I Lifestream sono un gruppo hard rock progressivo che in Empire of Lies mette in luce delle ottime basi per un futuro scintillante, intervistiamoli…
1. Benvenuti Lifestream, si dia il via alla presentazioni della band
Marco: Ciao noi siamo i Lifestream, io sono Marco, voce; Alberto, chitarra; Andrea, basso; Andrea (detto Franco), tastiere; Paolo, batteria. La formazione è quella classica di un quintetto progressive.
2. Da dove è nata la volontà di dare vita al gruppo?
Alberto: l’iter è solito di tutte le band: le prove nel garage del batterista a suonare i Metallica (pietosamente a ripensarci ora!), si cominciano a scrivere le prime canzoni, vari cambi di formazione fino a raggiungere una situazione stabile.

3. Perché il nome Lifestream?
Marco: Mi piacerebbe dirti che attraverso la nostra musica vogliamo infondere nell’ascoltatore un senso di positività che inebria i sensi come fosse un “Flusso di vita” in questo mondo così dilaniato da guerre, morte e sofferenza, ma non è così. La verità è che suonava terribilmente figo e basta, e che il nostro batterista ha finito talmente tante volte Final Fantasy VII che ci ha scritto una guida sopra.
4. Perché intitolare l’EP “L’impero delle bugie”?
Marco: Empire of lies è la prima traccia del nostro EP e ci sembrava la più rappresentativa per farne una title track. Il testo della canzone è semplicemente una conseguenza del titolo stesso. Siccome siamo contrari alla politica espansionistica di “Darth Vader” abbiamo voluto scrivere questa canzone di protesta contro l’impero. Comunque se si legge il testo parla di Sin City, questo per non incorrere nel richiamo del severo organo censorio dell’imperatore Palpatine.
5. Veniamo al sound, a volte capita che un prodotto con poche tracce non esprime pienamente tutto il suo potenziale, ma con Empire of lies sembra tutto molto chiaro: un hard rock molto progressivo che funge da ottima carta di identità. Quali sono le influenze che sentite scorrere nelle vostre vene?
Marco: Qua sono costretto a una risposta banale da gruppo metallaro, le nostre influenze sono le più molteplici ma principalmente possiamo parlare di Blind Guardian, Symphony X, Pain of Salvation per quanto riguarda i sound più moderni, Genesis, Pink Floyd e Kansas per ciò che ci ha fatto crescere.
6. Come prende forma una vostra song?
Alberto: il più delle volte faccio in parallelo musica e testo. La musica nasce principalmente da una melodia vocale che viene “farcita” con tutto il resto. Il testo nasce da un concetto o più semplicemente da un titolo. Quando musica e testo sono sufficientemente maturi cerco l’abbinamento tra di loro che più mi piace. Non c’è chissà quale percorso concettuale dietro se non trasformare un giretto di accordi da spiaggia in una canzone sullo stile progressive.
7. Parliamo del futuro full lenght che state preparando, a che punto sono le registrazioni?
Alberto: Abbiamo ultimato la fase di scrittura ma ancora non abbiamo iniziato le registrazioni. Vogliamo fare tutto da soli quindi ci prendiamo il tempo che serve.
8. Live in programma?
Marco: Niente di che togliendo le 48 date del big Four (che ora è verosimilmente big five). No, a parte gli scherzi siamo un po’ fermi concertisticamente parlando per concentrarci di più sul full lenght.
9. Qualche etichetta ha dimostrato interesse per il vostro lavoro?
Marco: Vorrei dirti di sì, ma purtroppo niente di serio e che ci soddisfacesse, è per questo che guardandoci un po’ intorno abbiamo deciso di auto produrre ogni aspetto del full lenght.
10. Buona fortuna per tutto! A voi le conclusioni…
Grazie di tutto e ricordatevi che nel Jurassic Park non si bada a spese.
Se non si fosse notato, siamo a un passo dal coniare il Nerd Metal!
(A cura di Ermanno Martignano)
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