Bad Weather Project – Intervista!

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Lieti di porre qualche domanda ai Bad Weather Project, realtà dai suoni a cavallo tra hard rock e blues caldo e vibrante. Stormriders, (recensione) seconda fatica del quartetto italiano.

Ciao Ermanno, siamo Crisx (voce) e Crackz (chitarre) dei Bad Weather Project

1. Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi, volete fare le presentazioni con una piccola biografia?

Crisx: Ci siamo formati sul finire del 2006 quando il nucleo fondativo dei BWP era alla ricerca di un nuovo cantante. Abbiamo quindi prima lavorato ad una serie di cover che fossero rappresentative del nostro stile per poi concentrarci sulla stesura del primo album (Incoming Twister). Nel frattempo abbiamo affinato il nostro live set sfruttando tutte le opportunità che il nord ovest poteva offrirci… direi che Stormriders è frutto di questo processo di ricerca di identità.

2. Perché chiamarsi Bad Weather Project?

Crackz: Il ‘bad weather’ è un concentrato di energia che si scatena in più forme: tempeste, nubifragi, ecc. Questo è proprio ciò che il gruppo cerca di fare: trasmettere energia attraverso la musica.

Crisx: La scelta del nome è determinata dal forte dualismo insito nel cattivo tempo; da un lato potere distruttivo (appunto la tempesta) ma dall’altro anche una necessità per permettere alla natura stessa di esprimersi e rigenerarsi. In questo il legame con la nostra musica ed i nostri testi… violenti in alcuni casi distruttivi ma nati per spingere a reagire e a non abbandonarsi.

bad weather project - band 2015

3. Mi sembra di aver capito che Stormriders è il vostro secondo album, quali differenze si possono riscontrare tra questo e il precedente capitolo “Incoming Twister”?

Crackz: Alcuni dei brani di Incoming Twister sono nati prima dell’arrivo di Crisix alla voce e ciò ha inciso in alcune scelte stilistiche . Stormriders è nato invece dal gruppo nella sua interezza e in un contesto sinergico. Ogni brano prendeva man mano forma adattandosi ad ogni sfumatura desiderata. Inoltre trovo che il gruppo, con Stormriders, abbia delineato un proprio sound e un proprio modo di scrivere canzoni.

4. La vostra musica si incentra nel rock anni ottanta/novanta, suoni o meglio soluzioni vintage messi al servizio della tecnologia moderna. Soddisfatti al 100% del risultato finale?

Crackz: Soddisfatti sicuramente, ma al 100% non lo si è mai. Parlando dei suoni sarei costantemente a modificare qualcosa, per quanto riguarda i pezzi invece non cambierei nulla. Sono nati in questo modo e credo sia giusto che rimangano tali. I suoni di chitarra, come osservi, pescano molto dagli anni 80 e 90; ho cercato una distorsione corposa e non estrema per non snaturare la dinamica del suono e mi sono affidato appunto a strumentazione di quegli anni (i migliori!). Mundry, al basso ha costruito (nel vero senso della parola) le proprie sonorità alla ricerca di quel suono alle sempre profondo e caldo che accompagna tutto Stormriders. Andy, invece rispetto a Incoming, ha cercato una batteria essenziale sia nei patterns, sia nella scelta del suono, grazie anche all’intervento di Ale dei Tortonia Studio che ha saputo accompagnarci nelle giuste scelte.

5. Addentriamoci nel cuore di Stormriders, quali tematiche trattate in esso?

Crisx: la riflessione attorno ai testi ruota attorno all’attuale momento di crisi che in generale il mondo occidentale sta vivendo. Una crisi che ha impattato sui riferimenti e sui valori delle persone. Abbiamo cominciato a scrivere e ci siamo resi conto che ogni canzone rappresentava una scheggia di questo mondo sempre più difficile da capire: La voglia di reagire (Timebomb), la ricerca di se stessi (Code of Soul) ma anche la fuga e gli amici, quelli veri che ti restano accanto sempre. Un universo vario di persone che cavalcano la tempesta in cui credo molti si possano riconoscere.

6. Chi è l’artefice dell’artwork, in che modo si collega il titolo ai testi?

Crisx: L’autore delle opere riportate su cover, retro e cd è Pier De Felice, un grande artista visuale che opera su Torino e che ha saputo davvero dare vita alle tematiche del disco attraverso immagini forti, in una prospettiva molto personale che ci siamo trovati subito a condividere. Pier inoltre, ha avuto la fortuna di vivere davvero in prima persona la rivoluzione musicale degli anni ’90 e credo che questo suo background ci abbia aiutato a trovarci in sintonia sin da subito. Il progetto dell’artwork invece è opera di Mundry (il nostro bassista) e del suo progetto fotografico Sottoesposto.
Siamo tutti figli della tempesta (di questi tempi così difficili e incomprensibili a tratti), Stormriders vuole essere una racconta di storie di coloro che cavalcano la tempesta, ma anche un invito a non lasciarsi sopraffare.

7. Tre soli aggettivi per descriverci Stormriders

Crackz: Potente, melodico e intenso.

Crisx: Intenso, vibrante, profondo.

8. Come siete arrivati al contratto con la Buil2Kill Records?

Crackz: Dopo un primo contatto via mail ho avuto il piacere di incontrare di persona Trevor e Federico e davanti a una buona cena abbiamo chiaccherato molto e iniziato a imbastire ciò che è l’attuale, ottima, collaborazione tra i Bwp e Buil2Kill. Grazie ragazzi!

9. Ora che l’album è fuori, immagino vi concentrerete sull’aspetto live. Avete qualche data da segnalarci?

Stiamo lavorando per trovare nuove date, ma per ora nessuna anticipazione…avrete nostre notizie presto!

10. Grazie e In bocca al lupo per tutto!

Crackz: Grazie molte a te! Mi auguro che i Bwp possano avere uno spazio concreto nel panorama musicale hard rock/metal italiano e sono anche consapevole che la gavetta per il gruppo è ancora lunga. Desidero comunicare che i Bwp stanno già lavorando su nuovo materiale veramente tosto! Stay tuned.

 

(Ermanno Martignano)

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    1 Commento
    1. 2 anni ago
      giovanni

      wow, non vedo l’ora di ascoltarli questi bad weather project.

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