En Declin, la band romana, ci presenta il full-length “Domino / Consequence” sull’etichetta nostrana My Kingdom Music. Un concentrato di emozioni che toccano sonorità rock, dark, wave, melanconia ed elettronica. Cogliamo l’occasione per far due chiacchiere con la band e scoprire le peculiarità di D/C.
Risponde : Daniele Carfagna
1. Benvenuti En Declin, raccontateci un pò di voi con una bella presentazione
Il progetto En DECLIN nasce 1996 ad opera di Andrea Aschi (chitarra) e Fabrizio Casuccio (voce). Pochi mesi più tardi, la line-up si completa con l’aggiunta di Carmelo Paci al basso e Cristiano Loddo alla batteria; Dopo alcune esibizioni live ed un piccolo promo, la band inizia a lavorare a nuovo materiale, e nel 2000 entra negli studio di Giuseppe Orlando per registrare il primo demo, Amaranth, il quale contiene due lunghe suite di death metal melodico e fosco, accolte positivamente dalla stampa.
Nel 2002, Cristiano e Fabrizio lasciano la band. I due vengono immediatamente rimpiazzati da Marco Campioni alla batteria e Maurizio Tavani alla voce. Il background dei nuovi arrivati conferisce rinnovate energia e linfa vitale al progetto; la fusione con lo stile dei componenti preesistenti dà infatti vita ad un sound originale, fatto di melodie plumbee, emozioni intense e contaminazioni progressive.
Il 2003 è l’anno in cui l’evoluzione del gruppo compie il passo fondamentale, è il momento della maturità artistica. La band entra di nuovo negli The Outer Sounds Studios, e il risultato è il promo intitolato TRAMA, il quale segna anche l’ingresso in line-up di Daniele Carfagna alla chitarra. TRAMA riceve ottima accoglienza da parte di media e pubblico e finalmente, nella primavera del 2005, l’etichetta indipendente My Kingdom Music offre al gruppo la possibilità di realizzare l’album di debutto, intitolato anch’esso TRAMA. Si torna ancora una volta agli The Outer Sound Studios per le registrazioni e infine, il 23 Novembre del 2005, il disco vede la luce.
Nel 2006, Carmelo Paci lascia la band; dopo alcuni mesi, viene sostituito da Massimo Ciaccia, che fin dal suo arrivo, dona un forte impulso alla sezione ritmica.
Per quanto riguarda la rimanente parte del 2006, nonché nel corso dell’anno seguente, il gruppo è impegnato in esibizioni nei dintorni di Roma, così come nel resto d’Italia. Il 2008, invece, viene essenzialmente dedicato alla registrazione del nuovo disco domino/conseguence. Arricchito da un’innovativa ispirazione rispetto ai precedenti due album, l’ultimo lavoro mostra come gli en DECLIN provino (e riescano? Ma sì dai!) ad affinare ulteriormente la formula che li accompagna fin dall’inizio: una mistura di vellutate chitarre acustiche e feroci distorsioni.

2. Vi faccio i complimenti per Dominio / Consequence, un album di qualità e ricco di varie influenze, giusto per citare qualche nome vengono in mente: Klimt 1918, Room With a View, Rain Paint, Anathema e Katatonia… vi rispecchiate in queste influenze?
Non molto in verità rispetto a tutti quelli che citi, ma mi spiego meglio: hai messo nello stesso elenco Anathema e Katatatonia con Klimt, RWAV e Rain Paint. Ora credo che le prime due bands (aggiungi anche un pizzico di Opeth, ma senza esagerare!) abbiano influenzato le seconde tre e noi, ma bene o male partiamo tutte e quattro da quel filone lì, prendendo poi contaminazioni diverse… credo per i Klimt vadano citati gli U2 e gli Editors, per i RWAV i Dregd, mentre i Rain Paint per quello che ho sentito sembrano molto legati ai Katatonia di Tonight’s Decision (ma sono mie opinioni).
Anche noi dobbiamo molto agli Anathema e ai Katatonia, a questi poi aggiungerei i Porcupine Tree, gli A Perfect Circle, i Deus, forse anche qualcosa dei Cure, ma non credo si possa dire che con i ragazzi ci guardiamo tra noi per prendere ispirazioni: la cosiddetta “scena romana” (escludendo i Rain Paint) è fenomenale proprio perché abbiamo una base in comune ma identità completamente diverse.
3. Leggendo la vostra biografia, ho appreso che agli inizi eravate più influenzati da sonorità swedish death e dark, come mai questo mutamento stilistico, semplice maturità compositiva?
Non parlerei di maturità perché poi sembra che chi fa swedish sia immaturo (scherzo)!
Il fatto è che dai tempi di Amaranth la formazione degli enDECLIN è completamente cambiata, è rimasto solo Andrea dei membri originali. Dunque un pò per un cambiamento dei gusti, un pò perché ognuno di noi è riuscito piano piano a trovare il suo spazio per esprimersi e portare le proprie influenze… gli enDECLIN sono diventati quello che ascoltate su domino/consequence.
4. Come scritto in sede di recensione, secondo me, i picchi più alti vengono raggiunti quando cantate in italiano grazie alla meravigliosa maestria della voce di Mao; come mai, quindi, compare in piccolissime dosi come in “Naiive” e nella traccia nascosta di “Fuori Contesto”?
Il fatto di cantare in italiano è una cosa che ci ha sempre stuzzicato, ma è molto difficile farlo, sia forse per un senso di nudità, come se ci si sentisse scoperti, sia perché la nostra lingua è metricamente molto difficile da gestire. “Fuori contesto” è stato un esperimento: la musicalità del pezzo si accordava bene all’italiano, il testo (nato in inglese) poteva venire liberamente tradotto e rimanere arioso come l’originale. Ai posteri il giudizio sul risultato! Dal canto nostro pensiamo che il prodotto finale sia riuscito bene, e questo ci spinge a prendere in considerazione, per il futuro, una dose più massiccia della nostra lingua nei pezzi… chissà…
5. Complimenti per la bellissima cover dei Beatles, possiamo dire che avete donato un certo vigore al pezzo, quali motivazioni vi hanno spinto alla scelta di questa canzone e non una più celebre?…l’idea di inserire una cover è un’iniziativa che proseguirà anche nel prossimo album?
Non sappiamo in effetti perché la scelta è caduta su questa. Il pezzo era nell’aria da molto tempo, avevamo in mente di fare una cover e avevamo cominciato a riarrangiare alcuni pezzi (non ti dirò quali, perché magari un giorno li porteremo a termine!) ma non eravamo mai riusciti a finirli. Ovviamente qualunque cover avessimo fatto volevamo suonasse “enDECLIN” e non come copia dell’originale, su questo punto eravamo tutti d’accordo. Alla fine While My Guitar timidamente ha fatto capolino di nuovo nelle nostre teste, ci abbiamo provato ed è uscita fuori quasi subito. Forse mentre provavamo altro la stavamo digerendo piano piano, e una volta rimessa al centro della questione si trattava solo di suonarla.
Diremo senza modestia che siamo davvero soddisfatti del risultato: siamo riusciti a dar vita ad un pezzo che sembra nostro, e questo è ancora più importante in quanto abbiamo scomodato niente di meno che i baronetti, e il rischio lapidazione per una parodia di un pezzo così bello e storicamente importante (scritto da George Harrison con Eric Clapton alla chitarra solista, mica poco!!!) era concreto…
Per il futuro chissà, certo questa cover ci ha dato l’opportunità di capire che non siamo così incapaci di suonare cose degli altri, ma non so se si verificherà ancora quella corrispondenza di circostanze per cui il brano verrà fuori naturalmente. Sai, tra sbattere la testa sui nostri pezzi o su una cover preferiamo farlo sui primi!
6. Quando ho visto che il vostro cd era su My Kingdom, conoscendo la qualità delle loro proposte discografiche, ero sicuro che anche il vostro prodotto sarebbe stato di notevole spessore. Come è nata la collaborazione con l’etichetta salernitana?
La collaborazione con Francesco è nata un pò di tempo dopo che uscì la demo di Trama. Ci ha dato fiducia, abbiamo confezionato altri tre pezzi ed è venuto fuori il nostro primo full-lenght… il lavoro della My Kingdom Music, pur essendo fatto da una piccola etichetta, è comunque uno sforzo che abbiamo sempre apprezzato perché Francesco lavora al massimo delle sue possibilità.
7. Promuoverete le nuove canzoni con qualche concerto?
Per adesso date sporadiche, ma stiamo programmando una serie di live che partiranno più in là. Come al solito cercheremo di fondere il live con altre forme di comunicazione artistica per rendere lo spettacolo qualcosa di più che un semplice concerto.
8. Se ci fosse possibilità di concretizzare un festival gothic rock, con chi vi piacerebbe dividere il palco?
Mmmh… posso dirti chi vorrei io, ma non so se parlo a nome di tutto il gruppo. Sicuramente tra i big gli Anathema, non mi dispiacerebbe anche il filone un pò più metallaro come i Moonspell e i Novembre. I Klimt per garantire italianità e da qualche parte potrebbe spuntar fuori Anneke Van Giersbergen a cantare con qualcuno!
9. Cosa riserva il futuro per gli En Declin? Potete già sbilanciarvi sull’uscita del prossimo capitolo?
Vorremmo registrare il prossimo disco al più presto, stiamo già lavorando su nuove idee che ci sembrano molto valide e ricche di un “esprit nouveau” che ci piace davvero! Speriamo di farcela a renderle musica entro un anno, perché il parto di domino/consequence è stato troppo lungo e non vogliamo avere il ritmo di quasi un lustro per far uscire un disco!
10. Grazie infinite per essere stati con noi, buona fortuna per tutto!! A voi le ultime parole!
Un grazie a te per lo spazio che ci hai dedicato e per la fiducia che hai riposto negli enDECLIN.
Domino e Consequence sono due parole intimamente legate: le conseguenze di un ricordo, la consapevolezza che le cose non sono eterne, di non saper comunicare, la necessità di non essere sempre sé stessi. C’è sempre un motivo per cui si scopre qualcosa, e il disco è il tentativo intimista di raccontarne le cause e gli effetti. Ma forse sono proprio gli effetti quello che più ci è piaciuto analizzare: cosa succede dentro di noi nel momento in cui un’esperienza qualsiasi ci ha lasciato una consapevolezza in più o un nuovo stato d’animo? Possiamo dire di essere cresciuti? O solo per un momento, fino a quando non faremo di nuovo gli stessi sbagli? In queste considerazioni sta il filo conduttore che tiene insieme i brani di domino/consequence e assegna un mood omogeneo al disco. George Perec scriveva che il gioco del puzzle, malgrado le apparenze, non è un gioco solitario: ogni gesto da noi compiuto per rimettere insieme i pezzi è stato a sua volta compiuto dal suo autore. È un gioco che presuppone una sfida tra due persone, in ultima analisi. Domino/consquence lascia una serie di tasselli sparsi sul tavolo, sui quali noi abbiamo ragionato, dunque all’ascoltatore il compito, se lo vuole, di rimetterli insieme, magari ultimando anche un disegno che noi non avevamo previsto.
Questa la premessa, e allora vorrei cogliere l’occasione per invitare i lettori a visitare le nostre pagine myspace (www.myspace.com/endeclin) e facebook (http://www.facebook.com/pages/en-DECLIN/29931199529?ref=ts). Se non avete ancora ascoltato la nostra musica e soprattutto domino/consequence lì potete farvene un’idea.
Che dire… proviamo ad usare le note per dare emozioni, e alcuni dicono che riusciamo a farlo bene: chissà! non sta certo a noi giudicarci, quindi aspettiamo i vostri riscontri!
(A cura di Ermanno Martignano)
Tags: beatles, en declin, eric clapton





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