Grievers – Reflecting Evil (Punishment 18 Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


GRIEVERS – Reflecting Evil (Punishment 18 Records 2010)

Trovarsi di fronte a cd così coinvolgenti sapendo che è un debutto discografico, non fa che accrescere l’entusiasmo per questo “Reflecting Evil” dei milanesi Grievers.

La band, formatasi nel 2008, dopo un promo di 3 pezzi  e un cambio di line up, trova la sua perfetta collocazione in un coinvolgente e cattivo melodic death metal alla Dark Tranquillity, stile “The Gallery e In Flames  sulla scia di “The Jester Race” per via delle linee melodiche che si fanno  amare sin dal primo ascolto.

Otto sassate colme di riff nervosi e melodia di alta classe a non finire molto classic metal, fanno di questo dischetto una piccola gemma sonora. Poco altro da dire, il suddetto genere in questi anni, ha sicuramente saturato la scena, ma se non potete fare a meno delle sonorità svedesi, i Grievers sapranno soddisfare i vostri padiglioni auricolari!!!!

VOTO: 80/100

Tracklist:
1.    Universe
2.    A Untruthful Shape
3.    Concept Of Wisdom
4.    Born Again
5.    Reflecting Evil
6.    Something Beyond
7.    Living Paradox
8.    One God In The Space

Line Up:

•    Mike – Voce
•    Rob – Chitarra
•    June – Chitarra
•    Luke – Basso
•    Syra – Batteria

Discografia:

•    Promo (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Archetype – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste, Progressive, Thrash metal


Intervistiamo gli The Archetype, band fiorentina alle prese con sonorità thrash-death-progressive, che sotto etichetta Lost Sound Records registrano il loro primo full-leght “The Fallen Grace”.

Risponde: Giordano Bruni (chitarra)

1.    Benvenuti ragazzi, iniziamo subito con le presentazioni

Ciao Ermanno, iniziamo con la presentazione del gruppo: il progetto nasce nel 2006 con il proposito di creare una proposta originale, il cui fulcro è la ricerca della melodia, unita all’aggressività del metal moderno.
Abbiamo mosso i nostri primi passi su un palco nel 2007 e, gradualmente, ci siamo fatti conoscere, riuscendo ad ottenere anche delle belle date con gruppi come “Hour of Penance”, “Eldritch” , “A Storm of Light”… I buoni riscontri con il pubblico sono stati per noi una conferma che ci stavamo muovendo nella direzione giusta e nel 2008 siamo entrati in studio per registrare “The Fallen Grace”.

2.    “The Fallen Grace” risulta come un intreccio tra thrash-death e progressive oscuro. In sede di recensione ho menzionato i seguenti accostamenti: Nevermore, Soilwork e Opeth. Chi sono i vostri ispiratori?

La definizione che hai dato del genere è calzante, anche se, come hai notato, è difficile trovare una definizione univoca per la nostra musica.
Effettivamente la nostra ispirazione viene principalmente da gruppi metal “moderni” quali Opeth, Nevermore etc. Ognuno di noi ha poi i suoi punti di riferimento, che variano molto, andando dai generi più affini al nostro, a quelli più impensabili. Ad esempio Jeff Buckley, Anathema, Pink Floyd, Judas Priest, Queen etc. Alcune di queste influenze crediamo si percepiscono nelle nostre canzoni, mentre altre non si avvertono, sia perché magari troppo “ambiziose”, sia perché apparentemente molto lontane da quello che facciamo, ma sono comunque presenti nel nostro bagaglio personale.


3.    Chi è o cosa rappresenta l’archetipo secondo la vostra ottica di vita?

L’archetipo, come idea primordiale da cui poi sviluppare un pensiero più definito, è il modo in cui noi viviamo il gruppo ed in particolare questo primo disco. Simboleggia il nostro atteggiamento mentale secondo cui ogni nuova idea possa essere presa come base per una crescita musicale e stilistica.

4.    Cosa rappresenta il malinconico e bell’artwork?

5.    Quali sono le trame dei vostri testi, è un concept oppure ognuno di essi rappresenta una storia diversa?

La risposta a queste due domande è unica. I testi sono tutti legati da un concept: la storia della vittima di una discussione tra 2 entità malvagie che decidono di mettere alla prova l’integrità di un uomo riuscendo a fargli commettere i più efferati delitti. La copertina vuole esprimere il senso di estrema solitudine e vuoto che il nostro personaggio prova sulla sua pelle durante il suo “viaggio” al centro della sua coscienza. Le ragioni di vita si appiattiscono sempre più e la “grazia” è solo il ricordo. Il termine “grazia” acquista anche il significato di perdono o esenzione dalla pena, condizione molto lontana da quella del protagonista.

6.    Ascoltando attentamente TFG mi è capitato di percepire che ha preso piede un minimo di staticità superata la prima metà dell’album. Considererei questo “problema” legato alla minima variazione della vostra proposta musicale. Siete soddisfatti del prodotto finale.. o secondo voi qualcosa poteva esser fatto meglio?

Onestamente questa domanda un po’ ci spiazza, visto che spesso abbiamo ricevuto commenti diametralmente opposti, che, anzi, enfatizzano una forte mescolanza di generi musicali, che difficilmente rendono individuabile il nostro genere.
Ad ogni modo, siamo sicuramente soddisfatti di questo nostro primo lavoro, nonostante tutti i suoi limiti, strettamente legati al fatto di essere “un primo lavoro”. È per noi un buon punto di partenza, da cui andare avanti per crescere ed affinarci. Diciamo che è il nostro “archetipo” musicale.

7.    Da quando avete formato la band, quale è stato per voi il momento più esaltante e quello più deludente?

Il momento più esaltante è stato senza dubbio quando volta abbiamo ascoltato per la prima il nostro CD al termine delle registrazione e del mixaggio. Al contrario, non crediamo di aver passato momenti particolarmente deludenti, ad esclusione degli inevitabili alti e bassi che ogni gruppo deve affrontare.

8.    Live in supporto al nuovo album?

Recentemente abbiamo avuto alcune date in Toscana, fra le quali ci fa piacere ricordare il “Faust Extreme Festival” di Empoli. Nell’immediato non abbiamo altre date, ma siamo alla ricerca di concerti in tutta Italia con lo scopo di promuovere il disco.
Tutti i vari aggiornamenti sono riportati sul nostro myspace: www.myspace.com/thetruearchetype

9.    Progetti futuri?

Abbiamo già iniziato a comporre nuovi pezzi per il prossimo album, che probabilmente perderà le precedenti venature thrash a favore di una ancora maggiore attenzione alle melodie e alle atmosfere più cupe e malinconiche. Inoltre, stiamo cercando di incrementare l’attività live, sia come numero di date che di “prestigio”.

10.    Siamo alla chiusura, grazie per la disponibilità! A voi le considerazioni finali…

Prima di tutto grazie per lo spazio che ci avete concesso Speriamo di risentirci a breve magari per parlare di qualche concerto che avremo fatto e/o del nostro prossimo lavoro.
Vi invitiamo ovviamente ad ascoltare i nostri pezzi e a condividere con noi le vostre impressioni.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Soulpit – Substantial (Sweet Poison Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


SOULPIT – Substantial (Sweet Poison Records 2010)

Soulpit, band proveniente da Padova, dopo un mcd datato 2006 tornano alla carica con questo primo lavoro a lunga durata dal titolo “Substantial”, un album che scorre in maniera lineare sin dal primo ascolto.

Il loro death metal sa essere potente, melodico e abbastanza articolato: tracce facile da memorizzare, meticolosità, maturità nella tecnica e arrangiamenti. Un accostamento al death svedese lo si percepisce sin da subito, forse più nei growl alla Dark Tranquillity prima maniera che per il resto, comunque non manca di riportare alla mia mente l’esordio degli Ebony Tears “Tortura Insomniae” (targato 1997),  e ancora Whitered Beauty, Auberon…

In sostanza, anche se rimane comunque un buon album da ascoltare ripetutamente, non offre molta innovazione alla scena; la sensazione di già sentito, tende a creare staticità specialmente negli ultimi pezzi penalizzandolo a lungo andare. Pezzo migliore Ephemeral need.

VOTO: 70/100

Tracklist:

1. Forming…
2. Reliance In Time
3. Close Distance Poem
4. Substance
5. Trapped Into The Soulpit
6. Carved
7. Ephemeral Need
8. Downfall In Empathy
9. Astray
10. I. For Instinct
11. Reminiscence

Line Up:

Enrico Francescato – voce
Lorenzo Canella- chitarra
Mauro Azzalin – chitarra
Sebastiano Sartorello – batteria
Enrico Zabeo – basso (live session)

Discografia:

Trapped into the Soulpit (mcd 2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

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Unleashed – as yggdrasil Trembles (Nuclear Blast 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


UNLEASHED – as yggdrasil Trembles   (Nuclear Blast 2010)

Superlativo ritorno quello degli Unleashed, surclassare il bellissimo “Hammer battalion” targato 2008 era impresa assai ardua, ma la band non solo è riuscita in questo, ma ha donato alle nuove composizioni un’impronta ancora più nordica e cupa del suo predecessore.

Un album che non vede quasi mai luce, (in senso positivo ndr), oscuro, malsano,  sinistro e mai statico dalla prima all’ultima nota, una ritorno in grande stile che dimostra la grande forma e ispirazione della band, capace di aver sfornato un vero e proprio capolavoro che da qualche anno a questa parte non convinceva così tanto. In questo album vive il fascino immortale della terra e delle gesta dei vichinghi, correlata da un artwork semplicemente divino.

Old school death metal senza compromessi, tecnica oscura da far vibrare le meningi come la coda di un serpente assonagli, tutto questo è “As Yggdrasil Trembles”, sarebbe un errore madornale non farlo vostro!

VOTO: 90/100

Tracklist:

1. Courage Today, Victory Tomorrow!
2. So It Begins
3. As Yggdrasil Trembles
4. Wir Kapitulieren Niemals
5. This Time We Fight
6. Master Of The Ancient Art
7. Chief Einherjar
8. Return Fire
9. Far Beyond Hell
10. Dead To Me
11. Yahweh And The Chosen Ones
12. Cannibalistic Epidemic Continues

Line up:

•    Johnny – basso /voce
•    Fredrik – chitarra solista
•    Anders – batteria
•    Tomas – chitarra ritmica

Discografia:

•    Were no life dwells  (1991)
•    Shadows in the deep  (1992)
•    Across the open sea  (1993)
•    Live in Vienna (1993)
•    Victory  (1995)
•    Eastern blood  (1996)
•    Warrior  (1997)
•    Hells unleashed  (2002)
•    Sworn allegiance  (2004)
•    Midvinterblot  (2006)
•    Hammer battalion  (2008)

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Evillive – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Evillive, provenienza Manduria (Taranto), dove c’è un gran bel movimento musicale estremo. Anche se datato  2008, il superbo lavoro di questa band “The cold abscence of sound”, merita supporto. Iniziamo con le nostre domande…

RISPONDE: Lux (batterista)

1.    Benvenuti Evillive, presentatevi ai nostri lettori…

-  hej metall huvuden (ciao a tutti metalheads in svedese), siamo gli EVILLIVE da Manduria (TA) e siamo felicissimi essere recensiti da Eraskor.com..Siamo una band definita dai più come melodic death metal dalle tinte gothic…e a noi piace assecondare questa definizione

2.    Il vostro disco è  molto appetibile, la mistura di death , gothic e thrash metal mi hanno fatto un’ottima impressione. Quali sono le band che hanno maggiormente influenzato il vostro stile?

-    E’ davvero difficile dirlo…da tantissimi anni ormai ascoltiamo questo “genere” musicale o meglio…il metal…abbiamo tutti preferenze musicali, gruppi che ci appassionano maggiormente, ma nn per questo, per lo meno volontariamente, trasportiamo questo nella nostra musica…Hanno avvicinato il nostro stile a band del calibro di Dark Tranquillity, Children of Bodom, In Flames, At The Gates…ma se dovessimo parlare delle influenze che “ci piacerebbe” trasportare, ognuno di noi avrebbe da dire la sua…un argomento vastissimo che accarezza i Pink Floyd per urtare poi gli Obituary e strizzare l’occhio ai Dark Tranquillity ed Opeth per non parlare delle melodie dei Therion.

3.    In passato militavate in altre band come Dust Ebony, Asmoday e Hi.mad, come mai la decisione di lasciare queste band per formare gli Evillive?

-    Gli Evillive nascono proprio dalle ceneri di queste band che man mano nel tempo si son trovate ad affrontare le solite problematiche che tutte le band prima o poi affrontano e cioè: generi musicali, orari, live…impegni…
Prima di approdare a questa formazione infatti, abbiamo vissuto un periodo transitorio chiamato RAIN FOREST nel quale vi era la presenza di una prorompente tastiera..poi col passare del tempo, forse la maturità o chi sa cos’altro, ti porta a confrontarti positivamente con il resto della band e, soprattutto, a venirsi incontro…da qui nascono gli Evillive.

4.    Il full lenght è uscito nel lontano 2008, a più di un anno di distanza sapete dirci come sono stati i responsi dei metal kids?

-    Il nostro lavoro sembra piacere…forse perché presenta un sound a nostro avviso non troppo old school…i richiami di certo ci sono…ma le melodie e i ritornelli “clean voice” riconducono a qualcosa che più facilmente entra in testa, che si adatta meglio ai tempi moderni…questo non significa commercializzarsi..assolutamente, questo è un discorso adatto a band ormai rinomate che si affacciano ad un genere più “vendibile”; significa più che altro “PIACERSI”, e a noi la nostra musica piace ed è crediamo più facile che possa piacere anche agli altri.

5.    Quali differenze si possono riscontrare tra questo lavoro e i precendenti “Evillive” e “Antartica”?

-    Partendo dal fatto che i precedenti Evillive presentavano una line-up diversa nella voce e nel basso, con impostazioni molto più thrash e forse crossover, questi Evillive proprio nella voce principale sono molto più cupi…cavernosi e…”cattivi”….ma giustamente equilibrati da momenti più soft, di voce pulita e in alcuni casi…lirica…

6.    Da tempo ho constatato che la vostra zona è molto attiva in ambito musicale, ricca di bands valide e concerti di gruppi noti ed emergenti. Secondo voi come si spiega questo folto movimento rispetto ad altre zone della puglia?

-    Non sapremmo rispondere a questa domanda…
-    Diciamo che noi analizziamo altri aspetti di questo ambito e cioè che tra le band non c’è poi così tanta rivalità …anzi….nel tempo abbiamo constatato una certa amicizia e rispetto tra la maggior parte delle band…ci sono sempre le mosche bianche che ancora non hanno capito che siamo tutti sulla stessa barca, ma differentemente dagli anni ’90, periodo nel quale già noi ci avvicinavamo alla musica e cominciavamo i nostri piccoli live, fino ad almeno 5-6 anni fa….c’era molta più ignoranza e cattiveria tra le band…forse perché comunque le possibilità di esibirsi erano davvero ridotte all’epoca…

7.    Sicuramente avrete ben sponsorizzato “The cold absence of sound” in sede live nel 2009, continuerete in questo modo anche nel 2010?

-    Stiamo in realtà preparando già la grafica del nuovo album…
-    Ci sono tre brani ormai pronti e crediamo proprio che nel 2011 cominceremo le registrazioni…quindi finchè i brani di TCAOS ci daranno adrenalina e carica ed avranno riscontro nel pubblico, continueremo a suonarli…dopo di che, passeremo alla presentazione dei nuovi…senza però esagerare ovviamente.

8.    Progetti futuri? Come sarà il successore di TCAOS?

-    Appunto ti dicevamo che il successore di TCAOS sarà di sicuro sulla falsa riga di suo fratello maggiore…temi che riconducono alla mitologia nordica, all’infinità del cosmo, all’astrazione di paesaggi immensi e onnipotenti generati dalla natura…MAI tratteremo o ci proveremo a non farlo, di temi contro la società..argomento secondo noi inutile e piuttosto visto e rivisto. Sarà un album molto spedito ma con altrettante pause ed arrangiamenti che potrebbero richiamare la psichedelìa…ma questo è ancora tutto da definire…ti possiamo solo dire il nome di uno dei brani che comparirà sul prossimo lavoro….ALLYFEAR…ma mi raccomando….che rimanga tra noi….ehhehehe

9.    Il vostro sogno o desiderio più ricorrente inerente alla vostra band..

-    Un sogno/desiderio lo stiamo per realizzare.
-    Sfumata l’occasione di una mini tournè in Gran Bretagna l’estate scorsa e una mini tournè  in giro per l’Italia con gli Stormlord, per vari problemi, il 7 maggio suoneremo al Sinister Noise di Roma…
-    Data già confermata..per ora ci accontentiamo di questo…un viaggio, se pur breve, con i fratelli della band…con gli altri EVILS

10.    Siamo alle battute finali, non ci resta che augurarvi buona fortuna e lasciare a voi la chiusura…

Grazie amici per lo spazio, per l’interesse che avete dimostrato verso di noi ed un grazie a tutti quelli che leggeranno e commenteranno questa intervista con un “MI PIACE” o altro su Facebook!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Delyria – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste


Delyria, Swedish death metal con venature metalcore provenienti da Grosseto, registrano il loro primo full lenght “Regression in Mind” sotto SG Records. Non ci facciamo sfuggire l’occasione ed iniziamo a porre le nostre domande…

Risponde: Fabio Barbetti (chitarra)

1. Benvenuti Delyria, piccola presentazione di rito…

Ciao Ermanno e grazie per l’intervista! E’ sempre un piacere parlare di musica con degli appassionati. Ci siamo formati nel 2004, ognuno di noi suonava in gruppi diversi: Fabio e Andrea suonavano in un progetto thrash death, Daniele e Giancarlo in un gruppo di musica prog metal/elettronica, Francesco infine era il bassista di un gruppo di metal classico. Essendo vicini di sala prove e non essendo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti dalle rispettive band, decidemmo di unire i nostri sforzi e formare una band con l’unico obiettivo di suonare musica che ci appagasse. Dopo solo 3 mesi incominciammo a suonare nella zona di Firenze-Grosseto-Siena, proponendo una scaletta di 10 cover dei Death e alcune canzoni nostre. Queste prime serate furono veramente il nostro banco di prova, iniziammo a conoscerci sia dal lato artistico che a livello umano, dopo 6 anni che suoniamo insieme siamo in sintonia totale e credo che questo si rifletta positivamente sul palco.

2. “Regression in mind è una bomba sonica, si riesce perfettamente a scorgere la fusione tra il death svedese e il metalcore americano, un mix folle direi, o sbaglio? Quali sono le bands che hanno permesso ciò?

Quando abbiamo deciso di comporre il disco abbiamo dato libero sfogo alle nostre idee e in pochi mesi, come un fiume in piena, ci siamo ritrovati con i pezzi pronti per essere incisi.
Non abbiamo deciso prima come il disco doveva suonare o quale filone avrebbe dovuto seguire. Quello che è venuto fuori è un resoconto del nostro background musicale; solo dopo diversi ascolti è possibile sentire sfaccettature prog, elettroniche e rock.
Le band che più ci hanno ispirato in quel periodo sono i mostri sacri del genere: Arch Enemy, Nevermore, Dark Tranquillity, Death, Carcass, Messhuggah.

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3. Di cosa parlano i vostri testi?

I testi sono curati esclusivamente da Andrea. Il lavoro del cantante non è poi così differente da quello di chi compone la musica, entrambi traggono ispirazione dalle cose che accadono tutti i giorni, da quello che ci circonda. Credo che il musicista riesca a percepire in maniera più forte tutti gli stimoli esterni. E’ per questo che un testo, come un riff, può essere partorito nelle situazioni più disparate.
Sono testi molto introspettivi e personali frutto di riflessioni di Andrea su vari aspetti dell’animo umano. Vengono infatti trattati temi come la superficialità, vero cancro della società moderna, il narcisismo che porta inevitabilmente ad una ottusità mentale e in generale di tutte le limitazioni alle nostre libertà.

4. Quale è la track presente in RIM che vi ha entusiasmato di più concepire, e perché?

E’ sicuramente ”Empty end for an empty man”. E’ una delle ultime canzoni concepite, scritta in un momento particolare della nostra esistenza. Quando stai ultimando un disco gli interrogativi sono molti, ma quando hai un obiettivo comune e la convinzione in quello che stai facendo niente e nessuno può impedirti di arrivare dove vuoi. Quando suoniamo le nostre canzoni dal vivo è un pò come ripercorrere la nostra storia.

5. Vorrei farvi i complimenti per l’artwork, siete soddisfatti del lavoro di Eric Lacombe?

Ci sono poche parole per classificare Eric. Oltre ad amarlo artisticamente è una persona squisita. Invito tutti a informarsi sul suo conto e visitare le sue gallerie sia su deviant art che sul suo blog.

6. Come siete giunti al contratto con la SG Records, siete soddisfatti del loro operato?

Appena finito il disco ci siamo messi alla ricerca di un’etichetta che fosse in grado di distribuire e dare maggior visibilità al nostro disco. Dopo circa un mese di ricerche ci sono arrivate tutte insieme circa 6 proposte da etichette estere e italiane ma la SG Records ci ha trasmesso più fiducia e professionalità sin da subito e dopo poco abbiamo trovato l’accordo per l’uscita di RIM. Siamo soddisfatti del loro operato e colgo l’occasione per ringraziare Marco e Lorenzo per tutto quanto!

7. Serate live nel prossimo periodo…

Da Marzo riprenderemo a suonare nelle nostre zone per poi fare qualche serata nel torinese. Abbiamo anche l’accordo per suonare quest’ estate in qualche festival.

8. Dai suoni devastanti che caratterizzano la vostra musica cosa volete scolpire nella mente di un metal kids che assiste ad una vostra performance, quali ricordi desiderate che porti con se?

Ci piace pensare che un ragazzo che ci vede suonare porti con se la convinzione che l’amicizia sia una cosa fantastica, che non serve essere un fenomeno per fare musica, solo trovare persone fuori dal comune con cui crescere insieme.

9. Avete già qualche idea per quel che sarà il successore di RIM?

Certo! Abbiamo già diversi pezzi in fase di arrangiamento e devo dire che questo disco c’è servito molto per trovare una nostra identità. Quindi aspettatevi un’altra bella botta!

10. Considerazioni finali, grazie per essere stati con noi e buona fortuna per tutto!

Grazie a te e ai lettori per questa opportunità. L’affetto e gli attestati di stima delle persone sono il carburante della macchina ”Delyria”. Complimenti a te per il tuo blog interessantissimo!
Alla prossima.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Amorphead – Psychotic (Autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


amorphead artworkAmorphead, band calabrese formatasi nel 2007, da alle stampe in questo 2009 Psychotic, demo autoprodotto di sei tracks, intro e outro compreso. Il loro sound si snoda tra thrash / death molto cupo tendente a sonorità harcore, sensazione rappresentata anche dal bellissimo art work.

Si parte con “Dreaming”, intro strumentale molto melodico, passando poi a “Psychotic”, track dall’inizio thrash “cadenzato” che scopre le sue carte con dei riff trascinatori. Si procede con “I’m Unreal” song più diretta con un refrain azzeccatissimo e sporco, non tralasciando la voce al vetriolo e alquanto claustrofobica di Master. Con “Rabhesd” si scorge nettamente un incedere più hardcoriano, merito di tempi più cadenzati e distorti. “Critical mind”, parte con un ritmo death lento e angosciante, che alza il tiro dopo quasi il primo di munito di ascolto con ottime cavalcate chitarristiche e una batteria prepotente che non va mai fuori misura. Si chiude il cerchio con l’outro “Awakening”, che riprende il discorso iniziato da Dreaming…

In conclusione, un inizio niente male per questi giovani ragazzi, le carte messe in gioco sono un ottimo punto di partenza! Il consiglio costruttivo che mi sento di dare, e di lavorare un pò di più sulla voce per eliminare definitivamente quel senso di sforzato che si sente di tanto in tanto…

Tracklist:

1. Dreaming (intro)
2. Psychotic
3. I’m Unreal
4. Rabhead
5. Critical mind
6. Awakening (outro)

Band:

Master (Emiliano Iozzo) – voce
Darkboy (Luigi Randazzini) – basso
Mlex (Alessandro MOrrone) – chitarra
Paul (Antonio Mazza) – chitarra
Kronod (Giorgio Faini) – batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

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Gojira – Terra Incognita (Ristampa + 3 bonus)

Autore: Ermanno M. | Categoria: News


L’album di debutto “Terra Incognita” della band death metal francese Gojira è stato ristampato con la giunta di tre bonus track e in versione digipack limitata.

Tracklist:
01. Clone
02. Lizard Skin
03. Satan Is The Lawyer
04. 04
05. Blow Me Away You(Niverse)
06. 5988 Trillions De Tonnes
07. Deliverance
08. Space Tim
09. On The B.O.T.A.
10. Rise
11. Fire Is Everything
12. Love
13. 1990 Quatrillions De Tonnes
14. In The Forest
15. Clone (live) *
16. Love (live) *
17. Space Time (live) *

artwork gojira

{lang: ‘it’}