Guido Campiglio, chitarrista heavy rock bergamasco, è ritornato sulla scena dopo il precedente “Wood” (2009).. Il nuovo prodotto si intitola “Saturn”, un album fresco e pulito. Ma scopriamo qualcosa in più….
1. Ciao Guido, benvenuto su Eraskor.com
Un saluto a voi e grazie per l attenzione e per lo spazio concessomi.
2. Svelaci le differenze che si possono riscontrare tra “Wood” e il nuovo “Saturn”
Sono due lavori completamente diversi, potrebbero essere stati scritti da due musicisti diversi addirittura. Rappresentano pero entrambi lati diversi del mio songwriting. Saturn è lalbum che tenevo nel cassetto da un pò e che ho aspettato a sviluppare finchè non avessi trovato un’etichetta che l’avrebbe reso un prodotto di mercato,un prodotto con il quale lanciarmi propriamente, in quanto rappresenta lo stile chitarristico e la scelta artistica che maggiormente mi rappresenta. Wood è stato un primo lavoro autoprodotto che ho dedicato un pò a me stesso con pezzi che avevo scritto più per gioco, contiene comunque molta ricercatezza nella musicalità, probabilmente il filo conduttore di questi due lavori.
3. Dove e come è nato l’amore per la chitarra elettrica, da dove scaturisce la decisione di intraprendere una carriera da solista e non creare un vero e proprio gruppo?
Ho dedicato la mia vita alla musica fin da quando avevo 11 anni, la chitarra elettrica e’ arrivata qualche anno piu tardi, in genere gli strumenti a corda sono sempre stati i miei preferiti, la chitarra elettrica e’ lo strumennto ideale per coniugare cliche’s tra i piu vari e si puo’ esprimere tra i piu’ svariati linguaggi musicali, ecco perche mi sono avvicinato al genere neoclassico tra laltro. Ho suonato in diverse band nel corso degli anni, ho sempre prediletto pero’ la musica propria rispetto alla marea esagerata di coverband e tribute band, e sapevo che prima o poi avrei fondato un progetto strumentale per veicolare le mie idee, semplicemente ho sempre amato i chitarristi solisti e allestire un quartetto a nome propprio era nei miei obiettivi.
4. Le tue canzoni sono interamente strumentali, preferisci valorizzare la musica? Includerai mai un testo in futuro?
Alcuni pezzi , come keep on dreaming e mistery erano addirittura nati come cantati,…ti diro una primizia, ho contattato una vocalist davvero notevole con la quale stiamo valutando la possibilita’ di collaborare per un paio di brani, la voce sara’ di tipo lirico, ovviamente la sonorita’ metal. sin d’ora ho preferito valorizzare la musica ma direi piu che altro la musicabilita’ e la cantabilita’ delle parti musicali.
5. Sei pienamente soddisfatto del prodotto finale? Qual’é la song che ti ha dato maggior emozione nel comporla, e quale maggior filo da torcere?
Ci sono delle cose che cambierei, sia a livello di songwriting che a livello di suoni ma mi riconosco soddisfatto del risultato finale, a distanzaa di qualche mese ogni cosa assume un livello di autocritica diverso da quello di partenza. Ascolto molto anche i pareri di chi sente i live e di chi ha sentito il disco, le songs piu’ apprezzate vedo che sono quelle piu immediate e semplici, la mia preferita a livello compositivo e’ violet, un bellissimo tema e un solo davvero sentito, molto apprezzata nei live e’ india, un pezzo davvero etnico originale e orecchiabile, la traccia in assoluto complicata da incidere e’ stata mistery, un riff davvero veloce e dinamico. In genere molti miei temi sono in sweep picking una tecnica considerata ‘difficile’ solo perche mediamente si suona in pennata alternata, io invece ho imparato dapprima quella quindi la trovo piu’ semplice di molte altre cose.
6. Cosa vorresti trasmettere con la tua musica a chi ti ascolta?
Nella mia musica, ma l’ ho scoperta come vena artistica inconscia. e’ presente una matrice molto intensa, con sonorita lontane dagli stilemi rock e blus standard, e’ la musicalita’ originale ed insolita la componente che esprimo maggiormente, il fatto che ricorro spesso ad arpeggi e’ perche mi piace fare cantare l’ accordo. Mi piace anche che si sviluppino dialoghi a due voci sovrapposte, credo che chi la ascolti non possa non notare la ricerca di armonia.
7. Hai già portato la tua musica sul palco, oppure lo farai a breve?
Sono gia’ state fatte una decina di date di presentazione di saturn e mi sono trovato davvero soddisfatto, la formula con la quale usciamo e’ quella del quartetto strumentale oppure, in locali piu’ piccoli in un duo su base. Attualmente collaborano con me anche altri musicisti, oltre a quelli della registrazione, tra cui un nuovo batterista davvero valido: Olivieri Gianmario.
8. Se ti proponessero di fare da spalla a Malmsteen, Satriani o Vai, chi sceglieresti?
U signur….emmm direi di chiedere prima a marty friedman o a nuno bettencourt, in tal caso suonerei volentieri di spalla alla spalla..hehehehe
9. Progetti futuri ed il tuo sogno più ricorrente…
Ho gia’ parecchio materiale nuovo, di fatto vorrei che il lavoro successivo a Saturn fosse davvero lungo e vario. Ho inoltre di recente firmato un contratto di endorsment con la b c rich e nei miei progetti futuri e desideri c e’ di poter partecipare ad eventi fieristici notevoli o di festivals e di fare girare parecchio la mia musica…devo dire che lavorando sodo e stando coi piedi per terra i sogni sono realizzabili se lo vuoi per davvero!
10. Guido, grazie per essere stato con noi, in bocca al lupo per tutto! A te le conclusioni…
Ringrazio ancora per lo spazio concessomi, erano tra l’altro domande interessanti e devo dire anche originali; concludo ringraziando anche coloro che leggeranno questa intervista e che si interesseranno alla mia musica poichè e’ grazie a queste persone che si e’ invogliati a fare musica e a comunicare con quest’arte! Un caro saluto a tutti! G.
(A cura di Ermanno Martignano)





Abbonati ai nostri RSS metal per rimanere sempre aggiornato.


