Impaled Bitch – Scavenger of Corpse (promo 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Grind death, Recensioni


IMPALED BITCH – Scavenger of Corpse  (promo 2010)

Altra mazzata a nome Impaled Bitch. Ormai Soso ci ha abituati ad ascoltare almeno due uscite alll’anno a nome del suo progetto distruttivo e soffocante.

Scavenger Corpse, sei nuove tracce con l’ottima partenza della crescente Fatherless Child, brano lungo sei minuti che cresce qualitativamente anche grazie alla sua ottima registrazione.
God Suck inizia con la celebre frase “Vota Antonio la trippa” tratto dal film “Gli Onorevoli” (mitico Totò ndr.); pezzo dal classico stile Impaled, ma che, aihmè, perde il suo impatto sonoro a causa dei volumi troppo bassi rispetto al pezzo d’apertura. Si continua con Kill the pedopriest, migliore del precedente grazie alla sua vena thrash metal oriented, e stessa sorte per la successiva May.

Dopo queste tracce interessanti, ma notevolmente penalizzate dai volumi (“problema” che continua a persistere in ogni release), con Liberati Master Soso si ritorna ad una registrazione vicina al primo pezzo, anche se  questo brano risulta meno coinvolgente. Si chiude con la mid tempo Your Mind, oltre quattro minuti che alzano il tiro mettendo in luce una gratificante scelta della “melodia”, sicuramente il pezzo migliore dei sei..

Un Lavoro che convince  al 50% evidenziando ancora una volta come il chitarrista Soso dà il meglio di se nei momenti più cadenzati e claustrofobici, mettendo in luce l’ottimo gusto per il “grottesco inquietante.

VOTO: 60 / 100

Tracklist:

1.    Fatherless Child
2.    God Suck
3.    kill the Pedopriest
4.    May
5.    Liberati Master Soso
6.    Your Mind

Line Up:

•    Soso – Chitarra / voce / drum machine

Discografia:

•    Worms (2009)
•    Tumor for dinner (2009)
•    Mutation (2009)
•    Primordial blasfemus regurgitation  (2010)

MY SPACE:
Myspace Impaled Bitch

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Autopsy – The Tomb Within (Peaceville 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


AUTOPSY – The Tomb Within  (Peaceville 2010)

Confesso, quello degli Autopsy è un ritorno che aspettavo con ansia, mi ritengo uno di quelli che vivono nella convinzione che Autopsy, Carcass, Unleashed, Bolt Thrower e Immolation siano le uniche band death metal davvero “true” e, quindi, escludendo Immolation e Unleashed (i primi non si sono mai fermati, mentre il secondo gruppo si è riformato qualche anno fa), posso dire che una delle mie aspettative si è finalmente concretizzata tramutandosi in realtà.

Sinceramente, dopo quindici anni senza un album ufficiale, appena ho saputo di un mcd mi sono un pò preoccupato, temevo un ritorno tiepido e incolore.. giusto per rientrare in scena a passo silenzioso.

Con mio grande stupore le cinque tracks esprimono al meglio la forza trascinante di un full lenght, mi son ritrovato ad ascoltare una band in forma più che mai, nulla è cambiato: quell’aria putrida e irrespirabile, quelle chitarre claustrofobiche, la voce acida di Chris….. la mia soddisfazione mentale è arrivata alle stelle solo dopo il primo ascolto!

Questo 2010 è oramai al suo termine, e non poteva chiudersi nel migliore dei modi, “The Tomb Within” è puro gore e marciume psicotico, merita quindi di ronzare nelle orecchie di ogni vero deathsters!

Aprite il sipario, i signori del death metal sono tornati!

VOTO: 85 / 100

Tracklist:

1. The Tomb Within
2. My Corpse Shall Rise
3. Seven Skulls
4. Human Genocide
5. Mutant Village

Line Up:

•    Chris Reifert – batteria / voce
•    Danny Coralles – chitarra
•    Eric Cutler – chitarra
•    Joe Trevisano – basso

Discografia:

•    Critical Madness – (Demo 1988)
•    Severed Survival  – (1989)
•    Retribution for the Dead  – (EP 1991)
•    Metal Forces-Flexi – (Split with Paradise Lost 1991)
•    Mental Funeral  – (1991)
•    Fiend for Blood  – (EP 1991)
•    Acts of the Unspeakable  – (1992)
•    Shitfun  – (1995)
•    Tortured Moans of Agony  – (Live 1998)
•    Ridden with Disease  – (Compilation 2000)
•    Torn from the Grave – (Compilation 2001)
•    Dead as Fuck – (Live 2004)
•    Dark Crusades  – (DVD 2006)
•    Horrific Obsession – (Single 2009)
•    Awakened by Gore – (Compilation 2010)

MY SPACE:
Myspace Autopsy

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Impaled Bitch – Primordial blasfemus regurgitation (Autoprodotto 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Grind death, Recensioni


IMPALED BITCH – Primordial blasfemus regurgitation  (Autoprodotto 2010)

Nuovo e imperterrito ritorno di Soso e il suo progetto solista Impaled Bitch, un progetto che dal 2009 sino ai giorni nostri vede all’attivo 4 album in continua crescita.
Il fresco full lenght “Primordial Blasfemus Regurgitation” mette in luce ancora una volta l’abilità del giovane polistrumentista con un lavoro ancora migliore del precedente “Mutation”. Un disco che mantiene intatta la sua formula brutal grind death, ma ancor più ricca e migliorata.

Un sound più ragionato, avvolge le nove tracks presenti con qualche rallentamento che da un certo respiro al tutto; ingegnoso l’inserimento di una tarantella calabrese in “The Dreamer” che denota un piacevole lato gogliardico. Voce gutturale allucinante e a tratti “robotica” quella di Roberta Saullo, ospite  in “Bastard Destiny”.
Un plauso va anche all’artwork, marcatamente più professionale ed elaborato.

VOTO: 70/100

Tracklist:

1.Cu la testa Mpacchiata aru muru
2. Santità Fasulle
3. Ignorant  of Faith
4. Kill the Prophet
5. The Dreamer
6. Vomit Jesus
7. Evangelista Morto
8. Bastard Destiny (featuring Roberta Saullo)
9. Primordial Blasfemus Regurgitation

Line Up:

Soso – Chitarra / voce / drum machine

Discografia:

•    Worms (2009)
•    Tumor for dinner (2009)
•    Mutation (2009)

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Abyss of Pain – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


La band nacque con il nome di Swarm nel Friuli Venezia Giulia (Nord–Est Italia) nel 2003 suonando death metal. Poi nell’estate del 2004 in seguito ad un cambio di line-Up, che segnò l’entra nella band di Alessandro “Bibi”, il nome venne definitivamente cambiato in Abyss Of Pain.

La profonda voce e la forte presenza scenica del nuovo arrivato fece cambiare rotta alla band che, unendo alla melodicità iniziale un sound decisamente più nordico, iniziò a suonare ritmi più brutali e aggressivi. Il
gruppo così formato iniziò suonare nel territorio friulano, diventando ben presto una della band metal emergenti più conosciute .

Spinta dalla buona risposta del pubblico la band decise nell’aprile 2007 di registrare la prima demo dal titolo “… and pain grow stronger” . Nell’estate dello stesso anno gli Abyss of pain promossero il loro cd con una serie di show live , suonando anche in alcuni festival insieme ai già collaudati Raintime e Slowmotion Apocalyspe .

2008 :

  • gennaio: la line-up subì ulteriori cambiamenti .
  • marzo: la band iniziò una collaborazione con l’agenzia Alkemist Fanatix.
  • aprile: la rivista Grind Zone pubblicò una positiva recensione sulla nuova demo.
  • maggio: la band partì per due data nel sud d’Italia ottenendo un buon responso dal pubblico.
  • giugno: vennero pubblicate due nuove recensioni su Rock Hard e Metal Maniac.
  • ottobre: “ … and pain grows stronger “ venne nominata top demo su Metal Hammer con un intervista alla band nel numero successivo.
  • novembre: AoP aprono il concerto dei Node a Padova

2009 :

Gli Aop registrano il loro primo album presso il “Remaster Studio” di Nick Savio a Vicenza.

I componenti di ABYSS OF PAIN:
Alessandro “BB” Molaro – Voce
Gimmi Piccin – Chitarra
Emanuele Anastasia – Basso
Anup Canuti – Batteria.

The band was born as SWARM in Friuli Venezia-Giulia (North-Eastern Italy) in 2003 playing death metal, then in summer 2004 the name turned into the definitive ABYSS OF PAIN.

The joining of Alessandro “Bibi”, who added his deep voice and strong presence, let melodic and Nordic sound to melt together with most brutal and aggressive rhythms. The group so formed began to play all around its native Region, becoming one of the most well known new metal band, thanks both to live shows and to the recording of their first demo called “…and pain grows stronger”, in April 2007.
In summer 2007, Abyss of Pain started to promote their CD, playing also as supporter for some famous metal band as Raintime and Slowmotion Apocalypse during festivals.

Year 2008:

  • January: the line-up has changed, due to the will of one of the two guitarists to undertake his own musical project.
  • March: the band signed a collaboration contract with the management agency Alkemist Fanatix. In April, the metal magazine Grind Zone did the first comment to the demo, showing quite positive reaction.
  • May: the band was engaged in two gigs through the South of Italy, obtaining good response.
  • June: other two Italian metal magazines – Rock Hard and Metal Maniac – reviewed the demo, talking in positive way and waiting for something great from the band in the coming future.
  • October: “..and pain grows stronger” was demo of the month in Metal Hammer, which granted them an interview in the following number of the same magazine.
  • November: AoP were proud to be supporting act of NODE in Padova.

Year 2009:
In January AoP joined “The Great Metal Complotto”, a 14 tracks compilation of metal bands from Pordenone; In the same month, the band made a big step ahead recording its first official album at Nick Savio’s “Remaster Studio” in Vicenza.

ABYSS OF PAIN are:
Alessandro “BB” Molaro – vocals
Gimmi Piccin – lead & rhythm guitar
Emanuele Anastasia – bass
Anup Canuti – drums.

{lang: ‘it’}

Schuldiner – Quorthon – Darrell “la storia sono loro!”

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


Abbiamo deciso di intitolare questa rassegna “La storia sono loro” per omaggiare tre importarti personaggi della scena metal scomparsi prematuramente. Questi artisti hanno avuto una brillante carriera musicale e si sono fatti strada nei cuori di numerosissimi fans. Qui di seguito una breve presentazione di: Chuck Schuldiner (fondatore, voce e chitarra dei Death), Quorthon (fondatore e vocalist dei Bathory) e Dimebag Darrel (fondatore e chitarrista dei Pantera).

La nostra sarà una biografia affinché vivano ancora tra i nostri ricordi più reconditi…

Chuck Schuldiner e i suoi Death (13/05/1967 – 13/12/2001)

chuck foto

Chuck Schuldiner, vero nome Charles Michael Schuldiner, nomignolo Chuck, nato a Long Island – New york city il 13/05/1967 , figlio di padre austriaco e madre sudamericana era il più piccolo di tre fratelli. All’età di nove anni cominciò a suonare la chitarra acustica, ma dopo la tragica scomparsa del fratello Frank nel 1976, causata da un incidente stradale, i genitori, per aiutare il giovane Schuldiner a vincere lo shock subito, decisero di regalargli una chitarra elettrica.
Il ragazzino iniziò a prendere subito lezioni di chitarra ma abbandonò quasi istantaneamente per diventare in breve tempo un autodidatta incominciando a strimpellare pezzi degli Exciter ma dedicarsi di lì a poco con pezzi propi.

Dopo una pura dedizione allo strumento nei week-end e anche durante la settimana, imparò presto i suoi segreti, esibendosi per la prima volta di fronte al pubblico all’età di soli 10 anni. Decise di abbandonare la scuola, dedicandosi a tempo pieno al suo strumento e avvicinandosi al genere death metal formando la band e dallo stesso nome Death, nome correlato al ricordo della scomparsa del fratello Frank, la quale anche nei testi delle sue canzoni l’argomento era la morte, a tal proposito, scrisse una canzone dal titolo “Open casket” che inserirà nel secondo album “Leprosy” del 1988…dove raccontava i momenti difficili che ha dovuto superare dopo la perdita del fratello.

La carriera musicale vera e propia dell’ultra tecnico chitarrista, prenderà vita nel 1983 con il gruppo Mantas, affiancato dal batterista Barney Lee e il chitarrista Rick Rozz, con questa formazione nel 1984 registrarono su nastro il primo demo intitolato “Death by metal” e incominciarono i primi show, subito dopo, avvenne il cambio di monicker in Death. La band durò un anno per problemi di formazione, Chuck si trasferì in Canada per entrare nella formazione hard rock Slaughter, ma un anno dopo decise di lasciare la band per riformare la sua creatura. Ricreata una nuova formazione con il batterista Chris Reifert e il chitarrista John Hand, entrarono per la prima volta in uno studio di registrazione partorendo “Scream Bloody Gore” considerato ancora oggi il capolavoro della band. Successivamente, ritornando in formazione rick Rozz e l’aggiunta del bassista Terry Butler e il batterista Bill Andrews, entro poco tempo registrarono il successore Leprosy.
Nel 1990, con l’entrata di un altro grande chitarrista James Murphy, i Death cambiarono il loro sound grazie alle influenze tecniche del nuovo chitarrista, registrando Spiritual Healing.
La band subì nuovamente cambi di line-up vedendo tra le fila il chitarrista Paul Masvidal, il grande bassista Steve di Giorgio e il batterista Sean Reinert, e fu la volta di Human del 1991.

Nel frattempo Schuldiner fece una breve permanenza nei Voodoocult registrando un solo album intitolato Jesus killink machine ma tornò subito a preparare il nuovo album con i suoi Death e dopo l’ennesime sostituzioni, ingaggiando Andy LarRoque (chitarrista) e Gene Holgan (batterista) ritornarono in pista con “Individual Though Patterns”. Un anno dopo, ci sarà un nuovo ingaggio di chitarrista e bassista, rispettivamente Bobby Koelble e Kelly Colon e con un nuovo contratto per Roadrunner records, registrarenno il nuovo capolavoro “Symbolic”. Dopo un periodo di pausa, Chuck formò un progetto parallelo classic metal dal nome Control Denied registrando un demo.
Tornato a lavorare al successore di symbolic, presto uscì “The sound of perseverace” e nonostante l’enorme successo, il chiarrista sciolse la band per dedicarsi ai Control Denied che nel 1999 pubblicarono “The fragile art of Existence”.

Questa pubblicazione discografica sarà l’ultima di questo talentuoso personaggio che in 16 anni di carriera ha influenzato tanti altri chitarristi. Nel 1999, accusando dolori alla base del collo, scoprì di essere affetto da un tumore al cervello. Iniziò subito le prime cure che sembrava stessero portando l’artista sulla via della guarigione, dopo innumerevoli aiuti con raccolte di fondi da parte di colleghi nel realizzare concerti allo scopo di aiutare l’artista e la famiglia oramai in crisi finanziaria, fu sottoposto ad un intervento per rimuovere il tumore costato 70.000 dollari, ma dopo poche settimane i medici si accorsero che il male non era stato debellato del tutto.. nel frattempo Chuck ha continuato a comporre altre nuove canzoni per i Control Denied, Tracks che non vedranno mai luce a causa delle diatribe legali dell’etichetta Hammerheart records (successivamente cambiata in Karmageddon media) con la famiglia dell’artista successive alla morte del chitarrista avvenuta il 3/12/2001.

Solo 2 cd compilation vedranno luce intitolate “Zero Tolerance 1&2” contenente i primi demo dei Death, , versioni live e versioni strumentali dei Control Denied.

Quorthon e i suoi Bathory (17/02/1966 – 07/06/2004)

quorthon

Quorthon, vero nome Ace Borje Thomas Forsberg, nato a Stoccolma il 17/02/1966, figlio di Borje Forseberg, esperto di musica rock e metal chiamato il “Boss”, esperienza che lo ha portato ad essere direttore e proprietario della casa discografica Black Mark Production, etichetta che in seguito, avrebbe dato luce a tutti gli album dei Bathory. Il giovane Quorthon, affascinato da storia e mitologia riguardanti saghe dei popoli scandinavi, nel 1983 fondò il suo gruppo Nosferatu con lo pseudonimo Black Spade, ben presto lo sciolse riformandolo sotto il nome Bathory, monicker con espliciti riferimenti alla nota contessa Erzsebét Bathory, di cui era affascinato. Della sua creatura, era l’unico elemento stabile, in fase di registrazione si affiancarono a lui il bassista Freddan, il batterista Jonas Akerlund e un cantante dal soprannome “The Animal” che venne sostituito da Quorthon stesso di li a poco.

Nello stesso anno, due brani della band vennero inseriti nella compilation “Scandinavian Metal Attak” la quale diede un ottima visibilità alla band ed il produttore della stessa compilation Tyfon Grammofon, propose al cantante di registrare un album che uscì nel 1984 intitolato semplicemente “Bathory”, il genere viaggiava su un ritmi sporchi dei Venom e thrash alla Slayer, Destruction e Metallica, i responsi furono ottimi sin da subito e ciò permise alla band di registrare il successore “The Return” nel 1984 che decretò una maggiore visibilità al gruppo.

Nel 1986 tornarono in pista con “Under the sign of the black mark”, dove si scorgerà un sound nettamente più maturo ma meno violento, sarà considerato una delle migliori produzioni black metal scandinave. Negli anni a seguire il vocalist, sostituì i membri attuali con due turnisti di nome Kothaar e Vornth che nel 1988 pubblicarono “Blood Fire Death” l’album presentava ancora tematiche contro la cristianità tanto care al black metal, ma i ritmi erano rallentati visibilmente introducendo nelle canzoni un aspetto tipicamente epico e nordico che verrà denominato viking metal o folk metal. Nel 1990 fu la volta di “Hammerheart” che vide un dirottamento completo verso il viking metal, con in sottofondo galoppate di cavalli, suoni e atmosfere epiche, Quorthon a sue spese fece girare il videoclip della track “One rode to asa bay”, e lo stesso stile di sound fu riproposto nel successivo “Twilight of the gods” del 1991, che rispetto alla precedente release espleta suoni più folk e acustici.

Dopo questa uscita, Quorthon decise di dedicarsi a un lavoro da solista registrando nel 1994 “album” che si orientava su sonorità alla Black Sabbath e Mountain, questa uscita non fu molto gradita dai fan e quindi ebbe scarso successo decretando il ritorno dell’artista sulla creatura Bathory, facendo uscire due album fatte di sonorità thrash / black sullo stile di Slayer, Sodom e Kreator ovvero “Requiem” nel 1994 e Octagon” nel 1995, purtroppo non all’altezza dei precedenti per colpa di una mancanza di ispirazione…
Nel 1996 uscì l’album della rinascità “Blood on Ice”, album che era stato concepito nel 1989 ma che il cantante non riteneva fosse completo, nonostante la registrazione quasi amatoriale, fu un nuovo successo della band e nel 1997 Quorthon ripetè la sua avventura da solita con l’uscita di “Purity of Essence” ma ebbe lo stesso esito negativo del primo, poco apprezzamento da pubblico e scarse vendite.

Nel lungo silenzio che li vedrà tornare nel 2001, la black mark da alle stampe le tre complitaion “Jubileum I – II – III”, il nuovo album si intitolerà “Destroyer of Worlds” un lavoro infarcito di sonorità viking e thrash metal, creato in maniera un po’ frettolosa a causa delle pressione della casa discografica. Nel 2002 ricomparvero con un primo album di una saga intitolato “Nordland” e “Nordland II” nel 2003, le canzoni contenute in questi due cd erano molto lunghe, evocative ed epiche.. la definitiva maturazione di questo artista. Nell’attesa del terzo e conclusivo capitolo che sarebbe uscito nel 2006, il genio Quorthon morì il 07/06/2004 stroncato da un infarto decretando anche la fine della sua maestosa creatura. Il corpo dell’artista, dopo il funerale in forma privata fu seppellito nella tomba di famiglia al Sandsborgs Cemetary di Stoccolma.

Nel 2005 vennero pubblicati due brani “Silverwing” e Between life and death” postumi di Quorthon che stava preparando con l’ex- guest vocalist dei Lake Of Tears Jennie Trebler dichiratasi sorella del musicista, Trebler, con la sua band gothic metal pubblicò il suo primo album in onore del fratello dal dal titolo “Till death tear us part” nel 2008.
Nel 2006, la Black mark production, pubblicò un triplo cd intitolato “In Memory of Quorthon” contenente 45 canzoni, un booklet di 176 pagine, un dvd con il videoclip “One rode to asa bay”, interviste e rare immagini. Altri tributi videro luce, il più importante e sicuramente “In conspiracy with Satan”.

Dimebag Darrel e i suoi Pantera (20/08/1966 – 08/12/2004)

dimebag

Dimebag Darrell, vero nome Darrel Lance Abbott, nato a Dallas (Texas) il 20/08/1966, il padre Jerry Darrell era il proprietario degli studi di registrazione Pantego Sound Studios e il giovane Dimebag e suo fratello Vinnie Paul (Vincent Paul Abbott), erano abitudinari ad assistere alle registrazioni di molti artisti blues finchè un giorno rimasero affascinati dal chitarrista dei Kiss Ace Frehley e vollero imparare a suonare uno strumento, così il padre regalò loro una batteria.
Dopo poco tempo Dimebag, notando di non riuscire a tenere il passo del fratello nell’apprendere l’uso dello strumento, chiese al padre una chitarra elettrica per poter suonare come il suo idolo Frehley. Il giovane ragazzino dimostrò subito di sentirsi a suo agio con questo strumento in maniera completamente autodidatta, imparando ben presto a suonarla e dimostrando in varie competizioni regionali di essere più bravo di altri chitarristi con molti anni di esperienza alle spalle, vincendo anche numerosi premi in danaro che gli permisero di comprare la strumentazione adatta e formare il suo primo gruppo nel 1981 insieme al fratello Vinnie chiamandolo Pantera.

Al gruppo si unì il bassista Rex Brown e il cantante Terry Glaze, all’epoca Dimebag si faceva chiamare Diamond, nel 1983 registrarono il loro primo album “Metal Magic” sound che si basava su basi glam, rock, heavy influenzati da gruppi di fama come Kiss, Van Halen e Judas Priest.
Grazie al padre che era proprietario dell’etichetta Metal Magic Records, il gruppo potè registrare “Projects in the jungle” nel 1984 e “I am the night” nel 1985 la quale iniziarono a portare un po’ di fama nel loro stato. Poco dopo, il vocalist Glaze venne sostituito da Phil Anselmo e contagiati dall’era Slayer, Metallica, nel 1988 registrarono “Power Metal” che mostrava un sound più pesante e veloce. Nel 1990 tornarono in pista con “Cowboys from hell” accantonando per sempre i riff glam in favore di quelli thrash, presentando un sound ancora più duro e ricco di assoli intricati, composti da Darrel, la quale in quel periodo cambio il suo nome da Diamond a Dimebag.

Un anno dopo, fu la volta di “Vulgar display of power” considerato ancora oggi il loro miglior lavoro, nel 1994 ritornarono con “Far beyond driven” un altro must che aggiunse altra fama in tutto il mondo, scalando i vertici delle classifiche musicali. Nel 1996 registrarono il loro album più pesante dell’intera carriera “The great southern trendkill”, per la band era un periodo difficile perché si stavano inasprendo i rapporti tra i due fratelli Abbott e Anselmo a causa del suo abuso di eroina, problema che gli costò uno stato comatoso indotto da un overdose un ora dopo la conclusione di uno show in Texas, fortunatamente scampato alla morte.
Nel periodo di guarigione del frontman, i Pantera immisero sul mercato il live “Official live: 101 prof”, Anselmo, dopo essersi ripreso,decise di allontanarsi dalla band per dedicarsi ad altri progetti al di fuori dei Pantera, e così il resto della band dovette seguire la sua stessa strada formando una nuova band chiamata Rebel Meets Rebel con sonorità a metà strada tra country / heavy metal.

Nel 2000 la band si riunì per registrare “Reinventing the steel” che però non riuscì ad ottenere lo stesso successo dei precedenti album, così Anselmo decise di allontanarsi nuovamente e dopo 2 anni, attendendo il suo ritorno (cosa che non avvenne mai), i due fratelli Abbott dichiararono ufficialmente lo scioglimento della band. Nel periodo successivo allo scioglimento, i diverbi tra gli Abbott e Anselmo degenerarono, Phil fu accusato da Dimebag e Vinnie di aver costretto loro a suonare sempre un sound che non gli fosse mai piaciuto e causa dello scioglimento, ma Phil rispediva le accuse al mittente accusandoli di mentire, avendo anche dalla sua parte il bassista Rex Brown.

Passato un anno, la quale Dimebag fece solo qualche apparizione in alcuni dischi degli Anthrax e King Diamond , i due fratelli decisero di formare i Damageplan, ingaggiando il cantante Patrick Lachman e il bassista Bob Zilla, pubblicando nel 2004 “New found power” e riscuotendo gran successo nelle classifiche statunitensi. L’8 dicembre dello stesso anno, mentre la band si stava esibendo nel locale Alrosavilla di Columbus (Ohio), Dimebag fu barbaramente freddato con 5 colpi di pistola da un giovane squilibrato di nome Nathan Gale, insieme a lui nella sparatoria persero la vita altre tre persone, un ragazzo che assisteva al concerto, un impiegato del locale e una guardia di sicurezza dei Damageplan, ci fu anche il ferimento del tecnico John Brooks e il manager tour Chris Paluska, fu l’intervento di un poliziotto intervenuto nel locale a mettere fine alla vita dello squilibrato uccidendolo con un colpo di fucile e facendo cessare la sua follia.

(A cura di Ermanno Martignano)

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