Infrared – Intervista!

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Primo omonimo ep (recensione) per i lombardi Infrared, cinque tracce noir dalle ritmiche sinuose e malinconiche, a cavallo tra passato e presente.

Risponde: Giovanni Mori (basso)

1. Benvenuti, da quale idea e voglia di esprimersi prendono forma gli Infrared?

Grazie innanzitutto per l’ospitalità. Tutti e quattro, pur provenendo da situazioni diverse, veniamo da anni di cover e precedenti progetti e quasi contemporaneamente abbiamo sentito l’esigenza di creare dei brani nostri. Sono girate le prime registrazioni casalinghe e abbiamo detto “ok, ci piace, partiamo!”.

2. Qual è il significato di questo monicker?

Potrei dirti che ciò che chiamiamo realtà solitamente è un’interpretazione abbastanza superficiale di ciò che vediamo, delle nostre esperienze, ed in quanto tale è solo un’illusione, la realtà è davanti a noi ma non la vediamo mai. Così come l’infrarosso vede ciò che l’occhio non vede ci piacerebbe scavare verso l’essenza delle cose, in questo caso della musica, liberandoci da concetti e interpretazioni. Questa è una risposta che ti darei se avessimo pensato un minimo al nostro nome ma in realtà non l’abbiamo mai fatto quindi sinceramente ti dico che questo monicker ci è piaciuto e lo abbiamo adottato come nome della band.

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3. Da quando esiste il vostro gruppo? Quanto tempo è servito per la realizzazione di questo tassello artistico?

Siamo insieme da Maggio del 2015 e a Luglio eravamo in studio per registrare le 5 tracce del nostro EP d’esordio, non vedevamo l’ora di registrare.

4. La vostra musica sa essere suggestiva e malinconica, noir e graffiante. Quando avete realizzato che l’uso dell’elettronica e delle voci filtrate di Tania avrebbero potuto imprimere nei pezzi quella marcia in più?

L’elettronica era presente fin dall’inizio ma in questo dobbiamo davvero dare merito a Michele Violante che ci ha prodotto l’EP e che a nostro avviso ha fatto un lavoro straordinario e ha introdotto alcune idee, tra le quali la voce filtrata di Tania, che hanno dato un suono particolare e per certi versi inaspettato anche per noi. Michele è stato davvero l’elemento aggiunto della band e lo ringraziamo moltissimo per l’ottimo lavoro.

5. Dal mio punto di vista la vostra musica rievoca parte di quelle vibranti carezze che i The Gathering donavano durante l’ascolto di tre gioielli come Mandylion, Nighttime Birds, How to Measure a Planet. Siete stati mai associati alla band olandese?

No, è davvero la prima volta che vediamo il loro nome associato alla nostra musica ed è curioso perchè, a parte Fabio che reputa Mandylion un bellissimo album, credo che nessuno di noi li abbia mai ascoltati. Però se ci parli di vibranti carezze dobbiamo prima di tutto ringraziarti e poi andare a colmare questa lacuna andando ad ascoltare gli album che hai citato.

6. Quali temi trattate nei cinque pezzi? Quale sensazioni o stati d’animo attendete che vi pervadano per comporre i vostri brani?

L’approccio per la creazione dei testi è duplice; a volte le parole nascono da una melodia che crea Tania da zero oppure vengono plasmati su una struttura di canzone già creata in precedenza dal gruppo. Le tematiche sono varie e si basano su emozioni, sensazioni di gioia di rabbia o di dolore vissute di prima persona o di riflesso. Melodia e parole vanno comunque di pari passo nello sviluppo dei nostri pezzi.

7. Qual è il messaggio che dovrebbe esprimere il vostro artwork?

Il nostro intento nella creazione dell’artwork dell’EP era prima di tutto di colpire e di lasciare un segno riconoscibile. Per questo ci siamo affidati all’esperienza di Massimo Scavazzini per la sua creazione. L’inchiostro che si dissolve nell’acqua simboleggia il pensiero che si forma nella mente mentre il fumo lo stesso pensiero che diventa parola/canzone.

8. Avete optato per l’autoproduzione, nessuna etichetta si è dimostrata interessata nei vostri confronti?

Come ti dicevamo prima da quando ci siamo messi insieme a quando siamo entrati in studio di registrazione è passato solo un mese, volevamo realizzare al più presto l’EP per iniziare a far circolare qualcosa e quindi non abbiamo neanche preso in considerazione l’eventualità di un contratto discografico. Avendo un EP all’attivo ora è più semplice poter realizzare una collaborazione e ti possiamo dire che iniziano ad esserci alcune etichette interessate alla nostra musica e che stiamo valutando una possibile collaborazione proprio in questi giorni.

9. Se volessimo utilizzare la vostra musica come colonna sonora di un film italiano o straniero (anni novanta), secondo voi quale titolo sarebbe ideale a tale scopo?

Forrest Gump!

10. Essendo partiti con il piede giusto, ci aspettiamo presto novità da parte vostra. Avete già qualche idea in cantiere? Grazie.

Oltre ai 5 brani presenti nell’EP abbiamo altri 15 brani che stiamo portando in giro durante i live. Abbiamo tutto il materiale necessario per realizzare un album e ci stiamo seriamente pensando ma in questo momento abbiamo un EP che è appena uscito e soprattutto stiamo lavorando in previsione di una serie di date live che ci aspettano prima e durante l’estate. Direi che potrebbero esserci sorprese subito dopo.
Siamo noi che dobbiamo ringraziare te e il tuo blog per l’interesse mostrato nei nostri confronti e per averci dato la possibilità di farci conoscere un pochino di più grazie a questa intervista. Ciao e a presto!

 

(Ermanno Martignano)

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