Therion – Sitra Ahra (Nuclear Blast 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


THERION – Sitra Ahra  (Nuclear Blast 2010)

Nuovo organico e nuovo album per i super sinfonici e pluriamati  svedesoni Therion.
Mr Johnsson, dopo aver letteralmente rimesso a puntino la sua creatura e ingaggiando il noto vocalist Thomas Vikstrom (alcuni di voi conosceranno le sue gesta negli Stormwitch e successivamente Candlemass), è tornato dando in pasto ai propi fans il quattordicesimo capitolo di questa meravigliosa entità.

La formula sonora ancora una volta rimane immutata e la componente sinfonica, intrapresa dopo i primi album death metal oriented, continua ad essere il punto cardine. Il tutto inglobatato da epicità, melodia, cavalcate in mid tempo e cori femminili immancabili che rendono l’ascolto un assoluto piacere mentale… L’unica differenza che possiamo annoverare di album in album, sono svariati arrangiamenti ricchi di genialità che continuano a lasciare a bocca aperta, fattore che annulla la paura di trovarsi di fronte ad album “fotocopia”.

Non credo si possa aggiungere altro ad una band che si è resa unica nel creare un sound irripetibile, chi ha apprezzato i precedenti lavori, può acquistare Sitra Ahra a scatola chiusa, non se ne pentirà!

Tracklist:

1. Sitra Ahra
2. Kings Of Edom
3. Unguentum Sabbati
4. Land Of Canaan
5. Hellequin
6. 2012
7. Cu Chulain
8. Kali Yoga Iii
9. The Shells Are Open
10. Din
11. After The Inquisition: Children

Line Up:

•    Christofer Johnsson – chitarra / voce / tastiere
•    Nalle Påhlsson – basso
•    Johan Koleberg – batteria
•    Thomas Vikstrom – voce
•    Christian Vidal – chitarra solista

Discografia:

Studio Album:

•    Of Darkness… (1991)
•    Beyond Sanctorum (1992)
•    Symphony Masses: Ho Drakon Ho Megas (1993)
•    Lepaca Kliffoth (1995)
•    Theli (1996)
•    A’arab Zaraq – Lucid Dreaming (1997)
•    Vovin (1998)
•    Crowning of Atlantis (1999)
•    Deggial (2000)
•    Secret of the Runes (2001)
•    Lemuria (2004)
•    Sirius B (2004)
•    Gothic Kabbalah (2007)
Live
•    Live in Midgård (2002)
•    Live Gothic  (2008)
•    The Miskolc Experience (2009)
Singoli:
•    The Beauty in Black (1995)
•    The Siren of the Woods (1996)
•    Eye of Shiva (Radio Promo) (1998)
Compilations:
•    Bells of Doom (fan club CD) (2001)
•    Atlantis Lucid Dreaming (2005)
Box:
•    The Early Chapters of Revelation (2000)
Demo:
•    Paroxysmal Holocaust (tape 1989)
•    Beyond the Darkest Veils of Inner Wickedness (tape 1989)
•    Time Shall Tell (EP 1990)

MY SPACE:
Myspace Therion

(A cura di Ermanno Martignano)

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The Crown – Doomsaday King (Century Media 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


THE CROWN – Doomsaday King  (Century Media 2010)

Nel lontano 2003, dopo l’uscita di Possessed 13 e l’annuncio del loro scioglimento, scoprire per caso dopo sette anni che sono ritornati in pista con l’uscita di questo settimo lavoro è stato davvero un grande avvenimento!

Doomsday King riporta la band alla nostra attenzione priva del vocalist Tomas Lindberg e con un nuova presenza semi sconosciuta dal nome Jonas Stalhammar che non fa rimpiangere assolutamente il suo predecessore.

Con questo nuovo capitolo, la band ci proietta ai tempi di “Hell is Here” e “Deathrace King” con una vena di quel rock & roll marcio che ha sempre distinto le loro composizioni, anche se qui è un pò assopita dando maggior sfogo alla parte death. Alla fin de conti tutto è come sempre stato, un assalto frontale senza mezzi termini dove non troverete mai pause di riflessione, riff serratissimi, batteria tritaossa, insomma niente di innovativo e niente che faccia gridare al miracolo…

Un ritorno in stile classico che forse non raggiunge i livelli che molti di noi conoscono, ma che rende comunque gradevole il loro ritorno. Doomsday King spacca di brutto e quindi merita di essere affiancato ai precedenti lavori, per il momento, consideriamolo come un rodaggio scalda muscoli in attesa che il prossimo killer act rappresenterà il ritorno ai massimi livelli che tutti ci aspettiamo!

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1. Doomsday King
2. Angel Of Death 1839
3. Age Of Iron
4. The Tempter And The Bible Black
5. Soul Slasher
6. Blood O.d
7. Through Eyes Of Oblivion
8. Desolation Domain
9. From The Ashes I Shall Return
10. He Who Rises In Might – From Darkness To Light

Line Up:

•    Jonas Stålhammar – voce
•    Marko Tervonen – chitarra
•    Marcus Sunesson – chitarra
•    Magnus Olsfelt – basso
•    Janne Saarenpää – batteria

Discografia:

Demo
•    Forever Heaven Gone  (1993)
•    Forget The Light  (1994)
Album
Con nome Crown of Thorns
•    The Burning  (1995)
•    Eternal Death  (1997)
Con nome The Crown
•    Hell Is Here  (1999)
•    Deathrace King  (2000)
•    Crowned In Terror  (2002)
•    Possessed 13  (2003)
•    Crowned Unholy (Best of (2004)
DVD
•    14 Years of No Tomorrow  (2006)

MY SPACE:
Myspace The Crown

(A cura di Ermanno Martignano)

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Unleashed – As yggdrasil trembles (prelistening)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Pre-listening


Al seguente link, potrete ascoltare i 2 primi singoli del nuovo album “As yggdrasil trembles” dei deathsters svedesi Unleashed.

L’album è disponibile in formato cd, digipack (con bonus track) e lp.

Link:

http://www.myspace.com/unleashed

(A cura di Ermanno Martignano)

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Evillive – The cold absence of sound (Autoprodotto 2008)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


EVILLIVE – The cold absence of sound  (Autoprodotto 2008)

“The Cold Absence of Sound” è pura goduria per la mia mente, un mistura di più generi come il death, gothic e thrash.

La band tarantina ha saputo confezionare un prodotto di qualità, dove si scorgono molteplici elementi che lo rendono più che appetibile: growl, screaming, voce femminile (sapientemente inserite), elementi epici ed acustici, cori, una perenne melodia, il tutto intriso in una alone oscuro.

Stilisticamente, ci si accorge subito che non si parla di ragazzi alle prime armi, ma con una certa esperienza alle spalle, tra cui l’appartenenza a gruppi come Dustbony, Asmodays e Hi.mad.

Le influenze maggiori che si possono riscontrare sono sicuramente, “Dark Tranquillity” “In Flames” (primi), “Immolation”, “Opeth” e “Testament” che nel loro insieme hanno fatto si che partorissero questa piccola gemma sonora.

In conclusione è un prodotto che merita la vostra attenzione, e per il quale ci auguriamo arrivi presto il meritato contratto discografico.

Tracklist:

1.    C.A.O.S.
2.    Antartica
3.    Silence
4.    Born, Became, Go Down
5.    Obscure matter
6.    Prelude to apocalypse
7.    No mysticism
8.    The hunted man

Line up:

Kris-  chitarra
Vins-  chitarra
Mark – voce
Lux – batteria
Mike – basso

Discografia:

Evillive – 2006
Antartica – 2008

VOTO: 80/100

(A cura di Ermanno Martignano)

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Delyria – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: death metal, Interviste


Delyria, Swedish death metal con venature metalcore provenienti da Grosseto, registrano il loro primo full lenght “Regression in Mind” sotto SG Records. Non ci facciamo sfuggire l’occasione ed iniziamo a porre le nostre domande…

Risponde: Fabio Barbetti (chitarra)

1. Benvenuti Delyria, piccola presentazione di rito…

Ciao Ermanno e grazie per l’intervista! E’ sempre un piacere parlare di musica con degli appassionati. Ci siamo formati nel 2004, ognuno di noi suonava in gruppi diversi: Fabio e Andrea suonavano in un progetto thrash death, Daniele e Giancarlo in un gruppo di musica prog metal/elettronica, Francesco infine era il bassista di un gruppo di metal classico. Essendo vicini di sala prove e non essendo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti dalle rispettive band, decidemmo di unire i nostri sforzi e formare una band con l’unico obiettivo di suonare musica che ci appagasse. Dopo solo 3 mesi incominciammo a suonare nella zona di Firenze-Grosseto-Siena, proponendo una scaletta di 10 cover dei Death e alcune canzoni nostre. Queste prime serate furono veramente il nostro banco di prova, iniziammo a conoscerci sia dal lato artistico che a livello umano, dopo 6 anni che suoniamo insieme siamo in sintonia totale e credo che questo si rifletta positivamente sul palco.

2. “Regression in mind è una bomba sonica, si riesce perfettamente a scorgere la fusione tra il death svedese e il metalcore americano, un mix folle direi, o sbaglio? Quali sono le bands che hanno permesso ciò?

Quando abbiamo deciso di comporre il disco abbiamo dato libero sfogo alle nostre idee e in pochi mesi, come un fiume in piena, ci siamo ritrovati con i pezzi pronti per essere incisi.
Non abbiamo deciso prima come il disco doveva suonare o quale filone avrebbe dovuto seguire. Quello che è venuto fuori è un resoconto del nostro background musicale; solo dopo diversi ascolti è possibile sentire sfaccettature prog, elettroniche e rock.
Le band che più ci hanno ispirato in quel periodo sono i mostri sacri del genere: Arch Enemy, Nevermore, Dark Tranquillity, Death, Carcass, Messhuggah.

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3. Di cosa parlano i vostri testi?

I testi sono curati esclusivamente da Andrea. Il lavoro del cantante non è poi così differente da quello di chi compone la musica, entrambi traggono ispirazione dalle cose che accadono tutti i giorni, da quello che ci circonda. Credo che il musicista riesca a percepire in maniera più forte tutti gli stimoli esterni. E’ per questo che un testo, come un riff, può essere partorito nelle situazioni più disparate.
Sono testi molto introspettivi e personali frutto di riflessioni di Andrea su vari aspetti dell’animo umano. Vengono infatti trattati temi come la superficialità, vero cancro della società moderna, il narcisismo che porta inevitabilmente ad una ottusità mentale e in generale di tutte le limitazioni alle nostre libertà.

4. Quale è la track presente in RIM che vi ha entusiasmato di più concepire, e perché?

E’ sicuramente ”Empty end for an empty man”. E’ una delle ultime canzoni concepite, scritta in un momento particolare della nostra esistenza. Quando stai ultimando un disco gli interrogativi sono molti, ma quando hai un obiettivo comune e la convinzione in quello che stai facendo niente e nessuno può impedirti di arrivare dove vuoi. Quando suoniamo le nostre canzoni dal vivo è un pò come ripercorrere la nostra storia.

5. Vorrei farvi i complimenti per l’artwork, siete soddisfatti del lavoro di Eric Lacombe?

Ci sono poche parole per classificare Eric. Oltre ad amarlo artisticamente è una persona squisita. Invito tutti a informarsi sul suo conto e visitare le sue gallerie sia su deviant art che sul suo blog.

6. Come siete giunti al contratto con la SG Records, siete soddisfatti del loro operato?

Appena finito il disco ci siamo messi alla ricerca di un’etichetta che fosse in grado di distribuire e dare maggior visibilità al nostro disco. Dopo circa un mese di ricerche ci sono arrivate tutte insieme circa 6 proposte da etichette estere e italiane ma la SG Records ci ha trasmesso più fiducia e professionalità sin da subito e dopo poco abbiamo trovato l’accordo per l’uscita di RIM. Siamo soddisfatti del loro operato e colgo l’occasione per ringraziare Marco e Lorenzo per tutto quanto!

7. Serate live nel prossimo periodo…

Da Marzo riprenderemo a suonare nelle nostre zone per poi fare qualche serata nel torinese. Abbiamo anche l’accordo per suonare quest’ estate in qualche festival.

8. Dai suoni devastanti che caratterizzano la vostra musica cosa volete scolpire nella mente di un metal kids che assiste ad una vostra performance, quali ricordi desiderate che porti con se?

Ci piace pensare che un ragazzo che ci vede suonare porti con se la convinzione che l’amicizia sia una cosa fantastica, che non serve essere un fenomeno per fare musica, solo trovare persone fuori dal comune con cui crescere insieme.

9. Avete già qualche idea per quel che sarà il successore di RIM?

Certo! Abbiamo già diversi pezzi in fase di arrangiamento e devo dire che questo disco c’è servito molto per trovare una nostra identità. Quindi aspettatevi un’altra bella botta!

10. Considerazioni finali, grazie per essere stati con noi e buona fortuna per tutto!

Grazie a te e ai lettori per questa opportunità. L’affetto e gli attestati di stima delle persone sono il carburante della macchina ”Delyria”. Complimenti a te per il tuo blog interessantissimo!
Alla prossima.

(A cura di Ermanno Martignano)

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Belphegor Walpurgis Rites-Hexenwahn (Nuclear Blast 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


BELPHEGOR – Walpurgis Rites – Hexenwahn  (Nuclear Blast 2009)

belphegor artwork

Se penso che fino a 2 anni fa catalogavo questi austriaci come una band mediocre per poca simpatia nei loro confronti.. dall’acquisto di “Goat Bondage Zombie” mi son dovuto ricredere e cercare tutta la restante discografia avendo per loro oggi grande rispetto!

Belphegor, oggi come oggi una vera garanzia sonora devota al male più intransigente, è un concentrato di blasfemia, devastazione e devozione alla causa: ogni loro uscita discografica diventa sempre più un evento. Le sensazioni che emanano ricordano molto le turbolenze psichiche che sapevano emanare i “Deicide” dei primi anni.

Un capolavoro come il precedente full length  era difficile da superare, invece a mio avviso “Helmuth” & Co sono riusciti ad eguagliarlo, cambiandone gli attributi, ovvero inserendo maggior melodia e tempi cadenzati,  rinunciando in parte ad una spietatezza pari al 100%! Tracks come la funambolica “Walpurgis Rites”, la stupenda “Veneratio Diaboli – I Am Sin” (pezzo migliore dell’album) vi rapiranno la mente sin dal primo ascolto!

La “Nuclear Blast” con furbizia ha immesso sul mercato due punte di diamante come Hypocrisy e Belphegor quasi nello stesso momento, creando anche due confezioni lussuose in digipack limitate; in Belphegor troverete il videoclip di “Der Geistertreiber” che ahimè non è certo il massimo della vita con i suoi scarsi effetti speciali, ma alla fine quel che conta è la sostanza sonora accompagnata da un artwork di grande spessore!  Fatelo vostro e godete!!!

Tracklist:

1.Walpurgis Rites
2.Veneratio Diaboli – I Am Sin
3.Hail The New Flesh
4.Reichswehr In Blood
5.The Crosses Made Of Bone
6.Der Geistertreiber
7.Destroyer Hekate
8.Enthralled Toxic Sabbath
9.Hexenwahn – Totenkult

Line up:

•    Helmuth – voce
•    Serpenth – basso
•    Morluch – chitarra

Discografia:

Studio Album

•    1994 – The Last Supper
•    1997 – Blutsabbath
•    2000 – Necrodaemon Terrorsathan
•    2003 – Lucifer Incestus
•    2005 – Goatreich – Fleshcult
•    2006 – Pestapokalypse VI
•    2008 – Bondage Goat Zombie
•    2009 – Walpurgis Rites Hexenwahn
Ep
•    1992 – Bloodbath in Paradise
•    1994 – Obscure and Deep
Live:
•    2002 – Infernal Live Orgasm

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Hypocrisy – A Taste Of Extreme Divinity

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


A Taste of Extreme Divinity (2009)Che dire sugli Hypocrisy più di quanto sia stato già detto? Che dire su questo gruppo svedese, che con alle redini il carismatico Peter Tagtgren, non sbagliano mai un colpo. Dal 1994 con “The Fourth Dimension” si è avuto un “ammorbidimento” stilistico verso sonorità più melodic death, cambiamento effettuato dopo l’uscita di “Penetralia” 1992 e “Osculum Obscenum”, 1993 (che racchiudeva gli ep “Pleasure of molestation e Inferior Devoties”), album più di matrice americana.

Questo nuovo capitolo, il dodicesimo per l’esattezza, (escludendo gli ep e singoli), brilla di luce propia, la loro formula super collaudata (assalto sonoro, suoni dal sapore gothicheggiante e un dose massiccia di melodia) ha permesso alla band di sfornare l’ennesimo capolavoro, e possiamo dire che anche l’artwork si dimostra uno dei più belli utilizzati finora.

Undici tracce che vi terranno con le orecchie incollate al vostro hi-fi e vi faranno sussultare ad ogni singolo brano, il track by track non renderebbe giustizia nell’esprimere le sensazioni percepite durante l’intero ascolto, non mi resta che invitarvi a reperire velocemente questa bomba sonora e goderne dei suoi effetti devastanti!!!!

Tracklist:

01.    Valley Of The Damned
02.    Hang Him High
03.    Solar Empire
04.    Weed Out The Week
05.    No Tomorrow
06.    Global Domination
07.    Taste The Extreme Divinity
08.    Alive
09.    The Quest
10.    Tamed “Filled With Fear”
11.    Sky Is Falling Down

Band:

Peter Tagtgren – voce / chitarra
Mikael Heldlund – basso
Horgh – batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

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Behemoth – Evangelion (Nuclear Blast 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


behemoth artwork

Ritorno magico quello dei polacchi Behemoth. Dopo un inizio carriera all’insegna del black metal tradizionale, la svolta death nel lontano 1999 con Satanica, la band ha iniziato a scalare la vetta album dopo album, accrescendo la sua fama velocemente, passando da un etichetta all’altra. Oggi finalmente approdati alla prestigiosa Nuclear Blast, sfornano l’ennesimo capolavoro migliorandosi ancora una volta.

Il nuovo Evangelion segue la scia del precedente “The Apostasy” ma la band si presenta ricca di nuovi spunti, tracks al limite della devastazione e con un sound a dir poco sulfureo. Un Inferno che supera se stesso , dietro le pelli per velocità disumana e tempi articolati, donando maggior scorrevolezza sin dai primi ascolti. Le novità che rendono questo nuovo dischetto ancor più spietato e coinvolgente, danno sicuramente merito ad una massiccia dose di epicità che dona al tutto un alone mistico più presente che in passato.

Nove tracks che scorrono con facilità nella propria mente, alternandosi tra brutalità cieca mai fine a se stessa, e mid tempo malsani, chiudendo il cerchio con la genialissima Lucifer, “ballad” di otto minuti che trascinerà l’ascoltatore negli abissi più reconditi.

Tracklist:

1. Daimonos
2. Shemaforash
3. Ov Fire And The Void
4. Transmigrating Beyond Realms Ov Amenti
5. He Who Breeds Pestilence
6. The Seed Ov I
7. Alas, Lord Is Upon Me
8. Defiling Morality Ov Black God
9. Lucifer

Band:

Nergal – voce / chitarrra
Inferno – batteria
Orion – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}