Progressive metal dai suoni caldi e coinvolgenti, questa è la proposta dei mantovani Replosion caratterizzati da sonorità vicine ai Dream Theater e Shadow Gallery.
Ma non ci dilunghiamo e cominciamo subito con le nostre domande…
1. Benvenuti su Eraskor.com Replosion, a voi le presentazioni
Mike T. – Ciao e grazie ad Eraskor.com per ospitarci e sostenerci con questa intervista.
Il nostro percorso inizia a tutti gli effetti dal 2006 e abbiamo all’attivo un Demo “The Resting Place Of Illusion” al quale seguirà tra breve l’omonimo cd, contenente alcuni brani del demo oltre le ultime release. Il nostro genere tende al Progressive-Metal senza volerne però esaurire, tutti gli standard e cliché compositivi.

2. Da dove nasce il nome Replosion
Mike T. - L’idea del“Resting Place Of Illusion” nasce da un concetto di psicologia: “un’area che consente uno sviluppo soggettivo ed una vita psichica creativa”. Il nome e il concetto ci suonavano perfetti per i percorso musicale che avevamo in mente; essendo troppo lungo però lo condensammo in “Replosion”
3. volevo farvi i complimenti per il vostro EP “Resting place of illusion”, si scorge una forte venatura del tipico sound Dream Theater e Shadow Gallery per via dell’ottima tecnica compositiva e del calore che riescono ad emanare le vostre canzoni. Oltre ai gruppi da me citati, quali sono le vostre maggiori influenze?
Mike T.- Il primo nucleo della band è nato e cresciuto ascoltando Queen, e al di là dei gruppi in sé ritengo importante dire che ascoltavamo e apprezzavamo qualcosa di ogni genere a cui approcciassimo.
Gabriele M.- Grazie di cuore per i complimenti! Per le influenze sicuramente citerei le band progressive degli anni ’70, dai Genesis agli Emerson Lake & Palmer, senza dimenticare i nostri ‘mostri sacri’ come PFM e Banco del Mutuo Soccorso, che di quel ‘calore’ di cui parli sono maestri indiscussi.
4. Ho riscontrato che l’EP è targato 2007. Come è stato il riscontro da parte del pubblico?…Quando ascolteremo un nuovo prodotto?
Gabriele M.-Direi che il lavoro è stato accolto nel complesso più che positivamente da coloro a cui è stato sottoposto. Le webzines che hanno recensito il nostro demo si sono sbilanciate in complimenti e apprezzamenti di vario genere, segnalando comunque criticamente quali potessero essere gli aspetti da migliorare nel sound, e sui quali in seguito abbiamo deciso di investire maggiormente. Adesso siamo in fase di pre-produzione del primo disco dei Replosion che dovrebbe vedere la luce all’inizio del 2010.
5. Quali sono le tematiche dei vostri testi?…E chi è l’autore?
Mike T. – Facendo un paio di considerazioni posso affermare che in generale i testi parlano degli esseri umani in relazione a sé stessi ed in relazione a situazioni in cui si trovano. L’unico testo che si discosta ed è più staccato dalla realtà, più “sognante” è appunto quello che dà il nome al gruppo ed al demo: in questo caso il concetto segue la musica, uno giustifica l’altro e viceversa.
6. Qual’è secondo voi il “resting place of illusion” (luogo di riposo e illusione)?
Mike T. – Il “Resting Place Of Illusion” cioè “il luogo in cui giacciono le illusioni”, è il luogo in cui si formano i desideri, le nostre illusioni. Il luogo in cui noi generiamo i nostri sogni da realizzare; sta poi ad ognuno di noi lottare per portare quelle illusioni a diventare realtà. Questo è poi il senso del testo dell’omonima canzone.
7. Ci descrivete il messaggio che nasconde il vostro artwork e chi è il disegnatore dell’opera?
Mike T. – L’art concept è stato studiato e fatto apposta da Andrea Franzoni, artista bolognese molto talentuoso e concettuale. Da come abbiamo descritto il nostro nome “Replosion” nelle prime domande, potete ben capire, anche senza spiegazioni ulteriori, il perché poi del logo col volto di donna. Ci sono tanti luoghi “dentro” di noi, più o meno consapevolmente, tutti noi, ci troviamo a vivere una vita intera stando in uno o nell’altro. La consapevolezza dell’illusione è un modo di non lasciare mai andare i sogni, ma nel contempo restare aggrappato al concreto per cercare di realizzarli, di non esserne succube solamente.
8. Quanto è difficile in Italia emergere come band progressive, essendo un sound più particolare e magari più ostico da inglobare rispetto al classic heavy, power, thrash, death, black e gothic?
Gabri M. – In Italia emergere è difficile. Punto. Ritengo comunque che il progressive sia un po’ ‘di casa’, nel senso che nella nostra penisola ha sempre avuto un buon seguito ed ha dato spazio a gruppi che sono diventati veri e propri portabandiera del genere dalle origini ad oggi. Il ‘bello’ del metal moderno, poi, è che riesce ad ‘attrarre’ a sé come una calamita anche generi più eterogenei, senza rimanere mai troppo ancorato a se stesso, e questo ci permette di esprimerci liberamente e completamente. Cosa ci riserverà il futuro poi non lo so.
9. Serate live?
Mike T. – Ci stiamo da tempo dedicando alla preparazione dell’album ufficiale, le date live le stiamo selezionando molto. L’ultima data è stata a Luglio coi Killing Touch (il nuovo progetto di Michele Luppi, ex Vision Divine), venivamo comunque da un paio d’anni di live in cui abbiamo toccato più volte Milano, Brescia, Verona, Bologna, Reggio, e Cremona.
10. Siamo alle battute finali, non ci resta che ringraziarvi e augurarvi buona fortuna per il futuro! A voi le considerazioni finali…
Mike T. – Grazie a voi per questo spazio, spero di avere l’opportunità di diffondere la musica dei Replosion e di tornare un giorno a contattarvi per ringraziarvi di avere visto qualcosa in noi. In Italia è difficile, ma iniziative come la vostra aiutano a dar senso alle tante persone che hanno la forza di fare arte al meglio delle proprie possibilità, in silenzio senza pretese di notorietà o di ricchezza.
Grazie, a presto col nostro primo cd ufficiale “The Resting Place Of Illusion”.
Mike
(A cura di Ermanno Martignano)
Tags: banco del mutuo soccorso, emerson lake & palmer, genesis, pfm





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