MetalTrashFactory – NewLife pt II (Video Ufficiale)
Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic rock, Thrash metal, VideoTratto dall’album autoprodotto Three Bodies Layers, il video ufficiale del Metaltrashfactory, band che miscela thrash metal e rock!
Tratto dall’album autoprodotto Three Bodies Layers, il video ufficiale del Metaltrashfactory, band che miscela thrash metal e rock!
TRON – Critubio vs Microbomb (Autoprodotto 2010)
Tron, progetto heavy metal nato nel 2006 per volere di Max. Affiancato da Alex (Cyber Cross) e Grave (Scarecrown), questo dischetto da ottanta minuti comprende due release della band, ovvero Microbomb (2007) e Critubio (2008).
Il risultato… 25 pezzi di rovente heavy / thrash , harcore e hard rock martellante e claustrofobico. Tecnica cristallina, vocals graffianti e registrazione più che professionale.
Un lavoro non facilmente assimilabile al primo ascolto, anzi, oserei dire quasi esasperante, finchè tutto ciò non si trasforma in adrenalina scalpitante! (scusate i giochi di parola ndr.).
Suoni che diventano mentalmente oppressivi (nel senso buono ndr.) quando il tutto prende forma “panteriana e hardcoriana”. Nonostante questo, per il sottoscritto il pezzo più travolgente è sicuramente “He 101”, track dalla struttura molto più “semplice” e rock oriented.
VOTO: 70 / 100
Tracklist:
Critubio
1. Bewitched
2. Kela
3. Wolf Mania
4. Stupid Grab
5. Six Two Sex
6. Release And Collision
7. Legend
8. He 101
9. Cranio
Microbomb
10. Jargon K.S.W
11. Kuk Sool Won
12. War
13. Grass
14. Radio Mary
15. Bad Message / Madness Age
16. Repulsive Monsters
17. Spin Around
18. Love
19. Amianto
20. Aptitude For Wicked
21. Tomahawk / surround
22. Thorn In Throat
23. Stronger Down
24. Non Nobis Domine
25. Trip Of A Rebel Dog
Line Up:
• Max – chitarra, basso
• Alex – voce
• Grave – batteria
MY SPACE:
Myspace Tron
(A cura di Ermanno Martignano)
ARHYTHMIA – Awake (Lost Sound Records 2011)
Per chi ha seguito le gesta del blog di Eraskor.com sin dal suo esordio, in molti avranno notato che nei primi mesi di questo viaggio, la Sardegna si è resa molto partecipe regalandoci innumerevoli band di qualità e di ogni estrazione musicale; ebbene la favola continua, questa volta dinnanzi a me si presentano gli Arhythmia, band proveniente dal sassarese, per la precisione da Alghero.
Questi cinque pazzoidi, formatisi nel 2004, dopo un autoproduzione dal titolo Noize Room nel 2008, li ritroviamo in questo inizio estate 2011 sotto contratto Lost Soud Records e il freschissimo Awake. Dieci pezzi che si stagliano nella mente con rapidità grazie al suo impatto sfrontato e dalle semplici melodie udibilissime sin da subito. La base principale di questo quintetto è un moderno hardcore che duella tra vocals sgraziate e pulite. Suonato con notevole rabbia e sapienza, in pezzi come “Awake” e “Quello Che Non Vuoi” toccano il loro apice. (almeno per quanto riguarda il sottoscritto) La band cita influenze rap nella sua biografia, ma a parte qualche accenno, non vi è ombra…
Quasi quaranta minuti di puro delirio suonati con il cuore e la disperazione di chi vuol dimostrare di far parte in una scena sempre più prolifera che qualitativamente continua a crescere di giorno in giorno. Un lavoro che và giù che è un piacere come un acido che purifica il corpo da una quantità enorme di tossine ulcerose!
VOTO: 70 / 100
Tracklist:
1. weak
2. awake
3. news
4. wake up
5. one thing
6. out of me
7. the beast
8. head fort he change
9. illusion
10. quello che non vuoi
Line Up:
• Michele Canu – voce
• Matteo Lombardo – chitarra, voce
• Riccardo Bevitori – chitarra
• Luca Moro – basso
• Gabriele Angius – batteria
Discografia:
• Noize Room (2008)
MY SPACE:
Myspace Arhythmia
(A cura di Ermanno Martignano)
A due anni di distanza dall’uscita del primo promo autointitolato, i calabresi A Buried Existence tornano con The Dying Breed, primo lavoro che conferma la bontà del loro sound.
1. E’ un piacere risentirvi ragazzi, finalmente il vostro primo lavoro vede la luce! Descriveteci The Dying Breed secondo il vostro punto di vista.
Gianluca: siamo molto contenti di come è venuto fuori l’album, ci siamo presi il tempo necessario per sviluppare i nuovi brani e amalgamare meglio quelli del promo, considerando che nel 2008 avevavo una drum machine a coadiuvarci (nella persona di Peppe Pascale che è il cantante dei Glacial e a cui dobbiamo molto!) mentre ora abbiamo un drummer formidabile che è Ale Vinci.
The dying breed è un concentrato di potenza, irriverenza, estremismo sonoro, piccole schegge impazzite che spero facciano muovere il xxlo a tutti gli headbanger li fuori!
2. TDB è un concept oppure ogni traccia vive di vita propria?
Marko: più che Concept io lo definirei come un filo conduttore, in fin dei conti riproponiamo anche i pezzi seppur riarrangiati del promo precedente, sicuramente lo sfondo dell’album è uno sfondo Apocalittico e non potrebbe essere altrimenti, basta mettersi davanti a qualsiasi telegiornale o guardarsi intorno per rendersi conto di quello a cui stiamo andando incontro.
3. Mi è sembrato che questa volta lo spirito thrash metal sia più presente rispetto al promo, sia per la presenza di una componente più oscura nei riff che per una naturale evoluzione…
Gianluca: non proprio, anzi se hai notato sono stati eliminati i solos di chitarra che nel promo rimandavano più precisamente al thrash metal, per una formula più diretta and in your face, che ci porta in territori più vicini al metal estremo e all’hardcore…questa è la nostra naturale evoluzione e speriamo ci porti ancora più lontano!
Tat0: hai detto bene, naturale evoluzione, non ci si prefigge a tavolino cosa bisogna scrivere e come bisogna riportarlo in musica, è tutto frutto di puro istinto, anche il particolare stesso del tralasciare i soli è una cosa che è venuta da se… tutto ciò che è troppo elaborato e troppo studiato o ricercato a lungo andare stanca e non ti lascia nulla in mente a fine ascolto, ma soprattutto perde la spontaneità che in qualche modo è una componente e caratteristica basilare nel tipo di musica che facciamo e nel metal in genere
4. Descriveteci l’artwork
Gianluca: l’artwork è stato curato da un nostro carissimo amico che è Luciano “LUX “ Violi in arte BONED factory, un grande artista per la grafica. Ha anche realizzato la copertina di Equilibrium part 1 dei Glacial Fear, del MCD di debutto degli Amorphead e tanti altri bei lavori ! per l’artwork del disco, come da schema collaudato con Boned, gli ho fatto avere il master del disco con i testi e gli ho accennato brevemente a cosa volevamo giungere…quando ho avuto l’artwork finito non ci volevo credere, era meglio di quello che avevamo in mente, GRANDE LUX! In defintiva rispecchia l’atmosfera di angoscia e devastazione che pervade l’album.
5. Perché intitolarlo “La Razza in Estinzione”, a quale razza vi riferite?
Gianluca: indubbiamente a quella UMANA. Finche pochi burocrati continueranno a decidere e dominare il futuro di miliardi di persone siamo di fronte a questo rischio!
6. Come mai anche questa volta avete optato per l’autoproduzione, nessuna etichetta si è fatta avanti nei vostri confronti?
Marko: da principio optiamo sempre per una prima tiratura autoprodotta, successivamente chiaramente cerchiamo anche qualche contratto serio, abbiamo ricevuto anche delle proposte sia Italiane che estere ma al momento non abbiamo firmato per nessuno, e se l’andazzo è quello che stiamo vedendo credo che difficilmente firmeremo, preferiamo a questo punto farci il mazzo da soli e gestire da noi sia la promozione che tutto il resto, in fin dei conti siamo nell’era di Internet e tutto è più semplice sotto questo punto di vista.
Gianluca: in Italia il business si sta evolvendo nel senso che sempre più assistiamo nella trasformazione delle Label in AGENZIE DI SERVIZI vere e proprie… cosi si può capire facilmente che il talento, l’ispirazione, e le capacità sono concetti ormai superati !
Sad but TRUE!
7. Inizierete a supportare l’album con vari concerti mi auguro
Marko: l’idea è quella di suonare il più possibile ovunque, in Italia e qualora ce ne fosse l’occasione anche all’estero senza problemi, oltretutto suoniamo un genere di musica che ci permette sulla carta di poterci esibire sia in contesti come i centri sociali, sia nei classici locali live. Da Ottobre dovremmo essere On The Road.
8. Vi confido che nei primi ascolti mi sono sobbalzate in mente band come Extrema e Node, penso che la sfrontatezza o impatto sonoro siano pressoché simili, concordate? Immagino uno show con queste tre band sullo stesso palco… sarebbe un massacro!
Gianluca: beh grazie, per noi è un piacere essere accostati a band di tale spessore! Concordo che un concerto con questi tre nomi farebbe molte vittime sotto al palco !!!!
Tat0: ottimi gruppi senza dubbio, ma personalmente credo che la proposta sia un pò diversa… ciò non toglie che un live con loro, ma anche con qualsiasi altro gruppo noto o non noto, è sempre un momento di libero sfogo e quindi di divertimento e massacro assoluto, a prescindere da chi ti si affianca appunto …
9. Tre parole per descrivere TDB!
Marko: dall’interno non è facile trovare la giusta definizione per il proprio lavoro, userò quelle più usate nelle prime recensioni ricevute: Apocalittico, Alienante, Stradaiolo (nel senso di attitudine).
10. Complimenti ancora per il lodevole risultato! Siamo giunti alle considerazioni finali, scegliete voi come chiudere questa intervista…alla prossima!
Gianluca: grazie per lo spazio che ci concedi e invitiamo tutti i lettori a visitare il nostro space, da dove si può anche ascoltare qualcosa ed eventualmente ordinare il cd THE DYING BREED ! alla prossima e STAY EXTREME!
(A cura di Ermanno Martignano)
A BURIED EXISTENCE – The Dying Breed (Autoprodotto 2011)
Dopo l’ottimo debutto datato 2009, finalmente i catanzaresi A Buried Existence danno alle stampe il primo capitolo ufficiale della loro discografia.
Questo nuovo lavoro conferma al 100% le potenzialità di quanto fatto in precedenza: thrash, hardcore e death metal fuse in queste 10 tracce dal sapore smaccatamente ruvido e intimista.
Registrazione più che ottima che rende al sound un groove micidiale, quasi a espletare il disagio che una regione così bella deve affrontare giornalmente. Dopo i primi ascolti, sobbalzavano nella mia mente accostamenti oserei dire molto lusinghieri come Extrema e Node: l’elemento che accomuna queste band è sicuramente la sfrontatezza musicale, chissà che un giorno non li vedremo tutti e tre sullo stesso palco.. sarebbe uno show da uscirne con le ossa rotte. Intanto consiglio a tutti di massacrarvi le orecchie con The Dying Breed!
VOTO: 80 / 100
Tracklist:
1. Famili Ties
2. Recenge
3. Perverted Church
4. The Dying Breed
5. Reborn in the Sick
6. Public Enemies
7. Unite (Thowdown)
8. New World Desaster
9. Combat Shock
10. 28 Weeks Later (Outro)
Line Up:
1. Gianluca Molè (Glk) – chitarra
2. Marko Veraldi (Marko) – voce
3. Giuseppe Tatangelo (Tato) – basso
4. Alessandro Vinci (Alex) – batteria
Discografia:
• A Buried Existence (Promo 2009)
MY SPACE:
Myspace A Buried Existence
(A cura di Ermanno Martignano)
Death Begins, un EP targato My Darkest Side, band romana che fa sballare i neuroni…
Definire il loro sound…..deathcore con un vocalist più black che death, ma sentiamo il loro parere…
Risponde alle domande Umberto, chitarrista e co-fondatore della band.
1. Ragazzi benvenuti sulle pagine di Eraskor.com, iniziamo con le presentazioni.
I My Darkest Side sono nati circa due anni fa, dopo aver conosciuto Demian (il nostro batterista) in uno di quei progetti musicali che nascono a Roma ogni giorno. Abbiamo subito riscontrato un’affinità musicale, e soprattutto dal punto di vista umano, che ci ha portato a separarci dai membri di quel progetto per crearne uno tutto nostro. Da lì è partita la classica ricerca degli altri componenti della band e, dopo non poche difficoltà, abbiamo trovato in Dario l’altra chitarra e in Valerio la voce. Alessandro (basso) è entrato poco più tardi nel gruppo completando la formazione. Dopo un annetto di rodaggio sui vari palchi di Roma ci sentivamo pronti per entrare in studio e abbiamo inciso Death Begins, il nostro primo ep che ci ha portato ottimi riscontri sia in Italia che, soprattutto, all’estero tanto da portarci a suonare da headliner nel prestigioso Underworld di Londra!
Nel mese di Marzo di quest’anno Alessandro ha deciso di abbandonare la band per seguire altri progetti musicali e abbiamo avuto subito la grande fortuna di aver potuto arruolare tra le nostre fila Francesco Andrei, già bassista di Ebola e Whisky & Funeral.
2. Death Begins è una perla distruttrice: death metal, metalcore, o anche black metal (per via del timbro vocale di Valerio ndr). Preferite dare voi un’etichetta al vostro sound o basterebbe dire Roman Fuckin Metal?
Con la domanda hai già anticipato quella che sarebbe stata la mia risposta, certo…noi suoniamo ROMAN FUCKIN’ METAL!
Obbiettivamente abbiamo molte influenze musicali e cerchiamo di miscelarle al meglio ponendoci comunque l’obiettivo di proporre un prodotto che risulti omogeneo e non un collage di vari genere messi a caso. Prendiamo il nostro principale spunto, soprattutto sui nuovi brani che abbiamo composto e stiamo componendo, dal death classico, dallo swedish cercando di comporre in chiave moderna. Dal death core prendiamo poco, nelle nostre canzoni non troverete né mille mosh, né down tempo assurdi né clean vocals, quello che cerchiamo di fare e suonare nel modo più cazzuto che ci riesce!
3. Non sono riuscito a trovare un difetto nel vostro lavoro, tutto perfetto, tecnica, registrazione e art work, di cosa parlano i vostri testi e chi è l’artefice della copertina?
Grazie mille innanzitutto dei complimenti, abbiamo sudato sangue nel comporre e poterci permettere di registrare quelle song contenute nell’ep che hai ascoltato. Per la registrazione, appunto, ci siamo rivolti ai 16th Cellar Studio di Roma dove ci siamo trovati benissimo e totalmente a nostro agio nella nostra prima vera esperienza in studio. I testi sono il seguito naturale della nostra musica, fatti quasi per dare una voce a tutte le note che abbiamo assemblato insieme! Parlano di odio, di difficoltà, della sterilità che caratterizza questi tempi, di una xxttuta società che tenta in ogni modo di soffocare il nostro Io a discapito di un’omologazione politicamente corretta del nostro essere. Ovvio poi che ogni testo affronta l’argomento in modo autonomo e da punti di vista differenti.
L’artwork del cd è stato creato da Daniele della Skie Graphic, un abile ragazzo sempre di Roma che dimostra che non serve spendere cifre assurde per avere un prodotto di qualità quando si ha talento!
4. E’ passato più di 1 anno dall’uscita del demo, in questo momento cosa bolle in pentola in casa My Darkest Side? Spero di poter ascoltare presto un full lenght.
Beh, in effetti, stiamo lavorando proprio in previsione di registrare il nostro primo album! Quest’anno è stato ricco di soddisfazioni, non privo di difficoltà ma comunque abbiamo raccolto molti responsi positivi riguardo Death Begins, l’attività live è sempre in continuo aumento fortunatamente e siamo cresciuti moltissimo nell’arco di quest’anno. Questa maturazione si è riversata inevitabilmente su i nuovi brani che abbiamo composto in questi ultimi mesi e devo dire che siamo molto contenti della direzione musicale che stiamo intraprendendo. Stiamo selezionando quali tra le tracce già composte siano adatte a finire sul nostro full lenght e ne stiamo componendo altre per poter avere più scelta.
5. State suonando dal vivo in questo periodo?
L’attività live è fondamentale per noi e fortunatamente le occasioni non ci mancano, suoniamo parecchio a Roma e abbiamo avuto l’occasione di spostarci anche al di fuori e, come già detto, anche all’estero.
6. Nessuna etichetta discografica si è fatta avanti per cotanta rabbia sonora?
Bella domanda ma difficile la risposta! Nel senso che di etichette si, se ne sono fatte avanti, ma il 90% di queste ci proponeva praticamente…il nulla! Oggigiorno le band devono farsi il xxlo doppio, in sala prove per tirare fuori musica coi contro xxglioni e al lavoro per potersi permettere di avere soldi da investire nel proprio progetto. Più spendi, ahimè, più possibilità hai di uscire e fare tutto da soli è veramente difficile. Abbiamo ancora qualche mese davanti a noi prima di scegliere innanzitutto in quale studio registrare e poi a quale etichetta rivolgerci. Speriamo di continuare ad avere altre offerte nell’arco di questo tempo così da avere un valido aiuto per la promozione del nostro lavoro.
7. Il vostro sogno nel cassetto.
Quello di ogni musicista credo…poter vivere facendo quello che più ci piace….suonare!
8. Un solo aggettivo per racchiudere la ferocia di Death Begins.
Dirompente credo che sia l’aggettivo più adatto a rappresentare la musica racchiusa nel nostro ep, o almeno è quello che speriamo!
9. Se un giorno vi proponessero di scegliere due band per fargli da spalla nella loro tournèe per chi optereste?
Se devo rispondere col cuore, butta in un calderone tutti i mostri sacri che hanno contribuito a far nascere e tener vivo il genere come i Metallica, i Megadeth, gli Slayer, gli Iron Maiden e chi più ne ha più ne metta, pesca due gruppi a casa e ci fai contenti di sicuro! Se poi oggettivamente dovessimo scegliere due band con cui ci sarebbe un’assonanza sonora simile, band “moderne” allora penso di poter parlare a nome di tutti i componenti del gruppo dicendoti che sceglieremmo sicuramente di partire con Lamb of God e i The Black Dahlia Murder!
10. Grazie per essere stati dei nostri, buona fortuna! Lanciate un messaggio a chi ancora non conosce la vostra musica.
Grazie a voi di averci dato questo spazio e averci permesso di esprimere liberamente le nostre idee, le nostre opinioni e i nostri sogni! Per chi non ci avesse ancora ascoltato li invito a visitare il nostro myspace per poter sentire per intero Death Begins e visitare il nostro canale youtube per vederci all’opera sul palco. Non offriamo niente più che metal, dal buon sano metal con l’unico obiettivo di farvi divertire e scapocciare!
(A cura di Ermanno Martignano)
We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun, nuovo album per i salentini Cast Thy Eyes caratterizzati da un hardcore e metal di notevole impatto! Iniziamo subito con le domande…
1. Salve ragazzi, benvenuti su Eraskor.com! Essendo anche io di origini salentine è un piacere porvi le nostre domande… Cominciamo con una breve presentazione della band.
(Christian) Cast Thy Eyes sono una band Salentina formatasi nel dicembre del 2006, uniscono un potente sound che incastra Hardcore e Metal con sfumature innovative. Nel 2007 è uscito il nostro primo album omonimo autoprodotto, registrato e mixato nel Salento. Da allora la band ha spinto tantissimo il proprio nome suonando in giro per l’Italia e distribuendo i cinquecento cds stampati tra Europa e America. Abbiamo ottenuto un gran rispetto e seguito sull’aspetto live (per la potenza esecutiva e l’impatto fisico su ogni palco), poi, successivamente sono arrivati riconoscimenti, interviste e recensioni da parte di Magazine e Webzine specializzate nel settore. Abbiamo iniziato da subito a comporre i nuovi pezzi, e dopo due anni eravamo già in studio pronti a registrare gli undici brani che compongono il nuovo cd “We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun”. L’album è stato registrato e mixato nuovamente nel Salento da Stefano Manca del Sudestudio, mentre il mastering è di Alan Douches (Converge, Mastodon, Dillinger Escape Plan, Unsane….) dei West West Side Studios in America. Il cd è fuori dal Marzo 2010 con il supporto di diverse co-produzioni (do it yorself) italiane. Da Febbraio 2010 Cast Thy Eyes hanno un nuovo chitarrista Andrea Litti che sostituisce il precedente membro.
2. We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun è letteralmente un pugno nello stomaco, da dove viene fuori tanta rabbia?…chi sono i vostri ispiratori?
(Christian) La rabbia si alimenta nella vita di tutti i giorni vissuta per strada, dai disagi, dai tormenti, dalle frustrazioni, dalle perdite, dalle malattie; tutto questo viene incanalato in un filtro chiamato Cast Thy Eyes e successivamente esteriorizzato in forma musicale. I nostri ispiratori? Le nostre vite!
Musicalmente parlando ascolto molto materiale old school! Consumo a fasi alterne dosi pesanti di musica: dalla più estrema a quella dark/ambient.
Attingo dal cinema d’annata, visiono molte vecchie pellicole in bianco e nero e numerosi film datati che non superano la fine degli anni ‘80.
Tutto ciò che mi emoziona mi da input importanti per vivere, dipingere, scrivere per la band ed estraniarmi da questa xxttana società!
(Pippo) Non ci sono degli ispiratori veri e propri, ascoltiamo tanta musica, e questa non fa che influenzarci! La rabbia nei nostri pezzi è uno sfogo naturale forse, frutto dalle frustrazioni accumulate durante la vita quotidiana, sempre più frenetica, in certi casi ingiusta, ed il nostro piccolo mezzo di comunicazione è protesta.

3. Che significato ha il titolo dell’album, e cosa rappresenta l’artwork?
(Christian) Ho dato questo titolo al nuovo album (We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun) in modo che racchiudesse ciò che viviamo e osserviamo giorno per giorno nella nostra difficile terra d’origine. Inevitabilmente traspare in esso quello che siamo come singoli individui . E’ un gioco di parole che messe in successione catalizzano l’alone che permea l’intero sound e testi. Passano gli anni e i nostri occhi sono sempre più saturi di negatività e dolore, ed è per questo motivo che le nostre retine non percepiscono il calore del nostro sole. Quel sole che rappresenta anche una metafora per identificare la vera e dura realtà di tutto!
L’artwork prende forma con alcuni dei miei dipinti della serie “Suite Of Sunset” (che troverete in forma originale sul mio web myspace.com/christian.floodsart), successivamente rielaborati in forma digitale da Stefano (bassista del gruppo) che ha curato l’intero layout del booklet.
Le immagini danno luce al marcio che corrode l’esistenza!
4. Di quali argomenti si parla nel testi di WBITCEOTS?
(Christian) I testi di “We Burn….” sono stati scritti da me e sono generati da una simbiosi profonda fra introspezione e realtà “marginale” vissuta. Le strofe sintetizzano il malessere interiore e quello esteriore che calpesta l’attuale società preconfezionata.
5. Ho appreso nella vostra biografia, che l’album è uscito in collaborazione con varie etichette italiane; visto che attualmente è già difficile trovarne una, deduco che collaborare con più etichette ha richiesto un lavoro immane.
(Stefano) Invece no, per questo disco c’è stato il supporto di nostri carissimi amici, i quali non hanno minimamente esitato ad una collaborazione. Stiamo parlando di Do It Yorself, dove allo spirito e alla passione si aggiungono valori veri.
6. Sempre nella biografia, ho scoperto che nel mese di Ottobre vi accingerete a suonare nuovamente live, volete segnalarci qualche data?
(Stefano) Stiamo ancora lavorando per questo, e molto presto pubblicheremo sul nostro myspace le date. Ad ogni modo faremo un mini tour nel nord Italia insieme ad un’altra band post hardcore dalla Spagna, gli Antigua Y Barbuda. Previsto per febbraio 2011 invece un tour europeo.
7. Siete pienamente soddisfatti di WBITCEOT o con il senno di poi avreste modificato qualcosa?
(Christian) Personalmente sono soddisfatto del disco per un motivo ben preciso: ogni cosa segna un periodo dell’esistenza, un passaggio per spingersi oltre. “We Burn Into…” rappresenta un varco verso il nostro prossimo futuro. La musica si crea, muta, distruggendosi a sua volta. Tutto ha un inizio senza fine.
(Pippo) Per quanto mi riguarda, la musica va vissuta come istinto. Essa è legata (soprattutto durante la composizione) a singoli episodi e momenti della nostra vita, quindi devono rimanere tali. Per questo sono pienamente soddisfatto del nostro album e non cambierei assolutamente nulla di esso.
8. Progetti futuri dopo la conclusione delle date di Ottobre?
(Christian) Principalmente il nuovo album che contiamo di entrare a registrare nei primi mesi del 2011. Per ora abbiamo già sei brani ultimati! Qualunque altra cosa si possa presentare davanti a noi verrà valutata.
9. Grazie per essere stati con noi, lascio a voi l’ultima parola.
(Christian) GRAZIE a te per il Supporto e invito i lettori del vostro blog a seguirci on stage. Non ve ne pentirete! Truth Is Not The Faith You Follow!
Per info:
www.myspace.com/castthyeyes
(A cura di Ermanno Martignano)
A Thousand Reasons, band dedita a vari stili estremi come death, hardcore, thrash e nu metal. Il gruppo è attualmente alle prese con il promo “Strenght and Fight”, conosciamoli meglio…
1. Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine! Fateci una breve presentazione della band
ZIMON: Questo progetto è nato da un’idea mia, dopo aver lasciato la mia prima band, ho voluto fare qualcosa di più personale, e perchè no, musicalmente parlando, di tornare alle mie origini.
Così dopo un periodo di pausa ho buttato giù le basi, per delle canzoni, una volta ultimate ho avuto la fortuna di ritrovare Blackie, anche lui ex chitarrista degli Scarecrown, e abbiamo lavorato a definire il tutto, prima in sala prove e poi in studio.
2. Il vostro promo SAF, anche se comprensivo di sole tre tracce, possiamo dire che delinea perfettamente il vostro stile musicale. I gruppi da voi citati sono parecchi, tuttavia Sepultura, Nailbomb e Fear Factory sembrano le vostre maggiori influenze, concordate?
ZIMON: Devo dire di si, in queste tre canzoni ci sono tutte le mie/nostre influenze musicali, di sottofondo c’è una buona base di hardcore di vecchio stampo, amalgamato al Death/Thrash con un bel pizzico di sperimentazione, sono molto contento del risultato perchè siamo riusciti ad unire in maniera solita le lyrics con le musiche, ma penso che sia anche un pò limitata come cosa,diciamo che questo prima lavoro è un punto di partenza, e come dicevi tu ho citato molte altre influenze e molto diverse fra loro, che penso si sentiranno con le nuove canzoni.
3. Da cosa prende vita il nome A Thousand Reasons? Quali sono per voi le “mille ragioni”?
ZIMON: il nome ha due significati molto semplici, come prima cosa deriva da una canzone,una delle mie preferite, del primo cd dei Disfear (band attuale di Tomas Lindberg ex At The Gates),
un secondo significato è il fatto che con “mille ragioni” si può arrivare a fare molte cose, positive o negative che siano, nella propria vita.
4. Quali sono le tematiche dei vostri pezzi? Perché il titolo “Resistenza e Lotta”, quale guerra state combattendo?
ZIMON: diciamo che in queste tre canzoni trattiamo diverse cose, non abbiamo una sola tematica,ma tutte e tre le canzoni hanno, come dici tu, un fattore comune la “Resistenza e la Lotta”, la title track, è la canzone che rispecchia al meglio il significato, la resistenza e la lotta interiore che ha ognuno di noi, ogni giorno nella propria vita, TMR invece parla di prendersi la propria rivincita nei confronti di fatti, situazione o persone, SH ha un tema più futuristico dove si può sentire di più l’influenza dei Fear Factory, ed è la lotta tra l’uomo e la macchina.
5. Il promo oramai è fuori da qualche mese, come stanno andando i responsi da parte di chi ha ascoltato il vostro prodotto?
ZIMON: Sta andando molto bene, siamo molto soddisfatti del risultato, abbiamo ricevuto molte recensioni positive sia da webzine che da magazine del settore, ed in più dei nostri brani sono stati scelti per partecipare a delle compilation, con Metality.net assieme ad altre band del calibro di The Empire Shall Fall,Norther, Nervecell, e da poco ci hanno confermato per la seconda compilation di Metalwave.it.
6. L’artwork devo dire che convince, la mia sensazione è quella di vedere un corridoio di uno stabile fatiscente con varie finestre, volete descrivercelo dettagliatamente?
ZIMON: l’artwork l’ho seguito io direttamente in prima persona, oltre a suonare sono anche un Graphic Designer (www.myspace.com/newbreedstudio), devo dire che è nato quasi per caso, non ho seguito una tematiche precisa, però tutto sommato il corridoio che vedi potrebbe rappresentare la vita, e le varie finestre, sono le varie vie di fuga, o le “mille decisioni” da prendere.
7. Nella vostra biografia, ho appreso della preparazione del primo full lenght, a che punto siete e quando potrà vedere luce? Il sound seguirà le stesse coordinate?
ZIMON: Dopo l’uscita di questo promo, abbiamo trovato Helvete, che come batterista ha completato la line-up, per il momento non saprei dirti quando vedrà la luce il primo album, sicuramente non vogliamo fare cose affrettate, non ci diamo nessun limite di tempo, il sound sarà sempre molto potente e aggressivo come questo promo, ma sicuramente con qualcosa in più, e come dicevo prima siamo aperti a nuove sperimentazioni.
8. Oltre alla tanto attesa pubblicazione di un album, punto di arrivo o se vogliamo inizio per un gruppo emergente, qual è il vostro sogno nel cassetto?
ZIMON: Penso che la risposta di fare successo e fare tour mondiali sia scontata… diciamo che avendo già avuto una bella e buona esperienza con i gruppi precedenti a questo, sia dal punto di vista live che in studio, per il momento pensiamo a lavorare in totale tranquillità all’album, e una volta terminato di trovare una etichetta che lo sponsorizzi nella giusta maniera.
9. Nel vostro sound ho potuto notare come una certa preferenza a sonorità mid tempo e un forte groove prevalgano sulla velocità, decisione presa a tavolino o del tutto spontanea?
ZIMON: Decisione del tutto spontanea, non ci siamo dati delle regole precise nella stesura, io ho proposto le basi e poi le ho arrangiate con Blackie ed il risultato è quello che hai potuto sentire.
10. Grazie per la vostra disponibilità e buona fortuna per tutto!
(A cura di Ermanno Martignano)