Sadist – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Interviste, Progressive


Sadist è una delle band che hanno scritto la storia del metal italiano, il loro death progressivo è davvero tagliente e penetrante. Con Season in silence ritornano sulla scena in grande stile, ma iniziamo a porgli alcune domande…

1.    Benvenuti Sadist, è un onore per noi potervi intervistare

TREVOR: prima di tutto un grande saluto a voi della redazione e a tutti i lettori.
Il piacere è mio, grazie della vostra ospitalità, come dico spesso è molto importante il supporto che offrono web-magazines e magazines, tutti insieme band e addetti ai lavori possiamo migliorare  la nostra musica in un paese che storicamente non ha mai offerto grande spazio per la stessa, dobbiamo imparare a fare gruppo, è solo con l’unione che viene fuori la forza.

2.    Season in silence è un album bellissimo, sinistro e avvolgente, quali differenze possiamo riscontrare con il precedente “Sadist” targato 2007?

TREVOR: ci sono molte differenze tra i due album, il precedente  e omonimo Sadist del 2007 era il disco del ritorno in pista, avevamo molte idee in cantiere e da diverso tempo.
L’uso di strumenti etnici come bouzouki, sitar, mandolino aveva contribuito alla realizzazione di un disco caldo, ricco di sfumature prog e se vogliamo anche jazz, mentre per quel che riguarda il nostro ultimo lavoro Season in Silence abbiamo scritto la musica di conseguenza a quello che erano le tematiche affrontate, incentrate sul freddo, l’inverno, la neve e il ghiaccio dei posti in cui vivo. Personalmente quest’album ha un fascino e un’importanza davvero unici, visto che come detto i testi trattano di storie e personaggi venuti fuori dalle mie terre.
La musica è stata partorita in un secondo tempo e la nostra necessità era quella di trovare suoni glaciali e melodie sinistre che potessero rendere giustizia alle lyrics, trovo che l’ultimo album sia un disco molto pesante costituito da riff groovy, riconoscibile in un’unica parola..‘Metal’…
Concludendo credo che tra tutti gli album Sadist ci siano notevoli differenze, del resto Sadist è una band molto sperimentale.


3.    Come mai l’idea di creare un concept sull’inverno?

TREVOR: Vivo in un luogo splendido, la cornice intorno è incredibile, monti, alberi, laghi; trovo che i colori della natura siano tutti molto affascinanti anche se prediligo quelli dell’inverno. La stagione più fredda dell’anno è suggestiva con il suo silenzio. La realizzazione dei testi e dell’intero concetto del disco è durata oltre due anni , è stato bellissimo scrivere ai lati del bosco, fare fotografie ad ogni caduta di neve, fortuna che negli ultimi anni la neve è scesa copiosa, tutto ciò mi ha semplificato e non poco il lavoro. Il concetto del disco è interamente mia opera, sono molto geloso e mi occupo singolarmente di quel che concerne le liriche e tutto l’aspetto extra musicale.

4.    Qual è stata la track che vi ha dato più filo da torcere e quale vi ha soddisfatti maggiormente?

TREVOR: Come spesso dico ogni canzone che scrivi è come se fosse la nascita    di un figlio, difficile dire quale si preferisce. Comporre musica è qualcosa di unico, dietro c’è grande sacrificio, studio e ore di duro lavoro. Tuttavia ognuno di noi può far pendere le proprie preferenze su di un brano o l’altro, quello che posso dire, con assoluta certezza è che siamo davvero soddisfatti di quello che è venuto fuori, volevamo un disco gelido, sinistro, malvagio. Sul filo da torcere non saprei, la nostra musica è complessa, anche se con la voglia e la determinazione si riesce a far tutto.

5.    Chi è stato l’artefice dell’azzeccatissimo artwork?

TREVOR: Non me ne voglia nessuno, non vorrei passare da presuntuoso ma come ti dicevo prima il pensiero grafico e la fotografia è mia opera, anche se per la realizzazione grafica mi sono avvalso di un professionista esperto e competente come Davide Nadalin di Nerve Design.
Sono certo che questo è il nostro artwork migliore di sempre. Ancor oggi, a distanza di oltre un anno mi capita di sfogliare il booklet, compiaciuto e soddisfatto.

6.    Stando alle date di uscita del vostro demo “Black Screams” si avvicina il ventennale per la band, come lo festeggerete, avete qualche sorpresa in serbo per i vostri fan?

TREVOR: Quest’anno sono 20 anni di attività, ormai siamo dei vecchietti.
La nostra umiltà o forse la nostra tradizione genovese non troppo loquace fino ad oggi ci ha tenuto lontano dal pensare in grande. Siamo un pò orsi anche se, grazie allle continue richieste da parte dei nostri fans stiamo prendendo in considerazione la realizzazione di un dvd o un album dal vivo o ancora una sorta di raccolta, nessuna promessa, meglio dire ci stiamo timidamente facendo un pensiero.

7.    In tutti questi anni quale è stato l’album che vi ha regalato maggiori soddisfazioni, e quale ha reso di più come vendite?

TREVOR: Il discorso fatto per i singoli brani vale a maggior ragione per gli album, sono tutti nostri geniti, non abbiamo troppe preferenze, anche se a volte sono i ricordi che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Sulle vendite, il nostro terzo album “Crust” ha consolidato la band in Europa con un conseguente aumento di dischi venduti, tuttavia credo siano discorsi relativi, fare termini di paragone ieri/oggi è davvero difficile, visto che negli ultimi anni il mercato discografico è purtroppo crollato.

8.    Tour in vista?

TREVOR: E’ da oltre un anno che è uscito ‘Season in Silence’, a seguito dell’uscita stessa abbiamo partecipato a diversi festival in Europa, tra i più importanti, tra questi: Hellfest (Francia), Metal Fest (Austria, Germania, Ungheria), Metal Camp (Slovenia), Gods of Metal (Italia), Brutal Assault (Rep Ceca), Metal Mean (Belgio) e altri. Festival a parte abbiamo fatto un tour europeo durato 50 giorni.
La prima parte del tour è stata consumata in Polonia, 9 concerti nelle città più importanti, e poi Rep Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina e Russia. E’ stato un tour incredibile che ricorderemo per tutta la vita anche perchè, musica a parte abbiamo visto cose davvero toccanti, a livello umano dfficili da dimenticare, dove in certi paesi l’arrivo della nostra musica è stata per i ragazzi una valvola di sfogo, un qualcosa che ha tenuto per un attimo le persone lontano dai brutti pensieri di tutti i giorni. Nell’estate appena trascorsa abbiamo preso parte al “Carnage Tour” dividendo il palco con mostri sacri del genere, come Slayer e Megadeth, infine a dicembre saremo in Finlandia per un paio di shows, uno di questi si tratta dell’Helvation Fest ad Helsinki, mentre a febbraio torneremo nell’est dell’Europa, in Armenia e Georgia.

9.    C’ è un desiderio recondito che ancora non siete riusciti a realizzare come musicisti?

TREVOR: Non amo parlare di desideri piuttosto di obiettivi, quelli si possono raggiungere, anzi credo fortemente che sono gli obiettivi stessi a fare la differenza nella vita quotidiana di tutti noi.

10.    Grazie infinite per la disponibilità concessaci, concludete voi questa intervista

TREVOR: E’anche grazie al vostro lavoro quotidiano che permette a tutti noi musicisti di continuare a vivere ad occhi aperti quell’incredibile sogno chiamato musica. Un abbraccio a tutta la redazione, a tutti nostri fans e a tutti i lettori di Eraskor, e come sempre..
IN ALTO IL NOSTRO SALUTO!!
Trevor Sadist

(A cura di Ermanno Martignano)

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Ancient Dome – Perception of This World (Punishment 18 Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


ANCIENT DOME – Perception of This World  (Punishment 18 Records 2010)

Ancient Dome, thrash metal old school proveniente da Varese, un assalto frontale mai fine a se stesso e che scorre velocemente in pochi ascolti. Le band che accosterei volentieri sono tre in particolare, ovvero Nuclear Assault, Overkill e Anthrax, ma aggiungo una chiara  impronta di Chuck Shouldiner e dei suoi meravigliosi Death per via di assoli sublimi che spiccano in canzoni come “Confused Certainty”, “Gordian  Knot”“Dream Again”, includendo un incisivo cantato dal classico stile classic metal in quest’ultima traccia citata.

Anche se gli accostamenti a note band è ormai quasi un rito, a mio avviso il thrash italiano oramai ha acquistato una sua impronta facilmente riconoscibile.

Undici tracce, di cui una strumentale, ben articolate e registrate, e un un art work tipico anni ottanta-novanta. Credo che non manchi altro per convincervi a dargli una chance, potreste rimanerne più che soddisfatti!

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1.    Intro (Mission) (Intro)
2.    Liar
3.    When Day Dies…
4.    Predominance
5.    Perception Of This World
6.    Confused Certainty
7.    Dream Again
8.    Gordian Knot (Instrumental)
9.    Face The Facts
10.    Collision (Intro)
11.    DevastHate

Line Up:

•    Paolo Porro (Paul) – chitarra / voce
•    Alessandro Fontana (Ale) – chitarra
•    Matteo Cuzzolin – ( Cuzzo) basso / voce
•    Giorgio Alberti – (Joe) batteria

Discografia:

•    Born in Blood vol I  (Compilation 2006)
•    Punishment For Fuckin’ Metalheadz 3  (compilation 2009)
•    Italian Thrash Universe Vol. 1  (compilation 2009)
•    Once Were Thrashers  (2004)
•    Bustock (live 2005)
•    Ancient Dome (2005)
•    Promo (2008)
•    HUman ey (2009)

MY SPACE:
Myspace Ancient Dome

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Cyon Project – Allegories (Promo 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


THE CYON PROJECT – Allegories (Promo 2009)

Progetto musicale proveniente da Torino, quello dei The Cyon Project che ci propongono un death-heavy metal dall’impronta scandinava. Un promo di tre killer song sulla scia di primi Dark Tranquillity e In Flames, quelli più rabbiosi per intenderci,  quindi rabbia e melodia che lascia poco all’immaginazione.

Un muro di suoni devastanti e difficili da abbattere, un vocalist perfetto sotto ogni punto di vista… cos’altro manca… si intravede una piccola influenza metalcore ed un successo pronto ad esplodere.

Un piccolo promo apripista che mette in grande luce questa nuova entità tutta italiana, attendiamo con trepidazione il full lenght!

VOTO: 70 / 100

Tracklist:

1.    Remorse of clarity
2.    Follow the muse
3.    Injection of beauty

Line up:

•    Fabio – chitarra
•    Nico – batteria
•    Dany – voce
•    Mike – basso
•    Cla – chitarra

MY SPACE:
Myspace The Cyon Project

(A cura di Ermanno Martignano)

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Blessed Dead – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste


Intervistiamo i bresciani Blessed Dead, band formatasi nel vicino 2009 che ci propone il suo primo mcd “Secret of  Resurrection”.

1.    Salve ragazzi, benvenuti sul blog di Eraskor.com, presentatevi ai nostri lettori

Ciao, noi siamo i Blessed Dead da Brescia, suoniamo Death Metal e ci siamo formati     nell’estate 2009 e quest’anno abbiamo dato alle stampe il nostro primo mcd.

2.    Secret of  Resurrection è un debutto di classico stampo old scholl death metal, mi sembra di aver riscontrato Pestilence, Morbid Angel, Autopsy e Death tra le vostre influenze.. ho dimenticato qualcuno?

No, non hai dimenticato nessuno, hai inquadrato bene le nostre principali infleuenze.


3.    Devo dire che dalla formazione della band al parto di SOR sono passati pochissimi mesi, cosa rappresenta per voi questo inizio carriera?

Per noi è stato un passo molto importante, siamo entrati per la prima volta in uno studio per registrare dei pezzi nostri… un momento molto importante nella crescita di ogni gruppo.

4.    Possiamo affermare che il sound presenta qualche lacuna in termini di “brillantezza”? Il problema maggiore, però, rimane una batteria troppo roboante che tende a coprire il resto degli strumenti…. deduco che la causa di ciò sia l’inesperienza.

Sicuramente e stato un mix di inesperienza e di basso budget a cui eravamo vincolati. Per quanto riguarda la batteria “roboante” la spiegazione è molto semplice: il proprietario del piccolo studio privato dove abbiamo registrato è un batterista professionista e quindi munito dell’attrezzatura per “pompare” il suono della batteria, facendo quindi risultare inferiori gli altri strumenti.

5.    Come è nata la decisione di formare la band, e perché chiamarla Blessed Dead?

L’idea è nata dalla passione per il Death Metal dei due chitarristi Ale e Shon, in seguito verranno contattati Patrick in veste di cantante, Jonny nel ruolo di batterista e Tolo di bassista. L’idea iniziale per il nome è venuta dalla canzone ”The Blessed dead” dei Nile e in genere dalle tematiche anti-religiose. Il nome “morto benedetto” ha un’accezione quasi ironica rispetto ai temi trattati inoltre, in alcuni casi la morte può essere invocata come benedizione.

6.    A distanza di qualche mese dall’uscita del mcd, come sono stati i primi riscontri da parte dei kids e dei media? Qualche etichetta discografica vi ha dimostrato interesse?

Generalmente abbiamo ricevuto apprezzamenti e oneste recensioni. Per quanto riguarda l’etichetta siamo ancora alla ricerca di qualche label interessata.

7.    Il vostro sogno nel cassetto…

Come probabilmente per tanti altri gruppi di riuscire a vivere dei proventi della nostra musica.

8.    Live in supporto a SOR? Quattro tracks sono troppo poche per sostenere un’esibizione dal vivo, deduco arricchirete i vostri show con qualche cover

Fino ad oggi ci siamo solo esibiti come gruppo d’apertura quindi il minutaggio non è mai stato un grosso problema, in ogni caso proponiamo i nostri 4 pezzi e una cover dei Pestilence Out of the body e dei Death Crystal mountain, e inoltre stiamo componendo nuovi pezzi con la nuova formazione.

9.    Quando potremo ascoltare il successore di SOR, sarà un nuovo mcd o un full lenght? Inoltre seguirà la stesse coordinate?

Al momento non sappiamo se sarà un Ep o un album ma sicuramente si muoverà su coordinate più elaborate e con un sound meno grezzo, anche a livello di produzione.

10.    In bocca al lupo per il futuro, grazie per la disponibilità. A voi le conclusioni…

Grazie per l’opportunità che ci hai concesso…. visitate il nostro space www.myspace.com/blessedmetals e la nostra pagina su facebook www.facebook.com/pages/Blessed-Dead/273006092129 SUPPORTATE IL METAL UNDERGROUND……Ciao a tutti!!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Lab Eleven – Exceed Veil of Maya (SG Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


LAB ELEVEN – Exceed Veil of Maya (SG Records 2010)

Exceed Veil of Maya

Death metal a cavallo tra svedese e americano quello dei Pisani “Lab Eleven”, band formatasi nel 2004 e fuori con un solo ep targato 2006.

Li ritroviamo in questo 2010 sotto l’ala protettiva della nostrana SG Records e pronti a massacrarci con questo “Exceed Veil of Maya”, un album che sa essere: prepotente, pesante e mai banale. L’impatto principale ha molto di Svezia, per le sue linee melodiche e per l’irruenza tipica dei Vomitory, ma non manca spazio alla nevroticità e sfrontatezza che solo il death metal possiede: Cannibal Corpse, Monstrosity, Suffocation su tutti. Un album spietato, veloce ma anche con mid tempo che danno un certo respiro e facilita nell’assimilazione sin dai primi ascolti.

Un vocalist dedito al growl cavernoso più sullo stile brutal che classico del death, un lavoro che carica l’adrenalina man mano che i secondi scorrono. Un lavoro che sazierà i vostri palati dal “sapore mortifero”…

VOTO: 75/100

Tracklist:

1. I Become Her Punisher
2. God’s Masterpiece
3. Six Pieces
4. Aedes Albopictus
5. Life Under Checkmate
6. Wake Up To Kill
7. The Novice Butcher

Line Up:

•    Fabrizio Morgante – voce
•    Franceso Marcacci – batteria
•    Stefano Doccini – chitarra
•    Paolo Oliveri – chitarra
•    Daniele Belli – basso

Discografia:
•    Lab Eleven (ep 2006)

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Archetype – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste, Progressive, Thrash metal


Intervistiamo gli The Archetype, band fiorentina alle prese con sonorità thrash-death-progressive, che sotto etichetta Lost Sound Records registrano il loro primo full-leght “The Fallen Grace”.

Risponde: Giordano Bruni (chitarra)

1.    Benvenuti ragazzi, iniziamo subito con le presentazioni

Ciao Ermanno, iniziamo con la presentazione del gruppo: il progetto nasce nel 2006 con il proposito di creare una proposta originale, il cui fulcro è la ricerca della melodia, unita all’aggressività del metal moderno.
Abbiamo mosso i nostri primi passi su un palco nel 2007 e, gradualmente, ci siamo fatti conoscere, riuscendo ad ottenere anche delle belle date con gruppi come “Hour of Penance”, “Eldritch” , “A Storm of Light”… I buoni riscontri con il pubblico sono stati per noi una conferma che ci stavamo muovendo nella direzione giusta e nel 2008 siamo entrati in studio per registrare “The Fallen Grace”.

2.    “The Fallen Grace” risulta come un intreccio tra thrash-death e progressive oscuro. In sede di recensione ho menzionato i seguenti accostamenti: Nevermore, Soilwork e Opeth. Chi sono i vostri ispiratori?

La definizione che hai dato del genere è calzante, anche se, come hai notato, è difficile trovare una definizione univoca per la nostra musica.
Effettivamente la nostra ispirazione viene principalmente da gruppi metal “moderni” quali Opeth, Nevermore etc. Ognuno di noi ha poi i suoi punti di riferimento, che variano molto, andando dai generi più affini al nostro, a quelli più impensabili. Ad esempio Jeff Buckley, Anathema, Pink Floyd, Judas Priest, Queen etc. Alcune di queste influenze crediamo si percepiscono nelle nostre canzoni, mentre altre non si avvertono, sia perché magari troppo “ambiziose”, sia perché apparentemente molto lontane da quello che facciamo, ma sono comunque presenti nel nostro bagaglio personale.


3.    Chi è o cosa rappresenta l’archetipo secondo la vostra ottica di vita?

L’archetipo, come idea primordiale da cui poi sviluppare un pensiero più definito, è il modo in cui noi viviamo il gruppo ed in particolare questo primo disco. Simboleggia il nostro atteggiamento mentale secondo cui ogni nuova idea possa essere presa come base per una crescita musicale e stilistica.

4.    Cosa rappresenta il malinconico e bell’artwork?

5.    Quali sono le trame dei vostri testi, è un concept oppure ognuno di essi rappresenta una storia diversa?

La risposta a queste due domande è unica. I testi sono tutti legati da un concept: la storia della vittima di una discussione tra 2 entità malvagie che decidono di mettere alla prova l’integrità di un uomo riuscendo a fargli commettere i più efferati delitti. La copertina vuole esprimere il senso di estrema solitudine e vuoto che il nostro personaggio prova sulla sua pelle durante il suo “viaggio” al centro della sua coscienza. Le ragioni di vita si appiattiscono sempre più e la “grazia” è solo il ricordo. Il termine “grazia” acquista anche il significato di perdono o esenzione dalla pena, condizione molto lontana da quella del protagonista.

6.    Ascoltando attentamente TFG mi è capitato di percepire che ha preso piede un minimo di staticità superata la prima metà dell’album. Considererei questo “problema” legato alla minima variazione della vostra proposta musicale. Siete soddisfatti del prodotto finale.. o secondo voi qualcosa poteva esser fatto meglio?

Onestamente questa domanda un po’ ci spiazza, visto che spesso abbiamo ricevuto commenti diametralmente opposti, che, anzi, enfatizzano una forte mescolanza di generi musicali, che difficilmente rendono individuabile il nostro genere.
Ad ogni modo, siamo sicuramente soddisfatti di questo nostro primo lavoro, nonostante tutti i suoi limiti, strettamente legati al fatto di essere “un primo lavoro”. È per noi un buon punto di partenza, da cui andare avanti per crescere ed affinarci. Diciamo che è il nostro “archetipo” musicale.

7.    Da quando avete formato la band, quale è stato per voi il momento più esaltante e quello più deludente?

Il momento più esaltante è stato senza dubbio quando volta abbiamo ascoltato per la prima il nostro CD al termine delle registrazione e del mixaggio. Al contrario, non crediamo di aver passato momenti particolarmente deludenti, ad esclusione degli inevitabili alti e bassi che ogni gruppo deve affrontare.

8.    Live in supporto al nuovo album?

Recentemente abbiamo avuto alcune date in Toscana, fra le quali ci fa piacere ricordare il “Faust Extreme Festival” di Empoli. Nell’immediato non abbiamo altre date, ma siamo alla ricerca di concerti in tutta Italia con lo scopo di promuovere il disco.
Tutti i vari aggiornamenti sono riportati sul nostro myspace: www.myspace.com/thetruearchetype

9.    Progetti futuri?

Abbiamo già iniziato a comporre nuovi pezzi per il prossimo album, che probabilmente perderà le precedenti venature thrash a favore di una ancora maggiore attenzione alle melodie e alle atmosfere più cupe e malinconiche. Inoltre, stiamo cercando di incrementare l’attività live, sia come numero di date che di “prestigio”.

10.    Siamo alla chiusura, grazie per la disponibilità! A voi le considerazioni finali…

Prima di tutto grazie per lo spazio che ci avete concesso Speriamo di risentirci a breve magari per parlare di qualche concerto che avremo fatto e/o del nostro prossimo lavoro.
Vi invitiamo ovviamente ad ascoltare i nostri pezzi e a condividere con noi le vostre impressioni.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Cyber Cross – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste


Mega Trip, secondo album per il gruppo padovano dei Cyber Cross capitanato da Nick Savio. Difficile etichettare la loro proposta in quanto spazia tra più generi, chiediamo a loro qualche chiarimento…

Risponde: Alex Bevivino (voce)

1.    Salve ragazzi, vi diamo il benvenuto su Eraskor.com, presentateci la band…

Alex Bevivino (voce), Nick Savio (chitarra), Simon Dredo (basso), Davide Cestaro (basso) Camillo Colleluori (batteria)
La band nasce alla fine del 2006 da un’idea di Nick e Camillo che già avevano collaborato in precedenti progetti. Nella primavera del 2007 sono stato contattato da Camillo per effettuare dei provini ai Remaster Studios del quale Nick è proprietario e da subito si è instaurato un buon rapporto professionale e d’amicizia; poco dopo affidare il basso a  Simon é stato naturale visto l’amicizia ed i trascorsi professionali che già intercorrevano con Nick e Camillo, quindi in una manciata di mesi ci siamo ritrovati in mano IRA che uscì nel 2008.

Nel 2009 ci siamo ritrovati senza neanche accorgercene con  MEGA TRIP, ed eccoci qui a raccontare un nuovo capitolo della band più selvaggia del mondo. Attualmente abbiamo avuto un cambio nella line up: Davide Cestaro ha preso il posto di Simon Dredo al basso al quale auguriamo buona fortuna e lo ringraziamo per i tre anni trascorsi insieme, “grazie di tutto FRATELLO”.
iihaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

2.    Da dove prende vita il moniker Cyber Cross?

Il moniker del quale vado fiero nasce da un’idea mia e di Camillo, secondo me rappresenta al meglio il concept della band : CYBER = modernità CROSS = spiritualità.


3.    Mega Trip mi è piaciuto sin dal primo ascolto, lo trovo di facile assimilazione e al tempo stesso macchinoso e ricco di influenze; come è nato questo tipo di sound, quali influenze hanno contribuito alla sua realizzazione?

Mah per quanto riguarda il sound non c’è stata una ricerca vera e propia, abbiamo semplicemente suonato quello che ognuno di noi si sentiva (il massimo della libertà),
mentre le influenze della band sono talmente varie che fare dei nomi o paragoni non penso sia utile, direi piuttosto di ascoltare quest’album senza preconcetti e con buona apertura mentale.

4.    Come nasce una vostra canzone, prima testo o sound?

Non parlerei di un processo di nascita della song ma piuttosto di uno stato mentale, è come se le songs  fossero già fatte ancora prima di provarle.

5.    Quali argomenti tratta Mega Trip?

Sono piccoli frammenti di storielle e filastrocche horror di pura fantasia (esempio): Rosso sangue nella ferita – bambino che piange strada smarrita – vicino cimitero del bambino la sorte – aria di mistero si avvicina la morte – lacrime sgorganti – paura immortale – mostri ossessionanti – solitudine fatale – voci d’oltretomba – buio terrificante – nebbia profonda – dolore incessante – ecco l’assassina con catena sonora – l’ombra si avvicina e giunge la tua ora (Murderous Rhymes)

6.    Quali differenze si possono riscontrare tra il precedente Ira del 2008 e il nuovo capitolo?

Ira è un album ragionato votato alla tecnologia, frutto di un lavoro maniacale in studio il tutto permeato da un oscuro e diabolico spirito, mentre Mega Trip è un album di puro istinto dove la ragione viene soffocata dal caos, un viaggio mentale diviso in 10 tappe in cui è facile smarrirsi.

7.    Quali sono le vostre aspettative su quest’album, e come vi trovate con la Crash & Burn Records?

Le aspettative sono vendere 10 milioni di copie ed essere sempre in tour, altrimenti XXCK.
La Crash & Burn è di Nick per cui meglio di così non ci si può trovare (un’aperta colossale).

8.    L’artwork sembra la locandina di un film horror, cosa rappresenta quella donna e quelle mani che fuoriescono dal suo grembo e dal muro?

Difatti l’artwork è ispirato alle locandine horror anni 70 ed è stato realizzato da Frank Sgro e da me (Cinefobia Studio). Il disegno in copertina non rappresenta una donna ma uno spirito malvagio di nome ZENA, le mani che fuoriescono dal grembo sono il desiderio di questo spirito di  nutrirsi di  anime innocenti, mentre quelle che fuoriescono dal muro proteggono e controllano l’inferno assestante in cui abita questo spirito.

9.    Il vostro desiderio più recondito e i prossimi progetti futuri..

Fare musica infernale a 360 gradi, avere pace.

10.    Grazie per la collaborazione, a voi le conclusioni finali

Grazie di cuore a te allo staff di Eraskor e a tutto il vostro pubblico, speriamo di risentirci  o vederci in qualche live.
CYBER CROSS domina.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Mass Obliteration – News!

Autore: Ermanno M. | Categoria: News


I MASS OBLITERATION, death metal band romana, hanno da poco un nuovo sito http://massobliteration.wordpress.com/
dove e’ possibile trovare le news e tutto il materiale riguardante la band
(testi, download, interviste ecc.)

L’anteprima di una nuova canzone, “Voice of a Betrayed Generation”, e’
disponibile in streaming su http://www.myspace.
com/massobliterationdeathmetal
.
La canzone verra’ riregistrata e fara’ parte del primo full-lenght della band,
in programma per il 2011.

E’ finalmente disponibile in digital download il demo-ep FRATRICIDE (2009)
tramite Crimes Against Humanity Records.
E’ possibile scaricare l’album in formato mp3 di qualita’ (256 kbpm) per soli
1,50 $ (oppure 0,42 $ se si scarica una singola canzone).
Questo il link: http://www.cahdownloads.com/album_detail.php?
id=346&PHPSESSID=c505156fdab4edaa14709467a25d5439

Si ricorda inoltre che il primo demo-ep della band, ABRAHAMITHIC CURSE (2007),
stampato a suo tempo in cd-r con bonus video, e’ da tempo esaurito, ma e’
possibile scaricare gratuitamente (e legalmente) le canzoni qui: http://www.mediafire.com/?nlmtmtjzmoj

A presto, on the road
MASS OBLITERATON

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