui principali motori di musica come iTunes ed Amazon, affiancandoli alla distribuzione nel mondo dell’underground indipendente con l’appoggio di alcune net-label che offrono gli MP3 gratuiti al loro pubblico. La stampa del CD invece avviene on-demand ed è dunque disponibile per chiunque la desideri con pochi semplici click.

9.    Progetti futuri? Quale sarà il seguito di questo concept?

Vogliamo continuare con il filone mitologico/folkloristico legato al nord Europa. Il prossimo progetto tratterà probabilmente di una delle saghe nate in questi territori e sarà sempre, poiché questo è lo stile che vogliamo dare al progetto, un album breve composto di pochi brani.

10.    Vi ringraziamo per essere stati con noi, in bocca a lupo per tutto!

Grazie dello spazio che ci avete dedicato, speriamo di risentirci presto per il prossimo EP!

(A cura di Ermanno Martignano)

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