Innerload – React (SG Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Hard rock, Recensioni


INNERLOAD – React  (SG Records 2011)

Quella che sottoponiamo oggi sotto la nostra lente di ingrandimento è una band veneziana che ci riporta nel passato usufruendo di una registrazione dei giorni nostri.

Formatisi nel non lontanissimo 2009 e non avendo nessun demo all’attivo, gli Innerload arrivano subito al primo traguardo con un album di hard rock e heavy metal quanto mai classico e roccioso che spesso viene rapito dallo stile maideniano.

Pur optando nella scelta di tuffarsi nei sempre gloriosi anni ottanta, grazie all’ausilio di uno studio di registrazione come quello di Majestic Studio, i suoni rimangono asciutti, puliti e potenti rendendo le 7 tracce avvincenti e accattivanti quanto basta. Suoni sinceri e riprodotti con il cuore, e grazie a band così il classic metal sta ritornando pian piano in auge come è successo per il thrash metal; quindi non resta che ringraziare e supportare sempre band che preferiscono omaggiare la spontaneità di queste nobili sonorità!
Nel dischetto è compreso il videoclip di Fake World, in sostanza, un inizio che piace pur non mettendo in tavola innovazione e contorsionismo musicale.

VOTO: 70 / 100

Tracklist:

1.    Through The Inner
2.    Fake World
3.    Dancing Queen
4.    Ecocriminal
5.    Million Times
6.    Painful Freedom
7.    The Wizard
8.    Fake World  (Videoclip)

Line Up:

•    Marco Cortese “Cortez”: voce
•    Giorgio Bolognesi “Gio”: chitarra
•    Raimondo Lamanna “Ray”: chitarra
•    Alessio Novello “Alex”: basso
•    Daniele Musaragno “Musa”: batteria

My Space:
Myspace Innerload

Facebook:
http://it-it.facebook.com/pages/INNERLOAD/226585587396173

(A cura di Ermanno Martignano)

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Guido Campiglio – Rumble In The Jungle (SG Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Hard rock, Recensioni


GUIDO CAMPIGLIO – Rumble In The Jungle   (SG Records 2011)

Ricordo che solo qualche mese fa ho recensito Saturn, secondo album del chitarrista bergamasco Guido Campiglio. Lo ritroviamo nuovamente a pochissima distanza con il fresco “Rumble In The Jungle”, lavoro che dimostra un miglioramento rispetto al precedente act grazie ad una maggiore dinamicità e fruizione dei suoi assoli.

Se in Saturn si erano notati suoni di batteria dal sapore live, questa volta la strada è a senso unico con l’accompagnamento della chitarra di Guido, quindi niente sensazione di presa diretta. Spesso, durante l’ascolto ho avuto la sensazione che il funambolico chitarrista sembri aver concentrato la sua maestria in egual modo nel rock / heavy degli anni ottanta, magari azione del tutto involontaria, oppure amore per gli anni d’oro del metal… anche perché, la registrazione è limpida e non ovattata.

Come detto in precedenza, qui tutto scorre con maggiore semplicità trovandosi di fronte a riff meno intricati e più ficcanti già dal primo ascolto. Nove tracce che non cercano la possenza mentale, ma solo di incantare con “semplicità”. Un artista a tutto tondo che stupisce per la sua classe giorno dopo giorno!

VOTO:  80 / 100

Tracklist:

1.    C.D.T. Symphony
2.    Rumble In The Jungle
3.    Butterfly suite op. NO 1
4.    Resurrection
5.    Skin
6.    Tomahahawk (Dance of war)
7.    Secret Garden
8.    Dhalsim
9.    Drakkar

Line Up:

•    Guido Campiglio – chitarra solista
•    Fabio Cariboni – chitarra ritmica
•    Mariano Dimonte – arrangiamenti elettronici

Discografia:

•    Wood (2009)
•    Saturn  (2010)

MY SPACE:
Myspace Guido Campiglio

(A cura di Ermanno Martignano)

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Crawler – Knight Of The World (SG Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


CRAWLER – Knight Of The World  (SG Records 2011)

Quando si dice il destino….. con piacere ricordo che i Crawler sono state una delle prime band che ho ascoltato tramite myspace e guarda un po’, oggi mi ritrovo a recensire il loro primo album sotto SG Records.

Knight Of The World è un lavoro di circa 1 ora distribuito in 11 tracce di cui 5 appartenenti ai precedenti ep e 6 nuove di zecca di rovente heavy metal anni ottanta. Le coordinate stilistiche sono (per la gioia dei defender ndr), Iron Maiden, Judas Priest e Manowar di prima maniera. Una goduria per chi è cresciuto con queste sonorità insomma: riff molto maideniani, specialmente in “Cagliostro” melodia a non finire ed energia da vendere per un po’ di sano headbanging.

Probabilmente volendo i Crawler si possono accusare per mancanza di innovazione, ma chi se ne importa dico io, quando si ascolta musica sincera e suonata con il cuore non può che essere una festa per i miei e vostri neuroni! Mi hanno ricordato altre grandi realtà italiane come Domine e gli Heimdall… onore, forza e coraggio!

VOTO:  70 / 100

Tracklist:

1.    Crawler
2.    Speed
3.    Danger! (OnElm Street)
4.    Burst
5.    Angels In Paradise
6.    Cagliostro
7.    Masters Of The Night
8.    Sick Song
9.    Undeads
10.    The King Will Come
11.    Knight Of The World

Line Up:

•    Claudio Cesari – voce
•    Renato Fecit – chitarra
•    Filippo Severgnini – chitarra
•    Giovanni Martinello – basso
•    Nicola Martinello – batteria

Discografia:

•    Undeads (EP 2005)
•    Burst  (EP 2008)

MY SPACE:
Myspace Crawler

(A cura di Ermanno Martignano)

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Last Frontier – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Hard rock, Interviste, Progressive


Intervista ai Last Frontier, band proveniente dalla città del grande Totò e autori di un primo interessantissimo album “Apocalypse Machine”. Chiediamogli come è nato il loro classic metal / prog / rock ammaliante…

1.    Benvenuti ragazzi, a voi le presentazioni per i nostri lettori

Salve a tutti gente… allora, abbiamo Mimmo Natale (Nitrokill) alle chitarre, Ciro Fasano (Cyrion Faith) alle tastiere, Adriano Di Salvo (Adrian Dèi) al basso, Gaetano Crispo (Zarro B. Cruel) alla batteria e new entry a completare la nuova line-up Antonio D’Ambra (Darka) alla voce.

2.    Dopo tre promo, finalmente un album che merita molta attenzione, svelateci la vostra formula vincente fatta di classic metal, progressive e rock suggestivo.

Una formula specifica non esiste; al di là della passione comune per la musica ciò che ci contraddistingue è il fatto che ogni componente del gruppo ha influenze musicali abbastanza diverse. L’obbiettivo quindi è quello di fonderle in modo concreto.


3.    Come scritto in sede di recensione, credo che gli accostamenti più giusti per voi siano Judas Priest, Crimson Glory e Marillion, concordate?

In parte.
La verità è che cerchiamo di rendere tangibile attraverso la musica una nostra identità. Crediamo che sia questa la chiave della nostra proposta musicale che spesso altri  tentano di “etichettare” in qualche modo cercando di accostarla per forza ad un genere specifico.

4.    Chi è il disegnatore dell’artwork dalla classica impronta progressive metal?

Il concept (anche quello) è del gruppo, il realizzatore una disegnatrice di nostra conoscenza: Livia Sorgente

5.    Chi è l’artefice dei testi, e quali argomenti trattate?

Normalmente scindiamo musica e testi, cercando di lasciare nella maggior parte dei casi carta bianca al cantante. Gli argomenti trattati sono prevalentemente di natura mitologica, biblica, mistica e apocalittica. In alcuni casi sono vere e proprie nostre visioni.

6.    Come mai un cambio di vocalist in line up? Perché Mich Crown ha lasciato la band? Devo dire che in certi frangenti sembra di ascoltare il compianto Midnight.

Perché la mattina sorge il sole? :-)
Sono cose che fanno parte dell’ordinaria amministrazione di una band.  Ad ogni modo l’importante è proseguire e perseguire nelle proprie idee.

7.    Live in supporto all’album?

Ci stiamo lavorando… Il cambio di line up purtroppo ci ha portato via un pò di tempo, ma ora siamo pronti a tornare più carichi e incazzati di prima \m/

8.    Cosa bolle in pentola in casa Last Frontier in questo momento?

Ci stiamo riorganizzando col nuovo vocalist (Darka) col quale stiamo trovando un ottimo feeling, e parallelamente lavoriamo intensamente alla stesura di nuovi brani.

9.    Vi ritenete soddisfatti dell’esito finale di Apocalypse Machine? Avreste cambiato qualcosa con il senno di poi?

Per essere un’autoproduzione al 100% non ci si può lamentare.. anche se potendo tornare indietro avremmo migliorato sicuramente alcuni aspetti.. Esperienza e tempo docet

10.    Siamo giunti alle considerazioni finali, in bocca al lupo per tutto! Lascio a voi l’ultima parola…

Ok, con l’occasione vogliamo ringraziare sicuramente te Ermanno che ci ha dato la possibilità di fare questa intervista dedicandoci un pò del tuo tempo, e sicuramente vogliamo ringraziare a tutti coloro che ci hanno seguiti e supportati in questi anni sperando che lo continuino a fare. La scena underground ne ha bisogno tantissimo ragazzi!!
Ovviamente consigliamo a tutti di ascoltare il nostro nuovo cd Apocalypse Machine (alcune tracce sono free sul nostro sito o myspace).
Se volete potete richiedere la vostra copia sul nostro official store http://lastfrontierofficialshop.bigcartel.com/ oppure tramite facebook sulla nostra pagina!! Inoltre è possibile anche acquistare le singole tracce sui principali webmusic- store ad un prezzo davvero irrisorio..
Grazie ancora a tutti per il supporto grazie a eraskor.com.. stay metal \m/
Last Frontier

(A cura di Ermanno Martignano)

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Last Frontier – Apocalypse Machine (2010 Autoprodotto)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Classic rock, Hard rock, Progressive, Recensioni


LAST FRONTIER – Apocalypse Machine (2010 Autoprodotto)

Provenienti da Napoli, questi Last Frontier sanno come deliziare la mia infinita sete di musica. La band si forma nel lontano 2005 e dopo tre promo giungono al primo lavoro che merita molta attenzione.

Il loro metal si districa tra ventate alla Judas Priest prima maniera e alle fantastiche sonorità progressive dei Crimson Glory e Marillion,  nomi che dovrebbero far raddrizzare le vostre antenne. Agggiugerei una dovuta citazione agli Iced Earth per via del timbro vocale di  Mich Crown nella prima traccia Waiting For The Eclipse, molto incisiva e simile a quella di Matthew Barlow.

Sette lunghe tracce che si destreggiano tra energia ponderata, intriganti e lunghi assoli e un cantato praticamente vincente. Un lavoro autoprodotto con professionalità che consigliamo vivamente a chi si nutre di progressive metal, progressive rock e il classic metal anni ottanta.

VOTO: 70 / 100

Tracklist:

1. Waiting For The Eclipse
2. Metamorphosys
3. Darklight
4. Summoning Armageddon
5. Black Horizon
6. Nephilim’s Ride
7. The Time Of The Ancients

Line Up:

•    Mimmo Natale (Nitrokill) – chitarra solista / ritmica
•    Ciro Fasano (Cyrion Faith) – keys / synth
•    Adriano Di Salvo (Adrian Dèi) – basso
•    Gaetano Crispo (Zarro B. Cruel) – batteria
•    Mich Crown– voce

Discografia:

•    Last Frontier (2005, Promo cd)
•    Darklight (2007 Promo cd)
•    Black Horizon (2008 Promo cd)

MY SPACE:
Myspace Last Frontier

(A cura di Ermanno Martignano)

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Lifestream – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Interviste, Progressive


I Lifestream sono un gruppo hard rock progressivo che in Empire of Lies mette in luce delle ottime basi per un futuro scintillante, intervistiamoli…

1.    Benvenuti Lifestream,  si dia il via alla presentazioni della band

Marco: Ciao noi siamo i Lifestream, io sono Marco, voce; Alberto, chitarra; Andrea, basso; Andrea (detto Franco), tastiere; Paolo, batteria. La formazione è quella classica di un quintetto progressive.

2.    Da dove è nata la volontà di dare vita al gruppo?

Alberto: l’iter è solito di tutte le band: le prove nel garage del batterista a suonare i Metallica (pietosamente a ripensarci ora!), si cominciano a scrivere le prime canzoni, vari cambi di formazione fino a raggiungere una situazione stabile.


3.    Perché il nome Lifestream?

Marco: Mi piacerebbe dirti che attraverso la nostra musica vogliamo infondere nell’ascoltatore un senso di positività che inebria i sensi come fosse un “Flusso di vita”  in questo mondo così dilaniato da guerre, morte e sofferenza, ma non è così. La verità è che suonava terribilmente figo e basta, e che il nostro batterista ha finito talmente tante volte Final Fantasy VII che ci ha scritto una guida sopra.

4.    Perché intitolare l’EP “L’impero delle bugie”?

Marco: Empire of lies è la prima traccia del nostro EP e ci sembrava la più rappresentativa per farne una title track. Il testo della canzone è semplicemente una conseguenza del titolo stesso. Siccome siamo contrari alla politica espansionistica di “Darth Vader” abbiamo voluto scrivere questa canzone di protesta contro l’impero. Comunque se si legge il testo parla di Sin City, questo per non incorrere nel richiamo del severo organo censorio dell’imperatore Palpatine.

5.    Veniamo al sound, a volte capita che un prodotto con poche tracce non esprime pienamente tutto il suo potenziale, ma con Empire of lies sembra tutto molto chiaro: un hard rock molto progressivo che funge da ottima carta di identità. Quali sono le influenze che sentite scorrere nelle vostre vene?

Marco: Qua sono costretto a una risposta banale da gruppo metallaro, le nostre influenze sono le più molteplici ma principalmente possiamo parlare di Blind Guardian, Symphony X, Pain of Salvation per quanto riguarda i sound più moderni, Genesis, Pink Floyd e Kansas per ciò che ci ha fatto crescere.

6.    Come prende forma una vostra song?

Alberto: il più delle volte faccio in parallelo musica e testo. La musica nasce principalmente da una melodia vocale che viene “farcita” con tutto il resto. Il testo nasce da un concetto o più semplicemente da un titolo. Quando musica e testo sono sufficientemente maturi cerco l’abbinamento tra di loro che più mi piace. Non c’è chissà quale percorso concettuale dietro se non trasformare un giretto di accordi da spiaggia in una canzone sullo stile progressive.

7.    Parliamo del futuro full lenght che state preparando, a che punto sono le registrazioni?

Alberto: Abbiamo ultimato la fase di scrittura ma ancora non abbiamo iniziato le registrazioni. Vogliamo fare tutto da soli quindi ci prendiamo il tempo che serve.

8.    Live in programma?

Marco: Niente di che togliendo le 48 date del big Four (che ora è verosimilmente big five). No, a parte gli scherzi siamo un po’ fermi concertisticamente parlando per concentrarci di più sul full lenght.

9.    Qualche etichetta ha dimostrato interesse per il vostro lavoro?

Marco: Vorrei dirti di sì, ma purtroppo niente di serio e che ci soddisfacesse, è per questo che guardandoci un po’ intorno abbiamo deciso di auto produrre ogni aspetto del full lenght.

10.    Buona fortuna per tutto! A voi le conclusioni…

Grazie di tutto e ricordatevi che nel Jurassic Park non si bada a spese.
Se non si fosse notato, siamo a un passo dal coniare il Nerd Metal!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Virgin Steele – The Black Light Bacchanalia (SPV Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


VIRGIN STEELE –  The Black Light Bacchanalia  (SPV Records 2010)

Sarò sincero, il nuovo Virgin Steele al primo ascolto mi ha sinceramente deluso, l’ho subito etichettato come un lavoro troppo morbido, scarno, e con un De Feis privo di carisma.

Questo era il primo ascolto, dal secondo in poi di questi 76 minuti, quella melodia delicata, quella voce di De Feis in falsetto irritante quanto coinvolgente, (certo il vero cultore del falsetto rimarrà King Diamond) hanno iniziato a far vibrare i miei neuroni… anche se lentamente…

Sinceramente non seguendo il gruppo da un pò di album, non saprei esprimermi sulle differenze rispetto al precedente Visions of Eden (The Lilith Project – A Barbaric Romantic Movie of the Mind). Il nuovo lavoro è fatto con una certa grazia e gusto per la melodia molto raffinata, per farsi piacere richiede la dovuta attenzione. Le potenzialità del nuovo album (magari ancora nascoste), non riescono ad emergere appieno per l’eccessiva delicatezza: “The Black Light Bacchanalia” non è certo un lavoro da bocciare, anzi… tutt’altro, và scoperto e assaporato con il tempo, magari fra qualche anno potrò affermare che è uno dei loro migliori act!

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1. By The Hammer Of Zeus ( And The Wrecking Ball Of Thor )
2. Pagan Heart
3. The Bread Of Wickedness
4. In A Dream Of Fire
5. The Orpheus Taboo
6. Nepenthe
7. Necropolis ( He Answers Them With Death )
8. To Crown Them With Halos Parts 1 & 2
9. The Torture’s Of The Damned
10. The Black Light Bacchanalia ( The Age That Is To Come )
11. Eternal Regret

Line Up:

•    David DeFeis – voce / tastiere
•    Edward Pursino – chitarra
•    Frank “The Baron” Gilchriest – batteria
•    Joshua Block – basso

Discografia:

Album in studio

1.    Virgin Steele  (1982)
2.    Guardians of the Flame  (1983)
3.    Noble Savage  (1986)
4.     Age of Consent  (1988)
5.    Life Among the Ruins  (1993)
6.    The Marriage of Heaven and Hell – Part One  (1994)
7.    The Marriage of Heaven and Hell – Part Two  (1995)
8.    Invictus  (1998)
9.    The House of Atreus Act I  (1999)
10.    The House of Atreus Act II  (2000)
11.    Visions of Eden (The Lilith Project – A Barbaric Romantic Movie of the Mind)  (2006)

EP
•    A Cry in the Night (1983)
•    Magick Fire Music  (2000)

Raccolte

•    Hymns to Victory  (2002)
•    The Book of Burning  (2002)

Singoli

•    Snakeskin Voodoo Man  (1992)
•    Through Blood And Fire  (1998)

Videos

•    Tale Of The Snakeskin Voodoo Man  (1992)

MY SPACE:
Myspace Virgin Steele

(A cura di Ermanno Martignano)

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Crawler Firmano per SG Records

Autore: Ermanno M. | Categoria: News


I Crawler firmano con SG Records per la pubblicazione del loro album di debutto: “Knight Of The Word”, a cui hanno collaborato Beau Hill e Maor Appelbaum.

I Crawler presentano il loro primo album: “Knight of the Word”, che verrà pubblicato da SG Records nel 2011. L’album contiene 11 brani, tra cui il singolo prodotto dal famoso produttore Americano Beau Hill (Alice Cooper, Europe, Twisted Sister, Ratt, Warrant etc.) e liberamente ispirato dai libri della saga “Il Verbo e il Vuoto” di Terry Brooks. “Knight Of The Word” è stato registrato al T’n’T Recording Lab di Tommy Dell’Olio ed il mastering è stato realizzato al Maor Appelbaum Mastering in California (Yngwie Malmsteen, Rob Halford, Roy Z, Therion, Lita Ford etc).

Link alla notizia sul sito SG Records:
http://www.sgrecords.it/it/news/80-crawler/115-i-crawler-firmano-per-sg-records

CRAWLER SIGNS WITH SG RECORDS

Crawler signs with SG Records to publish its debut album: “Knight Of The Word”, which Beau Hill and Maor Appelbaum worked on.

Crawler presents its debut album “Knight Of The Word”, published by SG Records in 2011.
The album features 11 songs and contains the single produced by famous producer Beau Hill (Alice Cooper, Europe, Twisted Sister, Ratt, Warrant etc.) and is freely inspired by the books serie “Word & Void” by Terry Brooks. The album was recorded at T’n’T Recording Lab by Tommy Dell’Olio and mastered at Maor Appelbaum Mastering California U.S.A (Yngwie Malmsteen, Rob Halford, Roy Z, Therion, Lita Ford etc).

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