Human Dirge – intervista

Autore: Ermanno M.  //  Categoria: Interviste, Thrash metal

Diamo il benvenuto ai romani Human Dirge che con il loro EP “Seventy times seven” mettono in risalto le loro qualità ed un thrash metal dallo stile americano…. A loro la parola…

1. Salve Human Dirge, diamo il via con una breve presentazione della band…

Ciao, gli HD sono John (vocalist), Tommy (chitarra solista), Giulia (basso), Flavio (chitarra ritmica). In questo preciso istante stiamo cercando un batterista; abbiamo interrotto con Danilo una collaborazione durata più di un anno per divergenze stilistiche e musicali sebbene i rapporti tra noi siano rimasti buoni. Gli HD nascono nel 2006 con il nome “Oscura Poetry” ed erano sicuramente molto diversi per lineup e genere dagli odierni. Ci siamo evoluti col tempo e, diciamolo, siamo in piena evoluzione.

human dirge foto band

2. Il vostro sound viaggia su stili tipici americani, molto in linea con Testament e Nevermore. Un sound veloce, melodico, pesante ed oscuro, tuttavia da un ascolto più attento si scorge anche una certa influenza svedese. A chi vi siete ispirati per realizzare questo perfetto mix?

Si vero, c’ è un po’ di tutto, questo perché abbiamo ascolti ampi e eterogenei. Sentiamo non solo metal (e per metal intendiamo tutto) ma anche altri generi quindi le composizioni hanno venature diverse. L’ influenza di partenza, perché è innegabile che ce ne sia una, è sicuramente il thrash moderno americano alla Nevermore ma come afferma il nostro promo, adesso il genere diventa “difficilmente etichettabile”. Come avete ben percepito le scene alle quali ci rifacciamo maggiormente sono quella death/thrash americana e la death svedese stile Darkane senza tralasciare influenze classiche quali Carcass ecc…

3. Seventy times seven è un ep che in soli 14 minuti racchiude molto di più di quanto possa offrire un tempo così ridotto, è stata una scelta voluta quella di inserire solo 3 canzoni?

La storia di un promo è difficile da racchiudere in poche righe perché a farla non sono solo le note ma anche le vicissitudini a esse legate. Pensavamo di dare una smossa al precedente EP “Embryo”, seppur a noi piace particolarmente, e abbiamo deciso di provarci con 3 song, abbastanza per capire l’ evoluzione. Nella loro stesura non pochi sono stati i problemi organizzativi e compositivi che abbiamo trovato perché non si voleva fare qualcosa di già sentito o facilmente etichettabile.

4. Quali sono le differenze sostanziali tra l’ep targato 2007 “Embryo” e il nuovo Seventy…

A parte la produzione, più massiccia e aggressiva, i pezzi sono più veloci, più d’ impatto mentre “Embryo” è più melodico e avvolgente. Quest’ ultimo promo vuole picchiare l’ ascoltatore. Non è detto che non si ritorni a sonorità “Embryo”, ci piacciono entrambe a dire il vero. Ma aspettatevi nel futuro un’ altra evoluzione. Non vogliamo di certo annoiarvi.

5. Ho letto che siete alla ricerca di un nuovo batterista, potete fare un appello se lo desiderate.

Cogliamo l’ opportunità per dire a tutti gli interessati, amanti del genere, che cerchiamo un batterista. Chi fosse interessato può contattarci ai nostri indirizzi e-mail e space.

6. Quali saranno i passi futuri della band?…a quando l’arrivo del primo full-legth?

Domandona…vedere il futuro ora, senza il batterista, non è facilissimo. Pensiamo di trovarlo quanto prima e avviare una serie di concerti live parallelamente alla stesura di nuovi brani. Il full sarà un bel parto perché noi abbiamo il pallino di non far uscire le prime cose che ci vengono in testa ma lavorarci su mesi e mesi per arrangiarlo al meglio e non far nulla di scontato. Vedremo…

7. Leggendo la vostra biografia, ho scoperto che prima di Human Dirge il gruppo si chiamava “Oscura poetry”, quali erano la differenza di stile tra le due band?

Inizialmente non c’ era stile…chi avvia band musicali lo sa…c’ è un’ idea mutevole di base, ci si lavora su e non è detto venga perseguita. Questo è il caso nostro. Siamo stati per mesi a creare pezzi senza capire dove andare a parare finché la line up non s’ è invigorita con elementi compositivi di spessore. Tutto questo è stato quasi automatico, senza alcuna frattura. Siamo partiti da un doom/goth/black per raggiungere un prog/thrash/death…non siamo amanti di etichette, facciamo metal come ci girano le idee, questo ci basta.

8. Sono previsti dei live?

Per ora no, però vi invito a consultare di continuo il nostro myspace per aggiornamenti.

9. Con quali band vorreste dividere il palco un giorno?

Sarebbero davvero moltissime, nemmeno a elencarle! E non solo band di grosso calibro ma anche valenti band underground che spesso sono mascherate e nascoste dalla brillantezza (ahimé) monetaria di band famose.

10. L’intervista si conclude qui, non resta che ringraziarvi per la disponibilità concessaci e augurarvi buona fortuna per il futuro. A voi le conclusioni…

Beh, continuate a seguire la scena underground italica, non necessariamente noi. Questa può crescere solo se voi lo volete. Non vi fate ingannare da art work, pubblicità ridondanti, apparenza… Ascoltate tutto, con le orecchie e col cuore, e scegliete con quelle. Grazie dello spazio concesso, un saluto.

(A cura di Ermanno Martignano)

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