H.O.T. Hands Of Time (STF Records 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Recensioni


H.O.T. Hands Of Time  (STF Records 2009)

Rock ‘n’ roll gente,  rock ‘n’ roll!!! Quella di oggi è una recensione che attinge la sua energia nel rock e hard rock puro e alle sue radici immerse negli anni ottanta.

Gli H.O.T. ovvero, Hands Of Time, sono una band proveniente da Orvieto ma con un sound tutt’altro che italiano. Primo lavoro della band che getta le basi con suberba grinta e carisma nel rock anni settanta, glam e hard rock anni ottanta americano e inglese: Bonfire, Damn Yankees, Ac/Dc, Led Zeppelin, Queen, Skid Row, Accept, Bon Jovi, Motley Crue,  Motorhead, Guns n’ Roses, White  Lion, Tygers Of Pan Tang etc…

Dieci pezzi che sprigionano adrenalina con tempi incalzanti e veloci, non dimenticando le classiche ballad onnipresenti in questo genere. Non penso ci sia altro da aggiungere, parliamo di un genere che in quarant’anni di vita ha superato qualsiasi moda in barba ai generi più estremi, quindi dare una possibilità agli H.O.T. è come tuffarsi a colpo sicuro nel passato… Rock ‘n’ roll gente, Rock ‘n’ roll!!!

VOTO:  70 / 100

Tracklist:

1.    Stamd by the bomb
2.    They don’t want you to known
3.    I want more
4.    Medicine girl
5.    Very far away
6.    Miss denial
7.    Soucide rock ‘n’ roll
8.    Cigarette burns / no time to say goodbye
9.    The priest
10.    Anthem (in red)

Line Up:

•    Leo Ariel: voce / chitarra
•    Nicholas Arianni: chitarra / voce
•    Paul Roy Mchario guitar / voce
•    Nicko Rondinelli: batteria / voce

MY SPACE:

Myspace Hands Of Time

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Double Cross – II (Sweet Poison/Self 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Recensioni


DOUBLE CROSS – II (Sweet Poison/Self 2010)

Double CrossIncredibile, se mi avessero spacciato i Double Cross come band tribute ai Guns N’ Roses, probabilmente ai primi due ascolti ci sarei cascato in pieno.

E’ incredibile come questi ragazzi abbiano saputo onorare l’attitudine dei famosi rockers nel sound e nello spirito, ma attenzione anche alle  gesta del vocalist Matt Dean Browstone, con una voce quasi indentica  a quella graffiante di Axel Rose; vi basterà sentire le prime note di “With no illusion” per rendervi conto, e se ancora non ne siete convinti, basta proseguire con “Breakin is good”.

Un album hard rock pieno di energia che fila con molto piacere, tracks che in alcuni momenti vengono pervasi da tempi classic metal primi anni 80 (Manowar, Maiden, Priest).
Nove pezzi più tre bonus track che non deluderanno i rocker della vecchia e nuova guardia, suonato con spontaneità e carica contagiosa.

VOTO: 75/100

Tracklist:

1. WITH NO ILLUSIONS (I’M BACK)
2. BREAKIN IS GOOD
3. CALL YOU
4. THE OTHER SIDE
5. BLIND EYES
6. TAKE ME AWAY
7. DEATH IS NOT THE END
8. ALL I SAID
9. ‘TILL THE END OF ALL TIMES
10. NO NEED TO DEFY (BONUS TRACK)
11. ‘TILL OUR NEXT LIFE (BONUS TRACK)
12. UDE ME BABY (BONUS TRACK)

Line Up:

•    Matt Dean Brownstone  – Voce / Chitarra
•    Joseph Lazzaris – Chitarra
•    Alice Divine – Basso
•    Remo Thunder – Batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Perpetual Fire – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste


Perpetual Fire, band milanese guidata dal chitarrista Steve Volta e dedita a sonorità classic metal capaci di trasportare l’ascoltatore in un mondo parallelo….

1.    Benvenuti ragazzi, chi sono i PF… presentatevi ai nostri lettori.

Steve: Un saluto a tutti innanzitutto. I Perpetual Fire nascono una decina di anni fa con l’idea di suonare metal melodico e veloce. Allora avevamo un altro nome ed io sono l’unico sopravvissuto della prima formazione. Ora siamo Roby Beccalli alla voce, Steve Volta alla chitarra, Mark Zampetti al basso e Cisco alla batteria. Nel 2006 è uscito il nostro primo CD “Endless World” con la label Adrenaline che ormai ha chiuso i battenti. A luglio di quest’anno abbiamo messo in free downloading dal nostro sito www.perpetualfire.net il nuovo album “Invisible”.

perpetual fire band 2

2.    “Invisibile” a parer mio è un piccolo gioiellino metallico, perfettamente curato anche nella grafica. Oltre a riscontrare una grande tecnica, assoluta onestà e amore per il classic metal, le influenze che vi accompagnano sono molteplici: power, progressive e hard rock. Quali gruppi dobbiamo ringraziare per il gran risultato finale…

Steve: Diciamo che con questo album abbiamo cercato di non accostarci troppo ad altre band famose che di sicuro ci hanno influenzato. E’ ciò che vogliamo suonare. Ovviamente nelle nostre canzoni puoi sentire richiami ad altre band ma penso sia una cosa normalissima. Non ci riteniamo innovatori, cerchiamo solo di comporre e suonare belle canzoni… molto semplice.

3.    Ogni track, è sempre intrisa di tecnica e virtuosismi, oltre a una melodia sempre acchiappasogni. Quanto tempo richiede il completamento di una singola traccia?…Come nasce una canzone dei PF?…Prima testo o musica?

Steve: Normalmente parto da un riff o da una melodia di chitarra e poi sviluppo un arrangiamento con l’aiuto di software musicali. Cerco già di arricchire la composizione in maniera che suoni bene anche a livello di impatto sonoro. Dopodiché mi viene naturale aggiungere una linea melodica o passare il provino a Roby; su alcune canzoni so che lui può comporre una linea melodica ottima. E’ un grande compositore anche se non saprebbe suonare un Do maggiore su qualsiasi strumento! Un istintivo.

4.    Di cosa parlano i vostri testi e chi è la penna?

Steve: Per quanto riguarda i testi preferisco fare tutto da solo per mantenere una certa coerenza tra le varie canzoni. Gli argomenti trattati sono abbastanza classici, parlano di vita, morte, amore, guerra, dolore. Tutte sensazioni che viviamo giornalmente. Alcune cose autobiografiche altre pura fantasia ma a volte quello che credi sia fantasia si trasforma in realtà e ciò può non essere sempre piacevole. In particolare il testo di “Invisible” è stato immaginato ma qualche anno più tardi quella storia si è materializzata in maniera molto efficace. Se lo avessi saputo in quella canzone avrei parlato d’altro… Per farti qualche altro esempio “Kissing the shadows” parla del dolore che causa la morte, “My ship is burning” della stupidità della guerra, “Eternity” di religione, “Cold rain” di un bambino abusato da un genitore. Poi ognuno può interpretare i testi in base alle proprio sensazioni ed esperienze. A me piace sempre molto ascoltare una canzone leggendo il testo, ti coinvolge di più. Anche per questo abbiamo voluto sviluppare un booklet in formato PDF da allegare ai files audio delle canzoni.

5.    Cosa significa per voi suonare metal classico così pulito e raffinato in un tempo dove spopolano generi più estremi come il death, black e metalcore?

Steve: Significa suonare ciò che ci piace, tutto qua. Di sicuro c’è gente che segue il trend del momento ma io ritengo sbagliata questa cosa. E’ anche vero che non bisogna fossilizzarsi nello stesso stile album dopo album, però la crescita deve essere artistica non dettata da esigenze di moda. L’evoluzione è utile anche se non necessaria. Comunque hai ragione, in questo periodo vanno tanto i generi estremi. Io suono con un signore di nome Pino Scotto e ti devo dire che di tutte le band spalla che abbiamo avuto durante i concerti ben poche suonavano melodic.

6.    Leggendo la vostra biografia ho appreso della decisione di rendere “Invisibile” gratuito a chi volesse scaricarlo, a causa di uno scarso interesse da parte delle etichette discografiche. Perché secondo voi nessuna etichetta si è dimostrata favorevole alla distribuzione del vostro prodotto?

Steve: Forse perchè non seguiamo il trend! A dir la verità qualche proposta ci è arrivata ma non abbiamo ritenuto la cosa interessante. Sai è il solito discorso “Ti stampo le copie se tu ne compri un certo numero…”. Questo è un meccanismo che non porta da nessuna parte e sta’ uccidendo la musica. Così facendo qualsiasi band, anche di basso livello, può avere il suo bel cd con tanto di logo di una label. Non va’ bene proprio, stanno uccidendo il mercato. C’è veramente troppa roba in giro ed il pubblico è fiacco e disinteressato. Ormai chi vende sono solo i grossi nomi perchè fanno ancora parte del meccanismo che faceva funzionare le cose alla grande, prima della mazzata inferta alla discografia dal download illegale. In Italia di band che potrebbero fare bene ce ne sono ma non c’è nessuna etichetta in grado di supportale a dovere per cui siamo fuori dal giro grosso e ancora lontani dagli standard di paesi come la Germania o la Finlandia. In tour con Pino ho conosciuto un sacco di gente che se la tira e pensa di essere chissà chi, pazzesco, qua i dischi non si vendono e c’è molta gente che si atteggia. I locali di Milano sono pieni di queste persone. Per esempio: “Sai ora iniziamo il tour, suono in questo locale ad ottobre, in questi tre locali a novembre…” Tour? A volte mi sembra che a molti interessi di più far vedere di essere musicista piuttosto che esserlo veramente. Anch’io quando ho iniziato a suonare pensavo “Figo, ora divento musicista e tutte le ragazze cadranno ai miei piedi!!” poi la musica è diventata la mia ragione di vita ed il mio modo per realizzarmi e provare ad essere felice.

7.    Che differenze possiamo riscontrare fra il precedente “Endless World” e il nuovo capitolo?

Steve: Se “Endless World” fosse uscito cinque anni prima avrebbe avuto un riscontro molto maggiore, di questo sono abbastanza sicuro. E’ un disco legato al periodo 1998-2001. Purtroppo non siamo stati abbastanza “avanti” e questo ci ha penalizzato. Ci sono comunque pezzi buoni, andava solo arrangiato in maniera un po’ diversa. Con “Invisible” siamo maturati parecchio secondo me. Meno fronzoli e più attenzione verso la melodia e gli arrangiamenti. Vediamo nel 2010 con il terzo album dove riusciremo ad arrivare.

8.    Quali sono i prossimi Live show?… Dove possono vedervi prossimamente i vostri fans?

Steve: Da novembre speriamo di iniziare con qualche concerto.  E’ veramente troppo tempo che i Perpetual Fire sono lontani dai palchi. Purtroppo per esigenze lavorative, soprattutto mie, ci siamo dovuti fermare per un lungo periodo.

9.    Cosa prevede il futuro per i PF?

Steve: Considerando che a maggio scorso avevo intenzione di chiudere l’esperienza Perpetual Fire non mi faccio troppo elucubrazioni mentali riguardo al futuro. Sono contento che “Invisible” sia finalmente uscito e il fatto di essere ricorsi al download gratuito non mi da nessun fastidio. Stiamo ricominciando a provare e presto lavoreremo sui nuovi pezzi. Se tutto va’ bene cominceremo anche con i concerti. Noi suoniamo quel che ci piace e questo ci basta!

10.    Siamo giunti al termine, non ci resta che ringraziarvi per la disponibilità sperando di sentir parlare spesso di voi… A voi le conclusioni.

Steve: Grazie Ermanno per averci dato l’opportunità di parlare dei Perpetual Fire.  Invito tutti i lettori a scaricare e ascoltare il nostro album “Invisible”, potrebbe essere una gradita sorpresa. Un saluto e stay metal!!

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Mr.Big live a Milano 22-09-2009

Autore: Ermanno M. | Categoria: Concerti


Mr.Big live a Milano (Alcatraz) 22-09-2009

Alcatraz
Milano
Via Valtellina, 25 – 20157
Tel.: 02 69016352 – 6
@mail: infonight@alcatrazmilano.com
Web: www.alcatrazmilano.com

Inizio concerti: ore 21.00
Apertura cancelli: ore 19.00

Prezzo del biglietto: Þ 32 + d.p.
Website: www.mrbigsite.com

MR BIG foto

Anche una band storica come i Mr. Big hano seguito la strada della reunion, e dopo aver intrapreso un tour giapponese, toccherà a quello europeo che vedrà l’arrivo della band anche in Italia per un unica data.

La formazione vedrà:

Eric Martin – Voce
Paul Gilbert – Chitarra
Billy Sheehan – Basso
Pat Torpey – Batteria

I Biglietti si potranno acquistare dal 5 giugno su www.ticketone.it e punti vendita collegati in rete al prezzo di 32 euro + diritti di prevendita.

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