Il Grande Scisma D’oriente – Intervista

Autore: Ermanno M.  //  Categoria: Gothic metal, Interviste

Ecco la chiacchierata con la band romana “Il Grande scisma d’Oriente”, band prog-death metal che da pochi mesi ha dato alle stampe il primo lavoro intitolato “Synesthesia”.

Risponde: Emanuele Capparelli

1) Diamo il benvenuto a Emanuele Capparelli , vocalist de “Il Grande Scisma d’Oriente”. Complimenti per il vostro primo lavoro, potresti descrivere ai nostri lettori come nacque questo progetto?
Si può dire che questo progetto sia nato con l’ingresso nella formazione del nostro attuale chitarrista, Gabriele Gaudino, alla fine del 2007. A quel tempo giravamo sotto il monicker “Novalis”, un omaggio al famoso poeta romantico tedesco, ma la nostra linea musicale non era per niente definita.
Le composizioni erano davvero di basso livello, c’erano parecchie influenze thrash, e il tutto risultava una mera sequenza di riff senza un preciso scopo. Io stesso abbozzavo un finto scream, e riascoltando oggi qualche vecchia registrazione, devo dire che ero abbastanza penoso! Cambiando batterista, alla fine dello scorso anno, siamo riusciti a rimetterci in carreggiata, e a ridefinire il nostro approccio alla musica, avvicinandoci sempre più a quello che potete ascoltare oggi nel nostro promo Synesthesia, con bene chiaro in testa l’obiettivo di fare buona musica, ma soprattutto di divertirci.

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2) Come è nata l’idea di usare come monicker il nome “Il Grande Scisma d’Oriente?
L’idea è stata mia, siamo stati spinti a cambiar monicker dal fatto che il precedente, Novalis, era già occupato da una formazione prog tedesca con una decina di full lenght all’attivo, il che sarebbe risultato un grosso problema una volta rilasciate le nostre prime pubblicazioni. Questo nome in realtà si riferisce ad un mio altro progetto personale, ovvero la stesura di un romanzo di impostazione fantasy/fantascientifica, che porto avanti da un pò di tempo.
La scrittura e la musica sono indubbiamente due cose fondamentali per me, e ho pensato che le due cose in qualche modo potessero fondersi, cercando di raccontare in due modi differenti diversi aspetti della stessa storia. Le due cose sono complementari, lì dove finisce la narrazione scritta, comincia quella raccontata attraverso la nostra musica, e viceversa. Avere un monicker così lungo e in italiano è sicuramente un punto a nostro sfavore, (difatti abbiamo dovuto ingannare il nostro bassista, del tutto contrario, dicendogli che avevamo già accettato delle date sotto questo nome, e che oramai eravamo obbligati!), ma sicuramente questo progetto non avrebbe altrimenti avuto, almeno per me, lo stesso significato.

3) Quali sono le tematiche di “Synesthesia”? Chi si occupa della stesura dei testi e della composizione della musica?
Synesthesia, come già accennato, è un primo approccio al mio progetto letterario. Ho composto personalmente i testi, mentre la musica viene soprattutto da idee di Gabriele, il nostro chitarrista, a cui poi abbiamo lavorato tutti assieme. I tre pezzi di cui si compone sono legati da un filo narrativo, bozza di un possibile futuro concept. Riassumo qui brevemente: il protagonista è un uomo affetto da una grave malattia, che lo tiene sin dalla nascita isolato dalla realtà, come se in verità non si fosse mai accorto d’essere.
Ad un tratto la sua mente si accende, ma comincia ad immaginare il mondo così come la sua mente può, associando in maniera errata i sensi (da qui la sinestesia), creando una propria realtà fittizia. Col tempo egli percepisce di vivere nel sogno e cerca un modo per evaderne, riuscendovi infine; passando “al di là dello specchio”, forte della propria esperienza onirica, riconosce che anche il mondo reale in realtà è dettato dalle stesse leggi dei sogni, e comincia un suo viaggio personale, attraverso luoghi ed epoche, alla ricerca di sé stesso.

4) Ti porgo i miei più sinceri complimenti per la tua voce , hai un growl e un timbro davvero invidiabili! Entrambi richiamano molto la voce di Akerfeldt. Sono gli Opeth la vostra più grande influenza? Avete voluto in qualche modo omaggiare i “mostri” svedesi?
Ti ringrazio per i complimenti, sono autodidatta, perciò la soddisfazione è doppia! Sebbene possa sembrare innegabile il nostro legame ad una band come quella di Mikael Akerfeldt, il nostro intento non è mai stato quello di omaggiare la loro bravura o il loro stile, perlomeno non direttamente.
Come ho già accennato infatti le composizioni sono sempre avvenute prendendo come base le idee del nostro chitarrista Gabriele, il quale, e la cosa può davvero sembrare impossibile, è digiuno di swedish o comunque non conosce quasi per niente i gruppi che ci vengono associati come maggiori influenzatori, siano essi gli Opeth, i Katatonia o i Novembre. Stesso discorso vale per i nostri ex chitarrista e batterista, Giacomo e Andrea. Gli unici due ad aver subito pesantemente l’influenza dei sopracitati gruppi siamo io e Matteo, il nostro bassista, e per questo dico che l’influenza è stata indiretta, in quanto abbiamo partecipato in minima parte alla stesura dei pezzi.

5 )Ritornando al discorso influenze musicali : quali sono gli ascolti maggiori tuoi e del resto della band?
Personalmente ho maturato nel tempo una visione molto aperta della musica, cercando soprattutto di avere una conoscenza a 360 gradi del metal, che mi ha portato a preferire di volta in volta uno stilema ad un altro.
Poco tempo fa avrei potuto dirti che i miei ascolti maggiori puntavano sul technical death americano moderno, stile The Faceless o Born of Osiris, mentre oggi potresti più facilmente trovarmi ad un concerto grindcore, ma anche stoner! Matteo, il bassista, condivide più o meno i miei stessi gusti musicali, con una predilezione particolare per la visione alternativa di gruppi come i Tool e gli Anathema. Il chitarrista Gabriele, invece, ha un modo tutto suo di vedere la musica, che ancora non mi è chiaro, perciò, per non fare errori, salto alla prossima domanda.

6) Il disco possiede un’ottima produzione , merito dagli Acme Recording Studio. Come è stato lavorare in questo studio? Siete soddisfatti del prodotto finale?
Siamo più che soddisfatti! Davide, il proprietario dell’Acme Recording Studio, è stato davvero fondamentale nella buona riuscita del prodotto. Sicuramente senza la sua esperienza tecnica e musicale non saremmo riusciti a fare tanto. Lo studio è ottimamente attrezzato, e lui si è rivelato al di sopra delle nostre migliori aspettative.

7) Cosa avete intenzione di fare per il futuro? Siete già alla composizione di nuovo materiale?
L’intenzione è, per ora, quella di chiudere la line-up (cerchiamo infatti sia un batterista che un chitarrista), e di iniziare a comporre nuovo materiale, con l’idea futura di poter far uscire finalmente un full-lenght. Sicuramente il modo di concepire il songwriting cambierà parecchio, soprattutto per cercare di trovare una via più personale che ci svincoli dalle massicce influenze che anche tu hai citato, ad esempio partecipando tutti più attivamente e non lasciando quest’onere a un singolo membro del gruppo, e su questo punto, siamo già sulla giusta strada.

8 ) Bene Emanuele , è stato un piacere fare questa breve chiacchierata. Porgo nuovamente i complimenti alla vostra prima fatica, a te l’ultima parola…
E’ stato un piacere mio, mando un saluto a tutti i lettori di Eraskor.com, e rivolgo loro l’invito ad ascoltare il nostro promo Synesthesia, direttamente dalla nostra pagina Myspace, con l’augurio che l’ascolto sia gradito!

(A cura di Marco Squillino)

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