Rainfall, band proveniente di Tivoli (RM) è pronta a presentarci il loro metal progressive in “Lost in a cold World”
1. Ciao ragazzi, a voi le presentazioni di rito..
Ciao a voi ragazzi, innanzitutto grazie per lo spazio concessoci. I Rainfall sono una realtà che nasce nel 2006 dall’idea di Emanuela e Matteo, entrambi chitarristi e amici da tempo, ma il progetto ha iniziato a concretizzarsi nei due anni successivi, con la progressiva entrata nel gruppo degli altri componenti. Solo recentemente la band ha trovato la sua formazione stabile con l’ingresso finale di Francesca alla voce. Per due anni infatti i Rainfall sono rimasti un progetto strumentale, data la difficoltà riscontrata nel trovare una voce femminile che si adattasse al genere. L’attuale line-up è costituita da: Francesca (voce), Emanuela (chitarra e cori), Veronica (basso), Giorgio (tastiere), Paolo (batteria).

2. Come nasce il nome Rainfall?
Le sue origini ricalcano quel che essenzialmente è il significato del nome stesso: è nato proprio durante un pomeriggio piovoso, quando guardando la pioggia dai vetri di una finestra Emanuela ha pensato al nome e lo ha proposto agli altri (all’epoca il gruppo non era ancora al completo), i quali hanno approvato. Ma al di là di ciò, il termine è venuto fuori in rapporto al tipo di sound che stavamo iniziando a sperimentare in quel periodo e del quale potrete ascoltare i risultati nell’EP, soprattutto in “Thorns”. In un certo senso, la pioggia è permeata di una certa melanconia, ma allo stesso tempo ha ìnsita in sé anche una funzione catartica, perché cadendo è come se rigenerasse tutte le cose che bagna, donandogli nuova vita. E questa forse è anche la metafora del gruppo, la continua ricerca di una catarsi sonora, di rinnovamento e sperimentazione continua, pur avendo già gettato le basi per un nostro stile personale.
3. Il sound da voi creato si rivela originale e personale. Oltre ai Lacuna Coil è difficile trovare altre band che vi hanno in qualche modo influenzato, svelatecele voi…
In realtà non abbiamo mai guardato ai Lacuna Coil come fonte di ispirazione primaria per la nostra musica. Ovviamente dicendo questo non intendiamo sminuire il lavoro di una grande band come i Lacuna, ma le nostre influenze sono essenzialmente altre ed anche molto variegate, le quali contribuiscono tutte a creare un prodotto che noi speriamo sia per gli ascoltatori “fresco ed innovativo”. Il nostro sound cerca di amalgamare le varie influenze musicali di ciascun componente del gruppo senza però allontanarsi dall’idea di base, che è quella di realizzare un sound moderno riconducibile al metal e intriso di spunti melodici. Ciononostante, possiamo menzionare tra i generi che influenzano lo stile dei Rainfall il progressive, sia nelle sue forme più recenti che in quelle più antiche, il thrash metal, il death metal e la musica classica, che ci offre spunti sinfonici per arricchire le canzoni. Dati i nostri background musicali eterogenei, i nostri “gruppi preferiti” sono molteplici: dai Dream Theater, agli HIM, passando per Opeth, Stratovarius, Metallica e Katatonia, giusto per citarne qualcuno.
4. Perché il titolo “Perso in un mondo freddo”? Qual’è per voi il mondo freddo?
Il titolo cerca in qualche modo di spiegare ed esprimere la nostra riflessione su situazioni di disagio e malessere, sia personale che generale. Troppo spesso riscontriamo difficoltà nel relazionarci in maniera coerente con gli altri. La tendenza è quella di rimanere delusi da quanto sia facile restare incastrati nella sfera del superficiale. Un’illusoria serenità nasconde un clima di tensione che ogni giorno contribuisce a congelare l’atmosfera in cui viviamo. In realtà ogni persona potrebbe benissimo dare la propria personale definizione di “mondo freddo”, non è difficile immedesimarsi, ognuno di noi sa cos’è che può congelare il proprio mondo.
5. Quali sono le tematiche dei vostri testi?
I nostri testi sono in linea con il titolo del demo, si soffermano sul fatto che persone e avvenimenti ci lasciano dentro ricordi e sensazioni difficili da raccontare a parole. Si viaggia tra i sentimenti che ci legano al freddo di questo mondo in cui spesso ci perdiamo, passando dalla paura al desiderio, dalla rabbia alla riscossa, dal dolore al disprezzo, scorrendo in lungo e in largo l’incomprensibile sensazione di gelo che ci ingabbia quando ci sentiamo soli e sperduti. Spesso sono le nostre fantasie utopiche che ci ispirano, dandoci la voglia di contemplare ciò che di più profondo c’è in noi.
6. Siete pienamente soddisfatti del prodotto finale, o modifichereste qualcosa?
“Lost in a Cold World” rappresenta sicuramente un punto di partenza per i Rainfall, trattandosi della nostra prima esperienza in uno studio di registrazione professionale. Col senno di poi, non neghiamo che qualche modifica su alcuni arrangiamenti l’avremmo effettuata, tuttavia ci riteniamo abbastanza soddisfatti del prodotto finale; certo, la produzione non è delle migliori, ma speriamo che questo non influenzi negativamente il giudizio sui nostri brani.
7. Come mai la scelta di incidere solo tre canzoni piuttosto che un prodotto più completo? Possiamo considerare Lost in a cold world un biglietto da visita?
L’idea era quella di realizzare un EP che racchiudesse al suo interno lo stile proprio dei Rainfall. Le tre canzoni in esso contenute infatti rappresentano un biglietto da visita per gli ascoltatori. Ma la scelta di incidere solo tre pezzi è stata dettata anche da un fattore di tipo economico: siamo cinque persone nella band, quattro dei quali studenti universitari, quindi il nostro budget non ci ha permesso molto. Indubbiamente la voglia di far conoscere altre sfumature dei Rainfall agli ascoltatori c’é, anche perché abbiamo tanto materiale ancora da proporre, quindi magari in un futuro prossimo l’idea di un full-length potrebbe realizzarsi concretamente però per adesso l’unico modo per scoprire le altre carte del nostro mazzo sono i live, che speriamo di poter iniziare al più presto.
8. Live show in vista?
Per ora è tutto work in progress: giusto il tempo di riassestarci un attimo dopo le vacanze estive e di dedicarci alla composizione/arrangiamento di nuovi pezzi e poi saremo sicuramente pronti per “uscire allo scoperto”.
9. Progetti e speranze per il futuro…
Per quanto riguarda i progetti, sicuramente serate live per promuovere il demo e cercare di far conoscere la nostra musica in giro; per quel che concerne le speranze, speriamo di arrivare al maggior numero possibile di persone con la nostra musica e di emergere dal prolifico panorama dell’undergroun nazionale. Staremo a vedere cosa accadrà.
10. Siamo in dirittura d’arrivo, vi auguriamo buona fortuna e vi ringraziamo per la disponibilità. A voi le ultime parole…
Grazie ancora ragazzi per lo spazio dedicatoci e grazie ai lettori che leggeranno questa intervista, se volete seguire le nostre avventure e tenervi aggiornati su quel che riguarda il gruppo, news, date, etc. potete visitare il nostro Myspace all’indirizzo www.myspace.com/rainfallroma .
A presto!
(A cura di Ermanno Martignano)
Tags: dream theater, elegy, lacula coil, shadow gallery





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