Salvo Vecchio – Intervista

Autore: Ermanno M.  //  Categoria: Hard rock, Interviste

Intervista a Salvo Vecchio, chitarrista della prog band Ivory, da poco fuori con il suo album da solista e interamente strumentale: The Warm Light of Night, un hard rock e blues di qualità…

1. Benvenuto Salvo, ti chiediamo subito una tua analisi personale su The Warm Light of Night

Grazie Ermanno. Dunque The Warm Light of Night è il mio debutto come solista e penso di poterlo definire come un album di rock eterogeneo!! Mi spiego, inizialmente non avevo intenzione di fare un intero disco e trovandomi con varie idee, anche molto diverse tra loro, ho cominciato ad assemblarle e ho chiesto aiuto ad Andrea Marincola (tastiere) per poterle cominciare a registrare. Abbiamo lavorato tra casa mia e casa sua, fino a quando ci siamo trovati con una decina di pezzi il cui comune denominatore penso possa essere la melodia. Di fatto però stilisticamente ho liberamente spaziato tra metal, rock, prog e persino il country…vitaminizzato!! Il tutto è poi stato apprezzato ed appoggiato da SG Records e New LM Records
che mi stanno supportando molto facendo un ottimo lavoro di promozione.

2. Come mai la decisione di registrare un album interamente strumentale e non avvalersi di un cantante con dei temi da trattare?

Ho sempre apprezzato la musica strumentale e sono sempre stato influenzato anche dai grandi solisti della chitarra che hanno nobilitato la musica strumentale andando ben al di là della sterile esibizione tecnica.
Ero in un periodo di stasi con Ivory e siccome non mi andava di stare fermo ad aspettare che si smuovesse qualcosa ho cominciato a lavorare su cose che magari per Ivory sarebbero state poco idonee.
Penso che un album strumentale rientri negli obiettivi di molti chitarristi, lo dimostra l’enorme numero di produzioni, soprattutto indipendenti, che si possono trovare sul web. Per mettersi un minimo in evidenza in mezzo a tanto marasma secondo me è necessario puntare su composizioni vere, che possano catturare l’attenzione dell’ascoltatore anche senza la voce perchè magari sei riuscito a creare vere melodie e non solo interminabili svolazzamenti solistici, che ci stanno anche, adoro lo shred, però non sono l’unica ragione per cui ci si butta in un progetto simile.

3. Nella biografia a mia disposizione, The Warm Light of Night  viene indicato  come il tuo secondo lavoro (ma non vi è traccia del primo), quindi mi chiedo è riferito a quello registrato con Ivory, oppure esiste ma erroneamente non menzionato?

E’ effettivamente il mio secondo lavoro strumentale, sebbene il primo fosse
uscito sotto il moniker Attitude, con il tastierista Simone Damiani e molti
musicisti come guests anche in quella occasione.
The Warm Light of Night è il mio primo album solista in senso stretto
diciamo!!

4. Come mai l’esigenza di registrare qualcosa al di fuori di Ivory, pensi che
alcune soluzioni contenute in TWLON non potrebbero mai essere pubblicate in quel progetto?

Sì l’idea era quella, sebbene mi renda conto che componendo buona parte della musica degli Ivory possano riscontrarsi alcuni elementi in comune.
L’attività della band era in stand by a causa dei numerosi impegni lavorativi di ciascuno di noi, ma la voglia di suonare non è mai sopita, anzi, le idee sono andate via via aumentando mano a mano che il progetto si evolveva e sono stato molto contento di poterle concretizzare fino ad arrivare ad un disco completo apportandovi anche un nutrito gruppo di amici musicisti tra un pezzo e l’altro.

5. Hai iniziato a suonare all’età di 14 anni, chi o quale situazione ha contribuito in questa decisione?

Beh alcuni amici avevano cominciato a suonare e rimasi immediatamente affascinato dalla chitarra e dalle possibilità espressive e tecniche che essa permetteva; poi un giorno uno di loro mi diede una cassettina (tempi preistorici!!) con da un lato Passion and Warfare di Steve Vai e dall’altro Surfing with the Alien di Satriani, tutt’ora i miei due dischi strumentali preferiti. Da allora difficilmente è trascorso un giorno senza che avessi suonato, anche solo per qualche minuto, una chitarra!!

6. Suonerai le tue canzoni dal vivo, oppure rimarranno solo in studio
version?

Questo è un tasto dolentissimo!! E’ difficile in Italia portare la propria musica dal vivo se non si è una tribute band… figurarsi con un album strumentale… Onestamente sapevo che difficilmente avrei portato su un palco questi pezzi, comunque non a mio nome, ma penso che con una delle band con cui suono sarebbe fattibile inserire in scaletta almeno un paio di pezzi. Questo sì, mi piacerebbe molto.

7. Cosa riserva il futuro di Salvo Vecchio, un nuovo album strumentale, oppure un nuovo act a nome Ivory?

Le idee ci sarebbero, la voglia anche; quel che scarseggia è come sempre il tempo. Mi piacerebbe evitare di ripetermi, non vivendo di sola musica ho la libertà di scrivere e suonare quel che mi passa per la testa senza aver il timore che se poi non dovesse piacere non potrei pagare la bolletta della luce (l’ultima è stata pure una bella legnata!!).
Anche gli impegni degli altri sono poi ovviamente da considerare, non sai quanto sia difficile a volte mettere insieme 4 o 5 persone per una prova, insomma è un periodo in cui stiamo cercando di pianificare qualcosa sia come Ivory che per altre varie ed eventuali… per me è passione, quindi periodicamente sento il bisogno di tornare su un progetto piuttosto che un altro per aggiornare quella “fotografia” che rispecchia un dato momento e non più, magari, quello attuale. In tal senso sicuramente un prossimo CD Ivory sarà sicuramente diverso da quanto fatto col primo.

8. C’è un pezzo dell’album che ritieni superiore ad altri? Quale è stato quello che ti ha dato più grattacapi in fase di composizione?

Superiore o più problematico no, però potrei citarti Salvation dal punto di vista meramente tecnico, My old wine per groove ed arrangiamenti e Intense Horizons per melodia e dinamiche.

9. Vuoi dirci i nomi delle persone che hanno collaborato con te in questo album? Vuoi ringraziare qualcuno per l’esito finale?

Con moltissimo piacere, anche perchè è grazie a loro se il progetto è arrivato alla sua concreta realizzazione.
Oltre ad Andrea Marincola (che ha co-prodotto con me il CD) e Luca Bernazzi (basso su due pezzi) che suonano con me anche negli Ivory, hanno partecipato Cristiano Bertocchi (Labyrinth, Vision Divine) su due pezzi, Alessio Lucatti (Vision Divine) su un pezzo con un assolo, Sted (Highlord) con un assolo e idem Gilbert Pot (ex Elegy) su un altro pezzo.
Inoltre Simone Mularoni (DGM, Empyrios) si è occupato del mastering e Davide Nadalin della Nerve Design dell’artwork di copertina.

10. Lascio a te le considerazioni finali.. Grazie per il tempo concessoci, alla prossima!

Grazie infinite a te Ermanno per lo spazio concessomi, è stato un piacere rispondere alle tue domande. Invito i tuoi lettori a fare un salto sul mio myspace www.myspace.com/salvoguitar dove oltre a qualche mp3 potranno trovare tutti i link utili per eventualmente reperire il CD.
Saludos!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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