Cast Thy Eyes – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun, nuovo album per i salentini Cast Thy Eyes caratterizzati da un hardcore e metal di notevole impatto! Iniziamo subito con le domande…

1.    Salve ragazzi, benvenuti su Eraskor.com! Essendo anche io di origini salentine è un piacere porvi le nostre domande… Cominciamo con una breve presentazione della band.

(Christian) Cast Thy Eyes sono una band Salentina formatasi nel dicembre del 2006, uniscono un potente sound che incastra Hardcore e Metal con sfumature innovative. Nel 2007 è uscito il nostro primo album omonimo autoprodotto, registrato e mixato nel Salento. Da allora la band ha spinto tantissimo il proprio nome suonando  in giro per l’Italia e distribuendo i cinquecento cds stampati tra Europa e America. Abbiamo ottenuto un gran rispetto e seguito sull’aspetto live (per la potenza esecutiva e l’impatto fisico su ogni palco), poi, successivamente sono arrivati riconoscimenti, interviste e recensioni da parte di Magazine e Webzine specializzate nel settore. Abbiamo iniziato da subito a comporre i nuovi pezzi, e dopo due anni eravamo già in studio  pronti a registrare gli undici brani che compongono il nuovo cd  “We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun”. L’album è stato registrato e mixato nuovamente nel Salento da Stefano Manca del Sudestudio, mentre il mastering è di Alan Douches (Converge, Mastodon, Dillinger Escape Plan, Unsane….) dei West West Side Studios in America. Il cd è fuori dal Marzo 2010 con il supporto di diverse co-produzioni (do it yorself) italiane. Da Febbraio 2010 Cast Thy Eyes hanno un nuovo chitarrista Andrea Litti che sostituisce il precedente membro.

2.    We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun è letteralmente un pugno nello stomaco, da dove viene fuori tanta rabbia?…chi sono i vostri ispiratori?

(Christian) La rabbia si alimenta nella vita di tutti i giorni vissuta per strada, dai disagi, dai tormenti, dalle frustrazioni, dalle perdite, dalle malattie;  tutto questo viene incanalato in un filtro chiamato Cast Thy Eyes e successivamente esteriorizzato in forma musicale. I nostri ispiratori? Le nostre vite!
Musicalmente parlando ascolto molto materiale old school!  Consumo a fasi alterne dosi pesanti di musica: dalla più estrema a quella dark/ambient.
Attingo dal cinema d’annata, visiono molte vecchie pellicole in bianco e nero e numerosi film datati che non superano la fine degli anni ‘80.
Tutto ciò che mi emoziona mi da input importanti per vivere, dipingere, scrivere per la band ed estraniarmi da questa xxttana società!

(Pippo) Non ci sono degli ispiratori veri e propri, ascoltiamo tanta musica, e questa non fa che influenzarci! La rabbia nei nostri pezzi è uno sfogo naturale forse, frutto dalle frustrazioni  accumulate durante la  vita quotidiana, sempre più frenetica, in certi casi ingiusta, ed il nostro piccolo mezzo di comunicazione è protesta.

3. Che significato ha il titolo dell’album, e cosa rappresenta l’artwork?

(Christian) Ho dato questo titolo al nuovo album (We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun) in modo che  racchiudesse ciò che viviamo e osserviamo giorno per giorno nella nostra difficile terra d’origine.  Inevitabilmente traspare in esso quello che siamo come singoli individui . E’ un gioco di parole che messe in successione catalizzano l’alone che permea l’intero sound e testi. Passano gli anni e i nostri occhi sono sempre più saturi di negatività e dolore, ed è per questo motivo che le nostre retine non percepiscono il calore del nostro sole. Quel sole che rappresenta anche una metafora per identificare la vera e dura realtà di tutto!
L’artwork prende forma con alcuni dei miei dipinti della serie “Suite Of Sunset” (che troverete in forma originale sul mio web myspace.com/christian.floodsart), successivamente rielaborati in forma digitale da Stefano (bassista del gruppo) che ha curato l’intero layout del booklet.
Le immagini danno luce al marcio che corrode l’esistenza!

4.    Di quali argomenti si parla nel testi di WBITCEOTS?

(Christian) I testi di “We Burn….” sono stati scritti da me e sono generati da una simbiosi profonda fra introspezione e realtà “marginale” vissuta. Le strofe sintetizzano il malessere interiore e quello esteriore che calpesta l’attuale società preconfezionata.

5.    Ho appreso nella vostra biografia, che l’album è uscito in collaborazione con varie etichette italiane; visto che attualmente è già difficile trovarne una, deduco che collaborare con più etichette ha richiesto un lavoro immane.

(Stefano) Invece no, per questo disco c’è stato il supporto di nostri carissimi amici, i quali non hanno minimamente esitato ad una collaborazione. Stiamo parlando di Do It Yorself, dove allo spirito e alla passione si aggiungono valori veri.

6.    Sempre nella biografia, ho scoperto che nel mese di Ottobre vi accingerete a suonare nuovamente live, volete segnalarci qualche data?

(Stefano) Stiamo ancora lavorando per questo, e molto presto pubblicheremo sul nostro myspace le date. Ad ogni modo faremo un mini tour nel nord Italia insieme ad un’altra band post hardcore dalla Spagna, gli Antigua Y Barbuda. Previsto per febbraio 2011 invece un tour europeo.

7.    Siete pienamente soddisfatti di WBITCEOT o con il senno di poi avreste modificato qualcosa?

(Christian) Personalmente sono soddisfatto del disco per un motivo ben preciso: ogni cosa segna un periodo dell’esistenza, un passaggio per spingersi oltre. “We Burn Into…” rappresenta un varco verso il nostro prossimo futuro. La musica si crea, muta, distruggendosi a sua volta. Tutto ha un inizio senza fine.

(Pippo) Per quanto mi riguarda, la musica va vissuta come istinto. Essa è legata (soprattutto durante la composizione) a singoli episodi e momenti della nostra vita, quindi devono rimanere tali. Per questo sono pienamente soddisfatto del nostro album e non cambierei assolutamente nulla di esso.

8.    Progetti futuri dopo la conclusione delle date di Ottobre?

(Christian) Principalmente il nuovo album che contiamo di entrare a registrare nei primi mesi del 2011. Per ora abbiamo già sei brani ultimati! Qualunque altra cosa si possa presentare davanti a noi verrà valutata.

9.    Grazie per essere stati con noi, lascio a voi l’ultima parola.

(Christian) GRAZIE a te per il Supporto e invito i lettori del vostro blog a seguirci on stage. Non ve ne pentirete! Truth Is Not The Faith You Follow!

Per info:
www.myspace.com/castthyeyes

(A cura di Ermanno Martignano)

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A Thousand Reasons – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


A Thousand Reasons, band dedita a vari stili estremi come death, hardcore, thrash e nu metal. Il gruppo è attualmente alle prese con il promo “Strenght and Fight”, conosciamoli meglio…

1. Salve ragazzi, benvenuti sulle nostre pagine! Fateci una breve presentazione della band

ZIMON: Questo progetto è nato da un’idea mia, dopo aver lasciato la mia prima band, ho voluto fare qualcosa di più personale, e perchè no, musicalmente parlando, di tornare alle mie origini.
Così dopo un periodo di pausa ho buttato giù le basi, per delle canzoni, una volta ultimate ho avuto la fortuna di ritrovare Blackie, anche lui ex chitarrista degli Scarecrown, e abbiamo lavorato a definire il tutto, prima in sala prove e poi in studio.

2. Il vostro promo SAF, anche se comprensivo di sole tre tracce, possiamo dire che delinea perfettamente il vostro stile musicale. I gruppi da voi citati sono parecchi, tuttavia Sepultura, Nailbomb e Fear Factory sembrano le vostre maggiori influenze, concordate?

ZIMON: Devo dire di si, in queste tre canzoni ci sono tutte le mie/nostre influenze musicali, di sottofondo c’è una buona base di hardcore di vecchio stampo, amalgamato al Death/Thrash con un bel pizzico di sperimentazione, sono molto contento del risultato perchè siamo riusciti ad unire in maniera solita le lyrics con le musiche, ma penso che sia anche un pò limitata come cosa,diciamo che questo prima lavoro è un punto di partenza, e come dicevi tu ho citato molte altre influenze e molto diverse fra loro, che penso si sentiranno con le nuove canzoni.

3. Da cosa prende vita il nome A Thousand Reasons? Quali sono per voi le “mille ragioni”?

ZIMON: il nome ha due significati molto semplici, come prima cosa deriva da una canzone,una delle mie preferite, del primo cd dei Disfear (band attuale di Tomas Lindberg ex At The Gates),
un secondo significato è il fatto che con “mille ragioni” si può arrivare a fare molte cose, positive o negative che siano, nella propria vita.

4. Quali sono le tematiche dei vostri pezzi? Perché il titolo “Resistenza e Lotta”, quale guerra state combattendo?

ZIMON: diciamo che in queste tre canzoni trattiamo diverse cose, non abbiamo una sola tematica,ma tutte e tre le canzoni hanno, come dici tu, un fattore comune la “Resistenza e la Lotta”, la title track, è la canzone che rispecchia al meglio il significato, la resistenza e la lotta interiore che ha ognuno di noi, ogni giorno nella propria vita, TMR invece parla di prendersi la propria rivincita nei confronti di fatti, situazione o persone, SH ha un tema più futuristico dove si può sentire di più l’influenza dei Fear Factory, ed è la lotta tra l’uomo e la macchina.

5. Il promo oramai è fuori da qualche mese, come stanno andando i responsi da parte di chi ha ascoltato il vostro prodotto?

ZIMON: Sta andando molto bene, siamo molto soddisfatti del risultato, abbiamo ricevuto molte recensioni positive sia da webzine che da magazine del settore, ed in più dei nostri brani sono stati scelti per partecipare a delle compilation, con Metality.net assieme ad altre band del calibro di The Empire Shall Fall,Norther, Nervecell, e da poco ci hanno confermato per la seconda compilation di Metalwave.it.

6. L’artwork devo dire che convince, la mia sensazione è quella di vedere un corridoio di uno stabile fatiscente con varie finestre, volete descrivercelo dettagliatamente?

ZIMON: l’artwork l’ho seguito io direttamente in prima persona, oltre a suonare sono anche un Graphic Designer (www.myspace.com/newbreedstudio), devo dire che è nato quasi per caso, non ho seguito una tematiche precisa, però tutto sommato il corridoio che vedi potrebbe rappresentare la vita, e le varie finestre, sono le varie vie di fuga, o le “mille decisioni” da prendere.

7. Nella vostra biografia, ho appreso della preparazione del primo full lenght, a che punto siete e quando potrà vedere luce? Il sound seguirà le stesse coordinate?

ZIMON: Dopo l’uscita di questo promo, abbiamo trovato Helvete, che come batterista ha completato la line-up, per il momento non saprei dirti quando vedrà la luce il primo album, sicuramente non vogliamo fare cose affrettate, non ci diamo nessun limite di tempo, il sound sarà  sempre molto potente e aggressivo come questo promo, ma sicuramente con qualcosa in più, e come dicevo prima siamo aperti a nuove sperimentazioni.

8. Oltre alla tanto attesa pubblicazione di un album, punto di arrivo o se vogliamo inizio per un gruppo emergente, qual è il vostro sogno nel cassetto?

ZIMON: Penso che la risposta di fare successo e fare tour mondiali sia scontata… diciamo che avendo già avuto una bella e buona esperienza con i gruppi precedenti a questo, sia dal punto di vista live che in studio, per il momento pensiamo a lavorare in totale tranquillità all’album, e una volta terminato di trovare una etichetta che lo sponsorizzi nella giusta maniera.

9. Nel vostro sound ho potuto notare come una certa preferenza a sonorità mid tempo e un forte groove prevalgano sulla velocità, decisione presa a tavolino o del tutto spontanea?

ZIMON: Decisione del tutto spontanea, non ci siamo dati delle regole precise nella stesura, io ho proposto le basi e poi le ho arrangiate con Blackie ed il risultato è quello che hai potuto sentire.

10. Grazie per la vostra disponibilità e buona fortuna per tutto!

(A cura di Ermanno Martignano)

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As We Die -Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


As We Die è una band metalcore di quattro elementi formata nel dicembre 2007. Nel giugno del 2008 i ragazzi registrano le prime due canzone che andranno a formare l’EP di debutto “The Right Choices”.

Le altre canzoni dell’album sono state registrate nei primi mesi del 2009, e all’inizio del 2010 l’album è stato pubblicato da SG Records.
Adesso la band sta suonando dal vivo e non vede l’ora di incontrarvi sul palco!


Line Up:

Luca: basso e voce
Matteo: chitarra
Roberto: chitarra
Denis: batteria

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Remains in a View – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hardcore, Interviste


I Remains in a view provengono da Sulmona e il loro sound è un punk sullo stile californiano, miscelato all’aggressività hardcore e metalcore. Iniziamo la nostra intervista…

RISPONDE: Pier (chitarra)
1.    Benvenuti ragazzi, presentatevi ai lettori…

Ciao ragazzi, noi siamo i Remains in a view  da Sulmona (AQ) Abruzzo

2.    Come mai l’idea di formare una band che racchiude sonorità punk rock e metalcore? Da dove nasce il vostro monicker?

Beh che dire…quando ci siamo chiusi in sala prove le prime volte non avevamo idea di quello che     ne sarebbe uscito fuori..è stata una cosa del tutto spontanea..forse il fatto che siamo un band i cui membri provengono da diverse scene (melodic hc, metalcore ) ha favorito questo genere ibrido di cui comunque siamo felici! Anche negli ultimi pezzi, seppur più aggressivi, stiamo cercando di lasciare un pò questo nostro “marchio di fabbrica” che ci contraddistingue..stiamo man mano cercando il nostro sound che spero sia apprezzato nel prossimo full lenght!

3.    Il vostro esordio delinea uno stile che sino ad ora non avevo mai riscontrato, ma tre tracks sono poche per dare un giudizio definitivo. Come dobbiamo considerarlo questo mcd, come mai non avete preferito registrare un full lenght?

Sicuramente 3 tracce sono poche ma volevamo che questo mini cd fosse una sorta di presentazione del gruppo, un qualcosa che, prima del “vero” disco, facesse girare il nome tra gli amanti del genere.. Posso dire comunque, entrare in studio, conoscere determinate persone, conoscere i dettagli della “scena” e del “giro” ci ha fatto crescere molto sia in ambito musicale che come persone. Penso, o almeno spero, che tutto ciò porterà ad una evoluzione musicale oltre che come band..
Per quanto riguarda il full, proprio in questi giorni stiamo chiudendo la prenotazione  (Settembre/Ottobre) presso l’ ACme Recording….Siamo già rimasti soddisfatti del lavoro fatto da Davide Rosati per il  nostro primo ep e siamo sicuri che con lui in studio, riusciremo a fare buone cose..speriamo solo di non deludere le aspettative!

4.    Cosa trattano i vostri testi?

Ognuno di noi quando ha voglia di esprimere le proprie idee, le sensazioni e le proprie esperienze si dedica alla scrittura dei testi…per questo come per l’aspetto del tutto musicale siamo abbastanza “variegati”….si possono ritrovare testi dalle sensazioni più scure, interiori cosi come testi che parlano della vita quotidiana… non ci poniamo alcun tipo di limitazione a riguardo proprio perchè sotto ogni punto di vita vogliamo che tutto sia spontaneo e reale..lo specchio della vita di tutti i giorni

5.    L’artwork mi è piaciuto molto, sia nei colori che nell’immagine, cosa rappresenta la rosa bianca racchiusa nelle mani?

L’artwork è il  frutto del nostro amico nonchè compagno di avventure Davide M ( Dartworks )…è stato lui a proporci  l’idea della mano con la rosa , idea che ci ha colpiti particolarmente tra le diverse idee di artwork …L’ immagine così come l’ ep ed il nome della band rappresenta lo sbocciare…qualcosa che a prima vista ti colpisce per la sua “spontaneita”. La rosa ed il suo nascere, crescere, sbocciare ripercorre un pò quello che è stato il nostro processo evolutivo…chiudersi in sala, scrivere ed esprimere le proprie sensazioni attraverso dischi e live shows

6.    Proporrete dei live di supporto per promuovere le vostre canzoni?

Si certamente…diamo grande importanza ai live show…tutt’ora abbiamo già fissate delle date giù al sud e al nord….riteniamo che solo attraverso i live si riesca a diffondere la propria musica! Siamo in continuo contatto con i gruppi  della scena per scambi date e quant’ altro..sicuramente fino alla fine della stagione estiva saremo sui palchi dei locali italiani… prima di entrare in studio a Settembre

7.    Come descrivereste la scena punk italiana? Abbiamo constatato che in giro per la penisola vi sono gruppi emergenti davvero interessanti, sapete consigliarci qualche band che meriterebbe più attenzione da parte dei media?

Beh diciamo che non siamo troppo dentro la scena punk perciò non saprei descriverla con troppo successo…di solito ci relazioniamo più con la scena hc/metalcore anche se personalmente apprezzo molto la scena punk in generale,visto che è stata un pò la fonte d’ispirazione di quasi tutti i membri. Per quanto riguarda le bands,come dicevi tu. ce ne sono diverse sulla piazza.. per il punk sicuramente i nostri concittadini nonchè amici One trax Minds sono da tenere sott’occhio.. anche per il metal ce ne sono diverse che spesso sono un pò sottovalutate..

8.    Se in un futuro contratto discografico vi fosse richiesto di scegliere tra punk o metalcore, cedereste alla richiesta o non scendereste a compromessi per nessuna ragione?

Come ti ho detto in precedenza, il nostro punto di forza è proprio la fusione tra questi 2 generi, non ci piace essere etichettati sotto un genere piuttosto che un’altro! Se qualcuno in futuro deciderà di produrci saremo sicuramente felici di rispondere alla sua chiamata..in quel caso, pero, vorrà  dire che l’etichetta o chi per esso si è avvicinato a noi per il nostro stile e/o sound…quindi cambiare direzione sarebbe un pò controproducente non pensi??

9.    Quali saranno i passi futuri della band?

Per il futuro abbiamo diversi progetti…per il momento ci stiamo dedicando oltre che all’attività live, anche alla scrittura dei nuovi pezzi che andranno a comporre il primo full lenght… per ora restiamo concentrati al da farsi e speriamo che la sorte giri dalla nostra parte!

10.    Grazie per essere stati con noi, concludete voi questa piacevole chiacchierata…

Grazie a voi per l ‘intervista e per aver dato modo di esprimere quello che pensiamo e grazie ai lettori per aver resistito fino all’ultima domanda! Se avete voglia di ascoltare la nostra musica visitate la nostra pagina myspace e ….restate sintonizzati… presto ci saranno grandi news!

(A cura di Ermanno Martignano)

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Phenium – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


PHENIUM logo

I PHENIUM si formano nel tardo 2006, da  musicisti che provengono da differenti esperienze.

Sulla base dei buoni commenti ricevuti in sede live, nel 2008 la band da alla luce il demo “Phenium-promo 2008”, che viene accolto molto bene in ambito nazionale ed internazionale, divenendo demo del mese sulla ‘zine tedesca Stormbringer.

Dal demo, i brani “STILL LIFE” e “THE SCARECROW MAN” sono stati scelti dalla label Westmont metal records per la compilation “Keep pushing the underground vol.6”, distribuita in tutto il mondo, mentre il brano “IN SOLITUDE I STAND” è stato scelto per la prima compilation edita da Metalmusic.com, di prossima uscita.

Attualmente, la band ha terminato le registrazioni dell’EP “Incubhate”, la cui uscita è prevista per ottobre 2009, e le registrazioni del primo video ufficiale per il singolo “Bleeding my sorrow”

Contatti: www.myspace.com/pheniumhome
metal_phenium@libero.it
phenium@gmail.com

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Nofuck – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


I Nofuck vengono creati nel 1997 a Civitavecchia (Roma) da David Pennesi (chitarra) e Davide Poddesu (batteria), due studenti universitari appassionati di thrash metal. Dai propri idoli – tra cui primeggiano Pantera, Sepultura, (primi) Metallica, Fear Factory, Life of Agony, Overkill, Meshuggah – i due traggono ispirazione per le proprie composizioni, attraverso le quali esprimono le proprie esperienze.

Il concept alla base delle creazioni e del nome autoironico è quello dei problemi relazionali tra uomo e donna, della gelosia, degli amori non corrisposti o fugaci, delle incomprensioni e della sofferenza derivante dall’astinenza forzata.

band2009

Diversi cantanti e bassisti si avvicendano nella formazione del gruppo, che negli anni si fa conoscere nel comprensorio per le esibizioni dal vivo – rare ma d’impatto – e con due demo rudimentali: “NofucK” nel 1997 e “Jubilaeum” nel 2000. Le cose cambiano nel 2005, quando i Nofuck attraversano un periodo di maggiore produttività e stabilità con Emilio Sonno al basso a dare solidità alla line-up.

I Nofuck si rivolgono finalmente ad uno studio di registrazione, il SoundBusLab di Civitavecchia ed affidano a Francesco Parasacchi la produzione della loro prima vera e propria demo, “Syndrome”, che esce alla fine del 2005 con cinque pezzi. Durante la registrazione viene allontanato il cantante, ormai incompatibile per motivi relazionali e stilistici; nell’emergenza i due fondatori sopperiscono alla mancanza eseguendo di persona le linee vocali. Collaborano Mar per le intro e gli effetti sonori e Daniela Lucernoni, voce femminile su “Tragedy”. Grazie alla divulgazione della demo nell’ambito delle webzines di settore, i Nofuck guadagnano Daniele Cristiano (voce), col quale raggiungono la lineup attuale e finalmente il growl desiderato, da proporre in una consistente serie di esibizioni dal vivo.

“Existenzminimum”, uscito nel Marzo 2007, è il primo full-lenght dei Nofuck; gli otto pezzi, di cui quattro inediti, rappresentano al meglio l’intera produzione del gruppo, tra le radici nel thrash degli anni ’80 e ’90 e le influenze del thrash-core più attuale. Al concept tradizionale si affianca quello più esteso della mancanza di spazio – fisico e spirituale – e dell’insoddisfazione. La produzione è di nuovo di Francesco Parasacchi e dei suoi SoundBusLab, con i contributi vocali di Saang, già screamer dei Nalvage, e di Federico Battilocchio. Il gruppo è alla ricerca di una etichetta per distribuire al meglio il nuovo lavoro, continuando intanto l’attività live.

Line up:

Daniele Cristiano – Voce
David Pennesi – chitarra
Emilio Sonno – basso
Davide Poddesu – batteria

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Amorphead – Psychotic (Autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Recensioni, Thrash metal


amorphead artworkAmorphead, band calabrese formatasi nel 2007, da alle stampe in questo 2009 Psychotic, demo autoprodotto di sei tracks, intro e outro compreso. Il loro sound si snoda tra thrash / death molto cupo tendente a sonorità harcore, sensazione rappresentata anche dal bellissimo art work.

Si parte con “Dreaming”, intro strumentale molto melodico, passando poi a “Psychotic”, track dall’inizio thrash “cadenzato” che scopre le sue carte con dei riff trascinatori. Si procede con “I’m Unreal” song più diretta con un refrain azzeccatissimo e sporco, non tralasciando la voce al vetriolo e alquanto claustrofobica di Master. Con “Rabhesd” si scorge nettamente un incedere più hardcoriano, merito di tempi più cadenzati e distorti. “Critical mind”, parte con un ritmo death lento e angosciante, che alza il tiro dopo quasi il primo di munito di ascolto con ottime cavalcate chitarristiche e una batteria prepotente che non va mai fuori misura. Si chiude il cerchio con l’outro “Awakening”, che riprende il discorso iniziato da Dreaming…

In conclusione, un inizio niente male per questi giovani ragazzi, le carte messe in gioco sono un ottimo punto di partenza! Il consiglio costruttivo che mi sento di dare, e di lavorare un pò di più sulla voce per eliminare definitivamente quel senso di sforzato che si sente di tanto in tanto…

Tracklist:

1. Dreaming (intro)
2. Psychotic
3. I’m Unreal
4. Rabhead
5. Critical mind
6. Awakening (outro)

Band:

Master (Emiliano Iozzo) – voce
Darkboy (Luigi Randazzini) – basso
Mlex (Alessandro MOrrone) – chitarra
Paul (Antonio Mazza) – chitarra
Kronod (Giorgio Faini) – batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

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Glacial Fear – Eaquilibrium pt I (Autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


glacial fear artworkI Glacial Fear sono una di quelle bandiere italiane che andrebbe sventolata con onore, per la loro caparbietà e fierezza nel portare avanti un discorso lungo diciassette anni, registrando sempre prodotti di qualità e mai scontati.

Il gruppo appartiene a quella categoria fatta di solido death metal corrosivo, amalgamato al thrash metal e di tanto in tanto infarcito di partiture elettroniche.

Dopo alcuni demo, ep, mcd e full leght, tornano con questo nuovo ep in formato vinile che li vede in gran forma e ancora carichi di quella rabbia acida, con la consapevolezza delle loro capacità tecniche compositive nel saper inserire riff melodici di facile presa, e vocals al vetriolo che donano al prodotto un alto livello qualitativo.

In questo nuovo viaggio i calabresi conservano un sound più sporco con varie influenze hardcore : si comincia con “Black Mountains”, con un intro oserei dire spaziale con sonorità death molto hardcoriana, per sfociare in un thrash veloce e trascinante a metà song. Si procede con “Technicolor Society”, il pezzo sicuramente più allettante dei presenti, un hardcore sporco primordiale dotato di un refrain meraviglioso e accompagnato dalla splendida voce di Giuseppe Pascale, che ricorda “Tomas Lindberg” degli At The Gates!

“Control”, riporta i Glacial in tempi death sparati a gran velocità e con degli azzeccatissimi cori quasi epici nel refrain. Si conclude il tutto con un ottima “New Noise”, cover dei Refused (band hardcore / punk formatasi nel 1992 e sciolta nel 1998).

In conclusione, superbo ritorno in un piccolo assaggio che sicuramente si farà apprezzare dai kids di vecchia e nuova annata, nella speranza di ritrovarli presto con un full-lenght.

Tracklist:

1. Black Mountains
2. Technicolor Society
3. Control
4. New Noise (Refused Cover)

Line up:

Gianluca Molè – (chitarra samples)
Enzo Rotondaro – batteria / groovebox)
Giuseppe Pascale – (voce)
Giuseppe Tatangelo – (Basso)

Discografia:

“Secrets at the steam forest” – 1994
“Atlasphere:the burning circle” – 1994
“Frames” – 1997
“Fetish Parade” – 2000
“Illmatic” – 2004
“Filthy planet” – 2006

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(A cura di Ermanno Martignano)

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