Perseus – Intervista!

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Provenienti dalla Puglia, i brindisini Perseus portano alta la bandiera del power metal con il primo album The Mystic Hands Of Fate, fuori per la genovese Nadir Music.

1. Benvenuti nella metalzine pugliese di eraskor ragazzi, iniziamo subito con un breve resoconto della vostra storia

Ciao Ermanno! Grazie per l’ospitalità che hai deciso di accordare alla band su eraskor metalzine.
I Perseus sono nati dalla fusione di quel che restava di due bands brindisine piuttosto longeve, gli Hastings ed i Defenders of the Faith. L’idea iniziale fu quella di ritornare alle radici del metal, quello più vero e puro, privo di quelle mediazioni/contaminazioni stilistiche che ne hanno, nel corso degli anni, risemantizzato l’essenza, garantendone comunque la sopravvivenza.

2. La band prende vita nel 2011, due demo e oggi il primo full lenght “The Mystic Hands Of Fate”: Quanto c’è dei due demo in questo primo capitolo?

Abbiamo estratto dai precedenti lavori (Ashes to Ashes ed Icarus creed) buona parte dei brani che sono andati a comporre il nostro primo album. Tuttavia TMHOF è figlio di diversi momenti compositivi, dal momento che a causa di alcuni problemi di line up, siamo strati costretti ad uno stop forzato protrattosi per alcuni mesi. Ciò è stato forse un bene, dal momento che quando abbiamo ripreso a lavorare avevamo maturato un’idea precisa di quello che volevamo fare e di ciò che volevamo diventare a livello stilistico. Ragion per cui abbiamo abbandonato alcune composizioni presenti nei precedenti lavori ed abbiamo continuato la ricerca musicale, che ci ha condotti a realizzare il nostro TMHOF.

perseus brindisi

 

 

 

 

 

 

 

 


3. Il vostro sound è un classico power metal che, pur non esplorando in innovazione, riesce a piacere e coinvolgere per la sua classicità. Detto da voi, le vostre influenze attingono dal classic sound dei Judas Priest, Iron Maiden, Manowar e dal power di Rhapsody Of Fire, Kamelot e Labyrinth. Io veramente avrei citato in primis i Domine, sia per la tipologia di sound che per il timbro vocale di Antonio, concordate?

Apprezziamo molto i Domine e la loro proposta musicale, poiché vicina alle nostre corde, anche per ragioni anagrafiche. Tuttavia i nostri ‘maestri’ sono stati quei gruppi che hai appena menzionato, Maiden e Priest in testa, ovvero gli alfieri del classic metal per eccellenza.

4. Le tematiche trattate in TMHOF riprendono il discorso presente nella demo di Icarus Creed, ovvero John Burns; cosa viene aggiunto in questo capitolo?

In Icarus Creed vi erano brani che sviluppavano solo parte della storia tormentata e meravigliosa del nostro John Burns. Diciamo che, in modo quasi pirandelliano, ci siamo fatti ‘possedere’ dalla storia e dai personaggi che avevamo creato. Noi siamo stati dei semplici veicoli della loro volontà o meglio del loro desiderio che la loro storia venisse raccontata per intero… Posso solo dire che TMHOF contiene solo la prima parte della storia del Dr. Icarus Lazard. Il resto della ‘saga’, verrà sviluppata nel prossimo cd che, ci auguriamo, possa vedere la luce nel 2016.

 5. Di quale grafico vi siete avvalsi per la realizzazione dell’artwork?

Di Svetlana Fomina, ottima e valida collaboratrice della nostra etichetta discografica, la Nadìr Music. È una ragazza fantastica, una vera professionista, oltre ad essere molto avvenente.

6. Come è nata la vostra collaborazione con la Nadir Music? A quanto ho letto, avete coinvolto anche Tommy Talamanca nelle parti di tastiera.

La collaborazione con la Nadìr è nata grazie al nostro cantante Antonio. È stato lui a fare ascoltare i pezzi del nostro demo Icarus Creed a Trevor dei Sadist, il quale ci ha subito contattati, indirizzandoci presso il Federico Gasperi, manager della Label genovese. Tommy ha prodotto l’album e noi tutti lo stimiamo moltissimo perché è un vero professionista, oltre ad essere un eccellente musicista. Quando siamo arrivati a Genova per registrare TMHOF, avevamo intenzione di inserire alcuni take di tastiera non troppo invasivi. Tommy ha interpretato alla perfezione lo spirito del disco, creando degli arrangiamenti di tastiera mai bizantini e, al tempo stesso, assai efficaci.

7. Ora che l’album è fuori è il momento di pubblicizzarlo tramite live show, avete qualche data da segnalarci?

Per ora ci sono solo progetti ma nulla di definitivo. Vi terremo informati;-)

8. Quale traccia vi ha regalato maggiore emozione nel comporla? E quale nel suonarla dal vivo?

Ci emoziona molto suonare I’ll be alone, pezzo romantico e malinconico che rispecchia la nostra essenza a tratti decadente. Ci carica invece molto eseguire Icarus Creed e Memories, ovvero i nostri cavalli di battaglia.

9. Soddisfatti al 100% del risultato finale? Siete propensi a concentrarvi sulla sponsorizzazione, oppure vi dedicherete anche al prossimo lavoro?

Non siamo mai soddisfatti appieno di ciò che facciamo. Ogni arrivo è per noi un nuovo punto di partenza. Attualmente stiamo scrivendo i brani del nuovo album ed al tempo stesso stiamo facendo piccoli concerti dalle nostre parti, per saggiare l’impatto dei pezzi sul pubblico.

10. Grazie per il tempo concessoci, a voi le considerazioni finali.

Grazie a te caro Ermanno. L’auspicio è che la nostra musica possa arrivare al cuore dei nostri ascoltatori perché i Perseus desiderano regalare non solo emozioni forti, ma anche momenti di riflessione, potenza, mista a sentimento, energia a melodia.

 

(Ermanno Martignano)

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    1 Commento
    1. 3 anni ago
      untitled

      Il Metal Tricolore è stato scalfito da eccellenti Maestri:
      Death SS, Paul Chain Violet Theatre, Vanexa, Strana Officina, Requiem, The Black, Dark Quarterer, ed affini.

      “La penisola non necessita di sottocultura rock (dozzinale, mediocre, ordinaria, scadente)”.

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